Cronologia Parte Quinta
L’era del triopolio e l’avvio della transizione
dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi in rete
XVII Crisi della seconda Repubblica e
consolidamento del sistema
televisivo bi piattaforma con offerte in
chiaro e a pagamento
Tra la fine del 2011 e l’inizio del
nuovo anno le famiglie dotate di almeno un ricevitore digitale terrestre nella propria residenza
principale hanno raggiunto circa 22,3 milioni,
con una crescita di circa 600 mila unità rispetto al dato di ottobre. La
penetrazione del digitale terrestre ha interessato, quindi, l’89,5% del totale
delle famiglie italiane. In particolare,
nel corso del 2011, il numero delle famiglie in possesso di un decoder o di un
televisore integrato è incrementato di circa 2,8 milioni. L’aumento dei canali
televisivi disponibili in ragione del passaggio al digitale, ma anche il
progressivo affermarsi di nuove modalità di consumo del prodotto televisivo
hanno ampliato le scelte del pubblico, maggiormente incline a ricercare contenuti
più rispondenti al proprio specifico target di riferimento.
Il 2011 ha visto il lancio di
nuovi canali nazionali gratuiti: in particolare, Mediaset ha affiancato a La5,
indirizzato ad un pubblico femminile, il nuovo Mediaset Italia 2, canale tematico
a target maschile e giovanile. Il palinsesto di Italia 2 è infatti composto da
serie TV, film, cartoni animati ed eventi sportivi, oltre alla riproposizione
di alcuni programmi TV di Italia 1,
a cui la rete è affiliata, e possiede la particolarità
di essere suddiviso in zone, ognuna a carattere tematico; tra di esse, degna di
nota è la U Zone ,
realizzata dagli stessi telespettatori attraverso i loro video amatoriali. Da
un punto di vista informativo, Mediaset ha lanciato il proprio canale all news,
TgCom24, che si affianca a quello di RAI (RAINews 24) e, relativamente alla tv
a pagamento, a quello di Sky (SkyTG24). Anche Discovery ha proposto sul
digitale terrestre e sulla piattaforma satellitare di Sky un nuovo canale,
denominato DMAX, caratterizzato da una programmazione dedicata al pubblico
maschile costituita da docu-reality che trattano di motori, disastri, natura,
crimini e lifestyle (c.d. factual entertainment). Tra i nuovi canali tematici
gratuiti nazionali si segnala anche il lancio da parte del Gruppo L’Espresso di
un nuovo canale di musica, Radio Capital Tivù: si amplia, in tal modo,
l’offerta televisiva del gruppo che si compone anche del canale musicale Deejay
Tv e di
Come già osservato, nel 2011, si è
assistito ad una flessione più marcata dell’audience dei canali gratuiti
generalisti, accompagnata da uno spostamento dell’utenza verso i canali
tematici. Secondo i dati diffusi da Auditel, tra settembre e ottobre 2011, le 6
reti generaliste hanno perso in prima serata, rispetto allo stesso periodo del
2010, il 7,7% complessivo di share, pari
a 2.371.000 telespettatori. La perdita più consistente ha riguardato le due
ammiraglie della tv generalista: Rai 1 e Canale 5. Rai 1 è scesa ad uno share
del 20% (solo nel 2006 era al 23%), Canale 5 nell’autunno 2011 addirittura
sotto il 18%. Ma anche Italia 1, Rete 4 e Rai 2 hanno fatto segnare un calo tra
il 4 e il 7%. Le uniche eccezioni sono state rappresentate, invece, da Rai 3 e
La7. Il decremento di share è stato, come detto, in parte riassorbito dai nuovi
canali dei due principali broadcaster. L’insieme dei canali Rai e Mediaset
fruibili solo in digitale terrestre ha, infatti, incrementato l’ascolto delle
due emittenti, rispettivamente, del 70% e del 118%. Come già illustrato nella
Tabella 2.48, nonostante questa crescita, sia Rai che Mediaset hanno registrato
un incremento dell’ascolto medio inferiore a quello del totale TV e questo si è
tradotto in una flessione dello share di gruppo.
Da un punto di vista delle risorse
economiche, anche quest’anno il quadro competitivo che caratterizza la
televisione tradizionale non ha subito mutamenti di rilievo, come si evince
dalla Tabella successiva. L’affermazione di nuovi device e lo spostamento
dell’audience verso canali maggiormente targettizzati, sebbene indici di un
interessante mutamento del panorama generale del settore, non risultano tuttora
elementi atti a determinare uno spostamento significativo delle posizioni dei
due principali operatori, RAI e Mediaset, che continuano a detenere una quota
di mercato superiore all’85%. Nella televisione gratuita la quota di mercato
della RAI sale da 45,8% a 46,3%, quella di Mediaset scende da 42,3% a 41,5%,
mentre il terzo polo di Telecom Italia Media sale da 2,6% a 2,9%, lasciando
tutti gli altri operatori attestati
al 9,3%
A fine 2011, la pay-tv risulta presente
nel 37% del totale delle abitazioni televisive e nel 39% delle sole abitazioni
digitali. La piattaforma satellitare continua ad essere la prima piattaforma di
pay-tv, raggiungendo il 53% circa delle abitazioni pay, mentre il digitale
terrestre si attesta sul 41%. Il restante 6% è raccolto dalle altre forme (IPTV, DVB-H, ecc.). La pay-tv si è
confermata, per il 2011, la risorsa più dinamica del settore televisivo, avendo
mantenuto, al contrario della pubblicità, un andamento positivo, con i ricavi
in crescita anche grazie al contributo delle nuove piattaforme. Il 2011 ha visto Sky giungere
al traguardo dei cinque milioni di famiglie abbonate, pari ad una platea di
potenziali utenti che supera i 15 milioni. Di tali famiglie, il 67% vede i
canali e i programmi della piattaforma in alta definizione e una su tre
beneficia della tecnologia PVR (Personal Video Recorder) di MySkyHD. Nel 2011,
Sky ha lanciatoSky Go, un nuovo servizio che permette la visione in streaming
di circa 20 canali di sport, calcio, news e intrattenimento su iPad e altri
tablet di nuova generazione. A fine anno, è nato Sky3D, il primo canale
italiano interamente in 3D. Anche Mediaset Premium, grazie a una forte
promozione delle proprie offerte e costi più contenuti, ha conquistato nuovi
abbonati, e ha quindi conosciuto, nel 2011, una crescita sostenuta. Per quanto riguarda i
dati di audience dei canali a pagamento, si è assistito alla conferma del primato del calcio (Premium
Calcio e Sky Sport 1) e all’affermazione dell’informazione di Sky Tg 24
rispetto ai canali dedicati al cinema.
Il contesto competitivo che caratterizza
il mercato della televisione a pagamento vede quindi, anche per il 2011, il
netto successo dell’offerta disponibile sulla piattaforma satellitare, mentre
l’alternativa più prossima è costituita dal digitale terrestre, che comincia a
rappresentare un competitor di rilievo. Tecnologie alternative, quali il DVB-H
e l’IPTV, non hanno invece ottenuto risultati apprezzabili e risultano diffuse presso
una frangia di pubblico marginale. Come già anticipato, nel prossimo futuro
potrebbero invece affermarsi offerte a pagamento di Smart tv connesse alla
attesa diffusione delle connected tv, che potrebbero condurre il mercato verso
un assetto maggiormente dinamico. Infatti il mercato continua ad essere
caratterizzato dalla dominanza di Sky che, sebbene continui a veder ridotta la
propria quota rispetto agli anni passati (nel 2009 era pari all’81,5% e nel
2010 al 79,2) mantiene tuttora una quota superiore al 75% per la preiosione il 77,4%
del mercato pay. Nell’ultimo anno, però, l’offerta a pagamento di Mediaset sul
digitale terrestre ha continuato a registrare una cresciuta ulteriore,
conquistando oltre due punti salendo dal 15,1% al 17,4% delle risorse del
mercato televisivo a pagamento, mentre altri operatori risultano in calo dal
3,7% al 3,2%
6 Settembre
2011 Parte il primo canale interamente in televisione tridimensionale Sky 3D.
Lo stesso giorno la piattaforma lancia
un nuovo canale Horror Channel.
7 settembre 2011 Esce Terraferma di Emanuele Crialese
12 settembre 2011 La vita in diretta è condotta
temporaneamente da Marco Liorni in attesa del ritorno di Lamberto Sposini
15 settembre 2011 Dopo
essere stato più volte modificato il Ministero dello Sviluppo Economico
approva il decreto 15 settembre 2011
“Modifiche al calendario nazionale per il passaggio definitivo alla
trasmissione televisiva digitale terrestre con relativo allegato 2” , pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 246 del 21 ottobre 2011.
23
settembre 2011 Sky Italia ha ricevuto dalla Lega Nazionale Professionisti di
Serie A la comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione dei diritti tv relativi
alla piattaforma satellitare per tutte le partite delle stagioni 2012/2013,
2013/2014 e 2014/2015 della massima serie. Tutte le 380 partite della massima
serie saranno sempre disponibili in Alta Definizione, ma l’abbonato Sky potrà
seguire i principali incontri anche con l’entusiasmante visione in 3D e, grazie
al rivoluzionario servizio SKY GO, vedere la propria squadra del cuore in
qualsiasi luogo. Una vera e propria rivoluzione che valorizzerà l’esperienza di
visione sia sui grandi schermi sia sugli schermi più piccoli dei tablet
di ultima generazione, garantendo al campionato italiano e a tutte le squadre
che vi partecipano la più ampia copertura possibile.
27
settembre 2011 Antonio Di Bella torna Direttore di Rai Tre al posto di
Paolo Ruffini(passato a La7). Marcello Masi, superato il limite di
interim, è il nuovo direttore del Tg2. Gianni Scipione Rossi direttore di
Rai Parlamento, condirettore Simonetta Faverio. Giorgio Giovannetti diventa
condirettore di GR Parlamento, Gianfranco D’Anna condirettore del GR 3. Roberto
Nepote direttore di Rai Gold
29
settembre 2011. Dopo 22 giornate e 469 tornate, si conclude l’asta per
l’assegnazione delle frequenze mobili di quarta generazione (4G) che
permettono applicazioni multimediali avanzate e collegamenti dati con elevata
banda passante. Allo Stato andranno circa 4 miliardi di euro, un incasso
che va oltre le aspettative della legge di stabilità, che prevedeva un introito
di 2,4 miliardi di euro. Telecom, Vodafone, Wind e H3g si sono aggiudicati
le diverse frequenze per un incasso totale di 3.945.295.100 euro poco meno di 1
miliardo per operatore. Queste, in particolare, le assegnazioni:Frequenza 800:
si aggiudicano 2 blocchi a testa Vodafone, Telecom Italia e Wind. Frequenza
1.800 : si aggiudicano 1 blocco a testa Vodafone, Telecom, H3g. Frequenza
2.600: si aggiudica 4 blocchi H3g, 4 Wind, 3 Telecom, 3 Vodafone. La banda
2.000 non è stata assegnata. Grazie a questi accordi, gli operatori potranno
sviluppare la prossima generazione di servizi per la trasmissione di dati
tramite tecnologia Long Term Evolution (Lte) che porterà ad un utilizzo di
internet con velocità maggiori e una qualità più alta. Le frequenze devono
essere liberate e rese disponibili agli operatori mobili dal primo gennaio
2013.
30
settembre 2011. Sky Italia raggiunge i 5 milioni di abbonati
7
ottobre 2011 Muore Steve Jobs, primo grande capitano dell’industria
dell’immateriale
10
ottobre 2011 Paolo Ruffini diventa direttore de La Sette in sostituzione di
Lillo Tombolini.
12
ottobre 2011 AGCOM pubblica Delibera n. 542/11/CONS modifica della delibera n.
423/11/cons recante piano di assegnazione delle frequenze per il servizio
televisivo digitale terrestre delle Regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche
nonché della Provincia di Viterbo (Aree tecniche nn. 8, 9 E 10).
19
ottobre 2011 In
occasione del passaggio delle consegne alla guida della BCE tr Jean Claude
Trichet e Mario Draghi emergono profonde divergenze fra Angela Markel ostile ad
un intervento della Banca Centrale Europea a sostegno dei Paesi a rischio
default e Nicolas Sarkozy favorevole a qualsiasi intervento della BCE per
mettere in campo risorse finanziarie a sostegno dell’Euro.
20
ottobre 2011 Malgrado il varo delle manovre estive da parte del Governo
Berlusconi il divario fra i rendimenti dei BTP italiani e quelli dei Bund
tedeschi rimane sopra qualsiasi livello di guardia. A tre giorni dal Consiglio
Europeo l’Italia dopo la Grecia
diventa il sorvegliato speciale. Dall’efficacia dei suoi impegni e delle sue
misure anticrisi forse dipende la sopravvivenza stessa della crisi. Angela Merkel chiama Giorgio Napolitano:
secondo il Wall Street Journal avrebbe chiesto “riforme più aggressive”
dicendosi “preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte per farle”.
Insomma lo scopo della telefonata sarebbe stato quello di chiedere la
sostituzione di Berlusconi per salvare l’Euro. Secondo il Quirinale invece la
conversazione “ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la
riduzione del deficit, in difesa dell’euro e in materia di riforme
strutturali”. Secondo il Corriere della Sera è probabile che la Cancelliera senza
interferire direttamente negli affari politici italiani abbia chiamato il
Presidente della Repubblica “per capire quali fossero gli scenari più probabili
in caso di paralisi del Governo Berlusconi che agli occhi degli europei mostra
molti segnali di avaria”
23
ottobre 2011 Imbarazzo diplomatico in seguito alle risatine espresse nei
confronti di Berlusocni in conferenza stampa alla fine del summit di
Francoforte da Angela Merkel e da Nicolas Sarkozy.
3
novembre 2011 In
materia di tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione
elettroniche l’Autorità riceve alcune richieste di informazione e chiarimenti
da parte della Commissione europea. La Commissione ha preliminarmente osservato che il
progetto di regolamento coincide chiaramente con il suo stesso obiettivo di
limitare alla fonte la pirateria on-line e che, pertanto, seguirà con grande
interesse lo sviluppo nazionale in tale settore. La Commissione non ha
eccepito alcun rilievo in ordine alla sussistenza del potere in capo
all’Autorità, in quanto autorità amministrativa, ad adottare alcuno dei
provvedimenti previsti dalla direttiva sul commercio elettronico. A parte i
rilievi di carattere prettamente formale, in ordine alle modalità di
presentazione delle segnalazioni, o di tipo redazionale a fini di maggiore
chiarezza, la Commissione
ha concentrato i propri rilievi sul rispetto del principio di proporzionalità,
con particolare riferimento alla tempistica e alle garanzie procedimentali dei
soggetti a diverso titolo coinvolti nella procedura, sia quella individuale
dinanzi al gestore del sito, sia quella amministrativa dinanzi all’Autorità, e
del principio del paese di destinazione che è alla base delle direttiva sul
commercio elettronico (2000/31/CE), sul diritto d’autore nella società
dell’informazione (2001/29/CE), e della direttiva enforcement (2004/48/CE), con
riguardo agli interventi nei confronti di siti esteri e in ordine al livello di
coinvolgimento dei fornitori di servizi di accesso, e ha richiamato l’attenzione
sul divieto di introdurre nuove eccezioni rispetto a quelle già contemplate
dalle direttive sul diritto d’autore.
3
novembre 2011 AGCOM approva la delibera
n. 564/11/CONS recante “Provvedimento a seguito della consultazione indetta con
la delibera n. 427/11/CONS concernente l’art. 1, comma 2, della delibera n.
70/11/CONS recante “ricognizione delle misure stabilite dalla delibera n.
136/05/CONS del 2 marzo 2005 recante “Interventi a tutela del pluralismo ai
sensi della legge 3 maggio 2004, n. 112” . Con la citata delibera, l’Autorità ha
confermato la valutazione effettuata nella delibera n. 70/11/CONS relativamente
alla perdita di efficacia della misura di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), n.
1), della delibera n. 136/05/CONS a far data dal 14 dicembre 2010, alla luce
della situazione a quel momento accertata in relazione allo sviluppo
tecnologico intervenuto (art. 1); reso obbligatoria la suddivisione delle
attività di raccolta pubblicitaria dei canali diffusi da R.T.I. consistente
nella raccolta pubblicitaria delle offerte televisive in chiaro da parte di
Publitalia e delle offerte televisive a pagamento da parte di Digitalia fino
alla cessazione delle trasmissioni televisive analogiche (art. 2); revocato ex
tunc l’articolo 1, comma 2, della delibera n. 70/11/CONS (art. 3).
Il Presidente Napolitano avvia una serie
di consultazioni informali con le forze politiche per cercare di trovare una
via d’uscita alla crisi e alle ondate speculative che attanagliano l’Italia
La crisi politica dei dieci giorni da
Berlusconi a Monti
8
novembre 2011 Berlusconi prende atto che non ha più una maggioranza assoluta
ovvero 316 voti. La Camera
approva con solo 308 voti il Rendiconto dello Stato. Lo spread tra BTP e Bund
supera i livelli di guardia a 497 punti. Berlusconi annuncia che si dimetterà
appena approvata la legge di stabilità
9
novembre 2011 Napolitano imprime un’accelerazione alla soluzione della crisi
nominando Mario Monti Senatore a vita “che ha illustrato la patria per
altissimi meriti nel campo scientifico e sociale” dopo una giornata drammatica in borsa e lo spread
salito a 533 punti.
10
novembre 2011 Napolitano convoca Monti al Quirinale. Lo spread scende a 511
punti.
11
novembre 2011 Lo spread scende a 453 punti
12
novembre In seguito alla perdita di alcuni deputati del Popolo della Libertà,
Silvio Berlusconi dopo aver convalidato il maxi-emendamento alla legge sulla
stabilità approvata con 380 si, sale al Quirinale e conferma quanto previsto
quattro giorni prima, ossia che, privo di una maggioranza in Parlamento, si
trova costretto a rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio dei
Ministri. Subito dopo Napolitano convoca i presidenti delle Camere e del Senato
Fini e Schifani
13
novembre 2011. Napolitano prende l’impegno di tentare la formazione di un nuovo
governo avviando le consultazioni con tutte le forze in Parlamento ed evitando
in questo modo le elezioni anticipate e la conseguente paralisi istituzionale
di tre-quattro mesi. Napolitano vuole rassicurare l’Europa e il mondo attraverso
un intenso lavoro di sorveglianza e di mediazione interna. In serata incarica
il senatore a vita Mario Monti.
14
novembre 2011 Monti puntualizza che l’orizzonte operativo del suo governo è da
oggi alla fine della legislatura prevista nella primavera 2013. In borsa lo spread
sale a 492 punti.
15
novembre 2011 Dopo l’esclusione di un ingresso dei segretari di partito, anche
Letta e Amato vengono esclusi dalla compagine ministeriale. Lo spread sale a
526 punti.
16
novembre 2011 Monti scioglie la riserva e propone al Colle la lista dei
ministri per la nomina In leggero ritardo rispetto a quanto previsto il Governo
Monti giura al Quirinale. Il Presidente mantiene l’interim dell’Economia,
mentre Corradpo Passera diventa Ministro dello Sviluppo Economico. Passaggio di
consegne con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. . Lo spread rimane quasi
invariato a 519 punti
17-18
novembre 2011 Con il sostegno di PDL PD FLI UDC API e IDV il Governo Monti
ottiene la fiducia al Senato con 281 sì, 25 no
e nessun astenuto e l’indomani
alla Camera con 556 sì, 61 no e nessun
astenuto
17
novembre 2011 Con delibera n. 598/11/CONS, l’Autorità avvia la fase istruttoria
del procedimento per l’individuazione delle piattaforme emergenti, ai fini
della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi ai sensi dell’art.
14, del d.lgs. 9 gennaio 2008, n. 9 e dell’art. 10 del regolamento adottato con
delibera n. 307/08/CONS. Puntualizzati i parametri valutativi, l’Autorità ha,
in tale sede, svolto l’analisi con riguardo alla televisione digitale
terrestre, alla televisione satellitare, alla televisione su rete IP (IPTV),
alla televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA), alla televisione via
rete DVB-H e alla web-tv, nonché alla televisione analogica terrestre e alla
televisione via cavo, e tra esse aveva individuato come piattaforme emergenti
la televisione su rete IP, la televisione via rete mobile e la televisione via
rete DVB-H.
18 novembre 2011 Esce Scialla (stai sereno) di Francesco Bruni
29
novembre 2011 Ore 20.30. Parte TgCom24, il canale all news di Mediaset
30
novembre 2011 Si concluderà il processo di switch over in Francia
6
dicembre 2011 Il Governo Monti approva il Decreto Legge n. 201. cd
Salva-Italia. il governo monti presenta la manovra economica, Fra le misure più
importanti della manovra economica la riforma delle pensioni. si passa dal
retributivo al contributivo; l’aumento dell'iva. il 2% per le aliquote del 10 e
21% a partire dal secondo trimestre 2012; il taglio alle province; sgravi
fiscali per le imprese; ma anche imposte sul lusso e tagli alla politica.. Il
Decreto Legge all’Art. 21 il Decreto attribuisce all’Autorità i poteri di
regolazione, vigilanza e tutela degli utenti sui servizi postali,
precedentemente affidati all’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore
postale, al fine di avere un regolatore indipendente, strutturalmente e
funzionalmente separato dall’incumbent (attualmente controllato totalmente dal
Ministero dell’economia) . Il compito attribuito all’Autorità è impegnativo:
garantire la transizione del settore postale verso una completa
liberalizzazione e una progressiva apertura alla concorrenza, obiettivi questi
indicati dal quadro normativo comunitario e nazionale (da ultimo, la direttiva
n. 2008/6/CE, cd. Terza Direttiva Postale137, recepita a livello nazionale
attraverso le modifiche apportate al decreto legislativo n. 261/1999, di
seguito Decreto servizi postali).
12 dicembre 2011 AGCOM
approva Delibera n. 677/11/CONS avvio del procedimento per la valutazione delle
dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per
l’anno 2010 e la verifica dell’osservanza del limite del 20% di cui all’art.
43, comma 9, del TUSMAR Alla luce della disposizione sopra richiamata,
l’Autorità dovrà pertanto verificare che nessun soggetto, direttamente o
attraverso soggetti controllati o collegati, consegua ricavi superiori al 20%
dei ricavi complessivi del SIC
14
dicembre 2011 Il CdA Rai destituisce Augusto Minzolini dalla direzione del TG1
nominando ad interim Albereto Maccari
20
dicembre 2011 Rilevazione radiofonia. L’esigenza di identificare un modello
unitario, relativo sia alla metodologia, sia alla governance, volto a superare
le divergenze residuali tra le posizioni dei diversi operatori, induce
l’Autorità a emanare la delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011, recante
“Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli
indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico”. Con tale
provvedimento, nel quale sono stati formulati gli indirizzi operativi per
l’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici, l’Autorità si è riservata di adottare la definitiva organizzazione
dell’attività di rilevazione all’esito sia della predetta consultazione, sia dei
lavori del tavolo tecnico appositamente costituito.
21
dicembre 2011 Si concludono regolarmente le operazioni di transizione al
digitale nelle aree in Italia previste per lo switch off per il 2011. Sono
circa 49 milioni gli italiani che alla fine del 2011 ricevono il
segnale televisivo digitale terrestre. Entro il 30 giugno 2012 tutta l’Italia
sarà all digital Il ministro dello
Sviluppo Economico Corrado Passera ha firmato i decreti ministeriali che
fissano le date per il passaggio alla tv digitale terrestre nel 2012. In attuazione del
calendario nazionale, è stata prevista la seguente tempistica per le regioni
ancora da digitalizzare: Abruzzo e Molise (inclusa la provincia di Foggia) dal
7 maggio al 23 maggio; Basilicata, Puglia (incluse le province di Cosenza e
Crotone) dal 24 maggio al 8 giugno; Sicilia e Calabria: dal 11 giugno al 30
giugno 2012.
22
dicembre 2011
Il Governo Monti riesce a far approvare in via definitiva la legge di
conversione del decreto ‘Salva Italia’. In materia di cessione di impianti
radiotelevisivi prevede un’importante novità: all’art. 27 del decreto legislativo
31 luglio 2005, n. 177 Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici, si aggiunge il seguente comma 7 bis: “La cessione anche
di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le
attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai
trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi del presente articolo,
posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in
vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e
non rettificabili ai fini tributari”. Tale norma pone fine alla problematica
della qualificazione giuridica dei contratti di cessione di impianti con i
relativi diritti di uso delle frequenze di trasmissione (se cioè
fossero qualificabili come cessione di impianti ovvero come cessioni di azienda
o ramo di azienda). Il sopracitato art. 7 bis chiarisce, infatti, che la
cessione di uno o più impianti che non ha per oggetto solo le attrezzature (e
che quindi comprende anche il diritto di uso delle frequenze di trasmissione)
si considera sempre cessione di ramo di azienda (e conseguentemente tale
cessione sotto il profilo fiscale sarà soggetta all’imposta di registro e non
all’imposta IVA). La norma chiarisce anche che tutti i trasferimenti di
impianti e di rami di azienda posti in essere prima dell’entrata in vigore
della norma stessa sono validi così come sono stati posti in essere e non sono
quindi contestabili e rettificabili dalla Agenzia delle Entrate ai fini
fiscali. In questo modo dovrebbero quindi concludersi anche tutti i contenziosi
pendenti con l’Agenzia delle Entrate sul punto.
Il Governo Monti riesce a far approvare in via definitiva la legge di
conversione del decreto ‘Salva Italia’. In materia di cessione di impianti
radiotelevisivi prevede un’importante novità: all’art. 27 del decreto legislativo
31 luglio 2005, n. 177 Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici, si aggiunge il seguente comma 7 bis: “La cessione anche
di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le
attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai
trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi del presente articolo,
posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in
vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e
non rettificabili ai fini tributari”. Tale norma pone fine alla problematica
della qualificazione giuridica dei contratti di cessione di impianti con i
relativi diritti di uso delle frequenze di trasmissione (se cioè
fossero qualificabili come cessione di impianti ovvero come cessioni di azienda
o ramo di azienda). Il sopracitato art. 7 bis chiarisce, infatti, che la
cessione di uno o più impianti che non ha per oggetto solo le attrezzature (e
che quindi comprende anche il diritto di uso delle frequenze di trasmissione)
si considera sempre cessione di ramo di azienda (e conseguentemente tale
cessione sotto il profilo fiscale sarà soggetta all’imposta di registro e non
all’imposta IVA). La norma chiarisce anche che tutti i trasferimenti di
impianti e di rami di azienda posti in essere prima dell’entrata in vigore
della norma stessa sono validi così come sono stati posti in essere e non sono
quindi contestabili e rettificabili dalla Agenzia delle Entrate ai fini
fiscali. In questo modo dovrebbero quindi concludersi anche tutti i contenziosi
pendenti con l’Agenzia delle Entrate sul punto.
22
dicembre 2011 Il Governo Monti dimezza i componenti delle Autorità. La legge ‘Salva Italia’ contiene, all’art. 23,
una norma per la riduzione dei costi di funzionamento delle autorità
indipendenti, (tra le quali è compresa anche l’Autorità per le Garanzie nelle
comunicazioni). In base a tale norma, il Consiglio dell’Agcom, a partire
dalla prossima consiliatura (essendo l’attuale in scadenza nel primo semestre
del 2012) verrà ridotto da nove a cinque membri, compreso il Presidente.
Conseguentemente, si deve ritenere che il numero dei componenti
della Commissione per le infrastrutture e le reti e quello dei
componenti della Commissione per i servizi e i prodotti verrà ridotto da
cinque a tre componenti per ciascuna delle due commissioni, compreso il
Presidente. Infine, la legge ‘Salva Italia’ prevede la soppressione dell’Agenzia
per la regolamentazione del settore postale, le cui competenze passeranno alla
Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni
31
dicembre 2011 Audimovie. AGCOM include
la società Audimovie che svolge
con regolarità indagini campionarie sulla fruizione del mezzo cinematografico,
tra i soggetti realizzatori di indagini sugli indici di ascolto e di diffusione
dei diversi mezzi di comunicazione sottoposti alla propria vigilanza. Il mezzo
cinematografico, infatti, è nel tempo divenuto un efficace veicolo di messaggi
pubblicitari, oggetto di investimenti che non si limitano alla mera produzione
dell’opera, ma che mirano a più ampie strategie editoriali e commerciali
segnate dalla cross-medialità. Audimovie rileva regolarmente i dati sulle
presenze nelle sale cinematografiche e quelli relativi ai profili
socio-demografici degli spettatori. Le informazioni sono utilizzate per la
pianificazione pubblicitaria tenendo conto degli esercizi frequentati dai
soggetti del panel e dei film da loro visti. Per la misurazione quantitativa,
Audimovie si affida ai dati prodotti da Cinetel, istituto specializzato nella
stima del numero di presenze per schermo cinematografico. La raccolta riguarda
più di 3.000 sale e oltre 1.000 complessi cinematografici distribuiti in circa
500 città italiane. Il panel adottato da Audimovie è rappresentativo
dell’universo famiglie italiane, ed è costituito da 4.000 famiglie per un
totale di circa 10.000 individui. L’indagine continuativa fornisce le
informazioni relative ai profili dell’utenza del cinema su base mensile,
rilevando il totale dei visitatori del cinema e, tra questi, gli utenti che
hanno assistito a un film nelle sale appartenenti ai circuiti di diffusione
pubblicitaria delle concessionarie attualmente aderenti ad Audimovie: Sipra, Opus
e Moviemedia.
31
dicembre 2011 Lorenza Lei in un’intervista al Corriere della Sera a otto mesi dal suo insediamento annuncia che la Rai dopo cinque esercizi di
perdite avrebbe raggiunto il pareggio di esercizio grazie ad una prima manovra
di 60 milioni varata nel mese di maggio. Complessivamente la Rai avrebbe tagliato negli
ultimi quattro esercizi 2008-2011 costi esterni per 250 milioni di euro. Il
nuovo piano di tagli di 85 milioni di euro per il 2012 avvia un triennio di
necessario risanamento strutturale dei costi dell’azienda, gravato dai costi di grandi eventi sportivi.
Sul piano organizzativo razionalizzazione delle testate con l’accorpamento di
Rai News 24, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Il nuovo canale all news – privo peraltro degli 800
giornalisti della Testata Giornalistica Regionale che rimane fuori
dall’accorpamento – “offrirà informazione continua regionale, nazionale e
internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle
singole testate e dei canali”. “L’azienda continuerà ad accompagnare il
cambiamento del Paese mutando la narrativa televisiva: nei linguaggi, nei toni
e nei contenuti. Per l’estero la nostra missione è raccontare un Paese pieno di
gente che lavora, studia, si impegna, rischia in prima persona, superando gli
stereotipi”. “Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto
le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale e produttivo”
con prime serate che puntano “a slot di un’ora-settanta minuti… a vantaggio dei
canali, che ritroveranno seconde e terze serate. Basta con gli studi sontuosi:
pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia ed aprire finestre sul
mondo”
31
dicembre 2011 Dai dati sulla programmazione
nel 2011 dei generi predefiniti dal contratto di servizio emerge che Il genere
a cui le reti generaliste riservano più ampio spazio è l’informazione (27,02%
sul totale della programmazione), mentre l’offerta specializzata risulta
particolarmente ricca di “Programmi e rubriche di promozione culturale” (24,43%
sul totale della programmazione). In effetti la quota di programmi Rai di Informazione e
approfondimento generale è stata del
27,02 sulle tre reti generaliste e del
6,09& sui canali specializzati; quella di Programmi e rubriche di servizio
del 10,54% sulle tre reti generaliste e di solo lo 0,06% sui canali specializzati; quella dei
programmi e rubriche di promozione culturale del 9,77% sui canali generalisti e
del 24,43% su quelli specializzati; quella dell’ Informazione e programmi
sportivi del 4,56% sui tre canali generalisti e del 19,45% su quelli
specializzati; quella dei Programmi per minori dell’ 8,83% sui canali
generalisti e del 18,74% su quelli specializzati; mentre la quota di Produzioni
audiovisive italiane ed europee È stata
dell’11,84% sui tre canali generalisti e del 16,92% su quelli specializzati.
Complessivamente la quota dei sei generi predefiniti dal contratto di servizio
è stata del 72,56% sui tre canali generalisti e dell’85,69% su quelli
specializzati.
Quanto
ai dati di traffico e offerta multimediale
trasmessi dalla Rai all’Autorità (art. 11, comma 3) risulta che nel 2011
il portale Rai ha raggiunto 1.508 milioni di pagine viste, con medie mensili
pari a 8,1 milioni di utenti unici (10% di crescita sul 2010), e 125,7 milioni
di pagine viste (10% di crescita sul 2010) L’informativa sui dati traffico
trasmessa da Rai all’Autorità contiene anche una dettagliata illustrazione
dell’offerta editoriale web. Gli interventi più innovativi condotti in tale
ambito nel corso del 2011 hanno riguardato l’accesso all’offerta multimediale
degli utenti con disabilità sensoriale uditiva, (art. 13, comma 3), il lancio
delle prime applicazioni Rai su Mobile e Tablet, la sperimentazione di offerte
editoriali dedicate alle Smart tv e alle piattaforme MHP (Multimedia Home
Platform), l’arricchimento e la riorganizzazione della Area Junior (dedicata ai
minori), la presenza su YouTube e il presidio sui social network.
31
dicembre 2011 Effetto Mentana su La
Sette : il TG raddoppia gli ascolti conquistando quasi 5 punti
di share (dal 5% al 9,6%) a scapito del TG1 (23,6%) e del TG5 (20,1%)
31
dicembre 2011 Scade il vincolo che impedisce a Sky Italia di trasmettere via
digitale terrestre. Torna di nuovo la pressione degli attori internazionali
contro l’assegnazione in regime di beauty contest delle sei frequenze dividendo digitale interno che si intreccia
con l’assegnazione dei canali da 61
a 69 (dividendo digitale esterno) e gestori di servizi
mobili di nuova generazione.
31
dicembre 2011 Nel 2011 il digitale terrestre è cresciuto di 11 punti.
L’Osservatorio dello Studio Frasi rileva come la trasformazione da analogico a
digitale sia avvenuta sostanzialmente in soli due anni. A fine 2008 la
televisione era seguita in modalità digitale terrestre per appena il 4,9% del
tempo complessivo, a fine 2011 siamo al 70%. Il 2009 è stato l’anno del
convincimento che la
vecchia TV sarebbe davvero diventata digitale, il 2010 quello
del sorpasso sull’analogico, il 2011 quello del consolidamento, l’anno in cui
tutte le regioni, anche quelle non ancora passate attraverso lo switch-off,
hanno notevolmente incrementato l’utilizzo della televisione digitale terrestre.
31
dicembre 2011 Secondo IT Media Nel 2011, pur risentendo della crisi,
l'industria televisiva dell’Europa occidentale è comunque riuscita a
raggiungere 94,3 miliardi di euro, crescendo di un +2,7% su base annua, che
seppur ampiamente inferiore al +5,6% nel 2010, rappresenta pur sempre un
risultato incoraggiante, date le premesse. La pubblicità risente più delle
altre risorse della crisi, chiudendo con un dato negativo (-1%) a cui però fa
riscontro un +5,7% di tutti i ricavi provenienti direttamente dall’utente
finale. Questi sono dominati ancora dagli abbonamenti, anche se nuovi nodelli
di business e nuove modalità di fruizione spingono verso una maggiore
personalizzazione dell’offerta, quali ad esempio il Video on Demand. In
particolare nel mondo della pay-TV, saturato il mercato di chi accede a questa
tipologia di servizi destinata agli alto spendenti, la politica degli operatori
consolidati è di incrementare i ricavi per abbonato attraverso l’ampliamento
dei servizi anche su nuove piattaforme e device (vedi Sky Go) e di fidelizzare
ancor più i propri abbonati per ridurre il tasso di abbandono (churn). Questo
stato di cose produce tendenze eterogenee, perché in questo settore entrano
nuovi attori e nuove modalità di offerta si affermano (pacchetti a pagamento
“light”, servizi di intrattenimento di prossima generazione, come stanno
facendo ad esempio Virgin Media e Netflix in UK). La TV ad alta definizione ha dato
un grosso contributo al successo delle offerte digitali in chiaro e a
pagamento. Nel 2011 sono più di 500 canali HD di diverso genere in Europa.
Oltre la metà sono simulcast di canali SD esistenti. Sport e film sono i generi
più popolari, rispettivamente il 18% e il 19% dei canali HD. Tra i driver
dell’HD è la crescente diffusione di apparati (TV e STB) che incorporano questa
funzionalità a costi sempre minori. É prevedibile una seconda ondata di
switch-over dopo il 2016, quando l’HD diventerà la nuova “standard definition”
31
dicembre 2011 Il 2011 sarà ricordato come l’anno della consacrazione
dei social media, in cui tutte le informazioni
condivise online sono diventate più grandi della somma delle parti, creando un
nuovo strato di intelligenza a cui tutti possono attingere: inserzionisti
e…hacker primi fra tutti. Condividere opinioni, foto, video o aggiornare il
proprio stato non è più soltanto un’operazione autonoma ma un’attività integrata
in altre cose e per consigliare un contenuto non c’è più bisogno di collegarsi
a Facebook perché sono
sempre più numerosi i siti che sono connessi all’Open Graph del social
network e consentono di cliccare ‘mi piace’ direttamente dalla pagina dell’articolo.
Anche Google ha lanciato un servizio simile, così che i contenuti
consigliati dagli amici appaiono più in alto nei risultati di ricerca:
archiviato il fallimentare progetto Buzz, la società ha lanciato nel
2011 Google+, un servizio che integra la condivisione di informazioni in
molti dei servizi di Google. I dati generati da queste condivisioni, nel
frattempo, hanno contribuito a creare nuovi business model, semplificando
il lavoro degli inserzionisti che vogliono offrire pubblicità mirate sul gusto
e sulle abitudini degli utenti. Nuovi modelli che hanno anche contribuito anche
a mettere il turbo alle strategie pubblicitarie di Facebook ,
la cui la cui quotazione in borsa delle azioni IPO sarà uno
degli avvenimenti del 2012 dopo un 2011 di quotazioni in chiaroscuro. Il 2011
ha visto infatti l’ingresso in Borsa di molte web company più o meno
emergenti – Zynga, Groupon, Pandora, Zillow,
Linked In e Renren per citare le più famose – il cui andamento,
però, conferma un certo scetticismo circa la reale sostenibilità del livello di
crescita di queste aziende. il 2011 è stato anche l’anno del connubio
social network-politica: da strumenti di comunicazione ‘ciarliera’ i social
media sono diventati amplificatori del dissenso di una generazione di ‘protester’
– e portabandiera della libertà di espressione contro i regimi autoritari.
dei social media, in cui tutte le informazioni
condivise online sono diventate più grandi della somma delle parti, creando un
nuovo strato di intelligenza a cui tutti possono attingere: inserzionisti
e…hacker primi fra tutti. Condividere opinioni, foto, video o aggiornare il
proprio stato non è più soltanto un’operazione autonoma ma un’attività integrata
in altre cose e per consigliare un contenuto non c’è più bisogno di collegarsi
a
31
dicembre 2011 L’anno delle commemorazioni del Cento cinquantenario dell’Unità
d’Italia si conclude con la dura manovra
finanziaria varata dal governo Monti con riforma delle pensioni, tagli di spesa
pubblica e forti aumenti di benzina e bollette energetiche in un quadro di
persistente crisi politica europea dell’Euro e di scontro all’interno dell’asse
franco tedesco sul ruolo della Banca Centrale Europea fra chi come Sarkozy
spinge affinché essa metta in campo tutte le risorse necessarie per salvare la
moneta unica saltando i vincoli previsti dalla Statuto e la cancelliera tedesca
Merkel che respinge duramente l’idea di fare della Banca Centrale una sorta di
bancomat per ripianare le allegre gestioni dei paesi che rischiano la
bancarotta a cominciare dalla Grecia e dall’Italia. In questo contesto la
classe politica italiana sembra di nuovo subire passivamente come i partiti
della prima repubblica al momento dello scoppio di Tangentopoli la crisi
italiana che da economica diventa inevitabilmente anche politica. Lo testimonia
anche l’atteggiamento di scarsa attenzione nei confronti delle grandi manovre
nel mondo delle comunicazioni: da quella sulle frequenze al varo delle misure di austerità per la Rai e alla voci di
dimagrimento di Mediaset con la possibile cessione di Endemol e di quote della
consociata Telecinco. Mentre non si capisce che intenzioni abbia il gruppo
Telecom nei confronti de La
Sette uscita molto rafforzata sia in termini di ascolti sia
soprattutto di credibilità grazie al telegiornale di Enrico Mentana e alla
nuova programmazione affidata a Paolo Ruffini. L’obiettivo è vendere un’azienda
più solida o costruire attorno a La
Sette e a MTV Italia un quarto polo televisivo?
31
dicembre 2011 Continua nel 2011 la crescita degli schermi digitali in
Europa, stimati in circa 18.500, con un incremento del 79% rispetto alla fine
dell’anno precedente, quando erano 10.338. Con oltre il 50% degli schermi
totali passati alle nuove tecnologie, l’Europa ha ormai raggiunto il “tipping
point”, il giro di boa nel processo di digitalizzazione.
31
dicembre 2011 Nel secondo trimestre dell’esercizio 2011-2012 crescono di 23
mila unità gli abbonati alla prima pay tv italiana. Sky Italia chiude l’anno
con 5 milioni e 30 mila abbonati e un risultato operativo di 6 milioni di
dollari a fronte di perdite di 12 milioni di dollari nell’esercizio precedente.
Anche Sky Deutschland è in crescita superando i 3 milioni di abbonati pur
rimanendo in perdita. Il pareggio d’esercizio è previsto per il 2013.
31
dicembre 2011 Sorpasso del satellite in Germania Secondo i dati di Astra in
Germania cresce di 1 milione la penetrazione della ricezione diretta da
satellite stimata in 17,5 milioni di famiglie televisive che avrebbe superato
quella del cavo, che sarebbe scesa a 17,3 milioni a causa anche delle
difficoltà di riconversione al digitale dei circuiti. Delle famiglie DTH solo
1,8 milioni sarebbero quelle dotate ancora di ricevitore per segnali analogici
(erano ancora 3 milioni alla fine del 2010). Anche la ricezione digitale
terrestre risulterebbe in calo (- 180 mila famiglie) a 1,8 milioni mentre in
crescita a 1,3 milioni (+ 330 mila) la tv su rete adsl. Complessivamente il 90%
delle famiglie televisive sarebbero passate al digitale
31
dicembre 2011 Nel 2011, i ricavi degli operatori di telecomunicazioni
sono cresciuti complessivamente del 7% a quota 1,9 trilioni di
dollari da 1,8 trilioni del 2010. La crescita deriva dal recupero
registrato sia sul versante del fisso che su quello del mobile, cresciuti
rispettivamente del 3% e del 10%. La
crescita più forte, tuttavia, è da ascrivere ai paesi BRIC (Brasile
Russia India e Cina) (+14%), mentre i risultati più deboli sono quelli
registrati in Europa e ex Russia (+3%). Complessivamente
gli investimenti industriali sono cresciuti
del 9% a 306 miliardi dollari. Tra i primi 10 operatori in termini di
investimenti industriali ci sono due operatori americani (AT&T, Verizon), i
tre principali operatori cinesi, il giapponese NTT DoCoMo e 4 operatori
europei (Deutsche Telekom, Telefonica, Vodafone e France Telecom). I primi 20
operatori nella classifica capex 2011 hanno generato poco meno del
60% dei ricavi e degli investimenti industriali. I primi 20 operatori nella
classifica capex 2011 hanno generato poco meno del 60% dei ricavi e
degli investimenti industriali.
31
dicembre 201 YouTube la piattaforma
acquistata da Google nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari ha generato nel 2011 ricavi per 2,4 miliardi
di dollari . Secondo alcuni analisti genererà 3,6 miliardi di dollari di ricavi
nel 2012.
Il Mercato italiano delle comunicazioni
elettroniche alla fine del 2011. Reti:
31
dicembre 2011 Il mercato italiano delle telecomunicazioni come sottolineato
dalla Relazione annuale AGCOM è stato caratterizzato nel 2011, da una
contrazione sia nel mercato fisso che in quello mobile, evidenziando come sia proseguita la
contrazione dei ricavi lordi conseguiti dagli operatori di
telecomunicazione - a 40,59 miliardi di euro (-3,7% a fronte del -3,4% del
2010) - con la rete fissa che registra una contrazione superiore a quella
rilevata per la rete mobile. Il mercato italiano delle telecomunicazione ha
conosciuto un decremento del 2,6% della spesa dell’utenza residenziale e affari
Rete fissa e mobile scesa da 32,56 miliardi nel 2010 a 31,72 miliardi di euro nel 2011 (di cui 14,78
miliardi per servizi da rete fissa e 16,94 miliardi da rete mobile. Leader
delle telecomunicazioni rimane Telecom Italia con una quota di mercato scesa
dal 48,6% al 47,4%, seguito dal Gruppo Vodafone in leggera crescita dal 21,3%
al 22,0% alla stregua del terzo attore Wind salito dal 13,8% al 14,4%. In calo o stazionari gli
altri attori, Fastweb scesa dal 5,1% al 4,9%, H3G dal 4,2% al 4,1%, BT Italia
fermo al 2,7%, mentre gli altri raccolgono complessiva,mente solo il 4,5%
L'incidenza
del settore sul PIL è scesa dal 2,71% al 2,57%, negli investimenti è diminuita
dal 4,16% al 3,98% e nella spesa delle famiglie è passata dal 2,31% al 2,21%.
Tendenze che si osservano ormai da qualche anno e che vengono accentuate
dal deterioramento del quadro macroeconomico e da elementi
quali la riduzione della spesa di famiglie e imprese in servizi di
telecomunicazione; la costante riduzione dei prezzi dei servizi; la
contrazione dell’11,7% nel numero di minuti consumati (mentre il traffico voce
originato dalle reti mobili è cresciuto di un ulteriore 10%). Tra gli altri
elementi la diffusione dei servizi broadband su rete fissa e mobile
che ha prodotto una ulteriore crescita degli introiti derivanti da servizi
dati; l’ulteriore crescita del comparto della telefonia mobile
virtuale, ma con segnali di saturazione del mercati; l’erosione della quota di
mercato complessiva di Telecom Italia.. In Europa, i ricavi per il 2011
del settore tlc sono stimati in 301,4 miliardi di euro con
una perdita rispetto al 2010 dello 0,8% legata soprattutto alla riduzione dei
ricavi del segmento della telefonia fissa pari al 7,6%. “Lo stesso
aumento dei ricavi della telefonia mobile (0,9%) e del comparto dati (2,6%) –
stimati, rispettivamente, in 161 miliardi di euro e 71 miliardi di euro – deve
essere ponderato, considerando che in termini percentuali si tratta di un
incremento più contenuto rispetto agli anni precedenti”, spiega l’Agcom. Il
numero di utenti abbonati a servizi è pari a 1.504 milioni (circa 30 milioni in
più rispetto al 2010). Di questi gli abbonati a servizi dati a banda
larga e ultra larga sono 213 milioni (+3,6%), il numero
di SIM attive è 1.031 milioni (aumento del 3,5%), le utenze
di telefonia fissa 260 milioni (in diminuzione del 4,7%).
Banda larga in Italia La crescita della banda larga è proseguita ma a un
ritmo molto più rallentato con un
incremento di solo 380 mila unità, attestandosi a 13,5 milioni di utenze
collegate alla fine del 2011 (erano 12,1 milioni nel 2009 e 13,1 milioni nel
2010). La diffusione della larga banda sul territorio nazionale registra
ritardi rispetto agli altri paesi europei, in parte dovuti a fattori
infrastrutturali, come ad esempio la mancanza di un rete “cable”. Alla fine del
2011 la penetrazione della larga banda su rete fissa raggiungeva poco piu del
22% degli italiani, contro una media europea di quasi il 28% su cui incidono
positivamente i valori conseguiti in Francia (23,2 milioni di utenti pari al
35,7% degli utenti, Germania con 27,3
milioni pari al 33,4% e Regno Unito con 19,8 milioni di utenti pari al
31,7%. Con solo 13,4 milioni di utenti
collegati a reti a banda larga pari al 22,2% l’Italia rimane di oltre 5 punti
percentuali sotto la media dell’Unione europea dove la penetrazione della banda
larga interessa il 27,8% degli
utenti
Il Mercato italiano delle comunicazioni
elettroniche alla fine del 2011: contenuti e servizi veicolati
Nel
2011, il settore complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei
ricavi derivanti da offerte a pagamento) ha fatto registrare, in termini
nominali, una sostanziale stabilità (+0,5%, che equivale a una contrazione in
termini reali di oltre due punti percentuali), dopo la contrazione registrata
nel 2009 (-6%) e la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il
risultato di due dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali
(televisione tradizionale, stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro
si è assistito alla crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al
mondo internet 2.0. Il 2011
ha visto, quindi, l’affermarsi di forme di accesso alla
rete e di fruizione dei contenuti on line non più legate strettamente al
computer, ma fruibili attraverso device di maggiore appeal per il pubblico
italiano, come gli smartphone, i tablet e le connected tv
Un
primo dato interessante è rappresentato dal fatto che, mentre taluni mezzi
hanno seguito un’evoluzione discontinua e fortemente influenzata dalla
congiuntura economica, alcuni mercati sono cresciuti progressivamente e altri,
infine, hanno visto un costante arretramento delle proprie posizioni.
La
televisione gratuita è un esempio
emblematico di andamento congiunturale, poiché, sebbene abbia continuato negli
anni a rappresentare il mezzo in grado di attrarre più risorse economiche, ha
fortemente risentito della crisi del 2009, ed ha conosciuto, come gli altri
mezzi, una ripresa nel 2010, per poi subire ancora la flessione generale del
2011, dovuta principalmente alla drastica diminuzione degli investimenti
pubblicitari
Diversamente,
la televisione a pagamento ha
mostrato un andamento costantemente crescente negli anni, a dimostrazione
dell’interesse sempre più marcato del pubblico verso una programmazione fortemente
targettizzata e di particolare appeal. Infatti, nell’ultimo anno la componente televisiva
tradizionale, legata al palinsesto generalista, ha cominciato a mostrare una
certa sofferenza in termini di ascolti, mentre hanno registrato un maggiore
dinamismo i nuovi canali tematici diffusi sul digitale terrestre. Tale tendenza
va letta unitamente al crescente successo di nuove forme di fruizione dei
contenuti televisivi, che dimostrano l’esigenza sempre più avvertita
dell’utente di contenuti più personalizzati e consumabili quando e dove si
vuole.
A
ulteriore riprova della rilevata complementarietà tra televisione (in
particolare quella in chiaro) e radio, si evidenzia come quest’ultimo mezzo abbia
presentato negli anni il medesimo andamento della televisione gratuita,
cavalcando il trend positivo del 2008 e del 2010, ma perdendo risorse negli
anni caratterizzati da una congiuntura negativa, come il 2009 e, in misura
minore, il 2011.
Editoria quotidiana e periodica. Mentre per la stampa periodica possono valere le
medesime considerazioni testé svolte per la radio, la stampa quotidiana è
apparsa in costante declino dal 2008 ad oggi. Tale declino è risultato sempre
più evidente nel 2011, anno in cui la stampa tradizionale ha subito
un’ulteriore forte contrazione sia in termini di copie vendute che di ricavi pubblicitari.
Sul fronte dell’editoria quotidiana, le aziende hanno visto una riduzione cospicua
del proprio margine operativo lordo. La flessione degli introiti pubblicitari
ha inciso significativamente sui ricavi dell’editoria quotidiana, mentre,
nonostante il calo nella diffusione del prodotto, i ricavi da vendita di copie
hanno tenuto grazie agli aumenti di prezzo intervenuti nel biennio 2010-2011. Al
contrario, i lettori di quotidiani e periodici su internet, nelle relative
applicazioni fisse e mobili (pc, smartphone, tablet), sono risultati in forte
crescita, a dimostrazione del perdurante interesse del pubblico per
l’informazione, la cultura, l’intrattenimento e la lettura.
Proprio
internet appare il mezzo che, negli
anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in linea
con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il nostro
Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono connesse le
maggiori potenzialità (cfr. par. 2.2.4). Come già osservato, a fronte di un
calo consistente della carta stampata in termini di copie vendute, i lettori
mostrano una marcata affezione per la fruizione on line delle medesime testate,
inducendo gli editori a rimeditare le proprie politiche di business, offrendo
il medesimo prodotto sui nuovi media digitali. Allo stesso modo, a fronte di
una cospicua riduzione della raccolta pubblicitaria sui diversi mezzi, la
raccolta pubblicitaria on line ha presentato, anche nell’ultimo anno, un trend
fortemente positivo. Anche l’offerta di
servizi media audiovisivi su web (SMA) sta conoscendo una decisa proliferazione,
mentre continua il successo dei video, che risultano in crescita già da qualche
anno.
A
fronte del diverso andamento tra mezzi tradizionali e nuovi media, il peso dei due
ambiti rimane ancora assai diseguale. Emerge, infatti, come le risorse attratte
dai nuovi media (circa 10% nel 2011), seppur in costante crescita, risultino ancora
fortemente sproporzionate rispetto al peso dei mezzi
tradizionali (90%)
L’AGCOM
osserva come “i media costituiscono mercati distinti, ma collegati fra di loro,
e presentano una struttura a due versanti. Nel primo versante, i consumatori
soddisfano, attraverso il mezzo di comunicazione (televisione, stampa, radio,
internet etc.) le proprie esigenze di informazione, comunicazione e
intrattenimento. Nel secondo, gli inserzionisti di pubblicità domandano spazi
pubblicitari all’editore del mezzo di comunicazione per promuovere i propri
prodotti ai consumatori finali in cambio di un numero di contatti pubblicitari
realizzati dal mezzo stesso. In questo senso, gli editori dei vari mezzi di
comunicazione rappresentano delle piattaforme che mettono in comunicazione i
due versanti dei mercati dei media, consumatori, da un lato, inserzionisti,
dall’altro.”
Televisione. Nel mercato televisivo si conferma il
"triopolio" Mediaset/Sky Italia/Rai, che continuano a detenere oltre
il 90% delle risorse complessive del settore scese complessivamente da 9,024
nel 2010 a
8,894 miliardi di euro nel 2011.
In valori assoluti
le tre emittenti registrano una flessione dei ricavi su base annua principalmente
imputabile alla contrazione dei ricavi pubblicitari, con Mediaset (in calo da 2,433 a 2,348 miliardi per
la pubblicità e in crescita da 458
a 516 milioni per le risorse pay) e Rai (in calo da 946 a 891 milioni per la
pubblicità ma in crescita con il canone da 1,586 a 1,607 miliardi) che
guadagnano peso sul totale rispetto a Sky. in leggero calo, che vede le proprie
risorse pubblicitarie scendere da 268
a 244 milioni e le risorse pay da 2,437 a 2,412 miliardi
In
controtendenza, unica azienda a registrare una crescita dei ricavi pubblicitari
da 154 a
160 milioni nel 2011 è Telecom Italia Media controllata di Telecom Italia in
fase di vendita. In termini di variazioni percentuali Mediaset registra
nel 2011 una flessione dello 0,9% dei ricavi televisivi (-3,5% dei ricavi
pubblicitari, +12,7% da offerte pay), al primo posto con un'incidenza del 32,2%
sul totale delle risorse televisive. Sky Italia fa segnare una
contrazione dell'1,8% dei ricavi (-9% pubblicità, -1% offerte pay), al secondo
posto con un'incidenza del 29,9% sul totale. Rai presenta un calo
dell'1,3% dei ricavi (+1,4% canone, -5,9% pubblicità), attestandosi al terzo
posto con un'incidenza del 28,5% sul totale. TI Media, grazie alla performance
di La7, vede nel 2011 una crescita del 4,1% dei ricavi pubblicitari televisivi,
ma rimane con un'incidenza dell'1,8% sul totale. Tutti gli altri operatori di
televisione in chiaro e a pagamento registrano un calo del 3,8% dei ricavi e
detengono una fetta della torta dei ricavi pari al 7,6%..e presentano quote
individuali tendenzialmente in calo e largamente inferiori a quella del quarto
gruppo televisivo italiano. Nel quinquennio 2007 2001 i dati elaborato da
Mediobanca evidenziano come la raccolta pubblicitaria di Mediaset scende da
3,846 miliardi di euro nel 2007
a 3,39 miliardi nel 2008, 2,885 miliardi nel 2009, prima
di risalire a 3,242 miliardi nel 2010 e 3,301 miliardi nel 2011. Quella della
Rai da 1,235 miliardi di euro nel 2007 a 1,188 miliardi nel 2008, 988 milioni nel
2009, prima di risalire anch’essa a 1,029 miliardi nel 2010 ma calare
vistosamente a 965 milioni nel 2011. La pubblicità raccolta da Sky Italia sale
da 181 milioni dieuro nel 2007
a 220 milioni nel 2008, 221 milioni nel 2009 e 272
milioni nel 2010 prima di scendere a 262 milioni nel 2011. Quella infine raccolta
sulle reti di Telecom Italia Media scende da 239 milioni nel 2007 a 184 milioni nel 2008
e 185 milioni nel 2009, prima di risalire leggermente a 195 milioni nel 2010 e
194 milioni nel 2011.
Televisione. Ascolti. Anche nel 2011, nonostante la flessione dell’audience che ha
interessato le emittenti generaliste, l’analisi dinamica dei dati di ascolto –
basata sullo share nel giorno medio –
mostra come le posizioni degli operatori storici siano tuttora caratterizzate
da una incontrastata predominanza. In particolare, rispetto al 2010, RAI
continua a superare il 40%, nonostante la perdita di un punto percentuale,
mentre Mediaset ha registrato un decremento del 2%, attestandosi sul 35,3%.
Tale perdita è da ascriversi principalmente alla flessione dei sei canali
generalisti delle due emittenti (RAI 1, RAI 2, RAI 3, Rete 4, Canale 5 e Italia
1), il cui share medio giornaliero è passato dal 73% del 2010 al 67% del 2011.
Questa perdita, di quasi 6 punti percentuali, è stata solo in parte recuperata
attraverso la crescita della quota di ascolto realizzata da Rai e Mediaset
attraverso i rispettivi canali tematici (superiore all’8% nel 2011, con un
incremento di oltre 3 punti percentuali rispetto al valore dell’anno
precedente). I due operatori raggiungono quindi, tuttora, il 75,5% dell’audience.
Rispetto
agli operatori storici, il percorso delle altre emittenti terrestri appare in ascesa,
registrando, nell’ultimo anno, un incremento dell’1% e passando quindi dall’11,3%
del 2010 al 12,4% del 2011.
In particolare, La7 ha incrementato in un anno la
propria quota di ascolti dal 3,07% al 3,87%, mentre la rimanente crescita è
stata dettata dall’affermazione di alcuni canali tematici in chiaro. Allo
stesso modo, le emittenti satellitari hanno proseguito la propria ascesa, soprattutto
grazie all’offerta sempre più articolata della piattaforma Sky, conquistando nell’ultimo
anno un risultato tanto più significativo se rapportato alla flessione delle
principali emittenti terrestri.
Nel
2011, gli ascolti dei canali del bouquet a pagamento di Sky (comprensivi dei
canali di Fox) sono passati, infatti, dal 4,9% al 5,2%, mentre il satellite,
complessivamente considerato, ha raggiunto quasi il 12% dell’audience share
media. Su questo fronte, si segnala anche la lenta crescita della piattaforma
satellitare gratuita Tivusat, nata con lo scopo di raggiungere le aeree non
coperte dal digitale terrestre, che sta conquistando la propria fetta di mercato.
Pertanto, dal punto di vista dell’audience, emerge, da un lato, una certa
inerzia nelle posizioni degli operatori (con i primi due che ancora detengono
tre quarti degli ascolti, ed i primi quattro circa l’85%), dall’altro lato, un
declino dei canali generalisti a fronte della decisa affermazione dei canali
tematici, evidenziando un interesse degli spettatori per programmi maggiormente
rispondenti al proprio target di riferimento
Radiofonia Il mercato radiofonico, anche in rapporto agli altri
mezzi di comunicazione, si caratterizza per una preponderante ricezione in
mobilità; tale fenomeno influisce direttamente sulle modalità di fruizione e
quindi sui picchi di ascolto della radio nel corso della giornata, che si
concentrano nelle fasce orarie del c.d. drive time (7-10 e 16-21) e, di
conseguenza, condizionano la programmazione editoriale delle emittenti. In
questo senso, l’ascolto radiofonico tende a seguire quello televisivo perché
effettuato in momenti e luoghi (soprattutto in mobilità o in ufficio) in cui la
visione televisiva è impossibilitata. In quanto tale, la radio rappresenta,
tradizionalmente, un mezzo complementare a quello televisivo, sia dal lato
utenti, sia sul versante degli inserzionisti. Ciò spiega anche l’esistenza di
un certo grado di integrazione dell’offerta, con la presenza di player
nazionali attivi sia nella radio che nella televisione (RAI, Fininvest, Gruppo
Editoriale L’Espresso). Nell’ultimo anno, il mezzo radiofonico ha conosciuto
una forte declinazione sui media digitali – web, televisione e mobile –
risultando, in Europa, il paese in cui l’uso del web per ascoltare o scaricare
contenuti radiofonici e musicali è maggiormente diffuso, come anche l’ascolto
in mobilità attraverso i cellulari. L’emittenza radiofonica sta quindi
sperimentando uno sviluppo in chiave multimediale sia con la costruzione di canali
televisivi veri e propri, sia attraverso l’uso sempre più frequente di video
anche sulle piattaforme on line.
Offerta radiofonica. Il panorama dell’offerta radiofonica nazionale
risulta tuttora caratterizzato in modo preponderante dalla presenza di grandi
gruppi multimediali attivi anche nel versante della raccolta pubblicitaria: a)
Gruppo Finelco (partecipazione di RCS Mediagroup) con Radio 105, Rmc Radio Montecarlo E Virgin
Radio; b) Gruppo Editoriale L’Espresso con Radio Capital, Radio Deejay E
M2o; c) Monradio (Mondadori/Fininvest)
con Radio R 101); d) Il Sole 24 Ore con Radio 24, unitamente alla RAI Radiotelevisione Italiana con Radiouno; Radiodue; Radiotre; Isoradio Notturno
Italiano e Gr Parlamento. Nel settore radiofonico risultano anche presenti
alcuni operatori commerciali indipendenti (come RTL 102,500 hit Radio, Radio
Dimensione Suono e Gruppo Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss), ed
emittenti non commerciali che coprono un particolare segmento di ascolto
(Associazione Radio Maria e Radio Radicale). A livello locale, si segnala
l’esistenza di una moltitudine di realtà che coprono bacini di utenza più o
meno vasti, conquistando quote di ascolto talvolta significative.
Mercato radiofonico. Nel 2011, il mezzo radiofonico ha conosciuto, in
particolare nel primo trimestre, una decisa contrazione dei ricavi
pubblicitari. L’andamento registrato non solo è apparso in controtendenza
rispetto alle performance del mezzo degli ultimi anni, ma ha coinvolto la radio
anche in maniera superiore rispetto all’andamento complessivo del settore.
Infatti, se si procede ad un’analisi dinamica del valore del mercato negli
ultimi sei anni precedenti il 2011, si osserva che, i ricavi da pubblicità dal 2005
al 2008 hanno sempre registrato un andamento positivo, mentre nel 2009 si è assistito
ad una lieve contrazione. Infatti, i ricavi derivanti dalla raccolta sono
cresciuti dal 2005 al 2008 del 34,4%, mentre tra il 2008 e il 2009, gli stessi
si sono ridotti del 3,4%. Nel 2010, il fatturato pubblicitario ha invece
conosciuto nuovamente un andamento positivo, con un incremento del 4,3%
rispetto all’anno precedente. Nel corso del 2011 invece, il valore della
pubblicità radiofonica si è ridotto di oltre il 6%.In particolare, la
ripartizione delle risorse vede una variazione poco significativa dei ricavi
derivanti dal canone saliti al 14,2% (+1,4%), a fronte della forte riduzione
del fatturato pubblicitario (-6,6%), che continua comunque a rappresentare di gran
lunga la principale risorsa del settore (79,1%). Complessivamente il mercato radiofonico
si è quindi contratto di oltre il 5%. I primi cinque operatori detengono
complessivamente oltre la metà delle risorse totali. Tuttavia la struttura del mercato radiofonico si
presenta sostanzialmente concorrenziale. Il principale operatore è la RAI che raccoglie, grazie in
particolare al finanziamento delle attività di servizio pubblico tramite
canone, il 22% circa delle risorse pubblicitarie, seguono il Gruppo L’Espresso,
con una quota di mercato di poco inferiore al 13% e il Gruppo Finelco con il
10,4%. Le emittenti radiofoniche indipendenti, RTL e RDS, detengono invece una quota
pari a circa il 7%. Vi sono poi altri operatori come Mondadori e il Sole 24 Ore
che presentano quote marginali, al di sotto del 5%, cui si affiancano altri
soggetti a carattere prevalentemente locale che raccolgono oltre un terzo delle
risorse (34,6%). Quanto sinora considerato mostra che l’attuale condizione
economica del settore si caratterizza per una vivace concorrenza tra i vari
player.
Mercato pubblicitario. Il vistoso
calo pubblicitario in televisione e sui media tradizionali è compensato dalla
forte crescita della pubblicità in rete. Complessivamente le risorse
pubblicitarie italiane scendono da 9,873 miliardi di euro nel 2010 a 9,669 miliardi di
euro nel 2011 (-2,1%) In Italia, il settore della pubblicità nazionale on-line
ha largamente superato, in valore, il miliardo di euro, rappresentando al
momento il secondo mezzo pubblicitario, dopo la televisione. Ciò che lo
distingue è però il diverso sentiero evolutivo, che nell’ultimo anno ha
registrato una crescita del 30%, tasso inimmaginabile, in questa fase di
stagnazione, per tutti gli altri mercati pubblicitari. Se aggiungiamo anche la
pubblicità on line raccolta in ambito locale il mercato pubblicitario in rete è
salito da 1,.177,29 miliardi raccolti nel 2010 a 1.578,4 raccolti nel
2011 con un incremento del 34,1% e una quota di mercato del 16,3 seconda sola
alla televisione.
Il
mercato pubblicitario italiano si suddivide fra gruppo Fininvest (Mediaset
s.p.a. Publitalia ’80 s.p.a. Digitalia’08 s.r.l. Mediamond s.p.a. (50%) Arnoldo
Mondadori Mondadori pubblicità s.p.a. Editore s.p.a. Mediamond s.p.a. (50%))
Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a (attraverso Sipra s.p.a.), Seat Pagine
Gialle (Seat Pagine Gialle s.p.a. Seat Pagine Gialle s.p.a), Gruppo Editoriale
Gruppo L’Espresso s.p.a (attraverso Editoriale A. Manzoni & C s.p.a.
L’Espresso). RCS Mediagroup (RCS Mediagroup s.p.a. RCS Pubblicità s.p.a.),
Google (attraverso Google Italy s.r.l. Google Italy s.r.l.), News Corporation
(attraverso SKY Italia s.r.l. Sky Italia s.r.l. Fox International Channel Italy
s.r.l.), Telecom Italia (attraverso Telecom Italia s.p.a. Matrix s.p.a. Telecom
Italia Media s.p.a. MTV Pubblicità s.r.l.), Confindustria (attraverso Il sole
24 ore s.p.a. Il sole 24 ore s.p.a.), gruppo Caltagirone (attraverso
Caltagirone s.p.a. Piemme s.p.a. Advance Publication Condénast Condénast
Pubblicità), gruppo Fiat / Itedi
Italiana (attraverso Editrice la
Stampa s.p.a. Publikompass s.p.a. Edizioni Publikompass
s.p.a), e gruppo Monti Riffeser Monrif (attraverso Monrif s.p.a. Società
Pubblicità editoriale s.p.a) Hearst Commnication (attraverso Hachétte Rusconi
s.p.a. Hachette Rusconi Pubblicità s.p.a), Finelco (attraverso Gruppo Finelco
s.p.a. Gruppo Finelco s.p.a.), Cairo Communication (attraverso Cairo
Communication s.p.a. Cairo Communication s.p.a. Cairo Pubblicità s.p.a.), Class
Editori (Class Editori s.p.a. Class Pubblicità s.p.a. Classpi Class Pubblicità
s.p.a.) e Microsoft (attraverso Microsoft s.r.l. Microsoft Adv).
Editoria. Nel 2011, i ricavi complessivi del settore ammontano
a circa 6,7 miliardi di euro, mostrando una contrazione rispetto all’anno
precedente, che ha riguardato sia l’editoria quotidiana (-1,9%), sia quella
periodica (-4%). A fronte di tali contrazioni, l’editoria elettronica ha
compensato parzialmente con un incremento del 24% rispetto al valore assoluto,
di poco superiore a 400 milioni di euro, registrato nel 2010. Il dato
maggiormente indicativo delle trasformazioni avvenute nell’intero settore editoriale
è stato rappresentato dall’arretramento dell’incidenza dell’editoria quotidiana
prevalentemente a favore dell’editoria elettronica. Infatti, l’editoria
quotidiana ha subito una rilevante migrazione dei lettori verso la versione
digitale dei prodotti stessi, rispetto all’editoria periodica, soprattutto
quando quest’ultima risponde a bisogni diversi da quelli informativi, e quindi
conserva maggiormente l’appeal della versione cartacea (per grafica, patinatura,
ecc.).La perdurante riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita di prodotti
editoriali cartacei è stata parzialmente frenata attraverso l’aumento dei
prezzi, in particolare dei quotidiani e, nonostante questo, ha registrato un
decremento, seppur ridotto (-1,4%).
L’andamento
dei prezzi dei quotidiani fino ai primi anni duemila si è stabilmente mantenuto
alquanto al di sotto dell’indice generale dei prezzi al consumo, per poi
aumentare, in linea con l’indice generale, fino al 2009, anno in cui i prezzi
stessi hanno iniziato a crescere in misura decisa oltre l’indice stesso.
L’andamento dell’indice dei prezzi dei periodici, invece, è stato sempre
abbastanza in linea con l’andamento generale dei prezzi al consumo, anche se,
fino agli anni duemila, si è mantenuto leggermente al di sopra a tale livello,
mentre, nell’ultimo decennio, si è attestato generalmente al di sotto di esso. È
da rilevare che l’impennata dei prezzi dei quotidiani è coincisa con la grave
crisi del mercato pubblicitario registrata proprio nel 2009. Questo andamento è
stato il riflesso della strategia perseguita dagli editori che, nel corso della
crisi del mercato pubblicitario, hanno reagito riducendo i prezzi di vendita
dei propri spazi pubblicitari, e aumentando, come detto, i prezzi di vendita
dei prodotti al pubblico.
Da
alcune analisi effettuate dall’Autorità è emerso che il costo medio delle
inserzioni nel settore editoriale si è ridotto considerevolmente, in
particolare negli ultimi anni del decennio, anche se, anche sotto questo
profilo, è bene distinguere tra editoria quotidiana e periodica. Dal 2000 al
2010 i quotidiani hanno presentato un declino costante dei costi medi per mille
contatti (CPM), pari a quasi il 50% nell’intero decennio, con una riduzione
superiore al 20% solo nell’ultimo triennio. Diverso è l’andamento del CPM per i
periodici che ha visto un’evoluzione altalenante: in crescita fino al 2008 e in
drastica contrazione nell’ultimo triennio, con una riduzione pari a circa il
30%.. Tali marcate riduzioni si sono riflesse sulla dinamica negativa dei
corrispondenti ricavi pubblicitari. Gli introiti derivanti dalla pubblicità
hanno continuato, infatti, a presentare un andamento negativo (-1,3%;
nonostante l’incremento superiore al 20% della componente on line), comportando
un’ulteriore traslazione delle fonti di finanziamento del settore editoriale
dal versante degli inserzionisti (ricavi pubblicitari) al versante degli utenti
(ricavi da vendita di copie). Come rilevato, infatti, gli editori hanno cercato
di mantenere inalterati i propri ricavi aumentando il prezzo sul versante degli
utenti (lettori), con effetti sulla già ridotta diffusione, in una fase di
crisi generale e in un Paese già caratterizzato da una scarsa propensione alla
lettura, aggravando di conseguenza l’andamento persistentemente negativo delle
vendite medie per i quotidiani. Il mix di prezzi elevati e in crescita sul
versante editoriale e di prezzi bassi e calanti su quello pubblicitario ha pertanto
prodotto effetti negativi, sia sulla diffusione dei quotidiani in Italia
(avvantaggiando l’affermazione di mezzi quali la televisione commerciale,
prima, e, più recentemente, internet), sia sui ricavi degli editori medesimi
Se
analizziamo l’andamento del settore
editoriale nel suo complesso e la ripartizione dei ricavi dei principali gruppi
operanti, comprensivo dell’editoria quotidiana, periodica ed elettronica.,
osserviamo al primo posto RCS Mediagroup con una quota di mercato in leggero
calo dal 12,8% al 12,7%. Al secondo posto il gruppo L’Espresso in crescita dal 11,2% al 11,5%. Al
terzo Arnoldo Mondatori in lieve calo dal 7,3% al 7,2%. Seguono Il Sole 24 ore in crescita di
mezzo punto dal 4,3% al 4,8%, il gruppo Caltagirone in calo dal 3,5% al 3,3%,
il gruppo Monrif stabile al 2,9%, il gruppo Condé Nast in lieve crescita dal
2,6% al 2,7%, il gruppo Hearst Magazines Italia stabile al 1,6% e il gruppo
Cairo in crescita dal 1,4% al 1,6%. I
primi nove gruppi complessivamente
raccolgono solo il 48,2% di un mercato in grande sommovimento
La galassia Internet. Particolare riguardo ad internet, è da rilevare che,
secondo i dati Audiweb, l’accesso ad internet continua a mostrare tassi di
crescita costanti con un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente:
crescono i collegamenti da casa (+8%), ma soprattutto quelli da altri luoghi, e
in particolare, i collegamenti in mobilità (+55,4%). Parallelamente, gli utenti
attivi nel mese di febbraio 2012 sono pari a 27,7 milioni di utenti con una
crescita del 9,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mantenendo
una certa differenziazione di genere (55% uomini, 45% donne). L’audience on
line nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni di
utenti attivi che hanno consultato in media 166 pagine per persona, collegati
per 1 ora e 26 minuti. Nel giorno medio sono on line principalmente le fasce
dei 35-54enni (6,6 milioni) seguiti dai 25-34enni (2,6 milioni).
È
da rilevare che, osservando i dati sull’uso del mezzo nelle diverse fasce
orarie del giorno medio, oltre a emergere una costante attività durante tutta
la giornata, si evidenzia un picco dell’audience tra le ore 18 e le 21, con 7,5
milioni di utenti on line, che scende poi a 5,5 milioni di utenti tra le 21 e mezza notte, fascia oraria in cui si registra una
maggiore attività on line, sia in termini di tempo speso (36 minuti), che di
pagine viste per persona (68). In aggiunta a ciò, le categorie di siti più
visitati sono i motori di ricerca, i social network e i portali, mentre quelle
con maggiore crescita sono: i video/film, le informazioni turistiche e di
viaggio, i siti di coupon e sconti, e il meteo.
La
lettura complessiva di questi dati sembra confermare che per lo più l’utilizzo
di internet si concentra nella funzione di ricerca, di scambio di informazioni
e di comunicazione attraverso i social network e di intrattenimento; basso,
invece, è l’utilizzo di internet per funzioni produttive. Il commercio
elettronico è poco sviluppato, poco diffuso l’e-banking, e le piccole e medie
imprese italiane (ovvero la parte preponderante del sistema produttivo
nazionale) utilizzano scarsamente internet per l’e-commerce o per la
fatturazione elettronica. Ancora più rilevanti sono alcune peculiarità nelle
modalità di accesso e nella fruizione dei media digitali e di internet in
particolare. Infatti, nonostante l’Italia presenti ancora uno dei tassi di
penetrazione più bassi tra i paesi avanzati, è uno dei mercati con la maggior
penetrazione degli smartphone ed è tra i primi paesi al mondo come diffusione dei
social media. Si stima che quasi dieci milioni di individui abbiano accesso ad
internet da un dispositivo mobile (cellulare/smartphone/tablet) e le attività
effettuate attraverso tali strumenti sono: navigare su internet,
inviare/ricevere email, consultare motori di ricerca e accedere ai social
network.
I social network sono costituiti da
realtà diverse. Esistono quelli generalisti come Facebook, utilizzati per la
condivisione di informazioni, tematici come MySpace che permettono un
approfondimento collettivo più verticale e specializzato, social network come
Twitter che consentono un facile e continuo aggiornamento delle informazioni o,
infine, quelli basati sulla localizzazione geosatellitare, come Foursquare.La
diffusione dei social network in generale e di Facebook in particolare sta caratterizzando
la più recente evoluzione del web, comportando modifiche nei comportamenti, anche
sociali e politici88, con evidenti ripercussioni anche sul versante
pubblicitario. È un fenomeno globale, visto che i social network interessano la
maggioranza degli internauti in ogni nazione e impegnano la maggior parte del
tempo speso da essi on line. Peraltro, tale fenomeno risulta in rapida e
continua crescita con forti influenze, ad esempio, sulle decisioni di acquisto
dei consumatori.
Anche
in Italia il fenomeno assume la stessa rilevanza, nonostante la ridotta
estensione dell’accesso ad internet. Il 67,8% degli italiani conosce almeno un
social network tra quelli più noti (Facebook, Twitter, Messenger, fino a
Skype). Si tratta di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9
milioni del 2009. Sempre nel nostro Paese, gli utenti spendono circa un terzo
(pari al 31%) del proprio tempo on line visitando i social network. Crescono a
doppia cifra le categorie e i luoghi dedicati alle social community, all’intrattenimento
e a tutte le realtà fondate sul terreno della collettività e della
condivisione. Anche l’informazione si estende creando “luoghi” di condivisione
on line, trasformando il modo di concepire, diffondere e consumare le notizie,
sia sotto il profilo giornalistico-editoriale sia nel campo della comunicazione
pubblicitaria.
Proprio
l’analisi dell’evoluzione delle differenti tipologie di servizi web dà conto ella
rapidità dell’evoluzione in atto. A titolo esemplificativo, seppure i blog sono
stati la prima espressione del desiderio di comunicare degli internauti e sono
stati spesso associati alla dimensione sociale e alle prime manifestazioni di
social network, sono stati oramai da questi ultimi completamente superati. Nel
2011, la penetrazione dei social media in Italia è pari all’86% degli utenti
web e, mentre il 78% dei navigatori si informa on line (20,7 milioni di
utenti), l’87% (23 milioni di utenti) utilizza internet per
intrattenimento.L’evoluzione cui si assiste implica l’affermarsi prevalentemente
delle società nate nel web, anche se operatori provenienti da altri settori
consolidano le proprie posizioni. Come gli altri mezzi di comunicazione,
internet rappresenta un ambito di mercato a due versanti e, data la complessità
del settore, è bene soffermarsi su entrambi i lati del mercati.
Il versante degli utenti Nell’ultimo decennio – anni che alcuni hanno definito
“rivoluzionari” per tutto l’universo dei media e per l’uso che gli individui ne
fanno nella loro vita quotidiana – si è assistito ad un incremento
generalizzato dell’utilizzazione di tutti i media oggi a disposizione delle
persone93. Tendenzialmente, rispetto a dieci anni fa, oggi più persone fanno uso
– peraltro più frequente – di un maggior numero di media. Nel 2006, solo il 29%
della popolazione italiana aveva confidenza con le tecnologie informatiche e
telematiche, mentre nel 2011 tale quota sfiora il 50%. In via preliminare, come
evidenziato già nell’analisi dei mercati rilevanti del SIC, sul versante degli
utenti, tra internet e le altre piattaforme di comunicazione non si riscontra
un fenomeno di sostituibilità. Internet è un nuovo media contraddistinto da una
specifica tipologia di utenza. La sua affermazione presso il pubblico ha
ovviamente profondi riflessi anche sull’utilizzo degli altri mezzi di
comunicazione di massa, così come è storicamente avvenuto per tutti i media (ad
esempio, la diffusione della televisione produsse significativi effetti sul
consumo radiofonico). Più che un fenomeno di sostituibilità tra prodotti (legato
a variazioni nei prezzi relativi), è in atto un graduale processo di parziale
sostituzione degli altri media (al momento dell’editoria cartacea in
particolare) con internet, tipico delle fasi di sviluppo di un nuovo mezzo di
comunicazione di massa.
A partire
dalla metà del decennio scorso si è assistito alla crescita repentina degli utenti
digitali, avvenuta prevalentemente a discapito dei lettori (scesi nel 2011 al 23,3%),
mentre la quota degli utenti audiovisivi è rimasta praticamente stabile (il 28,7%
nel 2011). Anche la fruizione televisiva ha però subito delle modifiche,
indirizzandosi in una certa misura verso una personalizzazione dei palinsesti. Ma
il settore più interessato dall’avvento delle nuove tecnologie è senz’altro la stampa,
in particolare quella quotidiana. Gli altri media, che consentono anche una fruizione
contemporanea, come la radio e la televisione, hanno avvertito meno la
“rivoluzione del web”.
È
da considerare d’altro canto, che internet è una piattaforma su cui convergono
tutti i media e le interazioni sono inevitabili. Gli utenti hanno scoperto nuove
forme di fruizione dei mezzi classici, non solo leggendo le notizie on line, ma
anche “rivedendo” i contenuti televisivi o scoprendo nuovi contenuti. Il IX
Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, segnala che, indipendentemente
dall’uso del televisore, il 12,3% della popolazione attinge ai siti internet
delle emittenti televisive per seguire i programmi prescelti, superando il
vincolo del palinsesto, il 22,7% utilizza You-Tube, e il 17,5% segue programmi
scaricati tramite il web da altre persone. In aggiunta a ciò, si evidenzia la
nascita di nuovi prodotti, specifici del web(quali ad esempio le webseries) e
nuovi formati, con linguaggi più diretti, prodotti anche da non professionisti,
caratterizzati da una fruizione completamente diversa, che coniugano il contenuto
con l’interattività propria di internet, e fanno leva sulle potenzialità della community.
Tale evidenza rafforza ancora una volta la considerazione che internet rappresenta
un ambito a parte rispetto agli altri media. Anche allorché vengono utilizzati
dati, informazioni e contenuti dei media tradizionali, le modalità di fruizione
e la gestione dell’offerta assumono caratteristiche peculiari della rete, che
spesso sfuggono agli editori classici.
Nonostante
gli operatori provenienti dai media tradizionali stiano cercando di adattarsi
al nuovo mondo della comunicazione, si evidenzia però che, nei primi siti per utenti
unici, non rientrano quelli provenienti dall’editoria classica, ma tali
posizioni sono appannaggio di motori di ricerca, social network, e portali con
un’evidente ascesa dei secondi. In particolare, si segnala il consolidamento di
Facebook come secondo sito per utenti unici (dopo Google, con una penetrazione
superiore al 90%) e con il 78% degli utenti attivi (21,5 milioni di utenti) che
lo utilizza, con un tempo speso medio mensile per persona superiore a 8 ore, di
gran lunga maggiore al consumo medio di qualunque altro sito. Analizzando,
d’altronde, la capacità di attrarre audience delle società che operano sul web,
tale evoluzione risulta confermata
A
fronte di una percentuale dio utenti attivi pari al 50,7% della popolazione, i
primi 15 siti sul web in termini di audience (febbraio 2012) sono: Google
leader assoluto con il 46,7% della popolazione italiana, Facebook al secondo
posto con il 39,4%, YouTube al terzo posto con il 32,9 %, MSN/WindowsLive/Bing al quarto posto con 29,2%, Virgilio al quinto con il 27,0%, Libero al
sesto con il 25,9%, Microsoft al settimo con il 25,7%, Yahoo! All’ottavo con il 13.7%, Wikipedia al nonbo con il 24,5%, Blogger al decimo con
il 20,2%, Leonardo.it è all’undicesimo posto con il 17,6%, La Repubblica al
dodicesimo con il 17,2%, il Corriere della Sera al tredicesimo con il 15,8%, Skype al quattordicesimo con il 15,3%, eBay al
quindicesimo con 15,0%.
In
termini di audience Fonte: Audiweb le prime dieci società sul web sono: Google,
Facebook, Microsoft, Telecom Italia, Libero Network, Yahoo, Wikimedia
Foundation, Banzai, RCS MediaGroup e Gruppo Espresso. Sotto il profilo della
valenza informativa della rete, si evidenzia una maggiore attenzione degli
editori classici verso le nuove tecnologie digitali e le nuove modalità di
fruizione dell’informazione. Al riguardo, nel corso dell’ultimo anno, editori
ed emittenti hanno cominciato a proporre nuovi servizi e prodotti, inclusi
alcuni specifici per tablet e altri dispositivi mobili. Questa maggiore
attenzione alle tecnologie digitali da parte degli editori si riflette, come
visto, in particolare nel paragrafo precedente, in una crescita in termini di
audience. Considerando i soli siti di editori che provengono dalle aree
tradizionali della comunicazione, si rileva che, nonostante non siano tra i
primi siti più visitati, registrano, in generale, un’evoluzione positiva .
Nella classifica degli operatori dei media classici (febbraio 2012) dopo i siti
dei due principali quotidiani nazionali, troviamo SeatPG Directories Online con
una penetrazione dell’11,9% , TGCOM24 (11,2%), Rai (9,5%), Quotidiano.net (8,6%),
La Gazzetta
dello Sport (7,4%), Il Sole 24 ORE (7,3%), La Stampa.it (6,9%), ANSA
(6,5%), Donna Moderna (6,5%), SKY.it (6,4%), VideoMediaset (5,9%), Mediaset.it
(4,9%) e Quotidiani Espresso (4,1%)
Verso la formazione di un ecosistema
digitale.
Il contesto dei primi anni Dieci del
Ventunesimo secolo vede le imprese di telecomunicazione alle prese con gli
investimenti e l’offensiva delle piattaforma Over The top OTT. Nella Rete si
vanno formando nuovi mercati quali il cloud e lo stoccaggio dati, su cui si
stanno orientando gli investimenti dei colossi dell’ecosistema digitale (Apple,
Google, Amazon e Facebook).
L’AGCOM nella sua Relazione annuale del
2012, l’ultima presentata da Corrado Calabrò,, riassume bene le macrotendenze
in atto nel settore delle comunicazioni elettroniche con la formazione di un
nuovo ecosistema digitale: “L’evoluzione del settore delle comunicazioni
negli ultimi anni mostra una sempre più accentuata dinamica di convergenza
tecnologica e di mercato tra l’industria delle telecomunicazioni e quella dei
media. Seppur ancora distinti sotto diversi profili, i mercati dei media e
delle telecomunicazioni appaiono infatti attraversati da forti spinte
all’integrazione, che incidono sulla catena del valore dell’intero settore
delle comunicazioni. Questo va progressivamente assumendo i contorni di un
ecosistema digitale sempre più complesso e articolato di relazioni e scambi tra
operatori di reti e fornitori di servizi e contenuti audiovisivi, in cui si
affermano nuovi attori economici, come le internet company globali, le c.d.
Over The Top” che evidenzia altresì come il perdurante declino che caratterizza
nell’Unione europea il settore delle telecomunicazioni, che registra
complessivamente una crescita negativa pari a -1,9%, si giustifica anche per il
fatto che il valore tende a spostarsi verso servizi internet a valore
aggiunto – in particolare, quelli funzionali allo sviluppo del modello
“mobile everywhere” che presuppone reti 4G come LTE, servizi in modalità cloud
e stoccaggio di big data – e “le imprese europee mostrano difficoltà ad
affermarsi in questi mercati emergenti, su cui si stanno invece maggiormente
orientando gli investimenti dei nuovi colossi dell’ecosistema digitale (tra cui
Apple, Google, Amazon, Microsoft e Facebook)”. Nel nuovo e complesso
ecosistema digitale, sottolinea l’Autorità, “si assiste al dispiegamento
di un processo virtuoso connettività-contenuti: la produzione di nuovi
contenuti promuove l’installazione di reti di nuova generazione e, in termini
generali, ne giustifica la realizzazione sotto il profilo economico, tecnico e
sociale. La maggiore disponibilità di capacità resa disponibile
dall’installazione di reti a banda larga e ultra larga in postazione fissa e in
mobilità (soprattutto l’avvento delle reti LTE), a sua volta, favorisce la
fruizione dei contenuti multimediali. La produzione di apparati hardware e
software con prestazioni e funzionalità sempre più avanzate accompagna il
processo in esame”.
Queste trasformazioni consentiranno incrementi
di efficienza, ma al tempo stesso “l’ampliamento del settore, in termini
di ricavi e di volumi, unitamente al fatto che i diversi comparti –
telecomunicazioni, televisione e media, internet – mostrano una sempre maggiore
correlazione, impongono un processo di riallocazione delle risorse economiche
all’interno dell’ecosistema digitale”. Se infatti i consumatori hanno a
diposizione più contenuti e più servizi digitali, e le imprese di
telecomunicazione possono arricchire il portafogli di servizi offerti agli
utenti finali in virtù dell’ampliamento del perimetro delle attività consentito
dall’ecosistema digitale, è vero altresì che le telco sostengono
maggiori costi per la manutenzione e l’upgrade delle infrastrutture
rese necessarie dalla crescita dei volumi di traffico derivanti dagli
incrementi registrati nella domanda di connettività. Allo stesso modo,
i broadcaster, gli editori televisivi, del cinema e
della carta stampata, nonché gli autori di opere creative grazie
all’evoluzione digitale hanno a disposizione nuovi mezzi per raggiungere gli
utenti, ma – sottolinea la relazione - “la digitalizzazione dei
contenuti riserva loro alcuni rischi, in quanto l’offerta di video, dati e
audio cresce a dismisura, anche in virtù dei bassi costi di produzione (e
riproduzione) dei contenuti, mettendo in discussione le posizioni
pre-costituite”. Il trinomio Telco vs OTT vs broadcaster spiega ancora
l’Autorità, “comporta l’esigenza di nuovi modelli di business, in
grado di creare valore intorno alla fornitura di accesso a internet e di
assicurareadeguata remunerazione agli operatori infrastrutturati in
corrispondenza di incrementi nei volumi di traffico generati”. “In analogia, i
broadcaster e, più in generale, il comparto editoriale necessita di adattarsi
al nuovo contesto concorrenziale, contraddistinto da una pluralità di
piattaforme trasmissive”.
Perché un simile scenario prenda forma
è, tuttavia, necessaria “un’accurata azione regolamentare al fine di
promuovere l’innovazione nei servizi e contenuti, e l’ammodernamento delle
dotazioni infrastrutturali, che rappresentano un elemento chiave per lo
sviluppo di una domanda interna di servizi digitali”. Altrettanto importante è
l’azione del policy maker – e in particolare dei regolatori del settore – di
provvedere “all’imposizione di dettagliate regole tecniche, laddove
necessarie, improntate sempre alla promozione di una crescita efficiente
dell’ecosistema digitale, con una costante attenzione all’impatto della
regolazione sugli utenti e sulle imprese”. “Possibili soluzioni –
sottolinea la relazione - sono rinvenibili nell’evoluzione
dei modelli tariffari, nell’innovazione connessa alla possibilità
di differenziazione nei livelli prestazionali e, non ultima, nella
possibilità di addivenire ad accordi commerciali con i nuovi attori
dell’ecosistema digitale, nel rispetto dei principi di concorrenza e tutela dei
consumatori che sottendono all’idea di un internet aperto e neutrale”.
La Relazione Agcom 2012 dedica grande
spazio a connected Tv e OTT sottolineando come il mercato
mediatico sia sempre più proiettato verso il web, e come sia pertanto necessario assicurare
agli utenti al contempo banda sufficiente e contenuti appetibili Solo cos
l’Italia potrà sfruttare le occasioni dettate dal progresso tecnologico ed
economico. Nella Relazione si illustra dettagliatamente l’evoluzione del
mercato dei media, osservando i cambiamenti avvenuti nella fruizione dei
contenuti a seguito della più alta diffusione della banda larga e di
dispositivi web-based. La domanda di contenuti e servizi, sottolinea
l’Autorità, ha orientato le strategie aziendali dei diversi attori
coinvolti nella catena del valore, tra cui, non ultimo, lo stesso consumatore,
che diviene, allo stesso tempo, fruitore e produttore di contenuti. Essenziale
il passaggio nel quale l’Autorità sottolinea l’importanza dell’investimento
nell’economia digitale per la crescita economica del sistema
Paese, “poiché lo stimolo all’innovazione crea posti di lavoro, generando
un circuito benefico che unisce produzione di nuovo reddito e crescita
democratica del Paese”. Sul punto, l’Agcom ricorda di aver inviato una
segnalazione al Governo e al Parlamento, nel gennaio 2012, nella quale si
propone l’adozione di un’Agenda digitale, che l’Italia ahimè ancora attende, in
grado di governare la modernizzazione del Paese per mezzo della costruzione
di reti NGN e la diffusione dei servizi digitali. In una
Relazione che affronta il tema dei contenuti digitali, non poteva mancare
il riferimento, anche se en passant, al download illegale e alla tutela
del diritto d’autore online, dove l’Agcom di Calabrò ha pesantemente
mancato, non riuscendo ad approvare il Regolamento antipirateria e
facendo finire l’Italia nella Watch List degli USA, insieme a Cina,
Svizzera, Russia e Ucraina, come si evidenzia nel documento presentato ieri al
Congresso americano. In tema di tutela dei contenuti digitali, nella Relazione nel
luglio del 2011 l’Autorità ha approvato uno schema di regolamento, oggetto
di audizione parlamentare del Presidente dell’Autorità dinanzi alle commissioni
VII e VIII del Senato. Uno schema che è rimasto lettera morta.
Per quanto riguarda, poi, il settore
complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei ricavi
derivanti da offerte a pagamento) s’è registrata, in termini nominali, una
sostanziale stabilità (+0,5%), dopo la contrazione registrata nel 2009 (-6%) e
la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il risultato di due
dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali (televisione tradizionale,
stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro si è assistito alla
crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al mondo internet
2.0. Proprio internet, ribadisce l’Agcom nella Relazione, appare il mezzo che,
negli anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in
linea con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il
nostro Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono
connesse le maggiori potenzialità. Anche se, il piccolo schermo si conferma
ancora il mezzo di fruizione dei contenuti audiovisivi con la maggiore
penetrazione tra le famiglie. Dal punto di vista tecnologico, il miglioramento
delle performance delle reti broadband residenziali, unitamente alla diffusione
di connected device, ha favorito la progressiva integrazione della televisione
tradizionale con internet, dando vita ad un sistema intermedio tra IPTV e Web
TV, in cui i servizi di accesso a contenuti sono erogati agli utenti dotati di
connessioni a banda larga da service provider che operano spesso
indipendentemente dai provider dei servizi a larga banda. Tale sistema, meglio
noto come OTT, consente quindi di associare alle trasmissioni televisive
tradizionali, legate a un palinsesto predefinito, una vasta gamma di servizi e
contenuti provenienti da internet, fruibili anytime e anywhere attraverso lo
schermo televisivo grazie a dispositivi web-based. A fine 2011, risultano in
crescita le famiglie italiane dotate di connected Tv, così come aumenta
l’interesse verso una maggiore personalizzazione e flessibilità del consumo dei
servizi audiovisivi che spinge gli attori del mercato a proporre nuove offerte
di smart TV e catch-up TV. I broadcaster, in particolare,
ambiscono a orientare le proprie offerte verso modelli pay, vincendo la
diffidenza dei fornitori di contenuti pregiati a rendere disponibili contenuti
ad alto valore su internet. Allo stesso modo, gli operatori multi-play mirano a
sfruttare il legame tra broadband e televisione incoraggiando i clienti ad
abbonarsi a pacchetti in bundle.
Si pone, dunque, l’esigenza per l’Italia
di sfruttare le occasioni dettate dal progresso tecnologico ed economico,
favorendo lo sviluppo di nuove forme di fruizione di contenuti audiovisivi. Fondamentale
anche per allargare la platea degli operatori, la gamma dei servizi, in
chiaro e a pagamento, con evidenti ricadute sugli assetti concorrenziali e sul
pluralismo dell’informazione. Allo stesso modo, precisa l’Agcom, si afferma
la necessità di contrastare gli elementi ostativi a tale processo,
fra i quali, prima di tutto, la disponibilità di banda
sufficiente per una fruizione dei servizi priva di interruzioni e,
inoltre, la necessità di disporre di contenuti appetibili per gli utenti,
vincendo le resistenze dei detentori degli stessi alla diffusione sulla rete.
Infatti, da questo punto di vista, si segnala il ritardo dell’Italia rispetto
ad altri Paesi nello sviluppo di un mercato di contenuti online, che rischia di
penalizzare ulteriormente la tuttora limitata crescita delle offerte in rete.
Dal punto di vista normativo, la legge di stabilità 2011, ha
stabilito che le frequenze nella banda da 790 MHz a 862 MHz (canali 61-69 UHF)
sono destinate alla banda larga mobile a partire dal 1° gennaio 2013.
Di conseguenza, 9 canali vengono così sottratti al servizio di radiodiffusione
televisiva e vanno a costituire il cosiddetto dividendo esterno.
In questo contesto nel 2012 il governo
Monti interviene cancellando il beauty contest per l’assegnazione delle
frequenze del dividendo digitale . Il quadro normativo ha subito una recente
modifica ad opera del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, come convertito dalla
legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3 quinquies, nell’introdurre
misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro
radio, ha configurato una nuova distribuzione del dividendo digitale che
avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo il quadro in
coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del riassetto e della
razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella Conferenza
Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del corrente anno
(WRC-2012).In accordo con tali previsioni, infatti, parte dello spettro
televisivo potrà essere destinato – a partire dal 2016 – alle telecomunicazioni
mobili, in analogia con quanto già avvenuto per la banda a 800 MHz. Proprio
tali prospettive, unitamente al contesto critico della finanza pubblica del
Paese, hanno indotto il Governo a una rivalutazione sul valore economico che l’uso
di tali frequenze può produrre, introducendo così l’assegnazione del dividendo
digitale a titolo oneroso. In particolare, la legge ha previsto che la nuova
gara, destinata a sostituire il beauty contest, avvenga entro 120 giorni
dall’approvazione della legge stessa, sulla base delle procedure che verranno
stabilite dall’Autorità – sentiti i competenti uffici della Commissione europea
– secondo i seguenti criteri direttivi: a) assegnazione delle frequenze sulla
base di differenti lotti mediante il criterio dell’offerta economica più
elevata, assicurando la separazione verticale tra fornitori di programmi e
operatori di rete e consentendo l’accesso ai primi a condizioni eque e non
discriminatorie, in base ai criteri fissati dall’Autorità; b) composizione di
ciascun lotto in base al grado di copertura, tenendo conto della possibilità di
consentire la realizzazione di reti per macro aree di diffusione, l’uso
flessibile ed efficiente dello spettro e l’innovazione tecnologica; c)
modulazione della durata dei diritti d’uso di ciascun lotto tale da garantire
la tempestiva destinazione delle frequenze agli usi stabiliti dalla Commissione
europea in tema di disciplina dello spettro radio. Il nuovo quadro normativo –
che ha modificato alcuni passaggi della delibera n. 181/09/CONS non compatibili
con la disciplina così introdotta – ha inoltre previsto la messa in campo delle
azioni utili a garantire un’effettiva innovazione tecnologica dell’uso
televisivo mediante la promozione degli standard televisivi DVB-T2 e MPEG-4 e,
a tal fine, ha introdotto alcune scadenze relative alla vendita degli apparati
di ricezione televisiva: dal 1° gennaio 2013 ai distributori di apparecchiature
al dettaglio sul territorio nazionale non si richiede la presenza di un
sintonizzatore analogico, mentre a partire dal 1° gennaio 2015 gli apparati
televisivi prodotti devono obbligatoriamente integrare un sintonizzatore
digitale per la ricezione di programmi televisivi in tecnologia DVB-T2 con
codifica MPEG-4; infine dal 1° luglio 2015 non potranno essere commercializzati
apparati privi di tali caratteristiche. Il panorama in itinere vede, pertanto,
da un lato soluzioni che consentono alla televisione digitale terrestre –
destinata a sostituire, con la conclusione dello switch-off a giugno 2012, la
televisione analogica su tutto il territorio nazionale – di offrire una vasta
gamma di offerte televisive in alta definizione (HD) e in 3D e una più ampia
competizione tra diverse modalità di fruizione dei servizi televisivi
(satellite, terrestre, IPTV, web ecc.), oltre ad un più ampio grado di
pluralismo; dall’altro, l’incremento di servizi banda larga sulle frequenze LTE
e LTE-advanced, che garantirà un uso sempre più efficiente delle risorse
spettrali, in linea con gli orientamenti europei..
2012
Il
2012 è stato l’anno di completamento della conversione al digitale terrestre in
Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia. Ma permangono drammatici problemi di
illuminazione del territorio
A
partire da quest'anno il servizio pubblico francese beneficerà di solo
contributo pubblico rinunciando a qualsiasi forma di raccolta pubblicitaria
Al
centro dell’attenzione di quest’anno vi è sicuramente l’HTML5, il nuovo set di
standard che contribuirà a rendere i siti web più veloci ed eleganti, e
il cloud computing. Nel 2012, inoltre, il dibattito si concentra anche sui
potenziali effetti catastrofici di una cyber guerra: un attacco, o una serie di
attacchi, volti a colpire il web e tutte le informazioni – commerciali,
governative, private – veicolate online.
Ma il
fatto più significativo è che a 10 anni dallo scoppio della bolla nel 2001,
nuove web company tentano la via della quotazione in borsa delle loro azioni.
La più attesa è la quotazione di Facebook ,
ma un’altra dozzina di società (Yelp, Glam Media, Vkontakte.ru) partiranno
all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di Bloomberg, il settore dovrebbe
raccogliere almeno 11 miliardi di dollari.
A 10 anni dallo
scoppio della bolla delle dot.com, le web company ritentano la via della
Borsa. Dopo le IPO del 2011 (Zynga,Groupon, Pandora, Zillow, LinkedIn e Renren),
il 2012 sarà caratterizzato dall’attesa per lo sbarco in Borsa di Facebook , che potrebbe portare la valorizzazione del
servizio a circa 100 miliardi di dollari. L’IPO di Facebook ,
così come previsto dalla legge americana, dovrebbe avvenire al più tardi entro
la fine del primo trimestre. La rete sociale – che rivendica orma più di 800
milioni di utenti in tutto il mondo – avrà chiuso per quella data l’esercizio
fiscale 2011 nel corso del quale è stata raggiunta la soglia dei 500
investitori. Dalla quotazione, la società di Mark Zuckerberg spera di
raccogliere 10 miliardi di dollari. Facebook
sarà comunque in buona compagnia: un’altra dozzina di società – tra
cui Yelp, Glam Media e il social network russo Vkontakte.ru –
partiranno all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di Bloomberg, il settore
dovrebbe raccogliere almeno 11 miliardi di dollari. Un record che riporta alla
mente i fasti del 1999, al picco del boom della net economy.
A 10 anni dallo
scoppio della bolla delle dot.com, le web company ritentano la via della
Borsa. Dopo le IPO del 2011 (Zynga,Groupon, Pandora, Zillow, LinkedIn e Renren),
il 2012 sarà caratterizzato dall’attesa per lo sbarco in Borsa di
Le
valorizzazioni, tuttavia, potrebbero essere contenute, visto l’andamento delle
quotazioni di alcune star del web nel 2011. Le performance più deludenti sono
state quelle di Renren: il social network meglio noto come il ‘Facebook cinese’ era partito all’assalto di Wall
Street con una valorizzazione di 5 miliardi di dollari, ma la sua
capitalizzazione a fine 2011 si attestava intorno a 1,3 miliardi di dollari.
Una performance che stride coi risultati di un altro social
network, LinkedIn, le cui azioni, introdotte a 45 dollari, sono
balzate fino a 122 dollari nel primo giorno di quotazione per poi attestarsi su
una media di 62 dollari, in rialzo di circa il 50% rispetto all’introduzione.
Valorizzato a circa 14,7 miliardi di dollari, Groupon, il sito che offre sconti
e promozioni sugli acquisti di gruppo, aveva rivisto al ribasso le sue
ambizioni prima di quotarsi. Dopo una previsione di valorizzazione tra 25 e 30
miliardi, il prezzo delle azioni è stato fissato a 20 dollari, per una
valorizzazione di poco inferiore ai 13 miliardi di dollari. L’IPO di Groupon
resta comunque la più importante dopo quella di Google nel 2004. Il re dei
motori di ricerca aveva raccolto 1,7 miliardi di dollari per una valorizzazione
di 23 miliardi di dollari. Un record che potrebbe essere presto polverizzato da
Facebook , che ha iniziato ad
accelerare lo sviluppo dei servizi pubblicitari per incrementare i ricavi in
vista dell’IPO. Secondo la società eMarker, il fatturato di Facebook dovrebbe superare i 4 miliardi di dollari
nel 2011 e crescere del 50-60% nel 2012. Ma Facebook
ha anche altre carte da giocare sul fronte dell’innovazione tecnologica: con
oltre 800 milioni di membri, connessi mediamente ad altre 130 persone, il
servizio gestisce in tempo reale un numero di azioni che non smette di
crescere. Non potendo continuare ad aggiungere server all’infinito per
funzionare correttamente, Facebook
sta lavorando alacremente al miglioramento delle formule matematiche che fanno
‘girare’ il sito, ponendo le basi di un vantaggio tecnologico che i rivali
faranno fatica a recuperare.
2012
Gennaio-marzo
2012 La banda 800 MHz verrà probabilmente assegnata nel Regno Unito
tramite asta, insieme alla banda 2.600 MHz, nei primi mesi del 2012.
L’allocazione è stata anticipata da una consultazione sui criteri e le modalità
di tale operazione svoltasi ad inizio 2011. Il Piano iniziale, stabilito nel
2003 dal Governo e dalle successive consultazioni condotte
dall’Autorità Ofcom nell’ambito del c.d. Digital Dividend
Review, ipotizza un Dividendo Digitale - al completamento dello switch-off del
2012 - di complessivi 112 MHz (i canali 63-68, 31-35, 37 e 39-40), ovvero il
30% circa del totale delle frequenze liberate (il restante 70% è pre-allocato
al broadcasting radio-TV). Prendendo atto della necessità di un più efficace coordinamento
con altri Paesi europei, che nel frattempo avevano stabilito di liberare
l’intera banda 800 MHz (i canali 61-69), Ofcom ha perciò deciso di allineare il
Regno Unito al resto dell’Europa. Rispetto al piano iniziale, dunque, il Regno
Unito ha scelto di liberare anche i canali 61-62 (prima riservati a
trasmissioni TDT, che verranno trasferite verso altre frequenze) e il canale
69. Secondo l’Autorità,l’impatto di tale operazione - che coinvolge circa la
metà dei trasmettitori TDT in UK – risulta comunque contenuto, quantificabile
in circa 90-200 milioni di sterline
10
gennaio 2012 In
Francia
il Consiglio superiore
dell’audiovisivo (CSA) ha informato che sono state depositate 31 domande
per partecipare alla gara di assegnazione di sei canali in alta
definizione su digitale terrestre DVB-T2 .L’Autorità francese ha
precisato che la selezione avverrà nel mese di marzo e le licenze verranno
assegnate prima di maggio. A sorpresa Canal+ non ha presentato la
propria candidatura, come anche il gruppo Trace. Per contro, i
broadcaster TF1, M6 e NRJ, finora molto discreti, hanno
dichiarato ufficialmente di aver presentato domanda per i nuovi canali.
il Consiglio superiore
dell’audiovisivo (CSA) ha informato che sono state depositate 31 domande
per partecipare alla gara di assegnazione di sei canali in alta
definizione su digitale terrestre DVB-T2 .L’Autorità francese ha
precisato che la selezione avverrà nel mese di marzo e le licenze verranno
assegnate prima di maggio. A sorpresa Canal+ non ha presentato la
propria candidatura, come anche il gruppo Trace. Per contro, i
broadcaster TF1, M6 e NRJ, finora molto discreti, hanno
dichiarato ufficialmente di aver presentato domanda per i nuovi canali.
18
gennaio 2012 L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni UIT ratifica lo
standard IMT-Advanced come standard per lew comunicazioni mobili di quarta
generazione inglobando anche le
tecnologie LTE-Advanced e Wireless MAN-Advanced. IMT-Advanced
promette velocità 10 volte superiori all’LTE e al Wimax.
IMT-Advanced renderà gli smartphone 500 volte più veloci di adesso. Sarà,
insomma, come disporre di una connessione in fibra ottica per il telefonino. In
questo modo per scaricare, ad esempio, un episodio del telefilm preferito sullo
smartphone (45 minuti) ci vorrebbe non più di 20 secondi, 90 secondi se si
tratta di un contenuto in alta definizione. Per scaricare un album si
impiegherebbe meno di un minuto. Ma non si tratta solo di una questione di
velocità: il miglioramento riguarda anche l’utilizzo delle risorse di
spettro e delle stazioni base e permetterà agli operatori mobili di
rispondere alla forte crescita del traffico dati attesa per i prossimi anni.
20
gennaio 2012 Il Ministro Corrado Passera dopo aver valutato la situazione
insieme all’Agcom e agli organismi europei decide di sospendere il beauty
contest e prendersi 90 giorni di tempo per decidere le modalità dell’asta
competitiva, con la quale verranno assegnate le frequenze tv. La decisione
è stata presa in virtù delle mutate condizioni di mercato e delle tecnologie
che avevano dato vita al beauty contest e anche perché non è pensabile, di
fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, che un bene di Stato possa esser
concesso gratuitamente
27
gennaio 2012 Istituzione da parte del Governo Monti di una Cabina di regia per
l’Agenda Digitale. Il Decreto Legge sulle semplificazioni prevede,
tra le altre cose, una serie di azioni per imprimere un’accelerazione
all’Agenda digitale italiana. Innanzitutto l’avvio di una ‘cabina di regia’,
istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di concerto
con il ministro per la
Pubblica amministrazione e la semplificazione, il ministro
dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e il ministro dell'Economia e
delle finanze. La cabina di regia coordinerà gli interventi pubblici di parte
di regioni, province autonome ed enti locali perseguendo l’obiettivo
prioritario della “modernizzazione dei rapporti tra pubblica
amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a
favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a
potenziare l’offerta di connettività a larga banda, a incentivare cittadini e
imprese all’utilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacità
industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi”.
Nel Dl vengono inoltre specificati gli obiettivi dell’Agenda digitale
italiana. Tra questi, la “realizzazione delle infrastrutture tecnologiche
e immateriali al servizio delle comunità intelligenti (smart communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda
di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il
sistema educativo, la sicurezza, la sanità, i servizi sociali e la cultura”.
Sempre nell’Agenda digitale rientra la valorizzazione del patrimonio
informativo pubblico attraverso la promozione del paradigma dei dati
aperti (open data), al fine di creare strumenti e servizi innovativi e il
potenziamento dei servizi di eGovernment, con l’obiettivo
di “favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica e
per realizzare un’amministrazione aperta e trasparente”. Il Governo si impegna
quindi a promuovere la diffusione del cloud computing per le attività
e i servizi delle pubbliche amministrazioni e a utilizzare acquisti pubblici
innovativi e appalti pre-commerciali per stimolare la domanda di beni
e servizi innovativi basati su tecnologie digitali. Grande importanza è
riservata anche alla diffusione di internet negli spazi pubblici (scuole,
università, spazi urbani e locali pubblici in genere) e agli investimenti nelle
tecnologie digitali per il sistema scolastico e universitario. Riguardo
l’Università, il Dl prevede l’adozione di procedure di
iscrizione “esclusivamente per via telematica” e la realizzazione, a
opera del MIUR, “di un portale unico, almeno in italiano e in inglese,
tale da consentire l’iscrizione a tutte le università e il reperimento di ogni
dato utile per l’effettuazione della scelta da parte degli studenti”. Il
programma e la tempistica delle attività necessarie ai fini dell’attuazione
dell’agenda digitale italiana, saranno emanati entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore del decreto.
31
gennaio 2012Si spacca nuovamente il CdA Rai dopo una riunione fiume in cui
viene dato il via libera alla nomina di Alberto Maccari alla guida del Tg1 e a
quella di Alessandro Casarin alla Tgr. Entrambe le nomine, fortemente
caldeggiate dal direttore generale Lorenza Lei, sono passate per cinque
voti (Rositani, Petroni, Bianchi Clerici, Verro e Gorla) a quattro (il
presidente Garimberti, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis). In seguito
alla riunione il Consigliere Rizzo Nervo rassegna le dimissioni
1-28
febbraio 2012 Secondo i dati Audiweb, nel mese di febbraio 2012, risultano 27,7
milioni gli italiani con età compresa tra i 2 e i 74 anni che si sono collegati
a internet almeno una volta. Essi rappresentano il 50,7% della popolazione, con
una crescita del 9,2% in un anno. L’audience on-line nel giorno medio registra
una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni, un milione di utenti attivi in più
rispetto a quelli registrati lo stesso periodo dello scorso anno. La stima
della fruizione dei media on-line è fornita regolarmente dalla società Audiweb
attraverso un “Sistema integrato” capace di misurare la navigazione in rete
effettuata da personal computer presenti nelle abitazioni, negli uffici e in
altri luoghi pubblici come per esempio biblioteche, internet point e
dispositivi mobili. Tali rilevazioni svolte sul panel dei navigatori vengono
regolarmente integrate con i dati censuari rilevati sui siti editoriali censiti
da Audiweb, tramite feedback tecnici verso i web server di sistemi
browser-based.
14
febbraio 1912 Frequenze la banda 700 MHz non verrà destinata alla banda larga,
almeno per il momento Nella riunione di oggi il capo dipartimento delle
comunicazioni Roberto Sambuco ha smentito categoricamente che a Ginevra il
governo italiano chiederà di attribuire i canali 50-60 UHF ai servizi
broadband.
15
febbraio 2012 La pirateria comincia a colpire anche il nascente mercato degli
ebook. Grazie a una vasta operazione internazionale, a cui ha preso parte anche
l’Associazione Italiana Editori (AIE) non è più possibile scaricare libri
digitali pirata dal sito Library.nu e dal suo servizio di
sharehosting ifile.it. Un’operazione congiunta per rimuovere una delle
maggiori biblioteche illegali online, con oltre 400mila ebook – di cui
4mila italiani - per il download immediato, gratuito e anonimo, e con un
ritorno per i titolari dei siti di circa 8milioni di euro grazie alla
pubblicità e alla vendita di account a livello premium. Il decreto ingiuntivo
notificato ai proprietari dei due siti
ha determinato la dismissione delle attività.
15
febbraio 2012 Apertura di frequenze radio per la banda larga mobile. Il
Parlamento europeo approva un accordo con i governi nazionali sul modo migliore
per riallocare le frequenze dello spettro radio - liberate dal passaggio dalla
televisione analogica a quella digitale - per nuovi usi, quali i servizi senza
fili a banda larga per la telefonia mobile. Tutto ciò consentirà di gestire la crescita
esponenziale nell'uso dei servizi a banda larga senza fili. "La prima
politica europea in materia di spettro radio permetterà all'Unione di
riconquistare la leadership mondiale nella comunicazione senza fili.
Ottimizzerà l'uso delle frequenze a vantaggio di tutti gli utenti di smartphone
e altre piattaforme digitali mobili. Il Programma in materia di spettro radio è
parte integrante della creazione di un mercato digitale unico europeo ",
ha dichiarato il relatore Gunnar Hökmark (PPE, SE). L'assegnazione delle
frequenze radio spetta alle autorità nazionali e non all'UE, ma le regole su
come suddividere lo spettro tra i fornitori di Internet e gli utenti devono
essere concordate a livello europeo.
Fine
della TV analogica: entro il 2013 ingresso della banda larga senza fili Sulla
base dell'accordo, la banda a 800 MHz, attualmente utilizzata per la
televisione, dovrebbero essere liberata in tutti gli Stati membri dell'UE per i
servizi senza fili a banda larga, dal 1° gennaio 2013. Ciò contribuirà a creare
un mercato paneuropeo delle telecomunicazioni, dove i nuovi servizi saranno in
grado di creare opportunità e crescita per i 500 milioni di consumatori
europei. Più spazio per il traffico dati mobile entro il 2015. Su richiesta del
Parlamento, entro il 2015, dovrebbero essere assegnati al traffico dati mobile
almeno 1200 MHz, afferma la normativa già approvata dai governi nazionali. Inoltre,
la Commissione
dovrebbe valutare, entro il 1° gennaio 2015, se vi sia la necessità di
armonizzare le bande di frequenze supplementari per gestire la crescita del
traffico dati senza fili
16
febbraio 2012 Eutelsat porta l’arte nei cinema europei.
Migliaia di
appassionati d’arte di tutta Europa potranno assistere a “Leonardo Live”, una
presentazione via satellite in HD della mostra “Leonardo da Vinci: un
pittore alla Corte di Milano”. Quest’evento d’eccezione è frutto di una
collaborazione tra Eutelsat Communications, operatore satellitare leader
europeo, la società BY Experience, distributore newyorkese e PhilGrabskyFilms.
Il programma di 100 minuti, filmato alla vigilia dell’apertura, verrà trasmesso
da Eutelsat nei cinema, in simultanea in tutta Europa. La visita della mostra
alla National Gallery permetterà ai telespettatori di scoprire la più
grande collezione di quadri di Leonardo da Vinci mai riunita in un’unica
collezione. L’evento è ancor più eccezionale se si considera che molti di
questi capolavori pervenuti fino ai giorni nostri sono troppo fragili per
essere trasportati, e che la mostra non sarà trasferita in alcun altro luogo.
La visita sarà commentata dallo storico d’arte e conduttore televisivo
britannico Tim Marlow. Il segnale in hd verrà ritrasmesso dal
satellite Atlantic Bird 3 di Eutelsat – che già trasmette il segnale
a oltre 600 sale in Europa – e distribuito ai cinema di Francia, Germania,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svizzera. Leonardo Live è
un ulteriore esempio di come i satelliti possano permettere al pubblico di
partecipare ai grandi eventi culturali grazie alla trasmissione in alta
definizione sugli schermi dei cinema. Negli ultimi quattro anni Eutelsat ha
collaborato con numerose società, tra cui BY
Experience, Gaumont-Pathé e Open Sky, per garantire in
Europa la diffusione in diretta di opere presentate al Metropolitan di New York
e di balletti del teatro Bolshoi di Mosca e dell’Opera Garnier di Parigi.
Migliaia di
appassionati d’arte di tutta Europa potranno assistere a “Leonardo Live”, una
presentazione via satellite in HD della mostra “Leonardo da Vinci: un
pittore alla Corte di Milano”. Quest’evento d’eccezione è frutto di una
collaborazione tra Eutelsat Communications, operatore satellitare leader
europeo, la società BY Experience, distributore newyorkese e PhilGrabskyFilms.
Il programma di 100 minuti, filmato alla vigilia dell’apertura, verrà trasmesso
da Eutelsat nei cinema, in simultanea in tutta Europa. La visita della mostra
alla National Gallery permetterà ai telespettatori di scoprire la più
grande collezione di quadri di Leonardo da Vinci mai riunita in un’unica
collezione. L’evento è ancor più eccezionale se si considera che molti di
questi capolavori pervenuti fino ai giorni nostri sono troppo fragili per
essere trasportati, e che la mostra non sarà trasferita in alcun altro luogo.
La visita sarà commentata dallo storico d’arte e conduttore televisivo
britannico Tim Marlow. Il segnale in hd verrà ritrasmesso dal
satellite Atlantic Bird 3 di Eutelsat – che già trasmette il segnale
a oltre 600 sale in Europa – e distribuito ai cinema di Francia, Germania,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svizzera. Leonardo Live è
un ulteriore esempio di come i satelliti possano permettere al pubblico di
partecipare ai grandi eventi culturali grazie alla trasmissione in alta
definizione sugli schermi dei cinema. Negli ultimi quattro anni Eutelsat ha
collaborato con numerose società, tra cui BY
Experience, Gaumont-Pathé e Open Sky, per garantire in
Europa la diffusione in diretta di opere presentate al Metropolitan di New York
e di balletti del teatro Bolshoi di Mosca e dell’Opera Garnier di Parigi.
16
febbraio 2012 Il Consiglio d’Europa esorta i suoi paesi membri a rafforzare
l’indipendenza editoriale e operativa delle emittenti pubbliche e degli altri
media di servizio pubblico. Il Comitato dei Ministri dell’Organizzazione ha
adottato una Dichiarazione e una Raccomandazione che invitano gli
Stati membri a modernizzare il quadro di governance dei media di servizio
pubblico e ad adattarlo al mondo della moderna comunicazione, in cui le
relazioni con il pubblico sono basate su trasparenza, apertura e dialogo. Secondo
la Raccomandazione ,
alcuni media devono completare la loro transizione e passare dallo status di
servizi di radiodiffusione di Stato, strettamente legati ai governi e
controllati da questi ultimi, a quello di veri media di servizio pubblico. La Raccomandazione
propone delle linee direttrici che gli organismi di servizio pubblico
potrebbero applicare per modernizzare il loro sistema di governance:
indipendenza, assunzione di responsabilità, gestione efficiente, capacità di
risposta e responsabilità deontologica, trasparenza e apertura. Il Consiglio
d’Europa sostiene il servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva in quanto
parte integrante di uno spazio mediatico dinamico in una democrazia, al pari
dei media commerciali e dei media comunitari. Nel 2011, il Consiglio d’Europa
ha firmato un memorandum d’intesa con l’Unione europea di radiotelevisione al
fine di rafforzare la cooperazione tra le due organizzazioni.
17
febbraio 2012 La Corte
di Giustizia dell’Unione Europea dice No ai filtri sui social network. I social
network non possono essere costretti a predisporre sistemi di filtraggio,
riguardanti tutti i propri utenti, per prevenire la pirateria di opere
audio-video. La Corte
stabilisce con la sentenza che il gestore di un social network, come Facebook o Twitter, “non può essere costretto a
predisporre un sistema di filtraggio generale, riguardante tutti i suoi utenti,
per prevenire l’utilizzo illecito di opere musicali e audiovisive”. Secondo la Corte una simile imposizione
non rispetterebbe il divieto di imporre a detto gestore un obbligo generale di
sorveglianza, né l’esigenza di garantire il giusto equilibrio tra la tutela del
diritto d’autore, da un lato, e la libertà d’impresa, il diritto alla
protezione dei dati personali e la libertà di ricevere o comunicare
informazioni, dall’altro.
16
febbraio 2012 Si insedia in Francia una Commissione sulla televisione connessa
che permette all’utente di navigare sul web dal proprio televisore, consultare
servizi annessi (meteo, programmi Tv …) grazie ai widgets che appaiono sullo
schermo, accedere ai social network o ai servizi di video
on-demand (VOD). Secondo il
Presidente del CSA Michjel Boyon “ è un rischio” e la ragione sta nel fatto che “contribuisce alla frammentazione
dell’audience” e “non
contribuisce al finanziamento della creazione". L’istituzione
di questa Commissione mette probabilmente la Francia al primo posto rispetto a tutti i Paesi
europei e quasi certamente a quelli del mondo intero”, ha commentato con
soddisfazione il presidente del CSA
Michel Boyon. Sarà presieduta da Emmanuel Gabla e prevedrà cinque
focus group: “Economia e concorrenza”, “Finanziamento della creazione”,
“Protezione delle minoranze”, “Nuovi format pubblicitari” e “Sfide
tecnologiche”. A luglio e ottobre si riunirà in seduta plenaria,
successivamente una volta ogni tre mesi. Questa Commissione mira a raccogliere
una vasta rappresentanza delle parti interessate, che decideranno a quali
gruppi di lavoro partecipare. Ci saranno, tra gli altri, i broadcaster (Canal+,
TF1, Arte, Bolloré, Groupe NRJ...), le associazioni dei consumatori (UFC-Que
Choisir), Médiamétrie, l’Istituto nazionale dell’audiovisivo, la Società degli autori,
compositori ed editori di musica (Sacem), l’Antitrust, operatori tlc, via cavo
e l’industria (Syndicat des Industries des Matériels audiovisuels électriques).
16
febbraio 2012 Gli Stati Uniti mettono all’asta le frequenze radio pubbliche, utilizzate per canali
televisivi, per creare reti wireless. Operazione
con la quale il Congresso punta a raccogliere 25 miliardi di dollari. Le reti wireless serviranno a velocizzare le connessioni di
smartphone, tablet e altri dispositivi mobile.
19
febbraio 2012 Svolta epocale per il futuro della Tv su internet. A
partire da questa settimana Netflix e Hulu iniziano a lanciare
le prime serie televisive in esclusiva per il web. Si tratta di una mossa
tattica da parte delle due compagnie, che offrono un abbonamento per vedere
film e documentari in streaming, che temono un possibile blocco del mercato
degli show televisivi. Distribuendo serie nate per la rete e non presenti in
televisione, le due società sperano di aumentare il numero di clienti disposti
a pagare circa 10 dollari al mese (9,99 per Netflix, 7,99 per Hulu) per vedere
film e serie tv online.
22
febbraio 2012. Agcom delibera n. 93/12/cons Piano di assegnazione delle
frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre delle regioni Abruzzo,
Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia (aree tecniche nn. 11, 14 e 15 )
23
febbraio 2012. Nuova interfaccia faccia per i decoder My Sky HD consente anche
la ricezione di contenuti broadband trasformando Sky in una piattaforma ibrida
capace di connettersi alla banda larga, ricevere il segnale satellitare e,
grazie alla Digital Key, di accedere anche all’offerta gratuita del digitale
terrestre. Tante le novità introdotte dal nuovo sistema operativo di My Sky HD:
una nuova interfaccia in Alta Definizione completamente ridisegnata
nella grafica e nelle funzionalità, con una “mini-tv” integrata per non
interrompere la visione dei programmi durante la navigazione. Ma anche un
“motore di ricerca” esteso a tutta l’offerta e ai servizi Sky, con comandi
semplificati e funzioni di ricerca più articolate; un comando “collega-serie”
intuitivo ed immediato, per registrare dal primo all’ultimo episodio le proprie
serie tv preferite; servizi interattivi che sfruttano al meglio le
potenzialità dell’Alta Definizione. Inoltre il servizio “Parental control” è
ancora più vicino alle esigenze dei genitori che, in qualsiasi momento, sono
nelle condizioni di decidere ciò che i propri figli possono o non possono
vedere. Il nuovo software, inoltre, attiva la porta Ethernet del decoder My Sky
HD, predisponendolo alla ricezione di contenuti broadband e
anticipando quindi le future modalità di fruizione che permetteranno all’utente
di scegliere con sempre maggiore libertà cosa vedere e quando vederlo.
22
febbraio 2012 Il Parlamento francese ha definitivamente adottato la legge
sulla digitalizzazione delle opere indisponibili del XX secolo, che
consente di comprare anche su internet i libri ormai introvabili nelle
biblioteche. Le nuove disposizioni mirano a rendere accessibile in formato
digitale tutta la produzione letteraria del secolo scorso, ormai fuori dal
commercio, che però non è ancora di dominio pubblico perché non sono passati 70
anni dalla morte degli autori. La legge prevede che la Biblioteca nazionale
francese raccolga in una banca dati pubblica tutte queste opere, il
cui sfruttamento sarà gestito dalla Società di raccolta e distribuzione dei
diritti (Société de perception et de répartition des droits - SRPD), che
garantirà, in modo equo, il giusto compenso agli editori e autori. “Attraverso
questo testo ambizioso, dimostriamo che la diffusione delle opere su internet
può farsi senza violare il diritto d’autore e senza contraffazione”, ha
commentato con soddisfazione il Ministro della Cultura, Frédéric
Mitterrand.
17-23
febbraio 2012 Secondo dividendo digitale. La Conferenza mondiale
sulle Radiocomunicazioni WRC 2012
ha trovato un accordo che autorizza i Paesi
sottoscrittori ad assegnare un secondo dividendo digitale, ovvero una parte
della banda a 700Mhz, attualmente utilizzata per servizi televisivi, agli
operatori di telecomunicazione.
27
febbraio 2012 Google punta alle licenze USA della Tv via cavo. Parte la sfida a
Time Warner Cable e Comcast. Entro pochi mesi il lancio dei primi servizi
pay-tv in Kansas e Missouri. Dopo un inizio non proprio brillante e un
passaggio intermedio di ridefinizione, la Google TV 2.0 sembra pronta per un lancio
sul mercato americano più deciso e promettente. I miglioramenti apportati al
sistema operativo Android (3.1) e l'accesso application market hanno
consentito a Montain View di offrire al consumatore una televisione
interattiva più funzionale ed adatta all’ambiente domestico in via di
digitalizzazione. Il motore di ricerca più popolare al mondo continua a
investire risorse sulla sua piattaforma televisiva e punta sui servizi
di video online e pay-tv via cavo. Secondo quanto riportato
da Hollywood Reporter, Google sta cercando di espandere il suo mercato
nelle regioni occidentali degli Stati Uniti, con nuovi canali a pagamento,
mentre è di qualche settimana fa l’annuncio della Sony Corporation di
portare la Google Tv
in Canada entro l’estate del 2012. La tv via cavo è ancora la piattaforma a
pagamento più seguita negli USA e Google ha intenzione di posizionarsi anche su
questo mercato. “Presto la
Google TV sarà accessibile in Kansas e Missouri a partire
dall’area di Kansas City – hanno affermato Carlos Kirjner e Craig
Moffett, due analisti di Sanfrod C. Bernestein – e degli accordi con
grandi fornitori di contenuti e servizi sono già in corso”. Per il Wall
Street Journal, entro due mesi la
Google TV sarà già operativa. L’entrata di Google nel mercato
dei servizi televisivi del Kansas è vista come una sfida chiara nei confronti
di Time Warner Cable e Comcast, i due maggiori operatori via
cavo locali
2 marzo
2012 Salta il beauty contest Viene approvato il decreto-legge, n. 16, poi
convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3- quinquies,
nell’introdurre misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione
economica dello spettro radio, configura una nuova distribuzione del dividendo
digitale che avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo
il quadro in coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del
riassetto e della razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella
Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del
corrente anno (WRC-2012).
8
marzo 2012 Piattaforme emergenti All’esito della fase istruttoria, il quadro
complessivamente emerso presenta secondo AGCOM importanti novità che hanno
portato a confermare la valutazione già espressa nella delibera n. 665/09/CONS
per la televisione digitale terrestre e satellitare e a ritenere che, allo
stato attuale, non possano più essere considerate come emergenti le piattaforme
trasmissive della TV su IP (nella quale sono state fatte rientrare l’IPTV, la
webtv e l’OTT-TV), della televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA/LTE)
e della televisione via rete DVB-H, valutazione che è stata sottoposta a
consultazione pubblica con delibera n. 103/12/CONS dell’8 marzo 2012.
15 marzo 2012 La
delibera n. 131/12/CONS del 15 marzo 2012, recante “Approvazione definitiva della
lista degli eventi di grande rilevanza di cui è assicurata la trasmissione su
palinsesti in chiaro” conclude il processo di revisione, integrazione e
aggiornamento della delibera n. 8/99 del 9 marzo 1999, iniziato con la
consultazione pubblica indetta con delibera n. 302/10/CONS del 24 giugno 2010,
alla luce del disposto dell’articolo 32-ter del Testo unico dei servizi di
media audiovisivi e radiofonici, introdotto dal decreto legislativo n. 44/2010,
di recepimento dell’art. 14 della direttiva sui servizi di media audiovisivi 2007/65/CE,
ora 2010/13/UE. Tale articolo 32-ter attribuisce all’Autorità il compito di
compilare una lista degli eventi, nazionali e non, considerati di particolare
rilevanza per la società di cui è assicurata la diffusione su palinsesti in
chiaro, determinando altresì se le trasmissioni televisive di tali eventi
debbano essere in diretta o in differita, in forma integrale ovvero parziale.
La ratio del citato articolo è che sia garantita a una parte consistente del
pubblico italiano la visione degli eventi di particolare rilevanza su canali
televisivi gratuiti accessibili alla maggior parte della popolazione, senza costi
supplementari per l’acquisto di impianti tecnici. In tal modo è impedita la
trasmissione solo in forma codificata degli eventi inseriti nella lista e la
conseguente frustrazione della finalità della norma. Per esser considerato “di
particolare rilevanza per la società” un evento deve rispondere ad almeno due
dei seguenti quattro criteri individuati dalla Commissione europea a) l’evento
e i suoi esiti godono di risonanza speciale e generalizzata in Italia e
interessano anche altre persone oltre a quelle che normalmente seguono il tipo
di evento in questione; b) l’evento gode da parte della popolazione di un
riconoscimento generalizzato, riveste una particolare importanza culturale ed è
un catalizzatore dell’identità culturale italiana; c) l’evento coinvolge la
squadra nazionale di una determinata disciplina sportiva in un torneo
internazionale di grande rilievo; d) l’evento è stato tradizionalmente
trasmesso sulla televisione non a pagamento e ha raccolto un ampio pubblico di
telespettatori in Italia. Considerata la derivazione comunitaria delle misure
che gli Stati membri pongono in essere per dare attuazione alla materia in
questione, le liste nazionali, una volta approvate nel contenuto, devono essere
sottoposte alla valutazione del Comitato di contatto presso la Commissione europea,
che riunisce nel suo consesso rappresentanti di tutti gli Stati membri per le
materie coperte dalla citata direttiva e che ha tre mesi di tempo decorrenti
dalla notifica del provvedimento per esprimere il proprio parere sulla
compatibilità con il diritto dell’Unione europea delle misure adottate dagli
Stati membri. A tale verifica di compatibilità col diritto comunitario è
altresì subordinata l’opponibilità delle liste nazionali alle emittenti
stabilite in altri Stati membri. Il Consiglio dell’Autorità ha definitivamente
adottato le misure sottoposte alla Commissione europea con la delibera n.
131/12/CONS, recante “Approvazione definitiva della lista degli eventi di
grande rilevanza di cui è assicurata la trasmissione su palinsesti in chiaro”,
la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1° settembre 2012. la cui
entrata in vigore è prevista per il 1° settembre 2012.
15
marzo 2012 Il Consiglio dell’Autorità approva
la delibera n. 130/12/CONS pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – serie generale
n. 86 del 12 aprile 2012. Avvio di una indagine conoscitiva propedeutica alla
definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi
dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici. I quesiti proposti nell’indagine riguardano, in particolare, i
mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove
tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il
fenomeno definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire
un rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità,
trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e,
più in generale, alla programmazione televisiva. Il termine per far pervenire le
informazioni da parte dei soggetti interessati è stato fissato in 30 giorni
decorrenti dalla pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale.
29
marzo 2012 Scade il Consiglio di amministrazione Rai
2
aprile 2012 Da settembre Sony commercializzerà in Francia Google Tv’,
ovvero due dispositivi dotati di sistema operativo Android Il primo
si presenta come un semplice decoder Google Box’ e sarà venduto a 200 euro il
secondo integrerà in più un lettore Blu-ray al prezzo di 300 euro. E’ la prima
volta che la soluzione di Google, lanciata a ottobre 2010 negli USA e
rivisitata lo scorso anno, sarà disponibile anche in Francia. Dovrebbe essere
lanciata pure in diversi Paesi dell’Europa occidentale, come Regno Unito ,
Germania o Spagna. I due decoder daranno accesso, attraverso il bottone menu
dell’apposito telecomando, a ‘Google Play Store’, la nuova piattaforma di
Google che raggruppa tutte le offerte di contenuti del gigante di internet. In
primo luogo una serie di applicazioni concepite appunto per la televisione.
3
aprile 2012 Tv ibrida: Eutelsat lancia in Germania i primi servizi con standard
HbbTV KabelKiosk Choice basato sullo standard HbbTV, che consente di
mettere insieme la ricezione dei canali televisivi tradizionali e l’accesso a
un’offerta arricchita di servizi e contenuti online porterà nelle case con Tv
via cavo la Tv
tradizionale e i contenuti web-based. Il lancio di questo nuovo servizio è una
tappa fondamentale nello sviluppo della piattaforma KabelKiosk, il cui
ruolo fino a oggi è stato quello di aggregare un’offerta attrattiva di
programmi Tv per alimentare le reti indipendenti via cavo e via Adsl in
Germania. KabelKiosk Choice rappresenta oggi per gli operatori di rete, i
broadcaster e i fornitori di contenuti tedeschi, uno spazio privilegiato che
consente di accrescere il parco clienti e generare nuove entrate con offerte
più ricche da fruire sulla connected Tv. KabelKiosk Choice include servizi di
video-on demand, catch-up TV, accesso ai portali di notizie e informazioni locali.
Gli utenti accedono attraverso un set-top box o una Tv connessa che supporta lo
standard HbbTV. La società è già al lavoro per offrire anche una soluzione che
consentirà di portare il servizio su tablet e smartphone. KabelKiosk Choice
verrà commercializzato in modalità white label, permettendo così ai player di
offrire il servizio col proprio marchio. Questi possono anche confezionare
una propria offerta con notizie locali, feeds RSS, video e promozioni.
Grazie a un Content Management System integrato, i player potranno facilmente
aggiornare i contenuti e le applicazioni. Partner storico dei broadcaster di Tv
lineare, oggi Eutelksat ha l’ambizione di giocare, attraverso la convergenza
tra Tv tradizionale e contenuti distribuiti online, il ruolo di catalizzare che
ha avuto fin dall’arrivo della Tv digitale”.“Il servizio KabelKiosk
Choice è il primo di una nuova generazione di soluzioni ibride che
svilupperemo su tutti i nostri mercati per offrire a broadcaster, fornitori di
contenuti e operatori di rete nuovi spazi che associano il satellite e le reti
terrestri e consentiranno di far aumentare la loro audience”.
3
aprile 2012 Secondo il Wall Street
Journal Google si prepara a lanciare sul mercato prima dell’estate un
proprio tablet (prodotto da terzi). Il dispositivo dovrebbe essere
venduto esclusivamente su internet, in modo da poter avviare una strategia
aggressiva sul versante del prezzo, che dovrebbe essere inferiore ai 200
dollari. Google potrebbe così entrare in diretta concorrenza con l’iPad di Apple e
con il Kindle Fire di Amazon, venduto a 199 dollari. Questa
operazione è volta a promuovere il sistema operativo di Google, Android, che ha
ancora difficoltà a competere con Apple nelle vendite di tablet. Google procede
anche con la propria strategia per il mercato degli smartphone, dove ha
lanciato la propria gamma di telefonini, ‘Nexus’.
3
aprile 2012 Mediaset cede la propria quota nella società olandese di forma
televisivi Endemol acquisita nel 2007. L 'incasso per la quota, inserita nel
bilancio 2011 tra i titoli disponibili per la vendita, dovrebbe essere pari a
circa 72 milioni di euro.
4
aprile 2012 DAB sperimentale nella Provincia di Trento. Sulla base della
disponibilità di risorse destinate al servizio di radiodiffusione radiofonica
in tecnica digitale dalla Conferenza di Ginevra 2006, unitamente alla
valutazione delle frequenze utilizzabili in banda III-VHF, a seguito
dell’avvenuta conversione del sistema televisivo in tecnica digitale, AGCOM
approva delibera n. 180/12/cons “Piano provvisorio di assegnazione delle
frequenze per il Servizio radiofonico
digitale nella regione del Trentino Alto Adige. Progetto pilota nella provincia
autonoma di Trento”
17
aprile 2012 Un emendamento approvato al
Senato sostituisce il Beauty Contest con una gara per l’assegnazione delle
frequenze del dividendo digital e Rai, Mediaset e H3G potranno
usare le frequenze DVB-H, acquistate per i servizi di Tv mobile, per la
trasmissione di programmi televisivi su digitale terrestre in DVB-T. Ma
rimane il limite antitrust di 5 multiplex per ogni soggetto e il principio
della separazione societaria. su proposta del Ministro dello sviluppo
economico Corrado Passera, ha approvato la presentazione di
un emendamento parlamentare al decreto di semplificazione fiscale contenente
le misure per l’annullamento della procedura di gara per l'assegnazione
gratuita delle frequenze derivanti dal cosiddetto dividendo digitale. Con
questa decisione - che tiene conto di diversi Ordini del giorno approvati dalla
Camera e del mutato contesto economico-sociale rispetto a quando il beauty
contest era stato avviato - il governo intende valorizzare economicamente
una risorsa preziosa quale quella delle frequenze, puntando inoltre
al consolidamento dell'industria televisiva e allo sviluppo del comparto
TLC. Si pongono così anche le basi, si legge nel comunicato stampa, per la
chiusura della procedura di infrazione comunitaria da tempo aperta
contro l’Italia e si creano le condizioni per aumentare ulteriormente il
pluralismo, la trasparenza e l'apertura del mercato. Nella relazione
tecnica all’emendamento si legge che la norma che introduce l’asta per le
frequenze tv è “idonea ad assicurare l’acquisizione di un introito per il
pubblico erario al momento non compiutamente quantificabile e comunque molto
rilevante”. “Ulteriori prevedibili nuove o maggiori entrate - prosegue la
relazione tecnica all’emendamento del governo sulle frequenze tv
- potranno derivare dalle successive procedure di gara riguardanti le
frequenze che saranno destinate ad usi di telecomunicazione e dal previsto
riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive”. Non
sono previsti oneri nuovi per la gestione della gara e anche per “gli
indennizzi” previsti per i partecipanti alla procedura di gara prima
sospesa e poi annullata le risorse saranno recuperate dagli introiti della
stessa gara. I singoli lotti messi a gara saranno composti da reti di
più frequenze, modulabili per macroaree di diffusione. Alcune di queste
frequenze, posizionate sopra la banda 700, saranno assegnate per
un periodo di tempo più limitato in quanto, coerentemente con le
future decisioni comunitarie, potranno essere destinate a servizi diversi da
quelli televisivi e dunque riassegnate, tramite ulteriori aste, a
operatori TLC. I lotti di frequenze saranno assegnati tramite aste a
titolo oneroso. Il bando della prima asta sarà emanato dal MiSE entro
i prossimi 120 giorni e sarà basato su regole stilate dall’Agcom,
sentiti i competenti uffici della Commissione Ue. Con questo sistema di assegnazione,
lo spettro nazionale sarà maggiormente valorizzato e sfruttato in maniera più
efficace, consentendo l'adozione delle più avanzate tecnologie trasmissive
presenti sul mercato. Le regole della gara dovranno, quindi, essere elaborate
dall’Agcom, sentiti i competenti Uffici della UE e attenendosi ai seguenti
criteri e principi direttivi:
·
Aggiudicazione all’offerta
economica più elevata, anche mediante rilanci competitivi;
·
Partecipazione alla
gara riservata agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra
i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete, che dovranno
consentire l’accesso ai fornitori di programmi a condizioni eque e non
discriminatorie. In questo modo sarà più facile e meno oneroso accedere al
mercato televisivo;
·
Fissazione dei
criteri e delle priorità per favorire i fornitori di programmi nuovi entranti e
l’innovazione tecnologica;
·
Composizione ottimale
dei diversi lotti messi a gara e modulazione della durata dei diritti d’uso
delle singole frequenze, così da garantire la tempestiva destinazione delle
frequenze secondo la disciplina dello spettro radio stabilita dalla Commissione
europea e dagli organismi internazionali competenti, con particolare riguardo
agli obiettivi della agenda digitale nazionale ed europea.
L’Autorità
e il Ministero dovranno adottare ogni azione utile a garantire la concorrenza,
l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, in
riferimento anche agli indirizzi dettati dalla Conferenza mondiale di
Ginevra 2012 e dall’Unione Europea nell’ambito degli obbiettivi
dell’agenda digitale. In questo modo il sistema trasmissivo nazionale potrà
rispondere efficacemente ai crescenti bisogni di banda larga e di comunicazione
tramite la rete. Si
prevede entro la fine del 2012 il riordino dei contributi per l’utilizzo delle
frequenze televisive, che saranno progressivamente applicati per favorire
l’ottimale utilizzo delle frequenze. Vengono previste misure atte a favorire
l’introduzione di nuovi standard televisivi DVB-T2, MPEG4 e
successive evoluzioni, attraverso i quali sarà possibile aumentare la quantità
e la qualità della trasmissione televisiva. Per questo motivo, a partire
dal 1° gennaio 2015 le aziende produttrici di televisori saranno
obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i
nuovi standard. Le nuove tv, dal 1° luglio 2015, saranno le uniche a poter
essere commercializzate. Gli standard DVB-T2 e MPEG-4 necessitano inoltre di un
numero più limitato di frequenze e ciò consentirà la trasmissione di una
quantità più ampia e avanzata di contenuti. Sono abrogati gli attuali
riferimenti di legge alle parti della delibera n. 181/09 dell’Autorità
incompatibili con la nuova disciplina, fermi restando i limiti di
concentrazione previsti dalla medesima direttiva per ciascun operatore. Di
conseguenza viene annullato il bando che ha indetto la gara beauty contest,
rinviando a un decreto interministeriale la definizione dei criteri e delle
modalità per l’attribuzione di un indennizzo ai partecipanti.
22
Aprile - 6 maggio 2012 Decima elezione presidenziale in Francia. Il
socialista Francois Hollande leggermente in testa già al primo turno, sconfigge
al secondo turno con il 51,62% il presidente uscente il gollista Nicolas
Sarkozy. Notevole l’affermazione di Marine Le Pen figlia del leader storico del
Front National Jean Marie Le Pen che conquista il 17,9% distanziando largamente
il leader del Front de Gauche Jean Luc Mélenchon, fermo all11,10%. Deludente il
risultato del centrista del Movimento Democratico Francois Bayrou in calo al
9,13%. In forte calo il candidato dei verdi Eva Joly (2,31%), il moderato
Nicolas Dupont Aignan (1,79%) e i due candidati
trotzkisti Philippe Poutou (1,15%) e Nathalie Arthaud (0,56%) e il moderato
Jacques Cheminade (0,25%)
XVIII L’intermezzo dalla seconda alla
terza Repubblica. La crisi della televisione commerciale, l’egemonia di Murdoch
e la Rai dei
banchieri (2012)
Dalla
tv domestica familiare al nomadismo mediatico personalizzato
Come emerge dal rapporto 2012 di It
Media “Il panorama audiovisivo è in trasformazione, in seguito alla concorrenza
derivante dai nuovi operatori Over-the-Top come Netflix, che nel 2012 ha proseguito la
propria espansione internazionale lanciando i propri servizi in Regno Unito e
Irlanda. Le offerte OTT come quelle di LoveFilm (di Amazon), Blinkbox (di
Tesco) o YouView (il servizio di connected TV capeggiato da BBC), solo per
limitarsi al mercato inglese, pongono grandi sfide agli operatori TV
tradizionali, che sono indotti ad entrare nel mercato online. Per citare
qualche caso: Sky Now TV, Iplayer, Premium Play, Sky on Demand. Le iniziative
hanno natura difensiva, ma possono contribuire a costruire un servizio più
ampio, migliore e completo ai propri abbonati, che in tal modo superano la
tentazione di disdire l’abbonamento (cord-cutting). L’ingresso nel segmento OTT
permette a broadcaster e operatori pay-TV di valorizzare i servizi esistenti
fornendo nuovi modi per accedere ai contenuti, accrescendo la gamma
dell’offerta ed estendendo la propria influenza sui nuovi media, oltre che
generare nuove fonti di ricavi. Nei 5 maggiori Paesi il 48% dei consumatori
dichiara di aver visto un film o uno spettacolo TV via internet. Il PC è il
terminale preferito per lo streaming video (68%), seguito da connected TV e lettori
Blu-ray connessi (20%). Per questo motivo gli operatori TV guardano agli
schermi secondari come smartphone e specialmente tablet, per consolidare il
rapporto con gli spettatori e migliorare il loro coinvolgimento nell’esperienza
televisiva. Essi cercano inoltre un posizionamento tra i business model
emergenti in seguito alla diffusione di tali dispositivi. Gli schermi secondari
offrono un elevato grado di personalizzazione, attivando contatti e
raccomandazioni su programmi e contenuti. Per gli operatori TV rappresentano
un’opportunità per nuove fonti di ricavo (pay o pubblicità) e per
ampliare il concetto di prime time. Si passa molto più tempo a guardare la TV di quanto si passi online (4
ore contro 15 min al giorno). Ma l’esplosione dei social media e la rapida
adozione di dispositivi connessi minacciano la capacità dei broadcaster di
trattenere e coinvolgere gli spettatori. Il tempo trascorso su Facebook non è
necessariamente sottratto alla TV. Ma sempre più consumatori, mentre guardano
lo schermo TV, si concentrano su dispositivi portatili (smartphone, tablets
..). La misurazione di queste attività parallele nella rilevazione degli
ascolti rischia di essere dirompente per broadcaster e inserzionisti. I
consumatori usano dispositivi diversi per esigenze diverse: smart TV per la
catch-up TV, smartphone e tablet per attività svolte individualmente, come
social media. Ma lo sviluppo di app “Social” per schermi secondari – es.
Zeebox – che aumentano il coinvolgimento degli spettatori TV potrebbe cambiare
in futuro le abitudini degli utenti. L’uso simultaneo di più schermi crea
opportunità per tutti gli operatori: sfruttando il successo dei social media e
dei dispositivi secondari connessi, si creano esperienze che migliorano, più
che distogliere, la visione TV. Se non è più un segreto che l’online sta
cambiando la TV , è
ancor vero che la fruizione della TV tradizionale ricoprirà ancora un ruolo
importante. Il futuro della TV è dunque interattivo e Internet sta spingendo le
vecchie piattaforme televisive ad adeguarsi. In definitiva, secondo quanto
emerge dal rapporto ITMedia Consulting, la televisione continua ad essere
attraente e centrale nell’utilizzo del tempo libero e nelle preferenze dei
consumatori ma non è più monolitica e portatrice di modelli unici e consolidati
(broadcasting). Personalizzazione, immediatezza e ubiquità sono le condizioni
che garantiranno alla TV di continuare a essere attraente e competitiva
nell’accesso privilegiato alle informazioni e nell’utilizzo del tempo libero.
6-7 Maggio 2012 Si svolge il primo turno delle elezioni
amministrative in Italia. Segnano la crescita della frammentazione del sistema
politico con un tracollo del PDL (precipitato al 11,58%) e della Lega (2,71%),
un drastico ridimensionamento del Terzo Polo e una tenuta del PD (che da solo
conquista il 16,29%). Cresce il malcontento con l’astensione, l’affermazione a
sinistra di candidati dissidenti come Leoluca Orlando a Palermo il vendoliano
Marco Doria a Genova che sfiorano la vittoria al primo turno con il 47,42% e il
48,31%)), il leghista maroniano Flavio Tosi a Verona (eletto al primo turno con
il 57,35%) e l’affermazione del Movimento 5 stelle, terzo partito con il 6,9%,
davanti a UDC (4,96%), Italia dei Valori(4,47%), Sinistra Ecologia e Libertà (3,07%)
e Lega (2,71%), Movimento per le Autonomie (2,13%), Futuro e Libertà per
l’Italia (1,89%), Federazione della Sinistra (1,2%), Alleanza per l’Italia
(0,83%), Partito Socialista Italiano (0,80%), Alleanza di Centro (0,47%), La Destra (0,42%) e
Federazione dei Verdi (0,27%). Complessivamente la voce altri (liste civiche,
liste dei candidati a sindaco apparentate ai tre principali schieramenti, liste
dissidenti e altre formazioni minori) rappresentano ben il 42% dei voti
espressi.
7 Maggio 2012 Per uniformare la
pianificazione di dettaglio delle risorse da destinare alle emittenti locali
nelle aree già transitate al digitale prima del 2011 ai dettami della normativa
sopra evidenziata AGCOM approva Delibera
n. 265/12/cons Revisione del piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre nelle
regioni Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto
Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, aree transitate
al digitale prima dell’anno 2011
20- 21 maggio
2012 al ballottaggio delle elezioni amministrative Il PD conquista
numerosi comuni strappando al centrodestra fra le altre le città di Como e
Monza. La legga perde sette comuni su sette. Il Centrosinistra batte ilk
centrodestra quindici a sei. Sebbene al
primo turno largamente distanziato dal rappresentante del PD fermo al 19,5%
contro il 39,2% il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti conquista
a sorpresa il municipio di Parma con oltre il 60% dei voti.
6
giugno 2012 Il Parlamento nomina i quattro commissari dell’Autorità Garante per
le Comunicazioni: sono Maurizio Decina (pd) Antonio Martusciello (pdl), antonio
posteraro (udc) e Antonio Preto (pdl). Due giorni dopo il presidente del
consiglio Monti indica l’economista bocconiano Angelo Marcello Cardani come
presidente
8
giugno 2012 A sorpresa il Presidente del
Consiglio Monti indica la vice direttore della Banca d’Italia Anna Maria
Tarantola come Presidente del CdA Rai in sostituzione di Paolo Garimberti.
Rappresentante indicato dal Tesoro è l’economista delle finanze Marco Pinto. Come DG Monti propone il
banchiere Luigi Gubitosi già manager di Bank of America Merril Lynch.
Formalmente dovrebbe essere designato dal CdA di concerto con l’azionista,
ovvero con il Tesoro. L’obiettivo di Monti è varare una riforma della
governance del servizio pubblico.
23
giugno 2012 Con delibera n. 353/11/CONS, l’Autorità ha adottato il nuovo regolamento
relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale, che disciplina
l’attività di fornitura di servizi di media audiovisivi lineari, ivi inclusa la
diffusione di contenuti radiofonici digitali, di servizi interattivi associati
o di servizi di accesso condizionato e di operatore di rete, su frequenze
televisive terrestri in tecnica digitale..Il nuovo regolamento ha sostituito il
precedente regolamento (di cui alla delibera n. 435/01/CONS) con una nuova
disciplina che ha tenuto conto delle modificazioni normative intervenute in
materia di radiodiffusione televisiva terrestre e della regolamentazione medio
tempore adottata dall’Autorità in tale materia.
L’allegato
A del nuovo regolamento (art. 1) ha allineato le definizioni a quanto previsto dal
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che, nel recepire la
direttiva 2007/65/CE, ha introdotto, tra l’altro, nuove definizioni per
caratterizzare l’attività di fornitura di programmi audiovisivi. In merito alle
autorizzazioni per la fornitura di
servizi di media audiovisivi (artt. 3-7), in un’ottica di proporzionalità e
neutralità tecnologica, è stato precisato che i requisiti di capitale
sociale e numero dei dipendenti occupati previsti ai fini del rilascio
dell’autorizzazione in ambito nazionale e locale, requisiti mutuati dal regime
televisivo analogico, trovano applicazione fino alla data stabilita dalla legge
per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica.
Anche
le disposizioni concernenti gli obblighi di programmazione (artt. 8-14), cui sono
sottoposti i soggetti titolari di autorizzazione (registro programmi,
responsabilità e rettifica, pubblicità, sponsorizzazioni e televendite e
promozione della produzione audiovisiva europea) sono stati allineati alla
nuova disciplina introdotta dal Testo unico. Con riferimento all’attività di
operatore di rete televisiva (artt. 16-21) è stato specificato che tale
attività, in ambito nazionale e locale, è soggetta ad autorizzazione generale,
mentre il diritto d’uso di frequenze digitali terrestri è conseguito dai
soggetti autorizzati con distinto provvedimento dal Ministero dello sviluppo
economico.
Sono stati altresì specificati gli obblighi cui
sono tenuti i predetti operatori, di seguito sintetizzati:
a) rispetto degli obblighi stabiliti dall’articolo 42,
comma 1, del Testo unico;
b) rispetto delle norme tecniche di emissione vigenti,
adottando standard trasmissivi compatibili con le norme previste all’Allegato A
della delibera dell’Autorità n.216/00/CONS, come modificata, e osservando gli
obblighi in tema di numerazione automatica dei canali della televisione
digitale terrestre stabiliti dalla legge e dalla delibera n. 366/10/CONS;
c) rispetto delle normative sanitarie, ambientali,
urbanistiche e di assetto territoriale per l’installazione delle infrastrutture
e delle apparecchiature, nonché le disposizioni relative alla condivisione o
alla messa a disposizione degli impianti e dei siti;
d) obbligo di assicurare la sicurezza del funzionamento
della rete, il mantenimento della sua integrità, la qualità del segnale
irradiato, l’adeguata copertura del bacino assegnato, comunque non inferiore
all’80% della popolazione del bacino stesso da raggiungere nell’arco di cinque
anni dall’assegnazione del diritto di uso delle frequenze;
e) ai fini dell’uso efficiente dello spettro radio,
obbligo di trasportare su ciascuna rete nazionale o locale DVB-T, almeno sei
programmi o palinsesti diffusi in tecnica standard definition (SD) ovvero
almeno tre programmi o palinsesti diffusi in tecnica high definition (HD),
ovvero ancora, in caso di diffusione mista SD ed HD, almeno quattro programmi
televisivi di cui uno diffuso in HD. Nel numero di programmi di cui alla
presente lettera sono compresi i programmi simulcast analogico/digitale e i
programmi HD simulcast dei programmi SD, nonché i programmi differiti dello
stesso palinsesto.Tali configurazioni trovano applicazione decorsi sei mesi
dalla data di definitiva cessazione delle trasmissioni televisive analogiche. L’operatore
di rete in ambito locale, in particolare, fermo il rispetto della quota di riserva
di capacità trasmissiva stabilita dall’articolo 8, comma 2, del Testo unico a
favore dei soggetti autorizzati a fornire contenuti televisivi in ambito locale
e degli obblighi di must carry previsti dal Regolamento, può fornire servizi di
trasmissione e diffusione a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito
nazionale nel rispetto delle seguenti condizioni:
f) la capacità trasmissiva offerta non può superare
quella necessaria a trasportare due programmi nazionali per ciascun multiplex,
salva la compatibilità con gli obblighi di must carry dal regolamento;
g) la capacità trasmissiva non può essere offerta a
fornitori di contenuti nazionali controllati da o collegati con gli operatori
di rete televisiva nazionale. Inoltre la capacità trasmissiva utilizzata per il
trasporto del contenuto nazionale deve consentire una copertura di almeno il
50% della popolazione nazionale nel periodo di switch-over e una copertura di
almeno l’80% della popolazione nazionale alla data dello switch-off nazionale,
da conseguire mediante forme di consorzio o intese da parte di operatori di rete
in ambito locale.
È
stato altresì specificato che ai fornitori di servizi di media audiovisivi in
ambito nazionale trasportati da operatori di rete locali spettano le
numerazioni dei canali a diffusione nazionale previste dal Piano di numerazione
automatica dei canali della televisione digitale terrestre di cui all’allegato
A della citata delibera n. 366/10/CONS secondo i generi di programmazione ivi
previsti.
Con
riferimento al regime contributivo, è stato altresì stabilito che, fino alla
fine dell’anno di definitiva cessazione delle trasmissioni analogiche su tutto
il territorio nazionale, continui ad applicarsi il vigente regime di
contribuzione ai soggetti operanti su frequenze televisive terrestri anche in
tecnica digitale. Allo scadere di tale periodo i contributi per i diritti d’uso
delle frequenze saranno determinati secondo il regime di contribuzione previsto
dal Codice delle comunicazioni elettroniche, assicurando almeno la
compatibilità con gli attuali introiti statali.
Con
riferimento alle norme in materia di tutela del pluralismo e concorrenza e non discriminazione
(artt. 24-25), il Regolamento ha allineato i criteri alle disposizioni del Testo
unico e stabilito che, ai fini della verifica d’ufficio del rispetto dei limiti
alle autorizzazioni alla fornitura dei programmi televisivi nazionali e locali,
comunque entro il 30 ottobre di ciascun anno, i soggetti autorizzati alla
fornitura di programmi televisivi nazionali e locali comunicano entro il 30
giugno di ciascun anno all’Autorità il numero dei programmi autorizzati alla
diffusione secondo il modello allegato al Regolamento
27
-28 giugno 2012 La
Commissione Trasporti della Camera dà il via libera, con 36
voti favorevoli, tre contrari e un astenuto, alla nomina di Angelo Marcello
Cardani alla presidenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Nel suo settennato alla guida dell’Autorità, Cardani sarà affiancato dai 4
consiglieri espressi da Montecitorio e da Palazzo Madama: Maurizio
Dècina, Antonio Martusciello, Francesco Posteraro e Antonio
Preto.
30
giugno 2012 A
questa data la forza-lavoro del Gruppo Rai
è di 11.569 dipendenti a cui si aggiungono 1.660 risorse a tempo
determinato, per un totale di oltre 13 mila dipendenti. Secondo i dati di
Mediobanca, aggiornati a fine 2011,
in forza alla Rai, alla fine del 2011, c’erano 11.378
lavoratori, più dei 10.830 totalizzati da Mediaset (6.126), Sky Italia (3.995)
e Ti Media (709) messe insieme. Numeri che, come abbiamo visto dall’ultima
semestrale, sono lievitati. Nel 2011, sottolinea ancora Mediobanca, il costo
del lavoro ha rappresentato il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset,
il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di euro di
canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi di euro,
ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky
Italia. Nel quinquennio 2007-2011 tra le fonti di ricavo della Rai l’unica ad
aumentare è il canone, con introiti saliti del 7,8%, mentre la pubblicità è
scesa del -21,9% (da 1,23 miliardi a 965 milioni) e gli altri ricavi del 30,9%
(da 350 a
242 milioni). I ricavi della televisione pubblica sono così scesi dell’8,1%,
contro un aumento del 4,3% di quelli di Mediaset e del 15% di Sky Italia. Per
la sola La7 i ricavi sono aumentati del 44,8% (-9,2% per tutto il gruppo Ti
Media). Il primo semestre 2012 della Rai, chiuso con una perdita di 129
milioni, ripropone la stessa situazione: i dipendenti sono saliti dell’1,7% a
11.569 unità mentre il fatturato è sceso del 7,1% a 1.433 milioni. Il quadro è
comunque difficile per tutti: l’utile di Mediaset si è ridotto da 163 a 43 milioni e i ricavi
sono scesi del 10,7%, mentre per La7 il contenimento del calo del fatturato
(-1,4%), non ha impedito una perdita di 37 milioni.
1
luglio 2012 Secondo quanto previsto dal contratto di servizio all’art. 36, “le trattative per la stipulazione del
Contratto relativo al triennio 2013-2015” debbono essere avviate dalle parti entro
il 1° luglio 2012. In
base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di
media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del
Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello
sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le
linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale
radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle
mutate esigenze culturali, nazionali e locali.
4 luglio 2012. Data storica per la televisione. L’Italia
è tutta digitale. Finiscono le
trasmissioni analogiche Con lo spegnimento delle trasmissioni analogiche in
Sicilia – l’ultima regione in calendario preceduta
nei mesi precedenti da Abruzzo, Molise,
Puglia, Basilicata, Calabria per un totale di 13,5 milioni di abitanti
interessati nel 2012; 5222 impianti - si è infatti conclusa la digitalizzazione
del Paese iniziata in Sardegna nel luglio del 2008. Il passaggio
al digitale terrestre, dice il Ministero, è avvenuto in otto anni (quattro
anni fra il primo e l’ultimo switch over) nel pieno rispetto delle tempistiche
europee e ha coinvolto, su tutto il territorio nazionale, 10 emittenti
nazionali e oltre 550 locali (che trasmettevano in analogico), per un totale di
24.200 impianti di trasmissione, attraverso i quali la quasi totalità dei
cittadini italiani può usufruire del nuovo segnale. Nelle zone d’ombra i
telespettatori possono contare sul segnale satellitare. TivùSat, per
esempio, è la risposta a questi problemi tecnici, poiché è complementare al
digitale terrestre. Con essa, infatti, la televisione gratuita arriva in quelle
aree orograficamente più difficili, offrendo a tutti una ulteriore possibilità
di scelta. TivùSat ha raggiunto un risultato molto importante con il suo
milione e mezzo di smart card attive grazie a scelte concrete, capaci di rispondere
alle necessità degli editori e alle esigenze degli utenti.
5
luglio 2012 Dopo giornate di polemiche si completa il quadro del Consiglio di
Amministrazione della Rai Via libera in commissione di Vigilanza Rai al
rinnovo. dei sette consiglieri di amministrazione di viale Mazzini di
competenza parlamentare. Gli eletti sono Antonio Verro, Antonio Pilati, Maria
Luisa Todini, Guglielmo Rositani (5 voti da Pdl e Lega), Gherardo Colombo e
Benedetta Tobagi (5 voti da Pd), Rodolfo De Laurentiis (5 voti dal Terzo Polo)
5
luglio 2012 Muore Massimo
Fichera , già collaboratore di Adriano Olivetti poi segretario
generale della Fondazione Olivetti,
primo direttore di Rai Due dopo la riforma poi vice direttore generale
Rai, Vice Presidente UER infine fondatore e primo Presidente di Euronews dal
1992 al 1996
5
luglio 2012 Lancio della piattaforma YouView nel Regno Unito, joint-venture fra
BBC ITV Channel 4 Channel 5 e gli operatori BT TalkTalk e Argiva, alla vigilia
dei Giochi Olimpici di Londra. Servizio senza abbonamento di connessione a
Internet, fornisce u centinaio di canali televisivi e radiofonici digitali,
catch-up tv degli ultimi sette giorni e programmi a richiesta in modalità VOD
dai cataloghi di BBCITV Channel 4 e Channel 5.
6
luglio 2012 L’Assemblea degli azionisti della Rai nomina il nuovo
Consiglio di Amministrazione della Tv pubblica. Ne fanno parte, informa una
nota, Gherardo Colombo, Rodolfo De Laurentiis, Antonio Pilati, Guglielmo
Rositani, Benedetta Tobagi, Maria Luisa Todini Antonio Verro, eletti dalla
Commissione Parlamentare di Vigilanza, Marco Pinto e Anna Maria
Tarantola designati, come prevede la legge, dall’azionista di maggioranza,
vale a dire il Ministero dell’Economia. Lo stesso dicastero ha indicato la Tarantola , vicedirettore
della Banca d'Italia, per la nomina a presidente dell’azienda che dovrà essere
sottoposta al parere vincolante della Vigilanza stessa (occorre la maggioranza
dei due terzi dei sì). A questo punto il nuovo Cda designerà alla direzione
generale Luigi Gubitosi, comunque già candidato dal premier Mario
Monti, che formalmente dovrà avere il parere positivo proprio del ministero
dell’Economia.
7
luglio 2012 Il nuovo CdA nomina Anna Maria Tarantola Presidente con sette voti
e un astenuto, il Consigliere Pdl Antonio Verro. La Tarantola ha preferito
non essere presente alla riunione per “garbo istituzionale e per rispetto
verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di
votarla come presidente”. L’astensione al voto di Verro si spiega con gli
scontri in atto sui nuovi poteri da assegnare al presidente che il Pdl ritiene
illegittimi. La richiesta del premier Mario Monti, che ha indicato l'ex
vicedirettore di Banca d'Italia, è di assegnarle poteri di firma sulle spese
fino a 10 milioni di euro, quando oggi il tetto arriva a 2,5 milioni e la
competenza fino a questa cifra è attualmente del solo direttore generale, che
poi per anche un solo euro in più deve richiedere il parere del Cda; autonomia
anche sulle nomine dei direttori, ad esclusione di quelli editoriali (in buona
sostanza i direttori di reti generaliste) e di testate. Si profilerebbe,
quindi, una vera e propria ‘rivoluzione’ nella filiera decisionale, con poteri
del presidente accresciuti, cui si deve aggiungere il ruolo preminente del
nuovo direttore generale, che il governo ha indicato nella persona
di Luigi Gubitosi.
11
luglio 2012 Assegnati i diritti d'uso
definitivi delle frequenze televisive digitali terrestri: La durata dei diritti
d’uso è di 20 anni, in modo da consentire l'ammortamento degli investimenti
necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali
frequenze. Il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato ai
broadcaster nazionali e alle Tv locali i provvedimenti relativi
all’assegnazione dei diritti d'uso definitivi delle frequenze
televisive. Tale procedura, prevista dalla legge 220/10 e dal decreto legge
34/11, introduce l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a
livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con
il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale. Alle emittenti
nazionali sono state rilasciate complessivamente 19 frequenze (16 in DVBT: 4 a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad
altri soggetti; 3 in
DVBH) coerentemente alla pianificazione concordata in sede comunitaria e
attuata con la delibera Agcom 181/09 Cons. A questa prima tranche si
aggiungeranno altre 6 frequenze, che saranno assegnate secondo la gara a
offerta economica recentemente stabilita dal Governo, per la quale l’Agcom
entro agosto dovrà emanare il disciplinare. Il Ministero spiega in una nota che
la durata prevista dei diritti d’uso, analogamente a quanto previsto da altri
settori delle tlc, è di 20 anni, così come consentito dal Codice delle
Comunicazioni Elettroniche e dal regolamento Agcom 353/11/CONS,
secondo cui il periodo di rilascio dev'essere adeguato per consentire
l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle
infrastrutture che operano su tali frequenze. Lo Stato potrà comunque apporre
limitazioni, condizioni e obblighi sulle frequenze date in uso, anche in
seguito a disposizioni comunitarie che dovessero essere emanate in materia, a
deliberazioni adottate dall’Autorità nonché ad atti e provvedimenti emanati dal
Ministero dello Sviluppo economico. Per tale ragione, nello stesso
provvedimento è previsto che il diritto d’uso possa esercitarsi su frequenze
diverse da quelle assegnate, che consentano un'eguale capacità trasmissiva.
12
luglio 2012 Anna Maria Tarantola è ufficialmente il nuovo
presidente Rai. L’ex vicedirettore di Banca d'Italia ha ottenuto in
Vigilanza 31 voti favorevoli su 40 componenti della Commissione e nessun
contrario, una scheda nulla e due bianche. I parlamentari dell'Idv e della Lega
non hanno preso parte alla seduta. Il quorum richiesto era di 27 sì, i due
terzi della commissione. Alla notizia è scattato l'applauso del presidente
della Camera Gianfranco Fini. Da oggi la Rai e il servizio pubblico sono una realtà
diversa', ha immediatamente commentato il presidente della
Vigilanza, Sergio Zavoli, aggiungendo: “Ma per legittimare ogni aspetto
strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase, quando la Vigilanza sarà tenuta a
proseguire il proprio compito istituzionale indirizzando l'iter del processo
rifondativo”. Ora resta il passaggio formale della presa d’atto nel Cda di
Viale Mazzini, che dovrà poi procedere alla nomina del nuovo direttore
generale, che il Ministero dell’Economia ha indicato in Luigi Gubitosi.
17
luglio 2012 Via libera dal Cda Rai alla nomina di Luigi
Gubitosi alla direzione generale della Tv pubblica. La nomina,
all’unanimità, è stata formalizzata con il passaggio nell’assemblea degli
azionisti, per poi tornare nuovamente in Cda per il voto definitivo. Luigi Gubitosi,
51 anni, origini napoletane, nel corso della sua carriera professionale è
passato per alcune delle più grandi compagnie internazionali, tra le
quali Fiat e Wind, dove è stato direttore finanziario e poi
amministratore delegato. Nel novembre 2011 è stato designato country manager e
responsabile del corporate investment banking della Bank of
America per l'Italia, ruolo che ricopre in maniera ufficiale dal primo
dicembre 2011. Gubitosi Insegna finanza aziendale internazionale presso l'Università
Luiss Guido Carli.
19
luglio 2012 Il Cda RAI vota sì ai nuovi poteri per presidente e direttore
generale. Si astiene in parte il Pdl. Maggiore potere di spesa e nomine
dell’area corporate. Quelle editoriali restano in mano al Cda. Intesa anche sul
contratto per Gubitosi. Accordo raggiunto in Cda Rai sulle deleghe al
neopresidente Anna Maria Tarantola, che ne aumentano di fatto i poteri in
termini di gestione della spesa della Tv pubblica. Hanno votato a favore sei
consiglieri, inclusa Luisa Todini eletta in quota Pdl, mentre si sono
astenuti Antonio Verro, Antonio Pilati e Guglielmo Rositani. Il Cda,
spiega una nota di Viale Mazzini, ha votato per parti separate le deleghe
concernenti i limiti di spesa (contratti fino a 10 milioni di euro rispetto
agli attuali 2,5 milioni) e quelle riguardanti le nomine dei dirigenti di primo
e secondo livello dell’area corporate. Restano escluse dai poteri del
presidente quelle editoriali. LaTarantola non ha preso parte alla votazione.
Riguardo al contratto da 650 mila euro per il nuovo direttore
generale Luigi Gubitosi, sul quale ieri s’è registrato il forte dissenso
del Pdl ma anche del rappresentante della Corte dei Conti e diversi esponenti
politici anche di area Pd, si sarebbe deciso di portare a 400 mila euro la
parte fissa e a 250 mila euro l'indennità di funzione. L'ipotesi iniziale,
comunicata ieri dal presidente, era di una parte fissa di 500 mila euro e di
un'indennità di 150 mila. Lo avrebbe comunicato, secondo quanto si apprende da
fonti interne, il presidente all'inizio del consiglio, spiegando di aver
raggiunto un'intesa con il direttore generale. Il contratto resterà comunque a
tempo indeterminato.
25 luglio 2012 Il
Consiglio AGCOM approva la
Delibera n. 317/12/cons “Proroga dei termini del procedimento
per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni
(sic) per l’anno 2010 avviato con delibera n. 677/11/cons”. Con riferimento ai
singoli mercati che compongono il Sistema integrato delle comunicazioni,
l’Autorità ha provveduto a individuarli e analizzarli con delibera n. 555/10/CONS,
nell’ambito della quale l’applicazione di una rigorosa metodologia basata su
consolidati strumenti antitrust e di tutela del pluralismo dell’informazione per
l’analisi della sostituibilità fra i diversi mezzi di comunicazione, nonché la
considerazione della più recente giurisprudenza, hanno consentito di
identificare i seguenti mercati rilevanti:a) televisione in chiaro; b)
televisione a pagamento; c) radio; d) quotidiani; e) periodici. Inoltre, in considerazione
della particolare rilevanza di internet relativamente alla garanzia del
pluralismo dei mezzi di comunicazione, l’Autorità ha ritenuto necessario, nelle
proprie conclusioni, sollecitare un intervento del legislatore volto a
ridefinire le aree economiche rilevanti ai fini della tutela del pluralismo,
includendo appunto il web nella sua interezza ed escludendo invece mercati non
pertinenti (quali l’annuaristica e il below the line).
4
Settembre 2012 A
seguito delle sentenze del Consiglio di Stato depositate lo scorso 31
agosto l’Agcom dovrà rivedere tutto il Piano di numerazione
automatica dei canali (LCN - Logical Channel Number).
5
settembre 2012 Il Cda approva i criteri di designazione dei consiglieri di
amministrazione delle società del gruppo: i dirigenti devono essere tutti
interni tranne motivate eccezioni. In ogni caso, comunque, la maggioranza deve
essere composta da interni. Luigi Gubitosi è il nuovo presidente di Sipra
mentre l’amministratore delegato è Lorenza Lei. L'uscita di scena di Aldo Reali
sarebbe legata ai risultati negativi registrati da Sipra. La raccolta della Rai
è, infatti, scesa del 19,6% nel primo semestre di quest'anno contro il -11,2%
di Mediaset (mercato TV -10%), nonostante il vertice Rai con direttore generale
proprio Lorenza Lei ha avviato a una robusta manovra correttiva per tenere
fermo l'obiettivo del pareggio o dell'utile di bilancio. Rispetto ai 950
milioni della prima riprevisione del bilancio 2012, attualmente la
concessionaria ha comunicato all'azienda una chiusura d'anno compresa in una
forbice tra 830 e 870 milioni. A questo va aggiunto la perdita di grosse quote
di mercato, a vantaggio di Mediaset e Sky, nonostante il successo di ascolto
delle reti Rai. Nel Consiglio di Sipra,
su richiesta di Gubitosi, sono entrati i tre direttori di rete: Mauro Mazza di
Rai1, Pasquale D’Alessandro di Rai2 e Antonio Di Bella di Rai3. Il loro impegno
nella concessionaria della raccolta pubblicitaria non è, infatti, incompatibile
con l’attuale ruolo di responsabili delle reti. Il Cda ha anche accolto
l'indicazione di Gubitosi di nominare consiglieri di Rai Way, oltre a sé
stesso, Luca Balestrieri, Stefano Ciccotti, Luigi Rocchi e Roberto Sergio.
Quest’ultimo, attuale presidente Sipra, è il nuovo presidente di Rai Way, mentre
Ciccotti è amministratore delegato e Aldo Mancino, il nuovo direttore generale.
Nomine di grande importanza queste anche in vista del fondamentale ruolo che
giocherà Rai Way nell’asta delle frequenze Tv. Cambio di guardia anche per Rai
Fiction. Il Cda ha votato all’unanimità per dare la presidenza all’attuale
capostruttura Eleonora Andreatta, con grande soddisfazione dell’Associazione
Produttori Televisivi (APT).
11
settembre 2011 Pubblicata la bozza finale del Decreto Digitalia. con le misure
del Governo per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda
digitale italiana ed europea. Tra i passaggi di maggiore
rilievo nella bozza del Decreto ci sono temi caldi per le imprese: disegno di
legge annuale per l’incentivo dei servizi digitali, open data e riuso,
smart cities, semplificazioni per start-up, agevolazioni per chi avvia attività
di e-commerce, pagamenti elettronici e Mobile, Piano Nazionale Banda
Larga. Sparito invece il comma che consentiva di creare un’hotspot Wi-Fi con
la sempliceautocertificazione, promuovendone la diffusione
Numeroseleperplessità espresse dagli operatori soprattutto per il Piano Banda
Larga il Governo ha stanziato 150 milioni di euro per il 2013,
un plafond che appare insufficiente a raggiungere gli obiettivi
prefissati. Sarà infatti necessario investire pesantemente nella
realizzazione delle infrastrutture necessarie a combattere il digital
divide che ancora attanaglia il nostro Paese.Perplessità anche
sull’Agenzia per
l’Italia Digitale, istituita da poco con lo scopo di far
confluire in un’unica Istituzione funzioni che finora venivano svolte da Enti
separati. L’obiettivo dell’Agenzia è di accelerare la realizzazione della Agenda
digitale Italiana, coordinare le politiche e le strategie di
diffusione delle nuove tecnologie e assicurare l’interoperabilità tra i sistemi
informatici della PA come richiesto dall’UE, nei confronti della quale
l’Agenzia svolgerà il ruolo di interlocutore privilegiato per l’Italia.
18
settembre 2012 A
dieci giorni dall’inizio del processo di vendita di Telecom Italia Media, dopo
le smentite di un interessamento da parte di Mediaset e da parte di Sky Italia,
anche il gruppo L?Espresso smentisce voci di alleanze strategiche con Rupert
Murdoch in vista dell’avvio del processo
di gara in sostituzione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze
del dividendo digitale L’Espresso
definisce, inoltre, “infondate e strumentali le contestazioni mosse in
particolare da un quotidiano al proprio ruolo nel mercato televisivo
italiano”.. “ In realtà, come riconosciuto anche dall’Agcom nel ‘Procedimento
per l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato
delle comunicazioni’”, rileva il comunicato, “il Gruppo L’Espresso, in
particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, contribuisce al pluralismo
del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte
concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della
concorrenza. Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e
serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno)
e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate
elettorali e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da
Rete A 25 anni fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su
un’emittente privata”.
19
settembre 2010 Rai, Cda approva
semestrale. Perdite per 129 mln di euro: pesano crisi pubblicitaria e costi
elevati dei diritti sportivi. La Rai stima una perdita a fine anno di circa 200
milioni di euro. Costo del lavoro più 2,5 mln di euro.
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha
approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda,
presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di
mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale
Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato
radiotelevisivo italiano fornendo un servizio sempre più articolato e
finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva
progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo
conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di
share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale
degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa
80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa
il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro
macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi
dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti
anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e
finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con
una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178
milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del
2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di
euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è
principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari
a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di
euro rispetto al 2011.
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha
approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda,
presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di
mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale
Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato
radiotelevisivo italiano fornendo un servizio sempre più articolato e
finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva
progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo
conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di
share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale
degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa
80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa
il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro
macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi
dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti
anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e
finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con
una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178
milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del
2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di
euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è
principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari
a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di
euro rispetto al 2011.
26
settembre 2012 A
fronte del quadro desolante la
Presidente della Rai Anna Maria Tarantola dichiara la
necessità per il servizio pubblico di ‘Riguadagnare la fiducia dei
telespettatori, adeguandoci all’era di internet’
27
settembre 2012 Vendita Telecom Italia Media. Tre offerte non vincolanti
sarebbero state presentate il 24 settembre 2012 per l'acquisto della
controllata TI Media, da Clessidra, Discovery Channel e dal gruppo telefonico 3
Italia. In vendita ci sono le Tv, La7 e MTV, e i tre multiplex. Stando alle
ultime indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel,
già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due
emittenti Tv per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto
380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia,
controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320
milioni di euro, per entrambi gli asset. Si suppone che in un secondo momento
all’operatore tlc si accosterà un altro investitore interessato alle tv, forse
Cairo Communications. Ricordiamo che 3 Italia possiede già un multiplex per la
trasmissione in DVB-H a cui però, stando all’ultima normativa, può cambiare la
destinazione d’uso. Se la richiesta gli venisse accordata, con quelli di TI
Media, salirebbe a quattro mux per trasmettere in DVB-T. In ogni caso, sempre
secondo indiscrezioni, pare che tutte e tre le società abbiano chiesto ai due
advisor, Mediobanca e Citigroup, di rivedere il contratto con la concessionaria
Cairo, che raccoglie la pubblicità per La7, che scade addirittura nel 2019 e
prevede condizioni particolarmente vantaggiose per il gruppo di Urbano Cairo
3
ottobre 2012 Presentato il X Rapporto Censis UCSI sui consumi mediatici nel
2012, da cui risulta premiata
l’integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che
coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9%
rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la tv. Si consolida
il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile
tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha
l’abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il
42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. E
queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo
rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. La chiave del successo è l’integrazione
dei vecchi media nell’ambiente di Internet. Anche la radio resta un mezzo a
larghissima diffusione di massa: l’ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7% in
un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano
all’intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%)
e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo
digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Non
si ferma l’emorragia di lettori della carta stampata. I quotidiani registrano
un calo di lettori del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa,
oggi sono diventati solo il 45,5%), anche se le testate online contano il 2,1%
di contatti in più (20,3% di utenza). La free press perde l’11,8% di lettori
(25,7% di utenza), -1% i settimanali (27,5% di utenza), +1% i mensili (19,4% di
utenza), -6,5% l’editoria libraria. Ormai meno della metà degli italiani legge
almeno un libro all’anno: il 49,7%. Anche se si segnala un +1% per gli ebook. E
proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il
2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al
33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.
9
ottobre 2010 YouTube continua nella propria missione: ampliare gli investimenti
per la produzione di contenuti originali. La più famosa piattaforma al
mondo di video-sharing, controllata da Google, ha annunciato di aver
chiuso le trattative per pagare, in anticipo, i produttori di video in
Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti nel tentativo di creare 60 canali
‘originali’, che si andranno ad aggiungere ai 100 canali americani lanciati
nell’ottobre 2011. Per quanto riguarda la Francia , YouTube ha annunciato oggi il lancio di
13 canali televisivi, con contenuti originali per settori quali cultura,
salute, commedia, attualità e società. Produttori come Endemol
France, Groupe Aufeminin, Euronews, Capa Prod o Lagardère
Active nei prossimi giorni metteranno online questi 13 canali tematici
gratuiti, che vanno dall’entertainment alla salute, passando per la famiglia,
la cultura e la cucina.
11
ottobre 2012 Il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri si propone
di modificare il Titolo V della Parte II della Costituzione. Questo avviene a
distanza di più di dieci anni dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 che,
come noto, ha radicalmente trasformato l’impianto originario della Costituzione
del 1948, nel senso di una valorizzazione costituzionale delle autonomie
territoriali sulla scia dell’importante decentramento amministrativo realizzato
nella medesima legislatura, con le cosiddetta leggi Bassanini. Questa volta la
direzione appare nel senso di una limitazione dell’autonomia regionale e di un
recupero di potere da parte dello Stato centrale. L’obiettivo primario
perseguito, e dichiarato dal Governo, con la sua iniziativa è quello di ridurre
le inefficienze del sistema dovute a sovrapposizione e intrecci di competenze.
La riarticolazione delle competenze rappresenta, nelle intenzioni, lo strumento
con cui mettere sotto controllo la spesa regionale. Gli interventi, estesi ora
anche alle Regioni speciali, sono volti a garantire “l’unità giuridica ed
economica della Repubblica”.
Come sottolineato da un
costituzionalista “È la prima volta, nella lunga evoluzione del
regionalismo italiano, che si assiste a un significativo passo indietro”. “Nell’ambito dei principi fondamentali dello
Stato, le Regioni e le autonomie locali devono, infatti, poter contribuire alla
diffusione della banda larga oggi e di quella superlarga domani. Questo
peraltro è già avvenuto, in alcune realtà, attraverso la posa di fibra ottica
spenta, accordi regionali o locali con operatori, creazione di distretti
tecnologici per le imprese regionali. È assolutamente necessario non ostacolare
questi progetti ma semmai coordinarli al fine di evitare duplicazioni e sprechi”
11
ottobre 2012 Secondo l’Unione
Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT-ITU), telecomunicazioni e banda
larga sono sempre più accessibili e diffusi, ma l’Italia scivola al 29° posto
nella classifica basata sull’indice IDI
(ICT Development Index) che misura il livello di accesso, utilizzo e competenze
ICT – secondo la quale l’economia più avanzata è la Corea del Sud seguita da
Svezia, Danimarca, Islanda e Finlandia. L’adozione delle tecnologie
dell’Informazione e della comunicazione continua a crescere nel mondo,
spinta da un costante calo dei prezzi telefonici e della banda larga. 2,3
miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale, sono connesse
a internet, in aumento rispetto allo scorso anno dell’11%, mentre il numero di
connessioni mobili è cresciuto lo scorso anno di 600 milioni, per raggiungere
quota 6 miliardi, ossia l’86% della popolazione.
24
ottobre 2012 Silvio Berlusconi rinuncia a ricandidarsi come leader del centro destra e
lancia le primarie del Popolo della Libertà
1
novembre 2012 Sky Italia lancia Sky Arte HD, il primo canale italiano
interamente dedicato all’argomento nei suoi molteplici aspetti - dalla
letteratura alla fotografia, passando per i festival, la musica, le arti
digitali, la grafica, il design e naturalmente la pittura e la scultura, dando
grande visibilità alle straordinarie risorse culturali del Paese e ai suoi
nuovi talenti, proponendosi come vetrina per il patrimonio artistico e
culturale italiano. Il nuovo canale racconterà le migliori espressioni
artistiche in tutti gli ambiti con un focus sul design e sull’arte
contemporanea, due settori d’eccellenza per la creatività italiana nel mondo.
In palinsesto reportage, magazine, rubriche e programmi di edutainment e
infotainment, ma anche reality a tema arte e ritratti inediti dei protagonisti.
Sky Arte HD nasce, quindi, per proporsi come un interlocutore privilegiato, per
gli artisti, le istituzioni e le grandi manifestazioni culturali che vogliano
dare visibilità, anche internazionale, al loro operato. Tra gli obiettivi c’é
infatti la distribuzione internazionale dei programmi principali, in
partnership con i principali canali dedicati all’arte di tutto il mondo. La
scelta di puntare, anche in questo caso, sull’eccellenza delle produzioni
originali italiane rappresenta un’ulteriore scommessa sulla professionalità di
tanti giovani talenti, a cui verrà offerta la possibilità di sperimentare nuovi
format e nuovi linguaggi. Sky Arte HD sarà anche una nuova occasione per ‘fare
sistema’, creare sinergie e stringere partnership con istituzioni pubbliche
locali e nazionali, investitori e soggetti culturali per favorire lo sviluppo
di un settore che ha grandi potenzialità e che può dare un contributo alla
ripresa economica del paese.
19
novembre 2012 Scade la seconda fase di presentazione delle offerte non
vincolanti per la vendita di Telecom Italia Media. in corsa ci sono Clessidra, Discovery Channel
e 3 Italia. tando alle indiscrezioni, la società americana di John Malone,
Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe
acquistare solo le due emittenti Tv – La7 e MTV - per 100 milioni di euro, al
netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e
mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G,
avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset.
3-4
dicembre 2012 Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali
(WCIT-12) a Dubai per rivedere le Regole Internazionali sulle Telecomunicazioni
Secondo l’invito del rappresentante italiano Giancarlo Innocenzi Botti la UN Broadband
Commission istituita nel maggio 2010 su iniziativa
congiunta dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) e
dell’UNESCO, allo scopo di promuovere lo sviluppo della banda larga
potrebbe assumere un ruolo di mediazione nell’acceso dibattito che ne è
scaturito. “Sul tema ITR – ha dichiarato - si è aperto uno scontro molto duro
tra lobby, che sta crescendo ogni giorno di più. Il dibattito si gioca tra la
proposta ETNO (ovvero i principali operatori Tlc europei) da una parte e
dall’altra i cosiddetti Over-the-Top (Google, Apple, Amazon, Netflix, Facebook
ecc.) aziende tutte americane accanto alle quali si sono schierati gli Stati
Uniti con uno spiegamento di forze imponente”.
31 dicembre 2012 Si concluderà il processo
di switch over in Italia e nel Regno Unito. Si prevede che oltre il 50% dei
primi televisori sarà collegato ad un ricevitore digitale terrestre a fronte di
un 20-25% collegato ad una piattaforma digitale via satellite e un 10-15% ad
una piattaforma IPTV e meno del 10% ad un’offerta digitale via cavo, mentre
l’incidenza del digitale terrestre sarà più alta sugli altri televisori in casa
31
dicembre 2012 Scade il contratto di servizio triennale 2010-2012 e in
previsione del rinnovo sono esaminati i
risultati dell’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione sul contenuto
degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo avviata
dall’Autorità.
Il rinnovo del contratto di servizio. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun
rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico
e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso
Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo
dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali,
nazionali e locali. A tal fine AGCOM nella sua Relazione annuale osserva: Come
è noto, i mutamenti della fruizione dei contenuti indotti dalla
digitalizzazione e dalla veicolazione degli stessi sulle diverse piattaforme di
trasmissione hanno innescato, in numerosi Paesi europei quali, ad esempio,
Francia, Germania e Regno Unito, il riposizionamento dei servizi pubblici
radiotelevisivi. Il nuovo scenario, che vede molti Stati dell’Unione europea
impegnati nel rinnovamento degli obiettivi del servizio pubblico (politiche di
ridefinizione della missione e dell’identità di servizio pubblico, riorganizzazione,
strategie di innovazione, ecc.), ha suggerito di far precedere la stesura delle
nuove linee-guida da una indagine conoscitiva, volta a intercettare le istanze
e le aspettative sul contenuto degli obblighi di servizio pubblico del prossimo
triennio. L’opportunità dell’indagine trova ulteriore motivazione nel quadro
giuridico comunitario. I cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica
richiedono, infatti, che gli operatori pubblici ridefiniscano, nel rispetto del
mercato e della concorrenza, gli obiettivi di politica pubblica, demarcando i
nuovi confini del servizio pubblico radiotelevisivo in termini di prestazioni e
servizi. In tale direzione, con la Comunicazione 2009/C 257/01 relativa
all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di
emittenza radiotelevisiva, la
Commissione europea ha previsto che gli Stati membri,
rispetto alla diversificazione dei servizi pubblici di emittenza
radiotelevisiva nello scenario digitale, verifichino, attraverso una procedura
di consultazione aperta, la coerenza di ogni nuovo servizio che si valuti come
“rilevante” per i compiti di servizio pubblico radiotelevisivo.
Il
sistema legislativo italiano già ricomprende, nella concessione ex lege del
servizio pubblico radiotelevisivo disposta in capo alla Rai fino al 2016 (art.
49, comma 1, del Testo unico), sia la diffusione circolare di programmi
televisivi e radiofonici con qualsiasi mezzo tecnico sull’intero territorio
nazionale, sia l’offerta di servizi innovativi (art. 45, comma 2, del Testo
unico). L’esigenza rappresentata nella citata Comunicazione 2009/C 257/01 viene
soddisfatta dall’indagine conoscitiva propedeutica alla fissazione delle nuove
linee-guida, che costituisce un’occasione di riflessione pubblica nella
prospettiva di sviluppo dell’offerta della televisione pubblica nei tre ambiti
tematici ai quali la legge ancora la fissazione degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico, cioè, come già detto, lo sviluppo dei mercati, il progresso
tecnologico e le mutate esigenze culturali, nazionali e locali. L’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione
delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico
generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma
4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ha affrontato
diversi quesiti proposti che riguardano, in particolare, i mutamenti
tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a
cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito
cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento
socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza,
ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in
generale, alla programmazione televisiva.”
6 maggio 2016 Scade la
concessione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, affidata alla Rai
ai sensi dell’articolo 49 comma 1 del Testo Unico.