giovedì 25 ottobre 2012

Parte quinta 2001-2020


Cronologia Parte Quinta

L’era del triopolio e l’avvio della transizione dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi in rete

XVII Crisi della seconda Repubblica e consolidamento del sistema
televisivo bi piattaforma con offerte in chiaro e a pagamento

Tra la fine del 2011 e l’inizio del nuovo anno le famiglie dotate di almeno un ricevitore  digitale terrestre nella propria residenza principale hanno raggiunto circa 22,3  milioni, con una crescita di circa 600 mila unità rispetto al dato di ottobre. La penetrazione del digitale terrestre ha interessato, quindi, l’89,5% del totale delle famiglie italiane.  In particolare, nel corso del 2011, il numero delle famiglie in possesso di un decoder o di un televisore integrato è incrementato di circa 2,8 milioni. L’aumento dei canali televisivi disponibili in ragione del passaggio al digitale, ma anche il progressivo affermarsi di nuove modalità di consumo del prodotto televisivo hanno ampliato le scelte del pubblico, maggiormente incline a ricercare contenuti più rispondenti al proprio specifico target di riferimento.

Il 2011 ha visto il lancio di nuovi canali nazionali gratuiti: in particolare, Mediaset ha affiancato a La5, indirizzato ad un pubblico femminile, il nuovo Mediaset Italia 2, canale tematico a target maschile e giovanile. Il palinsesto di Italia 2 è infatti composto da serie TV, film, cartoni animati ed eventi sportivi, oltre alla riproposizione di alcuni programmi TV di Italia 1, a cui la rete è affiliata, e possiede la particolarità di essere suddiviso in zone, ognuna a carattere tematico; tra di esse, degna di nota è la U Zone, realizzata dagli stessi telespettatori attraverso i loro video amatoriali. Da un punto di vista informativo, Mediaset ha lanciato il proprio canale all news, TgCom24, che si affianca a quello di RAI (RAINews 24) e, relativamente alla tv a pagamento, a quello di Sky (SkyTG24). Anche Discovery ha proposto sul digitale terrestre e sulla piattaforma satellitare di Sky un nuovo canale, denominato DMAX, caratterizzato da una programmazione dedicata al pubblico maschile costituita da docu-reality che trattano di motori, disastri, natura, crimini e lifestyle (c.d. factual entertainment). Tra i nuovi canali tematici gratuiti nazionali si segnala anche il lancio da parte del Gruppo L’Espresso di un nuovo canale di musica, Radio Capital Tivù: si amplia, in tal modo, l’offerta televisiva del gruppo che si compone anche del canale musicale Deejay Tv e di

Come già osservato, nel 2011, si è assistito ad una flessione più marcata dell’audience dei canali gratuiti generalisti, accompagnata da uno spostamento dell’utenza verso i canali tematici. Secondo i dati diffusi da Auditel, tra settembre e ottobre 2011, le 6 reti generaliste hanno perso in prima serata, rispetto allo stesso periodo del 2010, il 7,7% complessivo  di share, pari a 2.371.000 telespettatori. La perdita più consistente ha riguardato le due ammiraglie della tv generalista: Rai 1 e Canale 5. Rai 1 è scesa ad uno share del 20% (solo nel 2006 era al 23%), Canale 5 nell’autunno 2011 addirittura sotto il 18%. Ma anche Italia 1, Rete 4 e Rai 2 hanno fatto segnare un calo tra il 4 e il 7%. Le uniche eccezioni sono state rappresentate, invece, da Rai 3 e La7. Il decremento di share è stato, come detto, in parte riassorbito dai nuovi canali dei due principali broadcaster. L’insieme dei canali Rai e Mediaset fruibili solo in digitale terrestre ha, infatti, incrementato l’ascolto delle due emittenti, rispettivamente, del 70% e del 118%. Come già illustrato nella Tabella 2.48, nonostante questa crescita, sia Rai che Mediaset hanno registrato un incremento dell’ascolto medio inferiore a quello del totale TV e questo si è tradotto in una flessione dello share di gruppo.

Da un punto di vista delle risorse economiche, anche quest’anno il quadro competitivo che caratterizza la televisione tradizionale non ha subito mutamenti di rilievo, come si evince dalla Tabella successiva. L’affermazione di nuovi device e lo spostamento dell’audience verso canali maggiormente targettizzati, sebbene indici di un interessante mutamento del panorama generale del settore, non risultano tuttora elementi atti a determinare uno spostamento significativo delle posizioni dei due principali operatori, RAI e Mediaset, che continuano a detenere una quota di mercato superiore all’85%. Nella televisione gratuita la quota di mercato della RAI sale da 45,8% a 46,3%, quella di Mediaset scende da 42,3% a 41,5%, mentre il terzo polo di Telecom Italia Media sale da 2,6% a 2,9%, lasciando tutti gli altri  operatori attestati al  9,3%

A fine 2011, la pay-tv risulta presente nel 37% del totale delle abitazioni televisive e nel 39% delle sole abitazioni digitali. La piattaforma satellitare continua ad essere la prima piattaforma di pay-tv, raggiungendo il 53% circa delle abitazioni pay, mentre il digitale terrestre si attesta sul 41%. Il restante 6% è raccolto dalle altre forme  (IPTV, DVB-H, ecc.). La pay-tv si è confermata, per il 2011, la risorsa più dinamica del settore televisivo, avendo mantenuto, al contrario della pubblicità, un andamento positivo, con i ricavi in crescita anche grazie al contributo delle nuove piattaforme. Il 2011 ha visto Sky giungere al traguardo dei cinque milioni di famiglie abbonate, pari ad una platea di potenziali utenti che supera i 15 milioni. Di tali famiglie, il 67% vede i canali e i programmi della piattaforma in alta definizione e una su tre beneficia della tecnologia PVR (Personal Video Recorder) di MySkyHD. Nel 2011, Sky ha lanciatoSky Go, un nuovo servizio che permette la visione in streaming di circa 20 canali di sport, calcio, news e intrattenimento su iPad e altri tablet di nuova generazione. A fine anno, è nato Sky3D, il primo canale italiano interamente in 3D. Anche Mediaset Premium, grazie a una forte promozione delle proprie offerte e costi più contenuti, ha conquistato nuovi abbonati, e ha quindi conosciuto, nel 2011,  una crescita sostenuta. Per quanto riguarda i dati di audience dei canali a pagamento, si è assistito alla  conferma del primato del calcio (Premium Calcio e Sky Sport 1) e all’affermazione dell’informazione di Sky Tg 24 rispetto ai canali dedicati al cinema.

Il contesto competitivo che caratterizza il mercato della televisione a pagamento vede quindi, anche per il 2011, il netto successo dell’offerta disponibile sulla piattaforma satellitare, mentre l’alternativa più prossima è costituita dal digitale terrestre, che comincia a rappresentare un competitor di rilievo. Tecnologie alternative, quali il DVB-H e l’IPTV, non hanno invece ottenuto risultati apprezzabili e risultano diffuse presso una frangia di pubblico marginale. Come già anticipato, nel prossimo futuro potrebbero invece affermarsi offerte a pagamento di Smart tv connesse alla attesa diffusione delle connected tv, che potrebbero condurre il mercato verso un assetto maggiormente dinamico. Infatti il mercato continua ad essere caratterizzato dalla dominanza di Sky che, sebbene continui a veder ridotta la propria quota rispetto agli anni passati (nel 2009 era pari all’81,5% e nel 2010 al 79,2) mantiene tuttora una quota  superiore al 75% per la preiosione il 77,4% del mercato pay. Nell’ultimo anno, però, l’offerta a pagamento di Mediaset sul digitale terrestre ha continuato a registrare una cresciuta ulteriore, conquistando oltre due punti salendo dal 15,1% al 17,4% delle risorse del mercato televisivo a pagamento, mentre altri operatori risultano in calo dal 3,7% al 3,2%


6 Settembre 2011 Parte il primo canale interamente in televisione tridimensionale Sky 3D. Lo stesso giorno la piattaforma  lancia un nuovo canale Horror Channel. 

7 settembre 2011 Esce Terraferma di Emanuele Crialese

12 settembre 2011 La vita in diretta è condotta temporaneamente da Marco Liorni in attesa del ritorno di Lamberto Sposini

15 settembre 2011 Dopo essere stato più volte modificato il Ministero dello Sviluppo Economico approva  il decreto 15 settembre 2011 “Modifiche al calendario nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con relativo allegato 2”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 21 ottobre 2011.

23 settembre 2011 Sky Italia ha ricevuto dalla Lega Nazionale Professionisti di Serie A la comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione dei diritti tv relativi alla piattaforma satellitare per tutte le partite delle stagioni 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015 della massima serie. Tutte le 380 partite della massima serie saranno sempre disponibili in Alta Definizione, ma l’abbonato Sky potrà seguire i principali incontri anche con l’entusiasmante visione in 3D e, grazie al rivoluzionario servizio SKY GO, vedere la propria squadra del cuore in qualsiasi luogo. Una vera e propria rivoluzione che valorizzerà l’esperienza di visione sia sui  grandi schermi sia sugli schermi più piccoli dei tablet di ultima generazione, garantendo al campionato italiano e a tutte le squadre che vi partecipano la più ampia copertura possibile.

27 settembre 2011 Antonio Di Bella torna Direttore di Rai Tre al posto di Paolo Ruffini(passato a La7). Marcello Masi, superato il limite di interim, è il nuovo direttore del Tg2. Gianni Scipione Rossi direttore di Rai Parlamento, condirettore Simonetta Faverio. Giorgio Giovannetti diventa condirettore di GR Parlamento, Gianfranco D’Anna condirettore del GR 3. Roberto Nepote direttore di Rai Gold

29 settembre 2011. Dopo 22 giornate e 469 tornate, si conclude l’asta per l’assegnazione delle frequenze mobili di quarta generazione (4G) che permettono applicazioni multimediali avanzate e collegamenti dati con elevata banda passante. Allo Stato andranno circa 4 miliardi di euro, un incasso che va oltre le aspettative della legge di stabilità, che prevedeva un introito di 2,4 miliardi di euro. Telecom, Vodafone, Wind e H3g si sono aggiudicati le diverse frequenze per un incasso totale di 3.945.295.100 euro poco meno di 1 miliardo per operatore. Queste, in particolare, le assegnazioni:Frequenza 800: si aggiudicano 2 blocchi a testa Vodafone, Telecom Italia e Wind. Frequenza 1.800 : si aggiudicano 1 blocco a testa Vodafone, Telecom, H3g. Frequenza 2.600: si aggiudica 4 blocchi H3g, 4 Wind, 3 Telecom, 3 Vodafone. La banda 2.000 non è stata assegnata. Grazie a questi accordi, gli operatori potranno sviluppare la prossima generazione di servizi per la trasmissione di dati tramite tecnologia Long Term Evolution (Lte) che porterà ad un utilizzo di internet con velocità maggiori e una qualità più alta. Le frequenze devono essere liberate e rese disponibili agli operatori mobili dal primo gennaio 2013.

30 settembre 2011. Sky Italia raggiunge i 5 milioni di abbonati

7 ottobre 2011 Muore Steve Jobs, primo grande capitano dell’industria dell’immateriale

10 ottobre 2011 Paolo Ruffini diventa direttore de La Sette in sostituzione di Lillo Tombolini.

12 ottobre 2011 AGCOM pubblica Delibera n. 542/11/CONS modifica della delibera n. 423/11/cons recante piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre delle Regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche nonché della Provincia di Viterbo (Aree tecniche nn. 8, 9 E 10).

19 ottobre 2011 In occasione del passaggio delle consegne alla guida della BCE tr Jean Claude Trichet e Mario Draghi emergono profonde divergenze fra Angela Markel ostile ad un intervento della Banca Centrale Europea a sostegno dei Paesi a rischio default e Nicolas Sarkozy favorevole a qualsiasi intervento della BCE per mettere in campo risorse finanziarie a sostegno dell’Euro.

20 ottobre 2011 Malgrado il varo delle manovre estive da parte del Governo Berlusconi il divario fra i rendimenti dei BTP italiani e quelli dei Bund tedeschi rimane sopra qualsiasi livello di guardia. A tre giorni dal Consiglio Europeo l’Italia dopo la Grecia diventa il sorvegliato speciale. Dall’efficacia dei suoi impegni e delle sue misure anticrisi forse dipende la sopravvivenza stessa della crisi.  Angela Merkel chiama Giorgio Napolitano: secondo il Wall Street Journal avrebbe chiesto “riforme più aggressive” dicendosi “preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte per farle”. Insomma lo scopo della telefonata sarebbe stato quello di chiedere la sostituzione di Berlusconi per salvare l’Euro. Secondo il Quirinale invece la conversazione “ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell’euro e in materia di riforme strutturali”. Secondo il Corriere della Sera è probabile che la Cancelliera senza interferire direttamente negli affari politici italiani abbia chiamato il Presidente della Repubblica “per capire quali fossero gli scenari più probabili in caso di paralisi del Governo Berlusconi che agli occhi degli europei mostra molti segnali di avaria”

23 ottobre 2011 Imbarazzo diplomatico in seguito alle risatine espresse nei confronti di Berlusocni in conferenza stampa alla fine del summit di Francoforte da Angela Merkel e da Nicolas Sarkozy.    

3 novembre 2011 In materia di tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettroniche l’Autorità riceve alcune richieste di informazione e chiarimenti da parte della Commissione europea. La Commissione ha preliminarmente osservato che il progetto di regolamento coincide chiaramente con il suo stesso obiettivo di limitare alla fonte la pirateria on-line e che, pertanto, seguirà con grande interesse lo sviluppo nazionale in tale settore. La Commissione non ha eccepito alcun rilievo in ordine alla sussistenza del potere in capo all’Autorità, in quanto autorità amministrativa, ad adottare alcuno dei provvedimenti previsti dalla direttiva sul commercio elettronico. A parte i rilievi di carattere prettamente formale, in ordine alle modalità di presentazione delle segnalazioni, o di tipo redazionale a fini di maggiore chiarezza, la Commissione ha concentrato i propri rilievi sul rispetto del principio di proporzionalità, con particolare riferimento alla tempistica e alle garanzie procedimentali dei soggetti a diverso titolo coinvolti nella procedura, sia quella individuale dinanzi al gestore del sito, sia quella amministrativa dinanzi all’Autorità, e del principio del paese di destinazione che è alla base delle direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE), sul diritto d’autore nella società dell’informazione (2001/29/CE), e della direttiva enforcement (2004/48/CE), con riguardo agli interventi nei confronti di siti esteri e in ordine al livello di coinvolgimento dei fornitori di servizi di accesso, e ha richiamato l’attenzione sul divieto di introdurre nuove eccezioni rispetto a quelle già contemplate dalle direttive sul diritto d’autore.

3 novembre 2011  AGCOM approva la delibera n. 564/11/CONS recante “Provvedimento a seguito della consultazione indetta con la delibera n. 427/11/CONS concernente l’art. 1, comma 2, della delibera n. 70/11/CONS recante “ricognizione delle misure stabilite dalla delibera n. 136/05/CONS del 2 marzo 2005 recante “Interventi a tutela del pluralismo ai sensi della legge 3 maggio 2004, n. 112”. Con la citata delibera, l’Autorità ha confermato la valutazione effettuata nella delibera n. 70/11/CONS relativamente alla perdita di efficacia della misura di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), n. 1), della delibera n. 136/05/CONS a far data dal 14 dicembre 2010, alla luce della situazione a quel momento accertata in relazione allo sviluppo tecnologico intervenuto (art. 1); reso obbligatoria la suddivisione delle attività di raccolta pubblicitaria dei canali diffusi da R.T.I. consistente nella raccolta pubblicitaria delle offerte televisive in chiaro da parte di Publitalia e delle offerte televisive a pagamento da parte di Digitalia fino alla cessazione delle trasmissioni televisive analogiche (art. 2); revocato ex tunc l’articolo 1, comma 2, della delibera n. 70/11/CONS (art. 3).

Il Presidente Napolitano avvia una serie di consultazioni informali con le forze politiche per cercare di trovare una via d’uscita alla crisi e alle ondate speculative che attanagliano l’Italia

La crisi politica dei dieci giorni da Berlusconi a Monti

8 novembre 2011 Berlusconi prende atto che non ha più una maggioranza assoluta ovvero 316 voti. La Camera approva con solo 308 voti il Rendiconto dello Stato. Lo spread tra BTP e Bund supera i livelli di guardia a 497 punti. Berlusconi annuncia che si dimetterà appena approvata la legge di stabilità

9 novembre 2011 Napolitano imprime un’accelerazione alla soluzione della crisi nominando Mario Monti Senatore a vita “che ha illustrato la patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale” dopo una  giornata drammatica in borsa e lo spread salito a 533 punti.

10 novembre 2011 Napolitano convoca Monti al Quirinale. Lo spread scende a 511 punti.

11 novembre 2011 Lo spread scende a 453 punti

12 novembre In seguito alla perdita di alcuni deputati del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi dopo aver convalidato il maxi-emendamento alla legge sulla stabilità approvata con 380 si, sale al Quirinale e conferma quanto previsto quattro giorni prima, ossia che, privo di una maggioranza in Parlamento, si trova costretto a rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri. Subito dopo Napolitano convoca i presidenti delle Camere e del Senato Fini e Schifani

13 novembre 2011. Napolitano prende l’impegno di tentare la formazione di un nuovo governo avviando le consultazioni con tutte le forze in Parlamento ed evitando in questo modo le elezioni anticipate e la conseguente paralisi istituzionale di tre-quattro mesi. Napolitano vuole rassicurare l’Europa e il mondo attraverso un intenso lavoro di sorveglianza e di mediazione interna. In serata incarica il senatore a vita Mario Monti.

14 novembre 2011 Monti puntualizza che l’orizzonte operativo del suo governo è da oggi alla fine della legislatura prevista nella primavera 2013. In borsa lo spread sale a 492 punti.

15 novembre 2011 Dopo l’esclusione di un ingresso dei segretari di partito, anche Letta e Amato vengono esclusi dalla compagine ministeriale. Lo spread sale a 526 punti.

16 novembre 2011 Monti scioglie la riserva e propone al Colle la lista dei ministri per la nomina In leggero ritardo rispetto a quanto previsto il Governo Monti giura al Quirinale. Il Presidente mantiene l’interim dell’Economia, mentre Corradpo Passera diventa Ministro dello Sviluppo Economico. Passaggio di consegne con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. . Lo spread rimane quasi invariato a 519 punti

17-18 novembre 2011 Con il sostegno di PDL PD FLI UDC API e IDV il Governo Monti ottiene la fiducia al Senato con  281 sì, 25 no e nessun astenuto e l’indomani alla Camera con 556 sì, 61 no e nessun astenuto

17 novembre 2011 Con delibera n. 598/11/CONS, l’Autorità avvia la fase istruttoria del procedimento per l’individuazione delle piattaforme emergenti, ai fini della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi ai sensi dell’art. 14, del d.lgs. 9 gennaio 2008, n. 9 e dell’art. 10 del regolamento adottato con delibera n. 307/08/CONS. Puntualizzati i parametri valutativi, l’Autorità ha, in tale sede, svolto l’analisi con riguardo alla televisione digitale terrestre, alla televisione satellitare, alla televisione su rete IP (IPTV), alla televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA), alla televisione via rete DVB-H e alla web-tv, nonché alla televisione analogica terrestre e alla televisione via cavo, e tra esse aveva individuato come piattaforme emergenti la televisione su rete IP, la televisione via rete mobile e la televisione via rete DVB-H.

18 novembre 2011 Esce Scialla (stai sereno) di Francesco Bruni

29 novembre 2011 Ore 20.30. Parte TgCom24, il canale all news di Mediaset

30 novembre 2011 Si concluderà il processo di switch over in Francia

6 dicembre 2011 Il Governo Monti approva il Decreto Legge n. 201. cd Salva-Italia. il governo monti presenta la manovra economica, Fra le misure più importanti della manovra economica la riforma delle pensioni. si passa dal retributivo al contributivo; l’aumento dell'iva. il 2% per le aliquote del 10 e 21% a partire dal secondo trimestre 2012; il taglio alle province; sgravi fiscali per le imprese; ma anche imposte sul lusso e tagli alla politica.. Il Decreto Legge all’Art. 21 il Decreto attribuisce all’Autorità i poteri di regolazione, vigilanza e tutela degli utenti sui servizi postali, precedentemente affidati all’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale, al fine di avere un regolatore indipendente, strutturalmente e funzionalmente separato dall’incumbent (attualmente controllato totalmente dal Ministero dell’economia) . Il compito attribuito all’Autorità è impegnativo: garantire la transizione del settore postale verso una completa liberalizzazione e una progressiva apertura alla concorrenza, obiettivi questi indicati dal quadro normativo comunitario e nazionale (da ultimo, la direttiva n. 2008/6/CE, cd. Terza Direttiva Postale137, recepita a livello nazionale attraverso le modifiche apportate al decreto legislativo n. 261/1999, di seguito Decreto servizi postali).

12 dicembre 2011 AGCOM approva Delibera n. 677/11/CONS avvio del procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno 2010 e la verifica dell’osservanza del limite del 20% di cui all’art. 43, comma 9, del TUSMAR Alla luce della disposizione sopra richiamata, l’Autorità dovrà pertanto verificare che nessun soggetto, direttamente o attraverso soggetti controllati o collegati, consegua ricavi superiori al 20% dei ricavi complessivi del SIC

14 dicembre 2011 Il CdA Rai destituisce Augusto Minzolini dalla direzione del TG1 nominando ad interim Albereto Maccari

20 dicembre 2011 Rilevazione radiofonia. L’esigenza di identificare un modello unitario, relativo sia alla metodologia, sia alla governance, volto a superare le divergenze residuali tra le posizioni dei diversi operatori, induce l’Autorità a emanare la delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011, recante “Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico”. Con tale provvedimento, nel quale sono stati formulati gli indirizzi operativi per l’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, l’Autorità si è riservata di adottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione all’esito sia della predetta consultazione, sia dei lavori del tavolo tecnico appositamente costituito.

21 dicembre 2011 Si concludono regolarmente le operazioni di transizione al digitale nelle aree in Italia previste per lo switch off per il 2011. Sono circa 49 milioni gli italiani che alla fine del 2011 ricevono il segnale televisivo digitale terrestre. Entro il 30 giugno 2012 tutta l’Italia sarà all digital Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha firmato i decreti ministeriali che fissano le date per il passaggio alla tv digitale terrestre nel 2012. In attuazione del calendario nazionale, è stata prevista la seguente tempistica per le regioni ancora da digitalizzare: Abruzzo e Molise (inclusa la provincia di Foggia) dal 7 maggio al 23 maggio; Basilicata, Puglia (incluse le province di Cosenza e Crotone) dal 24 maggio al 8 giugno; Sicilia e Calabria: dal 11 giugno al 30 giugno 2012.

22 dicembre 2011 Corrado CalabròIl Governo Monti riesce a far approvare in via definitiva la legge di conversione del decreto ‘Salva Italia’. In materia di cessione di impianti radiotelevisivi prevede un’importante novità: all’art. 27 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 Testo  Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, si aggiunge il seguente comma 7 bis: “La cessione anche di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi del presente articolo, posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e non rettificabili ai fini tributari”. Tale norma pone fine alla problematica della qualificazione giuridica dei contratti di cessione di impianti con i relativi diritti di uso delle frequenze di trasmissione (se cioè fossero qualificabili come cessione di impianti ovvero come cessioni di azienda o ramo di azienda). Il sopracitato art. 7 bis chiarisce, infatti, che la cessione di uno o più impianti che non ha per oggetto solo le attrezzature (e che quindi comprende anche il diritto di uso delle frequenze di trasmissione) si considera sempre cessione di ramo di azienda (e conseguentemente tale cessione sotto il profilo fiscale sarà soggetta all’imposta di registro e non all’imposta IVA). La norma chiarisce anche che tutti i trasferimenti di impianti e di rami di azienda posti in essere prima dell’entrata in vigore della norma stessa sono validi così come sono stati posti in essere e non sono quindi contestabili e rettificabili dalla Agenzia delle Entrate ai fini fiscali. In questo modo dovrebbero quindi concludersi anche tutti i contenziosi pendenti con l’Agenzia delle Entrate sul punto.

22 dicembre 2011 Il Governo Monti dimezza i componenti delle Autorità.  La legge ‘Salva Italia’ contiene, all’art. 23, una norma per la riduzione dei costi di funzionamento delle autorità indipendenti, (tra le quali è compresa anche l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni). In base a tale norma, il Consiglio dell’Agcom, a partire dalla prossima consiliatura (essendo l’attuale in scadenza nel primo semestre del 2012) verrà ridotto da nove a cinque membri, compreso il Presidente. Conseguentemente, si deve ritenere che il numero dei componenti della Commissione per le infrastrutture e le reti e quello dei componenti della Commissione per i servizi e i prodotti verrà ridotto da cinque a tre componenti per ciascuna delle due commissioni, compreso il Presidente. Infine, la legge ‘Salva Italia’ prevede la soppressione dell’Agenzia per la regolamentazione del settore postale, le cui competenze passeranno alla Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni

31 dicembre 2011 Audimovie. AGCOM include  la società Audimovie che  svolge con regolarità indagini campionarie sulla fruizione del mezzo cinematografico, tra i soggetti realizzatori di indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione sottoposti alla propria vigilanza. Il mezzo cinematografico, infatti, è nel tempo divenuto un efficace veicolo di messaggi pubblicitari, oggetto di investimenti che non si limitano alla mera produzione dell’opera, ma che mirano a più ampie strategie editoriali e commerciali segnate dalla cross-medialità. Audimovie rileva regolarmente i dati sulle presenze nelle sale cinematografiche e quelli relativi ai profili socio-demografici degli spettatori. Le informazioni sono utilizzate per la pianificazione pubblicitaria tenendo conto degli esercizi frequentati dai soggetti del panel e dei film da loro visti. Per la misurazione quantitativa, Audimovie si affida ai dati prodotti da Cinetel, istituto specializzato nella stima del numero di presenze per schermo cinematografico. La raccolta riguarda più di 3.000 sale e oltre 1.000 complessi cinematografici distribuiti in circa 500 città italiane. Il panel adottato da Audimovie è rappresentativo dell’universo famiglie italiane, ed è costituito da 4.000 famiglie per un totale di circa 10.000 individui. L’indagine continuativa fornisce le informazioni relative ai profili dell’utenza del cinema su base mensile, rilevando il totale dei visitatori del cinema e, tra questi, gli utenti che hanno assistito a un film nelle sale appartenenti ai circuiti di diffusione pubblicitaria delle concessionarie attualmente aderenti ad Audimovie: Sipra, Opus e Moviemedia.

31 dicembre 2011 Lorenza Lei in un’intervista al Corriere della Sera a otto mesi dal suo insediamento annuncia che la Rai dopo cinque esercizi di perdite avrebbe raggiunto il pareggio di esercizio grazie ad una prima manovra di 60 milioni varata nel mese di maggio. Complessivamente la Rai avrebbe tagliato negli ultimi quattro esercizi 2008-2011 costi esterni per 250 milioni di euro. Il nuovo piano di tagli di 85 milioni di euro per il 2012 avvia un triennio di necessario risanamento strutturale dei costi dell’azienda,  gravato dai costi di grandi eventi sportivi. Sul piano organizzativo razionalizzazione delle testate con l’accorpamento di Rai News 24, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Il nuovo canale all news – privo peraltro degli 800 giornalisti della Testata Giornalistica Regionale che rimane fuori dall’accorpamento – “offrirà informazione continua regionale, nazionale e internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle singole testate e dei canali”. “L’azienda continuerà ad accompagnare il cambiamento del Paese mutando la narrativa televisiva: nei linguaggi, nei toni e nei contenuti. Per l’estero la nostra missione è raccontare un Paese pieno di gente che lavora, studia, si impegna, rischia in prima persona, superando gli stereotipi”. “Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale e produttivo” con prime serate che puntano “a slot di un’ora-settanta minuti… a vantaggio dei canali, che ritroveranno seconde e terze serate. Basta con gli studi sontuosi: pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia ed aprire finestre sul mondo”

31 dicembre 2011 Dai dati sulla programmazione nel 2011 dei generi predefiniti dal contratto di servizio emerge che Il genere a cui le reti generaliste riservano più ampio spazio è l’informazione (27,02% sul totale della programmazione), mentre l’offerta specializzata risulta particolarmente ricca di “Programmi e rubriche di promozione culturale” (24,43% sul totale della programmazione). In effetti la quota di programmi Rai di Informazione e approfondimento generale è stata del  27,02 sulle tre reti generaliste e del  6,09& sui canali specializzati; quella di Programmi e rubriche di servizio del 10,54% sulle tre reti generaliste e di solo lo  0,06% sui canali specializzati; quella dei programmi e rubriche di promozione culturale del 9,77% sui canali generalisti e del 24,43% su quelli specializzati; quella dell’ Informazione e programmi sportivi del 4,56% sui tre canali generalisti e del 19,45% su quelli specializzati; quella dei Programmi per minori dell’ 8,83% sui canali generalisti e del 18,74% su quelli specializzati; mentre la quota di Produzioni audiovisive italiane ed europee  È stata dell’11,84% sui tre canali generalisti e del 16,92% su quelli specializzati. Complessivamente la quota dei sei generi predefiniti dal contratto di servizio è stata del 72,56% sui tre canali generalisti e dell’85,69% su quelli specializzati.
Quanto ai dati di traffico e offerta multimediale  trasmessi dalla Rai all’Autorità (art. 11, comma 3) risulta che nel 2011 il portale Rai ha raggiunto 1.508 milioni di pagine viste, con medie mensili pari a 8,1 milioni di utenti unici (10% di crescita sul 2010), e 125,7 milioni di pagine viste (10% di crescita sul 2010) L’informativa sui dati traffico trasmessa da Rai all’Autorità contiene anche una dettagliata illustrazione dell’offerta editoriale web. Gli interventi più innovativi condotti in tale ambito nel corso del 2011 hanno riguardato l’accesso all’offerta multimediale degli utenti con disabilità sensoriale uditiva, (art. 13, comma 3), il lancio delle prime applicazioni Rai su Mobile e Tablet, la sperimentazione di offerte editoriali dedicate alle Smart tv e alle piattaforme MHP (Multimedia Home Platform), l’arricchimento e la riorganizzazione della Area Junior (dedicata ai minori), la presenza su YouTube e il presidio sui social network.

31 dicembre 2011 Effetto Mentana su La Sette: il TG raddoppia gli ascolti conquistando quasi 5 punti di share (dal 5% al 9,6%) a scapito del TG1 (23,6%) e del TG5 (20,1%)

31 dicembre 2011 Scade il vincolo che impedisce a Sky Italia di trasmettere via digitale terrestre. Torna di nuovo la pressione degli attori internazionali contro l’assegnazione in regime di beauty contest delle sei frequenze  dividendo digitale interno che si intreccia con l’assegnazione dei canali da 61 a 69 (dividendo digitale esterno) e gestori di servizi mobili di nuova generazione.  

31 dicembre 2011 Nel 2011 il digitale terrestre è cresciuto di 11 punti. L’Osservatorio dello Studio Frasi rileva come la trasformazione da analogico a digitale sia avvenuta sostanzialmente in soli due anni. A fine 2008 la televisione era seguita in modalità digitale terrestre per appena il 4,9% del tempo complessivo, a fine 2011 siamo al 70%. Il 2009 è stato l’anno del convincimento che la vecchia TV sarebbe davvero diventata digitale, il 2010 quello del sorpasso sull’analogico, il 2011 quello del consolidamento, l’anno in cui tutte le regioni, anche quelle non ancora passate attraverso lo switch-off, hanno notevolmente incrementato l’utilizzo della televisione digitale terrestre.

31 dicembre 2011 Secondo IT Media Nel 2011, pur risentendo della crisi, l'industria televisiva dell’Europa occidentale è comunque riuscita a raggiungere 94,3 miliardi di euro, crescendo di un +2,7% su base annua, che seppur ampiamente inferiore al +5,6% nel 2010, rappresenta pur sempre un risultato incoraggiante, date le premesse. La pubblicità risente più delle altre risorse della crisi, chiudendo con un dato negativo (-1%) a cui però fa riscontro un +5,7% di tutti i ricavi provenienti direttamente dall’utente finale. Questi sono dominati ancora dagli abbonamenti, anche se nuovi nodelli di business e nuove modalità di fruizione spingono verso una maggiore personalizzazione dell’offerta, quali ad esempio il Video on Demand. In particolare nel mondo della pay-TV, saturato il mercato di chi accede a questa tipologia di servizi destinata agli alto spendenti, la politica degli operatori consolidati è di incrementare i ricavi per abbonato attraverso l’ampliamento dei servizi anche su nuove piattaforme e device (vedi Sky Go) e di fidelizzare ancor più i propri abbonati per ridurre il tasso di abbandono (churn). Questo stato di cose produce tendenze eterogenee, perché in questo settore entrano nuovi attori e nuove modalità di offerta si affermano (pacchetti a pagamento “light”, servizi di intrattenimento di prossima generazione, come stanno facendo ad esempio Virgin Media e Netflix in UK). La TV ad alta definizione ha dato un grosso contributo al successo delle offerte digitali in chiaro e a pagamento. Nel 2011 sono più di 500 canali HD di diverso genere in Europa. Oltre la metà sono simulcast di canali SD esistenti. Sport e film sono i generi più popolari, rispettivamente il 18% e il 19% dei canali HD. Tra i driver dell’HD è la crescente diffusione di apparati (TV e STB) che incorporano questa funzionalità a costi sempre minori. É prevedibile una seconda ondata di switch-over dopo il 2016, quando l’HD diventerà la nuova “standard definition”

31 dicembre 2011 Il 2011 sarà ricordato come l’anno della consacrazioneFacebook vs Google dei social media, in cui tutte le informazioni condivise online sono diventate più grandi della somma delle parti, creando un nuovo strato di intelligenza a cui tutti possono attingere: inserzionisti e…hacker primi fra tutti. Condividere opinioni, foto, video o aggiornare il proprio stato non è più soltanto un’operazione autonoma ma un’attività integrata in altre cose e per consigliare un contenuto non c’è più bisogno di collegarsi a Facebook perché sono sempre più numerosi i siti che sono connessi all’Open Graph del social network e consentono di cliccare ‘mi piace’ direttamente dalla pagina dell’articolo. Anche Google ha lanciato un servizio simile, così che i contenuti consigliati dagli amici appaiono più in alto nei risultati di ricerca: archiviato il fallimentare progetto Buzz, la società ha lanciato nel 2011 Google+, un servizio che integra la condivisione di informazioni in molti dei servizi di Google. I dati generati da queste condivisioni, nel frattempo, hanno contribuito a creare nuovi business model, semplificando il lavoro degli inserzionisti che vogliono offrire pubblicità mirate sul gusto e sulle abitudini degli utenti. Nuovi modelli che hanno anche contribuito anche a mettere il turbo alle strategie pubblicitarie di Facebook, la cui la cui quotazione in borsa delle azioni  IPO sarà uno degli avvenimenti del 2012 dopo un 2011 di quotazioni in chiaroscuro.  Il 2011  ha visto infatti l’ingresso in Borsa di molte web company più o meno emergenti –  Zynga,  Groupon,  Pandora,  Zillow,  Linked In  e Renren per citare le più famose – il cui andamento, però, conferma un certo scetticismo circa la reale sostenibilità del livello di crescita di queste aziende. il 2011 è stato anche l’anno del connubio social network-politica: da strumenti di comunicazione ‘ciarliera’ i social media sono diventati amplificatori del dissenso di una generazione di ‘protester’ – e portabandiera della libertà di espressione contro i regimi autoritari.

31 dicembre 2011 L’anno delle commemorazioni del Cento cinquantenario dell’Unità d’Italia  si conclude con la dura manovra finanziaria varata dal governo Monti con riforma delle pensioni, tagli di spesa pubblica e forti aumenti di benzina e bollette energetiche in un quadro di persistente crisi politica europea dell’Euro e di scontro all’interno dell’asse franco tedesco sul ruolo della Banca Centrale Europea fra chi come Sarkozy spinge affinché essa metta in campo tutte le risorse necessarie per salvare la moneta unica saltando i vincoli previsti dalla Statuto e la cancelliera tedesca Merkel che respinge duramente l’idea di fare della Banca Centrale una sorta di bancomat per ripianare le allegre gestioni dei paesi che rischiano la bancarotta a cominciare dalla Grecia e dall’Italia. In questo contesto la classe politica italiana sembra di nuovo subire passivamente come i partiti della prima repubblica al momento dello scoppio di Tangentopoli la crisi italiana che da economica diventa inevitabilmente anche politica. Lo testimonia anche l’atteggiamento di scarsa attenzione nei confronti delle grandi manovre nel mondo delle comunicazioni: da quella sulle frequenze  al varo delle misure di austerità per la Rai e alla voci di dimagrimento di Mediaset con la possibile cessione di Endemol e di quote della consociata Telecinco. Mentre non si capisce che intenzioni abbia il gruppo Telecom nei confronti de La Sette uscita molto rafforzata sia in termini di ascolti sia soprattutto di credibilità grazie al telegiornale di Enrico Mentana e alla nuova programmazione affidata a Paolo Ruffini. L’obiettivo è vendere un’azienda più solida o costruire attorno a La Sette e a MTV Italia un quarto polo televisivo?

31 dicembre 2011 Continua nel 2011 la crescita degli schermi digitali in Europa, stimati in circa 18.500, con un incremento del 79% rispetto alla fine dell’anno precedente, quando erano 10.338. Con oltre il 50% degli schermi totali passati alle nuove tecnologie, l’Europa ha ormai raggiunto il “tipping point”, il giro di boa nel processo di digitalizzazione.

31 dicembre 2011 Nel secondo trimestre dell’esercizio 2011-2012 crescono di 23 mila unità gli abbonati alla prima pay tv italiana. Sky Italia chiude l’anno con 5 milioni e 30 mila abbonati e un risultato operativo di 6 milioni di dollari a fronte di perdite di 12 milioni di dollari nell’esercizio precedente. Anche Sky Deutschland è in crescita superando i 3 milioni di abbonati pur rimanendo in perdita. Il pareggio d’esercizio è previsto per il 2013.

31 dicembre 2011 Sorpasso del satellite in Germania Secondo i dati di Astra in Germania cresce di 1 milione la penetrazione della ricezione diretta da satellite stimata in 17,5 milioni di famiglie televisive che avrebbe superato quella del cavo, che sarebbe scesa a 17,3 milioni a causa anche delle difficoltà di riconversione al digitale dei circuiti. Delle famiglie DTH solo 1,8 milioni sarebbero quelle dotate ancora di ricevitore per segnali analogici (erano ancora 3 milioni alla fine del 2010). Anche la ricezione digitale terrestre risulterebbe in calo (- 180 mila famiglie) a 1,8 milioni mentre in crescita a 1,3 milioni (+ 330 mila) la tv su rete adsl. Complessivamente il 90% delle famiglie televisive sarebbero passate al digitale

31 dicembre 2011 Nel 2011, i ricavi degli operatori di telecomunicazioni sono cresciuti complessivamente del 7% a quota 1,9 trilioni di dollari da 1,8 trilioni del 2010. La crescita deriva dal recupero registrato sia sul versante del fisso che su quello del mobile, cresciuti rispettivamente del 3% e del 10%.  La crescita più forte, tuttavia, è da ascrivere ai paesi BRIC  (Brasile Russia India e Cina) (+14%), mentre i risultati più deboli sono quelli registrati in Europa e ex Russia (+3%). Complessivamente gli investimenti industriali sono  cresciuti del 9% a 306 miliardi dollari. Tra i primi 10 operatori in termini di investimenti industriali ci sono due operatori americani (AT&T, Verizon), i tre principali operatori cinesi, il giapponese NTT DoCoMo e 4 operatori europei (Deutsche Telekom, Telefonica, Vodafone e France Telecom). I primi 20 operatori nella classifica capex 2011 hanno generato poco meno del 60% dei ricavi e degli investimenti industriali. I primi 20 operatori nella classifica capex 2011 hanno generato poco meno del 60% dei ricavi e degli investimenti industriali.

31 dicembre 201  YouTube la piattaforma acquistata da Google nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari  ha generato nel 2011 ricavi per 2,4 miliardi di dollari . Secondo alcuni analisti genererà 3,6 miliardi di dollari di ricavi nel 2012.


Il Mercato italiano delle comunicazioni elettroniche alla fine del 2011. Reti:

31 dicembre 2011 Il mercato italiano delle telecomunicazioni come sottolineato dalla Relazione annuale AGCOM è stato caratterizzato nel 2011, da una contrazione sia nel mercato fisso che in quello mobile,  evidenziando come sia proseguita la contrazione dei ricavi lordi conseguiti dagli operatori di telecomunicazione - a 40,59 miliardi di euro (-3,7% a fronte del -3,4% del 2010) - con la rete fissa che registra una contrazione superiore a quella rilevata per la rete mobile. Il mercato italiano delle telecomunicazione ha conosciuto un decremento del 2,6% della spesa dell’utenza residenziale e affari Rete fissa e mobile scesa da 32,56 miliardi nel 2010 a  31,72 miliardi di euro nel 2011 (di cui 14,78 miliardi per servizi da rete fissa e 16,94 miliardi da rete mobile. Leader delle telecomunicazioni rimane Telecom Italia con una quota di mercato scesa dal 48,6% al 47,4%, seguito dal Gruppo Vodafone in leggera crescita dal 21,3% al 22,0% alla stregua del terzo attore Wind salito dal  13,8% al 14,4%. In calo o stazionari gli altri attori, Fastweb scesa dal 5,1% al 4,9%, H3G dal 4,2% al 4,1%, BT Italia fermo al 2,7%, mentre gli altri raccolgono complessiva,mente solo il 4,5%

L'incidenza del settore sul PIL è scesa dal 2,71% al 2,57%, negli investimenti è diminuita dal 4,16% al 3,98% e nella spesa delle famiglie è passata dal 2,31% al 2,21%. Tendenze che si osservano ormai da qualche anno e che vengono accentuate dal  deterioramento del quadro macroeconomico e da elementi quali la riduzione della spesa di famiglie e imprese in servizi di telecomunicazione; la costante riduzione dei prezzi dei servizi; la contrazione dell’11,7% nel numero di minuti consumati (mentre il traffico voce originato dalle reti mobili è cresciuto di un ulteriore 10%). Tra gli altri elementi la diffusione dei servizi broadband su rete fissa e mobile che ha prodotto una ulteriore crescita degli introiti derivanti da servizi dati; l’ulteriore crescita del  comparto della telefonia mobile virtuale, ma con segnali di saturazione del mercati; l’erosione della quota di mercato complessiva di Telecom Italia.. In Europa, i ricavi per il 2011 del settore tlc sono stimati in 301,4 miliardi di euro con una perdita rispetto al 2010 dello 0,8% legata soprattutto alla riduzione dei ricavi del segmento della telefonia fissa pari al 7,6%. “Lo stesso aumento dei ricavi della telefonia mobile (0,9%) e del comparto dati (2,6%) – stimati, rispettivamente, in 161 miliardi di euro e 71 miliardi di euro – deve essere ponderato, considerando che in termini percentuali si tratta di un incremento più contenuto rispetto agli anni precedenti”, spiega l’Agcom. Il numero di utenti abbonati a servizi è pari a 1.504 milioni (circa 30 milioni in più rispetto al 2010). Di questi gli abbonati a servizi dati a banda larga e ultra larga sono 213 milioni (+3,6%), il numero di SIM attive è 1.031 milioni (aumento del 3,5%), le utenze di telefonia fissa 260 milioni (in diminuzione del 4,7%).

Banda larga in Italia La crescita della banda larga è proseguita ma a un ritmo molto più rallentato con un  incremento di solo 380 mila unità, attestandosi a 13,5 milioni di utenze collegate alla fine del 2011 (erano 12,1 milioni nel 2009 e 13,1 milioni nel 2010). La diffusione della larga banda sul territorio nazionale registra ritardi rispetto agli altri paesi europei, in parte dovuti a fattori infrastrutturali, come ad esempio la mancanza di un rete “cable”. Alla fine del 2011 la penetrazione della larga banda su rete fissa raggiungeva poco piu del 22% degli italiani, contro una media europea di quasi il 28% su cui incidono positivamente i valori conseguiti in Francia (23,2 milioni di utenti pari al 35,7% degli utenti,  Germania con 27,3 milioni pari al 33,4% e Regno Unito con 19,8 milioni di utenti pari al 31,7%.  Con solo 13,4 milioni di utenti collegati a reti a banda larga pari al 22,2% l’Italia rimane di oltre 5 punti percentuali sotto la media dell’Unione europea dove la penetrazione della banda larga  interessa il 27,8% degli utenti  


Il Mercato italiano delle comunicazioni elettroniche alla fine del 2011: contenuti e servizi veicolati

Nel 2011, il settore complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei ricavi derivanti da offerte a pagamento) ha fatto registrare, in termini nominali, una sostanziale stabilità (+0,5%, che equivale a una contrazione in termini reali di oltre due punti percentuali), dopo la contrazione registrata nel 2009 (-6%) e la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il risultato di due dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali (televisione tradizionale, stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro si è assistito alla crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al mondo internet 2.0. Il 2011 ha visto, quindi, l’affermarsi di forme di accesso alla rete e di fruizione dei contenuti on line non più legate strettamente al computer, ma fruibili attraverso device di maggiore appeal per il pubblico italiano, come gli smartphone, i tablet e le connected tv

Un primo dato interessante è rappresentato dal fatto che, mentre taluni mezzi hanno seguito un’evoluzione discontinua e fortemente influenzata dalla congiuntura economica, alcuni mercati sono cresciuti progressivamente e altri, infine, hanno visto un costante arretramento delle proprie posizioni.

La televisione gratuita è un esempio emblematico di andamento congiunturale, poiché, sebbene abbia continuato negli anni a rappresentare il mezzo in grado di attrarre più risorse economiche, ha fortemente risentito della crisi del 2009, ed ha conosciuto, come gli altri mezzi, una ripresa nel 2010, per poi subire ancora la flessione generale del 2011, dovuta principalmente alla drastica diminuzione degli investimenti pubblicitari

Diversamente, la televisione a pagamento ha mostrato un andamento costantemente crescente negli anni, a dimostrazione dell’interesse sempre più marcato del pubblico verso una programmazione fortemente targettizzata e di particolare appeal. Infatti, nell’ultimo anno la componente televisiva tradizionale, legata al palinsesto generalista, ha cominciato a mostrare una certa sofferenza in termini di ascolti, mentre hanno registrato un maggiore dinamismo i nuovi canali tematici diffusi sul digitale terrestre. Tale tendenza va letta unitamente al crescente successo di nuove forme di fruizione dei contenuti televisivi, che dimostrano l’esigenza sempre più avvertita dell’utente di contenuti più personalizzati e consumabili quando e dove si vuole.

A ulteriore riprova della rilevata complementarietà tra televisione (in particolare quella in chiaro) e radio, si evidenzia come quest’ultimo mezzo abbia presentato negli anni il medesimo andamento della televisione gratuita, cavalcando il trend positivo del 2008 e del 2010, ma perdendo risorse negli anni caratterizzati da una congiuntura negativa, come il 2009 e, in misura minore, il 2011.


Editoria quotidiana e periodica. Mentre per la stampa periodica possono valere le medesime considerazioni testé svolte per la radio, la stampa quotidiana è apparsa in costante declino dal 2008 ad oggi. Tale declino è risultato sempre più evidente nel 2011, anno in cui la stampa tradizionale ha subito un’ulteriore forte contrazione sia in termini di copie vendute che di ricavi pubblicitari. Sul fronte dell’editoria quotidiana, le aziende hanno visto una riduzione cospicua del proprio margine operativo lordo. La flessione degli introiti pubblicitari ha inciso significativamente sui ricavi dell’editoria quotidiana, mentre, nonostante il calo nella diffusione del prodotto, i ricavi da vendita di copie hanno tenuto grazie agli aumenti di prezzo intervenuti nel biennio 2010-2011. Al contrario, i lettori di quotidiani e periodici su internet, nelle relative applicazioni fisse e mobili (pc, smartphone, tablet), sono risultati in forte crescita, a dimostrazione del perdurante interesse del pubblico per l’informazione, la cultura, l’intrattenimento e la lettura.

Proprio internet appare il mezzo che, negli anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in linea con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il nostro Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono connesse le maggiori potenzialità (cfr. par. 2.2.4). Come già osservato, a fronte di un calo consistente della carta stampata in termini di copie vendute, i lettori mostrano una marcata affezione per la fruizione on line delle medesime testate, inducendo gli editori a rimeditare le proprie politiche di business, offrendo il medesimo prodotto sui nuovi media digitali. Allo stesso modo, a fronte di una cospicua riduzione della raccolta pubblicitaria sui diversi mezzi, la raccolta pubblicitaria on line ha presentato, anche nell’ultimo anno, un trend fortemente positivo. Anche l’offerta di servizi media audiovisivi su web (SMA) sta conoscendo una decisa proliferazione, mentre continua il successo dei video, che risultano in crescita già da qualche anno.

A fronte del diverso andamento tra mezzi tradizionali e nuovi media, il peso dei due ambiti rimane ancora assai diseguale. Emerge, infatti, come le risorse attratte dai nuovi media (circa 10% nel 2011), seppur in costante crescita, risultino ancora fortemente  sproporzionate rispetto al peso dei mezzi tradizionali (90%)

L’AGCOM osserva come “i media costituiscono mercati distinti, ma collegati fra di loro, e presentano una struttura a due versanti. Nel primo versante, i consumatori soddisfano, attraverso il mezzo di comunicazione (televisione, stampa, radio, internet etc.) le proprie esigenze di informazione, comunicazione e intrattenimento. Nel secondo, gli inserzionisti di pubblicità domandano spazi pubblicitari all’editore del mezzo di comunicazione per promuovere i propri prodotti ai consumatori finali in cambio di un numero di contatti pubblicitari realizzati dal mezzo stesso. In questo senso, gli editori dei vari mezzi di comunicazione rappresentano delle piattaforme che mettono in comunicazione i due versanti dei mercati dei media, consumatori, da un lato, inserzionisti, dall’altro.”

Televisione. Nel mercato televisivo si conferma il "triopolio" Mediaset/Sky Italia/Rai, che continuano a detenere oltre il 90% delle risorse complessive del settore scese complessivamente da 9,024 nel 2010 a 8,894 miliardi di euro nel 2011. In valori assoluti  le tre emittenti registrano una flessione dei ricavi su base annua principalmente imputabile alla contrazione dei ricavi pubblicitari, con Mediaset (in calo da 2,433 a 2,348 miliardi per la pubblicità e in crescita da 458 a 516 milioni per le risorse pay) e Rai (in calo da 946 a 891 milioni per la pubblicità ma in crescita con il canone da 1,586 a 1,607 miliardi) che guadagnano peso sul totale rispetto a Sky. in leggero calo, che vede le proprie risorse pubblicitarie scendere da 268 a 244 milioni e le risorse pay da 2,437 a 2,412 miliardi
In controtendenza, unica azienda a registrare una crescita dei ricavi pubblicitari da 154 a 160 milioni nel 2011 è Telecom Italia Media controllata di Telecom Italia in fase di vendita. In termini di variazioni percentuali Mediaset registra nel 2011 una flessione dello 0,9% dei ricavi televisivi (-3,5% dei ricavi pubblicitari, +12,7% da offerte pay), al primo posto con un'incidenza del 32,2% sul totale delle risorse televisive. Sky Italia fa segnare una contrazione dell'1,8% dei ricavi (-9% pubblicità, -1% offerte pay), al secondo posto con un'incidenza del 29,9% sul totale. Rai presenta un calo dell'1,3% dei ricavi (+1,4% canone, -5,9% pubblicità), attestandosi al terzo posto con un'incidenza del 28,5% sul totale. TI Media, grazie alla performance di La7, vede nel 2011 una crescita del 4,1% dei ricavi pubblicitari televisivi, ma rimane con un'incidenza dell'1,8% sul totale. Tutti gli altri operatori di televisione in chiaro e a pagamento registrano un calo del 3,8% dei ricavi e detengono una fetta della torta dei ricavi pari al 7,6%..e presentano quote individuali tendenzialmente in calo e largamente inferiori a quella del quarto gruppo televisivo italiano. Nel quinquennio 2007 2001 i dati elaborato da Mediobanca evidenziano come la raccolta pubblicitaria di Mediaset scende da 3,846 miliardi di euro nel 2007 a 3,39 miliardi nel 2008, 2,885 miliardi nel 2009, prima di risalire a 3,242 miliardi nel 2010 e 3,301 miliardi nel 2011. Quella della Rai da 1,235 miliardi di euro nel 2007 a 1,188 miliardi nel 2008, 988 milioni nel 2009, prima di risalire anch’essa a 1,029 miliardi nel 2010 ma calare vistosamente a 965 milioni nel 2011. La pubblicità raccolta da Sky Italia sale da 181 milioni dieuro nel 2007 a 220 milioni nel 2008, 221 milioni nel 2009 e 272 milioni nel 2010 prima di scendere a 262 milioni nel 2011. Quella infine raccolta sulle reti di Telecom Italia Media scende da 239 milioni nel 2007 a 184 milioni nel 2008 e 185 milioni nel 2009, prima di risalire leggermente a 195 milioni nel 2010 e 194 milioni nel 2011.

Televisione.  Ascolti. Anche nel 2011, nonostante la flessione dell’audience che ha interessato le emittenti generaliste, l’analisi dinamica dei dati di ascolto – basata sullo share nel giorno medio  – mostra come le posizioni degli operatori storici siano tuttora caratterizzate da una incontrastata predominanza. In particolare, rispetto al 2010, RAI continua a superare il 40%, nonostante la perdita di un punto percentuale, mentre Mediaset ha registrato un decremento del 2%, attestandosi sul 35,3%. Tale perdita è da ascriversi principalmente alla flessione dei sei canali generalisti delle due emittenti (RAI 1, RAI 2, RAI 3, Rete 4, Canale 5 e Italia 1), il cui share medio giornaliero è passato dal 73% del 2010 al 67% del 2011. Questa perdita, di quasi 6 punti percentuali, è stata solo in parte recuperata attraverso la crescita della quota di ascolto realizzata da Rai e Mediaset attraverso i rispettivi canali tematici (superiore all’8% nel 2011, con un incremento di oltre 3 punti percentuali rispetto al valore dell’anno precedente). I due operatori raggiungono quindi, tuttora, il 75,5% dell’audience.

Rispetto agli operatori storici, il percorso delle altre emittenti terrestri appare in ascesa, registrando, nell’ultimo anno, un incremento dell’1% e passando quindi dall’11,3% del 2010 al 12,4% del 2011. In particolare, La7 ha incrementato in un anno la propria quota di ascolti dal 3,07% al 3,87%, mentre la rimanente crescita è stata dettata dall’affermazione di alcuni canali tematici in chiaro. Allo stesso modo, le emittenti satellitari hanno proseguito la propria ascesa, soprattutto grazie all’offerta sempre più articolata della piattaforma Sky, conquistando nell’ultimo anno un risultato tanto più significativo se rapportato alla flessione delle principali emittenti terrestri.

Nel 2011, gli ascolti dei canali del bouquet a pagamento di Sky (comprensivi dei canali di Fox) sono passati, infatti, dal 4,9% al 5,2%, mentre il satellite, complessivamente considerato, ha raggiunto quasi il 12% dell’audience share media. Su questo fronte, si segnala anche la lenta crescita della piattaforma satellitare gratuita Tivusat, nata con lo scopo di raggiungere le aeree non coperte dal digitale terrestre, che sta conquistando la propria fetta di mercato. Pertanto, dal punto di vista dell’audience, emerge, da un lato, una certa inerzia nelle posizioni degli operatori (con i primi due che ancora detengono tre quarti degli ascolti, ed i primi quattro circa l’85%), dall’altro lato, un declino dei canali generalisti a fronte della decisa affermazione dei canali tematici, evidenziando un interesse degli spettatori per programmi maggiormente rispondenti al proprio target di riferimento

Radiofonia Il mercato radiofonico, anche in rapporto agli altri mezzi di comunicazione, si caratterizza per una preponderante ricezione in mobilità; tale fenomeno influisce direttamente sulle modalità di fruizione e quindi sui picchi di ascolto della radio nel corso della giornata, che si concentrano nelle fasce orarie del c.d. drive time (7-10 e 16-21) e, di conseguenza, condizionano la programmazione editoriale delle emittenti. In questo senso, l’ascolto radiofonico tende a seguire quello televisivo perché effettuato in momenti e luoghi (soprattutto in mobilità o in ufficio) in cui la visione televisiva è impossibilitata. In quanto tale, la radio rappresenta, tradizionalmente, un mezzo complementare a quello televisivo, sia dal lato utenti, sia sul versante degli inserzionisti. Ciò spiega anche l’esistenza di un certo grado di integrazione dell’offerta, con la presenza di player nazionali attivi sia nella radio che nella televisione (RAI, Fininvest, Gruppo Editoriale L’Espresso). Nell’ultimo anno, il mezzo radiofonico ha conosciuto una forte declinazione sui media digitali – web, televisione e mobile – risultando, in Europa, il paese in cui l’uso del web per ascoltare o scaricare contenuti radiofonici e musicali è maggiormente diffuso, come anche l’ascolto in mobilità attraverso i cellulari. L’emittenza radiofonica sta quindi sperimentando uno sviluppo in chiave multimediale sia con la costruzione di canali televisivi veri e propri, sia attraverso l’uso sempre più frequente di video anche sulle piattaforme on line.

Offerta radiofonica. Il panorama dell’offerta radiofonica nazionale risulta tuttora caratterizzato in modo preponderante dalla presenza di grandi gruppi multimediali attivi anche nel versante della raccolta pubblicitaria: a) Gruppo Finelco (partecipazione di RCS Mediagroup)  con Radio 105, Rmc Radio Montecarlo E Virgin Radio; b) Gruppo Editoriale L’Espresso con Radio Capital, Radio Deejay E M2o;  c) Monradio (Mondadori/Fininvest) con Radio R 101); d) Il Sole 24 Ore con Radio 24,  unitamente alla RAI Radiotelevisione Italiana  con Radiouno; Radiodue; Radiotre; Isoradio Notturno Italiano e Gr Parlamento. Nel settore radiofonico risultano anche presenti alcuni operatori commerciali indipendenti (come RTL 102,500 hit Radio, Radio Dimensione Suono e Gruppo Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss), ed emittenti non commerciali che coprono un particolare segmento di ascolto (Associazione Radio Maria e Radio Radicale). A livello locale, si segnala l’esistenza di una moltitudine di realtà che coprono bacini di utenza più o meno vasti, conquistando quote di ascolto talvolta significative.

Mercato radiofonico. Nel 2011, il mezzo radiofonico ha conosciuto, in particolare nel primo trimestre, una decisa contrazione dei ricavi pubblicitari. L’andamento registrato non solo è apparso in controtendenza rispetto alle performance del mezzo degli ultimi anni, ma ha coinvolto la radio anche in maniera superiore rispetto all’andamento complessivo del settore. Infatti, se si procede ad un’analisi dinamica del valore del mercato negli ultimi sei anni precedenti il 2011, si osserva che, i ricavi da pubblicità dal 2005 al 2008 hanno sempre registrato un andamento positivo, mentre nel 2009 si è assistito ad una lieve contrazione. Infatti, i ricavi derivanti dalla raccolta sono cresciuti dal 2005 al 2008 del 34,4%, mentre tra il 2008 e il 2009, gli stessi si sono ridotti del 3,4%. Nel 2010, il fatturato pubblicitario ha invece conosciuto nuovamente un andamento positivo, con un incremento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Nel corso del 2011 invece, il valore della pubblicità radiofonica si è ridotto di oltre il 6%.In particolare, la ripartizione delle risorse vede una variazione poco significativa dei ricavi derivanti dal canone saliti al 14,2% (+1,4%), a fronte della forte riduzione del fatturato pubblicitario (-6,6%), che continua comunque a rappresentare di gran lunga la principale risorsa del settore (79,1%). Complessivamente il mercato radiofonico si è quindi contratto di oltre il 5%. I primi cinque operatori detengono complessivamente oltre la metà delle risorse totali. Tuttavia  la struttura del mercato radiofonico si presenta sostanzialmente concorrenziale. Il principale operatore è la RAI che raccoglie, grazie in particolare al finanziamento delle attività di servizio pubblico tramite canone, il 22% circa delle risorse pubblicitarie, seguono il Gruppo L’Espresso, con una quota di mercato di poco inferiore al 13% e il Gruppo Finelco con il 10,4%. Le emittenti radiofoniche indipendenti, RTL e RDS, detengono invece una quota pari a circa il 7%. Vi sono poi altri operatori come Mondadori e il Sole 24 Ore che presentano quote marginali, al di sotto del 5%, cui si affiancano altri soggetti a carattere prevalentemente locale che raccolgono oltre un terzo delle risorse (34,6%). Quanto sinora considerato mostra che l’attuale condizione economica del settore si caratterizza per una vivace concorrenza tra i vari player.

Mercato pubblicitario.  Il vistoso calo pubblicitario in televisione e sui media tradizionali è compensato dalla forte crescita della pubblicità in rete. Complessivamente le risorse pubblicitarie italiane scendono da 9,873 miliardi di euro nel 2010 a 9,669 miliardi di euro nel 2011 (-2,1%) In Italia, il settore della pubblicità nazionale on-line ha largamente superato, in valore, il miliardo di euro, rappresentando al momento il secondo mezzo pubblicitario, dopo la televisione. Ciò che lo distingue è però il diverso sentiero evolutivo, che nell’ultimo anno ha registrato una crescita del 30%, tasso inimmaginabile, in questa fase di stagnazione, per tutti gli altri mercati pubblicitari. Se aggiungiamo anche la pubblicità on line raccolta in ambito  locale il mercato pubblicitario in rete è salito da 1,.177,29 miliardi raccolti nel 2010 a 1.578,4 raccolti nel 2011 con un incremento del 34,1% e una quota di mercato del 16,3 seconda sola alla televisione.

La Televisione rimane il primo mezzo pubblicitario con risorse in calo da 4.282,36 miliardi nel 2010 a 4.102,70 miliardi nel 2011 (-4,2%) con una quota del 42,4%. Segue l’Editoria quotidiana a e periodica in calo complessivamente da 2.762,68 miliardi nel 2010 a 2.670,07 nel 2011 (-3,4%), con una quota complessiva del  27,6% (nel suo seno la stampa quotidiana, scesa da 1.410,80 miliardi a 1.353,06 miliardi (-4,1%) al terzo posto come quota di mercato con il 14,0% cala più vistosamente dell’editoria  periodica scesa da 1.351,88 miliardi a 1.317,01 miliardi (-2,6%), al quarto posto con una quota di mercato del 13,6%. Precede la pubblicità radiofonica, scesa da 598  a 559 milioni di euro (-6,6%) al quinto posto con il 5,8%, la pubblicità esterna scesa da 481 a  423 milioni di euro (-12,0%) al sesto posto con una quota di mercato del 4,4%, davanti all’editoria annuaristica  quasi dimezzata  da 502 a 276 milioni ( -45,0%) e una quota di mercato del  2,9% che precede solo la pubblicità nelle sale cinematografiche scesa da  68 a 58 milioni di euro ( -14,0%)e una quota pari a solo lo 0,6% del mercato pubblicitario.

Il mercato pubblicitario italiano si suddivide fra gruppo Fininvest (Mediaset s.p.a. Publitalia ’80 s.p.a. Digitalia’08 s.r.l. Mediamond s.p.a. (50%) Arnoldo Mondadori Mondadori pubblicità s.p.a. Editore s.p.a. Mediamond s.p.a. (50%)) Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a (attraverso Sipra s.p.a.), Seat Pagine Gialle (Seat Pagine Gialle s.p.a. Seat Pagine Gialle s.p.a), Gruppo Editoriale Gruppo L’Espresso s.p.a (attraverso Editoriale A. Manzoni & C s.p.a. L’Espresso). RCS Mediagroup (RCS Mediagroup s.p.a. RCS Pubblicità s.p.a.), Google (attraverso Google Italy s.r.l. Google Italy s.r.l.), News Corporation (attraverso SKY Italia s.r.l. Sky Italia s.r.l. Fox International Channel Italy s.r.l.), Telecom Italia (attraverso Telecom Italia s.p.a. Matrix s.p.a. Telecom Italia Media s.p.a. MTV Pubblicità s.r.l.), Confindustria (attraverso Il sole 24 ore s.p.a. Il sole 24 ore s.p.a.), gruppo Caltagirone (attraverso Caltagirone s.p.a. Piemme s.p.a. Advance Publication Condénast Condénast Pubblicità),  gruppo Fiat / Itedi Italiana (attraverso Editrice la Stampa s.p.a. Publikompass s.p.a. Edizioni Publikompass s.p.a), e gruppo Monti Riffeser Monrif (attraverso Monrif s.p.a. Società Pubblicità editoriale s.p.a) Hearst Commnication (attraverso Hachétte Rusconi s.p.a. Hachette Rusconi Pubblicità s.p.a), Finelco (attraverso Gruppo Finelco s.p.a. Gruppo Finelco s.p.a.), Cairo Communication (attraverso Cairo Communication s.p.a. Cairo Communication s.p.a. Cairo Pubblicità s.p.a.), Class Editori (Class Editori s.p.a. Class Pubblicità s.p.a. Classpi Class Pubblicità s.p.a.) e Microsoft (attraverso Microsoft s.r.l. Microsoft Adv).

Editoria. Nel 2011, i ricavi complessivi del settore ammontano a circa 6,7 miliardi di euro, mostrando una contrazione rispetto all’anno precedente, che ha riguardato sia l’editoria quotidiana (-1,9%), sia quella periodica (-4%). A fronte di tali contrazioni, l’editoria elettronica ha compensato parzialmente con un incremento del 24% rispetto al valore assoluto, di poco superiore a 400 milioni di euro, registrato nel 2010. Il dato maggiormente indicativo delle trasformazioni avvenute nell’intero settore editoriale è stato rappresentato dall’arretramento dell’incidenza dell’editoria quotidiana prevalentemente a favore dell’editoria elettronica. Infatti, l’editoria quotidiana ha subito una rilevante migrazione dei lettori verso la versione digitale dei prodotti stessi, rispetto all’editoria periodica, soprattutto quando quest’ultima risponde a bisogni diversi da quelli informativi, e quindi conserva maggiormente l’appeal della versione cartacea (per grafica, patinatura, ecc.).La perdurante riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita di prodotti editoriali cartacei è stata parzialmente frenata attraverso l’aumento dei prezzi, in particolare dei quotidiani e, nonostante questo, ha registrato un decremento, seppur ridotto (-1,4%).

L’andamento dei prezzi dei quotidiani fino ai primi anni duemila si è stabilmente mantenuto alquanto al di sotto dell’indice generale dei prezzi al consumo, per poi aumentare, in linea con l’indice generale, fino al 2009, anno in cui i prezzi stessi hanno iniziato a crescere in misura decisa oltre l’indice stesso. L’andamento dell’indice dei prezzi dei periodici, invece, è stato sempre abbastanza in linea con l’andamento generale dei prezzi al consumo, anche se, fino agli anni duemila, si è mantenuto leggermente al di sopra a tale livello, mentre, nell’ultimo decennio, si è attestato generalmente al di sotto di esso. È da rilevare che l’impennata dei prezzi dei quotidiani è coincisa con la grave crisi del mercato pubblicitario registrata proprio nel 2009. Questo andamento è stato il riflesso della strategia perseguita dagli editori che, nel corso della crisi del mercato pubblicitario, hanno reagito riducendo i prezzi di vendita dei propri spazi pubblicitari, e aumentando, come detto, i prezzi di vendita dei prodotti al pubblico.

Da alcune analisi effettuate dall’Autorità è emerso che il costo medio delle inserzioni nel settore editoriale si è ridotto considerevolmente, in particolare negli ultimi anni del decennio, anche se, anche sotto questo profilo, è bene distinguere tra editoria quotidiana e periodica. Dal 2000 al 2010 i quotidiani hanno presentato un declino costante dei costi medi per mille contatti (CPM), pari a quasi il 50% nell’intero decennio, con una riduzione superiore al 20% solo nell’ultimo triennio. Diverso è l’andamento del CPM per i periodici che ha visto un’evoluzione altalenante: in crescita fino al 2008 e in drastica contrazione nell’ultimo triennio, con una riduzione pari a circa il 30%.. Tali marcate riduzioni si sono riflesse sulla dinamica negativa dei corrispondenti ricavi pubblicitari. Gli introiti derivanti dalla pubblicità hanno continuato, infatti, a presentare un andamento negativo (-1,3%; nonostante l’incremento superiore al 20% della componente on line), comportando un’ulteriore traslazione delle fonti di finanziamento del settore editoriale dal versante degli inserzionisti (ricavi pubblicitari) al versante degli utenti (ricavi da vendita di copie). Come rilevato, infatti, gli editori hanno cercato di mantenere inalterati i propri ricavi aumentando il prezzo sul versante degli utenti (lettori), con effetti sulla già ridotta diffusione, in una fase di crisi generale e in un Paese già caratterizzato da una scarsa propensione alla lettura, aggravando di conseguenza l’andamento persistentemente negativo delle vendite medie per i quotidiani. Il mix di prezzi elevati e in crescita sul versante editoriale e di prezzi bassi e calanti su quello pubblicitario ha pertanto prodotto effetti negativi, sia sulla diffusione dei quotidiani in Italia (avvantaggiando l’affermazione di mezzi quali la televisione commerciale, prima, e, più recentemente, internet), sia sui ricavi degli editori medesimi

Se analizziamo  l’andamento del settore editoriale nel suo complesso e la ripartizione dei ricavi dei principali gruppi operanti, comprensivo dell’editoria quotidiana, periodica ed elettronica., osserviamo al primo posto RCS Mediagroup con una quota di mercato in leggero calo dal 12,8% al 12,7%. Al secondo posto il gruppo  L’Espresso in crescita dal 11,2% al 11,5%. Al terzo Arnoldo Mondatori in lieve calo dal 7,3% al  7,2%. Seguono Il Sole 24 ore in crescita di mezzo punto dal 4,3% al 4,8%, il gruppo Caltagirone in calo dal 3,5% al 3,3%, il gruppo Monrif stabile al 2,9%, il gruppo Condé Nast in lieve crescita dal 2,6% al 2,7%, il gruppo Hearst Magazines Italia stabile al 1,6% e il gruppo Cairo in crescita dal 1,4% al 1,6%.  I primi nove gruppi complessivamente  raccolgono solo il 48,2% di un mercato in grande sommovimento

La galassia Internet. Particolare riguardo ad internet, è da rilevare che, secondo i dati Audiweb, l’accesso ad internet continua a mostrare tassi di crescita costanti con un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente: crescono i collegamenti da casa (+8%), ma soprattutto quelli da altri luoghi, e in particolare, i collegamenti in mobilità (+55,4%). Parallelamente, gli utenti attivi nel mese di febbraio 2012 sono pari a 27,7 milioni di utenti con una crescita del 9,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mantenendo una certa differenziazione di genere (55% uomini, 45% donne). L’audience on line nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni di utenti attivi che hanno consultato in media 166 pagine per persona, collegati per 1 ora e 26 minuti. Nel giorno medio sono on line principalmente le fasce dei 35-54enni (6,6 milioni) seguiti dai 25-34enni (2,6 milioni).

È da rilevare che, osservando i dati sull’uso del mezzo nelle diverse fasce orarie del giorno medio, oltre a emergere una costante attività durante tutta la giornata, si evidenzia un picco dell’audience tra le ore 18 e le 21, con 7,5 milioni di utenti on line, che scende poi a 5,5 milioni di utenti tra le 21 e mezzanotte, fascia oraria in cui si registra una maggiore attività on line, sia in termini di tempo speso (36 minuti), che di pagine viste per persona (68). In aggiunta a ciò, le categorie di siti più visitati sono i motori di ricerca, i social network e i portali, mentre quelle con maggiore crescita sono: i video/film, le informazioni turistiche e di viaggio, i siti di coupon e sconti, e il meteo.

La lettura complessiva di questi dati sembra confermare che per lo più l’utilizzo di internet si concentra nella funzione di ricerca, di scambio di informazioni e di comunicazione attraverso i social network e di intrattenimento; basso, invece, è l’utilizzo di internet per funzioni produttive. Il commercio elettronico è poco sviluppato, poco diffuso l’e-banking, e le piccole e medie imprese italiane (ovvero la parte preponderante del sistema produttivo nazionale) utilizzano scarsamente internet per l’e-commerce o per la fatturazione elettronica. Ancora più rilevanti sono alcune peculiarità nelle modalità di accesso e nella fruizione dei media digitali e di internet in particolare. Infatti, nonostante l’Italia presenti ancora uno dei tassi di penetrazione più bassi tra i paesi avanzati, è uno dei mercati con la maggior penetrazione degli smartphone ed è tra i primi paesi al mondo come diffusione dei social media. Si stima che quasi dieci milioni di individui abbiano accesso ad internet da un dispositivo mobile (cellulare/smartphone/tablet) e le attività effettuate attraverso tali strumenti sono: navigare su internet, inviare/ricevere email, consultare motori di ricerca e accedere ai social network.

I social network sono costituiti da realtà diverse. Esistono quelli generalisti come Facebook, utilizzati per la condivisione di informazioni, tematici come MySpace che permettono un approfondimento collettivo più verticale e specializzato, social network come Twitter che consentono un facile e continuo aggiornamento delle informazioni o, infine, quelli basati sulla localizzazione geosatellitare, come Foursquare.La diffusione dei social network in generale e di Facebook in particolare sta caratterizzando la più recente evoluzione del web, comportando modifiche nei comportamenti, anche sociali e politici88, con evidenti ripercussioni anche sul versante pubblicitario. È un fenomeno globale, visto che i social network interessano la maggioranza degli internauti in ogni nazione e impegnano la maggior parte del tempo speso da essi on line. Peraltro, tale fenomeno risulta in rapida e continua crescita con forti influenze, ad esempio, sulle decisioni di acquisto dei consumatori.

Anche in Italia il fenomeno assume la stessa rilevanza, nonostante la ridotta estensione dell’accesso ad internet. Il 67,8% degli italiani conosce almeno un social network tra quelli più noti (Facebook, Twitter, Messenger, fino a Skype). Si tratta di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9 milioni del 2009. Sempre nel nostro Paese, gli utenti spendono circa un terzo (pari al 31%) del proprio tempo on line visitando i social network. Crescono a doppia cifra le categorie e i luoghi dedicati alle social community, all’intrattenimento e a tutte le realtà fondate sul terreno della collettività e della condivisione. Anche l’informazione si estende creando “luoghi” di condivisione on line, trasformando il modo di concepire, diffondere e consumare le notizie, sia sotto il profilo giornalistico-editoriale sia nel campo della comunicazione pubblicitaria.

Proprio l’analisi dell’evoluzione delle differenti tipologie di servizi web dà conto ella rapidità dell’evoluzione in atto. A titolo esemplificativo, seppure i blog sono stati la prima espressione del desiderio di comunicare degli internauti e sono stati spesso associati alla dimensione sociale e alle prime manifestazioni di social network, sono stati oramai da questi ultimi completamente superati. Nel 2011, la penetrazione dei social media in Italia è pari all’86% degli utenti web e, mentre il 78% dei navigatori si informa on line (20,7 milioni di utenti), l’87% (23 milioni di utenti) utilizza internet per intrattenimento.L’evoluzione cui si assiste implica l’affermarsi prevalentemente delle società nate nel web, anche se operatori provenienti da altri settori consolidano le proprie posizioni. Come gli altri mezzi di comunicazione, internet rappresenta un ambito di mercato a due versanti e, data la complessità del settore, è bene soffermarsi su entrambi i lati del mercati.

Il versante degli utenti Nell’ultimo decennio – anni che alcuni hanno definito “rivoluzionari” per tutto l’universo dei media e per l’uso che gli individui ne fanno nella loro vita quotidiana – si è assistito ad un incremento generalizzato dell’utilizzazione di tutti i media oggi a disposizione delle persone93. Tendenzialmente, rispetto a dieci anni fa, oggi più persone fanno uso – peraltro più frequente – di un maggior numero di media. Nel 2006, solo il 29% della popolazione italiana aveva confidenza con le tecnologie informatiche e telematiche, mentre nel 2011 tale quota sfiora il 50%. In via preliminare, come evidenziato già nell’analisi dei mercati rilevanti del SIC, sul versante degli utenti, tra internet e le altre piattaforme di comunicazione non si riscontra un fenomeno di sostituibilità. Internet è un nuovo media contraddistinto da una specifica tipologia di utenza. La sua affermazione presso il pubblico ha ovviamente profondi riflessi anche sull’utilizzo degli altri mezzi di comunicazione di massa, così come è storicamente avvenuto per tutti i media (ad esempio, la diffusione della televisione produsse significativi effetti sul consumo radiofonico). Più che un fenomeno di sostituibilità tra prodotti (legato a variazioni nei prezzi relativi), è in atto un graduale processo di parziale sostituzione degli altri media (al momento dell’editoria cartacea in particolare) con internet, tipico delle fasi di sviluppo di un nuovo mezzo di comunicazione di massa.

A partire dalla metà del decennio scorso si è assistito alla crescita repentina degli utenti digitali, avvenuta prevalentemente a discapito dei lettori (scesi nel 2011 al 23,3%), mentre la quota degli utenti audiovisivi è rimasta praticamente stabile (il 28,7% nel 2011). Anche la fruizione televisiva ha però subito delle modifiche, indirizzandosi in una certa misura verso una personalizzazione dei palinsesti. Ma il settore più interessato dall’avvento delle nuove tecnologie è senz’altro la stampa, in particolare quella quotidiana. Gli altri media, che consentono anche una fruizione contemporanea, come la radio e la televisione, hanno avvertito meno la “rivoluzione del web”.

È da considerare d’altro canto, che internet è una piattaforma su cui convergono tutti i media e le interazioni sono inevitabili. Gli utenti hanno scoperto nuove forme di fruizione dei mezzi classici, non solo leggendo le notizie on line, ma anche “rivedendo” i contenuti televisivi o scoprendo nuovi contenuti. Il IX Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, segnala che, indipendentemente dall’uso del televisore, il 12,3% della popolazione attinge ai siti internet delle emittenti televisive per seguire i programmi prescelti, superando il vincolo del palinsesto, il 22,7% utilizza You-Tube, e il 17,5% segue programmi scaricati tramite il web da altre persone. In aggiunta a ciò, si evidenzia la nascita di nuovi prodotti, specifici del web(quali ad esempio le webseries) e nuovi formati, con linguaggi più diretti, prodotti anche da non professionisti, caratterizzati da una fruizione completamente diversa, che coniugano il contenuto con l’interattività propria di internet, e fanno leva sulle potenzialità della community. Tale evidenza rafforza ancora una volta la considerazione che internet rappresenta un ambito a parte rispetto agli altri media. Anche allorché vengono utilizzati dati, informazioni e contenuti dei media tradizionali, le modalità di fruizione e la gestione dell’offerta assumono caratteristiche peculiari della rete, che spesso sfuggono agli editori classici.

Nonostante gli operatori provenienti dai media tradizionali stiano cercando di adattarsi al nuovo mondo della comunicazione, si evidenzia però che, nei primi siti per utenti unici, non rientrano quelli provenienti dall’editoria classica, ma tali posizioni sono appannaggio di motori di ricerca, social network, e portali con un’evidente ascesa dei secondi. In particolare, si segnala il consolidamento di Facebook come secondo sito per utenti unici (dopo Google, con una penetrazione superiore al 90%) e con il 78% degli utenti attivi (21,5 milioni di utenti) che lo utilizza, con un tempo speso medio mensile per persona superiore a 8 ore, di gran lunga maggiore al consumo medio di qualunque altro sito. Analizzando, d’altronde, la capacità di attrarre audience delle società che operano sul web, tale evoluzione risulta confermata

A fronte di una percentuale dio utenti attivi pari al 50,7% della popolazione, i primi 15 siti sul web in termini di audience (febbraio 2012) sono:  Google leader assoluto con il 46,7% della popolazione italiana, Facebook al secondo posto con il 39,4%, YouTube al terzo posto con il 32,9 %, MSN/WindowsLive/Bing  al quarto posto con 29,2%,  Virgilio al quinto con il 27,0%, Libero al sesto con il 25,9%, Microsoft al settimo con il 25,7%,  Yahoo! All’ottavo con il 13.7%, Wikipedia  al nonbo con il 24,5%, Blogger al decimo con il 20,2%, Leonardo.it è all’undicesimo posto con il 17,6%, La Repubblica al dodicesimo con il 17,2%, il Corriere della Sera al tredicesimo con il 15,8%, Skype  al quattordicesimo con il 15,3%, eBay al quindicesimo con 15,0%.

In termini di audience Fonte: Audiweb le prime dieci società sul web sono: Google, Facebook, Microsoft, Telecom Italia, Libero Network, Yahoo, Wikimedia Foundation, Banzai, RCS MediaGroup e Gruppo Espresso. Sotto il profilo della valenza informativa della rete, si evidenzia una maggiore attenzione degli editori classici verso le nuove tecnologie digitali e le nuove modalità di fruizione dell’informazione. Al riguardo, nel corso dell’ultimo anno, editori ed emittenti hanno cominciato a proporre nuovi servizi e prodotti, inclusi alcuni specifici per tablet e altri dispositivi mobili. Questa maggiore attenzione alle tecnologie digitali da parte degli editori si riflette, come visto, in particolare nel paragrafo precedente, in una crescita in termini di audience. Considerando i soli siti di editori che provengono dalle aree tradizionali della comunicazione, si rileva che, nonostante non siano tra i primi siti più visitati, registrano, in generale, un’evoluzione positiva . Nella classifica degli operatori dei media classici (febbraio 2012) dopo i siti dei due principali quotidiani nazionali, troviamo SeatPG Directories Online con una penetrazione dell’11,9% , TGCOM24 (11,2%), Rai (9,5%), Quotidiano.net (8,6%), La Gazzetta dello Sport (7,4%), Il Sole 24 ORE (7,3%), La Stampa.it (6,9%), ANSA (6,5%), Donna Moderna (6,5%), SKY.it (6,4%), VideoMediaset (5,9%), Mediaset.it (4,9%) e Quotidiani Espresso (4,1%)

Verso la formazione di un ecosistema digitale.

Il contesto dei primi anni Dieci del Ventunesimo secolo vede le imprese di telecomunicazione alle prese con gli investimenti e l’offensiva delle piattaforma Over The top OTT. Nella Rete si vanno formando nuovi mercati quali il cloud e lo stoccaggio dati, su cui si stanno orientando gli investimenti dei colossi dell’ecosistema digitale (Apple, Google, Amazon e Facebook).

L’AGCOM nella sua Relazione annuale del 2012, l’ultima presentata da Corrado Calabrò,, riassume bene le macrotendenze in atto nel settore delle comunicazioni elettroniche con la formazione di un nuovo ecosistema digitale:  “L’evoluzione del settore delle comunicazioni negli ultimi anni mostra una sempre più accentuata dinamica di convergenza tecnologica e di mercato tra l’industria delle telecomunicazioni e quella dei media. Seppur ancora distinti sotto diversi profili, i mercati dei media e delle telecomunicazioni appaiono infatti attraversati da forti spinte all’integrazione, che incidono sulla catena del valore dell’intero settore delle comunicazioni. Questo va progressivamente assumendo i contorni di un ecosistema digitale sempre più complesso e articolato di relazioni e scambi tra operatori di reti e fornitori di servizi e contenuti audiovisivi, in cui si affermano nuovi attori economici, come le internet company globali, le c.d. Over The Top” che evidenzia altresì come il perdurante declino che caratterizza nell’Unione europea il settore delle telecomunicazioni, che registra complessivamente una crescita negativa pari a -1,9%, si giustifica anche per il fatto che il valore tende a spostarsi verso servizi internet a valore aggiunto – in particolare, quelli funzionali allo sviluppo del modello “mobile everywhere” che presuppone reti 4G come LTE, servizi in modalità cloud e stoccaggio di big data – e “le imprese europee mostrano difficoltà ad affermarsi in questi mercati emergenti, su cui si stanno invece maggiormente orientando gli investimenti dei nuovi colossi dell’ecosistema digitale (tra cui Apple, Google, Amazon, Microsoft e Facebook)”.  Nel nuovo e complesso ecosistema digitale, sottolinea l’Autorità, “si assiste al dispiegamento di un processo virtuoso connettività-contenuti: la produzione di nuovi contenuti promuove l’installazione di reti di nuova generazione e, in termini generali, ne giustifica la realizzazione sotto il profilo economico, tecnico e sociale. La maggiore disponibilità di capacità resa disponibile dall’installazione di reti a banda larga e ultra larga in postazione fissa e in mobilità (soprattutto l’avvento delle reti LTE), a sua volta, favorisce la fruizione dei contenuti multimediali. La produzione di apparati hardware e software con prestazioni e funzionalità sempre più avanzate accompagna il processo in esame”.

Queste trasformazioni consentiranno incrementi di efficienza, ma al tempo stesso “l’ampliamento del settore, in termini di ricavi e di volumi, unitamente al fatto che i diversi comparti – telecomunicazioni, televisione e media, internet – mostrano una sempre maggiore correlazione, impongono un processo di riallocazione delle risorse economiche all’interno dell’ecosistema digitale”. Se infatti i consumatori hanno a diposizione più contenuti e più servizi digitali, e le imprese di telecomunicazione possono arricchire il portafogli di servizi offerti agli utenti finali in virtù dell’ampliamento del perimetro delle attività consentito dall’ecosistema digitale, è vero altresì che le telco sostengono maggiori costi per la manutenzione e l’upgrade delle infrastrutture rese necessarie dalla crescita dei volumi di traffico derivanti dagli incrementi registrati nella domanda di connettività. Allo stesso modo, i broadcaster, gli editori televisivi, del cinema e della carta stampata, nonché gli autori di opere creative grazie all’evoluzione digitale hanno a disposizione nuovi mezzi per raggiungere gli utenti, ma – sottolinea la relazione - “la digitalizzazione dei contenuti riserva loro alcuni rischi, in quanto l’offerta di video, dati e audio cresce a dismisura, anche in virtù dei bassi costi di produzione (e riproduzione) dei contenuti, mettendo in discussione le posizioni pre-costituite”. Il trinomio Telco vs OTT vs broadcaster spiega ancora l’Autorità, “comporta l’esigenza di nuovi modelli di business, in grado di creare valore intorno alla fornitura di accesso a internet e di assicurareadeguata remunerazione agli operatori infrastrutturati in corrispondenza di incrementi nei volumi di traffico generati”. “In analogia, i broadcaster e, più in generale, il comparto editoriale necessita di adattarsi al nuovo contesto concorrenziale, contraddistinto da una pluralità di piattaforme trasmissive”.

Perché un simile scenario prenda forma è, tuttavia, necessaria “un’accurata azione regolamentare al fine di promuovere l’innovazione nei servizi e contenuti, e l’ammodernamento delle dotazioni infrastrutturali, che rappresentano un elemento chiave per lo sviluppo di una domanda interna di servizi digitali”. Altrettanto importante è l’azione del policy maker – e in particolare dei regolatori del settore – di provvedere “all’imposizione di dettagliate regole tecniche, laddove necessarie, improntate sempre alla promozione di una crescita efficiente dell’ecosistema digitale, con una costante attenzione all’impatto della regolazione sugli utenti e sulle imprese”. “Possibili soluzioni – sottolinea la relazione - sono rinvenibili nell’evoluzione dei modelli tariffari, nell’innovazione connessa alla possibilità di differenziazione nei livelli prestazionali e, non ultima, nella possibilità di addivenire ad accordi commerciali con i nuovi attori dell’ecosistema digitale, nel rispetto dei principi di concorrenza e tutela dei consumatori che sottendono all’idea di un internet aperto e neutrale”.

La Relazione Agcom 2012 dedica grande spazio a connected Tv e OTT  sottolineando come il mercato mediatico sia sempre più proiettato verso il web,  e come sia pertanto necessario assicurare agli utenti al contempo banda sufficiente e contenuti appetibili Solo cos l’Italia potrà sfruttare le occasioni dettate dal progresso tecnologico ed economico. Nella Relazione si illustra dettagliatamente l’evoluzione del mercato dei media, osservando i cambiamenti avvenuti nella fruizione dei contenuti a seguito della più alta diffusione della banda larga e di dispositivi web-based. La domanda di contenuti e servizi, sottolinea l’Autorità, ha orientato le strategie aziendali dei diversi attori coinvolti nella catena del valore, tra cui, non ultimo, lo stesso consumatore, che diviene, allo stesso tempo, fruitore e produttore di contenuti. Essenziale il passaggio nel quale l’Autorità sottolinea l’importanza dell’investimento nell’economia digitale per la crescita economica del sistema Paese, “poiché lo stimolo all’innovazione crea posti di lavoro, generando un circuito benefico che unisce produzione di nuovo reddito e crescita democratica del Paese”. Sul punto, l’Agcom ricorda di aver inviato una segnalazione al Governo e al Parlamento, nel gennaio 2012, nella quale si propone l’adozione di un’Agenda digitale, che l’Italia ahimè ancora attende, in grado di governare la modernizzazione del Paese per mezzo della costruzione di reti NGN e la diffusione dei servizi digitali. In una Relazione che affronta il tema dei contenuti digitali, non poteva mancare il riferimento, anche se en passant, al download illegale e alla tutela del diritto d’autore online, dove l’Agcom di Calabrò ha pesantemente mancato, non riuscendo ad approvare il Regolamento antipirateria e facendo finire l’Italia nella Watch List degli USA, insieme a Cina, Svizzera, Russia e Ucraina, come si evidenzia nel documento presentato ieri al Congresso americano. In tema di tutela dei contenuti digitali, nella Relazione nel luglio del 2011 l’Autorità ha approvato uno schema di regolamento, oggetto di audizione parlamentare del Presidente dell’Autorità dinanzi alle commissioni VII e VIII del Senato. Uno schema che è rimasto lettera morta.

Per quanto riguarda, poi, il settore complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei ricavi derivanti da offerte a pagamento) s’è registrata, in termini nominali, una sostanziale stabilità (+0,5%), dopo la contrazione registrata nel 2009 (-6%) e la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il risultato di due dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali (televisione tradizionale, stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro si è assistito alla crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al mondo internet 2.0. Proprio internet, ribadisce l’Agcom nella Relazione, appare il mezzo che, negli anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in linea con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il nostro Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono connesse le maggiori potenzialità. Anche se, il piccolo schermo si conferma ancora il mezzo di fruizione dei contenuti audiovisivi con la maggiore penetrazione tra le famiglie. Dal punto di vista tecnologico, il miglioramento delle performance delle reti broadband residenziali, unitamente alla diffusione di connected device, ha favorito la progressiva integrazione della televisione tradizionale con internet, dando vita ad un sistema intermedio tra IPTV e Web TV, in cui i servizi di accesso a contenuti sono erogati agli utenti dotati di connessioni a banda larga da service provider che operano spesso indipendentemente dai provider dei servizi a larga banda. Tale sistema, meglio noto come OTT, consente quindi di associare alle trasmissioni televisive tradizionali, legate a un palinsesto predefinito, una vasta gamma di servizi e contenuti provenienti da internet, fruibili anytime e anywhere attraverso lo schermo televisivo grazie a dispositivi web-based. A fine 2011, risultano in crescita le famiglie italiane dotate di connected Tv, così come aumenta l’interesse verso una maggiore personalizzazione e flessibilità del consumo dei servizi audiovisivi che spinge gli attori del mercato a proporre nuove offerte di smart TV e catch-up TV. I broadcaster, in particolare, ambiscono a orientare le proprie offerte verso modelli pay, vincendo la diffidenza dei fornitori di contenuti pregiati a rendere disponibili contenuti ad alto valore su internet. Allo stesso modo, gli operatori multi-play mirano a sfruttare il legame tra broadband e televisione incoraggiando i clienti ad abbonarsi a pacchetti in bundle.

Si pone, dunque, l’esigenza per l’Italia di sfruttare le occasioni dettate dal progresso tecnologico ed economico, favorendo lo sviluppo di nuove forme di fruizione di contenuti audiovisivi. Fondamentale anche per allargare la platea degli operatori, la gamma dei servizi, in chiaro e a pagamento, con evidenti ricadute sugli assetti concorrenziali e sul pluralismo dell’informazione. Allo stesso modo, precisa l’Agcom, si afferma la necessità di contrastare gli elementi ostativi a tale processo, fra i quali, prima di tutto, la disponibilità di banda sufficiente per una fruizione dei servizi priva di interruzioni e, inoltre, la necessità di disporre di contenuti appetibili per gli utenti, vincendo le resistenze dei detentori degli stessi alla diffusione sulla rete. Infatti, da questo punto di vista, si segnala il ritardo dell’Italia rispetto ad altri Paesi nello sviluppo di un mercato di contenuti online, che rischia di penalizzare ulteriormente la tuttora limitata crescita delle offerte in rete. Dal punto di vista normativo, la legge di stabilità 2011, ha stabilito che le frequenze nella banda da 790 MHz a 862 MHz (canali 61-69 UHF) sono destinate alla banda larga mobile a partire dal 1° gennaio 2013. Di conseguenza, 9 canali vengono così sottratti al servizio di radiodiffusione televisiva e vanno a costituire il cosiddetto dividendo esterno.

In questo contesto nel 2012 il governo Monti interviene cancellando il beauty contest per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale . Il quadro normativo ha subito una recente modifica ad opera del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, come convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3 quinquies, nell’introdurre misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, ha configurato una nuova distribuzione del dividendo digitale che avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo il quadro in coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del riassetto e della razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del corrente anno (WRC-2012).In accordo con tali previsioni, infatti, parte dello spettro televisivo potrà essere destinato – a partire dal 2016 – alle telecomunicazioni mobili, in analogia con quanto già avvenuto per la banda a 800 MHz. Proprio tali prospettive, unitamente al contesto critico della finanza pubblica del Paese, hanno indotto il Governo a una rivalutazione sul valore economico che l’uso di tali frequenze può produrre, introducendo così l’assegnazione del dividendo digitale a titolo oneroso. In particolare, la legge ha previsto che la nuova gara, destinata a sostituire il beauty contest, avvenga entro 120 giorni dall’approvazione della legge stessa, sulla base delle procedure che verranno stabilite dall’Autorità – sentiti i competenti uffici della Commissione europea – secondo i seguenti criteri direttivi: a) assegnazione delle frequenze sulla base di differenti lotti mediante il criterio dell’offerta economica più elevata, assicurando la separazione verticale tra fornitori di programmi e operatori di rete e consentendo l’accesso ai primi a condizioni eque e non discriminatorie, in base ai criteri fissati dall’Autorità; b) composizione di ciascun lotto in base al grado di copertura, tenendo conto della possibilità di consentire la realizzazione di reti per macro aree di diffusione, l’uso flessibile ed efficiente dello spettro e l’innovazione tecnologica; c) modulazione della durata dei diritti d’uso di ciascun lotto tale da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze agli usi stabiliti dalla Commissione europea in tema di disciplina dello spettro radio. Il nuovo quadro normativo – che ha modificato alcuni passaggi della delibera n. 181/09/CONS non compatibili con la disciplina così introdotta – ha inoltre previsto la messa in campo delle azioni utili a garantire un’effettiva innovazione tecnologica dell’uso televisivo mediante la promozione degli standard televisivi DVB-T2 e MPEG-4 e, a tal fine, ha introdotto alcune scadenze relative alla vendita degli apparati di ricezione televisiva: dal 1° gennaio 2013 ai distributori di apparecchiature al dettaglio sul territorio nazionale non si richiede la presenza di un sintonizzatore analogico, mentre a partire dal 1° gennaio 2015 gli apparati televisivi prodotti devono obbligatoriamente integrare un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi televisivi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4; infine dal 1° luglio 2015 non potranno essere commercializzati apparati privi di tali caratteristiche. Il panorama in itinere vede, pertanto, da un lato soluzioni che consentono alla televisione digitale terrestre – destinata a sostituire, con la conclusione dello switch-off a giugno 2012, la televisione analogica su tutto il territorio nazionale – di offrire una vasta gamma di offerte televisive in alta definizione (HD) e in 3D e una più ampia competizione tra diverse modalità di fruizione dei servizi televisivi (satellite, terrestre, IPTV, web ecc.), oltre ad un più ampio grado di pluralismo; dall’altro, l’incremento di servizi banda larga sulle frequenze LTE e LTE-advanced, che garantirà un uso sempre più efficiente delle risorse spettrali, in linea con gli orientamenti europei..

2012

Il 2012 è stato l’anno di completamento della conversione al digitale terrestre in Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia. Ma permangono drammatici problemi di illuminazione del territorio

A partire da quest'anno il servizio pubblico francese beneficerà di solo contributo pubblico rinunciando a qualsiasi forma di raccolta pubblicitaria
Al centro dell’attenzione di quest’anno vi è sicuramente l’HTML5, il nuovo set di standard che contribuirà a rendere i siti web più veloci ed eleganti, e il cloud computing. Nel 2012, inoltre, il dibattito si concentra anche sui potenziali effetti catastrofici di una cyber guerra: un attacco, o una serie di attacchi, volti a colpire il web e tutte le informazioni – commerciali, governative, private – veicolate online.

Ma il fatto più significativo è che a 10 anni dallo scoppio della bolla nel 2001, nuove web company tentano la via della quotazione in borsa delle loro azioni. La più attesa è la quotazione di Facebook, ma un’altra dozzina di società (Yelp, Glam Media, Vkontakte.ru) partiranno all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di Bloomberg, il settore dovrebbe raccogliere almeno 11 miliardi di dollari. BorsaA 10 anni dallo scoppio della bolla delle dot.com, le web company ritentano la via della Borsa. Dopo le IPO del 2011 (Zynga,Groupon, Pandora, Zillow, LinkedIn e Renren), il 2012 sarà caratterizzato dall’attesa per lo sbarco in Borsa di Facebook, che potrebbe portare la valorizzazione del servizio a circa 100 miliardi di dollari. L’IPO di Facebook, così come previsto dalla legge americana, dovrebbe avvenire al più tardi entro la fine del primo trimestre. La rete sociale – che rivendica orma più di 800 milioni di utenti in tutto il mondo – avrà chiuso per quella data l’esercizio fiscale 2011 nel corso del quale è stata raggiunta la soglia dei 500 investitori. Dalla quotazione, la società di Mark Zuckerberg spera di raccogliere 10 miliardi di dollari. Facebook sarà comunque in buona compagnia: un’altra dozzina di società – tra cui Yelp, Glam Media e il social network russo Vkontakte.ru – partiranno all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di Bloomberg, il settore dovrebbe raccogliere almeno 11 miliardi di dollari. Un record che riporta alla mente i fasti del 1999, al picco del boom della net economy.
Le valorizzazioni, tuttavia, potrebbero essere contenute, visto l’andamento delle quotazioni di alcune star del web nel 2011. Le performance più deludenti sono state quelle di Renren: il social network meglio noto come il ‘Facebook cinese’ era partito all’assalto di Wall Street con una valorizzazione di 5 miliardi di dollari, ma la sua capitalizzazione a fine 2011 si attestava intorno a 1,3 miliardi di dollari. Una performance che stride coi risultati di un  altro social network, LinkedIn, le cui azioni, introdotte a  45 dollari, sono balzate fino a 122 dollari nel primo giorno di quotazione per poi attestarsi su una media di 62 dollari, in rialzo di circa il 50% rispetto all’introduzione. Valorizzato a circa 14,7 miliardi di dollari, Groupon, il sito che offre sconti e promozioni sugli acquisti di gruppo, aveva rivisto al ribasso le sue ambizioni prima di quotarsi. Dopo una previsione di valorizzazione tra 25 e 30 miliardi, il prezzo delle azioni è stato fissato a 20 dollari, per una valorizzazione di poco inferiore ai 13 miliardi di dollari. L’IPO di Groupon resta comunque la più importante dopo quella di Google nel 2004. Il re dei motori di ricerca aveva raccolto 1,7 miliardi di dollari per una valorizzazione di 23 miliardi di dollari. Un record che potrebbe essere presto polverizzato da Facebook, che ha iniziato ad accelerare lo sviluppo dei servizi pubblicitari per incrementare i ricavi in vista dell’IPO. Secondo la società eMarker, il fatturato di Facebook dovrebbe superare i 4 miliardi di dollari nel 2011 e crescere del 50-60% nel 2012. Ma Facebook ha anche altre carte da giocare sul fronte dell’innovazione tecnologica: con oltre 800 milioni di membri, connessi mediamente ad altre 130 persone, il servizio gestisce in tempo reale un numero di azioni che non smette di crescere. Non potendo continuare ad aggiungere server all’infinito per funzionare correttamente, Facebook sta lavorando alacremente al miglioramento delle formule matematiche che fanno ‘girare’ il sito, ponendo le basi di un vantaggio tecnologico che i rivali faranno fatica a recuperare.


2012

Gennaio-marzo 2012  La banda 800 MHz verrà probabilmente assegnata nel Regno Unito tramite asta, insieme alla banda 2.600 MHz, nei primi mesi del 2012. L’allocazione è stata anticipata da una consultazione sui criteri e le modalità di tale operazione svoltasi ad inizio 2011. Il Piano iniziale, stabilito nel 2003 dal Governo e dalle successive consultazioni condotte dall’Autorità Ofcom nell’ambito del c.d. Digital Dividend Review, ipotizza un Dividendo Digitale - al completamento dello switch-off del 2012 - di complessivi 112 MHz (i canali 63-68, 31-35, 37 e 39-40), ovvero il 30% circa del totale delle frequenze liberate (il restante 70% è pre-allocato al broadcasting radio-TV). Prendendo atto della necessità di un più efficace coordinamento con altri Paesi europei, che nel frattempo avevano stabilito di liberare l’intera banda 800 MHz (i canali 61-69), Ofcom ha perciò deciso di allineare il Regno Unito al resto dell’Europa. Rispetto al piano iniziale, dunque, il Regno Unito ha scelto di liberare anche i canali 61-62 (prima riservati a trasmissioni TDT, che verranno trasferite verso altre frequenze) e il canale 69. Secondo l’Autorità,l’impatto di tale operazione - che coinvolge circa la metà dei trasmettitori TDT in UK – risulta comunque contenuto, quantificabile in circa 90-200 milioni di sterline

10 gennaio 2012 In Francia TDTil Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA) ha informato che sono state depositate 31 domande per partecipare alla gara di assegnazione di sei canali in alta definizione su digitale terrestre DVB-T2 .L’Autorità francese ha precisato che la selezione avverrà nel mese di marzo e le licenze verranno assegnate prima di maggio. A sorpresa Canal+ non ha presentato la propria candidatura, come anche il gruppo Trace. Per contro, i broadcaster TF1, M6 e NRJ, finora molto discreti, hanno dichiarato ufficialmente di aver presentato domanda per i nuovi canali.

18 gennaio 2012 L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni UIT ratifica lo standard IMT-Advanced come standard per lew comunicazioni mobili di quarta generazione inglobando anche le tecnologie LTE-Advanced e Wireless MAN-Advanced. IMT-Advanced promette velocità 10 volte superiori all’LTE e al Wimax. IMT-Advanced  renderà gli smartphone 500 volte più veloci di adesso. Sarà, insomma, come disporre di una connessione in fibra ottica per il telefonino. In questo modo per scaricare, ad esempio, un episodio del telefilm preferito sullo smartphone (45 minuti) ci vorrebbe non più di 20 secondi, 90 secondi se si tratta di un contenuto in alta definizione. Per scaricare un album si impiegherebbe meno di un minuto. Ma non si tratta solo di una questione di velocità: il miglioramento riguarda anche l’utilizzo delle risorse di spettro e delle stazioni base e permetterà agli operatori mobili di rispondere alla forte crescita del traffico dati attesa per i prossimi anni.

20 gennaio 2012 Il Ministro Corrado Passera dopo aver valutato la situazione insieme all’Agcom e agli organismi europei decide di sospendere il beauty contest e prendersi 90 giorni di tempo per decidere le modalità dell’asta competitiva, con la quale verranno assegnate le frequenze tv. La decisione è stata presa in virtù delle mutate condizioni di mercato e delle tecnologie che avevano dato vita al beauty contest e anche perché non è pensabile, di fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, che un bene di Stato possa esser concesso gratuitamente

27 gennaio 2012 Istituzione da parte del Governo Monti di una Cabina di regia per l’Agenda Digitale. Il Decreto Legge sulle semplificazioni prevede, tra le altre cose, una serie di azioni per imprimere un’accelerazione all’Agenda digitale italiana. Innanzitutto l’avvio di una ‘cabina di regia’, istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di concerto con il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e il ministro dell'Economia e delle finanze. La cabina di regia coordinerà gli interventi pubblici di parte di regioni, province autonome ed enti locali perseguendo l’obiettivo prioritario della “modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a potenziare l’offerta di connettività a larga banda, a incentivare cittadini e imprese all’utilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacità industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi”. Nel Dl vengono inoltre specificati gli obiettivi dell’Agenda digitale italiana. Tra questi, la “realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio delle comunità intelligenti (smart communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il sistema educativo, la sicurezza, la sanità, i servizi sociali e la cultura”. Sempre nell’Agenda digitale rientra la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso la promozione del paradigma dei dati aperti (open data), al fine di creare strumenti e servizi innovativi e il potenziamento dei servizi di eGovernment, con l’obiettivo di “favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica e per realizzare un’amministrazione aperta e trasparente”. Il Governo si impegna quindi a promuovere la diffusione del cloud computing per le attività e i servizi delle pubbliche amministrazioni e a utilizzare acquisti pubblici innovativi e appalti pre-commerciali per stimolare la domanda di beni e servizi innovativi basati su tecnologie digitali. Grande importanza è riservata anche alla diffusione di internet negli spazi pubblici (scuole, università, spazi urbani e locali pubblici in genere) e agli investimenti nelle tecnologie digitali per il sistema scolastico e universitario. Riguardo l’Università, il Dl prevede l’adozione di procedure di iscrizione “esclusivamente per via telematica” e la realizzazione, a opera del MIUR, “di un portale unico, almeno in italiano e in inglese, tale da consentire l’iscrizione a tutte le università e il reperimento di ogni dato utile per l’effettuazione della scelta da parte degli studenti”. Il programma e la tempistica delle attività necessarie ai fini dell’attuazione dell’agenda digitale italiana, saranno emanati entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto. 

31 gennaio 2012Si spacca nuovamente il CdA Rai dopo una riunione fiume in cui viene dato il via libera alla nomina di Alberto Maccari alla guida del Tg1 e a quella di Alessandro Casarin alla Tgr. Entrambe le nomine, fortemente caldeggiate dal direttore generale Lorenza Lei, sono passate per cinque voti (Rositani, Petroni, Bianchi Clerici, Verro e Gorla) a quattro (il presidente Garimberti, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis). In seguito alla riunione il Consigliere Rizzo Nervo rassegna le dimissioni

1-28 febbraio 2012 Secondo i dati Audiweb, nel mese di febbraio 2012, risultano 27,7 milioni gli italiani con età compresa tra i 2 e i 74 anni che si sono collegati a internet almeno una volta. Essi rappresentano il 50,7% della popolazione, con una crescita del 9,2% in un anno. L’audience on-line nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni, un milione di utenti attivi in più rispetto a quelli registrati lo stesso periodo dello scorso anno. La stima della fruizione dei media on-line è fornita regolarmente dalla società Audiweb attraverso un “Sistema integrato” capace di misurare la navigazione in rete effettuata da personal computer presenti nelle abitazioni, negli uffici e in altri luoghi pubblici come per esempio biblioteche, internet point e dispositivi mobili. Tali rilevazioni svolte sul panel dei navigatori vengono regolarmente integrate con i dati censuari rilevati sui siti editoriali censiti da Audiweb, tramite feedback tecnici verso i web server di sistemi browser-based.

14 febbraio 1912 Frequenze la banda 700 MHz non verrà destinata alla banda larga, almeno per il momento Nella riunione di oggi il capo dipartimento delle comunicazioni Roberto Sambuco ha smentito categoricamente che a Ginevra il governo italiano chiederà di attribuire i canali 50-60 UHF ai servizi broadband.

15 febbraio 2012 La pirateria comincia a colpire anche il nascente mercato degli ebook. Grazie a una vasta operazione internazionale, a cui ha preso parte anche l’Associazione Italiana Editori (AIE) non è più possibile scaricare libri digitali pirata dal sito Library.nu e dal suo servizio di sharehosting ifile.it. Un’operazione congiunta per rimuovere una delle maggiori biblioteche illegali online, con oltre 400mila ebook – di cui 4mila italiani - per il download immediato, gratuito e anonimo, e con un ritorno per i titolari dei siti di circa 8milioni di euro grazie alla pubblicità e alla vendita di account a livello premium. Il decreto ingiuntivo notificato  ai proprietari dei due siti ha determinato la dismissione delle attività.

15 febbraio 2012 Apertura di frequenze radio per la banda larga mobile. Il Parlamento europeo approva un accordo con i governi nazionali sul modo migliore per riallocare le frequenze dello spettro radio - liberate dal passaggio dalla televisione analogica a quella digitale - per nuovi usi, quali i servizi senza fili a banda larga per la telefonia mobile. Tutto ciò consentirà di gestire la crescita esponenziale nell'uso dei servizi a banda larga senza fili. "La prima politica europea in materia di spettro radio permetterà all'Unione di riconquistare la leadership mondiale nella comunicazione senza fili. Ottimizzerà l'uso delle frequenze a vantaggio di tutti gli utenti di smartphone e altre piattaforme digitali mobili. Il Programma in materia di spettro radio è parte integrante della creazione di un mercato digitale unico europeo ", ha dichiarato il relatore Gunnar Hökmark (PPE, SE). L'assegnazione delle frequenze radio spetta alle autorità nazionali e non all'UE, ma le regole su come suddividere lo spettro tra i fornitori di Internet e gli utenti devono essere concordate a livello europeo.
Fine della TV analogica: entro il 2013 ingresso della banda larga senza fili Sulla base dell'accordo, la banda a 800 MHz, attualmente utilizzata per la televisione, dovrebbero essere liberata in tutti gli Stati membri dell'UE per i servizi senza fili a banda larga, dal 1° gennaio 2013. Ciò contribuirà a creare un mercato paneuropeo delle telecomunicazioni, dove i nuovi servizi saranno in grado di creare opportunità e crescita per i 500 milioni di consumatori europei. Più spazio per il traffico dati mobile entro il 2015. Su richiesta del Parlamento, entro il 2015, dovrebbero essere assegnati al traffico dati mobile almeno 1200 MHz, afferma la normativa già approvata dai governi nazionali. Inoltre, la Commissione dovrebbe valutare, entro il 1° gennaio 2015, se vi sia la necessità di armonizzare le bande di frequenze supplementari per gestire la crescita del traffico dati senza fili

16 febbraio 2012 Eutelsat porta l’arte nei cinema europei. EutelsatMigliaia di appassionati d’arte di tutta Europa potranno assistere a “Leonardo Live”, una presentazione via satellite in HD della mostra “Leonardo da Vinci: un pittore alla Corte di Milano”. Quest’evento d’eccezione è frutto di una collaborazione tra Eutelsat Communications, operatore satellitare leader europeo, la società BY Experience, distributore newyorkese e PhilGrabskyFilms. Il programma di 100 minuti, filmato alla vigilia dell’apertura, verrà trasmesso da Eutelsat nei cinema, in simultanea in tutta Europa. La visita della mostra alla National Gallery permetterà ai telespettatori di scoprire la più grande collezione di quadri di Leonardo da Vinci mai riunita in un’unica collezione. L’evento è ancor più eccezionale se si considera che molti di questi capolavori pervenuti fino ai giorni nostri sono troppo fragili per essere trasportati, e che la mostra non sarà trasferita in alcun altro luogo. La visita sarà commentata dallo storico d’arte e conduttore televisivo britannico Tim Marlow. Il segnale in hd verrà ritrasmesso dal satellite Atlantic Bird 3 di Eutelsat – che già trasmette il segnale a oltre 600 sale in Europa – e distribuito ai cinema di Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svizzera. Leonardo Live è un ulteriore esempio di come i satelliti possano permettere al pubblico di partecipare ai grandi eventi culturali grazie alla trasmissione in alta definizione sugli schermi dei cinema. Negli ultimi quattro anni Eutelsat ha collaborato con numerose società, tra cui BY Experience, Gaumont-Pathé e Open Sky, per garantire in Europa la diffusione in diretta di opere presentate al Metropolitan di New York e di balletti del teatro Bolshoi di Mosca e dell’Opera Garnier di Parigi.

16 febbraio 2012 Il Consiglio d’Europa esorta i suoi paesi membri a rafforzare l’indipendenza editoriale e operativa delle emittenti pubbliche e degli altri media di servizio pubblico. Il Comitato dei Ministri dell’Organizzazione ha adottato una  Dichiarazione e una Raccomandazione che invitano gli Stati membri a modernizzare il quadro di governance dei media di servizio pubblico e ad adattarlo al mondo della moderna comunicazione, in cui le relazioni con il pubblico sono basate su trasparenza, apertura e dialogo. Secondo la Raccomandazione, alcuni media devono completare la loro transizione e passare dallo status di servizi di radiodiffusione di Stato, strettamente legati ai governi e controllati da questi ultimi, a quello di veri media di servizio pubblico. La Raccomandazione propone delle linee direttrici che gli organismi di servizio pubblico potrebbero applicare per modernizzare il loro sistema di governance: indipendenza, assunzione di responsabilità, gestione efficiente, capacità di risposta e responsabilità deontologica, trasparenza e apertura. Il Consiglio d’Europa sostiene il servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva in quanto parte integrante di uno spazio mediatico dinamico in una democrazia, al pari dei media commerciali e dei media comunitari. Nel 2011, il Consiglio d’Europa ha firmato un memorandum d’intesa con l’Unione europea di radiotelevisione al fine di rafforzare la cooperazione tra le due organizzazioni.

17 febbraio 2012 La Corte di Giustizia dell’Unione Europea dice No ai filtri sui social network. I social network non possono essere costretti a predisporre sistemi di filtraggio, riguardanti tutti i propri utenti, per prevenire la pirateria di opere audio-video. La Corte stabilisce con la sentenza che il gestore di un social network, come Facebook o Twitter, “non può essere costretto a predisporre un sistema di filtraggio generale, riguardante tutti i suoi utenti, per prevenire l’utilizzo illecito di opere musicali e audiovisive”. Secondo la Corte una simile imposizione non rispetterebbe il divieto di imporre a detto gestore un obbligo generale di sorveglianza, né l’esigenza di garantire il giusto equilibrio tra la tutela del diritto d’autore, da un lato, e la libertà d’impresa, il diritto alla protezione dei dati personali e la libertà di ricevere o comunicare informazioni, dall’altro.

16 febbraio 2012 Si insedia in Francia una Commissione sulla televisione connessa che permette all’utente di navigare sul web dal proprio televisore, consultare servizi annessi (meteo, programmi Tv …) grazie ai widgets che appaiono sullo schermo, accedere ai social network o ai servizi di video on-demand (VOD).  Secondo il Presidente del CSA Michjel Boyon “ è un rischio” e la ragione sta nel fatto che “contribuisce alla frammentazione dell’audience” e “non contribuisce al finanziamento della creazione". L’istituzione di questa Commissione mette probabilmente la Francia al primo posto rispetto a tutti i Paesi europei e quasi certamente a quelli del mondo intero”, ha commentato con soddisfazione il presidente del  CSA Michel Boyon. Sarà presieduta da Emmanuel Gabla e prevedrà cinque focus group: “Economia e concorrenza”, “Finanziamento  della creazione”, “Protezione delle minoranze”, “Nuovi format pubblicitari” e “Sfide tecnologiche”. A luglio e ottobre si riunirà in seduta plenaria, successivamente una volta ogni tre mesi. Questa Commissione mira a raccogliere una vasta rappresentanza delle parti interessate, che decideranno a quali gruppi di lavoro partecipare. Ci saranno, tra gli altri, i broadcaster (Canal+, TF1, Arte, Bolloré, Groupe NRJ...), le associazioni dei consumatori (UFC-Que Choisir), Médiamétrie, l’Istituto nazionale dell’audiovisivo, la Società degli autori, compositori ed editori di musica (Sacem), l’Antitrust, operatori tlc, via cavo e l’industria (Syndicat des Industries des Matériels audiovisuels électriques).

16 febbraio 2012 Gli Stati Uniti mettono all’asta  le frequenze radio pubbliche, utilizzate per canali televisivi,  per creare reti wireless. Operazione con la quale il Congresso punta a raccogliere 25 miliardi di dollari. Le reti wireless serviranno a velocizzare le connessioni di smartphone, tablet e altri dispositivi mobile.

19 febbraio 2012 Svolta epocale per il futuro della Tv su internet. A partire da questa settimana Netflix e Hulu iniziano a lanciare le prime serie televisive in esclusiva per il web. Si tratta di una mossa tattica da parte delle due compagnie, che offrono un abbonamento per vedere film e documentari in streaming, che temono un possibile blocco del mercato degli show televisivi. Distribuendo serie nate per la rete e non presenti in televisione, le due società sperano di aumentare il numero di clienti disposti a pagare circa 10 dollari al mese (9,99 per Netflix, 7,99 per Hulu) per vedere film e serie tv online.

22 febbraio 2012. Agcom delibera n. 93/12/cons Piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre delle regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia (aree tecniche nn. 11, 14 e 15 )

23 febbraio 2012. Nuova interfaccia faccia per i decoder My Sky HD consente anche la ricezione di contenuti broadband trasformando Sky in una piattaforma ibrida capace di connettersi alla banda larga, ricevere il segnale satellitare e, grazie alla Digital Key, di accedere anche all’offerta gratuita del digitale terrestre. Tante le novità introdotte dal nuovo sistema operativo di My Sky HD: una nuova interfaccia in Alta Definizione completamente ridisegnata nella grafica e nelle funzionalità, con una “mini-tv” integrata per non interrompere la visione dei programmi durante la navigazione. Ma anche un “motore di ricerca” esteso a tutta l’offerta e ai servizi Sky, con comandi semplificati e funzioni di ricerca più articolate; un comando “collega-serie” intuitivo ed immediato, per registrare dal primo all’ultimo episodio le proprie serie tv preferite; servizi interattivi che sfruttano al meglio le potenzialità dell’Alta Definizione. Inoltre il servizio “Parental control” è ancora più vicino alle esigenze dei genitori che, in qualsiasi momento, sono nelle condizioni di decidere ciò che i propri figli possono o non possono vedere. Il nuovo software, inoltre, attiva la porta Ethernet del decoder My Sky HD, predisponendolo alla ricezione di contenuti broadband e anticipando quindi le future modalità di fruizione che permetteranno all’utente di scegliere con sempre maggiore libertà cosa vedere e quando vederlo.

22 febbraio 2012 Il Parlamento francese ha definitivamente adottato la legge sulla digitalizzazione delle opere indisponibili del XX secolo, che consente di comprare anche su internet i libri ormai introvabili nelle biblioteche. Le nuove disposizioni mirano a rendere accessibile in formato digitale tutta la produzione letteraria del secolo scorso, ormai fuori dal commercio, che però non è ancora di dominio pubblico perché non sono passati 70 anni dalla morte degli autori. La legge prevede che la Biblioteca nazionale francese raccolga in una banca dati pubblica tutte queste opere, il cui sfruttamento sarà gestito dalla Società di raccolta e distribuzione dei diritti (Société de perception et de répartition des droits - SRPD), che garantirà, in modo equo, il giusto compenso agli editori e autori. “Attraverso questo testo ambizioso, dimostriamo che la diffusione delle opere su internet può farsi senza violare il diritto d’autore e senza contraffazione”, ha commentato con soddisfazione il Ministro della Cultura, Frédéric Mitterrand.

17-23 febbraio 2012 Secondo dividendo digitale. La Conferenza mondiale sulle Radiocomunicazioni WRC 2012 ha trovato un accordo che autorizza i Paesi sottoscrittori ad assegnare un secondo dividendo digitale, ovvero una parte della banda a 700Mhz, attualmente utilizzata per servizi televisivi, agli operatori di telecomunicazione.

27 febbraio 2012 Google punta alle licenze USA della Tv via cavo. Parte la sfida a Time Warner Cable e Comcast. Entro pochi mesi il lancio dei primi servizi pay-tv in Kansas e Missouri. Dopo un inizio non proprio brillante e un passaggio intermedio di ridefinizione, la Google TV 2.0 sembra pronta per un lancio sul mercato americano più deciso e promettente. I miglioramenti apportati al sistema operativo Android (3.1) e l'accesso application market hanno consentito a Montain View di offrire al consumatore una televisione interattiva più funzionale ed adatta all’ambiente domestico in via di digitalizzazione. Il motore di ricerca più popolare al mondo continua a investire risorse sulla sua piattaforma televisiva e punta sui servizi di video online e pay-tv via cavo. Secondo quanto riportato da Hollywood Reporter, Google sta cercando di espandere il suo mercato nelle regioni occidentali degli Stati Uniti, con nuovi canali a pagamento, mentre è di qualche settimana fa l’annuncio della Sony Corporation di portare la Google Tv in Canada entro l’estate del 2012. La tv via cavo è ancora la piattaforma a pagamento più seguita negli USA e Google ha intenzione di posizionarsi anche su questo mercato. “Presto la Google TV sarà accessibile in Kansas e Missouri a partire dall’area di Kansas City – hanno affermato Carlos Kirjner e Craig Moffett, due analisti di Sanfrod C. Bernestein – e degli accordi con grandi fornitori di contenuti e servizi sono già in corso”. Per il Wall Street Journal, entro due mesi la Google TV sarà già operativa. L’entrata di Google nel mercato dei servizi televisivi del Kansas è vista come una sfida chiara nei confronti di Time Warner Cable e Comcast, i due maggiori operatori via cavo locali

2 marzo 2012 Salta il beauty contest Viene approvato il decreto-legge, n. 16, poi convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3- quinquies, nell’introdurre misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, configura una nuova distribuzione del dividendo digitale che avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo il quadro in coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del riassetto e della razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del corrente anno (WRC-2012).

8 marzo 2012 Piattaforme emergenti All’esito della fase istruttoria, il quadro complessivamente emerso presenta secondo AGCOM importanti novità che hanno portato a confermare la valutazione già espressa nella delibera n. 665/09/CONS per la televisione digitale terrestre e satellitare e a ritenere che, allo stato attuale, non possano più essere considerate come emergenti le piattaforme trasmissive della TV su IP (nella quale sono state fatte rientrare l’IPTV, la webtv e l’OTT-TV), della televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA/LTE) e della televisione via rete DVB-H, valutazione che è stata sottoposta a consultazione pubblica con delibera n. 103/12/CONS dell’8 marzo 2012.

15 marzo 2012 La delibera n. 131/12/CONS del 15 marzo 2012, recante “Approvazione definitiva della lista degli eventi di grande rilevanza di cui è assicurata la trasmissione su palinsesti in chiaro” conclude il processo di revisione, integrazione e aggiornamento della delibera n. 8/99 del 9 marzo 1999, iniziato con la consultazione pubblica indetta con delibera n. 302/10/CONS del 24 giugno 2010, alla luce del disposto dell’articolo 32-ter del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, introdotto dal decreto legislativo n. 44/2010, di recepimento dell’art. 14 della direttiva sui servizi di media audiovisivi 2007/65/CE, ora 2010/13/UE. Tale articolo 32-ter attribuisce all’Autorità il compito di compilare una lista degli eventi, nazionali e non, considerati di particolare rilevanza per la società di cui è assicurata la diffusione su palinsesti in chiaro, determinando altresì se le trasmissioni televisive di tali eventi debbano essere in diretta o in differita, in forma integrale ovvero parziale. La ratio del citato articolo è che sia garantita a una parte consistente del pubblico italiano la visione degli eventi di particolare rilevanza su canali televisivi gratuiti accessibili alla maggior parte della popolazione, senza costi supplementari per l’acquisto di impianti tecnici. In tal modo è impedita la trasmissione solo in forma codificata degli eventi inseriti nella lista e la conseguente frustrazione della finalità della norma. Per esser considerato “di particolare rilevanza per la società” un evento deve rispondere ad almeno due dei seguenti quattro criteri individuati dalla Commissione europea a) l’evento e i suoi esiti godono di risonanza speciale e generalizzata in Italia e interessano anche altre persone oltre a quelle che normalmente seguono il tipo di evento in questione; b) l’evento gode da parte della popolazione di un riconoscimento generalizzato, riveste una particolare importanza culturale ed è un catalizzatore dell’identità culturale italiana; c) l’evento coinvolge la squadra nazionale di una determinata disciplina sportiva in un torneo internazionale di grande rilievo; d) l’evento è stato tradizionalmente trasmesso sulla televisione non a pagamento e ha raccolto un ampio pubblico di telespettatori in Italia. Considerata la derivazione comunitaria delle misure che gli Stati membri pongono in essere per dare attuazione alla materia in questione, le liste nazionali, una volta approvate nel contenuto, devono essere sottoposte alla valutazione del Comitato di contatto presso la Commissione europea, che riunisce nel suo consesso rappresentanti di tutti gli Stati membri per le materie coperte dalla citata direttiva e che ha tre mesi di tempo decorrenti dalla notifica del provvedimento per esprimere il proprio parere sulla compatibilità con il diritto dell’Unione europea delle misure adottate dagli Stati membri. A tale verifica di compatibilità col diritto comunitario è altresì subordinata l’opponibilità delle liste nazionali alle emittenti stabilite in altri Stati membri. Il Consiglio dell’Autorità ha definitivamente adottato le misure sottoposte alla Commissione europea con la delibera n. 131/12/CONS, recante “Approvazione definitiva della lista degli eventi di grande rilevanza di cui è assicurata la trasmissione su palinsesti in chiaro”, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1° settembre 2012. la cui entrata in vigore è prevista per il 1° settembre 2012.

15 marzo 2012  Il Consiglio dell’Autorità approva la delibera n. 130/12/CONS pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – serie generale n. 86 del 12 aprile 2012. Avvio di una indagine conoscitiva propedeutica alla definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. I quesiti proposti nell’indagine riguardano, in particolare, i mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in generale, alla programmazione televisiva. Il termine per far pervenire le informazioni da parte dei soggetti interessati è stato fissato in 30 giorni decorrenti dalla pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale.

29 marzo 2012 Scade il Consiglio di amministrazione Rai

2 aprile 2012 Da settembre Sony commercializzerà in Francia Google Tv’, ovvero due dispositivi dotati di sistema operativo Android  Il primo si presenta come un semplice decoder Google Box’ e sarà venduto a 200 euro il secondo integrerà in più un lettore Blu-ray al prezzo di 300 euro. E’ la prima volta che la soluzione di Google, lanciata a ottobre 2010 negli USA e rivisitata lo scorso anno, sarà disponibile anche in Francia. Dovrebbe essere lanciata pure in diversi Paesi dell’Europa occidentale, come Regno Unito , Germania o Spagna. I due decoder daranno accesso, attraverso il bottone menu dell’apposito telecomando, a ‘Google Play Store’, la nuova piattaforma di Google che raggruppa tutte le offerte di contenuti del gigante di internet. In primo luogo una serie di applicazioni concepite appunto per la televisione.

3 aprile 2012 Tv ibrida: Eutelsat lancia in Germania i primi servizi con standard HbbTV KabelKiosk Choice basato sullo standard HbbTV, che consente di mettere insieme la ricezione dei canali televisivi tradizionali e l’accesso a un’offerta arricchita di servizi e contenuti online porterà nelle case con Tv via cavo la Tv tradizionale e i contenuti web-based. Il lancio di questo nuovo servizio è una tappa fondamentale nello sviluppo della piattaforma KabelKiosk, il cui ruolo fino a oggi è stato quello di aggregare un’offerta attrattiva di programmi Tv per alimentare le reti indipendenti via cavo e via Adsl in Germania. KabelKiosk Choice rappresenta oggi per gli operatori di rete, i broadcaster e i fornitori di contenuti tedeschi, uno spazio privilegiato che consente di accrescere il parco clienti e generare nuove entrate con offerte più ricche da fruire sulla connected Tv. KabelKiosk Choice include servizi di video-on demand, catch-up TV, accesso ai portali di notizie e informazioni locali. Gli utenti accedono attraverso un set-top box o una Tv connessa che supporta lo standard HbbTV. La società è già al lavoro per offrire anche una soluzione che consentirà di portare il servizio su tablet e smartphone. KabelKiosk Choice verrà commercializzato in modalità white label, permettendo così ai player di offrire il servizio col proprio marchio. Questi possono anche confezionare  una propria offerta con notizie locali, feeds RSS, video e promozioni. Grazie a un Content Management System integrato, i player potranno facilmente aggiornare i contenuti e le applicazioni. Partner storico dei broadcaster di Tv lineare, oggi Eutelksat ha l’ambizione di giocare, attraverso la convergenza tra Tv tradizionale e contenuti distribuiti online, il ruolo di catalizzare che ha avuto fin dall’arrivo della Tv digitale”.“Il servizio KabelKiosk Choice è il primo di una nuova generazione di soluzioni ibride che svilupperemo su tutti i nostri mercati per offrire a broadcaster, fornitori di contenuti e operatori di rete nuovi spazi che associano il satellite e le reti terrestri e consentiranno di far aumentare la loro audience”.

3 aprile 2012 Secondo il Wall Street Journal Google si prepara a lanciare sul mercato prima dell’estate un proprio tablet  (prodotto da terzi). Il dispositivo dovrebbe essere venduto esclusivamente su internet, in modo da poter avviare una strategia aggressiva sul versante del prezzo, che dovrebbe essere inferiore ai 200 dollari. Google potrebbe così entrare in diretta concorrenza con l’iPad di Apple e con il Kindle Fire di Amazon, venduto a 199 dollari. Questa operazione è volta a promuovere il sistema operativo di Google, Android, che ha ancora difficoltà a competere con Apple nelle vendite di tablet. Google procede anche con la propria strategia per il mercato degli smartphone, dove ha lanciato la propria gamma di telefonini, ‘Nexus’.

3 aprile 2012 Mediaset cede la propria quota nella società olandese di forma televisivi Endemol acquisita nel 2007. L'incasso per la quota, inserita nel bilancio 2011 tra i titoli disponibili per la vendita, dovrebbe essere pari a circa 72 milioni di euro.

4 aprile 2012 DAB sperimentale nella Provincia di Trento. Sulla base della disponibilità di risorse destinate al servizio di radiodiffusione radiofonica in tecnica digitale dalla Conferenza di Ginevra 2006, unitamente alla valutazione delle frequenze utilizzabili in banda III-VHF, a seguito dell’avvenuta conversione del sistema televisivo in tecnica digitale, AGCOM approva delibera n. 180/12/cons “Piano provvisorio di assegnazione delle frequenze per il  Servizio radiofonico digitale nella regione del Trentino Alto Adige. Progetto pilota nella provincia autonoma di Trento”

17 aprile  2012 Un emendamento approvato al Senato sostituisce il Beauty Contest con una gara per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digital e Rai,  Mediaset  e  H3G  potranno usare le frequenze DVB-H, acquistate per i servizi di Tv mobile, per la trasmissione di programmi televisivi su digitale terrestre in DVB-T. Ma rimane il limite antitrust di 5 multiplex per ogni soggetto e il principio della separazione societaria. su proposta del Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, ha approvato la presentazione di un emendamento parlamentare al decreto di semplificazione fiscale contenente le misure per l’annullamento della procedura di gara per l'assegnazione gratuita delle frequenze derivanti dal cosiddetto dividendo digitale. Con questa decisione - che tiene conto di diversi Ordini del giorno approvati dalla Camera e del mutato contesto economico-sociale rispetto a quando il beauty contest era stato avviato - il governo intende valorizzare economicamente una risorsa preziosa quale quella delle frequenze, puntando inoltre al consolidamento dell'industria televisiva e allo sviluppo del comparto TLC. Si pongono così anche le basi, si legge nel comunicato stampa, per la chiusura della procedura di infrazione comunitaria da tempo aperta contro l’Italia e si creano le condizioni per aumentare ulteriormente il pluralismo, la trasparenza e l'apertura del mercato. Nella relazione tecnica all’emendamento si legge che la norma che introduce l’asta per le frequenze tv è “idonea ad assicurare l’acquisizione di un introito per il pubblico erario al momento non compiutamente quantificabile e comunque molto rilevante”. “Ulteriori prevedibili nuove o maggiori entrate - prosegue la relazione tecnica all’emendamento del governo sulle frequenze tv - potranno derivare dalle successive procedure di gara riguardanti le frequenze che saranno destinate ad usi di telecomunicazione e dal previsto riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive”. Non sono previsti oneri nuovi per la gestione della gara e anche per “gli indennizzi” previsti per i partecipanti alla procedura di gara prima sospesa e poi annullata le risorse saranno recuperate dagli introiti della stessa gara. I singoli lotti messi a gara saranno composti da reti di più frequenze, modulabili per macroaree di diffusione. Alcune di queste frequenze, posizionate sopra la banda 700,  saranno assegnate per un periodo di tempo più limitato in quanto, coerentemente con le future decisioni comunitarie, potranno essere destinate a servizi diversi da quelli televisivi e dunque riassegnate, tramite ulteriori aste,  a operatori TLC. I lotti di frequenze saranno assegnati tramite aste a titolo oneroso. Il bando della prima asta sarà emanato dal MiSE entro i prossimi 120 giorni e sarà basato su regole stilate dall’Agcom, sentiti i competenti uffici della Commissione Ue. Con questo sistema di assegnazione, lo spettro nazionale sarà maggiormente valorizzato e sfruttato in maniera più efficace, consentendo l'adozione delle più avanzate tecnologie trasmissive presenti sul mercato. Le regole della gara dovranno, quindi, essere elaborate dall’Agcom, sentiti i competenti Uffici della UE e attenendosi ai seguenti criteri e principi direttivi:
·        Aggiudicazione all’offerta economica più elevata, anche mediante rilanci competitivi;
·        Partecipazione alla gara riservata agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete, che dovranno consentire l’accesso ai fornitori di programmi a condizioni eque e non discriminatorie. In questo modo sarà più facile e meno oneroso accedere al mercato televisivo;
·        Fissazione dei criteri e delle priorità per favorire i fornitori di programmi nuovi entranti e l’innovazione tecnologica;
·        Composizione ottimale dei diversi lotti messi a gara e modulazione della durata dei diritti d’uso delle singole frequenze, così da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze secondo la disciplina dello spettro radio stabilita dalla Commissione europea e dagli organismi internazionali competenti, con particolare riguardo agli obiettivi della agenda digitale nazionale ed europea.
 L’Autorità e il Ministero dovranno adottare ogni azione utile a garantire la concorrenza, l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, in riferimento anche agli indirizzi dettati dalla Conferenza mondiale di Ginevra 2012 e dall’Unione Europea nell’ambito degli obbiettivi dell’agenda digitale. In questo modo il sistema trasmissivo nazionale potrà rispondere efficacemente ai crescenti bisogni di banda larga e di comunicazione tramite la rete. Si prevede entro la fine del 2012 il riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive, che saranno progressivamente applicati per favorire l’ottimale utilizzo delle frequenze. Vengono previste misure atte a favorire l’introduzione di nuovi standard televisivi DVB-T2, MPEG4 e successive evoluzioni, attraverso i quali sarà possibile aumentare la quantità e la qualità della trasmissione televisiva. Per questo motivo, a partire dal 1° gennaio 2015 le aziende produttrici di televisori saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i nuovi standard. Le nuove tv, dal 1° luglio 2015, saranno le uniche a poter essere commercializzate. Gli standard DVB-T2 e MPEG-4 necessitano inoltre di un numero più limitato di frequenze e ciò consentirà la trasmissione di una quantità più ampia e avanzata di contenuti. Sono abrogati gli attuali riferimenti di legge alle parti della delibera n. 181/09 dell’Autorità incompatibili con la nuova disciplina, fermi restando i limiti di concentrazione previsti dalla medesima direttiva per ciascun operatore. Di conseguenza viene annullato il bando che ha indetto la gara beauty contest, rinviando a un decreto interministeriale la definizione dei criteri e delle modalità per l’attribuzione di un indennizzo ai partecipanti.

22 Aprile -  6 maggio 2012  Decima elezione presidenziale in Francia. Il socialista Francois Hollande leggermente in testa già al primo turno, sconfigge al secondo turno con il 51,62% il presidente uscente il gollista Nicolas Sarkozy. Notevole l’affermazione di Marine Le Pen figlia del leader storico del Front National Jean Marie Le Pen che conquista il 17,9% distanziando largamente il leader del Front de Gauche Jean Luc Mélenchon, fermo all11,10%. Deludente il risultato del centrista del Movimento Democratico Francois Bayrou in calo al 9,13%. In forte calo il candidato dei verdi Eva Joly (2,31%), il moderato Nicolas Dupont Aignan (1,79%)  e i due candidati trotzkisti Philippe Poutou (1,15%) e Nathalie Arthaud (0,56%) e il moderato Jacques Cheminade (0,25%)




XVIII L’intermezzo dalla seconda alla terza Repubblica. La crisi della televisione commerciale, l’egemonia di Murdoch e la Rai dei banchieri (2012)

Dalla tv domestica familiare al nomadismo mediatico personalizzato

Come emerge dal rapporto 2012 di It Media “Il panorama audiovisivo è in trasformazione, in seguito alla concorrenza derivante dai nuovi operatori Over-the-Top come Netflix, che nel 2012 ha proseguito la propria espansione internazionale lanciando i propri servizi in Regno Unito e Irlanda. Le offerte OTT come quelle di LoveFilm (di Amazon), Blinkbox (di Tesco) o YouView (il servizio di connected TV capeggiato da BBC), solo per limitarsi al mercato inglese, pongono grandi sfide agli operatori TV tradizionali, che sono indotti ad entrare nel mercato online. Per citare qualche caso: Sky Now TV, Iplayer, Premium Play, Sky on Demand. Le iniziative hanno natura difensiva, ma possono contribuire a costruire un servizio più ampio, migliore e completo ai propri abbonati, che in tal modo superano la tentazione di disdire l’abbonamento (cord-cutting). L’ingresso nel segmento OTT permette a broadcaster e operatori pay-TV di valorizzare i servizi esistenti fornendo nuovi modi per accedere ai contenuti, accrescendo la gamma dell’offerta ed estendendo la propria influenza sui nuovi media, oltre che generare nuove fonti di ricavi. Nei 5 maggiori Paesi il 48% dei consumatori dichiara di aver visto un film o uno spettacolo TV via internet. Il PC è il terminale preferito per lo streaming video (68%), seguito da connected TV e lettori Blu-ray connessi (20%). Per questo motivo gli operatori TV guardano agli schermi secondari come smartphone e specialmente tablet, per consolidare il rapporto con gli spettatori e migliorare il loro coinvolgimento nell’esperienza televisiva. Essi cercano inoltre un posizionamento tra i business model emergenti in seguito alla diffusione di tali dispositivi. Gli schermi secondari offrono un elevato grado di personalizzazione, attivando contatti e raccomandazioni su programmi e contenuti. Per gli operatori TV rappresentano un’opportunità  per nuove fonti di ricavo (pay o pubblicità) e per ampliare il concetto di prime time. Si passa molto più tempo a guardare la TV di quanto si passi online (4 ore contro 15 min al giorno). Ma l’esplosione dei social media e la rapida adozione di dispositivi connessi minacciano la capacità dei broadcaster di trattenere e coinvolgere gli spettatori. Il tempo trascorso su Facebook non è necessariamente sottratto alla TV. Ma sempre più consumatori, mentre guardano lo schermo TV, si concentrano su dispositivi portatili (smartphone, tablets ..).  La misurazione di queste attività parallele nella rilevazione degli ascolti rischia di essere dirompente per broadcaster e inserzionisti. I consumatori usano dispositivi diversi per esigenze diverse: smart TV per la catch-up TV, smartphone e tablet per attività svolte individualmente, come social media.  Ma lo sviluppo di app “Social” per schermi secondari – es. Zeebox – che aumentano il coinvolgimento degli spettatori TV potrebbe cambiare  in futuro  le abitudini degli utenti. L’uso simultaneo di più schermi crea opportunità per tutti gli operatori: sfruttando il successo dei social media e dei dispositivi secondari connessi, si creano esperienze che migliorano, più che distogliere, la visione TV. Se non è più un segreto che l’online sta cambiando la TV, è ancor vero che la fruizione della TV tradizionale ricoprirà ancora un ruolo importante. Il futuro della TV è dunque interattivo e Internet sta spingendo le vecchie piattaforme televisive ad adeguarsi. In definitiva, secondo quanto emerge dal rapporto ITMedia Consulting, la televisione continua ad essere attraente e centrale nell’utilizzo del tempo libero e nelle preferenze dei consumatori ma non è più monolitica e portatrice di modelli unici e consolidati (broadcasting). Personalizzazione, immediatezza e ubiquità sono le condizioni che garantiranno alla TV di continuare a essere attraente e competitiva nell’accesso privilegiato alle informazioni e nell’utilizzo del tempo libero.


6-7 Maggio 2012 Si svolge il primo turno delle elezioni amministrative in Italia. Segnano la crescita della frammentazione del sistema politico con un tracollo del PDL (precipitato al 11,58%) e della Lega (2,71%), un drastico ridimensionamento del Terzo Polo e una tenuta del PD (che da solo conquista il 16,29%). Cresce il malcontento con l’astensione, l’affermazione a sinistra di candidati dissidenti come Leoluca Orlando a Palermo il vendoliano Marco Doria a Genova che sfiorano la vittoria al primo turno con il 47,42% e il 48,31%)), il leghista maroniano Flavio Tosi a Verona (eletto al primo turno con il 57,35%) e l’affermazione del Movimento 5 stelle, terzo partito con il 6,9%, davanti a UDC (4,96%), Italia dei Valori(4,47%), Sinistra Ecologia e Libertà (3,07%) e Lega (2,71%), Movimento per le Autonomie (2,13%), Futuro e Libertà per l’Italia (1,89%), Federazione della Sinistra (1,2%), Alleanza per l’Italia (0,83%), Partito Socialista Italiano (0,80%), Alleanza di Centro (0,47%), La Destra (0,42%) e Federazione dei Verdi (0,27%). Complessivamente la voce altri (liste civiche, liste dei candidati a sindaco apparentate ai tre principali schieramenti, liste dissidenti e altre formazioni minori) rappresentano ben il 42% dei voti espressi.

7 Maggio 2012 Per uniformare la pianificazione di dettaglio delle risorse da destinare alle emittenti locali nelle aree già transitate al digitale prima del 2011 ai dettami della normativa sopra evidenziata AGCOM approva Delibera n. 265/12/cons Revisione del piano di assegnazione delle frequenze per il  servizio televisivo digitale terrestre nelle regioni Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, aree transitate al digitale prima dell’anno 2011

 2021 maggio 2012 al ballottaggio delle elezioni amministrative Il PD conquista numerosi comuni strappando al centrodestra fra le altre le città di Como e Monza. La legga perde sette comuni su sette. Il Centrosinistra batte ilk centrodestra quindici a sei.  Sebbene al primo turno largamente distanziato dal rappresentante del PD fermo al 19,5% contro il 39,2% il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti conquista a sorpresa il municipio di Parma con oltre il 60% dei voti.

6 giugno 2012 Il Parlamento nomina i quattro commissari dell’Autorità Garante per le Comunicazioni: sono Maurizio Decina (pd) Antonio Martusciello (pdl), antonio posteraro (udc) e Antonio Preto (pdl). Due giorni dopo il presidente del consiglio Monti indica l’economista bocconiano Angelo Marcello Cardani come presidente

8 giugno 2012  A sorpresa il Presidente del Consiglio Monti indica la vice direttore della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola come Presidente del CdA Rai in sostituzione di Paolo Garimberti. Rappresentante indicato dal Tesoro è l’economista delle finanze  Marco Pinto. Come DG Monti propone il banchiere Luigi Gubitosi già manager di Bank of America Merril Lynch. Formalmente dovrebbe essere designato dal CdA di concerto con l’azionista, ovvero con il Tesoro. L’obiettivo di Monti è varare una riforma della governance del servizio pubblico.

23 giugno 2012 Con delibera n. 353/11/CONS, l’Autorità ha adottato il nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale, che disciplina l’attività di fornitura di servizi di media audiovisivi lineari, ivi inclusa la diffusione di contenuti radiofonici digitali, di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato e di operatore di rete, su frequenze televisive terrestri in tecnica digitale..Il nuovo regolamento ha sostituito il precedente regolamento (di cui alla delibera n. 435/01/CONS) con una nuova disciplina che ha tenuto conto delle modificazioni normative intervenute in materia di radiodiffusione televisiva terrestre e della regolamentazione medio tempore adottata dall’Autorità in tale materia.

L’allegato A del nuovo regolamento (art. 1) ha allineato le definizioni a quanto previsto dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che, nel recepire la direttiva 2007/65/CE, ha introdotto, tra l’altro, nuove definizioni per caratterizzare l’attività di fornitura di programmi audiovisivi. In merito alle autorizzazioni per la fornitura di servizi di media audiovisivi (artt. 3-7), in un’ottica di proporzionalità e neutralità tecnologica, è stato precisato che i requisiti di capitale sociale e numero dei dipendenti occupati previsti ai fini del rilascio dell’autorizzazione in ambito nazionale e locale, requisiti mutuati dal regime televisivo analogico, trovano applicazione fino alla data stabilita dalla legge per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica.

Anche le disposizioni concernenti gli obblighi di programmazione (artt. 8-14), cui sono sottoposti i soggetti titolari di autorizzazione (registro programmi, responsabilità e rettifica, pubblicità, sponsorizzazioni e televendite e promozione della produzione audiovisiva europea) sono stati allineati alla nuova disciplina introdotta dal Testo unico. Con riferimento all’attività di operatore di rete televisiva (artt. 16-21) è stato specificato che tale attività, in ambito nazionale e locale, è soggetta ad autorizzazione generale, mentre il diritto d’uso di frequenze digitali terrestri è conseguito dai soggetti autorizzati con distinto provvedimento dal Ministero dello sviluppo economico.

Sono  stati altresì specificati gli obblighi cui sono tenuti i predetti operatori, di seguito sintetizzati:
a)      rispetto degli obblighi stabiliti dall’articolo 42, comma 1, del Testo unico;
b)     rispetto delle norme tecniche di emissione vigenti, adottando standard trasmissivi compatibili con le norme previste all’Allegato A della delibera dell’Autorità n.216/00/CONS, come modificata, e osservando gli obblighi in tema di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre stabiliti dalla legge e dalla delibera n. 366/10/CONS;
c)     rispetto delle normative sanitarie, ambientali, urbanistiche e di assetto territoriale per l’installazione delle infrastrutture e delle apparecchiature, nonché le disposizioni relative alla condivisione o alla messa a disposizione degli impianti e dei siti;
d)     obbligo di assicurare la sicurezza del funzionamento della rete, il mantenimento della sua integrità, la qualità del segnale irradiato, l’adeguata copertura del bacino assegnato, comunque non inferiore all’80% della popolazione del bacino stesso da raggiungere nell’arco di cinque anni dall’assegnazione del diritto di uso delle frequenze;
e)     ai fini dell’uso efficiente dello spettro radio, obbligo di trasportare su ciascuna rete nazionale o locale DVB-T, almeno sei programmi o palinsesti diffusi in tecnica standard definition (SD) ovvero almeno tre programmi o palinsesti diffusi in tecnica high definition (HD), ovvero ancora, in caso di diffusione mista SD ed HD, almeno quattro programmi televisivi di cui uno diffuso in HD. Nel numero di programmi di cui alla presente lettera sono compresi i programmi simulcast analogico/digitale e i programmi HD simulcast dei programmi SD, nonché i programmi differiti dello stesso palinsesto.Tali configurazioni trovano applicazione decorsi sei mesi dalla data di definitiva cessazione delle trasmissioni televisive analogiche. L’operatore di rete in ambito locale, in particolare, fermo il rispetto della quota di riserva di capacità trasmissiva stabilita dall’articolo 8, comma 2, del Testo unico a favore dei soggetti autorizzati a fornire contenuti televisivi in ambito locale e degli obblighi di must carry previsti dal Regolamento, può fornire servizi di trasmissione e diffusione a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale nel rispetto delle seguenti condizioni:
f)      la capacità trasmissiva offerta non può superare quella necessaria a trasportare due programmi nazionali per ciascun multiplex, salva la compatibilità con gli obblighi di must carry dal regolamento;
g)     la capacità trasmissiva non può essere offerta a fornitori di contenuti nazionali controllati da o collegati con gli operatori di rete televisiva nazionale. Inoltre la capacità trasmissiva utilizzata per il trasporto del contenuto nazionale deve consentire una copertura di almeno il 50% della popolazione nazionale nel periodo di switch-over e una copertura di almeno l’80% della popolazione nazionale alla data dello switch-off nazionale, da conseguire mediante forme di consorzio o intese da parte di operatori di rete in ambito locale.

È stato altresì specificato che ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale trasportati da operatori di rete locali spettano le numerazioni dei canali a diffusione nazionale previste dal Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre di cui all’allegato A della citata delibera n. 366/10/CONS secondo i generi di programmazione ivi previsti.
Con riferimento al regime contributivo, è stato altresì stabilito che, fino alla fine dell’anno di definitiva cessazione delle trasmissioni analogiche su tutto il territorio nazionale, continui ad applicarsi il vigente regime di contribuzione ai soggetti operanti su frequenze televisive terrestri anche in tecnica digitale. Allo scadere di tale periodo i contributi per i diritti d’uso delle frequenze saranno determinati secondo il regime di contribuzione previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche, assicurando almeno la compatibilità con gli attuali introiti statali.
Con riferimento alle norme in materia di tutela del pluralismo e concorrenza e non discriminazione (artt. 24-25), il Regolamento ha allineato i criteri alle disposizioni del Testo unico e stabilito che, ai fini della verifica d’ufficio del rispetto dei limiti alle autorizzazioni alla fornitura dei programmi televisivi nazionali e locali, comunque entro il 30 ottobre di ciascun anno, i soggetti autorizzati alla fornitura di programmi televisivi nazionali e locali comunicano entro il 30 giugno di ciascun anno all’Autorità il numero dei programmi autorizzati alla diffusione secondo il modello allegato al Regolamento

27 -28 giugno 2012 La Commissione Trasporti della Camera dà il via libera, con 36 voti favorevoli, tre contrari e un astenuto, alla nomina di Angelo Marcello Cardani alla presidenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nel suo settennato alla guida dell’Autorità, Cardani sarà affiancato dai 4 consiglieri espressi da Montecitorio e da Palazzo Madama: Maurizio Dècina, Antonio Martusciello, Francesco Posteraro e Antonio Preto.

30 giugno 2012 A questa data la forza-lavoro del Gruppo Rai  è di 11.569 dipendenti a cui si aggiungono 1.660 risorse  a tempo determinato, per un totale di oltre 13 mila dipendenti. Secondo i dati di Mediobanca, aggiornati a fine 2011, in forza alla Rai, alla fine del 2011, c’erano 11.378 lavoratori, più dei 10.830 totalizzati da Mediaset (6.126), Sky Italia (3.995) e Ti Media (709) messe insieme. Numeri che, come abbiamo visto dall’ultima semestrale, sono lievitati. Nel 2011, sottolinea ancora Mediobanca, il costo del lavoro ha rappresentato il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset, il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di euro di canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi di euro, ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky Italia. Nel quinquennio 2007-2011 tra le fonti di ricavo della Rai l’unica ad aumentare è il canone, con introiti saliti del 7,8%, mentre la pubblicità è scesa del -21,9% (da 1,23 miliardi a 965 milioni) e gli altri ricavi del 30,9% (da 350 a 242 milioni). I ricavi della televisione pubblica sono così scesi dell’8,1%, contro un aumento del 4,3% di quelli di Mediaset e del 15% di Sky Italia. Per la sola La7 i ricavi sono aumentati del 44,8% (-9,2% per tutto il gruppo Ti Media). Il primo semestre 2012 della Rai, chiuso con una perdita di 129 milioni, ripropone la stessa situazione: i dipendenti sono saliti dell’1,7% a 11.569 unità mentre il fatturato è sceso del 7,1% a 1.433 milioni. Il quadro è comunque difficile per tutti: l’utile di Mediaset si è ridotto da 163 a 43 milioni e i ricavi sono scesi del 10,7%, mentre per La7 il contenimento del calo del fatturato (-1,4%), non ha impedito una perdita di 37 milioni.

1 luglio 2012 Secondo quanto previsto dal contratto di servizio all’art. 36,   “le trattative per la stipulazione del Contratto relativo al triennio 2013-2015” debbono essere avviate dalle parti entro il 1° luglio 2012. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei  mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e locali.

4 luglio 2012. Data storica per la televisione. L’Italia è tutta digitale.  Finiscono le trasmissioni analogiche Con lo spegnimento delle trasmissioni analogiche in Sicilia – l’ultima regione in calendario preceduta nei mesi precedenti da  Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria per un totale di 13,5 milioni di abitanti interessati nel 2012; 5222 impianti  - si è infatti conclusa la digitalizzazione del Paese iniziata in Sardegna nel luglio del 2008. Il passaggio al digitale terrestre, dice il Ministero, è avvenuto in otto anni (quattro anni fra il primo e l’ultimo switch over) nel pieno rispetto delle tempistiche europee e ha coinvolto, su tutto il territorio nazionale, 10 emittenti nazionali e oltre 550 locali (che trasmettevano in analogico), per un totale di 24.200 impianti di trasmissione, attraverso i quali la quasi totalità dei cittadini italiani può usufruire del nuovo segnale. Nelle zone d’ombra i telespettatori possono contare sul segnale satellitare. TivùSat, per esempio, è la risposta a questi problemi tecnici, poiché è complementare al digitale terrestre. Con essa, infatti, la televisione gratuita arriva in quelle aree orograficamente più difficili, offrendo a tutti una ulteriore possibilità di scelta. TivùSat ha raggiunto un risultato molto importante con il suo milione e mezzo di smart card attive grazie a scelte concrete, capaci di rispondere alle necessità degli editori e alle esigenze degli utenti.

5 luglio 2012 Dopo giornate di polemiche si completa il quadro del Consiglio di Amministrazione della Rai Via libera in commissione di Vigilanza Rai al rinnovo. dei sette consiglieri di amministrazione di viale Mazzini di competenza parlamentare. Gli eletti sono Antonio Verro, Antonio Pilati, Maria Luisa Todini, Guglielmo Rositani (5 voti da Pdl e Lega), Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi (5 voti da Pd), Rodolfo De Laurentiis (5 voti dal Terzo Polo)

5 luglio 2012 Muore Massimo Fichera, già collaboratore di Adriano Olivetti poi segretario generale della Fondazione Olivetti,  primo direttore di Rai Due dopo la riforma poi vice direttore generale Rai, Vice Presidente UER infine fondatore e primo Presidente di Euronews dal 1992 al 1996

5 luglio 2012 Lancio della piattaforma YouView nel Regno Unito, joint-venture fra BBC ITV Channel 4 Channel 5 e gli operatori BT TalkTalk e Argiva, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra. Servizio senza abbonamento di connessione a Internet, fornisce u centinaio di canali televisivi e radiofonici digitali, catch-up tv degli ultimi sette giorni e programmi a richiesta in modalità VOD dai cataloghi di BBCITV Channel 4 e Channel 5.

6 luglio 2012 L’Assemblea degli azionisti della Rai  nomina il nuovo Consiglio di Amministrazione della Tv pubblica. Ne fanno parte, informa una nota, Gherardo Colombo, Rodolfo De Laurentiis, Antonio Pilati, Guglielmo Rositani, Benedetta Tobagi, Maria Luisa Todini Antonio Verro, eletti dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza, Marco Pinto e Anna Maria Tarantola designati, come prevede la legge, dall’azionista di maggioranza, vale a dire il Ministero dell’Economia. Lo stesso dicastero ha indicato la Tarantola, vicedirettore della Banca d'Italia, per la nomina a presidente dell’azienda che dovrà essere sottoposta al parere vincolante della Vigilanza stessa (occorre la maggioranza dei due terzi dei sì). A questo punto il nuovo Cda designerà alla direzione generale Luigi Gubitosi, comunque già candidato dal premier Mario Monti, che formalmente dovrà avere il parere positivo proprio del ministero dell’Economia.

7 luglio 2012 Il nuovo CdA nomina Anna Maria Tarantola Presidente con sette voti e un astenuto, il Consigliere Pdl Antonio Verro. La Tarantola ha preferito non essere presente alla riunione per  “garbo istituzionale e per rispetto verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di votarla come presidente”. L’astensione al voto di Verro si spiega con gli scontri in atto sui nuovi poteri da assegnare al presidente che il Pdl ritiene illegittimi. La richiesta del premier Mario Monti, che ha indicato l'ex vicedirettore di Banca d'Italia, è di assegnarle poteri di firma sulle spese fino a 10 milioni di euro, quando oggi il tetto arriva a 2,5 milioni e la competenza fino a questa cifra è attualmente del solo direttore generale, che poi per anche un solo euro in più deve richiedere il parere del Cda; autonomia anche sulle nomine dei direttori, ad esclusione di quelli editoriali (in buona sostanza i direttori di reti generaliste) e di testate. Si profilerebbe, quindi, una vera e propria ‘rivoluzione’ nella filiera decisionale, con poteri del presidente accresciuti, cui si deve aggiungere il ruolo preminente del nuovo direttore generale, che il governo ha indicato nella persona di Luigi Gubitosi.

11 luglio 2012  Assegnati i diritti d'uso definitivi delle frequenze televisive digitali terrestri: La durata dei diritti d’uso è di 20 anni, in modo da consentire l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze. Il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato ai broadcaster nazionali e alle Tv locali i provvedimenti relativi all’assegnazione dei diritti d'uso definitivi delle frequenze televisive. Tale procedura, prevista dalla legge 220/10 e dal decreto legge 34/11, introduce l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale. Alle emittenti nazionali sono state rilasciate complessivamente 19 frequenze (16 in DVBT: 4 a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad altri soggetti; 3 in DVBH) coerentemente alla pianificazione concordata in sede comunitaria e attuata con la delibera Agcom 181/09 Cons. A questa prima tranche si aggiungeranno altre 6 frequenze, che saranno assegnate secondo la gara a offerta economica recentemente stabilita dal Governo, per la quale l’Agcom entro agosto dovrà emanare il disciplinare. Il Ministero spiega in una nota che la durata prevista dei diritti d’uso, analogamente a quanto previsto da altri settori delle tlc, è di 20 anni, così come consentito dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche e dal regolamento Agcom 353/11/CONS, secondo cui il periodo di rilascio dev'essere adeguato per consentire l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze. Lo Stato potrà comunque apporre limitazioni, condizioni e obblighi sulle frequenze date in uso, anche in seguito a disposizioni comunitarie che dovessero essere emanate in materia, a deliberazioni adottate dall’Autorità nonché ad atti e provvedimenti emanati dal Ministero dello Sviluppo economico. Per tale ragione, nello stesso provvedimento è previsto che il diritto d’uso possa esercitarsi su frequenze diverse da quelle assegnate, che consentano un'eguale capacità trasmissiva.

12 luglio 2012 Anna Maria Tarantola è ufficialmente il nuovo presidente Rai. L’ex vicedirettore di Banca d'Italia ha ottenuto in Vigilanza 31 voti favorevoli su 40 componenti della Commissione e nessun contrario, una scheda nulla e due bianche. I parlamentari dell'Idv e della Lega non hanno preso parte alla seduta. Il quorum richiesto era di 27 sì, i due terzi della commissione. Alla notizia è scattato l'applauso del presidente della Camera Gianfranco Fini. Da oggi la Rai e il servizio pubblico sono una realtà diversa', ha immediatamente commentato il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, aggiungendo: “Ma per legittimare ogni aspetto strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase, quando la Vigilanza sarà tenuta a proseguire il proprio compito istituzionale indirizzando l'iter del processo rifondativo”. Ora resta il passaggio formale della presa d’atto nel Cda di Viale Mazzini, che dovrà poi procedere alla nomina del nuovo direttore generale, che il Ministero dell’Economia ha indicato in Luigi Gubitosi.

17 luglio 2012 Via libera dal Cda Rai alla nomina di Luigi Gubitosi alla direzione generale della Tv pubblica. La nomina, all’unanimità, è stata formalizzata con il passaggio nell’assemblea degli azionisti, per poi tornare nuovamente in Cda per il voto definitivo. Luigi Gubitosi, 51 anni, origini napoletane, nel corso della sua carriera professionale è passato per alcune delle più grandi compagnie internazionali, tra le quali Fiat e Wind, dove è stato direttore finanziario e poi amministratore delegato. Nel novembre 2011 è stato designato country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l'Italia, ruolo che ricopre in maniera ufficiale dal primo dicembre 2011. Gubitosi Insegna finanza aziendale internazionale presso l'Università Luiss Guido Carli.

19 luglio 2012 Il Cda RAI vota sì ai nuovi poteri per presidente e direttore generale. Si astiene in parte il Pdl. Maggiore potere di spesa e nomine dell’area corporate. Quelle editoriali restano in mano al Cda. Intesa anche sul contratto per Gubitosi. Accordo raggiunto in Cda Rai sulle deleghe al neopresidente Anna Maria Tarantola, che ne aumentano di fatto i poteri in termini di gestione della spesa della Tv pubblica. Hanno votato a favore sei consiglieri, inclusa Luisa Todini eletta in quota Pdl, mentre si sono astenuti Antonio Verro, Antonio Pilati e Guglielmo Rositani. Il Cda, spiega una nota di Viale Mazzini, ha votato per parti separate le deleghe concernenti i limiti di spesa (contratti fino a 10 milioni di euro rispetto agli attuali 2,5 milioni) e quelle riguardanti le nomine dei dirigenti di primo e secondo livello dell’area corporate. Restano escluse dai poteri del presidente quelle editoriali. LaTarantola non ha preso parte alla votazione. Riguardo al contratto da 650 mila euro per il nuovo direttore generale Luigi Gubitosi, sul quale ieri s’è registrato il forte dissenso del Pdl ma anche del rappresentante della Corte dei Conti e diversi esponenti politici anche di area Pd, si sarebbe deciso di portare  a 400 mila euro la parte fissa e a 250 mila euro l'indennità di funzione. L'ipotesi iniziale, comunicata ieri dal presidente, era di una parte fissa di 500 mila euro e di un'indennità di 150 mila. Lo avrebbe comunicato, secondo quanto si apprende da fonti interne, il presidente all'inizio del consiglio, spiegando di aver raggiunto un'intesa con il direttore generale. Il contratto resterà comunque a tempo indeterminato.

25 luglio 2012 Il Consiglio AGCOM approva la Delibera n. 317/12/cons “Proroga dei termini del procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno 2010 avviato con delibera n. 677/11/cons”. Con riferimento ai singoli mercati che compongono il Sistema integrato delle comunicazioni, l’Autorità ha provveduto a individuarli e analizzarli con delibera n. 555/10/CONS, nell’ambito della quale l’applicazione di una rigorosa metodologia basata su consolidati strumenti antitrust e di tutela del pluralismo dell’informazione per l’analisi della sostituibilità fra i diversi mezzi di comunicazione, nonché la considerazione della più recente giurisprudenza, hanno consentito di identificare i seguenti mercati rilevanti:a) televisione in chiaro; b) televisione a pagamento; c) radio; d) quotidiani; e) periodici. Inoltre, in considerazione della particolare rilevanza di internet relativamente alla garanzia del pluralismo dei mezzi di comunicazione, l’Autorità ha ritenuto necessario, nelle proprie conclusioni, sollecitare un intervento del legislatore volto a ridefinire le aree economiche rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, includendo appunto il web nella sua interezza ed escludendo invece mercati non pertinenti (quali l’annuaristica e il below the line).

4 Settembre 2012 A seguito delle sentenze del Consiglio di Stato depositate lo scorso 31 agosto l’Agcom dovrà rivedere tutto il Piano di numerazione automatica dei canali (LCN - Logical Channel Number).

5 settembre 2012 Il Cda approva i criteri di designazione dei consiglieri di amministrazione delle società del gruppo: i dirigenti devono essere tutti interni tranne motivate eccezioni. In ogni caso, comunque, la maggioranza deve essere composta da interni. Luigi Gubitosi è il nuovo presidente di Sipra mentre l’amministratore delegato è Lorenza Lei. L'uscita di scena di Aldo Reali sarebbe legata ai risultati negativi registrati da Sipra. La raccolta della Rai è, infatti, scesa del 19,6% nel primo semestre di quest'anno contro il -11,2% di Mediaset (mercato TV -10%), nonostante il vertice Rai con direttore generale proprio Lorenza Lei ha avviato a una robusta manovra correttiva per tenere fermo l'obiettivo del pareggio o dell'utile di bilancio. Rispetto ai 950 milioni della prima riprevisione del bilancio 2012, attualmente la concessionaria ha comunicato all'azienda una chiusura d'anno compresa in una forbice tra 830 e 870 milioni. A questo va aggiunto la perdita di grosse quote di mercato, a vantaggio di Mediaset e Sky, nonostante il successo di ascolto delle reti Rai.  Nel Consiglio di Sipra, su richiesta di Gubitosi, sono entrati i tre direttori di rete: Mauro Mazza di Rai1, Pasquale D’Alessandro di Rai2 e Antonio Di Bella di Rai3. Il loro impegno nella concessionaria della raccolta pubblicitaria non è, infatti, incompatibile con l’attuale ruolo di responsabili delle reti. Il Cda ha anche accolto l'indicazione di Gubitosi di nominare consiglieri di Rai Way, oltre a sé stesso, Luca Balestrieri, Stefano Ciccotti, Luigi Rocchi e Roberto Sergio. Quest’ultimo, attuale presidente Sipra, è il nuovo presidente di Rai Way, mentre Ciccotti è amministratore delegato e Aldo Mancino, il nuovo direttore generale. Nomine di grande importanza queste anche in vista del fondamentale ruolo che giocherà Rai Way nell’asta delle frequenze Tv. Cambio di guardia anche per Rai Fiction. Il Cda ha votato all’unanimità per dare la presidenza all’attuale capostruttura Eleonora Andreatta, con grande soddisfazione dell’Associazione Produttori Televisivi (APT).

11 settembre 2011 Pubblicata la bozza finale del Decreto Digitalia. con le misure del Governo per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda digitale italiana ed europea. Tra i passaggi di maggiore rilievo nella bozza del Decreto ci sono temi caldi per le imprese: disegno di legge annuale per l’incentivo dei servizi digitali, open data e riuso, smart cities, semplificazioni per start-up, agevolazioni per chi avvia attività di e-commerce, pagamenti elettronici e Mobile, Piano Nazionale Banda Larga. Sparito invece il comma che consentiva di creare un’hotspot Wi-Fi con la sempliceautocertificazione, promuovendone la diffusione Numeroseleperplessità espresse dagli operatori soprattutto per il Piano Banda Larga il Governo ha stanziato 150 milioni di euro per il 2013, un plafond che appare insufficiente a raggiungere gli obiettivi prefissati.  Sarà infatti necessario investire pesantemente nella realizzazione delle infrastrutture necessarie a combattere il digital divide che ancora attanaglia il nostro Paese.Perplessità anche sull’Agenzia per l’Italia Digitale, istituita da poco con lo scopo di far  confluire in un’unica Istituzione funzioni che finora venivano svolte da Enti separati. L’obiettivo dell’Agenzia è di accelerare la realizzazione della Agenda digitale Italiana, coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie e assicurare l’interoperabilità tra i sistemi informatici della PA come richiesto dall’UE, nei confronti della quale l’Agenzia svolgerà il ruolo di interlocutore privilegiato per l’Italia.

18 settembre 2012 A dieci giorni dall’inizio del processo di vendita di Telecom Italia Media, dopo le smentite di un interessamento da parte di Mediaset e da parte di Sky Italia, anche il gruppo L?Espresso smentisce voci di alleanze strategiche con Rupert Murdoch  in vista dell’avvio del processo di gara in sostituzione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale  L’Espresso definisce, inoltre, “infondate e strumentali le contestazioni mosse in particolare da un quotidiano al proprio ruolo nel mercato televisivo italiano”.. “ In realtà, come riconosciuto anche dall’Agcom nel ‘Procedimento per l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato delle comunicazioni’”, rileva il comunicato, “il Gruppo L’Espresso, in particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, contribuisce al pluralismo del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della concorrenza. Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno) e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate elettorali e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da Rete A 25 anni fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su un’emittente privata”.

19 settembre 2010  Rai, Cda approva semestrale. Perdite per 129 mln di euro: pesano crisi pubblicitaria e costi elevati dei diritti sportivi. La Rai stima una perdita a fine anno di circa 200 milioni di euro. Costo del lavoro più 2,5 mln di euro. RaiIl Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda, presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato radiotelevisivo italiano  fornendo un servizio sempre più articolato e finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa 80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178 milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del 2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di euro rispetto al 2011.

26 settembre 2012 A fronte del quadro desolante la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola dichiara la necessità per il servizio pubblico di ‘Riguadagnare la fiducia dei telespettatori, adeguandoci all’era di internet’

27 settembre 2012 Vendita Telecom Italia Media. Tre offerte non vincolanti sarebbero state presentate il 24 settembre 2012 per l'acquisto della controllata TI Media, da Clessidra, Discovery Channel e dal gruppo telefonico 3 Italia. In vendita ci sono le Tv, La7 e MTV, e i tre multiplex. Stando alle ultime indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due emittenti Tv per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset. Si suppone che in un secondo momento all’operatore tlc si accosterà un altro investitore interessato alle tv, forse Cairo Communications. Ricordiamo che 3 Italia possiede già un multiplex per la trasmissione in DVB-H a cui però, stando all’ultima normativa, può cambiare la destinazione d’uso. Se la richiesta gli venisse accordata, con quelli di TI Media, salirebbe a quattro mux per trasmettere in DVB-T. In ogni caso, sempre secondo indiscrezioni, pare che tutte e tre le società abbiano chiesto ai due advisor, Mediobanca e Citigroup, di rivedere il contratto con la concessionaria Cairo, che raccoglie la pubblicità per La7, che scade addirittura nel 2019 e prevede condizioni particolarmente vantaggiose per il gruppo di Urbano Cairo

3 ottobre 2012 Presentato il X Rapporto Censis UCSI sui consumi mediatici nel 2012, da cui  risulta premiata l’integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la tv. Si consolida il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. E queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. La chiave del successo è l’integrazione dei vecchi media nell’ambiente di Internet. Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: l’ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7% in un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano all’intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Non si ferma l’emorragia di lettori della carta stampata. I quotidiani registrano un calo di lettori del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa, oggi sono diventati solo il 45,5%), anche se le testate online contano il 2,1% di contatti in più (20,3% di utenza). La free press perde l’11,8% di lettori (25,7% di utenza), -1% i settimanali (27,5% di utenza), +1% i mensili (19,4% di utenza), -6,5% l’editoria libraria. Ormai meno della metà degli italiani legge almeno un libro all’anno: il 49,7%. Anche se si segnala un +1% per gli ebook. E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.

9 ottobre 2010 YouTube continua nella propria missione: ampliare gli investimenti per la produzione di contenuti originali. La più famosa piattaforma al mondo di video-sharing, controllata da Google, ha annunciato di aver chiuso le trattative per pagare, in anticipo, i produttori di video in Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti nel tentativo di creare 60 canali ‘originali’, che si andranno ad aggiungere ai 100 canali americani lanciati nell’ottobre 2011. Per quanto riguarda la Francia, YouTube ha annunciato oggi il lancio di 13 canali televisivi, con contenuti originali per settori quali cultura, salute, commedia, attualità e società. Produttori come Endemol France, Groupe Aufeminin, Euronews, Capa Prod o Lagardère Active nei prossimi giorni metteranno online questi 13 canali tematici gratuiti, che vanno dall’entertainment alla salute, passando per la famiglia, la cultura e la cucina.

11 ottobre 2012 Il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri si propone di modificare il Titolo V della Parte II della Costituzione. Questo avviene a distanza di più di dieci anni dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 che, come noto, ha radicalmente trasformato l’impianto originario della Costituzione del 1948, nel senso di una valorizzazione costituzionale delle autonomie territoriali sulla scia dell’importante decentramento amministrativo realizzato nella medesima legislatura, con le cosiddetta leggi Bassanini. Questa volta la direzione appare nel senso di una limitazione dell’autonomia regionale e di un recupero di potere da parte dello Stato centrale. L’obiettivo primario perseguito, e dichiarato dal Governo, con la sua iniziativa è quello di ridurre le inefficienze del sistema dovute a sovrapposizione e intrecci di competenze. La riarticolazione delle competenze rappresenta, nelle intenzioni, lo strumento con cui mettere sotto controllo la spesa regionale. Gli interventi, estesi ora anche alle Regioni speciali, sono volti a garantire “l’unità giuridica ed economica della Repubblica”.

Come sottolineato da un costituzionalistaÈ la prima volta, nella lunga evoluzione del regionalismo italiano, che si assiste a un significativo passo indietro”.  “Nell’ambito dei principi fondamentali dello Stato, le Regioni e le autonomie locali devono, infatti, poter contribuire alla diffusione della banda larga oggi e di quella superlarga domani. Questo peraltro è già avvenuto, in alcune realtà, attraverso la posa di fibra ottica spenta, accordi regionali o locali con operatori, creazione di distretti tecnologici per le imprese regionali. È assolutamente necessario non ostacolare questi progetti ma semmai coordinarli al fine di evitare duplicazioni e sprechi”

11 ottobre  2012 Secondo l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT-ITU), telecomunicazioni e banda larga sono sempre più accessibili e diffusi, ma l’Italia scivola al 29° posto nella classifica  basata sull’indice IDI (ICT Development Index) che misura il livello di accesso, utilizzo e competenze ICT – secondo la quale l’economia più avanzata è la Corea del Sud seguita da Svezia, Danimarca, Islanda e Finlandia. L’adozione delle tecnologie dell’Informazione e della comunicazione continua a crescere nel mondo, spinta da un costante calo dei prezzi telefonici e della banda larga. 2,3 miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale, sono connesse a internet, in aumento rispetto allo scorso anno dell’11%, mentre il numero di connessioni mobili è cresciuto lo scorso anno di 600 milioni, per raggiungere quota 6 miliardi, ossia l’86% della popolazione.

24 ottobre 2012 Silvio Berlusconi rinuncia a  ricandidarsi come leader del centro destra e lancia le primarie del Popolo della Libertà

1 novembre 2012 Sky Italia lancia Sky Arte HD, il primo canale italiano interamente dedicato all’argomento nei suoi molteplici aspetti - dalla letteratura alla fotografia, passando per i festival, la musica, le arti digitali, la grafica, il design e naturalmente la pittura e la scultura, dando grande visibilità alle straordinarie risorse culturali del Paese e ai suoi nuovi talenti, proponendosi come vetrina per il patrimonio artistico e culturale italiano. Il nuovo canale racconterà le migliori espressioni artistiche in tutti gli ambiti con un focus sul design e sull’arte contemporanea, due settori d’eccellenza per la creatività italiana nel mondo. In palinsesto reportage, magazine, rubriche e programmi di edutainment e infotainment, ma anche reality a tema arte e ritratti inediti dei protagonisti. Sky Arte HD nasce, quindi, per proporsi come un interlocutore privilegiato, per gli artisti, le istituzioni e le grandi manifestazioni culturali che vogliano dare visibilità, anche internazionale, al loro operato. Tra gli obiettivi c’é infatti la distribuzione internazionale dei programmi principali, in partnership con i principali canali dedicati all’arte di tutto il mondo. La scelta di puntare, anche in questo caso, sull’eccellenza delle produzioni originali italiane rappresenta un’ulteriore scommessa sulla professionalità di tanti giovani talenti, a cui verrà offerta la possibilità di sperimentare nuovi format e nuovi linguaggi. Sky Arte HD sarà anche una nuova occasione per ‘fare sistema’, creare sinergie e stringere partnership con istituzioni pubbliche locali e nazionali, investitori e soggetti culturali per favorire lo sviluppo di un settore che ha grandi potenzialità e che può dare un contributo alla ripresa economica del paese.

19 novembre 2012 Scade la seconda fase di presentazione delle offerte non vincolanti per la vendita di Telecom Italia Media.  in corsa ci sono Clessidra, Discovery Channel e 3 Italia. tando alle indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due emittenti Tv – La7 e MTV - per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset.

3-4 dicembre 2012 Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali (WCIT-12) a Dubai per rivedere le Regole Internazionali sulle Telecomunicazioni Secondo l’invito del rappresentante italiano Giancarlo Innocenzi Botti la UN Broadband Commission istituita nel maggio 2010 su iniziativa congiunta dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) e dell’UNESCO, allo scopo di promuovere lo sviluppo della banda larga potrebbe assumere un ruolo di mediazione nell’acceso dibattito che ne è scaturito. “Sul tema ITR – ha dichiarato - si è aperto uno scontro molto duro tra lobby, che sta crescendo ogni giorno di più. Il dibattito si gioca tra la proposta ETNO (ovvero i principali operatori Tlc europei) da una parte e dall’altra i cosiddetti Over-the-Top (Google, Apple, Amazon, Netflix, Facebook ecc.)  aziende tutte americane accanto alle quali si sono schierati gli Stati Uniti con uno spiegamento di forze imponente”.

31 dicembre 2012 Si concluderà il processo di switch over in Italia e nel Regno Unito. Si prevede che oltre il 50% dei primi televisori sarà collegato ad un ricevitore digitale terrestre a fronte di un 20-25% collegato ad una piattaforma digitale via satellite e un 10-15% ad una piattaforma IPTV e meno del 10% ad un’offerta digitale via cavo, mentre l’incidenza del digitale terrestre sarà più alta sugli altri televisori in casa

31 dicembre 2012 Scade il contratto di servizio triennale 2010-2012 e in previsione del rinnovo sono esaminati  i risultati dell’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo avviata dall’Autorità.

Il rinnovo del contratto di servizio. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e locali. A tal fine AGCOM nella sua Relazione annuale osserva: Come è noto, i mutamenti della fruizione dei contenuti indotti dalla digitalizzazione e dalla veicolazione degli stessi sulle diverse piattaforme di trasmissione hanno innescato, in numerosi Paesi europei quali, ad esempio, Francia, Germania e Regno Unito, il riposizionamento dei servizi pubblici radiotelevisivi. Il nuovo scenario, che vede molti Stati dell’Unione europea impegnati nel rinnovamento degli obiettivi del servizio pubblico (politiche di ridefinizione della missione e dell’identità di servizio pubblico, riorganizzazione, strategie di innovazione, ecc.), ha suggerito di far precedere la stesura delle nuove linee-guida da una indagine conoscitiva, volta a intercettare le istanze e le aspettative sul contenuto degli obblighi di servizio pubblico del prossimo triennio. L’opportunità dell’indagine trova ulteriore motivazione nel quadro giuridico comunitario. I cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica richiedono, infatti, che gli operatori pubblici ridefiniscano, nel rispetto del mercato e della concorrenza, gli obiettivi di politica pubblica, demarcando i nuovi confini del servizio pubblico radiotelevisivo in termini di prestazioni e servizi. In tale direzione, con la Comunicazione 2009/C 257/01 relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva, la Commissione europea ha previsto che gli Stati membri, rispetto alla diversificazione dei servizi pubblici di emittenza radiotelevisiva nello scenario digitale, verifichino, attraverso una procedura di consultazione aperta, la coerenza di ogni nuovo servizio che si valuti come “rilevante” per i compiti di servizio pubblico radiotelevisivo.
Il sistema legislativo italiano già ricomprende, nella concessione ex lege del servizio pubblico radiotelevisivo disposta in capo alla Rai fino al 2016 (art. 49, comma 1, del Testo unico), sia la diffusione circolare di programmi televisivi e radiofonici con qualsiasi mezzo tecnico sull’intero territorio nazionale, sia l’offerta di servizi innovativi (art. 45, comma 2, del Testo unico). L’esigenza rappresentata nella citata Comunicazione 2009/C 257/01 viene soddisfatta dall’indagine conoscitiva propedeutica alla fissazione delle nuove linee-guida, che costituisce un’occasione di riflessione pubblica nella prospettiva di sviluppo dell’offerta della televisione pubblica nei tre ambiti tematici ai quali la legge ancora la fissazione degli ulteriori obblighi del servizio pubblico, cioè, come già detto, lo sviluppo dei mercati, il progresso tecnologico e le mutate esigenze culturali, nazionali e locali. L’indagine  conoscitiva propedeutica alla definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ha affrontato diversi quesiti proposti che riguardano, in particolare, i mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in generale, alla programmazione televisiva.”


6 maggio 2016 Scade la concessione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, affidata alla Rai ai sensi dell’articolo 49 comma 1 del Testo Unico.