Cronologia Parte Quinta
L’era del triopolio e l’avvio della transizione
dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi in rete
XVIII L’intermezzo dalla seconda alla
terza Repubblica. La crisi della televisione commerciale, l’egemonia di Murdoch
e la Rai dei banchieri (2012)
Dalla
tv domestica familiare al nomadismo mediatico personalizzato
Come emerge dal rapporto 2012 di It
Media “Il panorama audiovisivo è in trasformazione, in seguito alla concorrenza
derivante dai nuovi operatori Over-the-Top come Netflix, che nel 2012 ha proseguito la
propria espansione internazionale lanciando i propri servizi in Regno Unito e
Irlanda. Le offerte OTT come quelle di LoveFilm (di Amazon), Blinkbox (di
Tesco) o YouView (il servizio di connected TV capeggiato da BBC), solo per
limitarsi al mercato inglese, pongono grandi sfide agli operatori TV
tradizionali, che sono indotti ad entrare nel mercato online. Per citare
qualche caso: Sky Now TV, Iplayer, Premium Play, Sky on Demand. Le iniziative
hanno natura difensiva, ma possono contribuire a costruire un servizio più
ampio, migliore e completo ai propri abbonati, che in tal modo superano la
tentazione di disdire l’abbonamento (cord-cutting). L’ingresso nel segmento OTT
permette a broadcaster e operatori pay-TV di valorizzare i servizi esistenti
fornendo nuovi modi per accedere ai contenuti, accrescendo la gamma
dell’offerta ed estendendo la propria influenza sui nuovi media, oltre che
generare nuove fonti di ricavi. Nei 5 maggiori Paesi il 48% dei consumatori dichiara
di aver visto un film o uno spettacolo TV via internet. Il PC è il terminale
preferito per lo streaming video (68%), seguito da connected TV e lettori
Blu-ray connessi (20%). Per questo motivo gli operatori TV guardano agli
schermi secondari come smartphone e specialmente tablet, per consolidare il
rapporto con gli spettatori e migliorare il loro coinvolgimento nell’esperienza
televisiva. Essi cercano inoltre un posizionamento tra i business model
emergenti in seguito alla diffusione di tali dispositivi. Gli schermi secondari
offrono un elevato grado di personalizzazione, attivando contatti e
raccomandazioni su programmi e contenuti. Per gli operatori TV rappresentano
un’opportunità per nuove fonti di ricavo (pay o pubblicità) e per
ampliare il concetto di prime time. Si passa molto più tempo a guardare la TV di quanto si passi online (4
ore contro 15 min al giorno). Ma l’esplosione dei social media e la rapida
adozione di dispositivi connessi minacciano la capacità dei broadcaster di
trattenere e coinvolgere gli spettatori. Il tempo trascorso su Facebook non è
necessariamente sottratto alla TV. Ma sempre più consumatori, mentre guardano
lo schermo TV, si concentrano su dispositivi portatili (smartphone, tablets
..). La misurazione di queste attività parallele nella rilevazione degli
ascolti rischia di essere dirompente per broadcaster e inserzionisti. I
consumatori usano dispositivi diversi per esigenze diverse: smart TV per la
catch-up TV, smartphone e tablet per attività svolte individualmente, come
social media. Ma lo sviluppo di app “Social” per schermi secondari – es.
Zeebox – che aumentano il coinvolgimento degli spettatori TV potrebbe
cambiare in futuro le abitudini degli utenti. L’uso simultaneo di
più schermi crea opportunità per tutti gli operatori: sfruttando il successo
dei social media e dei dispositivi secondari connessi, si creano esperienze che
migliorano, più che distogliere, la visione TV. Se non è più un segreto che
l’online sta cambiando la TV ,
è ancor vero che la fruizione della TV tradizionale ricoprirà ancora un ruolo
importante. Il futuro della TV è dunque interattivo e Internet sta spingendo le
vecchie piattaforme televisive ad adeguarsi. In definitiva, secondo quanto
emerge dal rapporto ITMedia Consulting, la televisione continua ad essere
attraente e centrale nell’utilizzo del tempo libero e nelle preferenze dei
consumatori ma non è più monolitica e portatrice di modelli unici e consolidati
(broadcasting). Personalizzazione, immediatezza e ubiquità sono le condizioni
che garantiranno alla TV di continuare a essere attraente e competitiva
nell’accesso privilegiato alle informazioni e nell’utilizzo del tempo libero.
6-7 Maggio 2012 Si svolge il primo turno delle elezioni
amministrative in Italia. Segnano la crescita della frammentazione del sistema
politico con un tracollo del PDL (precipitato al 11,58%) e della Lega (2,71%),
un drastico ridimensionamento del Terzo Polo e una tenuta del PD (che da solo
conquista il 16,29%). Cresce il malcontento con l’astensione, l’affermazione a
sinistra di candidati dissidenti come Leoluca Orlando a Palermo il vendoliano
Marco Doria a Genova che sfiorano la vittoria al primo turno con il 47,42% e il
48,31%)), il leghista maroniano Flavio Tosi a Verona (eletto al primo turno con
il 57,35%) e l’affermazione del Movimento 5 stelle, terzo partito con il 6,9%,
davanti a UDC (4,96%), Italia dei Valori(4,47%), Sinistra Ecologia e Libertà
(3,07%) e Lega (2,71%), Movimento per le Autonomie (2,13%), Futuro e Libertà
per l’Italia (1,89%), Federazione della Sinistra (1,2%), Alleanza per l’Italia
(0,83%), Partito Socialista Italiano (0,80%), Alleanza di Centro (0,47%), La Destra (0,42%) e
Federazione dei Verdi (0,27%). Complessivamente la voce altri (liste civiche,
liste dei candidati a sindaco apparentate ai tre principali schieramenti, liste
dissidenti e altre formazioni minori) rappresentano ben il 42% dei voti
espressi.
7
Maggio 2012 Per uniformare la
pianificazione di dettaglio delle risorse da destinare alle emittenti locali
nelle aree già transitate al digitale prima del 2011 ai dettami della normativa
sopra evidenziata AGCOM approva Delibera n. 265/12/cons Revisione del piano di
assegnazione delle frequenze per il
servizio televisivo digitale terrestre nelle regioni Sardegna, Valle
d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia
Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, aree transitate al digitale prima
dell’anno 2011
20- 21 maggio
2012 al ballottaggio delle elezioni amministrative Il PD conquista
numerosi comuni strappando al centrodestra fra le altre le città di Como e
Monza. La legga perde sette comuni su sette. Il Centrosinistra batte il
centrodestra quindici a sei. Sebbene al
primo turno largamente distanziato dal rappresentante del PD fermo al 19,5%
contro il 39,2% il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti
conquista a sorpresa il municipio di Parma con oltre il 60% dei voti.
6
giugno 2012 Il Parlamento nomina i quattro commissari dell’Autorità Garante per
le Comunicazioni: sono Maurizio Decina (pd) Antonio Martusciello (pdl), antonio
posteraro (udc) e Antonio Preto (pdl). Due giorni dopo il presidente del
consiglio Monti indica l’economista bocconiano Angelo Marcello Cardani come
presidente
8
giugno 2012 A sorpresa il Presidente del
Consiglio Monti indica la vice direttore della Banca d’Italia Anna Maria
Tarantola come Presidente del CdA Rai in sostituzione di Paolo Garimberti.
Rappresentante indicato dal Tesoro è l’economista delle finanze Marco Pinto. Come DG Monti propone il
banchiere Luigi Gubitosi già manager di Bank of America Merril Lynch.
Formalmente dovrebbe essere designato dal CdA di concerto con l’azionista,
ovvero con il Tesoro. L’obiettivo di Monti è varare una riforma della
governance del servizio pubblico.
23
giugno 2012 Con delibera n. 353/11/CONS, l’Autorità ha adottato il nuovo regolamento relativo alla
radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale, che disciplina
l’attività di fornitura di servizi di media audiovisivi lineari, ivi inclusa la
diffusione di contenuti radiofonici digitali, di servizi interattivi associati
o di servizi di accesso condizionato e di operatore di rete, su frequenze
televisive terrestri in tecnica digitale..Il nuovo regolamento ha
sostituito il precedente regolamento (di cui alla delibera n. 435/01/CONS) con
una nuova disciplina che ha tenuto conto delle modificazioni normative
intervenute in materia di radiodiffusione televisiva terrestre e della
regolamentazione medio tempore adottata dall’Autorità in tale materia.
L’allegato
A del nuovo regolamento (art. 1) ha allineato le definizioni a quanto previsto dal
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che, nel recepire la
direttiva 2007/65/CE, ha introdotto, tra l’altro, nuove definizioni per
caratterizzare l’attività di fornitura di programmi audiovisivi. In merito alle
autorizzazioni per la fornitura di
servizi di media audiovisivi (artt. 3-7), in un’ottica di proporzionalità e
neutralità tecnologica, è stato precisato che i requisiti di capitale
sociale e numero dei dipendenti occupati previsti ai fini del rilascio
dell’autorizzazione in ambito nazionale e locale, requisiti mutuati dal regime
televisivo analogico, trovano applicazione fino alla data stabilita dalla legge
per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica.
Anche
le disposizioni concernenti gli obblighi di programmazione (artt. 8-14), cui sono
sottoposti i soggetti titolari di autorizzazione (registro programmi,
responsabilità e rettifica, pubblicità, sponsorizzazioni e televendite e
promozione della produzione audiovisiva europea) sono stati allineati alla
nuova disciplina introdotta dal Testo unico. Con riferimento all’attività di
operatore di rete televisiva (artt. 16-21) è stato specificato che tale
attività, in ambito nazionale e locale, è soggetta ad autorizzazione generale,
mentre il diritto d’uso di frequenze digitali terrestri è conseguito dai
soggetti autorizzati con distinto provvedimento dal Ministero dello sviluppo
economico.
Sono stati altresì specificati gli obblighi cui
sono tenuti i predetti operatori, di seguito sintetizzati:
a) rispetto degli obblighi stabiliti dall’articolo 42,
comma 1, del Testo unico;
b) rispetto delle norme tecniche di emissione vigenti,
adottando standard trasmissivi compatibili con le norme previste all’Allegato A
della delibera dell’Autorità n.216/00/CONS, come modificata, e osservando gli
obblighi in tema di numerazione automatica dei canali della televisione
digitale terrestre stabiliti dalla legge e dalla delibera n. 366/10/CONS;
c) rispetto delle normative sanitarie, ambientali,
urbanistiche e di assetto territoriale per l’installazione delle infrastrutture
e delle apparecchiature, nonché le disposizioni relative alla condivisione o
alla messa a disposizione degli impianti e dei siti;
d) obbligo di assicurare la sicurezza del funzionamento
della rete, il mantenimento della sua integrità, la qualità del segnale irradiato,
l’adeguata copertura del bacino assegnato, comunque non inferiore all’80% della
popolazione del bacino stesso da raggiungere nell’arco di cinque anni
dall’assegnazione del diritto di uso delle frequenze;
e) ai fini dell’uso efficiente dello spettro radio,
obbligo di trasportare su ciascuna rete nazionale o locale DVB-T, almeno sei
programmi o palinsesti diffusi in tecnica standard definition (SD) ovvero
almeno tre programmi o palinsesti diffusi in tecnica high definition (HD),
ovvero ancora, in caso di diffusione mista SD ed HD, almeno quattro programmi
televisivi di cui uno diffuso in HD. Nel numero di programmi di cui alla
presente lettera sono compresi i programmi simulcast analogico/digitale e i
programmi HD simulcast dei programmi SD, nonché i programmi differiti dello
stesso palinsesto.Tali configurazioni trovano applicazione decorsi sei mesi
dalla data di definitiva cessazione delle trasmissioni televisive analogiche. L’operatore
di rete in ambito locale, in particolare, fermo il rispetto della quota di riserva
di capacità trasmissiva stabilita dall’articolo 8, comma 2, del Testo unico a
favore dei soggetti autorizzati a fornire contenuti televisivi in ambito locale
e degli obblighi di must carry previsti dal Regolamento, può fornire servizi di
trasmissione e diffusione a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito
nazionale nel rispetto delle seguenti condizioni:
f) la capacità trasmissiva offerta non può superare
quella necessaria a trasportare due programmi nazionali per ciascun multiplex,
salva la compatibilità con gli obblighi di must carry dal regolamento;
g) la capacità trasmissiva non può essere offerta a
fornitori di contenuti nazionali controllati da o collegati con gli operatori
di rete televisiva nazionale. Inoltre la capacità trasmissiva utilizzata per il
trasporto del contenuto nazionale deve consentire una copertura di almeno il
50% della popolazione nazionale nel periodo di switch-over e una copertura di
almeno l’80% della popolazione nazionale alla data dello switch-off nazionale,
da conseguire mediante forme di consorzio o intese da parte di operatori di rete
in ambito locale.
È
stato altresì specificato che ai fornitori di servizi di media audiovisivi in
ambito nazionale trasportati da operatori di rete locali spettano le
numerazioni dei canali a diffusione nazionale previste dal Piano di numerazione
automatica dei canali della televisione digitale terrestre di cui all’allegato
A della citata delibera n. 366/10/CONS secondo i generi di programmazione ivi
previsti.
Con
riferimento al regime contributivo, è stato altresì stabilito che, fino alla
fine dell’anno di definitiva cessazione delle trasmissioni analogiche su tutto
il territorio nazionale, continui ad applicarsi il vigente regime di
contribuzione ai soggetti operanti su frequenze televisive terrestri anche in
tecnica digitale. Allo scadere di tale periodo i contributi per i diritti d’uso
delle frequenze saranno determinati secondo il regime di contribuzione previsto
dal Codice delle comunicazioni elettroniche, assicurando almeno la
compatibilità con gli attuali introiti statali.
Con
riferimento alle norme in materia di tutela del pluralismo e concorrenza e non discriminazione
(artt. 24-25), il Regolamento ha allineato i criteri alle disposizioni del Testo
unico e stabilito che, ai fini della verifica d’ufficio del rispetto dei limiti
alle autorizzazioni alla fornitura dei programmi televisivi nazionali e locali,
comunque entro il 30 ottobre di ciascun anno, i soggetti autorizzati alla
fornitura di programmi televisivi nazionali e locali comunicano entro il 30
giugno di ciascun anno all’Autorità il numero dei programmi autorizzati alla
diffusione secondo il modello allegato al Regolamento
27
-28 giugno 2012 La
Commissione Trasporti della Camera dà il via libera, con 36
voti favorevoli, tre contrari e un astenuto, alla nomina di Angelo Marcello
Cardani alla presidenza dell'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni. Nel suo settennato alla
guida dell’Autorità, Cardani sarà affiancato dai 4 consiglieri espressi da
Montecitorio e da Palazzo Madama: Maurizio Dècina, Antonio
Martusciello, Francesco Posteraro e Antonio Preto.
30
giugno 2012 A
questa data la forza-lavoro del Gruppo Rai
è di 11.569 dipendenti a cui si aggiungono 1.660 risorse a tempo
determinato, per un totale di oltre 13 mila dipendenti. Secondo i dati di
Mediobanca, aggiornati a fine 2011,
in forza alla Rai, alla fine del 2011, c’erano 11.378
lavoratori, più dei 10.830 totalizzati da Mediaset (6.126), Sky Italia (3.995)
e Ti Media (709) messe insieme. Numeri che, come abbiamo visto dall’ultima
semestrale, sono lievitati. Nel 2011, sottolinea ancora Mediobanca, il costo
del lavoro ha rappresentato il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset,
il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di euro di
canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi di euro,
ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky
Italia. Nel quinquennio 2007-2011 tra le fonti di ricavo della Rai l’unica ad
aumentare è il canone, con introiti saliti del 7,8%, mentre la pubblicità è
scesa del -21,9% (da 1,23 miliardi a 965 milioni) e gli altri ricavi del 30,9%
(da 350 a
242 milioni). I ricavi della televisione pubblica sono così scesi dell’8,1%,
contro un aumento del 4,3% di quelli di Mediaset e del 15% di Sky Italia. Per
la sola La7 i ricavi sono aumentati del 44,8% (-9,2% per tutto il gruppo Ti
Media). Il primo semestre 2012 della Rai, chiuso con una perdita di 129
milioni, ripropone la stessa situazione: i dipendenti sono saliti dell’1,7% a
11.569 unità mentre il fatturato è sceso del 7,1% a 1.433 milioni. Il quadro è
comunque difficile per tutti: l’utile di Mediaset si è ridotto da 163 a 43 milioni e i ricavi
sono scesi del 10,7%, mentre per La7 il contenimento del calo del fatturato
(-1,4%), non ha impedito una perdita di 37 milioni.
1
luglio 2012 Secondo quanto previsto dal contratto di servizio all’art. 36, “le trattative per la stipulazione del
Contratto relativo al triennio 2013-2015” debbono essere avviate dalle parti entro
il 1° luglio 2012. In
base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di
media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del
Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello
sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le
linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico
generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate
esigenze culturali, nazionali e locali.
4 luglio 2012. Data storica per la televisione. L’Italia
è tutta digitale. Finiscono le
trasmissioni analogiche Con lo spegnimento delle trasmissioni analogiche in
Sicilia – l’ultima regione in calendario preceduta
nei mesi precedenti da Abruzzo, Molise,
Puglia, Basilicata, Calabria per un totale di 13,5 milioni di abitanti
interessati nel 2012 e 5222 impianti - si è infatti conclusa la
digitalizzazione del Paese iniziata in Sardegna nel luglio del 2008. Il passaggio
al digitale terrestre, dice il Ministero, è avvenuto in otto anni (quattro
anni fra il primo e l’ultimo switch over) nel pieno rispetto delle tempistiche
europee e ha coinvolto, su tutto il territorio nazionale, 10 emittenti
nazionali e oltre 550 locali (che trasmettevano in analogico), per un totale di
24.200 impianti di trasmissione, attraverso i quali la quasi totalità dei
cittadini italiani può usufruire del nuovo segnale. Nelle zone d’ombra i
telespettatori possono contare sul segnale satellitare. TivùSat, per
esempio, è la risposta a questi problemi tecnici, poiché è complementare al
digitale terrestre. Con essa, infatti, la televisione gratuita arriva in quelle
aree orograficamente più difficili, offrendo a tutti una ulteriore possibilità
di scelta. TivùSat ha raggiunto un risultato molto importante con il suo
milione e mezzo di smart card attive grazie a scelte concrete, capaci di
rispondere alle necessità degli editori e alle esigenze degli utenti.
5
luglio 2012 Dopo giornate di polemiche si completa il quadro del Consiglio di
Amministrazione della Rai Via libera in commissione di Vigilanza Rai al
rinnovo. dei sette consiglieri di amministrazione di viale Mazzini di
competenza parlamentare. Gli eletti sono Antonio Verro, Antonio Pilati, Maria Luisa
Todini, Guglielmo Rositani (5 voti da Pdl e Lega), Gherardo Colombo e Benedetta
Tobagi (5 voti da Pd), Rodolfo De Laurentiis (5 voti dal Terzo Polo)
5
luglio 2012 Muore Massimo
Fichera , già collaboratore di Adriano Olivetti poi segretario
generale della Fondazione Olivetti,
primo direttore di Rai Due dopo la riforma poi vice direttore generale
Rai, Vice Presidente UER infine fondatore e primo Presidente di Euronews dal
1992 al 1996
5
luglio 2012 Lancio della piattaforma YouView nel Regno Unito, joint-venture fra
BBC ITV Channel 4 Channel 5 e gli operatori BT TalkTalk e Argiva, alla vigilia
dei Giochi Olimpici di Londra. Servizio senza abbonamento di connessione a
Internet, fornisce u centinaio di canali televisivi e radiofonici digitali,
catch-up tv degli ultimi sette giorni e programmi a richiesta in modalità VOD
dai cataloghi di BBCITV Channel 4 e Channel 5.
6
luglio 2012 L’Assemblea degli azionisti della Rai nomina il nuovo
Consiglio di Amministrazione della Tv pubblica. Ne fanno parte, informa una
nota, Gherardo Colombo, Rodolfo De Laurentiis, Antonio Pilati, Guglielmo
Rositani, Benedetta Tobagi, Maria Luisa Todini Antonio Verro, eletti dalla
Commissione Parlamentare di Vigilanza, Marco Pinto e Anna Maria
Tarantola designati, come prevede la legge, dall’azionista di maggioranza,
vale a dire il Ministero dell’Economia. Lo stesso dicastero ha indicato la Tarantola , vicedirettore
della Banca d'Italia, per la nomina a presidente dell’azienda che dovrà essere
sottoposta al parere vincolante della Vigilanza stessa (occorre la maggioranza
dei due terzi dei sì, ovvero 27 voti su 40). A questo punto il nuovo Cda
designerà alla direzione generale Luigi Gubitosi, comunque già candidato
dal premier Mario Monti, che formalmente dovrà avere il parere positivo proprio
del ministero dell’Economia.
7
luglio 2012 Il nuovo CdA nomina Anna Maria Tarantola Presidente con sette voti
e un astenuto, il Consigliere Pdl Antonio Verro. La Tarantola ha preferito
non essere presente alla riunione per “garbo istituzionale e per rispetto
verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di
votarla come presidente”. L’astensione al voto di Verro si spiega con gli
scontri in atto sui nuovi poteri da assegnare al presidente che il Pdl ritiene
illegittimi. La richiesta del premier Mario Monti, che ha indicato l'ex
vicedirettore di Banca d'Italia, è di assegnarle poteri di firma sulle spese
fino a 10 milioni di euro, quando oggi il tetto arriva a 2,5 milioni e la
competenza fino a questa cifra è attualmente del solo direttore generale, che
poi per anche un solo euro in più deve richiedere il parere del Cda; autonomia
anche sulle nomine dei direttori, ad esclusione di quelli editoriali (in buona
sostanza i direttori di reti generaliste) e di testate. Si profilerebbe,
quindi, una vera e propria ‘rivoluzione’ nella filiera decisionale, con poteri
del presidente accresciuti, cui si deve aggiungere il ruolo preminente del
nuovo direttore generale, che il governo ha indicato nella persona
di Luigi Gubitosi.
11
luglio 2012 Assegnati i diritti d'uso
definitivi delle frequenze televisive digitali terrestri: La durata dei diritti
d’uso è di 20 anni, in modo da consentire l'ammortamento degli investimenti
necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali
frequenze. Il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato ai
broadcaster nazionali e alle Tv locali i provvedimenti relativi
all’assegnazione dei diritti d'uso definitivi delle frequenze
televisive. Tale procedura, prevista dalla legge 220/10 e dal decreto legge
34/11, introduce l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a
livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con
il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale. Alle emittenti
nazionali sono state rilasciate complessivamente 19 frequenze (16 in DVBT: 4 a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad
altri soggetti; 3 in
DVBH) coerentemente alla pianificazione concordata in sede comunitaria e
attuata con la delibera Agcom 181/09 Cons. A questa prima tranche si
aggiungeranno altre 6 frequenze, che saranno assegnate secondo la gara a
offerta economica recentemente stabilita dal Governo, per la quale l’Agcom
entro agosto dovrà emanare il disciplinare. Il Ministero spiega in una nota che
la durata prevista dei diritti d’uso, analogamente a quanto previsto da altri
settori delle tlc, è di 20 anni, così come consentito dal Codice
delle Comunicazioni Elettroniche e dal regolamento Agcom 353/11/CONS,
secondo cui il periodo di rilascio dev'essere adeguato per consentire
l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle
infrastrutture che operano su tali frequenze. Lo
Stato potrà comunque apporre limitazioni, condizioni e obblighi sulle frequenze
date in uso, anche in seguito a disposizioni comunitarie che dovessero essere
emanate in materia, a deliberazioni adottate dall’Autorità nonché ad atti e
provvedimenti emanati dal Ministero dello Sviluppo economico. Per tale ragione,
nello stesso provvedimento è previsto che il diritto d’uso possa esercitarsi su
frequenze diverse da quelle assegnate, che consentano un'eguale capacità
trasmissiva.
12
luglio 2012 Anna Maria Tarantola è ufficialmente il nuovo
presidente Rai. L’ex vicedirettore di Banca d'Italia ha ottenuto in
Vigilanza 31 voti favorevoli su 40 componenti della Commissione e nessun
contrario, una scheda nulla e due bianche. I parlamentari dell'Idv e della Lega
non hanno preso parte alla seduta. Il quorum richiesto era di 27 sì, i due
terzi della commissione. Alla notizia è scattato l'applauso del presidente
della Camera Gianfranco Fini. Da oggi la Rai e il servizio pubblico sono una realtà
diversa', ha immediatamente commentato il presidente della
Vigilanza, Sergio Zavoli, aggiungendo: “Ma per legittimare ogni aspetto
strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase, quando la Vigilanza sarà tenuta a
proseguire il proprio compito istituzionale indirizzando l'iter del processo
rifondativo”. Ora resta il passaggio formale della presa d’atto nel Cda di
Viale Mazzini, che dovrà poi procedere alla nomina del nuovo direttore
generale, che il Ministero dell’Economia ha indicato in Luigi Gubitosi.
17
luglio 2012 Via libera dal Cda Rai alla nomina di Luigi
Gubitosi alla direzione generale della Tv pubblica. La nomina,
all’unanimità, è stata formalizzata con il passaggio nell’assemblea degli
azionisti, per poi tornare nuovamente in Cda per il voto definitivo. Luigi
Gubitosi, 51 anni, origini napoletane, nel corso della sua carriera
professionale è passato per alcune delle più grandi compagnie internazionali,
tra le quali Fiat e Wind, dove è stato direttore finanziario e
poi amministratore delegato. Nel novembre 2011 è stato designato country
manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of
America per l'Italia, ruolo che ricopre in maniera ufficiale dal primo
dicembre 2011. Gubitosi Insegna finanza aziendale internazionale presso
l'Università Luiss Guido Carli.
19
luglio 2012 Il Cda RAI vota sì ai nuovi poteri per presidente e direttore
generale. Si astiene in parte il Pdl. Maggiore potere di spesa e nomine
dell’area corporate. Quelle editoriali restano in mano al Cda. Intesa anche sul
contratto per Gubitosi. Accordo raggiunto in Cda Rai sulle deleghe al
neopresidente Anna Maria Tarantola, che ne aumentano di fatto i poteri in
termini di gestione della spesa della Tv pubblica. Hanno votato a favore sei
consiglieri, inclusa Luisa Todini eletta in quota Pdl, mentre si sono
astenuti Antonio Verro, Antonio Pilati e Guglielmo Rositani. Il Cda,
spiega una nota di Viale Mazzini, ha votato per parti separate le deleghe
concernenti i limiti di spesa (contratti fino a 10 milioni di euro rispetto
agli attuali 2,5 milioni) e quelle riguardanti le nomine dei dirigenti di primo
e secondo livello dell’area corporate. Restano escluse dai poteri del
presidente quelle editoriali. La
Tarantola non ha preso parte alla votazione. Riguardo al
contratto da 650 mila euro per il nuovo direttore generale Luigi
Gubitosi, sul quale ieri s’è registrato il forte dissenso del Pdl ma anche del
rappresentante della Corte dei Conti e diversi esponenti politici anche di area
Pd, si sarebbe deciso di portare a 400 mila euro la parte fissa e a 250
mila euro l'indennità di funzione. L'ipotesi iniziale, comunicata ieri dal
presidente, era di una parte fissa di 500 mila euro e di un'indennità di 150
mila. Lo avrebbe comunicato, secondo quanto si apprende da fonti interne, il
presidente all'inizio del consiglio, spiegando di aver raggiunto un'intesa con
il direttore generale. Il contratto resterà comunque a tempo indeterminato.
25
luglio 2012 Il Consiglio AGCOM approva la Delibera n. 317/12/cons “Proroga dei termini del
procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema
integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno 2010 avviato con delibera n.
677/11/cons”. Con riferimento ai singoli mercati che compongono il Sistema
integrato delle comunicazioni, l’Autorità ha provveduto a individuarli e
analizzarli con delibera n. 555/10/CONS, nell’ambito della quale l’applicazione
di una rigorosa metodologia basata su consolidati strumenti antitrust e di
tutela del pluralismo dell’informazione per l’analisi della sostituibilità fra
i diversi mezzi di comunicazione, nonché la considerazione della più recente
giurisprudenza, hanno consentito di identificare i seguenti mercati
rilevanti:a) televisione in chiaro; b) televisione a pagamento; c) radio; d)
quotidiani; e) periodici. Inoltre, in considerazione della particolare
rilevanza di internet relativamente alla garanzia del pluralismo dei mezzi di
comunicazione, l’Autorità ha ritenuto necessario, nelle proprie conclusioni,
sollecitare un intervento del legislatore volto a ridefinire le aree economiche
rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, includendo appunto il web nella
sua interezza ed escludendo invece mercati non pertinenti (quali l’annuaristica
e il below the line).
4
Settembre 2012 A
seguito delle sentenze del Consiglio di Stato depositate lo scorso 31
agosto l’Agcom dovrà rivedere tutto il Piano di numerazione
automatica dei canali (LCN - Logical Channel Number).
5
settembre 2012 Il Cda approva i criteri di designazione dei consiglieri di
amministrazione delle società del gruppo: i dirigenti devono essere tutti
interni tranne motivate eccezioni. In ogni caso, comunque, la maggioranza deve
essere composta da interni. Luigi Gubitosi è il nuovo presidente di Sipra
mentre l’amministratore delegato è Lorenza Lei. L'uscita di scena di Aldo Reali
sarebbe legata ai risultati negativi registrati da Sipra. La raccolta della Rai
è, infatti, scesa del 19,6% nel primo semestre di quest'anno contro il -11,2%
di Mediaset (mercato TV -10%), nonostante il vertice Rai con direttore generale
proprio Lorenza Lei ha avviato a una robusta manovra correttiva per tenere
fermo l'obiettivo del pareggio o dell'utile di bilancio. Rispetto ai 950
milioni della prima riprevisione del bilancio 2012, attualmente la
concessionaria ha comunicato all'azienda una chiusura d'anno compresa in una
forbice tra 830 e 870 milioni. A questo va aggiunto la perdita di grosse quote
di mercato, a vantaggio di Mediaset e Sky, nonostante il successo di ascolto
delle reti Rai. Nel Consiglio di Sipra,
su richiesta di Gubitosi, sono entrati i tre direttori di rete: Mauro Mazza di
Rai1, Pasquale D’Alessandro di Rai2 e Antonio Di Bella di Rai3. Il loro impegno
nella concessionaria della raccolta pubblicitaria non è, infatti, incompatibile
con l’attuale ruolo di responsabili delle reti. Il Cda ha anche accolto
l'indicazione di Gubitosi di nominare consiglieri di Rai Way, oltre a sé
stesso, Luca Balestrieri, Stefano Ciccotti, Luigi Rocchi e Roberto Sergio.
Quest’ultimo, attuale presidente Sipra, è il nuovo presidente di Rai Way,
mentre Ciccotti è amministratore delegato e Aldo Mancino, il nuovo direttore
generale. Nomine di grande importanza queste anche in vista del fondamentale
ruolo che giocherà Rai Way nell’asta delle frequenze Tv. Cambio di guardia
anche per Rai Fiction. Il Cda ha votato all’unanimità per dare la presidenza
all’attuale capostruttura Eleonora Andreatta, con grande soddisfazione
dell’Associazione Produttori Televisivi (APT).
11
settembre 2011 Pubblicata la bozza finale del Decreto Digitalia. con le misure
del Governo per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda
digitale italiana ed europea. Tra i passaggi di maggiore rilievo nella
bozza del Decreto ci sono temi caldi per le imprese: disegno di legge annuale
per l’incentivo dei servizi digitali, open data e riuso, smart cities,
semplificazioni per start-up, agevolazioni per chi avvia attività di
e-commerce, pagamenti elettronici e Mobile, Piano Nazionale Banda Larga. Sparito
invece il comma che consentiva di creare un’hotspot Wi-Fi con
la sempliceautocertificazione, promuovendone la diffusione
Numeroseleperplessità espresse dagli operatori soprattutto per il Piano Banda
Larga il Governo ha stanziato 150 milioni di euro per il 2013,
un plafond che appare insufficiente a raggiungere gli obiettivi
prefissati. Sarà infatti necessario investire pesantemente nella
realizzazione delle infrastrutture necessarie a combattere il digital
divide che ancora attanaglia il nostro Paese.Perplessità anche sull’Agenzia per
l’Italia Digitale, istituita da poco con lo scopo di far confluire in
un’unica Istituzione funzioni che finora venivano svolte da Enti separati. L’obiettivo
dell’Agenzia è di accelerare la realizzazione della Agenda digitale
Italiana, coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove
tecnologie e assicurare l’interoperabilità tra i sistemi informatici della PA
come richiesto dall’UE, nei confronti della quale l’Agenzia svolgerà il ruolo di
interlocutore privilegiato per l’Italia.
18
settembre 2012 A
dieci giorni dall’inizio del processo di vendita di Telecom Italia Media, dopo
le smentite di un interessamento da parte di Mediaset e da parte di Sky Italia,
anche il gruppo L?Espresso smentisce voci di alleanze strategiche con Rupert
Murdoch in vista dell’avvio del processo
di gara in sostituzione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze
del dividendo digitale L’Espresso
definisce, inoltre, “infondate e strumentali le contestazioni mosse in
particolare da un quotidiano al proprio ruolo nel mercato televisivo
italiano”.. “ In realtà, come riconosciuto anche dall’Agcom nel ‘Procedimento
per l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato
delle comunicazioni’”, rileva il comunicato, “il Gruppo L’Espresso, in
particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, contribuisce al pluralismo
del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte
concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della
concorrenza. Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e
serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno)
e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate elettorali
e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da Rete A 25 anni
fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su un’emittente privata”.
19
settembre 2010 Rai, Cda approva
semestrale. Perdite per 129 mln di euro: pesano crisi pubblicitaria e costi
elevati dei diritti sportivi. La Rai stima una perdita a fine anno di circa 200
milioni di euro. Costo del lavoro più 2,5 mln di euro.
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha
approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda,
presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di
mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale
Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato
radiotelevisivo italiano fornendo un servizio sempre più articolato e
finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva
progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo
conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di
share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale
degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa
80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa
il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro
macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi
dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti
anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e
finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con
una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178
milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del
2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di
euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è
principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari
a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di
euro rispetto al 2011.
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha
approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda,
presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di
mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale
Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato
radiotelevisivo italiano fornendo un servizio sempre più articolato e
finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva
progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo
conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di
share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale
degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa
80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa
il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro
macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi
dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti
anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e
finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con
una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178
milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del
2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di
euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è
principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari
a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di
euro rispetto al 2011.
26
settembre 2012 A
fronte del quadro desolante la
Presidente della Rai Anna Maria Tarantola dichiara la
necessità per il servizio pubblico di ‘Riguadagnare la fiducia dei telespettatori,
adeguandoci all’era di internet’
27
settembre 2012 Vendita Telecom Italia Media. Tre offerte non vincolanti
sarebbero state presentate il 24 settembre 2012 per l'acquisto della
controllata TI Media, da Clessidra, Discovery Channel e dal gruppo telefonico 3
Italia. In vendita ci sono le Tv, La7 e MTV, e i tre multiplex. Stando alle
ultime indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel,
già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due
emittenti Tv per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto
380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia,
controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320
milioni di euro, per entrambi gli asset. Si suppone che in un secondo momento
all’operatore tlc si accosterà un altro investitore interessato alle tv, forse
Cairo Communications. Ricordiamo che 3 Italia possiede già un multiplex per la
trasmissione in DVB-H a cui però, stando all’ultima normativa, può cambiare la
destinazione d’uso. Se la richiesta gli venisse accordata, con quelli di TI
Media, salirebbe a quattro mux per trasmettere in DVB-T. In ogni caso, sempre
secondo indiscrezioni, pare che tutte e tre le società abbiano chiesto ai due
advisor, Mediobanca e Citigroup, di rivedere il contratto con la concessionaria
Cairo, che raccoglie la pubblicità per La7, che scade addirittura nel 2019 e
prevede condizioni particolarmente vantaggiose per il gruppo di Urbano Cairo
3
ottobre 2012 Presentato il X Rapporto Censis UCSI sui consumi mediatici nel
2012, da cui risulta premiata
l’integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che
coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9%
rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la tv. Si consolida
il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile
tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha
l’abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il
42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. E
queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo
rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. La chiave del successo è l’integrazione
dei vecchi media nell’ambiente di Internet. Anche la radio resta un mezzo a
larghissima diffusione di massa: l’ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7% in
un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano
all’intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%)
e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo
digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Non
si ferma l’emorragia di lettori della carta stampata. I quotidiani registrano
un calo di lettori del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa,
oggi sono diventati solo il 45,5%), anche se le testate online contano il 2,1%
di contatti in più (20,3% di utenza). La free press perde l’11,8% di lettori
(25,7% di utenza), -1% i settimanali (27,5% di utenza), +1% i mensili (19,4% di
utenza), -6,5% l’editoria libraria. Ormai meno della metà degli italiani legge
almeno un libro all’anno: il 49,7%. Anche se si segnala un +1% per gli ebook. E
proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il
2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al
33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.
9
ottobre 2010 YouTube continua nella propria missione: ampliare gli investimenti
per la produzione di contenuti originali. La più famosa piattaforma al
mondo di video-sharing, controllata da Google, ha annunciato di aver
chiuso le trattative per pagare, in anticipo, i produttori di video in
Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti nel tentativo di creare 60 canali
‘originali’, che si andranno ad aggiungere ai 100 canali americani lanciati
nell’ottobre 2011. Per quanto riguarda la Francia , YouTube ha annunciato oggi il lancio di
13 canali televisivi, con contenuti originali per settori quali cultura,
salute, commedia, attualità e società. Produttori come Endemol
France, Groupe Aufeminin, Euronews, Capa
Prod o Lagardère Active nei prossimi giorni metteranno online questi
13 canali tematici gratuiti, che vanno dall’entertainment alla salute, passando
per la famiglia, la cultura e la cucina.
11
ottobre 2012 Il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri si
propone di modificare il Titolo V della Parte II della Costituzione. Questo
avviene a distanza di più di dieci anni dalla legge costituzionale n. 3 del
2001 che, come noto, ha radicalmente trasformato l’impianto originario della
Costituzione del 1948, nel senso di una valorizzazione costituzionale delle
autonomie territoriali sulla scia dell’importante decentramento amministrativo
realizzato nella medesima legislatura, con le cosiddetta leggi Bassanini. Questa
volta la direzione appare nel senso di una limitazione dell’autonomia regionale
e di un recupero di potere da parte dello Stato centrale. L’obiettivo primario
perseguito, e dichiarato dal Governo, con la sua iniziativa è quello di ridurre
le inefficienze del sistema dovute a sovrapposizione e intrecci di competenze.
La riarticolazione delle competenze rappresenta, nelle intenzioni, lo strumento
con cui mettere sotto controllo la spesa regionale. Gli interventi, estesi ora
anche alle Regioni speciali, sono volti a garantire “l’unità giuridica ed
economica della Repubblica”.
Come sottolineato da un
costituzionalista “È la prima volta, nella lunga evoluzione del
regionalismo italiano, che si assiste a un significativo passo indietro”. “Nell’ambito dei principi fondamentali dello
Stato, le Regioni e le autonomie locali devono, infatti, poter contribuire alla
diffusione della banda larga oggi e di quella superlarga domani. Questo
peraltro è già avvenuto, in alcune realtà, attraverso la posa di fibra ottica
spenta, accordi regionali o locali con operatori, creazione di distretti
tecnologici per le imprese regionali. È assolutamente necessario non ostacolare
questi progetti ma semmai coordinarli al fine di evitare duplicazioni e sprechi”
11
ottobre 2012 Secondo l’Unione
Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT-ITU), telecomunicazioni e banda
larga sono sempre più accessibili e diffusi, ma l’Italia scivola al 29° posto
nella classifica basata sull’indice IDI
(ICT Development Index) che misura il livello di accesso, utilizzo e competenze
ICT – secondo la quale l’economia più avanzata è la Corea del Sud seguita da
Svezia, Danimarca, Islanda e Finlandia. L’adozione delle tecnologie
dell’Informazione e della comunicazione continua a crescere nel mondo,
spinta da un costante calo dei prezzi telefonici e della banda larga. 2,3
miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale, sono connesse
a internet, in aumento rispetto allo scorso anno dell’11%, mentre il numero di
connessioni mobili è cresciuto lo scorso anno di 600 milioni, per raggiungere
quota 6 miliardi, ossia l’86% della popolazione.
24
ottobre 2012 Silvio Berlusconi rinuncia a
ricandidarsi come leader del centro destra e lancia le primarie del
Popolo della Libertà
1
novembre 2012 Sky Italia lancia Sky Arte HD, il primo canale italiano
interamente dedicato all’argomento nei suoi molteplici aspetti - dalla
letteratura alla fotografia, passando per i festival, la musica, le arti
digitali, la grafica, il design e naturalmente la pittura e la scultura, dando
grande visibilità alle straordinarie risorse culturali del Paese e ai suoi
nuovi talenti, proponendosi come vetrina per il patrimonio artistico e
culturale italiano. Il nuovo canale racconterà le migliori espressioni
artistiche in tutti gli ambiti con un focus sul design e sull’arte
contemporanea, due settori d’eccellenza per la creatività italiana nel mondo.
In palinsesto reportage, magazine, rubriche e programmi di edutainment e
infotainment, ma anche reality a tema arte e ritratti inediti dei protagonisti.
Sky Arte HD nasce, quindi, per proporsi come un interlocutore privilegiato, per
gli artisti, le istituzioni e le grandi manifestazioni culturali che vogliano
dare visibilità, anche internazionale, al loro operato. Tra gli obiettivi c’é
infatti la distribuzione internazionale dei programmi principali, in
partnership con i principali canali dedicati all’arte di tutto il mondo. La
scelta di puntare, anche in questo caso, sull’eccellenza delle produzioni
originali italiane rappresenta un’ulteriore scommessa sulla professionalità di
tanti giovani talenti, a cui verrà offerta la possibilità di sperimentare nuovi
format e nuovi linguaggi. Sky Arte HD sarà anche una nuova occasione per ‘fare
sistema’, creare sinergie e stringere partnership con istituzioni pubbliche
locali e nazionali, investitori e soggetti culturali per favorire lo sviluppo
di un settore che ha grandi potenzialità e che può dare un contributo alla
ripresa economica del paese.
19
novembre 2012 Scade la seconda fase di presentazione delle offerte non
vincolanti per la vendita di Telecom Italia Media. in corsa ci sono Clessidra, Discovery Channel
e 3 Italia. tando alle indiscrezioni, la società americana di John Malone,
Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe
acquistare solo le due emittenti Tv – La7 e MTV - per 100 milioni di euro, al
netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e
mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G,
avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset.
3-4
dicembre 2012 Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali
(WCIT-12) a Dubai per rivedere le Regole Internazionali sulle Telecomunicazioni
Secondo l’invito del rappresentante italiano Giancarlo Innocenzi Botti la UN Broadband
Commission istituita nel maggio 2010 su iniziativa
congiunta dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) e
dell’UNESCO, allo scopo di promuovere lo sviluppo della banda larga
potrebbe assumere un ruolo di mediazione nell’acceso dibattito che ne è
scaturito. “Sul tema ITR – ha dichiarato - si è aperto uno scontro molto duro tra
lobby, che sta crescendo ogni giorno di più. Il dibattito si gioca tra la
proposta ETNO (ovvero i principali operatori Tlc europei) da una parte e
dall’altra i cosiddetti Over-the-Top (Google, Apple, Amazon, Netflix, Facebook
ecc.) aziende tutte americane accanto alle quali si sono schierati gli
Stati Uniti con uno spiegamento di forze imponente”.
31 dicembre 2012 Si concluderà il processo
di switch over in Italia e nel Regno Unito. Si prevede che oltre il 50% dei
primi televisori sarà collegato ad un ricevitore digitale terrestre a fronte di
un 20-25% collegato ad una piattaforma digitale via satellite e un 10-15% ad
una piattaforma IPTV e meno del 10% ad un’offerta digitale via cavo, mentre
l’incidenza del digitale terrestre sarà più alta sugli altri televisori in casa
31
dicembre 2012 Scade il contratto di servizio triennale 2010-2012 e in
previsione del rinnovo sono esaminati i
risultati dell’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione sul contenuto
degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo avviata
dall’Autorità.
Il rinnovo del contratto di servizio. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun
rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico
e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso
Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo
dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali,
nazionali e locali. A tal fine AGCOM nella sua Relazione annuale osserva: Come
è noto, i mutamenti della fruizione dei contenuti indotti dalla
digitalizzazione e dalla veicolazione degli stessi sulle diverse piattaforme di
trasmissione hanno innescato, in numerosi Paesi europei quali, ad esempio,
Francia, Germania e Regno Unito, il riposizionamento dei servizi pubblici
radiotelevisivi. Il nuovo scenario, che vede molti Stati dell’Unione europea
impegnati nel rinnovamento degli obiettivi del servizio pubblico (politiche di
ridefinizione della missione e dell’identità di servizio pubblico, riorganizzazione,
strategie di innovazione, ecc.), ha suggerito di far precedere la stesura delle
nuove linee-guida da una indagine conoscitiva, volta a intercettare le istanze
e le aspettative sul contenuto degli obblighi di servizio pubblico del prossimo
triennio. L’opportunità dell’indagine trova ulteriore motivazione nel quadro giuridico
comunitario. I cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica richiedono,
infatti, che gli operatori pubblici ridefiniscano, nel rispetto del mercato e
della concorrenza, gli obiettivi di politica pubblica, demarcando i nuovi
confini del servizio pubblico radiotelevisivo in termini di prestazioni e
servizi. In tale direzione, con la Comunicazione 2009/C 257/01 relativa
all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di
emittenza radiotelevisiva, la
Commissione europea ha previsto che gli Stati membri,
rispetto alla diversificazione dei servizi pubblici di emittenza
radiotelevisiva nello scenario digitale, verifichino, attraverso una procedura
di consultazione aperta, la coerenza di ogni nuovo servizio che si valuti come
“rilevante” per i compiti di servizio pubblico radiotelevisivo.
Il
sistema legislativo italiano già ricomprende, nella concessione ex lege del
servizio pubblico radiotelevisivo disposta in capo alla Rai fino al 2016 (art.
49, comma 1, del Testo unico), sia la diffusione circolare di programmi
televisivi e radiofonici con qualsiasi mezzo tecnico sull’intero territorio
nazionale, sia l’offerta di servizi innovativi (art. 45, comma 2, del Testo
unico). L’esigenza rappresentata nella citata Comunicazione 2009/C 257/01 viene
soddisfatta dall’indagine conoscitiva propedeutica alla fissazione delle nuove
linee-guida, che costituisce un’occasione di riflessione pubblica nella
prospettiva di sviluppo dell’offerta della televisione pubblica nei tre ambiti
tematici ai quali la legge ancora la fissazione degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico, cioè, come già detto, lo sviluppo dei mercati, il progresso
tecnologico e le mutate esigenze culturali, nazionali e locali. L’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione
delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico
generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma
4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ha affrontato
diversi quesiti proposti che riguardano, in particolare, i mutamenti
tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a
cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito
cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento
socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza,
ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in
generale, alla programmazione televisiva.”
6 maggio 2016 Scade la concessione
del servizio pubblico generale radiotelevisivo, affidata alla Rai ai sensi
dell’articolo 49 comma 1 del Testo Unico
Nessun commento:
Posta un commento