giovedì 25 ottobre 2012

2012-2016


Cronologia Parte Quinta

L’era del triopolio e l’avvio della transizione dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi in rete


XVIII L’intermezzo dalla seconda alla terza Repubblica. La crisi della televisione commerciale, l’egemonia di Murdoch e la Rai dei banchieri (2012)

Dalla tv domestica familiare al nomadismo mediatico personalizzato

Come emerge dal rapporto 2012 di It Media “Il panorama audiovisivo è in trasformazione, in seguito alla concorrenza derivante dai nuovi operatori Over-the-Top come Netflix, che nel 2012 ha proseguito la propria espansione internazionale lanciando i propri servizi in Regno Unito e Irlanda. Le offerte OTT come quelle di LoveFilm (di Amazon), Blinkbox (di Tesco) o YouView (il servizio di connected TV capeggiato da BBC), solo per limitarsi al mercato inglese, pongono grandi sfide agli operatori TV tradizionali, che sono indotti ad entrare nel mercato online. Per citare qualche caso: Sky Now TV, Iplayer, Premium Play, Sky on Demand. Le iniziative hanno natura difensiva, ma possono contribuire a costruire un servizio più ampio, migliore e completo ai propri abbonati, che in tal modo superano la tentazione di disdire l’abbonamento (cord-cutting). L’ingresso nel segmento OTT permette a broadcaster e operatori pay-TV di valorizzare i servizi esistenti fornendo nuovi modi per accedere ai contenuti, accrescendo la gamma dell’offerta ed estendendo la propria influenza sui nuovi media, oltre che generare nuove fonti di ricavi. Nei 5 maggiori Paesi il 48% dei consumatori dichiara di aver visto un film o uno spettacolo TV via internet. Il PC è il terminale preferito per lo streaming video (68%), seguito da connected TV e lettori Blu-ray connessi (20%). Per questo motivo gli operatori TV guardano agli schermi secondari come smartphone e specialmente tablet, per consolidare il rapporto con gli spettatori e migliorare il loro coinvolgimento nell’esperienza televisiva. Essi cercano inoltre un posizionamento tra i business model emergenti in seguito alla diffusione di tali dispositivi. Gli schermi secondari offrono un elevato grado di personalizzazione, attivando contatti e raccomandazioni su programmi e contenuti. Per gli operatori TV rappresentano un’opportunità  per nuove fonti di ricavo (pay o pubblicità) e per ampliare il concetto di prime time. Si passa molto più tempo a guardare la TV di quanto si passi online (4 ore contro 15 min al giorno). Ma l’esplosione dei social media e la rapida adozione di dispositivi connessi minacciano la capacità dei broadcaster di trattenere e coinvolgere gli spettatori. Il tempo trascorso su Facebook non è necessariamente sottratto alla TV. Ma sempre più consumatori, mentre guardano lo schermo TV, si concentrano su dispositivi portatili (smartphone, tablets ..).  La misurazione di queste attività parallele nella rilevazione degli ascolti rischia di essere dirompente per broadcaster e inserzionisti. I consumatori usano dispositivi diversi per esigenze diverse: smart TV per la catch-up TV, smartphone e tablet per attività svolte individualmente, come social media.  Ma lo sviluppo di app “Social” per schermi secondari – es. Zeebox – che aumentano il coinvolgimento degli spettatori TV potrebbe cambiare  in futuro  le abitudini degli utenti. L’uso simultaneo di più schermi crea opportunità per tutti gli operatori: sfruttando il successo dei social media e dei dispositivi secondari connessi, si creano esperienze che migliorano, più che distogliere, la visione TV. Se non è più un segreto che l’online sta cambiando la TV, è ancor vero che la fruizione della TV tradizionale ricoprirà ancora un ruolo importante. Il futuro della TV è dunque interattivo e Internet sta spingendo le vecchie piattaforme televisive ad adeguarsi. In definitiva, secondo quanto emerge dal rapporto ITMedia Consulting, la televisione continua ad essere attraente e centrale nell’utilizzo del tempo libero e nelle preferenze dei consumatori ma non è più monolitica e portatrice di modelli unici e consolidati (broadcasting). Personalizzazione, immediatezza e ubiquità sono le condizioni che garantiranno alla TV di continuare a essere attraente e competitiva nell’accesso privilegiato alle informazioni e nell’utilizzo del tempo libero.


6-7 Maggio 2012 Si svolge il primo turno delle elezioni amministrative in Italia. Segnano la crescita della frammentazione del sistema politico con un tracollo del PDL (precipitato al 11,58%) e della Lega (2,71%), un drastico ridimensionamento del Terzo Polo e una tenuta del PD (che da solo conquista il 16,29%). Cresce il malcontento con l’astensione, l’affermazione a sinistra di candidati dissidenti come Leoluca Orlando a Palermo il vendoliano Marco Doria a Genova che sfiorano la vittoria al primo turno con il 47,42% e il 48,31%)), il leghista maroniano Flavio Tosi a Verona (eletto al primo turno con il 57,35%) e l’affermazione del Movimento 5 stelle, terzo partito con il 6,9%, davanti a UDC (4,96%), Italia dei Valori(4,47%), Sinistra Ecologia e Libertà (3,07%) e Lega (2,71%), Movimento per le Autonomie (2,13%), Futuro e Libertà per l’Italia (1,89%), Federazione della Sinistra (1,2%), Alleanza per l’Italia (0,83%), Partito Socialista Italiano (0,80%), Alleanza di Centro (0,47%), La Destra (0,42%) e Federazione dei Verdi (0,27%). Complessivamente la voce altri (liste civiche, liste dei candidati a sindaco apparentate ai tre principali schieramenti, liste dissidenti e altre formazioni minori) rappresentano ben il 42% dei voti espressi.

7 Maggio 2012 Per uniformare la pianificazione di dettaglio delle risorse da destinare alle emittenti locali nelle aree già transitate al digitale prima del 2011 ai dettami della normativa sopra evidenziata AGCOM approva Delibera n. 265/12/cons Revisione del piano di assegnazione delle frequenze per il  servizio televisivo digitale terrestre nelle regioni Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, aree transitate al digitale prima dell’anno 2011

 2021 maggio 2012 al ballottaggio delle elezioni amministrative Il PD conquista numerosi comuni strappando al centrodestra fra le altre le città di Como e Monza. La legga perde sette comuni su sette. Il Centrosinistra batte il centrodestra quindici a sei.  Sebbene al primo turno largamente distanziato dal rappresentante del PD fermo al 19,5% contro il 39,2% il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti conquista a sorpresa il municipio di Parma con oltre il 60% dei voti.

6 giugno 2012 Il Parlamento nomina i quattro commissari dell’Autorità Garante per le Comunicazioni: sono Maurizio Decina (pd) Antonio Martusciello (pdl), antonio posteraro (udc) e Antonio Preto (pdl). Due giorni dopo il presidente del consiglio Monti indica l’economista bocconiano Angelo Marcello Cardani come presidente

8 giugno 2012  A sorpresa il Presidente del Consiglio Monti indica la vice direttore della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola come Presidente del CdA Rai in sostituzione di Paolo Garimberti. Rappresentante indicato dal Tesoro è l’economista delle finanze  Marco Pinto. Come DG Monti propone il banchiere Luigi Gubitosi già manager di Bank of America Merril Lynch. Formalmente dovrebbe essere designato dal CdA di concerto con l’azionista, ovvero con il Tesoro. L’obiettivo di Monti è varare una riforma della governance del servizio pubblico.

23 giugno 2012 Con delibera n. 353/11/CONS, l’Autorità ha adottato il nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale, che disciplina l’attività di fornitura di servizi di media audiovisivi lineari, ivi inclusa la diffusione di contenuti radiofonici digitali, di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato e di operatore di rete, su frequenze televisive terrestri in tecnica digitale..Il nuovo regolamento ha sostituito il precedente regolamento (di cui alla delibera n. 435/01/CONS) con una nuova disciplina che ha tenuto conto delle modificazioni normative intervenute in materia di radiodiffusione televisiva terrestre e della regolamentazione medio tempore adottata dall’Autorità in tale materia.

L’allegato A del nuovo regolamento (art. 1) ha allineato le definizioni a quanto previsto dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che, nel recepire la direttiva 2007/65/CE, ha introdotto, tra l’altro, nuove definizioni per caratterizzare l’attività di fornitura di programmi audiovisivi. In merito alle autorizzazioni per la fornitura di servizi di media audiovisivi (artt. 3-7), in un’ottica di proporzionalità e neutralità tecnologica, è stato precisato che i requisiti di capitale sociale e numero dei dipendenti occupati previsti ai fini del rilascio dell’autorizzazione in ambito nazionale e locale, requisiti mutuati dal regime televisivo analogico, trovano applicazione fino alla data stabilita dalla legge per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica.

Anche le disposizioni concernenti gli obblighi di programmazione (artt. 8-14), cui sono sottoposti i soggetti titolari di autorizzazione (registro programmi, responsabilità e rettifica, pubblicità, sponsorizzazioni e televendite e promozione della produzione audiovisiva europea) sono stati allineati alla nuova disciplina introdotta dal Testo unico. Con riferimento all’attività di operatore di rete televisiva (artt. 16-21) è stato specificato che tale attività, in ambito nazionale e locale, è soggetta ad autorizzazione generale, mentre il diritto d’uso di frequenze digitali terrestri è conseguito dai soggetti autorizzati con distinto provvedimento dal Ministero dello sviluppo economico.

Sono  stati altresì specificati gli obblighi cui sono tenuti i predetti operatori, di seguito sintetizzati:
a)      rispetto degli obblighi stabiliti dall’articolo 42, comma 1, del Testo unico;
b)     rispetto delle norme tecniche di emissione vigenti, adottando standard trasmissivi compatibili con le norme previste all’Allegato A della delibera dell’Autorità n.216/00/CONS, come modificata, e osservando gli obblighi in tema di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre stabiliti dalla legge e dalla delibera n. 366/10/CONS;
c)     rispetto delle normative sanitarie, ambientali, urbanistiche e di assetto territoriale per l’installazione delle infrastrutture e delle apparecchiature, nonché le disposizioni relative alla condivisione o alla messa a disposizione degli impianti e dei siti;
d)     obbligo di assicurare la sicurezza del funzionamento della rete, il mantenimento della sua integrità, la qualità del segnale irradiato, l’adeguata copertura del bacino assegnato, comunque non inferiore all’80% della popolazione del bacino stesso da raggiungere nell’arco di cinque anni dall’assegnazione del diritto di uso delle frequenze;
e)     ai fini dell’uso efficiente dello spettro radio, obbligo di trasportare su ciascuna rete nazionale o locale DVB-T, almeno sei programmi o palinsesti diffusi in tecnica standard definition (SD) ovvero almeno tre programmi o palinsesti diffusi in tecnica high definition (HD), ovvero ancora, in caso di diffusione mista SD ed HD, almeno quattro programmi televisivi di cui uno diffuso in HD. Nel numero di programmi di cui alla presente lettera sono compresi i programmi simulcast analogico/digitale e i programmi HD simulcast dei programmi SD, nonché i programmi differiti dello stesso palinsesto.Tali configurazioni trovano applicazione decorsi sei mesi dalla data di definitiva cessazione delle trasmissioni televisive analogiche. L’operatore di rete in ambito locale, in particolare, fermo il rispetto della quota di riserva di capacità trasmissiva stabilita dall’articolo 8, comma 2, del Testo unico a favore dei soggetti autorizzati a fornire contenuti televisivi in ambito locale e degli obblighi di must carry previsti dal Regolamento, può fornire servizi di trasmissione e diffusione a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale nel rispetto delle seguenti condizioni:
f)      la capacità trasmissiva offerta non può superare quella necessaria a trasportare due programmi nazionali per ciascun multiplex, salva la compatibilità con gli obblighi di must carry dal regolamento;
g)     la capacità trasmissiva non può essere offerta a fornitori di contenuti nazionali controllati da o collegati con gli operatori di rete televisiva nazionale. Inoltre la capacità trasmissiva utilizzata per il trasporto del contenuto nazionale deve consentire una copertura di almeno il 50% della popolazione nazionale nel periodo di switch-over e una copertura di almeno l’80% della popolazione nazionale alla data dello switch-off nazionale, da conseguire mediante forme di consorzio o intese da parte di operatori di rete in ambito locale.

È stato altresì specificato che ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale trasportati da operatori di rete locali spettano le numerazioni dei canali a diffusione nazionale previste dal Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre di cui all’allegato A della citata delibera n. 366/10/CONS secondo i generi di programmazione ivi previsti.
Con riferimento al regime contributivo, è stato altresì stabilito che, fino alla fine dell’anno di definitiva cessazione delle trasmissioni analogiche su tutto il territorio nazionale, continui ad applicarsi il vigente regime di contribuzione ai soggetti operanti su frequenze televisive terrestri anche in tecnica digitale. Allo scadere di tale periodo i contributi per i diritti d’uso delle frequenze saranno determinati secondo il regime di contribuzione previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche, assicurando almeno la compatibilità con gli attuali introiti statali.
Con riferimento alle norme in materia di tutela del pluralismo e concorrenza e non discriminazione (artt. 24-25), il Regolamento ha allineato i criteri alle disposizioni del Testo unico e stabilito che, ai fini della verifica d’ufficio del rispetto dei limiti alle autorizzazioni alla fornitura dei programmi televisivi nazionali e locali, comunque entro il 30 ottobre di ciascun anno, i soggetti autorizzati alla fornitura di programmi televisivi nazionali e locali comunicano entro il 30 giugno di ciascun anno all’Autorità il numero dei programmi autorizzati alla diffusione secondo il modello allegato al Regolamento

27 -28 giugno 2012 La Commissione Trasporti della Camera dà il via libera, con 36 voti favorevoli, tre contrari e un astenuto, alla nomina di Angelo Marcello Cardani alla presidenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.  Nel suo settennato alla guida dell’Autorità, Cardani sarà affiancato dai 4 consiglieri espressi da Montecitorio e da Palazzo Madama: Maurizio Dècina, Antonio Martusciello, Francesco Posteraro e Antonio Preto.

30 giugno 2012 A questa data la forza-lavoro del Gruppo Rai  è di 11.569 dipendenti a cui si aggiungono 1.660 risorse  a tempo determinato, per un totale di oltre 13 mila dipendenti. Secondo i dati di Mediobanca, aggiornati a fine 2011, in forza alla Rai, alla fine del 2011, c’erano 11.378 lavoratori, più dei 10.830 totalizzati da Mediaset (6.126), Sky Italia (3.995) e Ti Media (709) messe insieme. Numeri che, come abbiamo visto dall’ultima semestrale, sono lievitati. Nel 2011, sottolinea ancora Mediobanca, il costo del lavoro ha rappresentato il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset, il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di euro di canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi di euro, ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky Italia. Nel quinquennio 2007-2011 tra le fonti di ricavo della Rai l’unica ad aumentare è il canone, con introiti saliti del 7,8%, mentre la pubblicità è scesa del -21,9% (da 1,23 miliardi a 965 milioni) e gli altri ricavi del 30,9% (da 350 a 242 milioni). I ricavi della televisione pubblica sono così scesi dell’8,1%, contro un aumento del 4,3% di quelli di Mediaset e del 15% di Sky Italia. Per la sola La7 i ricavi sono aumentati del 44,8% (-9,2% per tutto il gruppo Ti Media). Il primo semestre 2012 della Rai, chiuso con una perdita di 129 milioni, ripropone la stessa situazione: i dipendenti sono saliti dell’1,7% a 11.569 unità mentre il fatturato è sceso del 7,1% a 1.433 milioni. Il quadro è comunque difficile per tutti: l’utile di Mediaset si è ridotto da 163 a 43 milioni e i ricavi sono scesi del 10,7%, mentre per La7 il contenimento del calo del fatturato (-1,4%), non ha impedito una perdita di 37 milioni.

1 luglio 2012 Secondo quanto previsto dal contratto di servizio all’art. 36,   “le trattative per la stipulazione del Contratto relativo al triennio 2013-2015” debbono essere avviate dalle parti entro il 1° luglio 2012. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei  mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e locali.

4 luglio 2012. Data storica per la televisione. L’Italia è tutta digitale.  Finiscono le trasmissioni analogiche Con lo spegnimento delle trasmissioni analogiche in Sicilia – l’ultima regione in calendario preceduta nei mesi precedenti da  Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria per un totale di 13,5 milioni di abitanti interessati nel 2012 e 5222 impianti - si è infatti conclusa la digitalizzazione del Paese iniziata in Sardegna nel luglio del 2008. Il passaggio al digitale terrestre, dice il Ministero, è avvenuto in otto anni (quattro anni fra il primo e l’ultimo switch over) nel pieno rispetto delle tempistiche europee e ha coinvolto, su tutto il territorio nazionale, 10 emittenti nazionali e oltre 550 locali (che trasmettevano in analogico), per un totale di 24.200 impianti di trasmissione, attraverso i quali la quasi totalità dei cittadini italiani può usufruire del nuovo segnale. Nelle zone d’ombra i telespettatori possono contare sul segnale satellitare. TivùSat, per esempio, è la risposta a questi problemi tecnici, poiché è complementare al digitale terrestre. Con essa, infatti, la televisione gratuita arriva in quelle aree orograficamente più difficili, offrendo a tutti una ulteriore possibilità di scelta. TivùSat ha raggiunto un risultato molto importante con il suo milione e mezzo di smart card attive grazie a scelte concrete, capaci di rispondere alle necessità degli editori e alle esigenze degli utenti.

5 luglio 2012 Dopo giornate di polemiche si completa il quadro del Consiglio di Amministrazione della Rai Via libera in commissione di Vigilanza Rai al rinnovo. dei sette consiglieri di amministrazione di viale Mazzini di competenza parlamentare. Gli eletti sono Antonio Verro, Antonio Pilati, Maria Luisa Todini, Guglielmo Rositani (5 voti da Pdl e Lega), Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi (5 voti da Pd), Rodolfo De Laurentiis (5 voti dal Terzo Polo)

5 luglio 2012 Muore Massimo Fichera, già collaboratore di Adriano Olivetti poi segretario generale della Fondazione Olivetti,  primo direttore di Rai Due dopo la riforma poi vice direttore generale Rai, Vice Presidente UER infine fondatore e primo Presidente di Euronews dal 1992 al 1996

5 luglio 2012 Lancio della piattaforma YouView nel Regno Unito, joint-venture fra BBC ITV Channel 4 Channel 5 e gli operatori BT TalkTalk e Argiva, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra. Servizio senza abbonamento di connessione a Internet, fornisce u centinaio di canali televisivi e radiofonici digitali, catch-up tv degli ultimi sette giorni e programmi a richiesta in modalità VOD dai cataloghi di BBCITV Channel 4 e Channel 5.

6 luglio 2012 L’Assemblea degli azionisti della Rai  nomina il nuovo Consiglio di Amministrazione della Tv pubblica. Ne fanno parte, informa una nota, Gherardo Colombo, Rodolfo De Laurentiis, Antonio Pilati, Guglielmo Rositani, Benedetta Tobagi, Maria Luisa Todini Antonio Verro, eletti dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza, Marco Pinto e Anna Maria Tarantola designati, come prevede la legge, dall’azionista di maggioranza, vale a dire il Ministero dell’Economia. Lo stesso dicastero ha indicato la Tarantola, vicedirettore della Banca d'Italia, per la nomina a presidente dell’azienda che dovrà essere sottoposta al parere vincolante della Vigilanza stessa (occorre la maggioranza dei due terzi dei sì, ovvero 27 voti su 40). A questo punto il nuovo Cda designerà alla direzione generale Luigi Gubitosi, comunque già candidato dal premier Mario Monti, che formalmente dovrà avere il parere positivo proprio del ministero dell’Economia.

7 luglio 2012 Il nuovo CdA nomina Anna Maria Tarantola Presidente con sette voti e un astenuto, il Consigliere Pdl Antonio Verro. La Tarantola ha preferito non essere presente alla riunione per  “garbo istituzionale e per rispetto verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di votarla come presidente”. L’astensione al voto di Verro si spiega con gli scontri in atto sui nuovi poteri da assegnare al presidente che il Pdl ritiene illegittimi. La richiesta del premier Mario Monti, che ha indicato l'ex vicedirettore di Banca d'Italia, è di assegnarle poteri di firma sulle spese fino a 10 milioni di euro, quando oggi il tetto arriva a 2,5 milioni e la competenza fino a questa cifra è attualmente del solo direttore generale, che poi per anche un solo euro in più deve richiedere il parere del Cda; autonomia anche sulle nomine dei direttori, ad esclusione di quelli editoriali (in buona sostanza i direttori di reti generaliste) e di testate. Si profilerebbe, quindi, una vera e propria ‘rivoluzione’ nella filiera decisionale, con poteri del presidente accresciuti, cui si deve aggiungere il ruolo preminente del nuovo direttore generale, che il governo ha indicato nella persona di Luigi Gubitosi.

11 luglio 2012  Assegnati i diritti d'uso definitivi delle frequenze televisive digitali terrestri: La durata dei diritti d’uso è di 20 anni, in modo da consentire l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze. Il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato ai broadcaster nazionali e alle Tv locali i provvedimenti relativi all’assegnazione dei diritti d'uso definitivi delle frequenze televisive. Tale procedura, prevista dalla legge 220/10 e dal decreto legge 34/11, introduce l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale. Alle emittenti nazionali sono state rilasciate complessivamente 19 frequenze (16 in DVBT: 4 a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad altri soggetti; 3 in DVBH) coerentemente alla pianificazione concordata in sede comunitaria e attuata con la delibera Agcom 181/09 Cons. A questa prima tranche si aggiungeranno altre 6 frequenze, che saranno assegnate secondo la gara a offerta economica recentemente stabilita dal Governo, per la quale l’Agcom entro agosto dovrà emanare il disciplinare. Il Ministero spiega in una nota che la durata prevista dei diritti d’uso, analogamente a quanto previsto da altri settori delle tlc, è di 20 anni, così come consentito dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche e dal regolamento Agcom 353/11/CONS, secondo cui il periodo di rilascio dev'essere adeguato per consentire l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze. Lo Stato potrà comunque apporre limitazioni, condizioni e obblighi sulle frequenze date in uso, anche in seguito a disposizioni comunitarie che dovessero essere emanate in materia, a deliberazioni adottate dall’Autorità nonché ad atti e provvedimenti emanati dal Ministero dello Sviluppo economico. Per tale ragione, nello stesso provvedimento è previsto che il diritto d’uso possa esercitarsi su frequenze diverse da quelle assegnate, che consentano un'eguale capacità trasmissiva.

12 luglio 2012 Anna Maria Tarantola è ufficialmente il nuovo presidente Rai. L’ex vicedirettore di Banca d'Italia ha ottenuto in Vigilanza 31 voti favorevoli su 40 componenti della Commissione e nessun contrario, una scheda nulla e due bianche. I parlamentari dell'Idv e della Lega non hanno preso parte alla seduta. Il quorum richiesto era di 27 sì, i due terzi della commissione. Alla notizia è scattato l'applauso del presidente della Camera Gianfranco Fini. Da oggi la Rai e il servizio pubblico sono una realtà diversa', ha immediatamente commentato il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, aggiungendo: “Ma per legittimare ogni aspetto strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase, quando la Vigilanza sarà tenuta a proseguire il proprio compito istituzionale indirizzando l'iter del processo rifondativo”. Ora resta il passaggio formale della presa d’atto nel Cda di Viale Mazzini, che dovrà poi procedere alla nomina del nuovo direttore generale, che il Ministero dell’Economia ha indicato in Luigi Gubitosi.

17 luglio 2012 Via libera dal Cda Rai alla nomina di Luigi Gubitosi alla direzione generale della Tv pubblica. La nomina, all’unanimità, è stata formalizzata con il passaggio nell’assemblea degli azionisti, per poi tornare nuovamente in Cda per il voto definitivo. Luigi Gubitosi, 51 anni, origini napoletane, nel corso della sua carriera professionale è passato per alcune delle più grandi compagnie internazionali, tra le quali Fiat e Wind, dove è stato direttore finanziario e poi amministratore delegato. Nel novembre 2011 è stato designato country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l'Italia, ruolo che ricopre in maniera ufficiale dal primo dicembre 2011. Gubitosi Insegna finanza aziendale internazionale presso l'Università Luiss Guido Carli.

19 luglio 2012 Il Cda RAI vota sì ai nuovi poteri per presidente e direttore generale. Si astiene in parte il Pdl. Maggiore potere di spesa e nomine dell’area corporate. Quelle editoriali restano in mano al Cda. Intesa anche sul contratto per Gubitosi. Accordo raggiunto in Cda Rai sulle deleghe al neopresidente Anna Maria Tarantola, che ne aumentano di fatto i poteri in termini di gestione della spesa della Tv pubblica. Hanno votato a favore sei consiglieri, inclusa Luisa Todini eletta in quota Pdl, mentre si sono astenuti Antonio Verro, Antonio Pilati e Guglielmo Rositani. Il Cda, spiega una nota di Viale Mazzini, ha votato per parti separate le deleghe concernenti i limiti di spesa (contratti fino a 10 milioni di euro rispetto agli attuali 2,5 milioni) e quelle riguardanti le nomine dei dirigenti di primo e secondo livello dell’area corporate. Restano escluse dai poteri del presidente quelle editoriali. La Tarantola non ha preso parte alla votazione. Riguardo al contratto da 650 mila euro per il nuovo direttore generale Luigi Gubitosi, sul quale ieri s’è registrato il forte dissenso del Pdl ma anche del rappresentante della Corte dei Conti e diversi esponenti politici anche di area Pd, si sarebbe deciso di portare  a 400 mila euro la parte fissa e a 250 mila euro l'indennità di funzione. L'ipotesi iniziale, comunicata ieri dal presidente, era di una parte fissa di 500 mila euro e di un'indennità di 150 mila. Lo avrebbe comunicato, secondo quanto si apprende da fonti interne, il presidente all'inizio del consiglio, spiegando di aver raggiunto un'intesa con il direttore generale. Il contratto resterà comunque a tempo indeterminato.

25 luglio 2012 Il Consiglio AGCOM approva la Delibera n. 317/12/cons “Proroga dei termini del procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno 2010 avviato con delibera n. 677/11/cons”. Con riferimento ai singoli mercati che compongono il Sistema integrato delle comunicazioni, l’Autorità ha provveduto a individuarli e analizzarli con delibera n. 555/10/CONS, nell’ambito della quale l’applicazione di una rigorosa metodologia basata su consolidati strumenti antitrust e di tutela del pluralismo dell’informazione per l’analisi della sostituibilità fra i diversi mezzi di comunicazione, nonché la considerazione della più recente giurisprudenza, hanno consentito di identificare i seguenti mercati rilevanti:a) televisione in chiaro; b) televisione a pagamento; c) radio; d) quotidiani; e) periodici. Inoltre, in considerazione della particolare rilevanza di internet relativamente alla garanzia del pluralismo dei mezzi di comunicazione, l’Autorità ha ritenuto necessario, nelle proprie conclusioni, sollecitare un intervento del legislatore volto a ridefinire le aree economiche rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, includendo appunto il web nella sua interezza ed escludendo invece mercati non pertinenti (quali l’annuaristica e il below the line).

4 Settembre 2012 A seguito delle sentenze del Consiglio di Stato depositate lo scorso 31 agosto l’Agcom dovrà rivedere tutto il Piano di numerazione automatica dei canali (LCN - Logical Channel Number).

5 settembre 2012 Il Cda approva i criteri di designazione dei consiglieri di amministrazione delle società del gruppo: i dirigenti devono essere tutti interni tranne motivate eccezioni. In ogni caso, comunque, la maggioranza deve essere composta da interni. Luigi Gubitosi è il nuovo presidente di Sipra mentre l’amministratore delegato è Lorenza Lei. L'uscita di scena di Aldo Reali sarebbe legata ai risultati negativi registrati da Sipra. La raccolta della Rai è, infatti, scesa del 19,6% nel primo semestre di quest'anno contro il -11,2% di Mediaset (mercato TV -10%), nonostante il vertice Rai con direttore generale proprio Lorenza Lei ha avviato a una robusta manovra correttiva per tenere fermo l'obiettivo del pareggio o dell'utile di bilancio. Rispetto ai 950 milioni della prima riprevisione del bilancio 2012, attualmente la concessionaria ha comunicato all'azienda una chiusura d'anno compresa in una forbice tra 830 e 870 milioni. A questo va aggiunto la perdita di grosse quote di mercato, a vantaggio di Mediaset e Sky, nonostante il successo di ascolto delle reti Rai.  Nel Consiglio di Sipra, su richiesta di Gubitosi, sono entrati i tre direttori di rete: Mauro Mazza di Rai1, Pasquale D’Alessandro di Rai2 e Antonio Di Bella di Rai3. Il loro impegno nella concessionaria della raccolta pubblicitaria non è, infatti, incompatibile con l’attuale ruolo di responsabili delle reti. Il Cda ha anche accolto l'indicazione di Gubitosi di nominare consiglieri di Rai Way, oltre a sé stesso, Luca Balestrieri, Stefano Ciccotti, Luigi Rocchi e Roberto Sergio. Quest’ultimo, attuale presidente Sipra, è il nuovo presidente di Rai Way, mentre Ciccotti è amministratore delegato e Aldo Mancino, il nuovo direttore generale. Nomine di grande importanza queste anche in vista del fondamentale ruolo che giocherà Rai Way nell’asta delle frequenze Tv. Cambio di guardia anche per Rai Fiction. Il Cda ha votato all’unanimità per dare la presidenza all’attuale capostruttura Eleonora Andreatta, con grande soddisfazione dell’Associazione Produttori Televisivi (APT).

11 settembre 2011 Pubblicata la bozza finale del Decreto Digitalia. con le misure del Governo per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda digitale italiana ed europea. Tra i passaggi di maggiore rilievo nella bozza del Decreto ci sono temi caldi per le imprese: disegno di legge annuale per l’incentivo dei servizi digitali, open data e riuso, smart cities, semplificazioni per start-up, agevolazioni per chi avvia attività di e-commerce, pagamenti elettronici e Mobile, Piano Nazionale Banda Larga. Sparito invece il comma che consentiva di creare un’hotspot Wi-Fi con la sempliceautocertificazione, promuovendone la diffusione Numeroseleperplessità espresse dagli operatori soprattutto per il Piano Banda Larga il Governo ha stanziato 150 milioni di euro per il 2013, un plafond che appare insufficiente a raggiungere gli obiettivi prefissati.  Sarà infatti necessario investire pesantemente nella realizzazione delle infrastrutture necessarie a combattere il digital divide che ancora attanaglia il nostro Paese.Perplessità anche sull’Agenzia per l’Italia Digitale, istituita da poco con lo scopo di far  confluire in un’unica Istituzione funzioni che finora venivano svolte da Enti separati. L’obiettivo dell’Agenzia è di accelerare la realizzazione della Agenda digitale Italiana, coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie e assicurare l’interoperabilità tra i sistemi informatici della PA come richiesto dall’UE, nei confronti della quale l’Agenzia svolgerà il ruolo di interlocutore privilegiato per l’Italia.

18 settembre 2012 A dieci giorni dall’inizio del processo di vendita di Telecom Italia Media, dopo le smentite di un interessamento da parte di Mediaset e da parte di Sky Italia, anche il gruppo L?Espresso smentisce voci di alleanze strategiche con Rupert Murdoch  in vista dell’avvio del processo di gara in sostituzione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale  L’Espresso definisce, inoltre, “infondate e strumentali le contestazioni mosse in particolare da un quotidiano al proprio ruolo nel mercato televisivo italiano”.. “ In realtà, come riconosciuto anche dall’Agcom nel ‘Procedimento per l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato delle comunicazioni’”, rileva il comunicato, “il Gruppo L’Espresso, in particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, contribuisce al pluralismo del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della concorrenza. Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno) e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate elettorali e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da Rete A 25 anni fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su un’emittente privata”.

19 settembre 2010  Rai, Cda approva semestrale. Perdite per 129 mln di euro: pesano crisi pubblicitaria e costi elevati dei diritti sportivi. La Rai stima una perdita a fine anno di circa 200 milioni di euro. Costo del lavoro più 2,5 mln di euro. RaiIl Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda, presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato radiotelevisivo italiano  fornendo un servizio sempre più articolato e finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa 80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178 milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del 2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di euro rispetto al 2011.

26 settembre 2012 A fronte del quadro desolante la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola dichiara la necessità per il servizio pubblico di ‘Riguadagnare la fiducia dei telespettatori, adeguandoci all’era di internet’

27 settembre 2012 Vendita Telecom Italia Media. Tre offerte non vincolanti sarebbero state presentate il 24 settembre 2012 per l'acquisto della controllata TI Media, da Clessidra, Discovery Channel e dal gruppo telefonico 3 Italia. In vendita ci sono le Tv, La7 e MTV, e i tre multiplex. Stando alle ultime indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due emittenti Tv per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset. Si suppone che in un secondo momento all’operatore tlc si accosterà un altro investitore interessato alle tv, forse Cairo Communications. Ricordiamo che 3 Italia possiede già un multiplex per la trasmissione in DVB-H a cui però, stando all’ultima normativa, può cambiare la destinazione d’uso. Se la richiesta gli venisse accordata, con quelli di TI Media, salirebbe a quattro mux per trasmettere in DVB-T. In ogni caso, sempre secondo indiscrezioni, pare che tutte e tre le società abbiano chiesto ai due advisor, Mediobanca e Citigroup, di rivedere il contratto con la concessionaria Cairo, che raccoglie la pubblicità per La7, che scade addirittura nel 2019 e prevede condizioni particolarmente vantaggiose per il gruppo di Urbano Cairo

3 ottobre 2012 Presentato il X Rapporto Censis UCSI sui consumi mediatici nel 2012, da cui  risulta premiata l’integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la tv. Si consolida il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. E queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. La chiave del successo è l’integrazione dei vecchi media nell’ambiente di Internet. Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: l’ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7% in un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano all’intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Non si ferma l’emorragia di lettori della carta stampata. I quotidiani registrano un calo di lettori del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa, oggi sono diventati solo il 45,5%), anche se le testate online contano il 2,1% di contatti in più (20,3% di utenza). La free press perde l’11,8% di lettori (25,7% di utenza), -1% i settimanali (27,5% di utenza), +1% i mensili (19,4% di utenza), -6,5% l’editoria libraria. Ormai meno della metà degli italiani legge almeno un libro all’anno: il 49,7%. Anche se si segnala un +1% per gli ebook. E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.

9 ottobre 2010 YouTube continua nella propria missione: ampliare gli investimenti per la produzione di contenuti originali. La più famosa piattaforma al mondo di video-sharing, controllata da Google, ha annunciato di aver chiuso le trattative per pagare, in anticipo, i produttori di video in Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti nel tentativo di creare 60 canali ‘originali’, che si andranno ad aggiungere ai 100 canali americani lanciati nell’ottobre 2011. Per quanto riguarda la Francia, YouTube ha annunciato oggi il lancio di 13 canali televisivi, con contenuti originali per settori quali cultura, salute, commedia, attualità e società. Produttori come Endemol France, Groupe Aufeminin, Euronews, Capa Prod o Lagardère Active nei prossimi giorni metteranno online questi 13 canali tematici gratuiti, che vanno dall’entertainment alla salute, passando per la famiglia, la cultura e la cucina.

11 ottobre 2012 Il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri si propone di modificare il Titolo V della Parte II della Costituzione. Questo avviene a distanza di più di dieci anni dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 che, come noto, ha radicalmente trasformato l’impianto originario della Costituzione del 1948, nel senso di una valorizzazione costituzionale delle autonomie territoriali sulla scia dell’importante decentramento amministrativo realizzato nella medesima legislatura, con le cosiddetta leggi Bassanini. Questa volta la direzione appare nel senso di una limitazione dell’autonomia regionale e di un recupero di potere da parte dello Stato centrale. L’obiettivo primario perseguito, e dichiarato dal Governo, con la sua iniziativa è quello di ridurre le inefficienze del sistema dovute a sovrapposizione e intrecci di competenze. La riarticolazione delle competenze rappresenta, nelle intenzioni, lo strumento con cui mettere sotto controllo la spesa regionale. Gli interventi, estesi ora anche alle Regioni speciali, sono volti a garantire “l’unità giuridica ed economica della Repubblica”.

Come sottolineato da un costituzionalistaÈ la prima volta, nella lunga evoluzione del regionalismo italiano, che si assiste a un significativo passo indietro”.  “Nell’ambito dei principi fondamentali dello Stato, le Regioni e le autonomie locali devono, infatti, poter contribuire alla diffusione della banda larga oggi e di quella superlarga domani. Questo peraltro è già avvenuto, in alcune realtà, attraverso la posa di fibra ottica spenta, accordi regionali o locali con operatori, creazione di distretti tecnologici per le imprese regionali. È assolutamente necessario non ostacolare questi progetti ma semmai coordinarli al fine di evitare duplicazioni e sprechi”

11 ottobre  2012 Secondo l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT-ITU), telecomunicazioni e banda larga sono sempre più accessibili e diffusi, ma l’Italia scivola al 29° posto nella classifica  basata sull’indice IDI (ICT Development Index) che misura il livello di accesso, utilizzo e competenze ICT – secondo la quale l’economia più avanzata è la Corea del Sud seguita da Svezia, Danimarca, Islanda e Finlandia. L’adozione delle tecnologie dell’Informazione e della comunicazione continua a crescere nel mondo, spinta da un costante calo dei prezzi telefonici e della banda larga. 2,3 miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale, sono connesse a internet, in aumento rispetto allo scorso anno dell’11%, mentre il numero di connessioni mobili è cresciuto lo scorso anno di 600 milioni, per raggiungere quota 6 miliardi, ossia l’86% della popolazione.

24 ottobre 2012 Silvio Berlusconi rinuncia a  ricandidarsi come leader del centro destra e lancia le primarie del Popolo della Libertà

1 novembre 2012 Sky Italia lancia Sky Arte HD, il primo canale italiano interamente dedicato all’argomento nei suoi molteplici aspetti - dalla letteratura alla fotografia, passando per i festival, la musica, le arti digitali, la grafica, il design e naturalmente la pittura e la scultura, dando grande visibilità alle straordinarie risorse culturali del Paese e ai suoi nuovi talenti, proponendosi come vetrina per il patrimonio artistico e culturale italiano. Il nuovo canale racconterà le migliori espressioni artistiche in tutti gli ambiti con un focus sul design e sull’arte contemporanea, due settori d’eccellenza per la creatività italiana nel mondo. In palinsesto reportage, magazine, rubriche e programmi di edutainment e infotainment, ma anche reality a tema arte e ritratti inediti dei protagonisti. Sky Arte HD nasce, quindi, per proporsi come un interlocutore privilegiato, per gli artisti, le istituzioni e le grandi manifestazioni culturali che vogliano dare visibilità, anche internazionale, al loro operato. Tra gli obiettivi c’é infatti la distribuzione internazionale dei programmi principali, in partnership con i principali canali dedicati all’arte di tutto il mondo. La scelta di puntare, anche in questo caso, sull’eccellenza delle produzioni originali italiane rappresenta un’ulteriore scommessa sulla professionalità di tanti giovani talenti, a cui verrà offerta la possibilità di sperimentare nuovi format e nuovi linguaggi. Sky Arte HD sarà anche una nuova occasione per ‘fare sistema’, creare sinergie e stringere partnership con istituzioni pubbliche locali e nazionali, investitori e soggetti culturali per favorire lo sviluppo di un settore che ha grandi potenzialità e che può dare un contributo alla ripresa economica del paese.

19 novembre 2012 Scade la seconda fase di presentazione delle offerte non vincolanti per la vendita di Telecom Italia Media.  in corsa ci sono Clessidra, Discovery Channel e 3 Italia. tando alle indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due emittenti Tv – La7 e MTV - per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset.

3-4 dicembre 2012 Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali (WCIT-12) a Dubai per rivedere le Regole Internazionali sulle Telecomunicazioni Secondo l’invito del rappresentante italiano Giancarlo Innocenzi Botti la UN Broadband Commission istituita nel maggio 2010 su iniziativa congiunta dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) e dell’UNESCO, allo scopo di promuovere lo sviluppo della banda larga potrebbe assumere un ruolo di mediazione nell’acceso dibattito che ne è scaturito. “Sul tema ITR – ha dichiarato - si è aperto uno scontro molto duro tra lobby, che sta crescendo ogni giorno di più. Il dibattito si gioca tra la proposta ETNO (ovvero i principali operatori Tlc europei) da una parte e dall’altra i cosiddetti Over-the-Top (Google, Apple, Amazon, Netflix, Facebook ecc.)  aziende tutte americane accanto alle quali si sono schierati gli Stati Uniti con uno spiegamento di forze imponente”.

31 dicembre 2012 Si concluderà il processo di switch over in Italia e nel Regno Unito. Si prevede che oltre il 50% dei primi televisori sarà collegato ad un ricevitore digitale terrestre a fronte di un 20-25% collegato ad una piattaforma digitale via satellite e un 10-15% ad una piattaforma IPTV e meno del 10% ad un’offerta digitale via cavo, mentre l’incidenza del digitale terrestre sarà più alta sugli altri televisori in casa

31 dicembre 2012 Scade il contratto di servizio triennale 2010-2012 e in previsione del rinnovo sono esaminati  i risultati dell’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo avviata dall’Autorità.

Il rinnovo del contratto di servizio. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e locali. A tal fine AGCOM nella sua Relazione annuale osserva: Come è noto, i mutamenti della fruizione dei contenuti indotti dalla digitalizzazione e dalla veicolazione degli stessi sulle diverse piattaforme di trasmissione hanno innescato, in numerosi Paesi europei quali, ad esempio, Francia, Germania e Regno Unito, il riposizionamento dei servizi pubblici radiotelevisivi. Il nuovo scenario, che vede molti Stati dell’Unione europea impegnati nel rinnovamento degli obiettivi del servizio pubblico (politiche di ridefinizione della missione e dell’identità di servizio pubblico, riorganizzazione, strategie di innovazione, ecc.), ha suggerito di far precedere la stesura delle nuove linee-guida da una indagine conoscitiva, volta a intercettare le istanze e le aspettative sul contenuto degli obblighi di servizio pubblico del prossimo triennio. L’opportunità dell’indagine trova ulteriore motivazione nel quadro giuridico comunitario. I cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica richiedono, infatti, che gli operatori pubblici ridefiniscano, nel rispetto del mercato e della concorrenza, gli obiettivi di politica pubblica, demarcando i nuovi confini del servizio pubblico radiotelevisivo in termini di prestazioni e servizi. In tale direzione, con la Comunicazione 2009/C 257/01 relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva, la Commissione europea ha previsto che gli Stati membri, rispetto alla diversificazione dei servizi pubblici di emittenza radiotelevisiva nello scenario digitale, verifichino, attraverso una procedura di consultazione aperta, la coerenza di ogni nuovo servizio che si valuti come “rilevante” per i compiti di servizio pubblico radiotelevisivo.
Il sistema legislativo italiano già ricomprende, nella concessione ex lege del servizio pubblico radiotelevisivo disposta in capo alla Rai fino al 2016 (art. 49, comma 1, del Testo unico), sia la diffusione circolare di programmi televisivi e radiofonici con qualsiasi mezzo tecnico sull’intero territorio nazionale, sia l’offerta di servizi innovativi (art. 45, comma 2, del Testo unico). L’esigenza rappresentata nella citata Comunicazione 2009/C 257/01 viene soddisfatta dall’indagine conoscitiva propedeutica alla fissazione delle nuove linee-guida, che costituisce un’occasione di riflessione pubblica nella prospettiva di sviluppo dell’offerta della televisione pubblica nei tre ambiti tematici ai quali la legge ancora la fissazione degli ulteriori obblighi del servizio pubblico, cioè, come già detto, lo sviluppo dei mercati, il progresso tecnologico e le mutate esigenze culturali, nazionali e locali. L’indagine  conoscitiva propedeutica alla definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ha affrontato diversi quesiti proposti che riguardano, in particolare, i mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in generale, alla programmazione televisiva.”

6 maggio 2016 Scade la concessione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, affidata alla Rai ai sensi dell’articolo 49 comma 1 del Testo Unico

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