mercoledì 23 marzo 2011

Cronologia delle comunicazioni nella storia d'Italia e d'Europa

Dalle origini della Storia d'Italia alla rivoluzione francese, dalla Restaurazione alle rivoluzioni del 1848, dalla nascita dello stato unitario sino al 1909

1. Premessa: dal Ducato di Savoia al Regno di Sardegna

1416 Nasce Il Ducato di Savoia antico Stato e culla della dinastia dei Savoia, il cui territorio comprende gli attuali dipartimenti francesi della Savoia, dell'Alta Savoia e delle Alpi Marittime, oltre che numerosi possedimenti italiani in Val d’Aosta e in gran parte del Piemonte. Deriva dalla precedente Contea di Savoia, antico stato medioevale che occupa le stesse terre poi divenute dell'omonimo ducato. In quanto terra di frontiera, l’antico Ducato di Savoia rimane conteso tra varie potenze per gran parte della sua storia.

19 giugno 1464 Louis XI istituisce la Posta Reale con l’Editto di Luxies. « Le roy notre seigneur veut et ordonne qu’il y ait en la dite institution, et pour en faire l’establissement, un office intitulé : Conseiller grand maistre des coureurs de France, qui se tiendra près de sa personne, après qu’il aura esté faire le dit establissement ; et pour ce faire, lui sera baillé bonne commission. « Les autres personnes qui seront ainsi establies par luy de traitte en traitte, seront appelées maistres tenant les chevaux courans pour le service du roy. « Les dits maistres seront tenus, et leur est enjoint de monter sans aucun delay ni retardement, et conduire en personne, s’il leur est commandé, tous et chacuns, les courriers et personnes envoyées de la part du dit seigneur, ayant son passeport, et attache du grand maistre des coureurs de France, en payant le prix raisonnable qui sera dit ci-après. »

1516 Inizia Nel Regno di Napoli e Sicilia il periodo Vicereale. In questo periodo i regni di Napoli e Sicilia sono tenuti da re stranieri (Spagna prima, e poi per brevi periodi, Austria, nonché, per la sola Sicilia, Savoia) mentre sono amministrati sul territorio da distinti viceré. Finirà nel 1734

1535 Inizia la dominazione spagnola sul Ducato di Milano. Durerà sino al 1706 lasciando il psoto alla dominazione austriaca

1553 A partire da Emanuele Filiberto I di Savoia, il Ducato di Savoia riesce ad imporsi con fermezza nella scena politica italiana, pur appoggiandosi prima alla corona di Spagna, poi al Regno di Francia e infine all'Impero Austriaco.

14 maggio 1643 Luigi XIV di Borbone detto il Re Sole è il terzo re di Francia e di Navarra della casata dei Borbone, Regna fino alla sua morte avvenuta il 1 settembre 1715 divenendo così il sovrano più longevo della storia europea

1682 En 1672, Louvois, alors surintendant général des postes, crée la ferme générale des postes. Jusqu’alors exploitées par des maîtres des courriers, sortes de directeurs régionaux, les postes sont désormais gérées par un seul individu : le fermier des postes. En réalité, le fermier des postes était l’homme de paille de puissantes compagnies de financiers qui se succéderont à la tête de l’administration jusqu’à la Révolution. Moyennant finance, le fermier achetait au roi le droit exclusif d’exploiter les postes et d’en percevoir les revenus. Les cautions de la ferme des postes bâtirent ainsi des fortunes considérables sur le produit des lettres, tandis que le roi ne pouvait compter que sur le prix du bail qu’il tentait d’augmenter à chaque renouvellement. la distribution du courrier est essentiellement une affaire de seigneurs ruraux. La ville prendra sa revanche sur les champs durant la période révolutionnaire

1705 Giuseppe I d'Asburgo diventa Imperatore del Sacro Romano Impero, nonché Re di Ungheria e Boemia e Arciduca d'Austria. Regnerà sino alla morte avvenuta il 17 aprile 1711

17 aprile 1711 Carlo VI d'Asburgo Arciduca d'Austria Re di Boemia e Ungheria Re di Sicilia, diventa Imperatore del Sacro Romano Impero Regnerà sino alla morte avvenuta il 20 ottobre 1740.

Marzo-aprile 1713 Viene firmato il Trattato di Utrecht. Comprende una serie di trattati di pace firmati a Utrecht nel marzo e aprile del 1713, che aiuta a porre fine alla guerra di successione spagnola. In base alle condizioni del trattato, il nipote di Luigi XIV, Filippo, Duca d'Angiò è riconosciuto come Filippo V, Re di Spagna, in accordo con le volontà di Carlo II di Spagna ma l'impero europeo spagnolo è diviso: i Savoia ricevono la Sicilia - e con essa il titolo di Re per Vittorio Amedeo II di Savoia e i suoi successori-, tutta l'alta valle di Susa, Pinerolo e parti del territorio milanese mentre il Sacro Romano Imperatore Carlo VI riceve i Paesi Bassi Spagnoli, il Regno di Napoli, il Regno di Sardegna e il resto del Ducato di Milano. La Spagna cede Gibilterra e Minorca alla Gran Bretagna e accetta di cedere ai britannici l'Asiento – un prezioso contratto esclusivo per la tratta degli schiavi.

1713 Al termine della Guerra di successione spagnola, essendo tra gli Stati vincitori, Il Ducato di Savoia estende il proprio territorio alla Sicilia grazie al Trattato di Utrecht, ottenendone il titolo regale nel 1713

1 settembre 1715 Inizia la Reggenza di Filippo duca d'Orléans. Durerà sino al 22 febbraio 1723.

1720 Come concordato col trattato di Londra del 1718, Vittorio Amedeo II lascia il trono di Sicilia in cambio di quello di Sardegna, mantenendo dunque il titolo regio. Il Ducato di Savoia si trasforma nel Regno di Sardegna, all’origine nel 1861 del Regno d’Italia.

20 febbraio 1720 Vittorio Amedeo II di Savoia cede la corona di Sicilia all'Austria ottenendo in cambio la corona di Sardegna. Carlo VI d'Asburgo diventa re di Napoli e re di Sicilia. Rimarrà al trono sino al 2 giugno 1734

22 febbraio 1723 Re di Francia diventa Luigi XV, detto il « Bien-Aimé ». Rimarrà al trono sino al 10 maggio 1774

1730 Carlo Emanuele III di Savoia, detto il Laborioso e soprannominato dai piemontesi Carlin succede a Vittorio Amedeo II come re di Sardegna, duca di Savoia, marchese di Monferrato, marchese di Saluzzo, Principe di Piemonte e conte d'Aosta, della Moriana e di Nizza. Rimane al trono sino al 20 febbraio 1773

1731 Carlo Sebastiano di Borbone diventa duca di Parma e Piacenza con il nome di Carlo I. Vi rimarrà sino al 1735 (de jure fino al 1738)

1732 Carlo Sebastiano di Borbone viene nominato anche principe ereditario del Granducato di Toscana.

1733 In occasione del trattato di Torino del 26 settembre 1733, Luigi XV sottoscrive un accordo con Carlo Emanuele III di Savoia, al quale promette la cessione della Lombardia in cambio della cessione della Savoia alla Francia. Subito dopo il 7 novembre 1733 sottoscrive con Filippo V il trattato dell’Escorial mediante il quale promette territori in Italia ad entrambi i figli di Elisabetta Farnese. I due trattati, però, non appaiono in perfetta sintonia, soprattutto perché l'accordo dell'Escorial non conferma appieno gli impegni presi a Torino con il Savoia. Anzi danno ad intendere addirittura la possibilità di un'egemonia della Spagna sul milanese, ridimensionando la sovranità e l'autonomia dei Savoia. Circostanza della quale Carlo Emanuele ha immediata contezza all'indomani dell'occupazione di Milano da parte delle sue truppe, avvenuta il 10 dicembre 1733. I rapporti di alleanza tra la Francia, la Spagna e i Savoia subiscono, di conseguenza, un notevole ridimensionamento, ma non al punto da indurre il Re sabaudo ad un rovesciamento di alleanza a favore degli imperiali. Carlo Emanuele preferisce attendere, invece, la conclusione delle trattative dirette tra la Francia e l’Austria, ben sapendo che è in atto una mediazione anglo-olandese che si prefiggeva anche lo scopo di favorire il mantenimento di uno stato sabaudo come forza di interposizione tra gli Asburgo e i Borboni in Italia.

1734-1735 Scoppia la guerra di secessione polacca. Dopo due anni di azioni belliche, 1734 e 1735, (il 29 giugno 1734, noto come battaglia di San Pietro, avvenuto nei pressi di Parma, e precisamente alla Crocetta: fu una battaglia molto sanguinosa nella quale caddero migliaia di soldati e il comandante supremo austriaco e il 19 settembre 1734 la battaglia di Guastalla), la Francia e l'Austria sottoscrivono il 3 ottobre 1735 un preliminare di pace contenente il riassetto degli Stati italiani. Gli accordi prevedono l'assegnazione del Granducato di Toscana a Francesco III Stefano di Lorena, una volta scomparso Gian Gastone, ultimo rappresentante della dinastia de' Medici, per compensare l'assegnazione della Lorena al Leszczyński. L'Austria mantiene il porto franco di Livorno ma cede a don Carlo di Borbone lo Stato dei Presidii, il Regno di Napoli nonché la Sardegna che nel 1720 a seguito della Pace dell’Aja viene poi scambiata con la Sicilia acquisita dal Ducato di Savoia alla fine della guerra, il ducato sabaudo si trasforma così nel Regno di Sardegna, primo nucleo del futuro Regno d'Italia. Lo stato sabaudo viene potenziato ulteriormente con l'acquisizione delle Langhe e dei territori occidentali del milanese e viene autorizzato, inoltre, alla costruzione di piazzeforti nei territori appena conquistati. L'Austria si vede riconosciuta la Prammatica Sanzione del 1713 e le viene restituito il Ducato di Parma e Piacenza. I preliminari di Vienna del 1735, innanzi descritti, sono recepiti prima nel terzo trattato di Vienna del 1738 e poi nella Pace di Parigi del 1739 che sistema definitivamente la questione della Lorena.

15 maggio 1734 Il regno di Napoli, conquistato dalle armate spagnole durante la Guerra di successione polacca, torna nelle mani dei Borboni: Carlo Sebastiano di Borbone diventa re di Napoli.

3 luglio 1735 Carlo Sebastiano di Borbone diventa anche re Sicilia senza numerazioni (de jure dal 1738) rimanendo al trono di Napoli e di Sicilia sino 10 agosto 1759, quando verrà incoronato re di Spagna con il nome di Carlos Tercero.

1737 Francesco Stefano di Lorena, futuro Sacro Romano Imperatore con il nome di Francesco I, diventa Granduca di Toscana. Vi rimarrà sino al 1765.

17 giugno 1738 Viene fondata l’Unione Tipografica Italiana, il primo sindacato della penisola

Nel novembre 1738 il Trattato di Vienna pone fine alla guerra di secessione polacca. Gli accordi sottoscritti dalla Francia e dall’Austria con il trattato di Vienna del 1738 avrebbero dovuto costituire per gli Stati italiani una sistemazione definitiva e stabile nel quadro della politica di equilibrio tra tutte le maggiori potenze europee della prima metà del XVIII secolo. Invece l'assetto geopolitico dell'Italia, nato a conclusione della guerra di successione polacca, sarebbe stato nuovamente turbato nello spazio di qualche anno. La Pace di Parigi, nel chiudere la guerra di successione polacca, sancisce anche il ridimensionamento della potenza asburgica uscita notevolmente rafforzata dalla conclusione della precedente guerra di successione al trono di Spagna. Infatti, se è vero che sul trono polacco è salito il candidato austro-russo, è altrettanto vero che il nuovo sovrano navigava più nell’orbita russa che non in quella asburgica. Così come se è vero che all’Austria è assegnato il Granducato di Toscana nonché il Ducato di Parma e Piacenza è altrettanto vero che tale assegnazione avviene a prezzo della cessione della Lorena alla Francia, dei territori occidentali del milanese al Piemonte, nonché dei Regni di Napoli e di Sicilia a don Carlos di Borbone. La pace tanto attesa in Europa sembra essere finalmente raggiunta. E’ una illusione di breve durata.

18 novembre 1738 Con il Trattato di Vienna del 1738 il Regno di Napoli e Il Regno di Sicilia vengono riconosciuti come indipendenti e assegnati ad un ramo cadetto dei Borbone di Spagna , dando inizio al ramo dei Borbone di Napoli (poi Borbone delle Due Sicilie).

20 ottobre 1740 Muore il Sacro Romano Imperatore Carlo VI d’Asburgo. Maria Teresa d'Asburgo diventa l'arciduchessa regnante d'Austria, la regina regnante di Ungheria, Boemia, Croazia e Slavonia, la duchessa regnante di Parma e Piacenza, la granduchessa consorte di Toscana e l’imperatrice consorte del Sacro Romano Impero in quanto moglie di Francesco I. Fu madre degli imperatori Giuseppe II e Leopoldo II, nonché di Maria Antonietta, regina di Francia, e Maria Carolina, regina di Napoli e Sicilia. Regna sino alla morte il 29 novembre 1780

Scoppia la guerra di successione austriaca. L'ascesa al trono austriaco di Maria Teresa d'Asburgo comporta l'impossibilità della stessa di ottenere anche la corona imperiale, la quale era preclusa alle donne dalla legge salica. Scoppia dunque la guerra di successione austriaca che ha come protagonista la dinastia più potente del Continente gli Asburgo e al termine della quale, come compromesso, il rango imperiale viene offerto al marito di Maria Teresa, il duca Francesco di Lorena. La guerra contribuisce a far cadere la monarchia francese in una crisi economica all’origine della crisi della monarchia e della Rivoluzione francese. Carlo Emanuele III di Savoia si schiera con l'Austria contro la Francia e vede ancora una volta i suoi Stati invasi dai francesi. Persa la battaglia di Madonna dell'Olmo, riesce però ad infliggere una pesantissima sconfitta ai francesi sulle alture dell'Assietta nel 1747, ottenendo nuovamente la piena sovranità sul Piemonte e l'accrescimento dei suoi Stati fino al raggiungimento del confine naturale del Ticino

24 gennaio 1742 Carlo Alberto di Baviera diventa imperatore del Sacro Romano Impero e Duca di Baviera. Rimarrà al trono sino alla morte il 20 gennaio 1745.

20 gennaio 1745 Francesco Stefano di Lorena diventa Sacro Romano Imperatore e Granduca di Toscana anche se i titoli appartengono effettivamente a sua moglie. Con sua moglie Maria Teresa è il fondatore della dinastia degli Asburgo-Lorena. Rimarrà al trono sino al la morte avvenuta il 18 agosto 1765.

1748 Si conclude la guerra di successione austriaca con la sottoscrizione, da parte di tutte le grandi potenze d'Europa, del trattato di pace che ha luogo nella città di Aquisgrana il 18 ottobre 1748. Le clausole del trattato sono le seguenti: Federico II di Prussia mantiene l'annessione della Slesia. La Spagna rinuncia alla rivendicazione di Gibilterra e conferma all'Inghilterra la cessione del monopolio del commercio degli schiavi. Carlo Emanuele III di Savoia acquisisce l'alto novarese nonché Vigevano e Voghera. A Maria Teresa d'Asburgo viene riconosciuta la prammatica sanzione, a conferma delle clausole della Pace di Dresda (1745) e viene altresì riconosciuto il titolo imperiale a Francesco Stefano di Lorena, consorte di Maria Teresa. La Francia restituisce all'Austria i Paesi Bassi nonché la Savoia e Nizza al Re di Sardegna. L'Austria cede a Filippo di Borbone, secondogenito di Elisabetta Farnese e di Filippo V, il Ducato di Parma e Piacenza a compensazione della cessione della Toscana a Francesco Stefano di Lorena. L'Inghilterra restituisce alla Francia l'isola di Cap Breton in America, in cambio di Madras in India. Il Ducato di Modena rientra nel possesso di Francesco III d'Este e, quindi, sotto l'influenza asburgica.

1756 Inizia la guerra dei sette anni, incrementando la pessima situazione economica anglo-francese.

6 ottobre 1759 Ferdinando I di Borbone, figlio di Don Carlos è designato come successore al regno di Napoli. Rimarrà al trono con il nome di Ferdinando IV di Napoli dal 12 gennaio 1967 sino alla rivoluzione napoletana del 1799, e poi dalla sua caduta nel 1799 sino al 30 marzo1806, infine, dopo il dominio del Primo Impero francese nuovamente dal 1815 al 1816 . Ferdinando I di Borbone diventa altresì re di Sicilia dal 1759 al 1816 con il nome di Ferdinando III di Sicilia.

18 agosto 1765 Giuseppe II d'Asburgo-Lorena diventa imperatore del Sacro Romano Impero e Duca di Milano, associato al trono con la madre Maria Teresa d’Austria dal 1765 e da solo dal 1780, alla morte di lei fino alla morte il 20 febbraio 1790

1765 Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena diventa Granduca di Toscana. Vi rimarrà sino al 1790 prima di essere incoronato imperatore del Sacro Romano Impero e re d'Italia con il nome di Leopoldo II dal 1790 al 1792.

12 gennaio 1767 Ferdinando I di Borbone, figlio terzogenito di Carlo III di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia, compie 16 anni e diviene Re del Regno di Napoli col nome di Ferdinando IV.

2 febbraio 1769 Muore in Roma papa Clemente XIII (Carlo Rezzonico)

19 maggio 1768 Il Conclave elegge papa il cardinale Giovanni Vincenzo Antonio Manganelli che prende il nome di Clemente XIV.

19 settembre 1772 Il Re di Sardegna Carlo Emanuele III introduce nei suoi Stati il primo servizio postale. Nell’ultima fase del Regno contribuisce all’ammodernamento dei porti di Nizza e di Villafranca, combatte il banditismo in Sardegna, crea i Monti frumentari, cioè dei magazzini comunali nei quali i contadini possono comprare le sementi ad un prezzo calmierato.

1773

2 febbraio 1773: muore a Torino Carlo Emanuele III di Savoia. Gli succede il figlio Vittorio Amedeo III che regnerà per 23 anni sino al 26 ottobre 1796.

16 dicembre 1773: Boston Tea Party: un gruppo di giovani bostoniani, travestiti da indiani Mohawk, getta a mare, nel porto di Boston, il carico di tè della East India Company dalla nave Darmouth; seguono altri tea parties a Filadelfia, New York e nella stessa Boston.

1774

Marzo-giugno 1774: il Parlamento inglese approva le «leggi intollerabili» che saranno la causa scatenante della Rivoluzione americana.

10 maggio 1774 Muore Luigi XV, re di Francia, detto "le Bien-Aimé" ("il beneamato"). Gli succede il nipote che prende il nome di Luigi XVI. Rimarrà al trono sino al 10 ottobre 1879

11 giugno 1774: Incoronazione di Luigi XVI a Reims.

17 août 1777 ;Louis XVI , déclin de la noblesse, arrivée en force de la nouvelle classe dominante bourgeoise. Un arrêt du conseil d’état transforme la Ferme des Postes en régie intéressée.

1778 La Francia dichiara guerra alla Gran Bretagna in aiuto alle colonie americane. La già precaria situazione economica precipita.

29 novembre 1780: Giuseppe II succede alla madre Maria Teresa d'Austria sul trono d'Austria.

19 febbraio 1781 Durante i regni di Luigi XV e Luigi XVI diversi ministri, tra i quali Anne Robert Jacques Turgot e Jacques Necker in primis, cercano di risanare la situazione economica. Si dedicano principalmente alla modifica del sistema tributario in modo da renderlo più equo ed uniforme ma non vi riescono, in quanto tali iniziative incontrano una forte opposizione da parte di nobiltà e clero. Il 19 febbraio 1781 Necker rende pubblico il bilancio dello Stato, il quale percepiva 503 milioni di livre di entrate contro 629 milioni di spese; il debito pubblico ammonta a 318 milioni, l'equivalente alla metà delle spese. Un dato che scandalizza fortemente l'opinione pubblica è la spesa personale sostenuta dalla corte in un periodo, per la quasi totalità della popolazione francese, di fame e miseria: 38 milioni tra feste e pensioni per i cortigiani

3 settembre 1782: trattato di Versailles che sancisce la fine della prima guerra di Indipendenza degli Stati Uniti d'America: riconoscimento da parte dell'Inghilterra dell'indipendenza delle "tredici colonie unite" (i futuri USA); restituzione all'Inghilterra delle isole Antille occupate dalla Francia e restituzione alla Francia del Senegal, dell'isola di Tobago e dell'isola di Santa Lucia ed alla Spagna ed Olanda delle colonie occupate dall'Inghilterra (la Florida passa alla Spagna che la cederà agli USA nel 1821); risistemazione dei territori di competenza di Francia ed Inghilterra in India.

3 novembre 1783 Charles Alexandre de Calonne, nominato Ministro delle Finanze intraprende una politica di spese consistenti volta a convincere i potenziali creditori che la Francia gode di un'ottima solidità finanziaria. Nel breve termine spera in una dimostrazione di supporto da parte dell'Assemblea dei Notabili, che avrebbe permesso di ottenere dei prestiti con cui far fronte alle spese. In seguito con uno studio dettagliato della situazione finanziaria si rende conto che la sua politica economica non era sostenibile e indica il bisogno di fare delle importanti riforme. In particolare propone un codice tributario uniforme per le proprietà terriere, con il quale tutti sarebbero stati tassati senza eccezioni, nobiltà e clero compresi.

1785

8 novembre1785: trattato di Fontainebleau tra Giuseppe II d'Austria ed Olanda (mediatrice la Francia): rinuncia dell'Austria a Maastricht e zone limitrofe in cambio di denaro, altre modifiche nei confini e diritti commerciali; segue un trattato di alleanza tra Francia ed Olanda.

1786

20 agosto 1786: il ministro francese Calonne informa il re dell'insolvenza delle casse dello stato.

26 settembre 1786: trattato commerciale franco-inglese: il mercato francese si apre ai prodotti industriali inglesi e quello inglese ai vini, ai liquori ed agli aceti francesi. Il provvedimento, positivo nel medio termine per lo stimolo all'ammodernamento dell'industria francese, nell'immediato provoca una grossa crisi.

29 dicembre 1786 : l'Assembly of Notables viene convocata.

22 febbraio 1787 Quando Calonne espone la necessità di attuare la riforma proposta nel novembre 1783, l'Assemblea dei Notabili, formata principalmente da benestanti non intenzionati a pagare nuove imposte, rifiuta di accettare le sue soluzioni. Le finanze francesi sono alla bancarotta; secondo François-Auguste Mignet, i prestiti ammontano a 1.646 milioni di livre e vi è un deficit annuale di 46 milioni.

1 maggio 1787 Luigi XVI, capendo che Calonne non è in grado di gestire la situazione, lo sostituisce con il suo principale critico, il presidente dell'Assemblea dei Notabili e leader dell'opposizione, Étienne-Charles de Loménie de Brienne, arcivescovo di Tolosa. Brienne tenta di far approvare le riforme proposte da Calonne, ma queste incontrano nuovamente una forte opposizione soprattutto dal Parlamento di Parigi (organo giudiziario con funzioni di controllo sulla legittimità degli atti ma privo di funzioni politiche). Successivi tentativi di modifica al sistema tributario provocano un'ulteriore massiccia resistenza dei gruppi benestanti, che porta al ritiro dei prestiti di breve durata. In quel momento questi prestiti davano ossigeno e vita all'economia dello Stato francese ed il loro venir meno provoca una situazione di bancarotta nazionale.

18 dicembre 1787 Si cominciava a diffondere l'idea che solo un organo rappresentativo di tutta la Nazione, come gli Stati Generali, avrebbe potuto votare l'applicazione di nuove riforme. Luigi XVI promise di convocarli entro cinque anni.


La rivoluzione francese e le sue conseguenze

Nel 1789, in Francia, il potere era riposto nella monarchia assoluta di diritto divino rappresentata da Luigi XVI. La società era suddivisa in tre ceti: nobiltà, clero e terzo stato. Il terzo stato costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata, in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva dei consistenti privilegi per la nobiltà e il clero. I raccolti andati a male, le carestie ed il clima avverso portarono in quegli anni ad una forte inflazione, mentre le tasse elevate non bastavano allo Stato per arricchirsi a sufficienza. Il prezzo del pane aumentò a dismisura, costringendo la gente comune alla miseria. La situazione economica era aggravata anche dagli sprechi e dai costi delle guerre fin qui sostenute.

La necessità di risolvere la gravissima crisi in cui la Francia era precipitata non trovò soluzione nell'operato dei successori di Luigi XIV (Luigi XV e Luigi XVI). Eguale fallimento ebbero i tentativi di riforma al sistema giudiziario e fiscale. All'inizio del secolo la principale imposta diretta, la taglia, pesava soltanto sui non privilegiati. Per aumentare le entrate fiscali Luigi XVI impose tasse ad ogni ceto sociale, ma nobiltà e clero ne risentirono solo in minima parte. Le nuove imposte (tra cui lacapitazione e il ventesimo) continuarono a gravare solamente sul terzo stato e non furono quindi in grado di contrastare il deficit del Paese, facendo aumentare il debito pubblico per tutto il XVIII secolo. L'avversione dei cittadini francesi nei confronti della monarchia aumentò grazie anche alla presenza impopolare di Maria Antonietta (moglie di Luigi XVI) che, troppo legata alla sua patria austriaca, veniva chiamata con disprezzo dal popolo francese l'Autrichienne (Austriaca).

A complicare ulteriormente la situazione vi fu la nobiltà che, privata del potere sotto Luigi XIV, desiderava ritornare al più presto alla grandezza di un tempo. I nobili non avevano il diritto di esercitare numerose attività economiche, pena la perdita del loro titolo. In un secolo dove dalla proprietà di terreno si otteneva poco guadagno e i costi per mantenere un tenore di vita nobile salivano sempre più, il potere di acquisto della nobiltà diminuiva. Il ceto nobiliare, di conseguenza, concentrò le sue attenzioni sui suoi vecchi privilegi, principalmente i diritti feudali, esigendo il pagamento di alcune tasse ormai in disuso. Si arrogò anche lo sfruttamento esclusivo di alcune proprietà comunali e di terre in cui tradizionalmente i contadini poveri potevano far pascolare qualche bestia. Questa situazione era malvista dai contadini, i quali reclamavano l'abolizione dei diritti feudali per risollevare la loro situazione sociale ormai misera.

In quel periodo, soprattutto in Francia, si stava sviluppando una nuova cultura, l'Illuminismo, basata su tre principi fondamentali: razionalismo, egualitarismo e contrattualismo (quest'ultimo era una corrente di pensiero nata dal rifiuto per l'assolutismo, basata su un contratto stipulato tra popolo e governo). La filosofia degli illuministi si diffuse fino ai ceti più alti della società (borghesia e nobiltà liberale); al modello francese della monarchia assoluta fu contrapposto quello inglese di una monarchia limitata da un parlamento e all'obbedienza del soggetto furono contrapposti i diritti del cittadino. I filosofi illuministi difesero l'idea che il potere sovrano supremo risiede nella Nazione. Oltre a questo nuovo modo di pensare, la Rivoluzione americana, avvenuta poco prima di quella francese, rappresentò un ulteriore modello di ribellione per i cittadini francesi.

Durante l'Ancien Régime i parlamenti, approfittando del diritto che era loro tradizionalmente accordato durante la registrazione delle leggi nei registri parlamentari, emisero delle osservazioni critiche nei confronti del potere reale. Questa possibilità di contrastare la corte li mise nella condizione di essere visti dall'opinione pubblica come i difensori del popolo, sebbene si occupassero principalmente dei loro privilegi.

Nonostante la situazione poco rosea, la maggioranza dei francesi nel 1789 non immaginava l'avvento di una rivoluzione violenta che avrebbe portato all'abolizione della monarchia e a testimonianza di questo vi era il grande rispetto che il popolo ancora nutriva nei confronti del proprio re.

1788

7 giugno 1788 Nel maggio del 1788 a Grenoble le proteste delle famiglie, toccate profondamente dalla crisi economica, aumentano notevolmente. L'esercito è obbligato ad intervenire il 7 giugno, venendo accolto da tegole lanciate dai cittadini saliti sui tetti.

21 luglio 1788 Conseguentemente a questo avvenimento, ricordato come Giornata delle Tegole, il 21 luglio un'assemblea formata da nobiltà, clero e terzo stato si riunì al Castello di Vizille (vicino a Grenoble), dove decise di mettere in atto lo sciopero delle imposte.

8 agosto 1788 Incapace di ristabilire l'ordine, Luigi XVI annuncia la convocazione degli Stati Generali per il 5 maggio 1789 (prima volta dal 1614).


La Campagna elettorale per l'elezione dei deputati degli Stati Generali

La società francese era molto cambiata dall'ultima convocazione degli Stati Generali avvenuta nel 1614. Il primo stato (clero, alto e basso) e il secondo stato (nobiltà, composta da nobili di ceto e da borghesi che avevano acquistato cariche nobiliari) rappresentano il 2% della popolazione, mentre il terzo stato (che raggruppava tutti i francesi non nobili e non ecclesiastici dalla grande borghesia ai braccianti rurali) costituisce il restante 98%. La procedura degli Stati Generali prevede che i tre ordini si riuniscano in tre camere separate per discutere ed emettere un voto per camera. In quanto il voto della nobiltà e del clero vengono spesso a coincidere, il terzo stato può essere messo facilmente in minoranza. Quest'ultimo vede comunque la convocazione degli Stati Generali come una possibilità di migliorare la propria posizione sociale: i contadini, sostenuti dal basso clero sensibile alle loro difficoltà, sperano nell'abbandono dei diritti feudali e la borghesia, ispirata dalle idee illuministe condivise con alcuni membri della nobiltà, crede nell'instaurazione dell'uguaglianza dei diritti e di una monarchia parlamentare ispirata al modello inglese.

Tutto ciò causa l'animazione del dibattito politico durante l'elezione dei deputati degli Stati Generali. Nel corso della campagna elettorale, nei cahiers de doléances (registri nei quali le assemblee incaricate di eleggere i deputati agli Stati Generali annotano critiche e lamentele della popolazione) viene stilato un elenco dei soprusi a cui è sottoposto il terzo stato. Il dibattito riguarda anche l'organizzazione interna degli Stati Generali, infatti il terzo stato chiede il raddoppio del numero dei loro deputati (cosa che già aveva ottenuto nelle assemblee provinciali) affinché la loro rappresentanza politica corrisponda maggiormente alla situazione reale della società francese. Questo diviene uno degli argomenti principali trattati dagli opuscolisti, fra i quali l'abate Emmanuel Joseph Sieyès che pubblica l'opuscolo Qu'est-ce que le tiers état? (Cos'è il terzo stato?).

25 agosto 1788 Brienne rinuncia all'incarico di Ministro delle Finanze e al suo posto viene richiamato Necker.

13 settembre 1788: approvazione della Costituzione degli Stati Uniti d'America.

6 novembre 1788 Necker, sperando di evitare ulteriori contrasti all'interno della società, riunisce l'Assemblea dei Notabili per discutere le richieste del terzo stato, ma i Notabili rifiutano ogni istanza.

27 novembre 1788 Un decreto reale annuncia che agli imminenti Stati Generali avrebbero partecipato almeno un migliaio di deputati, garantendo la rappresentanza doppia per il terzo stato.

Dicembre 1788 Dopo le elezioni Mignet riporta i risultati (altre fonti danno cifre leggermente differenti): i deputati della nobiltà sono composti da 242 gentiluomini e 28 membri del parlamento; il clero è rappresentato da 48 vescovi e arcivescovi, 35 abati e decani, e 208 curati; il terzo stato da 2 ecclesiastici, 12 nobili, 18 magistrati cittadini, 200 membri delle contee, 212 avvocati, 16 medici e 216 mercanti e agricoltori. Per quest'ultimo gruppo non è eletto nessun deputato che appartenga ai ceti popolari urbani o alla classe dei contadini, in quanto nelle assemblee è determinante l'eloquenza e il possesso di una buona istruzione soprattutto in materia economica e giuridica. Un'ulteriore richiesta del terzo stato è l'applicazione del voto per testa, con il quale l'assemblea sarebbe stata convocata in un'unica camera e ogni deputato avrebbe disposto di un voto. Luigi XVI, che aveva acconsentito al raddoppio dei deputati del terzo stato, non si pronuncia sulla questione e dà la responsabilità di decidere agli Stati Generali stessi. Se si fosse continuato a votare per ordine, come in passato, il fatto che il numero dei rappresentanti del terzo stato fosse stato raddoppiato non avrebbe cambiato le cose.

14 dicembre 1788: muore Carlo III di Borbone, re di Spagna: gli succede il figlio secondogenito Carlo Antonio fratello maggiore di Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli e marito di Maria Luisa di Parma.
1789

30 aprile 1789 : George Washington giura come primo Presidente degli Stati Uniti d'America.


Dagli Stati Generali all'Assemblea Nazionale

5 maggio 1789 Apertura ufficiale degli Stati Generali da parte di Luigi XVI. La seduta inaugurale degli Stati Generali ha luogo in una sala dell'Hôtel des Menus-Plaisirs a Versailles. Molti esponenti del terzo stato vedono l'ottenimento della rappresentanza doppia come una rivoluzione già pacificamente conseguita ma, con l'utilizzo di un protocollo procedurale sostanzialmente stilato in un'era precedente, appare immediatamente evidente che in realtà è stato ottenuto molto meno.

Con i discorsi iniziali di Luigi XVI, del guardasigilli Charles Louis François Paul de Barentin e di Necker, i deputati del terzo stato non sentono affatto parlare delle riforme politiche tanto attese, in quanto vengono affrontati unicamente problemi prettamente finanziari. La questione del passaggio dal voto per ordine al voto per testa non è menzionata e il terzo stato capisce che la rappresentanza doppia sarebbe servita a ben poco, avendo unicamente un significato simbolico: la votazione si sarebbe svolta per ordine come in passato e quindi, dopo aver deliberato, il loro voto collettivo avrebbe pesato esattamente come quello di uno degli altri due stati. Nobiltà e clero, pur non essendo totalmente favorevoli alla presenza dell'assolutismo reale, sono consapevoli che con l'utilizzo del voto per testa avrebbero perso più potere nei confronti del terzo stato rispetto a quello che avrebbero guadagnato dalla corte. Cercando di evitare la questione della rappresentanza politica e focalizzandosi unicamente sui problemi finanziari, il re e i suoi ministri sottovalutano la situazione; quando Luigi XVI cede finalmente alle insistenti richieste del terzo stato di discutere sul sistema di votazione, pare a tutti una concessione estorta alla monarchia piuttosto che un dono magnanimo che avrebbe convinto la popolazione della buona volontà del sovrano.

6 maggio 1789 Invece di affrontare la questione finanziaria come richiesto da Luigi XVI, i tre stati iniziano a discutere sull'organizzazione della legislatura. I deputati del terzo stato sono unanimi nella scelta del voto per testa e si autoproclamano Deputati dei Comuni, intendendo con ciò rifiutare il titolo di rappresentanti di un ordine per assumere quello di rappresentanti della Nazione. Si tratta già di un atto rivoluzionario al quale la nobiltà risponde dichiarandosi favorevole al voto per ordine, imitata dal clero.

10 giugno 1789 Dopo uno stallo di un mese, i Deputati dei Comuni invitano i delegati degli altri due ordini a procedere ad una verifica dei poteri in un'assemblea comune. L'invito, respinto dalla nobiltà, è raccolto nei giorni successivi da un numero crescente di deputati del basso clero, finché il 15 giugno, su iniziativa dell'abate Sieyès (membro del clero, eletto per rappresentare il terzo stato), i Deputati dei Comuni decidono di dare inizio ai lavori.


Assemblea Nazionale Costituente

17 giugno 1789 Il Terzo Stato completa il processo di verifica diventando l’unico ordine i cui poteri siano stati legalizzati. Il Terzo Stato si costituisce in Assemblea nazionale con l'intento di identificare un'assemblea non più degli stati ma del popolo.

19 giugno 1789 Il clero, che ha tra le sue fila dei parroci sensibili ai problemi dei contadini, vota a favore dell'unione all'Assemblea Nazionale.

L'Assemblea Nazionale cerca immediatamente di guadagnare i favori degli uomini che possiedono capitale, necessari come fonte di credito per finanziare e consolidare il debito pubblico. Dichiara illegali tutte le tasse esistenti, sebbene sono votate e riutilizzate per il periodo di riunione dell'attuale Assemblea. Viene inoltre istituito un comitato di sussistenza per affrontare la carenza di cibo e dare così aiuto alla gente bisognosa. Queste manovre ridanno fiducia al sistema finanziario francese.

La nobiltà, notando l'avvicinamento del clero ai Comuni, indirizza al re una protesta con la quale ricorda che la soppressione degli ordini avrebbe non soltanto messo in discussione i diritti e il destino della nobiltà ma anche quelli della stessa monarchia. I nobili, che sono i primi a volere la convocazione degli Stati Generali sperando con essi di eliminare l'assolutismo monarchico, ritornano così a sottomettersi all'iniziativa reale, quale garante della loro stessa sopravvivenza. Luigi XVI, influenzato dai sui consiglieri, accoglie l'invito della nobiltà e decide di annullare i decreti fin qui attuati dall'Assemblea Nazionale, cercando di reintrodurre la separazione degli ordini e imporre che le riforme fossero emanate solamente dagli Stati Generali restaurati.

20 giugno 1789 Il re ordina la chiusura della sala dove si riuniva l'Assemblea con il pretesto di eseguirvi dei lavori di manutenzione, cercando in questo modo di impedire qualsiasi riunione. L'Assemblea Nazionale, su proposta del deputato Joseph-Ignace Guillotin, sposta le proprie deliberazioni in una sala vicina adibita al gioco della pallacorda, dove i deputati giurano di non separarsi in nessun caso e di riunirsi ovunque le circostanze lo avrebbero richiesto, fino a che la Costituzione francese non fosse stata stabilita e affermata su solide fondamenta (Giuramento della Pallacorda).

22 giugno 1789 Privata anche dell'uso della Sala della Pallacorda, l'Assemblea Nazionale si riunisce nella Chiesa di Saint-Paul-Saint-Louis, dove viene raggiunta dalla maggioranza dei rappresentanti del clero. Gli sforzi della monarchia per ripristinare il vecchio ordine sono serviti solo ad accelerare gli eventi.

23 giugno 1789 Il re, rivolgendosi ai rappresentati dei tre stati (riuniti nuovamente nella sala dell'Hôtel des Menus-Plaisirs), esprime la volontà di conservare la distinzione degli ordini, annullando la costituzione dei Comuni in Assemblea Nazionale. Dichiarz che se l'Assemblea l'avesse abbandonato, egli avrebbe comunque fatto il bene del popolo senza di essa. Conclude ordinando a tutti di disperdersi, venendo obbedito solo dai nobili e dal clero.

23-25 giugno 1789 Nei tre giorni successivi l'Assemblea vede nuovamente aumentare i propri ranghi. Il 25 giugno si uniscono 47 nobili, tra i quali il Duca d'Orléans.

27 giugno 1789 Luigi XVI ammette implicitamente il fallimento della sua iniziativa e invita ufficialmente nobiltà e clero, dopo il Terzo Stato a unirsi all'Assemblea Nazionale. Il clero accetta immediatamente la proposta mentre i nobili rifiutano con indignazione. Può quindi continuare l'opera di smantellamento del vecchio ordine

7 luglio 1789 Viene eletto un comitato per l'elaborazione della Costituzione

9 luglio 1789 L’Assemblea nazionale si proclama Assemblea Costituente con 1200 deputati. Rimarrà in carica sino al 30 settembre 1791

Rimane però sempre presente la possibilità di un contraccolpo militare e a testimoniarlo è l'arrivo di un grande numero di soldati attorno a Versailles, Parigi, Sèvres e Saint-Denis. Alcuni deputati, intimoriti dall'andamento degli avvenimenti, decidono di dimettersi


La Presa della Bastiglia

9-10 luglio 1789 Rivolgendosi al re in termini educati ma fermi e supportata da Parigi e da molte altre città della Francia, l'Assemblea richiede la rimozione delle truppe (che includevano reggimenti stranieri, più obbedienti al re rispetto alle truppe francesi), ma Luigi XVI risponde che lui solo può prendere decisioni sui soldati e rassicura che la loro presenza è una misura strettamente precauzionale. Il re propone inoltre di spostare l'Assemblea Nazionale a Noyon o a Soissons, con l'intento di porla in mezzo a due eserciti e privarla del supporto dei cittadini parigini (Mignet sostiene che Parigi è intossicata di libertà ed entusiasmo). L'Assemblea, rifiutando la proposta del sovrano, dichiara che essa aveva ricevuto il suo mandato non dai singoli elettori ma dall'intera nazione, mettendo così in pratica il principio della sovranità nazionale difeso da Diderot.

10 luglio 1789 La stampa pubblica i dibattiti dell'Assemblea Nazionale, estendendo la discussione politica alle piazze e ai salotti della capitale. Palais Royal e l'area circostante sono il luogo di continui incontri tra la gente comune; la questione politica diventa talmente importante a tal punto da indurre i cittadini a liberare alcuni granatieri delle Guardia francese imprigionati per essersi rifiutati di aprire il fuoco sulla folla. Successivamente l'Assemblea raccomanda i soldati liberati alla clemenza del re, il quale li perdona. Gran parte dell'esercito è ora favorevole alla causa popolare.

11 luglio 1789 Necker nel frattempo si guadagna l'inimicizia di parte della corte, avendo manifestato in parecchie occasioni delle idee filo-popolari. Per questo viene destituito dal re, il quale gli ordina di lasciare la Francia entro due giorni

12 luglio 1789 La popolazione di Parigi, venuta a conoscenza dell'accaduto, organizza una grande manifestazione di protesta, durante la quale vengono portate delle statue raffiguranti i busti di Necker e del Duca d'Orleans. Alcuni soldati tedeschi ricevono l'ordine di caricare la folla, provocando diversi feriti e distruggendo le statue. Il dissenso dei cittadini aumenta a dismisura e l'Assemblea Nazionale avverte il re del pericolo che avrebbe corso la Francia se le truppe non fossero state allontanate, ma Luigi XVI risponde che non avrebbe cambiato le sue disposizioni.

13 luglio 1789 La mattina del 13 luglio quaranta dei cinquanta ingressi che permettono di entrare a Parigi sono dati alle fiamme dalla popolazione in rivolta. I reggimenti della Guardia francese formano un presidio permanente attorno alla capitale, sebbene molti di questi soldati siano vicini alla causa popolare. I cittadini cominciano a protestare violentemente contro il governo affinché riduca il prezzo del pane e dei cerali e saccheggiano molti luoghi sospettati di essere magazzini per provviste di cibo; uno di questi è il convento di Saint-Lazare (che funge da ospedale, scuola, magazzino e prigione), dal quale sono prelevati 52 carri di grano. In seguito a questi disordini e saccheggi, che continuano ad aumentare, gli elettori della capitale (gli stessi che votavano durante le elezioni degli Stati Generali) si riuniscono al Municipio di Parigi e decidono di organizzare una milizia cittadina composta da borghesi, che garantisca il mantenimento dell'ordine e la difesa dei diritti costituzionali: due giorni dopo con Gilbert du Motier de La Fayette verrà denominata Guardia Nazionale. Ogni uomo inquadrato in questo gruppo avrebbe portato, come segno distintivo, una coccarda con i colori della città di Parigi (blu e rosso). Per armare la milizia si comincia a saccheggiare i luoghi dove si ritiene siano custodite le armi.

14 luglio 1789 La mattina gli insorti attaccano l'Hôtel des Invalides con l'obiettivo di procurarsi delle armi; si impossessano di circa ventottomila fucili e qualche cannone ma non trovano la polvere da sparo. Per impadronirsi della polvere decidono di assalire la prigione-fortezza della Bastiglia (vista dal popolo come un simbolo del potere monarchico), nella quale sono tenuti in custodia solamente sette detenuti. Gli elevati costi di mantenimento di una fortezza medievale così imponente, adibita all'epoca ad una funzione limitata come quella di carcere, porta alla decisione di chiudere i battenti e probabilmente è per questo motivo che il 14 luglio gli alloggi della prigione sono praticamente vuoti. La guarnigione della fortezza è composta da 82 invalidi (soldati veterani non più idonei a servire in combattimento), ai quali il 7 luglio si aggiungono 32 Guardie svizzere; il governatore della prigione (figlio del precedente governatore) è Bernard-René Jordan de Launay. Pierre-Augustin Hulin prende la guida degli insorti ed una folla sempre più numerosa raggiunge la fortezza chiedendo la consegna della prigione. Launay trovandosi circondato, pur avendo la forza per respingere l'attacco, cerca di trovare una soluzione pacifica ricevendo alcuni rappresentati degli insorti, con i quali cerca di negoziare. La trattativa si protrae per lungo tempo mentre all'esterno la folla continua ad aumentare fino a quando, verso le 13:30, le catene del ponte levatoio sono tagliate e gli insorti riescono a penetrare nel cortile interno, scontrandosi con la Guardia svizzera. C’è un violento combattimento che causa diversi morti (gli uomini del regio esercito, accampati nel vicino Campo di Marte, non intervengono). Cercando di evitare un massacro reciproco, Launey ordina ai suoi uomini di cessare il fuoco e invia una lettera agli assedianti dove riporta le condizioni di resa, ma queste sono rifiutate. Il governatore, capendo che i propri uomini non avrebbero potuto resistere ancora a lungo, decide di capitolare, permettendo agli insorti di penetrare nella Bastiglia. Gli assalitori riescono così ad occupare la prigione-fortezza; le guardie trovate morte vengono decapitate e le loro teste sono infilzate su pali appuntiti e portate attraverso tutta la città. Il resto della guarnigione è fatta prigioniera e condotta al Municipio ma lungo la strada, in piazza de Grève, Launay è preso dalla folla e linciato. Uno degli insorti lo decapita e infilza la testa su una picca. Ritornando al Municipio la folla accusa il prévôt des marchands carica corrispondente a quella di un sindaco Jacques de Flesselles di tradimento; durante il viaggio, che lo avrebbe portato a Palais-Royal per essere processato, è assassinato.

15 luglio 1789 Jean-Sylvain Bailly, già eletto deputato di Parigi in rappresentanza del Terzo Stato il 2 maggio, viene eletto sindaco di Parigi da un Comitato degli elettori
15 luglio 1789 Inizialmente Luigi XVI dà poca importanza all'accaduto, ma successivamente riconosce la gravità della situazione; il 15 luglio 1789 si recaall'Assemblea Nazionale dove dichiara che da quel momento avrebbe lavorato con la Nazione e ordinato alle truppe di allontanarsi da Versailles e da Parigi. Questi annunci sono accolti con entusiasmo generale ma ben presto il re si rende conto che è troppo tardi per fermare il movimento rivoluzionario.

16 luglio 1789 Su richiesta dell'Assemblea il sovrano richiama Necker al governo. Viene creata la Guardia Nazionale, affidata al comando di La Fayette, con il compito di reprimere ogni eventuale tentativo rivoluzionario. Tutti i membri della precedente amministrazione erano fuggiti e il presidente dell'Assemblea Nazionale Jean Sylvain Bailly è eletto per acclamazione sindaco di Parigi. Parecchie città creano nuove municipalità borghesi, rimuovendo i rappresentanti del vecchio regime con l'intento di eliminare il centralismo monarchico.

17 luglio 1789: Luigi XVI riconosce questo nuovo sistema quando si reca a Parigi; in quell'occasione riceve dal nuovo sindaco una coccarda blu e rossa, colori della città di Parigi, che fissa sul suo cappello associando anche il colore bianco della monarchia (questo gesto vuole simboleggiare una riconciliazione).iLo stesso giorno inizia l'emigrazione degli aristocratici.


Grande Paura e abolizione del feudalesimo

La notizia della Presa della Bastiglia si diffuse in tutta la Francia, aumentando la consapevolezza che la forza della popolazione era in grado di supportare le idee dei riformatori. Per sfruttare questo momento a discapito della monarchia, alla Bastiglia venne dato un significato simbolico: rappresentò il potere arbitrario ma vulnerabile del re

20 luglio - 6 agosto 1789 Nelle campagne francesi si manifesta una situazione di panico generalizzato (periodo della Grande Paura) suscitato dalla falsa notizia dell'invasione di briganti venuti a distruggere i raccolti e a trucidare i contadini, per vendicare la nobiltà colpita dalle rivolte agrarie scaturite dai recenti sviluppi politico-sociali. All'annuncio dell'imminente arrivo dei briganti nei villaggi, i contadini si armano di forche, falci e altri utensili. Desiderosi di maggiore protezione, si recano in massa al castello del signore locale per ottenere fucili e polvere da sparo, ma qui finiscono per sfogare la propria rabbia verso i poteri dominanti, esigendo i titoli signorili (documenti che stabilivano la dominazione economica e sociale dei loro proprietari) per poterli bruciare. In alcuni casi il signore o i suoi uomini si difendoo con la forza, in altri vengono assassinati e alcuni castelli sono saccheggiati o bruciati. A testimonianza del difficile momento che il feudalesimo sta attraversando, Jules Michelet scrive che tutti i castelli di campagna diventano delle Bastiglie da conquistare.

4 agosto 1789 Di fronte a queste violenze, nella notte del 4 agosto, l'Assemblea decide di abolire i diritti feudali, la venalità delle cariche, le disuguaglianze fiscali e tutti i privilegi in generale. Finisce l'Ancien Régime.

10 agosto 1789 Viene soppressa la Decima. Durante L'Ancien Régime il clero è stato il più grande proprietario terriero di Francia, possedendo il 10% dei territori del Paese. E’ esente dal pagamento di tasse e impone la decima (imposta che tassava i redditi per 1/10). Il potere e le ricchezze del clero creano un forte risentimento della popolazione nei confronti della Chiesa. A partire dall'11 agosto 1789 la decima è soppressa senza che subentri alcun tipo di nuova imposta, privando così il clero di una parte consistente delle sue entrate.

5- 11 agosto 1789 Durante la redazione dei decreti, i deputati, quasi tutti proprietari fondiari nobili e borghesi, cambiano in parte idea in merito alle proposte originarie: i servigi o prestazioni d'opera gratuita che il titolare di un feudo imponeva ai suoi soggetti sono aboliti, mentre i diritti basati sulla rendita della terra continuano ad essere riscattati (agevolando in questo modo solamente i contadini più ricchi), permettendo così ai proprietari terrieri di ricevere un'indennità che in parte avrebbe salvaguardato i loro interessi economici e in parte sarebbe stata investita nell'acquisto di beni nazionali con l'intento di mettere fine alle rivolte. La maggior parte dei contadini comunque, ritenendosi completamente svincolata dal vecchio regime feudale, non paga nessun indennizzo ai proprietari terrieri.

18 agosto 1789: prima conseguenza estera della rivoluzione: da Liegi viene cacciato il principe-vescovo.

20 - 26 agosto L'Assemblea Nazionale Costituente discute sul progetto della Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen, documento giuridico contenente i diritti fondamentali dell'individuo e del cittadino, ispirato ai principi illuministi e basato su un testo proposto da La Fayette

26 agosto 1789 Viene approvata dall’Assemblea Nazionale la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789. Il testo giuridico basato sulla Dichiarazione d'indipendenza americana, contiene una solenne elencazione di diritti fondamentali dell'individuo e del cittadino. Rappresenta una condanna senza appello alla monarchia assoluta e alla società degli ordini, che rispecchia le aspirazioni della borghesia dell'epoca: garanzia delle libertà individuali, sacralità della proprietà, spartizione del potere con il re, creazione di impieghi pubblici.

26 agosto 1789 Nasce la libertà di stampa. L'articolo 11 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino predispone «La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'Uomo: ogni Cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, fatto salvo dover rispondere all'abuso di tale libertà nei casi previsti dalla Legge»

11 settembre 1789 L'Assemblea Costituente accorda al re il diritto di veto.





Marcia su Versailles

Inizio ottobre 1789 Luigi XVI, per prevenire degli atti di rivolta contro la sua residenza, decide di far acquartierare nella Reggia di Versailles il Reggimento delle Fiandre (secondo il re questi uomini possedevano una lealtà di ferro). Per dare il benvenuto ai nuovi soldati la Guardia reale decide di organizzare un banchetto a palazzo, durante il quale viene offeso il movimento rivoluzionario. La vicenda viene riportata dalla stampa rivoluzionaria e i cittadini parigini, già contrari alla presenza del nuovo reggimento (visto come una soluzione controrivoluzionaria adottata dalla corte), vengono assaliti dall'ira. Inoltre il re non vuole sottoscrivere né i decreti promulgati dall'Assemblea relativi alla abolizione dei diritti feudali (approvati il 4 agosto) né la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino (varata il 26 agosto). Tutto questo contribuisce ad aumentare il dissenso già presente nei cittadini francesi, che da mesi vivono in uno stato di miseria con la paura che una grave carestia colpisca da un momento all'altro il Paese.

5 ottobre 1789 Il mattino del 5 ottobre si forma davanti al Municipio di Parigi un gruppo di donne, intenzionate a recarsi a Versailles per chiedere pane e migliori condizioni di vita. Inizialmente le più numerose sono negozianti e merciaie, alle quali si aggiungono numerose popolane stanche della miseria in cui versano. Successivamente si uniscono diversi uomini (alcuni travestiti) e qualche conquistatore della Bastiglia, tra i quali Stanislas-Marie Maillard che si pone al comando del corteo. Intorno a mezzogiorno il gruppo, armato di sassi, lance, falci e pistole, inizia a dirigersi verso Versailles sotto una forte pioggia. La loro ira è soprattutto rivolta alla regina Maria Antonietta: l'Autrichienne, come veniva chiamata con disprezzo dal popolo, è accusata di dilapidare il denaro pubblico e di influenzare negativamente il re. Nel pomeriggio i dimostranti arrivano alla Reggia sotto una pioggia torrenziale. Alcune donne invadono la sala dell'Assemblea Nazionale dove chiedono ai deputati di agire più concretamente utilizzando meno parole inutili, mentre altre riesono a farsi ricevere dal re. Per cercare di placare la protesta Luigi XVI ordina ai suoi uomini di sequestrare e distribuire tutto il pane e il riso che era possibile recuperare in città. Intorno a mezzanotte giunge a Versailles, fischiato ed insultato da molti manifestanti, La Fayette con un distaccamento della Guardia Nazionale. Si fa ricevere dalla corte e dall'Assemblea Nazionale tranquillizzando entrambe e sostenendo di essere l'unico in grado di mantenere l'ordine. Luigi XVI decide di affidare a La Fayette la difesa della Reggia.

6 ottobre 1789 Il mattino del 6 ottobre il gruppo di insorti non è più la folla di donne partita da Parigi il giorno prima, ma è formato pressoché totalmente da uomini unitisi durante la notte. Alcuni di loro si accorgono che qualche cancello della Reggia non è stato chiuso e decidono di entrare nel palazzo; nel cortile si scontrano con i soldati della Guardia reale, uccidendone alcuni, ma riescono a raggiungere l'entrata degli appartamenti della regina dove sfondano la porta a colpi d'ascia. L'intervento di alcune Guardie riesce però a ricacciare gli insorti nel cortile. La Fayette decide di convincere i sovrani a mostrarsi alla folla; la famiglia reale (compresi i due figli presenti alla Reggia, Maria Teresa e Luigi Carlo) si affaccia sul balcone e il comandate della Guardia Nazionale tiene un discorso con il quale ricorda agli insorti la fedeltà che un popolo deve al proprio sovrano e promette che il re si sarebbe impegnato per migliorare la condizione di vita della popolazione francese. Luigi XVI non interviene e la folla comincia ad urlare: «A Parigi! A Parigi!». Quando la famiglia reale rientra nel palazzo La Fayette invita i manifestanti a tornare alle proprie case; nessuno si muove e iniziano a urlare a gran voce: «La regina sul balcone!». Maria Antonietta contro il consiglio dei cortigiani decide di affacciarsi. Quando la regina si mostra sono alzati i fucili su di lei e si odono grida che incitano a sparare. A questo punto le fonti storiche sono contrastanti: secondo alcune di esse Maria Antonietta riesce a calmare gli insorti con una riverenza piena di grazia (dopo un breve sguardo fece un inchino con le mani incrociate al petto); secondo altre, la regina resta immobile con la testa eretta e con la sua fierezza ammutolisce la folla; un'altra ipotesi, l'unione delle due precedenti, sostiene che restando immobile, con la sua sola presenza e il suo fascino, fa abbassare le armi e le grida di disprezzo si trasformano in ovazioni. In risposta la regina si inchinò elegantemente. Comunque siano andate le cose, gli astanti impressionati e commossi iniziano a gridare: «Viva la regina!». La Fayette esce sul balcone a baciare la mano della sovrana, ma successivamente si alza nuovamente un urlo: «Il re a Parigi!». Luigi XVI evitando di animare nuovamente i manifestanti, decide di riaffacciarsi sul balcone con Maria Antonietta e La Fayette, annunciando che si sarebbe recato a Parigi affidandosi ai suoi sudditi. I cittadini esplodono in un applauso di consenso. La Fayette organizza il trasferimento della coppia reale da Versailles a Parigi e la sera raggiungono il Palazzo delle Tuileries. Luigi XVI è sistemato al piano terreno e nello scantinato, mentre Maria Antonietta e gli altri familiari trovano alloggio al piano superiore; altre stanze del palazzo sono assegnate ai membri della corte e al personale di servizio del re. È in questo disagiato luogo, da tempo abbandonato, che vive praticamente prigioniera la famiglia reale, sorvegliata dalla popolazione e minacciata dalla sommossa.

7 ottobre 1789 L’Assemblea Nazionale Costituente lascia Versailles e si trasferisce a Parigi.

Ottobre 1789 Il re è costretto a firmare i decreti di agosto riguardanti l'abolizione dei diritti feudali e la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino. Il potere reale ne esce estremamente indebolito: la Francia resta una monarchia ma il potere legislativo passa nelle mani dell'Assemblea Nazionale Costituente (anch'essa trasferita a Parigi), la quale incarica speciali commissioni di provvedere ad una nuova organizzazione amministrativa del Paese: i ministri non saranno altro che degli esecutori tecnici sorvegliati dalla Assemblea. Tuttavia il re conserva il potere esecutivo (i decreti promulgati dall'Assemblea non avrebbero avuto validità senza l'approvazione del re) e i vecchi funzionari dell'amministrazione dell'Ancien Régime restano al loro posto (fino all'estate del 1790 gli intendenti che non si dimettono continuano le loro vecchie funzioni, sebbene esse siano state considerevolmente ridotte).

10 ottobre 1789 Inizia il Regno del Re dei francesi Louis XVI. Durerà sino al 10 agosto 1792.

Sotto l'Ancien Régime le attività economiche erano state strettamente controllate dallo Stato, che con le sue regolamentazioni limita gravemente la libertà di produzione agricola, artigianale e industriale. L'Assemblea rimuove tutti questi ostacoli e adottò il principio fisiocratico del laissez faire, basato sul liberismo economico, che favorisce l'eliminazione delle dogane e l'applicazione di incentivi a favore di tutte le forme di produzione a scopo capitalistico

19 ottobre 1789 Nasce il Club dei Giacobini
.
21 ottobre 1789 Viene proclamata la legge marziale.

30 ottobre 1789 Legge di liberalizzazione dell’Usura

2 novembre 1789 Su proposta di Charles Maurice de Talleyrand-Périgord (vescovo di Autun), l'Assemblea Nazionale decide di usufruire della grande quantità di beni del clero per colmare il debito pubblico. L’Assemblea approva la nazionalizzazione dei beni del clero cattolico, mettendoli all'asta con l'intento di sanare il deficit dell'economia francese..

30 novembre 1789 La Corsica viene riconosciuta dall'Assemblea Nazionale come territorio del Regno di Francia.

10 dicembre 1789 Trionfo dei ribelli belgi comandati da Van der Noot: l'Imperatore Giuseppe II d'Asburgo viene dichiarato decaduto.


Rinnovamento delle istituzioni francesi e introduzione dell’assegnato emesso dallo Stato

Trasferitasi da Versailles a Parigi, l'Assemblea Costituente, in maggioranza formata da borghesi e nobili, intraprende una vasta opera di riforme, applicando le idee dei filosofi e degli economisti del XVIII secolo. I primi lavori dell'Assemblea sono dedicati alla riforma amministrativa, in quanto le vecchie procedure dell'Ancien Régime appaiono troppo complesse. I deputati si concentrano innanzitutto sulla riforma municipale, resa urgente dai disordini suscitati nei corpi municipali dagli scompigli dell'estate.

14 dicembre 1789 Viene approvata la Legge sull’istituzione dei municipi

17 dicembre 1789 : l'Assemblea nazionale francese decide di utilizzare i beni ecclesiastici come pegno per i debiti dello Stato.

19 dicembre 1789 Al fine di vendere – per far fronte al debito dello Stato francese - l’ingente patrimonio del clero è necessario molto tempo, durante il quale le casse dello Stato avrebbero potuto svuotarsi; per evitare questo si decide di creare dei biglietti il cui valore era assegnato in riferimento ai beni del clero: nasce così l'assegnato. Da quel momento, chiunque desiderasse comprare dei beni nazionali lo deve fare attraverso gli assegnati emessi dallo Stato, permettendo a quest'ultimo di impossessarsi di moneta prima ancora dell'effettiva vendita del bene. Effettuata la vendita, gli assegnati sarebbero ritornati nelle mani dell'emittente per essere distrutti. I primi biglietti hanno un elevato valore (mille livre) che non li rende idonei a essere messi in circolazione tra la popolazione, ma il loro scopo principale è di far rientrare la maggiore quantità possibile di moneta nelle casse dello Stato. Il valore totale della prima emissione è di 400 milioni di livre.

19 dicembre 1789: Mise en place des assignats pour faire face aux dettes de l'État.

22 dicembre 1789 Viene approvata la riforma amministrativa: la Francia è suddivisa in 83 Dipartimenti

24 dicembre 1789 I protestanti ottengono diritto di cittadinanza. Quando viene emanata la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino nell'agosto del 1789, il piccolo gruppo dei deputati protestanti reclamò anche la piena uguaglianza dei culti religiosi, trovando un parziale sostegno da parte della maggioranza dell'Assemblea che dichiara: «Nessuno deve essere inquietato per le sue opinioni, anche religiose». Successivamente i cattolici del sud della Francia (dove più vivo è il sentimento antiprotestante) contrattaccano, invitando l'Assemblea a riconoscere il cattolicesimo come religione di Stato. La proposta è rigettata, contribuendo ad allontanare parte del clero dalla Rivoluzione.


1790

Riforma elettorale su base censitaria Con la legge del 22 dicembre 1789 l'Assemblea crea 83 dipartimenti (circoscrizioni amministrative, giudiziarie, fiscali e religiose), ai quali sono dati dei nomi legati alla loro geografia fisica (corsi d'acqua, montagne, mari...) e sono suddivisi in distretti, cantoni e comuni (in primavera una commissione è incaricata di provvedere alla suddivisione della Francia e di placare le liti tra le città candidate a divenire capoluoghi). A partire dal gennaio del 1790 ogni amministratore di questi nuovi enti viene eletto dai propri cittadini, inaugurando le prime elezioni della Rivoluzione. Le nuove amministrazioni, elette democraticamente, entrano in funzione a partire dall'estate del 1790. Le posizioni all'interno dell'Assemblea Costituente sono discordanti in merito alla riforma del sistema elettorale. Alcuni deputati ritengono che il diritto di voto avrebbe dovuto estendersi a tutti i cittadini maschi, altri sostengono che solo a una parte della popolazione doveva essere riconosciuto tale diritto. La maggioranza dei deputati decide, su proposta dell'abate Sieyès, di dividere i cittadini in passivi e attivi: ai primi sarebbero stati riconosciuti i diritti civili, ai secondi sarebbero stati concessi sia i diritti civili che quelli politici. Ogni cittadino attivo doveva essere un contribuente maschio al di sopra dei venticinque anni. Viene così approvato un sistema elettorale basato sul censo.

12 gennaio 1790: vengono proclamati a Bruxelles gli Stati Uniti del Belgio.

13 febbraio 1790 Soppressione degli ordini monastici

20 febbraio 1790 Muore a Vienna Giuseppe II d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero: gli succede il fratello Leopoldo II d'Asburgo e Lorena, allora Granduca di Toscana che rimarrà al trono del Sacro Romano Impero sino al 1 marzo 1792.

20 febbraio 1790 Come Granduca di Toscana Ferdinando III d'Asburgo-Lorena succede a Leopoldo II d’Asburgo e Lorena. Rimarrà a Firenze sino al 1799, quando viene cacciato dall'invasione napoleonica tornandovi di nuovo dal 1814 al 1824.

26 febbraio 1790: con un decreto viene abolita l'antica suddivisione della Francia in province e viene attuata la suddivisione amministrativa in Dipartimenti (83 a quel momento).

21 marzo 1790 Soppressione della gabella.

17 aprile 1790 l'assegnato viene convertito in cartamoneta contro il pare di Necker che rassegnerà cinque mesi dopo le dimissioni

Non tutti i deputati dell'Assemblea sono favorevoli all’introduzione dell’assegnato e alla e alla nazionalizzazione dei beni eccclesiastici (tra i quali Talleyrand), sostenendo che il nuovo sistema avrebbe portato alla circolazione di un numero troppo elevato di assegnati rispetto al valore dei beni nazionali. Ma l'assegnato viene convertito in cartamoneta e lo Stato, sempre a corto di liquidità, lo utilizza per far fronte a tutte le sue spese; ne vengono messi in circolazione una grande quantità che con il tempo supera il valore dei beni nazionali, avverando i timori dei deputati più scettici. Nel periodo che va dal 1790 al 1793 gli assegnati perderanno il 60 per cento del loro valore ma, nonostante questo, i prezzi di acquisto dei beni nazionali rimangono molto elevati per le classi popolari e solo la classe agiata è nelle condizioni di acquistarli (molte persone si arricchiscono enormemente, acquistando grandi terreni e fabbricati per somme irrisorie rispetto al loro valore reale). Tutto questo contribuisce fortemente a dare inizio ad un periodo di forte inflazione e l'Inghilterra, che rimaneva il più grande nemico della Francia, inizia a produrre dei falsi assegnati per accelerare la crisi economica francese.

27 aprile 1790 Fondazione del Club des Cordeliers da parte di Georges Danton e Camille Desmoulins

14 maggio 1790 Sono messi in vendita i beni del clero.

21 maggio 1790 Secondo comune di Parigi: Parigi è divisa in 48 sezioni, in sostituzione dei precedenti 60 distretti.

12 giugno 1790: Avignone domanda di essere unita alla Francia.

19 giugno 1790 Viene promulgata la soppressione della nobiltà.

26 giugno 1790: si riuniscono a Reichenbach i rappresentanti di Inghilterra, Prussia, Austria e Province Unite per discutere gli eventuali interventi contro la Francia rivoluzionaria; l'Austria verrà autorizzata ad annettersi il Belgio (27 luglio).

12 luglio 1790 Approvazione della costituzione civile del clero. L'eliminazione della decima e la nazionalizzazione dei beni della Chiesa costringono l'Assemblea Nazionale Costituente ad interessarsi direttamente del finanziamento del clero. Il 12 luglio 1790 viene approvata la Costituzione Civile del Clero, sottoscritta da Luigi XVI il 26 dicembre. Con questo documento, ispirato ai principi gallicani (riconoscenza al papa del primato d'onore e di giurisdizione ma non del potere assoluto), viene attuata una riforma essenzialmente su quattro aspetti della Chiesa: riordinamento delle diocesi in base ai dipartimenti (sono soppresse 52 diocesi, da 135 a 83); retribuzione da parte dello Stato di vescovi, parroci e vicari; elezione democratica dei vescovi e dei parroci da parte delle assemblee dipartimentali; obbligo di residenza sotto pena di perdita della retribuzione. I membri del clero diventano così dei funzionari statali.

14 luglio 1790 Festa della Fédérazione. A Campo di Marte, viene celebrato l'anniversario della Presa della Bastiglia con la Festa della Federazione. Dopo una celebrazione eucaristica sostenuta da Talleyrand, Luigi XVI e Maria Antonietta, accompagnati da La Fayette, prestano giuramento al Paese e alla Costituzione (in fase di revisione). Questo momento di unione nazionale fa credere alla gente dell'epoca che il re abbia accettato i cambiamenti sociali e politici appena instaurati, ma in realtà non è così. Luigi XVI tenta di conservare la sua autonomia riconquistando il potere che aveva perduto, mantiene contatti con le corti straniere chiedendo loro supporto contro i rivoluzionari e, come sincero cattolico, appoggia il papa e i preti refrattari.

22 luglio 1790 La costituzione civile del clero è approvata dal re Luigi XVI.

luglio 1790 Cresce l'influenza dei clubs (fra i quali i Cordeliers, e i Jacobins).

28 luglio 1790 L'Assemblea Nazionale francese rifiuta all'Austria il permesso di transito delle truppe destinate ad occupare il Belgio.

1 agosto 1790 Luigi XVI incarica l'ambasciatore a Roma di ottenere, da papa Pio VI, l'approvazione della nuova riforma. Il papa si era limitato a condannare segretamente la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino e per valutare la Costituzione Civile del Clero istituisce una speciale commissione, la quale, preoccupata di perdere Avignone (all'epoca facente parte dello Stato Pontificio pur essendo gran parte degli Avignonesi favorevoli ad annettersi alla Francia) e di provocare una spaccatura tra i chierici, cerca di temporeggiare. I vescovi domandano che si attenda l'approvazione pontificia prima di mettere in vigore la nuova riforma, ma l'Assemblea insiste per una sua rapida applicazione e decide che entro il 4 gennaio 1791 tutti i vescovi, parroci e vicari avrebbero dovuto prestare un giuramento di fedeltà come funzionari civili, pena la perdita delle funzioni e dello stipendio. I primi chierici cominciano a prestare giuramento senza attendere il giudizio del pontefice. Con sorpresa generale i 2/3 degli ecclesiastici dell'Assemblea Nazionale Costituente rifiutano di giurare e pressoché la metà del clero parrocchiale fa altrettanto. L'Assemblea destituisce i refrattari (che non prestano giuramento) sostituendoli con i costituzionali (che prestano giuramento).

26 agosto 1790: l'Assemblea dichiara decaduti i "patti di famiglia" fra i Borboni di Francia e quelli di Spagna (1733, 1743 e 1761).

27 agosto 1790 Trasformazione degli assegnati in carta-moneta.

4 settembre 1790 Dimissioni di Necker

21 ottobre 1790 Viene adottata la bandiera tricolore: Blu, bianca, rossa.

24 ottobre 1790 : fine delle ostilità fra Spagna ed Inghilterra.

22 novembre 1790: l'armata austriaca occupa il Belgio.

3 dicembre 1790 Lettera di Luigi XVI al re di Prussia in cui chiede un sostegno contro la Rivoluzione.


1791

3 gennaio 1791 Entra in vigore l’obbligo per il clero di prestare giuramento alla Costituzione civile.

4 febbraio 1791 L’obbligo di giuramento è esteso all'assemblea dei preti

27 febbraio 1791: il principe di Condé si installa a Worms e si costituisce l'"Armata degli emigrati".

28 febbraio 1791 La Fayette disarma i chevaliers du poignard.

Febbraio - maggio 1791 Si svolge l’elezione dei vescovi costituzionali in sostituzione degli 80 vescovi refrattari.

2 marzo 1791 Il Decreto d'Allarde abolisce le corporazioni.

10 marzo 1791 Costretto a prendere posizione Pio VI con il Quot aliquantum condanna la Costituzione Civile del Clero, in quanto danneggia la costituzione divina della Chiesa

15 marzo 1791 Rottura delle relazioni diplomatiche della Francia con la Chiesa di Roma.

2 aprile 1791 Muore Mirabeau. La Corte come consiglieri dispone ormai solo di Barnave, Duport e Lameth.

4 aprile 1791 Le spoglie di Mirabeau sono depositate al Panthéon di Parigi.

13 aprile 1791 Con il Charitas quae Pio VI dichiara sacrilega la consacrazione di nuovi vescovi, sospende ogni chierico costituzionale e condanna il giuramento di fedeltà allo Stato. I rivoluzionari, per rappresaglia, invadono Avignone.

21 aprile 1791 La Fayette rassegna le proprie dimissioni dalla Garde Nationale.

Le condanne di Pio VI del 10 marzo e 13 aprile favoriscono il distacco di un'ulteriore parte del clero (quello refrattario, fedele al papa) dall'Assemblea Nazionale Costituente, dividendo profondamente la Chiesa francese e aggravando il malcontento della popolazione. La questione del giuramento degenera in uno scontro violento nell'ovest della Francia, dove le città sostengono i chierici costituzionali e le campagne appoggiano i refrattari.

12 giugno 1790 I rivoluzionari di Avignone – il cui territorio è allora feudo dello Stato pontificio – espellono il vice legato pontificio e votano l'unione con la Francia, sollevando la reazione di parte della popolazione rimasta fedele al governo pontificio. L'Assemblea costituente preferisce evitare contrasti con il papa, rimettendo la decisione al re, competente nelle questioni diplomatiche. La proposta degli avignonesi è respinta, ma i disordini proseguono.

14 giugno 1791 A completamento del Decreto d’Allard viene votata la legge Le Chapelier ideata dal deputato Isaac René Guy Le Chapelier, in virtù della quale viene abolito il diritto di sciopero e sono vietate tutte le associazioni padronali e operaie (sindacati) con il pretesto che il nuovo regime, avendo distrutto le antiche corporazioni, non può permettere la ricostruzioni di nuovi gruppi che si interpongano fra Stato e cittadini. Il risultato è che il movimento rivoluzionario, diffidando nei confronti delle associazioni ed esaltando le libertà individuali, mette gli operai nell'incapacità di difendere i loro diritti per quasi un secolo.


Fuga a Varennes

Il fallimento del tentativo di fuga di Luigi XVI da Parigi , avvenuto tra il 20 e il 21 giugno 1791 (la cosiddetta Fuga a Varennes), avrà la conseguenza di svelare alla popolazione francese la sua ostilità nei confronti della Rivoluzione.

Da tempo erano stati preparati diversi piani per permettere alla famiglia reale di fuggire da Parigi, ma l'indecisione di Luigi XVI porta all'accantonamento di ognuno di essi. Grazie all'insistenza di Maria Antonietta, il re si decide ad agire e opta per un tentativo di fuga ideato da Hans Axel von Fersen, con il quale sarebbero rimasti in territorio francese, al fine di preservare ciò che restava del prestigio e dell'autorità della monarchia; la loro destinazione è Montmédy, una roccaforte nel nord-est della Francia, vicino al confine con il Lussemburgo, dove ad attenderli ci sarebbe stato il comandante François Claude de Bouillé con soldati fedeli alla causa monarchica. Da qui nelle sue intenzioni Luigi XVI avrebbe potuto organizzare un tentativo di controrivoluzione.

20 giugno 1791 La sera del 20 giugno tutte le porte del Palazzo delle Tuileries sono sorvegliate da uomini della Guardia Nazionale. Ancora oggi non si capisce da dove abbia potuto fuggire la famiglia reale; qualche storico sostiene che La Fayette, al corrente del piano, favorisce la fuga nella speranza di ottenere, in assenza del sovrano, la nomina di Capo dello Stato. I primi ad abbandonare il palazzo sono la governante Pauline de Tourzel con i figli della coppia reale; successivamente esono Luigi XVI, Maria Antonietta e Madame Elisabetta. La famiglia si ricongiunge verso la mezzanotte in un luogo poco distante, al riparo da sguardi indiscreti, dove sale a bordo della carrozza di Farsen. Poco più avanti sono raggiunti dalla carrozza reale, sulla quale si trasferiscono per proseguire il viaggio. La stessa notte tentano la fuga il conte e la contessa di Provenza, riuscendo ad espatriare senza problemi.

21 giugno 1791 La mattina del 21 giugno si diffonde la notizia della scomparsa del re, creando un forte risentimento e curiosità nella popolazione francese. La Fayette, Bailly ed altri decidono di far credere che il sovrano sia stato rapito, con l'intento di salvare ciò che resta della monarchia costituzionale francese. Verso sera la carrozza reale viene riconosciuta da Jean-Baptiste Drouet, un addetto delle poste di Sainte-Menehould. Questi, montato a cavallo, riesce a precedere la carrozze di Luigi XVI a Varennes-en-Argonne, allertando la popolazione locale dell'imminente arrivo del re. La famiglia reale viene pertanto bloccata e arrestata. Luigi XVI perde la stima di molti cittadini francesi e numerosi giornali rivoluzionari, ritraendolo con caricature sotto forma di maiale, diventano sempre più volgari e poco rispettosi nei confronti suoi e della regina.

25 giugno 1791 La famiglia reale, ricondotta sotto buona scorta a Parigi, giunge al Palazzo delle Tuileries. il Re viene dichiarato "sospeso".

13-15 Luglio 1791 A meno di un mese dal fallito tentativo di fuga del re, il Club dei Cordiglieri (estremisti rivoluzionari) decide di redigere una petizione, con la quale chiese la destituzione del re e l'instaurazione della repubblica.

16 luglio 1791 L’Assemblea Nazionale ristabilisce il re restituendogli le proprie prerogative. . I difensori della monarchia costituzionale, tra i quali La Fayette e Bailly, a seguito di incidenti decretano la legge marziale, vietando qualsiasi manifestazione

17 luglio 1791 I parigini nonostante la legge marziale si radunano a Campo di Marte per manifestare, sostenendo l'iniziativa dei Cordiglieri che ottiene l’appoggio del Club dei Giacobini. La Fayette ordinò alla Guardia Nazionale di sparare sulla folla disarmata, uccidendo soprattutto donne e bambini. Questo evento (noto come Strage di Campo Marte o Massacro di Campo Marte) porta ad una rottura tra i rivoluzionari moderati e radicali. La Fayette, Bailly e Antoine Barnave escono dal Club dei Giacobini di cui fanno parte e fondano il Club dei Foglianti, con il quale cercano di limitare le conseguenze che la Rivoluzione stava apportando, sostenendo la monarchia costituzionale

18 luglio 1791 Danton fugge in Inghilterra e Marat si nasconde.

21 agosto 1791: rivolta degli schiavi a Saint-Domingue.

27 agosto 1791 Pubblicazione della Dichiarazione di Pillnitz nella quale Leopoldo II del Sacro Romano Impero e Federico Guglielmo II di Prussia dichiarano di «voler mettere Luigi XVI in condizioni di stabilire le basi di un governo monarchico».









La Costituzione del 1791

La revisione della Costituzione termina il 3 settembre 1791 e il 13 settembre il re la ratificò, diventando Luigi XVI Re dei Francesi. La nuova riforma, basata sulle idee di Montesquieu (separazione dei poteri) e Rousseau (sovranità popolare e supremazia del legislatore), prevede una monarchia dai poteri limitati. Al sovrano, che rimane il rappresentante della Nazione, compete il solo potere esecutivo tramite la nomina di alcuni ministri (scelti all'esterno del parlamento per evitare conflitti di interesse). Il potere legislativo viene affidato all'Assemblea Legislativa, che sostituisce l'Assemblea Nazionale Costituente, formata da 745 deputati. L'elezione dei deputati avviene a suffragio censitario a due gradi: il corpo dei cittadini attivi (uomini al di sopra dei venticinque anni che pagano tasse per un valore corrispondente ad almeno tre giornate lavorative) elegge gli elettori (uomini al di sopra dei venticinque anni che pagano tasse per un valore di almeno dieci giornate lavorative), ai quali spetta la successiva elezione dei deputati. Un candidato deputato doveva essere un proprietario terriero e contribuente per una somma prestabilita. Su proposta di Maximilien de Robespierre, nessun deputato della precedente Assemblea Nazionale Costituente può presentarsi come candidato all'elezione della nuova Assemblea, che si riunisce a partire dal 1 ottobre 1791. I più moderati formano la destra, circa 260 monarchici di tendenza costituzionale iscritti al Club dei Foglianti, difensori della monarchia contro l'agitazione popolare. La sinistra con circa 135 deputati, per la maggior parte esponenti di idee illuministe della piccola borghesia, è costituita da membri del Club dei Giacobini, dal Club dei Cordiglieri e dai Girondini. Il centro, con circa 350 deputati, rappresenta la maggioranza e difende gli ideali della Rivoluzione votando generalmente a sinistra ma, non avendo una forte caratterizzazione politica, capita che sostiene anche proposte provenienti da destra. Al re non spetta più la nomina dei magistrati (eletti con le medesime procedure previste per l'elezione dei deputati) e la sua condotta in politica estera viene messa sotto controllo. Al sovrano tuttavia rimane la facoltà di nominare e revocare i ministri, i capi militari, gli ambasciatori e i principali amministratori. Conserva inoltre il potere di veto sospensivo sui provvedimenti approvati dall'Assemblea Legislativa, ma questo non può applicarsi alle leggi costituzionali, alle leggi fiscali e alle deliberazioni concernenti la responsabilità dei ministri, i quali avrebbero potuto essere messi in stato d'accusa dalla Assemblea. La Francia diventa a tutti gli effetti una monarchia costituzionale.

3 settembre 1791 Finisce all’Assemblea Nazionale con il voto il dibattito sulla nuova carta costituzionale. La Costituzione francese del 1791 è approvata in ottemperanza a quanto previsto dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789:
• L'art. 6 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino riconosce a «tutti i cittadini» il diritto di partecipare «direttamente o tramite i loro rappresentanti alla sua [della legge] formazione»; ma secondo la carta del 1791 i "cittadini", sulla base del loro censo, venivano distinti in "attivi" e "passivi": questi ultimi, meno abbienti, non avevano diritto di voto-
• La Costituzione prevede una monarchia dai poteri limitati: La monarchia di diritto divino era finita con il simbolico cambiamento del titolo assegnato al Re, non più "di Francia", ma "per grazia di Dio e Costituzione dello Stato, re dei Francesi", dato che la sovranità appartiene alla Nazione, intesa come quel gruppo di soggetti che sentono di condividere un destino comune per tradizione di vita associata formatasi per una comunanza di elementi, come razza, religione, territorio, lingua.
• Seguendo il principio della separazione dei poteri, sancito nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, al Re compete il solo potere esecutivo (tramite la scelta di alcuni Ministri, anche se non all'interno del Parlamento per evitare conflitti di interesse).
• Il potere legislativo è affidato ora all' Assemblea Nazionale Legislativa, composta di 754 deputati ed eletta per la durata due anni. L'elezione dei deputati avviene in due successivi gradi, a suffragio ristretto su base censitaria: il corpo dei cittadini attivi (coloro che pagavano tasse per un valore corrispondente ad almeno tre giornate lavorative) elegge al suo interno gli "elettori" ai quali spetta la successiva elezione dei deputati; gli "elettori" dovevano pagare tasse per un valore di almeno dieci giornate lavorative e, per essere eleggibile nell'Assemblea, un deputato deve essere proprietario di terre e versare contributi per «almeno un marco d'argento».
• Il Re, non deteneva più neanche la nomina dei magistrati, che sono eletti con le medesime procedure previste per l'elezione dell'Assemblea Legislativa. Il Re conserva tuttavia un potere di veto sospensivo sui provvedimenti approvati dall'Assemblea, ma questo veto «non può applicarsi né alle leggi costituzionali, né alle leggi fiscali, né alle deliberazioni concernenti la responsabilità dei ministri» che possono essere messi in stato d'accusa dall'Assemblea, alla quale rimane invece il controllo sulla condotta degli Affari esteri del Capo dello Stato.

4 settembre 1791: l'Assemblea dichiara territorio francese i feudi papali (tali dal 1274) di Avignone e del Contado Venassino.

13 settembre 1791 Luigi XVI ratifica la Costituzione del 1791, diventando Luigi XVI Re dei Francesi.

14 settembre 1791 In virtù di un plebiscito, Avignone e il Contado Venassino sono integrati alla Francia.

25 settembre 1791 Nell’ambito della Monarchia Costituzionale è promulgato il Codice penale. Un articolo punisce la violazione della riservatezza delle corrispondenze postali.

30 settembre 1791 Ultima seduta dell'Assemblea Nazionale Costituente prima della sua dissoluzione: dall'indomani il potere legislativo passerà all'Assemblea Legislativa appena eletta.

1 ottobre 1791 Si insedia l’Assemblea Nazionale legislativa come Parlamento francese istituito dalla Costituzione del 1991. Rimarrà in carica sino al 21 settembre 1792. Formata da uomini nuovi, avendo deciso che nessuno dei membri della costituente potesse essere eleggibile, rappresenta per lo più la borghesia media (suffragio censitario).. L'Assemblea legislativa si divide in tre grandi tendenze:
• I più moderati formarono la destra, circa 260 monarchici di tendenza costituzionale iscritti al Club dei foglianti, difensori della monarchia contro l'agitazione popolare. All'interno dell'assemblea non contano alcun rappresentante eminente: i loro veri capi, Gilbert du Motier de La Fayette e Antoine Barnave, si trovano al di fuori essa.
• La sinistra, meno numerosa (136 deputati), è costituita da deputati membri del club dei Giacobini e di quello dei Cordiglieri. Per la maggior parte esponenti della piccola borghesia, seguaci delle idee dell'Illuminismo, hanno come principale esponente Jacques Pierre Brissot (da cui il loro nome di Brissotins, quindi di Girondini) circondato dai filosofi Jean Antoine Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet, e di molti avvocati di Bordeaux, in particolare il brillante oratore Pierre Victurnien Vergniaud. Sospettosi nei riguardi di Luigi XVI, sono favorevoli ad una guerra generale contro le monarchie europee al fine di mettere il re alla prova, ma anche orientati all'espansione dell'idea di libertà in Europa.
• I restanti 345 deputati stavano al centro dei due schieramenti e formavano "la Palude" (la Plaine o le Marais in francese). Essi sono determinati a difendere gli ideali della rivoluzione e votano generalmente a sinistra; non avendo però una forte caratterizzazione politica può capitare che sostengano anche proposte provenienti da destra.

16-17 ottobre 1790 Proseguono ad Avignone i disordini fra i due diversi partiti, quello dei rivoluzionari sostenitori dell’annessione alla Francia e quello degli aristocratici, del clero refrattario e dei suddditi fedeli al pontefice. Incoraggiati da presunte e ripetute lacrimazioni della locale statua della Madonna dei Cordiglieri, i disordini portano a una grave tragedia: l'amministratore Lescuyer, sospettato senza fondamento di aver predisposto il sequestro dei beni papali linciato da una folla di controrivoluzionari; fra questi, si ritiene vi sia anche l'ex-sindaco della città. Circa sessanta persone sono condannate sommariamente a morte e barbaramente uccise nella Glacière, una delle torri del Palazzo dei Papi di Avignone, per iniziativa di Mathieu Jouve Jourdan.

21 ottobre 1791: alleanza difensiva fra Svezia e Russia.

La Caduta della monarchia e l’instaurazione della Prima Repubblica

Dichiarazione di guerra all'Austria e prime sconfitte

La situazione politico-sociale disastrosa della Francia favorisce un forte incremento dell'emigrazione (in gran parte nobili), confermando la progressiva radicalizzazione della Rivoluzione francese. Per cercare di contenere questa espansione rivoluzionaria entro i confini francesi, il 27 agosto 1791 Leopoldo II Imperatore del Sacro Romano Impero e Federico Guglielmo II re di Prussia - al termine di un incontro avvenuto a Pillnitz nel corso del quale viene discusso principalmente il tema della spartizione della Polonia e la fine della guerra tra Austria e Impero Ottomano -, rilasciano una dichiarazione (Dichiarazione di Pillnitz), con la quale invitano le potenze europee ad intervenire contro la Rivoluzione francese per restituire i pieni poteri a Luigi XVI. Leopoldo II dichiara che l'Austria avrebbe mosso guerra solamente se tutte le potenze avrebbero fatto altrettanto. Questa condizione viene posta con la consapevolezza che il Primo Ministro inglese, William Pitt il Giovane, non avrebbe partecipato ad una controrivoluzione in Francia e, senza una partecipazione unanime al conflitto, la Dichiarazione di Pillnitz sarebbe servita unicamente allo scopo di intimorire i rivoluzionari francesi, facendoli desistere dal continuare a indebolire l'autorità di Luigi XVI. L'Assemblea Legislativa interpreta il documento come una reale dichiarazione di guerra che fa aumentare l'influenza dei deputati radicali, tra i quali Jacques Pierre Brissot, favorevoli all'intervento bellico per radicalizzare il movimento rivoluzionario e diminuire ulteriormente il potere del re.

31 ottobre 1791 L'Assemblea legislativa vota un decreto volto a contrastare l'emigrazione, per il quale tutti gli emigrati francesi avrebbero dovuto tornare in Patria entro due mesi, pena la confisca delle loro proprietà.

8 novembre 1791 Gli emigrati vengono dichiarati dall’Assemblea Nazionale colpevoli di cospirazione, proseguiti come tali, e puniti con la morte se rientrassero in patria prima del 1º gennaio 1792.

17 novembre 1791 Jérôme Pétion de Villeneuve è eletto sindaco di Parigi in sostituzione di Bailly con 6 708 voti su 10 632 votanti. Sconfigge,con l’appoggio della Corte, Lafayette.

25 novembre 1791 Nasce il Comitato di sorveglianza, futuro Comitato di sicurezza generale

29 novembre 1791 L’Assemblea legislativa adotta un secondo decreto che impone il giuramento civile ai chierici refrattari, pena la privazione della pensione o addirittura la deportazione in caso di disturbo all'ordine pubblico. Viene inoltre permesso ai sovrani stranieri di cacciare gli emigrati dai loro territori.

Il clima di tensione che regna in quel periodo in Francia è ulteriormente aggravato dal desiderio del Contado Venassino (appartenente allo Stato Pontificio) di annettersi alla Francia e dai principi tedeschi che si considerano lesi dall'abolizione francese dei diritti feudali, in quanto proprietari di alcuni territori in Alsazia. Luigi XVI consapevole della disorganizzazione che regna nell'esercito francese, spera segretamente nello scoppio di una guerra che avrebbe sconfitto i rivoluzionari e riportato i pieni poteri alla monarchia. Dello stesso parere è il Club dei Foglianti. La sinistra, in particolare i Girondini, è anch'essa favorevole allo scoppio di un conflitto armato, con il quale avrebbe potuto tentare di esportare la Rivoluzione nel resto d'Europa. Dunque ognuno, per diversi motivi, desiderava la guerra. Tra i pochi contrari vi è Robespierre che preferisce invece consolidare ed espandere la Rivoluzione in Patria.

Il 20 aprile 1792, su proposta del re e dopo una votazione con una maggioranza schiacciante dell'Assemblea Legislativa, la Francia dichiara guerra al re di Ungheria e Boemia, Francesco II (appena succeduto al padre Leopoldo II). La Prussia si allea agli austriaci il 6 giugno. I Girondini definiscono questo conflitto come una guerra dei popoli contro i sovrani, una crociata per la libertà.

Vittorio Amedeo III Re di Sardegna dichiara guerra contro la Francia. Alleandosi con Austria, Spagna e Prussia, Vittorio Amedeo III si espone alle vendette dei rivoluzionari francesi che occupano nel settembre 1792 il Ducato di Savoia e la contea di Nizza e tentano di invadere la Sardegna.

1792

gennaio 1792 Per iniziativa di Jean-Nicolas Pache, amico di Gaspard Monge, nasce la Società Patriottica del Lussemburgo, comprendente anche Jean-Baptiste Marie Meusnier de la Place, Jean Henri Hassenfratz, e Alexandre-Théophile Vandermonde.

1 gennaio 1792 Entra in funzione il Direttorio delle Poste in Francia.

9 gennaio 1792:: trattato di Iassy fra Russia ed Impero ottomano.

27 gennaio 1792 Ultimatum francese a all’Imperatore del Sacro Romano Impero e re d'Italia Leopoldo II.

7 febbraio 1792 Convenzione militare fra Prussia ed Austria per la spartizione della Polonia e la repressione della Rivoluzione francese all’origine della prima coalizione antifrancese.

Marzo 1792 Attraverso un telegrafo aereo (quello di Chappe), Carnot sale alla tribuna della Convenzione nazionale per leggere il seguente dispiaccio: « Condé-sur-Escautest restitué à la République ; la reddition a eu lieu ce matin à 6 heures ».

1º marzo 1792 Muore Il Sacro Romano Imperatore Leopoldo II. Gli succede dal 5 luglio 1792 il figlio Francesco Giuseppe Carlo d'Asburgo-Lorena che regnerà con il nome di Francesco II del Sacro Romano Impero sino al 6 agosto 1806, quando il titolo viene abolito.

7 marzo 1792:: Carlo Guglielmo Ferdinando Duca di Brunswick è posto a capo delle truppe austro-prussiane contro la Francia.

9 marzo 1792 Il ministro della Guerra, Narbonne-Lara, è sostituito dal colonnello de Grave.

12 marzo 1792 Accordo fra Prussia e Russia sulla spartizione della Polonia.

15 marzo 1792 Con il sostegno dei Girondini, Charles-François du Perrier du Mouriez, detto Dumouriez è nominato Ministro francese degli affari esteri e spinge alla guerra contro l’Austria, facendo licenziare la Guardia costituzionale di Luigi XVI.

16 marzo 1792:: Gustavo III di Svezia viene mortalmente ferito in un attentato: morirà il 29 per le ferite riportate; gli succede il figlio Gustavo IV Adolfo di Svezia che rimarrà sotto la tutela dello zio Carlo fino alla maggiore età (1800).

23 marzo 1792 I ministri foglianti sono sostituiti da ministri girondini : Jean Marie Roland de la Platière al Ministero dell’Interno e Etienne Clavière a quello delle Finanze.

20 aprile 1792 Dichiarazione di guerra francese al Sacro Romano Impero Germanico. La Francia dichiara guerra "al re d'Ungheria e di Boemia" Imperatore Francesco II. La dichiarazione di guerra all'Austria, voluta anche dalla corte (Luigi XVI spera di riprendere il potere e il controllo del paese sfruttando gli eventuali fallimenti militari), è votata all'unanimità meno sette voti (tra cui quello di Maximilien de Robespierre), e inaugura, sotto l'assemblea legislativa, un conflitto che deve durare, con brevi dilazioni, 23 anni, fino alla battaglia finale di Waterloo (18 giugno 1815).

25 aprile 1792 Viene cantato per la prima volta nel salone del Municipio di Strasburgo il Chant de guerre pour l'armeé du Rhin che diverrà presto l'inno nazionale con il nome de La Marsigliese, da parte del suo autore Rouget de Lisle.

28 aprile 1792 Le truppe francesi del generale Biron entrano in Belgio ma la controffensiva austriaca condotta dal generale Beaulieu le sconfigge a Quiévrain il giorno dopo e le mette in fuga.

Molti soldati francesi disertano non appena sanno dell'avvenuta dichiarazione di guerra. L'armata francese, totalmente disorganizzata a causa della precedente emigrazione di molti nobili ufficiali, non ha la capacità di resistere all'esercito nemico, mettendo rapidamente a rischio i confini nazionali. Tra i rivoluzionari comincia a svilupparsi l'idea dell'esistenza di un complotto di nobiltà, corte e chierici refrattari per abbattere la Rivoluzione. Questa convinzione regna anche sul campo di battaglia e a testimoniarlo vi è la morte del generale Théobald Dillon, ucciso dai propri uomini in seguito ad una sconfitta subita nei pressi di Lille il 29 aprile, accusato di essere stato il responsabile della ritirata.

8 maggio 1792 Il ministro della Guerra Pierre Marie de Grave rassegna le dimissioni e viene sostituito l’indomani da Joseph Marie Servan de Gerbey

19 maggio 1792 Le truppe russe entrano in Polonia.

26 maggio-8 giugno 1792 L'Assemblea legislativa, su forte pressione dei Girondini, vota tre decreti volti a prevenire e contrastare un'eventuale controrivoluzione:

26 maggio 1792 Il primo Decreto approvato dall’Assemblea legislativa riguarda la deportazione dei preti refrattari, ovvero di quei sacerdoti che in Francia rifiutano di sottoporsi alla costituzione civile del clero.

29 maggio 1792 L’Assemblea legislativa approva un secondo decreto che impone lo scioglimento della Guardia reale

8 giugno 1792 Il Terzo Decreto voluto dall’Assemblea Legislativa stabilisce la costituzione di una Guardia Nazionale provinciale per la difesa di Parigi

11 giugno 1792 Luigi XVI oppone il suo veto al primo e al terzo decreto, provocando una nuova agitazione rivoluzionaria.

13 giugno 1792 Il re destituisce i ministri girondini Roland, Servan e Clavière. Dumouriez passa al ministero della Guerra.

15 giugno 1792 Anche Dumouriez è costretto a rassegnare le dimissioni. Si insedia un nuovo esecuti di Foglianti con Pierre Auguste Lajard al Ministero della Guerra.

20 giugno 1792 La nuova agitazione contro il veto reale sui decreti sfocia nell'attacco della popolazione che invade il Palazzo delle Tuileries e che si pronuncia contro la revoca dei ministri. Durante l'insurrezione il re viene obbligato ad affacciarsi al balcone, accettando impassibile di indossare il berretto frigio (simbolo di libertà e rivoluzione) e bevendo vino alla salute del popolo, ma rifiuta di ritirare il veto sui decreti.

30 giugno 1792 Fallisce un tentativo di colpo di Stato intentato da Gilbert du Motier de la Fayette

6 luglio 1792 La Prussia entra in guerra contro la Francia. Si costituisce la Prima Coalizione antifrancese.

7 luglio 1792 Il deputato Antoine-Adrien Lamourette in piena tensione chiede ai deputati dei partiti fra loro più ostili in seno all’Assemblea Legislativa in segno di distensione di gettarsi gli uni nelle braccia degli altri. Il baiser Lamourette sarà un atto generoso e spontaneo ma rimarrà senza seguito.

10 luglio 1792 I ministri foglianti sono costretti a rassegnare le dimissioni.

11 luglio 1792 L’entrata in guerra della Prussia costringe l'Assemblea Legislativa ad aggirare il veto reale, proclamando la Patria in pericolo e chiedendo a tutti i volontari di affluire verso Parigi. Di conseguenza, le sedute dell'assemblea devono essere permanenti, tutti i municipi e tutti i consigli di distretto e di dipartimento devono riunirsi senza interruzione, tutte le guardie nazionali devono essere allertate.

15 luglio 1792 Le truppe austriache conquistano Orchies

18 luglio 1792 Le truppe austriache entrano in Beauvais.

23 luglio 1792 L'armata russa occupa la Polonia.


La fine della Monarchia

25 luglio 1792 A Coblenza, su suggerimento di Luigi XVI e Maria Antonietta, viene redatto da Jacques Mallet du Pan, Jérôme-Joseph Geoffroy de Limon e Jean-Joachim Pellenc un proclama destinato ai parigini. Attribuito al comandante dell'esercito austro-prussiano, Carlo Guglielmo Ferdinando di Brunswick-Wolfenbüttel, il documento minaccia sanzioni gravi in caso di attentato all'incolumità del sovrano e della famiglia reale (Manifesto di Brunswick). In particolare il Manifesto del Duca di Brunswick redige un Manifesto minaccia i parigini di un'esemplare vendetta se non si sottometteranno al loro re. Il proclama verrà diffuso a Parigi tre giorni dopo.

25 luglio 1792. Accordo fra Piemonte ed Austria in chiave antifrancese.

1 agosto 1792 Il manifesto di Brunswick viene affisso sui muri della città di Parigi ma, lontano dallo spaventare i cittadini, contribuisce ad aumentare nella popolazione il sentimento di unione nazionale e l'odio nei confronti della monarchia. Per molti è la prova definitiva dell'esistenza di un'alleanza tra il re e i nemici alleati che induce i rivoluzionari a pretendere dall'Assemblea Legislativa la destituzione di Luigi XVI, ma la richiesta viene rifiutata

7 agosto 1792 La Russia e la Prussia, senza consultare l'Austria, si accordano per un'ulteriore spartizione della Polonia.

Nella notte fra il 9 e il 10 agosto 1792 si forma un corteo di insorti davanti al Municipio di Parigi. Al loro fianco si schierano le truppe di volontari, provenienti principalmente dalla Provenza e dalla Bretagna, che da poco avevano formato la Guardia Nazionale provinciale. Complessivamente si riuniscono circa 20 mila dimostranti fra uomini, donne, operai, borghesi, militari, civili, parigini e provinciali. Questi, armati di fucili e guidati da militanti sanculotti (uomini del popolo di idee rivoluzionarie radicali) delle varie sezioni di Parigi, sono talmente organizzati da far capire che la sollevazione era stata premeditata e preparata, evidenziando la maturità raggiunta dal movimento popolare. I principali organizzatori di questa giornata rivoluzionaria sono Georges Jacques Danton, Robespierre, Jean-Paul Marat, Camille Desmoulins e Fabre d'Églantine.

Il corteo fa irruzione nel Municipio obbligando il consiglio comunale in carica a destituirsi. Quest'ultimo è sostituito da un consiglio rivoluzionario, la Comune Insurrezionale. Successivamente la folla si dirige verso il Palazzo delle Tuileries, giungendo a destinazione alle prime luci dell'alba del 10 agosto. La residenza reale è difesa principalmente dalla Guardia svizzera e da alcuni nobili, i quali portano Luigi XVI e la sua famiglia nella Sala del Maneggio (sede dell'Assemblea Legislativa) con l'intento di mettere i reali sotto la protezione dell'Assemblea, riunita in seduta straordinaria. Alle otto del mattino gli insorti decidono di penetrare nel Palazzo; la Guardia svizzera reagisce, provocando centinaia di morti, ma i manifestati continuano a giungere numerosi da ogni parte (soprattutto da Faubourg Saint-Antoine).
Il re, seguendo il consiglio dei deputati che volevano evitare un bagno di sangue, ordina al comandante delle sue truppe di ritirarsi nella caserma. I soldati, eseguendo l'ordine appena ricevuto, sono sorpresi e massacrati dalla folla. Al termine degli scontri si contano circa 350 morti fra gli insorti e circa 800 fra i monarchici, di cui 600 Guardie svizzere e 200 nobili.

9-10 agosto 1792: Nella notte sotto la minaccia del pericolo esterno e il timore di un tradimento da parte di Luigi XVI, si forma al municipio di Parigi una comune insurrezionale diretta da Jérôme Pétion, Pierre Louis Manuel e il suo sostituto Georges Danton che si sostituisce al Comune legale. Formata da 52 commissari designati con la partecipazione dei cittadini, la Comune difende le idee dei sanculotti parigini diventando uno degli organi principali di governo e imponendo il proprio potere in provincia.

Con la presa del Palazzo delle Tuileries il potere passa di fatto nelle mani della Comune Insurrezionale che immediatamente obbliga l’Assemblea Legislativa a dichiarare decaduta la monarchia e a convocare una nuova assemblea costituente (Convenzione Nazionale) che avrebbe avuto il compito di stilare una nuova Costituzione a carattere democratico ed egualitario. Luigi XVI, privato dei suoi poteri, viene rinchiuso insieme alla sua famiglia nella Prigione del Tempio in attesa di essere processato.

10 agosto 1792 I sanculotti si impadroniscono delle Tuilleries che sono saccheggiate dalla folla. La famiglia del Re si rifugia presso l'Assemblea Legislativa. Napoleone assiste disgustato agli eventi e si convince della incapacità del re a fronteggiare gli eventi. L'Assemblea decide l'elezione di una nuova assemblea, la Convenzione nazionale per la riformulazione della Costituzione in previsione della abolizione della monarchia. Il re è sospeso delle sue funzioni Questa risoluzione viene votata dopo i giorni rivoluzionari del 20 giugno del 1792 e soprattutto del 10 agosto 1792.

10 agosto 1792 La sera del 10 agosto, in seguito ad una seduta durata nove ore, l'Assemblea Legislativa designa per acclamazione, al posto del Consiglio del re, un Consiglio Esecutivo provvisorio composto da sei ministri: Georges Danton (Ministro della Giustizia), Gaspard Monge (Ministro della Marina), Pierre Henri Hélène Tondu (Ministro degli Esteri), Jean-Marie Roland de La Platière (Ministro degli Interni), Joseph Servan (Ministro della Difesa) e Étienne Clavière (Ministro delle Finanze). Segretario del Consiglio provvisorio è nominato Grouvelle Philippe-Antoine.

11 agosto 1792 Inizia in Francia la gestione del Consiglio Esecutivo Provvisorio. Durerà sino al 20 settembre 1792. Lo stesso giorno l’assemblea approva una riforma elettorale in virtù della quale la futura assemblea sarà eletta a suffragio universale

13 agosto 1792 La famiglia reale è incarcerata nella prigione del Temple.

17 agosto 1792 Su richiesta di Maximilien Robespierre, viene istituito un primo tribunale rivoluzionario.

19 agosto 1792 Per decreto l’assemblea definisce Gilbert du Motier de La Fayette traditore della nazione. Il generale Charles François Dumouriez è posto al comando dell'armata del Nord. La Fayette si arrende agli austriaci, il Duca di Brunswick attraversa la frontiera con il grosso dell'armata degli emigrati.

20 agosto 1792 Il generale Kellermann è posto al comando dell'armata di Metz, i prussiani pongono l'assedio a Longwy che capitola il 22 agosto.

30 agosto 1792: gli austriaci, cui si aggiungeranno presto i prussiani, pongono l'assedio a Verdun che capitolerà il 2 settembre.



All'inizio di settembre del 1792 l'esercito austro-prussiano prosegue il suo attacco, penetrando sempre più in territorio francese. Dopo la caduta della fortezza di Longwy, l'attenzione dell'opinione pubblica si era spostata sulla fortezza di Verdun, l'ultima a difendere la strada per Parigi, assediata dal 20 agosto Un attacco decisivo dell'esercito nemico la fa capitolare il 2 settembre, costringendo la Comune a chiamare alle armi un gran numero di cittadini per essere spediti al fronte. Tutto questo contribuisce a diffondere nel popolo un'ondata di panico che, insieme alla convinzione generale dell'esistenza di un complotto controrivoluzionario, si trasforma in collera verso chi si ritiene sia responsabile di questa critica situazione. L'atmosfera satura di terrore e sospetti induce la popolazione ad attaccare le carceri di Parigi.

Tali episodi, verificatisi dal 2 al 7 settembre, vengono ricordati come Massacri di Settembre e il loro risultato è l'uccisione di tutte le persone ritenute colpevoli o sospette di atti controrivoluzionari. Processi sommari hanno luogo in numerose carceri di Parigi e quasi 1.400 prigionieri sono condannati e giustiziati. Tra le vittime ci sono più di duecento chierici refrattari, un centinaio di Guardie svizzere, molti prigionieri politici e aristocratici, ma perdono la vita anche numerose persone che erano state imprigionate ingiustamente o colpevoli di reati minori. Tra i massacri più celebri si ricordano quelli alla prigione dell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés, al carcere de lConvento dei Carmelitani, al Palazzo della Conciergerie, alla Prigione di Saint-Firmin, al Grand Châtelet, alla Prigione La Force e al carcere dell'Ospedale Salpêtrière. Simili insurrezioni, ma di minore entità, si verificano nel resto del Paese, portando alla morte altre 150 persone circa. Queste uccisioni sommarie avvengono sotto gli occhi dell'Assemblea Legislativa che, evitando di condannarle, non osa intervenire.

2 settembre 1792 Viene sventata in Bretagna una congiura monarchica perpetrata dal marchese Armand Tuffin de La Rouërie

2-7 settembre 1792 Massacri di settembre a Parigi. Numerose esecuzioni sommarie si producono in un contesto di psicosi provocata per opera dei rivoluzionari dall’invasione austro-prussiana, e da successive voci di un complotto interno (il complot des prisons) e dall’eventualità di una repressione e di massacri perpetrati dalle truppe realiste o da loro eventuali alleati. I massacranti (detti septembriseurs) entrano nelle prigioni di Parigi uccidendone gli occupanti . Nasce il Tribunale Maillard.

2 - 6 settembre 1792 Si svolgono le elezioni dei deputati per la Convenzione Nazionale. La Convenzione viene eletta per la prima volta in Francia, a suffragio universale maschile allo scopo di conferire una nuova Costituzione alla Francia, resasi necessaria dopo la deposizione di Luigi XVI durante la giornata del 10 agosto 1792.

L’elezione della Convenzione si svolge dunque in un'atmosfera molto tesa proprio nei giorni dei massacri di settembre Si decide di adottare un sistema elettorale simile a quello utilizzato per l'Assemblea Legislativa nel settembre del 1791. Può votare una sola persona per nucleo familiare e hanno diritto al voto gli uomini al di sopra dei ventuno anni, residenti da almeno un anno e contribuenti per una somma pari ad almeno tre giornate lavorative. Questi avrebbero scelto gli elettori, uomini al di sopra dei venticinque anni, residenti da almeno un anno e contribuenti per una somma pari ad almeno cinquanta o cento giornate lavorative. Gli elettori a loro volta avrebbero votato i deputati della Convenzione Nazionale.

La partecipazione elettorale è molto scarsa in quanto circa il 90% dei sette milioni di elettori si astiene dal votare. Questo è dovuto principalmente all'allontanamento dei sostenitori della monarchia in seguito alla giornata del 10 agosto, al clima di terrore che regna in questo periodo e alla paura generale di fare una scelta politica sbagliata che avrebbe comportato ritorsioni.

La Convenzione viene così composta da 749 deputati repubblicani provenienti principalmente dalla borghesia. Questi si dividono in tre gruppi: a destra i Girondini, a sinistra i Montagnardi e al centro la maggioranza che non ha ancora una linea politica ben definita:

• I Girondini rappresentano l'ala più moderata della Convenzione. Diffidano dalla gente comune ma hanno l'appoggio della borghesia provinciale che aveva fatto fortuna durante la Rivoluzione. Intendono opporsi al ritorno dell'Ancien Régime per godersi in pace i frutti dei loro successi ma sono restii a prendere decisioni di emergenza per soccorrere il Paese. I principali rappresentanti di questo gruppo furono Jacques Pierre Brissot, Pierre Victurnien Vergniaud, Jérôme Pétion de Villeneuve e Jean-Marie Roland. I Girondini ottengono fin dal principio la direzione all'interno della Convenzione Nazionale ma, sostenendo fermamente la lotta della Rivoluzione contro il potere dei sovrani, devono sperare nella vittoria in guerra per evitare di essere travolti dal loro stesso programma politico.
• I Montagnardi (da montagna, in quanto occupano i banchi posti più in alto) provengono principalmente dal Club dei Giacobini e rappresentano l'ala più radicale della Convenzione. Sensibili ai problemi della gente comune, sono disposti ad allearsi con i sanculotti o ad adottare misure di emergenza per salvare la Patria in pericolo. I loro leader sono Robespierre , Danton , Marat e Louis Antoine de Saint-Just.
• I deputati di centro, chiamati anche Pianura (in quanto occupavano i banchi posti più in basso) o in modo dispregiativo Palude, non hanno dei rappresentati di spicco e dunque non possiedono una precisa linea politica. Appoggiano i Girondini quando si trattavano argomenti inerenti la proprietà e la libertà, mentre sostengono i Montagnardi quando al centro degli interessi c'è il bene della Nazione.

8 settembre 1792 La Convenzione ordina di invadere la Savoia.

9 settembre 1792 I Massacri con le esecuzioni sommarie proseguono a Versailles.

20 settembre 1792:: vittoria francese (Dumouriez e Kellermann) sui prussiani del duca di Brunswick nella battaglia di Valmy.

20 settembre 1791 Ultimo atto dell'Assemblea Legislativa. L’Assemblea decide, che i registri delle nascite e dei decessi da quel momento avrebbero dovuto essere tenuti dai comuni.

21 settembre 1792 Si insedia la Convenzione nazionale, assemblea costituente della Prima Repubblica sorta al posto dell’Assemblea Legislativa e rimasta in carica sino al 26 ottobre 1795.

22 settembre 1792 La Convenzione approva l’abolizione della Monarchia e la proclamazione della Prima Repubblica Francese..

22 settembre 1792 Le truppe francesi (generale Montesquiou) entrano in Savoia e la occupano in due settimane

22 settembre 1792 (1 Vendemmiaio, Anno I) : Proclamazione de l'anno I della Repubblica.

23 settembre 1792 Gli austriaci tolgono l'assedio a Lilla.

fine settembre -novembre 1792 I Girondini si schierano contro i Montagnardi alla Convenzione nazionale.

25 settembre (4 Vendemmiaio) : La Repubblica francese è dichiarata «una e indivisibile».









Prime vittorie in guerra

A seguito della sconfitta a Verdun i comandanti delle tre armate francesi che fronteggiano l'esercito austro-prussiano (La Fayette, Nicolas Luckner e Jean-Baptiste Donatien de Vimeur de Rochambeau) sono destituiti dal loro incarico e la Convenzione li sostituisce con i generali Charles François Dumouriez e François Christophe Kellermann. Il 20 settembre 1792, nella battaglia di Valmy, l'armata francese riporta una vittoria insperata, inducendo Austria e Prussia a ritirarsi dalla Francia. In agosto Federico Guglielmo II aveva concluso un accordo segreto con la Russia per la spartizione della Polonia, problema che gli stava più a cuore rispetto alla difesa dei diritti della monarchia francese e ciò contribuisce al rientro delle truppe della coalizione in Patria.

Sul piano militare si tratta di una vittoria poco rilevante ma l'importanza storica è di grande portata, come sottolinea il poeta Johann Wolfgang von Goethe (fisicamente presente alla battaglia come osservatore prussiano) che scrive: «Di qui ed oggi comincia una nuova epoca della nostra storia del mondo». Il fatto che un esercito raccogliticcio, indisciplinato, di scarsa esperienza militare e per di più in sensibile inferiorità numerica fosse riuscito a sconfiggere l'esercito di due potenze coalizzate, infiamma l'opinione pubblica francese e ridà credibilità all'esercito, mettendo in dubbio le capacità militari dei comandanti avversari.

L'avanzata delle truppe francesi prosegue con il generale Adamo Filippo de Custine che conquista Spira (30 settembre), Worms (5 ottobre), Magonza (21 ottobre) e Francoforte sul Meno (22 ottobre), ottenendo l'occupazione della riva sinistra del Reno. Durante queste avanzate viene occupato anche il Ducato di Savoia. L'8 ottobre Dumouriez entra in Belgio con l'intento di togliere l'assedio alla città di Lille e il 6 novembre riporta un'importante vittoria nella battaglia di Jemmapes che gli permette di occupare i Paesi Bassi austriaci (comprendenti gran parte degli attuali Belgio e Lussemburgo).

29 settembre 1792 Le truppe francesi (generale Anselme) prendono Nizza e la saccheggiano.

30 settembre 1792 Le truppe francesi di Custine conquistano la città di Spira

5 ottobre 1792 Le truppe francesi di Custine conquistano la città di Worms

8 ottobre 1792 L’esercito rivoluzionario francese di Charles Francois Dumoriez invade il Belgio al fine di togliere l'assedio alla città di Lille

9 ottobre 1792 (18 Vendemmiaio) Dominique Joseph Garat sostituisce Danton al Ministero della Giustizia.

14 ottobre 1792 I prussiani lasciano Verdun e cinque giorni dopo lasceranno anche Longwy.

21 ottobre 1792 (30 Vendemmiaio) : Dopo tre giorni di assedio le truppe rivoluzionarie francesi sotto la guida del generale Adam Philippe de Custine espugnano la città di Magonza tentando di insediarvi una Repubblica

22 ottobre 1792 Le truppe francesi di Custine conquistano la città di Francoforte sul Meno

6 novembre 1792 (16 Brumaio) Nella battaglia di Jemappes nei pressi di Mons in Belgio, l’esercito rivoluzionario francese dotato di 40 mila volontari sotto la guida di Charles Francois Dumoriez sconfigge l'esercito austriaco nei Paesi Bassi austriaci guidato da Alberto di Sassonia –Teschen e dal conte di Clerfait, costretto ad evacuare il Paesi Bassi austriaci che ripasseranno peraltro sotto controllo austriaco in seguito alla battaglia di Neerwinden cinque mesi dopo il 18 marzo 1793

7 novembre 1792 Due giorni dopo la battaglia di Jemappes; i soldati francesi reprimono una manifestazione in favore della indipendenza del Belgio.

14 novembre 1792 (24 Brumaio) I francesi entrano vincitori a Bruxelles.

15 novembre 1792: Manuel Godoy, venticinquenne amante della regina Maria Luisa, moglie di Carlo IV di Spagna, diviene primo ministro di Spagna.

19 novembre 1792 La Convenzione dichiara il proprio diritto di intervento "ovunque un popolo voglia conquistarsi la libertà”

In effetti ovunque i francesi riescono a diffondere i loro ideali rivoluzionari. La Convenzione enuncia l'idea che le Alpi e il Reno sono le frontiere naturali della Francia, decretando nel dicembre 1792 l'annessione di tutti i Paesi occupati. Questo approccio in politica estera è poco coerente con gli ideali della Rivoluzione, la quale voleva la liberazione dei popoli. L'Inghilterra, che già in passato aveva contrastato fortemente la politica imperialista di Luigi XIV, successivamente assumerà la guida nella lotta alla Rivoluzione francese.


Processo ed esecuzione di Luigi XVI

Dopo l'arresto di Luigi XVI i Girondini cercano in ogni modo di evitare il suo processo, temendo che questo possa rianimare e rinforzare l'ostilità delle monarchie europee nei confronti della Francia. La scoperta dell'armadio di ferro al Palazzo delle Tuileries rende il processo inevitabile: i documenti reali rinvenuti provano, senza possibili contestazioni, il tradimento di Luigi XVI.

20 novembre 1792 (30 Brumaio) Il ministro dell’Interno girondino Roland rivela alla Convenzione l’esistenza di un ’”armadio di ferro” armadio a muro – celato e chiuso con una porta in ferro – che si trovava in una sala adiacente alla camera da letto del re Luigi XVI nel Palazzo delle Tuileries. Nell'armadio si scoprono documenti compromettenti che attestavano intrighi segreti con le corti europee, le corrispondenze del re con La Fayette, Mirabeau eDumouriez e la corrispondenza della regina Maria Antonietta con Antoine Barnave. Emergono gli interessi privati dei consiglieri di corte e si decide di togliere dal Pantheon le spoglie di Mirabeau

27 novembre 1792 (7 Frimaio) La Convenzione decreta l'annessione della Savoia alla Francia.

29 novembre 1792 (9 Frimaio) Viene decisa la soppressione del tribunale rivoluzionario istituito il 17 agosto.

29 novembre 1792 L’Inghilterra protesta contro la Dichiarazione sul diritto di intervento approvata dalla Convenzione nazionale francese il 19 novembre

2 dicembre 1792 (12 Frimaio) Dopo aver conquistato con una brillante campagna le città di Weißenburg, Spira, Worms, Magonza e Francoforte sul Meno, il generale Custine viene sconfitto dai prussiani proprio a Francoforte. Scofitto nuovamente nella battaglia di Hodchheim il 6 gennaio 1793, si ritirerà su Magonza.

2 dicembre 1792 (12 Frimaio) Nicolas Chambon sostituisce Pétion alla guida del Comune di Parigi.

3 dicembre 1792 la Convenzione Nazionale dichiara che il procedimento penale sarebbe iniziato la settimana successiva. Per la sua difesa il re, accusato di tradimento verso la Nazione e di cospirazione contro le libertà pubbliche, chiede l'assegnazione del più celebre avvocato dell'epoca, Guy-Jean-Baptiste Target, ma quest'ultimo rifiuta l'incarico. La Convenzione decide allora di assegnare all'imputato gli avvocati François Denis Tronchet, Chrétien Guillaume de Lamoignon de Malesherbes e Raymond de Sèze.

4 dicembre 1792 (14 Frimaio) Una delegazione belga si presenta davanti alla Convenzione francese per rivendicare l’indipendenza del Belgio.

5 dicembre 1792 La Convenzione accusa Talleyrand, in missione a Londra, di connivenza con la monarchia e gli emigrati ed emette mandato di cattura nei suoi confronti.

11 dicembre 1792 (21 Frimaio) Apertura alla Convenzione del Processo presieduto da Bertrand Barère contro Luigi XVI. Nei giorni seguenti gli avvocati difensori espongono le loro arringhe, sostenendo l'inviolabilità del sovrano prevista dalla Costituzione del 1791 e chiedendo che sia giudicato come un normale cittadino e non come un Capo di Stato. I Girondini, che vogliono condannare la carica del monarca ma non la persona, si trovano in forte contrasto con i Montagnardi, i quali desiderano una netta separazione con tutto ciò che rappresenta il passato monarchico attraverso la condanna a morte.

15 dicembre 1792 (25 Frimaio) Un Decreto impone l’instaurazione del regime politico francese nei Paesi conquistati dall’esercito rivoluzionario

17 dicembre 1792 La flotta francese entra nel porto di Napoli: Ferdinando IV di Borbone deve accettare le imposizioni francesi.

21 dicembre 1792 La flotta francese comandata dall'ammiraglio La Touche-Tréville si presenta nel golfo di Cagliari


1993

Con la decapitazione del Re e l’ascesa di Robespierre e dei giacobini la Rivoluzione conosce il suo momento di massima tensione anche sul fronte internazionale. Contro la Francia rivoluzionaria nel 1793 nasce la prima coalizione ovvero si forma l’alleanza che durerà fino al 1797 tra le potenze europee. I fatti che portano all'istituzione di questa alleanza sono stati due:
• in primo luogo la dichiarazione di guerra francese al Sacro Romano Impero Germanico il 20 aprile 1792,
• il successivo attacco della Prussia in seguito alla pubblicazione del manifesto di Brunswick il 25 luglio 1792.

Le provocazioni francesi come l'esportazione della rivoluzione e il ghigliottinamento di Luigi XVI nel gennaio 1793, nonché dell'offensiva condotta sulla Schelda, convincoo definitivamente alcuni stati dell'esigenza di stipulare un'alleanza militare per fermare il comune nemico nel 1793. Tali potenze lanciano una serie di offensive alla Francia per terra e per mare. In particolare, la Prussia e la Germania lanciano offensive dall'Olanda e dal Reno, mentre il Regno Unito si impegna a supportare le rivolte delle provincie francesi e l'assedio di Tolone.

La nuova repubblica francese subisce pesanti sconfitte, come nel caso della battaglia di Neerwinden, e ribellioni interne (guerre di Vandea) a cui risponde il 6 aprile 1793 con il Comitato di salute pubblica e con il servizio militare obbligatorio di massa nell'agosto dello stesso anno.

I risultati positivi che ne derivano portano all'instaurazione della Repubblica Batava nel maggio 1795 e alla firma, avvenuta un mese prima, con la Prussia, della prima pace di Basilea, seguita il 22 luglio 1795 dalla seconda pace di Basilea, quando anche la Spagna del primo ministro Godoy esce dal conflitto. L'Arciduca Carlo resiste per altri due anni ma alla fine, colpito duramente da Napoleone in Italia, firma anch'esso i trattati di Loeben e Campoformio sancendo di fatto la sconfitta della prima coalizione.

1793

1793 In Francia l’ex posta reale si trasforma in Agenzia nazionale di servizi postali e di messaggeria.

1 gennaio 1793 (12 Nevoso Anno I) : Viene istituito un Comitato di difesa generale.

7 gennaio 1793 (18 Nevoso) Finisce alla Convenzione il processo contro Luigi XVI con la sua condanna alla pena capitale

8 gennaio 1793 I francesi sbarcano nell'isola di San Pietro e prendono Carloforte

13 gennaio 1793 Assassinato a Roma il rivoluzionario Ugo di Bassville; gelo fra la Repubblica francese e lo Stato Pontificio.

14 gennaio 1793 I francesi occupano Sant'Antioco

15 gennaio 1793 il re Luigi XVI viene riconosciuto colpevole dalla Convenzione con la schiacciante maggioranza di 693 voti contro 28 (erano presenti 721 deputati su 749)

16 gennaio 1793 Su forte pressione dei Girondini, viene chiesto di decidere se la condanna di colpevolezza adottata dalla Convenzione Nazionale avrebbe dovuto passare attraverso un referendum popolare. Questo estremo tentativo di salvare la vita a Luigi XVI viene rifiutato con 424 contrari, 287 favorevoli e 12 astenuti (erano presenti 723 deputati su 749). Sempre nella giornata del 16 gennaio si prosegue con la votazione inerente la tipologia di pena da adottare nei confronti del sovrano. Alle nove della sera viene data lettura della sentenza: la pena pronunciata dalla Convenzione Nazionale contro Luigi XVI è quella di morte. L'esecuzione viene fissata per le undici del 21 gennaio in Place de la Révolution.

17 gennaio 1793 Su richiesta di alcuni Girondini, viene eseguito uno scrutinio di controllo dove risulta che 387 deputati votano la morte e 334 la detenzione o la morte con rinvio (sono presenti 721 deputati su 749).

La mattina del 21 gennaio, ricevuta la comunione, Luigi XVI lascia la Prigione del Tempio in carrozza. Vestito di bianco e con in mano il libro dei Salmi, giunge in Place de la Révolution poco dopo le dieci. Sceso dalla carrozza si leva la giacca, sbottona la camicia di lino e si toglie il fazzoletto che aveva legato al collo. Alcuni soldati cercano di legargli le mani, ma si oppone con indignazione dicendo: «Fate quello che vi è stato ordinato di fare, ma non mi legherete mai». Saliti gli scalini del patibolo e raggiunto il palco, il boia Charles Henri Sanson gli taglia il codino riuscendo anche a legargli le mani. Il sovrano, cercando di rivolgersi alla folla, viene immediatamente bloccato dai soldati che lo conducono verso la ghigliottina, ma a voce alta e chiara dichiara: «Muoio innocente dei delitti di cui mi si accusa. Perdono coloro che mi uccidono. Che il mio sangue non ricada mai sulla Francia!». La maggior parte dei presenti, che giudica il re come un uomo codardo, mediocre, inetto e piagnucoloso, rimane delusa in quanto il sovrano affronta tutto il cerimoniale con grande freddezza e regale fierezza. I testimoni oculari riferiscono in seguito che i carnefici fanno cadere la mannaia della ghigliottina prima che il collo del re sia stato messo nella posizione appropriata; la lama cade ma non recide completamente il collo, uccidendo Luigi XVI con la testa ancora attaccata al corpo. Successivamente un giovane membro della Guardia Nazionale afferra la testa sanguinante e la mostra al popolo, aggirandosi intorno al patibolo.
La folla esplode inneggiando alla repubblica, cantando la Marsigliese e danzando. Qualcuno accorre a raccogliere qualche goccia di sangue che cola dal patibolo, altri la assaggiano. Un aiutante del boia mette all'asta le vesti e i capelli del re giustiziato. Louis-Sébastien Mercier, testimone dell'esecuzione, aggiunge: «Vidi gente che passeggiava sottobraccio ridendo e scherzando amabilmente, come se si trovassero a una festa». Nel frattempo il cadavere e la testa di Luigi XVI vengono riposti in un cesto di vimini, caricati su un carro e trasportati al Cimitero delle Madeleine. Non viene celebrata nessuna cerimonia e i resti, in una bara senza coperchio, sono collocati in una fossa cosparsa di calce viva. Luigi Carlo diviene automaticamente, per i monarchici e gli Stati internazionali, re Luigi XVII.

21 gennaio 1793 (2 Pluvioso) Esecuzione per decapitazione della sentenza. Luigi XVI è ghigliottinato sulla Piazza della Rivoluzione.

Prima Coalizione e controrivoluzione interna

Conseguentemente all'esecuzione di Luigi XVI, l'Inghilterra assume la guida nella lotta alla Rivoluzione francese, favorendo la creazione della Prima Coalizione formata da Regno Unito di Gran Bretagna Arciducato d’Austria, Rgno di Prussia, Impero Russo, Regno di Spagna, Regno del Portogallo, Regno di Sardegna, Regno di Napoli, Granducato di Toscana, Repubblica delle Sette Province Unite (odierni Paesi Bassi) e Stato Pontificio. La Francia viene così accerchiata da una forte coalizione di potenze avversarie e decide dunque il 1 febbraio di dichiarare guerra all’Inghilterra e ai Paesi Bassi

22 gennaio 1793 (3 Pluvioso) : Dimissioni di Jean-Marie Roland de la Platière, sostituito al ministero dell'Interno, dal girondino Dominique Joseph Garat.

23 gennaio 1793 Trattato fra Prussia e Russia per la seconda spartizione della Polonia.

27 gennaio 1793 I francesi iniziano i cannoneggiamenti contro la capitale formale del Regno.

30 gennaio 1793 (11 Pluvioso) Muore il generale Armand-Charles Tuffin de La Rouërie

31 gennaio 1793 (12 Pluvioso) Decreto di annessione di Nizza alla Francia

31 gennaio 1793 Danton reclama alla Convenzione anche l'annessione del Belgio.

1º febbraio 1793 (13 Pluvioso) La Convenzione dichiara guerra alla Gran-Bretagna e allo Statolder dell'Olanda.

4 febbraio 1793 (21 Pluvioso) Il ministro della guerra Jean-Nicholas Pache è sostituito con il generale Pierre Riel de Beurnonville.

8 febbraio 1793 (25 Pluvioso) La Francia occupa Il Ducato dei Due Ponti nella Renania Palatinato

14 febbraio 1793 (26 Pluvioso) Jean-Nicholas Pache è eletto sindaco di Parigi.

14 – 26 febbraio 1793 Spedizione francese in Sardegna.

14 febbraio Inizia lo sbarco francese in Sardegna nel litorale di Quartu di mila soldati. Mentre la città di Cagliari subisce il bombardamento, a nord attraverso le Bocche di Bonifacio Napoleone Bonaparte, allora tenente di artiglieria, attacca e bombardava La Maddalena con l'intento di occupare la parte settentrionale della Sardegna.

17 febbraio 1793 Le truppe francesi comandate dal generale Dumouriez invadono i Paesi Bassi.

24 febbraio 1793 (6 Ventoso) La Convenzione decreta la coscrizione di massa di 300 mila uomini per la difesa della nazione.

I Girondini impongono il reclutamento di massa della popolazione abile al servizio militare per incrementare di 300 mila uomini le fila dell'esercito. L'annuncio di questa decisione provoca diverse sollevazioni popolari in tutto il Paese, aggravate dalla successiva votazione della Convenzione Nazionale che realizza una vera logica del terrore: tutti quelli che avrebbero rifiutato di impugnare le armi sarebbero stati giustiziati immediatamente e senza processo. L'impopolarità dei Girondini accresce ulteriormente in seguito alla loro cattiva condotta in politica economica, incapaci di sanare la grave crisi inflazionistica.

I produttori alimentari immagazzinano i loro prodotti piuttosto di scambiarli sul mercato con assegni ormai privi di valore. La popolazione, spinta dalla fame e dalla miseria, reclama misure di emergenza contro il mercato nero, chiede l'abbassamento dei prezzi, la requisizione di viveri presso i produttori e la condanna degli speculatori.

Nonostante questo quadro sociale disastroso, la Convenzione prosegue la sua tipica politica liberista, favorendo gli interessi dei benestanti e peggiorando sempre più la condizione di vita della gente comune. I Montagnardi, diversamente dai Girondini, appoggiano le rivendicazioni dei cittadini, guadagnandosi il loro favore.

25-26 febbraio 1793 La reazione dei maddalenini guidati da Domenico Millelire fa fallire la spedizione francese.

28 febbraio 1793 La mobilitazione dei miliziani sardi e la paura di essere rigettati in mare, spingono i francesi a reimbarcarsi e ad abbandonare la Sardegna, lasciando nelle isole sulcitane una guarnigione di 700 soldati.


La guerra di Vandea

Fin dai primi attacchi la Prima Coalizione riesce a espellere i francesi dai Paesi Bassi, ristabilendo poco alla volta tutti i confini prebellici. E' in questo contesto che nel marzo del 1793 1793 (Ventoso e Germile) nasce un'insurrezione nel dipartimento francese della Vandea e nei territori adiacenti della Bretagna contro contro la coscrizione di massa voluta dal governo rivoluzionario, che degenera in una guerra civile. Scoppia la guerra di Vandea e della Chouannerie. In questa zona della Francia, da sempre sostenitrice della monarchia, già da tempo si era diffuso un certo malcontento nei confronti della repubblica, dovuto principalmente alla politica anticlericale (in Vandea la fede cattolica era particolarmente radicata), all'aumento delle tasse e alla politica estera aggressiva che sfocia nella leva obbligatoria. La Vandea non è intenzionata a partecipare alle guerre causate dalla Rivoluzione e dunque a morire per una Nazione che non la rappresenta, per cui preferisce insorgere contro di essa con l'intento di provare a restaurare la monarchia. I vandeani organizzano un proprio esercito l’Esercito Cattolico e Reale, costringendo la Convenzione ad attuare seri provvedimenti repressivi e a inviare un maggiore numero di soldati per contrastare queste violente insurrezioni. La repressione attuata dal governo è terribile: diverse migliaia di persone trovano la morte, numerosi villaggi sono distrutti e, secondo alcuni storici, tra l’inverno del 1793 e l’estate del 1794 in questo territorio si compie il primo genocidio della storia contemporanea. I repubblicani non vogliono solo fermare l'insurrezione ma anche evitare che si diffondano idee controrivoluzionarie, fattore che aggrava la repressione, causando la morte di molti innocenti, tra cui donne e bambini. Una tregua vera e propria si produrrà solo nella primavera del 1795, ma lo stato insurrezionale rimane sempre presente nella regione e la rivolta si riaccenderà più volte negli anni seguenti, soprattutto nei momenti di crisi dei governi repubblicani e napoleonici. Il successo delle Guerre di Vandea è dovuto al fatto che a insorgere è il popolo, il quale sceglie i propri comandanti tra gli stessi contadini e tra la nobiltà esiliata, a volte costringendoli con la forza. In questo periodo si verificano altre insurrezioni piuttosto improvvisate e organizzate da nobili, più interessati a riconquistare le proprie terre che a ripristinare la monarchia; per questo motivo vengono spesso abbandonati dai propri uomini che combattevano solo dietro compenso, tanto che l'esercito repubblicano non ha difficoltà a sopprimere queste rivolte.

1º marzo 1793 Scoppia l'insurrezione in Vandea. Inizia la prima guerra di Vandea.

1º marzo 1793 La Convenzione approva il Decreto di annessione del Belgio alla Francia.

7 marzo 1793 (17 Ventoso) La Francia rivoluzionaria dichiara guerra alla Spagna. Inizia la guerra del Rossiglione che durerà due anni.

10 marzo 1793 La Convenzione istituisce il Tribunale Rivoluzionario nominando pubblico accusatore Fouquier-Tinville.

Marzo 1793 Si forma la prima coalizione (Austria, Prussia, Province Unite, Inghilterra, Spagna e Portogallo) contro la Francia (Il Regno di Sardegna vi aderirà il 20 aprile).
Fine dei Girondini

10 marzo 1793 La Convenzione Nazionale istituisce il Tribunale Rivoluzionario (denominazione che assume ufficialmente nell'ottobre dello stesso anno), mediante il quale vengono giudicati tutti gli oppositori politici nominando pubblico accusatore Fouquier-Tinville.

17 marzo 1793 (27 Ventoso) Annessione alla Francia del Principato di Salm Salm enclave nei Vosgi.

18 marzo 1793 Battaglia di Neerwinden L’armata rivoluzionaria del generale Dumouriez viene sconfitta nella battaglia di Neerwinden in Belgio dalle truppe della prima coalizione guidate dal fratello dell'Imperatore Francesco II, Federico Giosia di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e Arciduca d'Austria e Duca di Tenschen.

18 marzo 1793 Un Decreto istituisce una Commissione di salute pubblica. Il deputato di centro Bertrand Barère de Vieuzac propone la creazione di un nuovo comitato da affiancare al Comitato di Sicurezza Generale (istituito ufficialmente nell'ottobre del 1792, agiva come organo di polizia proteggendo la repubblica rivoluzionaria dai nemici interni), con lo scopo di contrastare tutte le minacce rivolte alla repubblica, sia dall'interno che dall'esterno del Paese. La proposta viene accolta.

21 marzo 1793 (1er Germile) Viene istituito per decreto un Comitato di Sorveglianza.

25 marzo 1793 Inghilterra e Russia firmano un’alleanza contro la Francia

1º aprile 1793 Tradimento di Dumouriez. Silurato per la sconfitta di Neerwinden, il generale francese passa all'Austria insieme ad otto generali ed al Duca di Chartres (figlio di Filippo I d'Orleans) detto Philippe Égalité.

5 aprile 1793 Marat, eletto alla Presidenza del Club dei Giacobini, scrive una circolare sorta di manifesto a favore di un colpo di Stato insurrezionale contro i controrivoluzionari presenti nella Convenzione invitando ad arrestare tutti i nemici della rivoluzione e tutte le persone sospette senza pietà per i cospiratori.

6 aprile 1793 Viene istituito il Comitato di salute pubblica alla guida della Francia durante la stagione della Convenzione montagnarda sino al 27 luglio 1794

Il Comitato di Salute Pubblica è formato da nove membri provenienti dalla stessa Convenzione che vengono rinnovati mensilmente mediante elezione (verrà allargato nel settembre 1793 a dodici membri). La leadership del nuovo organo - che ha sede al Palazzo delle Tuileries negli ex appartamenti della regina Maria Antonietta - è immediatamente presa da Danton. La Convenzione Nazionale mantiene la suprema autorità e il Comitato di Salute Pubblica deve rendere conto ad essa delle proprie decisioni. Con il nuovo sistema di governo la Convenzione Nazionale elegge i rappresentanti del Comitato di Sicurezza Generale e del Comitato di Salute Pubblica. Quest'ultimo propone le leggi e nomina i rappresentanti per le missioni di guerra al fronte e all’interno dei dipartimenti, ma l'approvazione finale delle decisioni spetta alla Convenzione.

13 aprile (24 Germile) La Convenzione viene a conoscenza della circolare di Jean-Paul Marat che viene arrestato in seguito ad un Decreto approvato dalla maggioranza della Convenzione con 220 voti contro 92.

24 aprile (5 Fiorile) Al processo di Marat il Tribunale Rivoluzionario lo assolve.

4 maggio 1793 (15 Fiorile) La Convenzione approva la legge che istituisce il maximum, ovvero il tetto massimo decrescente del prezzo dei grani. La legge specifica che ogni coltivatore debba dichiarare la quantità di grano in suo possesso, che le vendite si debbano esclusivamente effettuare al mercato e che gli ufficiali municipali sono abilitati ad operare requisizioni presso i detentori di grano

10 maggio 1793 Il generale Moreau sconfigge gli austriaci dell'arciduca Carlo d'Austria nella battaglia di Ettlingen.

10 maggio 1793 (21 Fiorile) La Convenzione si insedia nel Palazzo delle Tuileries.

23 maggio 1793 (4 Pratile) Vittoria delle truppe della Prima Coalizione antifrancese in occasione della Battaglia di Famars nel nord della Francia.

26 maggio 1793 La Corsica, sotto l'impulso di Pasquale Paoli, si ribella definitivamente alla dominazione francese.

27 maggio – 2 giugno 1793 (8 - 14 Pratile) La Montagna e la Comune si schierano contro i Girondini.


L’appoggio dei sanculotti ai Montagnardi per rovesciare i Girondini

I Montagnardi, appoggiati dai sanculotti, sfruttano la grave situazione sociale in cui versa il Paese per attaccare i Girondini, screditandoli agli occhi dell'opinione pubblica. Sembra sempre più una lotta tra classi, nella quale ognuno vuole dare a suo modo un contributo alla Rivoluzione. I Montagnardi reclamano l'approvazione di misure eccezionali per sanare la situazione, trovando l'appoggio della gente comune, ma ogni proposta viene rifiutata dalla Convenzione. I sanculotti pretendono l'allontanamento dei Girondini dalla Convenzione, in quanto sono visti come nemici della Rivoluzione, colpevoli della crisi economica e delle sconfitte militari. L'opposizione dei Girondini a un calmiere sui prezzi, che per loro avrebbe rappresentato un attentato alla proprietà privata, li espone all'accusa di essere indifferenti alla miseria del popolo. Le sconfitte in guerra e il tradimento del generale Dumouriez, passato all'Austria il 4 aprile, aggravano la loro posizione.

31 maggio 1793 Una manifestazione di sanculotti viene inscenata contro i Girondini

2 giugno 1793 (14 Pratile) Imponente insurrezione contro i Girondini. Davanti al Palazzo delle Tuileries, dove era riunita da tre giorni la Convenzione Nazionale, si schierano circa 80 mila manifestanti, sostenuti dalla Guardia Nazionale al comando di François Henriot. I deputati non possono uscire e uno dei collaboratori di Robespierre, Georges Couthon, chiede l'arresto dei due ministri (Clavière e Pierre Lebrun) e ventinove deputati girondini. La Convenzione, sotto assedio, è obbligata ad approvare. La Convenzione assume ufficialmente i poteri legislativo ed esecutivo. Per suo decreto 31 deputati Girondini vengono arrestati

La fine dei Girondini è tragica: Brissot, Lebrun, Vergniaud e altri diciotto leader, dopo un breve processo tenutosi a Parigi dal 24 al 30 ottobre, finiscono sulla ghigliottina. L’8 novembre compare davanti ai giudici Marie-Jeanne Roland de la Platière, che viene condannata e uccisa il giorno stesso. Suo marito, Jean-Marie Roland, rifugiato in Normandia, si trafigge il cuore con un pugnale, lasciando un messaggio scritto: «Nel conoscere la morte di mia moglie, non ho voluto restare un giorno di più sopra una terra macchiata di delitti». Clavière si suicida in carcere e probabilmente suicida è anche Jean-Antoine Caritat, marchese di Condorcet, catturato mentre si allontana da Parigi dopo cinque mesi di latitanza. Questa corrente politica si estingue e la leadership della Convenzione Nazionale passa ai Montagnardi, appoggiati esternamente dai sanculotti, sebbene in alcune province francesi il sostegno ai Girondini sopravviva.





Governo rivoluzionario dei Montagnardi


Robespierre alla guida del Comitato di Salute Pubblica

Con l'eliminazione dei Girondini, i Montagnardi si trovano soli alla guida della Convenzione Nazionale con il compito di condurre la guerra e risanare la grave situazione sociale, politica ed economica della Francia. Le frontiere nazionali sono invase dalle potenze della Prima Coalizione: gli spagnoli penetrano a sud-ovest, i piemontesi a sud-est, i prussiani, gli austriaci e gli inglesi a nord e a est. Inoltre sono in pieno svolgimento le numerose insurrezioni popolari contro la giovane repubblica

18 giugno 1793 (30 Pratile) A Parigi 12 membri dell'Associazione bretone sono decapitati

29 giugno 1793 (11 Messidoro) I Vandeani sono respinti in occasione della battaglia di Nantes.

Dopo la morte di Luigi XVI, Maria Antonietta era vissuta per alcuni mesi in isolamento nella Prigione del Tempio insieme alla figlia Maria Teresa, alla cognata Madame Elisabetta e al figlio Luigi Carlo, che alla morte del padre diventa per i legittimisti re Luigi XVII. Il generale monarchico François Augustin Reynier de Jarjayes riesce a penetrare nel Tempio e propone un piano di fuga alla regina, ma questa aveva rifiutato non essendo intenzionata ad abbandonare i suoi figli

3 luglio 1793 Su ordine della Convenzione Nazionale, il figlio di Maria Antonietta Luigi Carlo viene separato dalla famiglia e la sua educazione è affidata a Antoine Simon, un ciabattino analfabeta membro del Club dei Cordiglieri. Il suo compito è di plagiare il bambino con l'intento di metterlo contro la madre e utilizzarlo come arma al processo di Maria Antonietta.

4 luglio 1793 Il generale Moreau sconfigge ancora gli austriaci dell'arciduca Carlo nella battaglia di Rastadt.

Al comando del Comitato di Salute Pubblica, Danton si rifiuta di approvare riforme di emergenza per sanare la difficile situazione in cui versava la Francia. Conducendo una politica moderata si oppose all'adozione di un'economia di guerra e alla leva obbligatoria, tentando accordi segreti con le potenze europee con l'intento di creare spaccature tra i membri della coalizione nemica

10 luglio 1793 Sospettato di fare il doppio gioco, accusato di attuare una politica troppo cauta e malvisto dai sanculotti, Georges Danton non viene rieletto membro del Comitato di Salute Pubblica

13 luglio 1793 Assassinio di Jean-Paul Marat. Esclamerà prima di spirare "N'ayant pu me corrompre, ils m'ont assassiné". L'assassina, Charlotte Corday D'Armont, è una sostenitrice dei Girondini che in seguito alla giornata del 2 giugno si convince di dover uccidere il deputato montagnardo, ritenuto il principale responsabile della guerra civile. Giunta appositamente da Caen, riesce a farsi ricevere in casa dallo stesso Marat. Quest'ultimo, tormentato da una misteriosa malattia che gli procurava prurito, cercava di lenire i dolori immergendosi nell'acqua tiepida di una vasca provvista di un leggio, che aveva il triplice scopo di poter leggere, scrivere e ricevere decentemente gli eventuali ospiti. Dopo una breve conversazione, la donna estrae un coltello che conficca nel petto di Marat, recidendo l'aorta e penetrando fino al polmone destro. Charlotte Corday, arrestata e condannata a morte dal Tribunale Rivoluzionario, viene messa alla ghigliottina quattro giorni dopo.






Robespierre alla guida del Comitato di Salute Pubblica

L’assassinio di Marat contribuisce ad aggravare pesantemente la già critica situazione politica. Maximilien Robespierre, entra nel Comitato si Salute Pubblica il 27 luglio, sostituendo Danton. Da subito Robespierre intraprende una politica volta ad alleviare la miseria delle classi più umili, accogliendo le indicazioni fornite dai sanculotti. Seppure contrario alla guerra è tra i più attivi nel volere rafforzare militarmente l'esercito repubblicano attraverso provvedimenti di controllo dell'economia (tra i quali la razione minima sul pane, sul sale e sulla farina). Preoccupato dagli eventi bellici, dai tentativi controrivoluzionari e deciso a estirpare ogni residuo della monarchia e dell'Ancien Régime, Robespierre decide di sostenere la politica del cosiddetto Terrore, nel corso del quale si procede all'eliminazione fisica di tutti i possibili rivali della Rivoluzione.

17 luglio 1793 (29 Messidoro) Muore il generale Jacques Cathelineau, a capo dell’esercito dei Vandeani.

17 luglio 1793 (29 Messidoro) Viene abolito il feodalesimo.

23 luglio 1793 (5 Termidoro) Capitolazione della città di Magonza. Viene dissolta la Repubblica di Magonza. La città è occupata dai prussiani del Duca di Brunswick dopo un assedio di quattro mesi.

23 – 24 luglio 1793 Viene istituita la Régie nazionale delle Poste.

24 luglio 1793 Viene promulgata la Costituzione dell’Anno I, o Costituzione Montagnarda. Verrà ben presto accantonata.

Adottata per acclamazione dalla Convenzione Nazionale e approvata da un referendum popolare la nuova Costituzione rimane basata principalmente sulla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789. Con l'intento di calmare il clima di tensione che regna in questo periodo, essa viene formulata per stabilire una vera sovranità popolare grazie a frequenti elezioni a suffragio universale che avrebbero permesso una consultazione popolare delle leggi varate dal corpo legislativo. Riconosce vari diritti economici e sociali (associazione, riunione, assistenza pubblica e istruzione), concede il diritto di ribellione (in caso il governo avrebbe violato i diritti del popolo) e l'abolizione della schiavitù.

La Costituzione dell’Anno I si presenta con un preambolo diverso da quello del 1789, in tutto e per tutto ispirato alle idee rousseauiane. Innanzitutto la sovranità nazionale è sostituita dalla sovranità popolare: ogni cittadino è titolare del potere attraverso il voto espresso a suffragio universale e diretto. Per la prima volta nella storia politica moderna, viene poi introdotto l'istituto del referendum che concede alle comunità municipali di sottoporre ad una consultazione popolare le leggi varate dal Corpo Legislativo. I costituenti ripudiano il principio della separazione dei poteri ed affidano a quest’ultimo organo tanto il potere esecutivo quanto il potere legislativo, in quanto espressivo della volontà del popolo. Tra ottantacinque degli eletti del popolo, l'Assemblea ne individua ventiquattro che vanno a formare un Consiglio Esecutivo rinnovato per metà ogni anno che si occupa di questioni amministrative.

26 luglio 1793 La Convenzione approva la legge contro gli accaparramenti

Durante questo periodo di grave inflazione le merci sono gli unici prodotti, oltre ai beni immobili, a mantenere il loro valore reale. Cominciano così a manifestarsi fenomeni di accaparramento e per contrastare questo fenomeno la Convenzione Nazionale, su consiglio di Collot d'Herbois, approva la legge contro gli accaparramenti. Si stabilisce il divieto di conservare in luogo chiuso derrate ritenute di prima necessità senza che siano state sottoposte a vendita giornaliera. I principali prodotti che rientrano in questa normativa sono farina, carne, burro, frutta, sapone, legna da ardere, carbone, rame e qualsiasi tipo di tessuto. Le pene per i trasgressori sono stabilite in misure pesantissime che possono giungere fino alla ghigliottina. Sono costituite, nelle municipalità, speciali commissioni di controllo i cui membri hanno accesso, con il supporto della forza pubblica, a qualsiasi luogo o residenza.

27 luglio 1793 (9 Termidoro) Robespierre fa il suo ingresso nel Comitato di salute pubblica.

28 luglio 1793 Gli anglo-olandesi occupano Valenciennes.

Agosto 1793 (Termidoro) Prima ondata di profanazione di tombe reali alla Basilica di Saint-Denis

1º agosto 1793 Decreto di adozione in Francia del sistema metrico-decimale.

2 agosto 1793 Maria Antonietta è trasferita nella prigione del Palazzo Conciergerie. lto malata e sofferente a causa di gravi emorragie, trovaconforto nella lettura e nelle cure di Rosalie Lamorlière, la cameriera del carcere che si occupadi lei. Durante la prigionia alla Conciergerie è organizzato un nuovo piano di fuga da Alexandre Gonsse de Rougeville, ma anche questo si rivela fallimentare.

10 agosto 1793 Nonostante i buoni propositi, i provvedimenti previsti dalla Costituzione dell’Anno I non entrano mai in vigore: la Convenzione Nazionale decreta che il governo sarebbe rimasto rivoluzionario fino all'ottenimento della pace in guerra, sospendendo così l'applicazione della nuova Costituzione. In questa occasione Saint-Just dice: «Nelle circostanze in cui si trova la repubblica, la Costituzione non può essere stabilita, si immolerebbe da sola. Essa diventerebbe la garanzia per gli attentati contro la libertà, perché mancherebbe della volontà necessaria per reprimerli».

15 agosto 1793 (28 Termidoro) Dominique-Joseph Garat rassegna le dimissioni dal ministero dell’interno sostituito con Jules-Francois Paré.

22 agosto 1793 Massimiliano Robespierre è eletto Presidente della Convenzione.

Dinanzi alla continua avanzata in territorio francese della Prima Coalizione e sperando di soffocare i moti controrivoluzionari presenti in diverse province francesi, la Convenzione Nazionale ratifica tutte le leggi che le vengono presentate dal Comitato di Salute Pubblica di Robespierre.

23 agosto 1793 (6 Fruttidoro) Viene approvata la legge per la coscrizione di massa della popolazione maschile. La leva di massa permette di inviare tra le fila dell'esercito tutti gli uomini celibi o vedovi di età compresa fra i diciotto e venticinque anni, mentre chi non viene spedito al fronte deve partecipare agli sforzi di guerra adattandosi alla rigida economia di risparmio, fornendo l'equipaggiamento militare e grattando i muri delle cantine ricchi di nitrato di potassio, indispensabile per la fabbricazione della polvere da sparo. L'economia francese viene totalmente riconvertita per scopi bellici.

27 agosto 1793 (10 Fruttidoro) Tolone si consegna alle forze occupanti Britanniche.

28 agosto 1793 Già messo sotto accusa davanti al Comitato di salute pubblica e condannato, il generale Custine viene ghigliottinato.


Regime del Terrore

In questo periodo che durerà sino all’estate del 1794 viene ideata e messa in pratica la figura del Rappresentante in Missione, inviato straordinario della Convenzione Nazionale per il mantenimento dell'ordine e il rispetto della legge nei dipartimenti e negli eserciti. A questi uomini vengono conferiti poteri praticamente illimitati che permettono lorfo di supervisionare le azioni dei militari (comprese quelle dei generali), con la facoltà di poter giudicare il loro operato. E’ concesso loro di dirigere comandi militari locali in caso di disordini e di istituire tribunali rivoluzionari. I Rappresentanti in Missione abusano spesso della loro carica, diventando l'espressione materiale del Terrore. Sono inviati in occasione delle Guerre di Vandea al seguito dell'esercito repubblicano per concorrere alla soppressione dell'insurrezione, dove spesso organizzano processi sommari.

Durante questa dittatura del Terrore si verifica un grande processo di scristianizzazione, in quanto i rivoluzionari più estremisti ritengo la religione cattolica superstiziosa e tirannica, sostenendo che ogni essere umano avrebbe dovuto ispirare a ideali come la ragione la libertà e la natura. François-Antoine de Boissy d'Anglas arriva ad afferma: «Il cattolicesimo è servile per sua natura al dispotismo per essenza, intollerante e dominatore, abbruttente per la specie umana, complice di tutti i crimini del re». Tutte le chiese cattoliche sono chiuse e si comincia a predicare la religione rivoluzionaria, un numero elevato di chierici refrattari viene condannato a morte, numerosi beni della Chiesa sono requisiti, si celebrano feste in onore della libertà e della ragione, si pratica il culto dei martiri della Rivoluzione e è ideato il calendario rivoluzionario (l'inizio dell'anno è 22 settembre, anniversario della proclamazione della repubblica), in quanto quello gregoriano ruota intorno alla suddivisione e alla scansione del tempo basato su cicli settimanali in uso nella religione ebraica e cristiana. I sostenitori di questa ideologia, Jacques-René Hébert n primis vogliono rompere ogni legame con il passato, pensando che la responsabilità di tutti i mali fosse della Chiesa. Il processo di scristianizzazione è talmente improvviso, irruente, irrazionale e ateista che induce Robespierre a porre un freno a questa situazione, approvando una commissione per la libertà di culto.

Durante il Terrore sono ghigliottinate circa 17 mila persone, 25 mila subiscono esecuzioni sommarie, 500 mila vengono imprigionate e 300 mila sono poste agli arresti domiciliari. Tra le vittime più significative troviamo: Maria Antonietta il 16 ottobre 1793, Brissot e Vergniaud il 31 ottobre 1793, Barnave il 28 novembre 1793, Hébert il 24 marzo 1794, Condorcet il 29 marzo 1794, Danton, Desmoulins, d'Églantine il 5 aprile 1794, e molti altri.

5 settembre 1793 (19 Fruttidoro) Si insedia il periodo del Terrore. Un folto gruppo di sanculotti armati manifestò per indurre la Convenzione Nazionale ad assicurare il pane a prezzi più abbordabili e ad approvare dei provvedimenti drastici nei confronti di chiunque si sarebbe opposto agli ideali della Rivoluzione. Guidata dal Comitato di Salute Pubblica, la Convenzione cercò di calmare l'agitazione popolare promulgando varie riforme.

8 settembre 1793 (22 Fruttidoro) I repubblicani francesi sconfiggono le truppe ango-inglesi della prima coalizione nella battaglia di Hondschoote liberando la città di Dunkerque

9 settembre 1793 viene approvata la formazione dell'Armata Rivoluzionaria che, sotto il comando del generale Charles Philippe Ronsin ha il compito di requisire il grano presente nelle campagne a discapito dei contadini e commercianti accaparratori (coloro che preferiscono immagazzinare i loro prodotti piuttosto che immetterli sul mercato per essere scambiati con assegni senza valore).

12 settembre 1793 Quesnoy è presa dagli austriaci.

13 settembre 1793 (27 Fruttidoro) Le truppe francesi sconfiggono i Savoiardi nella Battaglia di Méribel.

17 settembre 1793 (primo giorno complementare dell’Anno I) E’ approvata la legge dei sospetti, proposta da Philippe-Antoine Merlin de Douai e Jean-Jacques Régis de Cambacérès, con la quale ogni nemico, o presunto tale, della Rivoluzione viene incarcerato o giustiziato sommariamente. Nel dettaglio questa riforma definisce sospetti tutti i nobili e i loro parenti (senza definire il grado di parentela), tutti i preti refrattari e i loro parenti (senza definire il grado di parentela), tutte le persone che per condotta, atteggiamenti, relazioni, opinioni verbali o scritte, si dimostrano nemici della libertà. Con una definizione così vasta e poco dettagliata delle persone ritenute sospette, i Montagnardi abusano di questa legge, condannando chiunque è d'intralcio. Monarchici, chierici refrattari, nobili emigrati, accaparratori speculatori, evasori fiscali, estremisti e moderati sono i gruppi maggiormente colpiti dalla nuova legge del Terrore.

Sono giudicati sospettati tutti coloro « qui, soit par leur conduite, soit par leurs relations, soit par leurs propos ou leurs écrits, se sont montrés partisans de la tyrannie ou du fédéralisme et ennemis de la liberté, ceux qui ne pourront pas justifier, de la manière prescrite par le décret du 21 mars dernier, de leurs moyens d'exister et de l'acquit de leurs devoirs civiques; ceux à qui il a été refusé des certificats de civisme les fonctionnaires publics suspendus ou destitués de leurs fonctions par la Convention nationale ou par ses commissaires et non réintégrés, ceux des ci-devant nobles, ensemble les maris, femmes, pères, mères, fils ou filles, frères ou sœurs, et agents d'émigrés, qui n'ont pas constamment manifesté leur attachement à la Révolution, ceux qui ont émigré dans l'intervalle du 1er juillet 1789 à la publication du 30 mars - 8 mars 1792, quoiqu'ils soient rentrés en France dans le délai prescrit par ce décret ou précédemment » La legge dei sospetti segna nell’era del Terrore un ulteriore indebolimento delle libertà individuali sancite dalla rivoluzione del 1789

22 settembre 1793 (1er Vendemmiaio Anno II) Gli spagnoli sconfiggono le truppe francesi repubblicane nella battaglia di Trouillas nei Pirenei orientali.

29 settembre 1793 (8 Vendemmiaio) La Convenzione emette il decreto del "maximum", istituzione di un limite massimo di prezzo per le derrate di prima necessità ma anche di un limite massimo dei salari. La legge sugli accaparramenti aveva portato a scarsi risultati e il perdurare dell’incremento dei prezzi (non trattati dalla legge contro gli accaparramenti) induce la Convenzione Nazionale ad approvare il provvedimento. Per tutte le merci previste dalla legge contro gli accaparramenti, la legge del maximum stabilisce che il prezzo massimo cui possano essere vendute era quello che avevano raggiunto nell'anno 1790 maggiorato di un terzo, mentre per i salari viene consentita una maggiorazione del 50%. La pena prevista per i trasgressori va da dieci anni di carcere alla condanna a morte.

Poiché le nuove norme sull'accaparramento e sui prezzi non intervengono sulle cause del problema ma solo sugli effetti, i risultati sono l'esatto contrario di quanto ci si aspetti. Al mercato ufficiale, dal quale le merci spariscono immediatamente, si sostituisce un mercato illegale parallelo, al quale ci si deve rivolgere per riuscire ad avere qualcosa a prezzi esorbitanti. I salariati che forniscono la mano d’opera e tutti gli altri operatori indipendenti sui quali il controllo della remunerazione è impossibile, si rifiutano di lavorare ai prezzi orari stabiliti dalla legge del maximum. I fornitori di beni, coltivatori in primis, si trovano nella condizione di non poter continuare l'attività produttività a causa della scarsa remunerazione dei loro prodotti rispetto ai costi, per cui molti raccolti sono abbandonati. Le autorità reagiscono violentemente a questa situazione, inasprendo le pene ed istituendo commissioni incaricate di procedere alla coazione. Questa nuova legge permette una grande diffusione della corruzione: funzionari incaricati del controllo e della repressione del contrabbando e della borsa nera, grazie al quasi illimitato potere discrezionale che la legge conferiva loro, diventano loro stessi agenti di un redditizio commercio clandestino, ricattando e taglieggiando commercianti, artigiani e piccoli industriali.

5 ottobre 1793 Adozione del calendario rivoluzionario francese in sostituzione di quello gregoriano (12 mesi di 30 giorni cadauno, un "periodo supplementare" di 5 o 6 giorni a fine anno, inizio dell'anno il primo vendemmiaio corrispondente al 22 o 23 settembre gregoriano): Durerà fino a tutto il 1805.

5 ottobre 1793 Alla Convenzione Nazionale si accumulano petizioni che chiedono l'esecuzione capitale di Maria Antonietta e il 5 ottobre viene pronunciato un discorso contro di lei, dove è descritta come la vergogna dell'umanità e del suo sesso. In uno degli interrogatori preliminari è fatta una chiara allusione al suo capo d'accusa: alto tradimento. Le viene chiesto se abbia insegnato lei l'arte del dissimulare al consorte, con la quale il re aveva ingannato il popolo di Francia. Maria Antonietta risponde: «Sì, il popolo è stato ingannato, è stato crudelmente ingannato, ma non da mio marito o da me». La regina continua a credere nei precetti della monarchia assoluta voluta da Dio, e secondo questa logica chiunque osi ribellarsi ad essa è da considerarsi un criminale da condannare a morte. La logica monarchica e quella della Rivoluzione sono assolutamente inconciliabili.

6 ottobre 1793 Luigi Carlo firma una dichiarazione in cui accusa la madre Maria Antonietta di averlo iniziato a pratiche masturbatorie e incestuose.

9 ottobre 1793 (18 Vendemmiaio) Viene riconquistata la città di Lione

10 ottobre 1793 La Convenzione affida la vendita delle mercanzie indiane agli agenti di quattordici Stati: questo sarà uno dei fattori determinanti la definitiva uscita dell'influenza francese nell'India.

12 ottobre 1793 La Convenzione emana un decreto che ordina la distruzione di Lione.

12 - 25 ottobre 1793 (dal 21 Vendemmiaio al 4 Brumaio) Seconda ondata di profanazione delle tombe reali alla Basilica di Saint-Denis

14 ottobre 1793 Maria Antonietta è portata davanti al Tribunale Rivoluzionario, dove è paragonata alle malvagie regine dell'antichità e del medioevo (Messalina, Brunechilde, Fredegonda, Caterina de' Medici). L'accusa la vuole presentare come la responsabile di tutti i mali della Francia sin dal suo arrivo nel Paese. E’ accusata fondamentalmente di esaurimento del tesoro nazionale, di intrattenimento di rapporti segreti con il nemico e di cospirazioni contro la sicurezza nazionale ed estera dello Stato. Sono presenti quarantuno testimoni, tutti indotti dall'accusa a denigrare Maria Antonietta, ritenuta responsabile di complotti d'assassinio, falsificazione di assegnati, proditoria rivelazione di segreti ai nemici. La regina si difende con vigore e non viene mai sorpresa a mentire o a contraddirsi. Il deputato René Hébert presenta alla corte un'accusa di incesto contro Maria Antonietta, che le sarebbe stata intentata da suo figlio, il quale aveva allora solamente otto anni. La regina rimane impassibile, sino a quando non le è imposto di rispondere. Visibilmente agitata, alzandosi in piedi, esclama: «Se non ho risposto, è perché la natura stessa si rifiuta di rispondere ad una simile accusa lanciata contro una madre! Mi appello a tutte le madri che sono presenti!». La regina ha l'appoggio delle popolane presenti in sala e il processo è interrotto per qualche minuto. Quando Robespierre sa di questo episodio, maledice Hebért per aver concesso alla regina il suo ultimo trionfo pubblico. Maria Antonietta spera di essere condannata alla deportazione, essendo sicura di non aver commesso i crimini dei quali è accusata. Tuttavia il processo è una farsa, in quanto il verdetto è stato deciso precedentemente e la giuria la condanna all'unanimità alla pena di morte. Maria Antonietta ascolta la sentenza senza proferire parola, non mostrando alcun segno di paura, indignazione o debolezza.

16 ottobre 1793 (25 Vendemmiaio) Viene eseguita la condanna a morte di Maria Antonietta. La mattina del 16 ottobre la regina, alla quale è stato vietato di vestirsi di nero, indossa un abito bianco (colore del lutto per le regine di Francia). Il boia Sanson, dopo averle tagliato i capelli fino alla nuca, le lega le mani dietro la schiena. E’ portata fuori dalla prigione e fatta salire sulla carretta dei condannati a morte. Seduta impettita, le mani legate dietro la schiena, i capelli tagliati rozzamente, con uno sguardo immobile, viene ritratta in uno schizzo da Jacques-Louis David, a quei tempi giacobino. Arrivata in Place de la Revolution sale rapidamente i gradini del patibolo. Involontariamente pesta un piede del boia, al quale disse: «Pardon, Monsieur. Non l'ho fatto apposta». Come fece precedentemente suo marito, Maria Antonietta affronta tutto il cerimoniale con grande freddezza e regale fierezza. Poco dopo mezzogiorno la lama cade sul suo collo. Sanson prende la testa sanguinante e la mostra al popolo parigino che grida: «Viva la repubblica!». Dopo l'esecuzione le spoglie di Maria Antonietta sono sepolte in una fossa comune nel cimitero della Madeleine.

16 ottobre 1793 (25 Vendemmiaio) Le armate rivoluzionarie francesi comandate da Jean-Baptiste Jourdan e Lazare Carnot sconfiggono le truppe austriache diretta dal principe Federico di Sassonia Duca di Coburgo, vicino al villaggio di Wattignies nei pressi di Maubeuge

17 ottobre 1793 (26 Vendemmiaio) I Vendeani sono sconfitti nella battaglia di Cholet

18 ottobre 1793 (27 Vendemmiaio) I Vendeani attraversano la Loira, recandosi a Granville sperando in rinforzi provenienti dall’Inghilterra. Inizia la cosiddetta Virée de Galerne verso nord ovest. Muore il generale vendeano Charles de Bonchamps.

25 ottobre 1793 (4 Brumaio) Inizia ad essere utilizzato il calendario repubblicano.

25 ottobre 1793 (4 Brumaio) Jean Chouan e Aimé Picquet du Boisguy a capo di centinaia di uomini raggiungono i Vandeani a Laval.

27 ottobre 1793 (6 Brumaio) I Repubblicani sono sconfitti dai Vandeani nel corso della battaglia di Entrammes

31 ottobre 1793 (10 Brumaio) I Girondini condannati a morte vengono decapitati

3 novembre 1793 Morte del generale vandeano Louis de Salgues de Lescure.

3 novembre 1793 (13 Brumaire) I Vandeani e i Chouans - ossia gli insorti del dipartimento della Mayenne o più in generale di tutta la zona nord-occidentale della Francia comandati dai quattro fratelli Chouan - sconfiggono l’armata repubblicana francese conquistando Fougères

7 novembre 1793 (17 Brumaio) Esecuzione capitale di Luigi Filippo II di Borbone-Orléans detto Philippe Egalitè, unico dei Borboni ad appoggiare apertamente la rivoluzione francese.

8 novembre 1793 (18 Brumaio) Viene decapitata Madame Roland

10 novembre 1793 (20 Brumaio) Abolizione della religione cattolica. E’ istituito il culto della Ragione

11 novembre 1793 (21 Brumaio) Esecuzione di Jean Sylvain Bailly, primo sindaco di Parigi.

14 novembre 1793 (24 Brumaio) I Vandeani sono sconfitti dall’esercito repubblicano nel corso dell’assedio di Granville

16 novembre 1793 Il generale Dugommier, subentrato a Carteaux al comando della armata d'Italia, approva il piano di attacco alla fortezza di Tolone elaborato dal giovane Napoleone

17 novembre 1793 (27 Brumaio) Inizia la pratica degli annegamenti di Nantes. Migliaia di persone, sospette agli occhi della Repubblica e in particolare membri della Chiesa vengono gettati nelle acque della Loira e annegati su ordine di Jean-Baptiste Carrier.

23 novembre 1793 (3 Frimaio) La Convenzione decide la chiusura delle chiese cattoliche di Parigi.

24 novembre 1793 (4 Frimaio) Viene soppresso il calendario gregoriano sostituito con il nuovo calendario repubblicano.

4 dicembre 1793 (14 Frimaio) Nuova sconfitta dei Vandeani da parte dell’esercito repubblicano durante l’assedio della città di Angers.

13 dicembre 1793 (23 Frimaio) In occasione della battaglia di Le Mans i Vandeani vengono massacrati dall’esercito repubblicano francese.

19 dicembre 1793 (29 Frimaio) La Francia riconquista Tolone occupata dai britannici.

23 dicembre 1793 (3 Nevoso) I Vandeani sono schiacciati nella battaglia di Savenay con cui si conclude la Virée de Galerne.

Dicembre 1793 (Frimaio). Le truppe degli Alleati della prima coalizione si ritirano oltre il Reno.

Condotta politica di Robespierre

Verso la fine del 1793 e l'inizio del 1794 la politica economica francese adattata a scopi bellici, approvata dal Comitato di Salute Pubblica, permette all'esercito repubblicano di bloccare l'avanzata della Prima Coalizione e di soffocare la controrivoluzione interna. Le vittorie a Hondschoote (8 settembre), Wattignies (16 ottobre), Wissembourg (26 dicembre) e Landau (28 dicembre) consentono di giungere alla grande offensiva della primavera del 1794, con la quale i nemici sono scacciati oltre i confini nazionali. L'armata rivoluzionaria riesce a rioccupare il Belgio, la regione della Renania e i Paesi Bassi (trasformati nel gennaio del 1795 nella Repubblica Batava). L'Europa in quel periodo pullula di simpatizzanti della Rivoluzione, in particolar modo tra gli intellettuali formati dall'Illuminismo, che talvolta trasformano la lotta contro la Prima Coalizione in una guerra civile europea in cui i francesi possono contare su larghe simpatie all'interno degli Stati contro cui combattono.

I Montagnardi conducono sin qui una politica d'emergenza volta a supportare i sanculotti a discapito della borghesia. Quest'ultima, davanti al pericolo di invasione della Prima Coalizione con la conseguente reintroduzione dell'Ancien Régime, non si oppone alla condotta politica montagnarda, ma con l'affievolirsi del pericolo chiede un allentamento delle azioni di emergenza e la fine del Terrore. I borghesi trovano i propri interpreti negli Indulgenti (provenienti dal Club dei Cordiglieri, tra i quali Danton e Desmoulins, mettono in dubbio l'utilità del Terrore). Se la borghesia protesta contro la dittatura di Robespierre appoggiandosi agli Indulgenti, gli Arrabbiati e gli Hebertisti (gruppi di agitatori radicali, tra i quali rispettivamente Jacques Roux e Héber) minacciano sollevazioni popolari contro il Comitato di Salute Pubblica, reclamando la spoliazione di tutti i ricchi e spingendo la politica anticlericale della Rivoluzione ad una vera e propria scristianizzazione totale della Francia. Per un breve periodo Robespierre sembra cedere alle richieste di questi gruppi radicali: sono chiuse la maggior parte delle chiese, si fa della Cattedrale di Notre-Dame il teatro di grottesche feste in onore alla Dea Ragione (impersonata per l'occasione da una ballerina), viene istituito il calendario rivoluzionario e si introducono feste civili in sostituzione di quelle religiose.

Robespierre detesta la condotta degli Indulgenti, che si oppongono alla Politica del Comitato di Salute Pubblica, e non condivide nemmeno l'ateismo e il furibondo estremismo degli Arrabbiati e degli Hebertisti. Decide così di ideare un piano per eliminare tutte le correnti politiche che minacciano la sua popolarità e il suo potere, con il quale avrebbe mandato ogni esponente politico nemico alla ghigliottina


1794

gennaio 1794 Talleyrand viene espulso dall'Inghilterra e parte per gli Stati Uniti d'America (il mandato francese di cattura del 1792 nei suoi confronti è sempre valido: rientrerà in Francia solo quattro anni dopo).

12 gennaio 1794 Scoppia lo scandalo della Compagnia delle Indie

17 gennaio 1794 Con le « colonnes infernales » Louis-Marie Turreau compie il massacro di 40 mila vandeani.

19 gennaio 1794 I Britannici sbarcano in Corsica. Gli inglesi, chiamati da Pasquale Paoli che offre l'isola alla Corona Britannica, sbarcano in Corsica (la lasceranno nell'ottobre del 1796).

19 gennaio 1794 Luigi Carlo, figlio dei monarchi decapitati, viene imprigionato dai rivoluzionari in una torre del Tempio. La prigionia in quel luogo malsano gli provoca una forte febbre che, unita alla malnutrizione e all'impossibilità di difendersi dai parassiti, mina irreversibilmente la salute del giovane. Il bambino si ammala gravemente e, liberato dopo la caduta di Robespierre, si spegnerà l'8 giugno 1795.

4 febbraio 1794 Viene approvato un decreto di abolizione della schiavitù nelle colonie francesi

11 marzo 1794 Istituita la Commissione incaricata di costituire l'École centrale des travaux publics, futura École polytechnique, comprendente Gaspard Monge e Lazare Carnot.

13 marzo 1793 Sono arrestati con l'accusa di complotto numerosi Hebertisti, tra i quali lo stesso Hébert.

24 marzo 1794 Esecuzione degli hebertisti.

24 marzo 1794 Insurrezione dei polacchi, comandati da Tadeusz Kościuszko, contro l'occupazione russa.

30 marzo 1793 Sono arrestati con l'accusa di complotto numerosi Indulgenti, tra i quali Danton e Desmoulins. Durante il processo, dove sono mischiati con affaristi e generali controrivoluzionari per essere screditati agli occhi dell'opinione pubblica, Danton si difende con veemenza insultando i giudici. Viene allora approvato un decreto, su proposta di Saint-Just, che ordina l'esclusione dai dibattiti processuali di chiunque avesse insultato la giustizia o i suoi rappresentanti. Danton viene così costretto al silenzio e condannato a morte

1e avril 1794 (12 germinal an II) Le conseil exécutif provisoire est remplacé par douze commissions rattachées au Comitato di Salute Pubblica

4 aprile 1794 Anche gli Indulgenti vengono giustiziati.

5 aprile 1794 Esecuzione di Georges Danton e dei suoi sostenitori.

13 aprile 1794 Per la cospirazione hebertista del Lussemburgo a fianco di sette assoluzioni vengono comminate diciannove condanne a morte fra le quali quelle di Lucile Desmoulins, Pierre-Gaspard Chaumette, il generale Arthur Dillon, l'ex vescovo Gobel e la vedova di Hébert

19 aprile 1794 in base al Trattato dell'Aia l'Inghilterra finanzierà un esercito di 62 mila prussiani contro la Francia; mentre il generale Kosciuszco entra in Varsavia.

1º maggio 1794 Gli spagnoli sono sconfitti dai francesi nella battaglia di Boulou.

7 maggio 1794 Un decreto emanato dalla Convenzione Nazionale su istanza del Comitato di Salute Pubblica, stabilisce il Culto dell'Essere Supremo, con il quale si cerca di sostituire il Culto della Ragione ideato dagli Hebertisti. Robespierre si considera un deista, colui che ritiene l'uso corretto della ragione un mezzo per elaborare una religione naturale e razionale completa ed esauriente, che tuttavia riconosce l'esistenza della divinità come base indispensabile per spiegare l'ordine, l'armonia e la regolarità nell'universo. Basandosi su questa ideologia, Robespierre attacca infatti fortemente le tendenze atee e la politica di scristianizzazione degli Hebertisti e decide di opporre al loro culto il riconoscimento dell'esistenza dell'Essere Supremo e dell'immortalità dell'anima Il Culto dell'Essere Supremo concepisce una divinità che non interagisce con il mondo naturale e non interviene nelle faccende terrene degli uomini. Si concretizza in une serie di feste civiche, destinate a riunire periodicamente i cittadini attorno all'idea divina, promuovendo valori sociali e astratti come l'amicizia, la fraternità, il genere umano, l'uguaglianza, la virtù, l'infanzia, la gioventù e la gioia.

8 maggio 1794 Esecuzione capitale dei 31 Fermiers generaux che non sono emigrati, fra i quali il chimico Antoine Lavoisier.

10 maggio 1794 Arresto di Jean-Nicholas Pache, sindaco di Parigi, sostituito con Jean-Baptiste Edmond Fleuriot-Lescot

18 maggio 1794 Il generale francese Jean Victor Marie Moreau sconfigge a Tourcoing le truppe anglo-austriache al comando del principe Federico, duca di York e di Albany e dal principe di Coburgo.

20 maggio1794 Le truppe francesi varcano il Moncenisio e giungono alla Novalesa; vengono fermati all'ingresso in Val Maira ed in Val Pellice.

4 giugno 1794 Massimiliano Robespierre è eletto all'unanimità Presidente della Convenzione.

8 giugno 1794 I Montagnardi deisti festeggiano il culto dell’Essere Supremo. 8 giugno 1794. Dal Palazzo delle Tuileries al Campo di Marte l'inno all'Essere Supremo, scritto dal poeta rivoluzionario Théodore Desorgues, è cantato dalla folla su musica di François-Joseph Gossec. Robespierre precede i deputati della Convenzione Nazionale, avanzando solo e indossando per la circostanza un abito celeste cinto da una fascia tricolore. La folla immensa, venuta per il grande spettacolo, è incitata da Louis David. Davanti alla statua della Saggezza Robespierre dà fuoco a manichini che simboleggiano l'ateismo, l'ambizione, l'egoismo e la falsa semplicità. Alcuni deputati deridono la cerimonia, chiacchierano e si rifiutano di marciare al passo. Nonostante l'impressione profonda prodotta da questa festa, il Culto dell'Essere Supremo fallisce nel creare l'unità morale fra i rivoluzionari e contribuisce anzi a suscitare una crisi politica in seno al governo rivoluzionario.

10 giugno 1794 La Legge del 22 Pratile sui poteri dei tribunali rivoluzionari segna il culmine dell’epoca del Grande Terrore.


La caduta di Robespierre e la fine del Terrore

Con l'eliminazione di tutti i suoi grandi oppositori, Robespierre resta il solo dominatore della Francia. La dura politica di epurazione di ogni nemico della Rivoluzione prosegue e il Tribunale Rivoluzionario perde anche l'ultima parvenza di regolarità, concedendo ai giudici la condanna degli imputati sulla base di semplici prove morali. Durante questo periodo, noto come Grande Terrore, a Parigi perdono la vita circa 1.400 persone in meno di due mesi.

11 giugno 1794 Inizia la stagione del cosiddetto "Grande Terrore".

25 giugno 1794 Le truppe francesi occupano Charleroi.

26 giugno 1794 Le forze repubblicane francesi del generale Jourdan vincono sugli austriaci del duca di Coburgo nella battaglia di Fleurus, sconfiggendo in Belgio le truppe della Coalizione antifrancese

8 luglio 1794 I generali Jourdan e Pichegru prendono Bruxelles.

19 luglio 1794 Successo dei rivoluzionari a Ginevra.

24 luglio 1794 Le truppe francesi occupano Anversa e Liegi.

Venuto meno il pericolo di un'invasione straniera, le misure eccezionali emanate durante il Terrore iniziano a sembrare eccessive. Conseguentemente all'esecuzione di Danton, uno dei leader più popolari, molta gente comincia a sentirsi un possibile bersaglio e futura vittima. Il Terrore inizia a perdere il sostegno popolare e dunque la sua ragion d'essere. Fra i membri della Convenzione Nazionale, invasi dalla paura per la loro incolumità, comincia a delinearsi un gruppo di oppositori a Robespierre guidati principalmente da Joseph Fouché, Jean-Lambert Tallien e Paul Barras.

26 luglio 1794 Dopo una breve assenza dalla scena politica, Robespierre si presenta alla Convenzione, dove tenne un lungo e violento discorso. Ammonisce la possibilità di una cospirazione contro la repubblica e minaccia di condannare alcuni deputati che hanno a suo parere agito ingiustamente. Infine suggerisce che il Comitato di Salute Pubblica e il Comitato di Sicurezza Generale avrebbero dovuto sottoporsi ad un rinnovamento dei propri membri.

26 luglio 1794 Le minacce di Robespierre creano grande agitazione all'interno della Convenzione e molti cominciano a pensare chi siano i deputati destinati ad essere puniti, in quanto Robespierre non menziona alcun nome. La maggioranza dei deputati, convinti dalla grande eloquenza di Robespierre, inizialmente approvano il discorso ma in seguito ad alcune proteste ritirano il proprio voto.

27 luglio 1794 Caduta di Robespierre E’ il 9 Termidoro. Saint-Just, portavoce di Robespierre, inizia a parlare alla Convenzione, venendo continuamente interrotto da violente proteste. Qualcuno grida: «Abbasso il tiranno!». Robespierre esita nel replicare a questi attacchi e dagli astanti si alza un grido: «È il sangue di Danton che ti soffoca!». Nel pomeriggio Robespierre, suo fratello Augustin Robespierre, Saint-Just, Couthon e Philippe-François-Joseph Le Bas sono arrestati. Vengono liberati poco dopo da un gruppo di uomini della Comune e condotti al Municipio di Parigi, dove sono raggiunti dai loro sostenitori. Alla notizia della liberazione la Convenzione Nazionale si riunisce nuovamente. Truppe fedeli alla Convenzione occupano l'Hotel de Ville e dichiarano fuori legge i membri della Comune e i deputati da questi liberati. La Guardia Nazionale, fedele alla Convenzione, viene affidata al comando di Barras.

28 luglio 1794 E’ il 10 Termidoro. Nel corso della mattina la Guardia Nazionale si impadronisce del Municipio senza troppe difficoltà. I sanculotti reagiscono fiaccamente in quanto sono stanchi, affamati e convinti che la fine del Terrore avrebbe posto rimedio al blocco dei salari imposto dalla legge del maximum. Su quello che succede a Robespierre durante questo episodio le opinioni degli storici divergono: qualcuno sostiene che cerca di opporre resistenza e viene colpito da un proiettile sparato dal soldato Charles-André Merda, che gli fracassa la mascella Altri sostengono la tesi del tentato suicidio; un'altra ipotesi è quella dello sparo accidentale dell'arma impugnata dallo stesso Robespierre nel momento in cui cade per terra durante i momenti concitati della tentata fuga. Comunque siano andate le cose, Robespierre viene arrestato insieme a numerosi sui fedeli, tra cui nuovamente Saint-Just, Couthon, Le Bas e suo fratello Augustin. Quest'ultimo, nel tentativo di sfuggire alla cattura, si getta dalla finestra sul selciato dove viene raccolto moribondo.

29 luglio 1794 Il colpo di stato che pone fine al periodo del Terrore culmina con l'esecuzione alla ghigliottina di Robespierre e dei suoi collaboratori a cominciare da Saint-Just

9 agosto 1794 Napoleone Bonaparte, sospettato di robespierrismo, viene arrestato a Nizza. Verrà liberato dopo undici giorni.

10 agosto 1794 Riorganizzazione del Tribunale rivoluzionario .

17 agosto 1795 Viene votata dalla Convenzione la nuova Costituzione dell'anno III. Verrà ratificata per plebiscito a settembre.

19 settembre 1794 Nel quadro del saccheggio sistematico del Belgio da parte della Repubblica francese, giungono a Parigi le prime opere d’arte sequestrate.

21 settembre 1794 Battaglia di Cairo fra gli Austro-piemontesi ed i francesi (generale Dumerbion), dall'esito indefinito

26 settembre 1795 Entra in vigore la Costituzione dell’anno III e fondail nuovo regime del Direttorio.

28 settembre 1794 Nasce ufficialmente l'École centrale des travaux publics, futura École polytechnique.

10 ottobre 1794 Il generale polacco Kosciuszco è sconfitto e catturato dai russi a Macejovice; il generale russo Aleksandr Vasil'evič Suvorov entrerà a Varsavia il 6 novembre.

16 octobre 1794 (25 vendémiaire an III) Loi supprimant les restrictions qui entravaient la liberté des messageries et autorisant tout particulier à conduire ou à faire conduire librement les voyageurs, les ballots, paquets et marchandises.

23 ottobre 1794 Il generale Marceau occupa Coblenza.

11 novembre 1794 Chiusura del Club dei Giacobini.

18 novembre 1794 Il generale Dugommier muore nella battaglia di Sierra Negra combattendo contro gli spagnoli.

20 novembre 1794 Disfatta spagnola nella battaglia di San Lorenzo de la Muga.

8 dicembre 1794 I 73 Girondini tornano alla Convenzione nazionale.

11 dicembre 1794 I francesi riconquistano la Guadalupa a danno degli inglesi.

24 dicembre 1794 Abolizione della "Legge del maximum" emessa dalla Convenzione poco più di un anno prima.


Gli ultimi tentativi giacobini

Caduto Robespierre, il principale pericolo alla stabilità politica (ed alla stessa esistenza in vita dei deputati moderati) è rappresentato dall'eventuale reazione montagnarda e giacobina, che si concretizza nelle due grandi insurrezioni del 12 germinale e 1 pratile (1º aprile e20 maggio 1795) alla cui repressione danno un contributo decisivo i realisti e le loro sezioni armate di Parigi. Dopodiché l'alleanza fra repubblicani e realisti si distende nel resto della Francia, con la repressione impropriamente ricordata come Terrore bianco.

1795

19 gennaio 1795 Il generale Jean-Charles Pichegru entra vittorioso in Amsterdam: viene istituita la Repubblica Batava, stato fantoccio della Francia.

23 gennaio 1795 La cavalleria francese di MacDonald cattura la flotta olandese bloccata dal ghiaccio a Helder (di fronte all'isola di Texel).

17 febbraio 1795 Nel castello della Jaunaye, è firmato un trattato fra gli insorti vandean rappresentati da François de Charette, e la Convenzione, in materia di libertà religiosa.

5 marzo 1795 In virtù del primo Trattato di Basilea la Prussia si ritira dalla coalizione di guerra

1 aprile 1795 Insurrezione del 12 germile dell’anno III.

2 aprile 1795 Il generale Pichegru reprime una rivolta di sanculotti in Parigi.

5 aprile 1795 Prima Pace di Basilea tra Francia e Prussia, che si ritira dalla coalizione antifrancese (e cede, con clausola segreta, la riva sinistra del Reno).

16 maggio 1795 Trattato di pace dell’Aja tra Francia e Repubblica Batava, fortemente penalizzante per quest'ultima: occupazione militare francese, indennizzi alla Francia, frontiera francese estesa alla Mosella ed al Reno.

20 maggio 1795 Insurrezione del 1 pratile dell’anno III La rivolta parigina dei "sanculotti" viene repressa dalle truppe di stanza fuori Parigi.

31 maggo 1795 Soppressione del tribunale rivoluzionario.

8 giugno 1795 Decesso dell’erede al trono Luigi di Francia, detenuto nella prigione della Tour du Temple. Luigi XVIII è secondogenito (e successore) di Luigi XVI. La successione al trono passa allo zio, conte di Provenza (il futuro Luigi XVIII di Francia).

15 giugno 1795 (27 pratile de,ll’anno III) L’Agenzia nazionale dei servizi postali diventa ’"Amministrazione generale delle poste e messaggerie".

23 giugno - 21 luglio 1795 Sbarco degli emigrati a Quiberon organizzato da Luigi VIII di Francia e conte d’Artois (futuro Carlo X di Francia) per prestar man forte ai rivoltosi della chouannerie e all’Armata cattolica e monarchica in Vandea

17 luglio 1795 Il generale francese Moncey conquista in Spagna la città di Vitoria e il 19 luglio anche Bilbao.


La costituzione dell'anno III

La definitiva repressione dei montagnardi, rende i termidoriani liberi dalla necessità di assicurarsi l'alleanza con i realisti, dei quali temono la grande forza elettorale (questi erano, sicuramente, maggioranza nel Paese, ancorché non nell'esercito ed alla Convenzione). Ciò, nell'agosto 1795, induce la maggioranza termidoriana della Convenzione all'approvazione del Decreto dei due terzi: i due terzi degli eletti ai nuovi consigli avrebbero dovuto essere attribuiti a membri della Convenzione. In tal modo, di fatto si nega ai realisti la possibilità di assicurarsi democraticamente la maggioranza parlamentare nelle elezioni generali programmate per il 12 ottobre. E’ una manovra probabilmente indispensabile, in quanto molte regioni del Paese (in particolare l'Ovest, la valle del Rodano e l'Est del Massiccio Centrale) eleggono deputati realisti.

20 luglio 1795 (2 termidoro) Sieyès pronuncia un discorso nel corso del quale propone l’instaurazione di una «giuria costituzionaria» con il ruolo di guardiano della Costituzione.

22 luglio 1795 In virtù del Secondo Trattato di Basilea la Spagna cessa i combattimenti Seconda Pace di Basilea tra Francia e Spagna lascia ai francesi la parte orientale dell'isola di Santo Domingo. La Spagna, dal canto suo, esce dalla prima coalizione. A Manuel Godoy viene conferito il titolo di "Principe della Pace".

22 agosto 1795 Viene approvata la Costituzione del 1795.

23 settembre 1795 Viene proclamata la Costituzione dell'anno III: nasce il Direttorio:
• Il potere legislativo è detenuto da due Camere (di cui un terzo è rinnovato annualmente): il Consiglio dei Cinquecento che forma le leggi, e il Consiglio degli Anziani (250 deputati di età minima 40 anni) che può solo approvarle o respingerle.
• Il potere esecutivo passa al Direttorio, composto da cinque membri eletti dalle due camere con sostituzione annuale di uno a sorteggio.

30 settembre 1795 Gli inglesi occupano l'isola di Yeu che evacueranno il 17 dicembre.

1º ottobre 1795 Il Belgio è nuovamente annesso alla Francia.


Il tentativo realista del 13 vendemmiaio

Il partito monarchico, così rinforzato, reagisce con la fallimentare insurrezione del 13 vendemmiaio (5 ottobre 1795), segnata dal grande massacro, nel centro di Parigi, delle milizie legittimiste ribelli, operato dall'esercito fedele alla Convenzione termidoriana. La conseguente repressione anti-monarchica è, tuttavia, relativamente blanda.

5 ottobre 1795 L’Insurrezione del 13 vendemmiaio viene fermata da Napoleone: le sezioni realiste minacciano la Convenzione occupando le strade di Parigi con i loro armati. Il presidente della Convenzione Paul Barras nomina Napoleone comandante in seconda dell'Armata dell'Interno: questi prende il comando e fa aprire il fuoco sulla folla di controrivoluzionari, davanti alla chiesa di San Rocco, uccidendo circa trecento persone.

Il Direttorio

26 ottobre 1795 Dissoluzione della Convenzione. Al suo posto si insedia il Direttorio. Viene istituito il nuovo Comitato di salute pubblica alla guida della Francia durante la stagione della Convenzione del Termidoro sino al 2 novembre 1795.

Il Direttorio è il secondo tentativo di creare un regime stabile in quanto costituzionale. La pacificazione dell'ovest e la fine della prima coalizione permettono di stabilire una nuova costituzione. Per la prima volta in Francia il potere legislativo viene affidato ad un Parlamento bicamerale, composto da:
un Consiglio dei Cinquecento formato da 500 membri,
un Consiglio degli Anziani formato da 250 membri.

31 ottobre 1795 Il potere esecutivo viene affidato ad un Direttorio di 5 persone nominate dal Consiglio degli Anziani su una lista fornita dal Consiglio dei Cinquecento. I ministri e i cinque direttori non sono responsabili davanti alle assemblee ma essi non possono più nemmeno scioglierle. Come nel 1791, non è prevista alcuna procedura per risolvere i conflitti istituzionali. I 5 membri del Direttorio eletti dal Consiglio degli Anziani sono: La Révellière-Lépeaux, Reubell, Letourneur, Barras, Sieyès; quest'ultimo rifiuta la carica e verrà sostituito da Lazare Carnot.

2 novembre 1795 Si insedia il Direttorio organo posto al vertice delle istituzioni francesi nell'ultima parte della Rivoluzione francese, ossia nel periodo cosiddetto del Termidoro, che pone fine al terrore dell'anno II. Rimane in carica sino al 9 novembre 1799 (18 Brumaio dell’anno VIII). E’ caratterizzato dal ripristino del suffragio di censo.

14 dicembre 1795 Il generale Jean-Baptiste Kléber pone Magonza sotto assedio.

26 dicembre 1795 Maria Teresa è liberata grazie a uno scambio di prigionieri avvenuto tra Francia e Austria

31 dicembre 1795 Francia ed Austria firmano l'Armistizio del Reno.


L'avvento di Napoleone

Grazie agli sforzi del governo di salute pubblica, le armate francesi passano all'attacco. Nella primavera 1796 una grande offensiva attraversa la Germania per costringere l'Austria alla pace. Ma è l'armata d'Italia, comandata dal giovane generale Napoleone Bonaparte, che crea la sorpresa aggiungendo sempre nuove vittorie e forzando l'Austria a firmare la pace col Trattato di Campoformio del 17 ottobre 1797.


La campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte

1796 L’armata guidata dal generale Bonaparte entra in Italia, sconfigge gli austriaci e porta nella Penisola le idee della Rivoluzione Francese. Esplode la prima guerra civile che caratterizza la storia d’Italia. Da una parte le repubbliche giacobine nate sulla scia dell’invasione napoleonica, dall’altra le insorgenze controrivoluzionarie contro il giacobinismo accusato di assumere una sortra di collaborazionismo con l’invasore

17 janvier 1796 (27 nivôse an IV) ; Directoire. Arrêté du Directoire qui ordonne la saisie des lettres en provenance ou à destination des pays occupés par les Chouans.

Marzo 1796 il Direttorio nomina il generale Napoleone Bonaparte comandante in capo delle truppe francesi sul fronte italiano, dove i francesi stanno combattendo dal 1792 le truppe austriache e piemontesi della prima coalizione.

5 marzo 1796 Napoleone avvia la Guerra contre il Sacro Romano Impero tedesco

9 marzo 1796 Matrimonio di Napoleone Bonaparte con Joséphine

29 marzo 1796 Il capo dell'insurrezione vendeana François de Charette è fuciilato a Nantes.

10 aprile 1796 Prende inizio la prima campagna d'Italia: un'armata francese sotto il comando di Napoleone Bonaparte invade il Piemonte.

26 aprile 1796 Armistizio di Cherasco tra francesi e piemontesi. Vittorio Amedeo III di Savoia cedeva alla Francia Nizza e Savoia e consegna anche tutte le fortezze.

10 maggio 1796 Viene arrestato Gracchus Babeuf unitamente ai principali dirigenti della Congiura degli Eguali.

10 maggio 1796 Battaglia di Lodi. Con la vittoria di Napoleone nella battaglia di Lodi, le truppe francesi occupano i territori sotto il dominio austriaco: il Ducato di Milano e il Ducato di Mantova, i territori del Ducato di Modena e Reggio e quelli facenti parte dello Stato della Chiesa, Ferrara, Bologna e Romagna.

15 maggio 1796 Firma del trattato di pace (Pace di Parigi) fra il Direttorio ed il Re di Sardegna che abbandona alla Francia Nizza e la Savoia;

17 maggio 1796 Due giorni dopo il Trattato di pace con il Regno di Sardegna, Napoleone impone l'armistizio anche al Ducato di Modena e Reggio.

20 maggio 1796 L'Austria denuncia l'Armistizio del Reno con la Francia del 31 dicembre 1795

31 maggio 1796 Il generale Jourdan riprende le operazioni militari sul Reno contro l'Austria.

4 giugno 1796 Il generale Jean-Baptiste Kléber sconfigge gli austriaci nella battaglia di Altenkirken presso Coblenza.

5 giugno 1796 Armistizio fra Napoleone e il Re di Napoli.

12 giugno 1796 Le truppe di Napoleone invadono la Romagna, parte dello Stato Pontificio.

23 giugno 1796 A seguito dell'armistizio di Bologna tra Napoleone e lo Stato della Chiesa, viene proclamato il Governo Popolare di Bologna. Stato Pontificio in base all’accordo con la Francia napoleonica deve accettare l'occupazione della sua parte settentrionale (Legazioni).

luglio 1796 Napoleone inizia l’Assedio di Mantova, all’epoca sotto il controllo austriaco. L’assedio dura quasi 8 mesi. Verrà conquistata dalle truppe di Napoleone solo nel gennaio 1797.

4 luglio 1796 Il generale Jean Victor Marie Moreau sconfigge gli austriaci nella battaglia di Rastadt.

9 luglio 1796 Gli inglesi occupano l'isola d'Elba: la lasciano solo 8 mesi dopo il 18 marzo 1797

10 luglio 1796 Il generale austriaco Dagobert Sigmund von Wurmser entra in Italia.

16 luglio 1796 Il generale Kléber prende Francoforte sul Meno; due giorni dopo tocca a Stoccarda (generale Laurent de Gouvion-Saint Cyr) ed una settimana dopo a Würzburg (generale Jourdan).

3 agosto 1796 Il generale André Masséna batte il generale austriaco Quasdanovich (dell'armata di Wurmser) nella battaglia di Lonato.

5 agosto 1796 Napoleone sconfigge Wurmser nella battaglia di Castiglione: gli austriaci si ritirano nel Tirolo.

11 agosto 1796 Il generale Jourdan entra a Norimberga.

16 agosto 1796 Trattato di pace fra il Direttorio e il duca del Württemberg, che cede alla Francia i suoi territori sulla riva sinistra del Reno.

18 agosto 1796 Il Trattato di Sant'Ildefonso sancisce un’alleanza tra la Francia e la Spagna (una clausola segreta prevede la cessione alla Francia della Louisiana).

4 settembre 1796 I generali francesi Vaubois e Masséna sconfiggono gli austriaci di Davidovich (lasciato da Wurmser a coprire Trento) nella battaglia di Rovereto.

8 settembre 1796 Napoleone sconfigge gli austriaci di Wurmser nella battaglia di Bassano.

19 settembre 1796 Carlo, arciduca d'Austria, sconfigge nella battaglia di Altenkirken il generale francese Jourdan, costringendolo a riattraversare il Reno.

5 ottobre 1796 La Spagna dichiara guerra all'Inghilterra.

10 ottobre 1796 Gli inglesi lasciano la Corsica. Anche Pasquale Paoli va in esilio a Londra ove morirà nel 1807 all'età di 82 anni.

15 ottobre 1796 Napoleone proclama a Milano la Repubblica Transpadana nel territorio corrispondente all’ex Ducato di Milano. La presiede un’Amministrazione Generale formata da quattro membri

16 ottobre 1796 A Modena un congresso con i rappresentanti delle province di Modena e Reggio Emilia , e delle ex legazioni pontificie di Ferrara, Bologna e Romagna, riunisce le quattro città nella Confederazione Cispadana

16 ottobre 1796 Muore il Re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia e gli succede il figlio Carlo Emanuele IV duca di Savoia e re di Sardegna sino alla sua abdicazione nel 1802

7 novembre 1796 Muore la zarina Caterina II, le succede Paolo I di Russia.

17 novembre 1796 Napoleone batte gli austriaci nella battaglia del ponte di Arcole; la flotta francese salpa da Brest per invadere l'Irlanda, ma sei giorni dopo è dispersa dalle tempeste.

Dicembre 1796 A Reggio Emilia il nuovo congresso delle province di Modena e Reggio Emilia , e delle ex legazioni pontificie di Ferrara, Bologna e Romagna proclama che le quattro province avrebbero formato la Repubblica Cispadana e invita gli altri poppoli italiani ad unirsi a loro. Viene formata una guardia civica composta da cacciatori e artiglieri

23 dicembre 1796 A seguito del Congresso di Reggio, i territori occupati dalle truppe francesi di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio proclamano la costituzione della Repubblica Cispadana.

30 dicembre 1796 James Monroe giunge a Parigi come ambasciatore degli Stati Uniti d'America.

La ripresa realista e il colpo di stato del 18 fruttidoro

Durante tutta la durata del Direttorio, l'instabilità politica è incessante. Le "reti di corrispondenza" realiste, appoggiate ai deputati realisti e moderati del Club di Clichy e in parte coordinate con i due fratelli del sovrano decapitato, Luigi e Carlo (e con le potenze nemiche), svolgono un'efficace azione di propaganda. Tanto efficace da consentire loro la vittoria alle elezioni del marzo-aprile 1797, per il rinnovo di un terzo dei seggi ai due consigli. La nuova maggioranza doveva affrontare l'opposizione del Direttorio, ove solo due dei cinque 'direttori' propendono dalla loro parte. I restanti tre, Barras in testa, reagiscono assicurandosi l'appoggio dell'esercito e organizzando, nel settembre 1797, il colpo di stato del 18 fruttidoro, che porta alla cacciata di due dei cinque direttori (de Barthélemy e Carnot) ed alla destituzione di 177 deputati, molti dei quali condannati alla deportazione in Guyana.

1797

1797 E’ costituito un Direttorio della Repubblica Transpadana formato da cinque membri.

7 gennaio 1797 Il Congresso delle quattro province cispadane decide di stabilire un governo e una bandiera. Nasce ufficialmente il tricolore italiano

9 gennaio 1797 Vittoria di Rivoli. Napoleone costituisce la Repubblica Cispadana:durerà un anno sino al Trattato di Campoformio.

14 gennaio 1797 Napoleone batte gli austriaci di Joseph Alvinczy von Berberek nella battaglia di Rivoli.

2 febbraio 1797 Capitola Mantova con le ultime truppe austriache in Italia.

9 febbraio 1797 Le truppe di Napoleone occupano Ancona per costringere il papa Pio VI alla trattativa.

14 febbraio 1797 La flotta inglese dell'ammiraglio John Jervis sconfigge quella spagnola nella battaglia di Capo San Vincenzo.

19 febbraio 1797 Con la Pace di Tolentino Pio VI accetta la cessione di Avignone e del Contado Venassino alla Francia e di Bologna, Ferrara e della Romagna (Legazioni) alla Repubblica Cispadana.

9 marzo 1797 Inizia l'offensiva francese contro l'esercito dell'arciduca Carlo in Germania.

21 marzo 1797 Napoleone conquista Gradisca ed il Tarvisio, e il giorno successivo Bolzano.

21 marzo 1797 Il generale francese Bernadotte entra in Trieste

23 marzo 1797 Il generale francese Joubert entra in Bressanone

27 marzo 1797 Il generale Masséna occupa Villach ed il giorno dopo Klagenfurt.

7 aprile 1797 Ha inizio la campagna napoleonica della Sambre e Meuse: il generale Jean Étienne Championnet batte gli austriaci nella battaglia di Altenkirken.

17 aprile 1797 Accordi preliminari di pace della Francia con l'Austria a Leoben: l'imperatore d’Austria rinuncia al Belgio, la questione dei territori alla sinistra del Reno è demandata ad apposito Congresso. Clausole segrete attribuiscono i territori della Repubblica di Venezia fino all'Oglio più la Dalmazia e l'Istria all'Austria, le isole ionie alla Francia.

26 aprile 1797 Si riuniscono a Bologna i Consigli del Corpo Legislativo della Repubblica Cispadana per eleggerne i Direttori.

19 maggio 1797 Napoleone Bonaparte non soddisfatto degli eletti, ordina che la Romagna - ottenuta con il Trattato di Tolentino - si unisca alla Repubblica Cispadana e che da essa se ne distacchino Modena, Reggio Emilia, Massa e Carrara per aggregarsi alla Repubblica Transpadana.

22 maggio 1897 Nasce la Repubblica giacobina di Genova.

27 maggio 1797 Babeuf viene giustiziato

29 maggio 1797 Napoleone dà l'ultimatum al Doge di Venezia.

10 giugno 1797 Gli austriaci occupano la ex Dalmazia veneta.

14 giugno 1797 Prende inizio la Repubblica ligure con capitale Genova. In seguito all'annessione della Liguria all'Impero francese il 29 maggio 1805, la Repubblica Ligure cesserà la sua esistenza il 4 giugno 1805

28 giugno 1797 Truppe francesi sbarcano a Corfù; successivamente occuperanno anche Zante e le altre isole dello Ionio.

29 giugno 1797 Nasce a Milano la Repubblica Cisalpina (ex Ducato di Milano, Bergamasco, Cremonese, Modenese) come Sorella della Francia rivoluzionaria ad opera del generale Bonaparte. La Repubblica Cisalpina si forma a partire dalla fusione fra la Repubblica Cispadana delle quattro province con sede a Bologna e la Repubblica Transpadana (ex Ducato di Milano). Interessa principalmente le odierne regioni Emilia-Romagna e Lombardia e, marginalmente, Veneto e Toscana. Napoleone elegge un primo Direttorio della Repubblica Cisalpina formato da cinque membri: Giovanni Galeazzo Serbelloni (seguito da Giovanni Battista Savoldi), Marco Alessandri, Giovanni Costabili Containi, Pietro Moscati (seguito da Jacopo Lamberti), Giovanni Paradisi (seguito da Carlo Testi). Rimarrà in carica sino al 31 agosto 1798

3 luglio 1797 Talleyrand propone al Direttorio una spedizione militare in Egitto.

9 luglio 1797 Si rende effettiva la fusione fra le due repubbliche cispadana e transpadana. Entrambe vengono accorpate formando la Repubblica Cisalpina

16 agosto 1797 Napoleone scrive al Direttorio una lettera ove propugna un intervento militare in Egitto per "distruggere veramente l'Inghilterra".

4 settembre 1797 (18 fruttidoro) Colpo di Stato effettuato per conto dei membri repubblicani del Direttorio dal generale Pierre François Charles Augereau (inviato da Napoleone), ed arresto dei realisti fra i quali il generale Jean-Charles Pichegru, che verrà deportato in Guyana da dove evaderà l'anno dopo.

10 ottobre 1797 La Valtellina viene sottratta al Canton Grigioni e annessa alla Repubblica Cisalpina.

11 ottobre 1797 L'ammiraglio inglese Adam Duncan sorprende e sconfigge nella Battaglia di Camperdown la flotta olandese che trasportava 15 mila soldati franco-olandesi destinati all'invasione dell'Irlanda

Trattato di Campoformio. L'Austria riconosce quella che sarà la Repubblica Cisalpina di cui Milano diventa capitale con il Trattato di Campoformio ottenendo in cambio l'effimera Repubblica Veneta, nata il 29 giugno 1797 sulle ceneri della Repubblica di Venezia. Con essa la Francia cede agli Asburgo anche l’Istria e la Dalmazia. Contemporaneamente l'imperatore d'Austria Francesco II rinuncia ai feudi Imperiali liguri accettando la loro unione alla Repubblica Ligure.

17 ottobre 1797 Il trattato di Campoformio: conferma sostanzialmente gli accordi di Loeben: Venezia (con i suoi territori fino all'Adige) va all'Austria, i territori a sinistra del Reno fino a Colonia alla Francia, la Lombardia va alla Repubblica Cisalpina. Viene programmato il congresso di Rastatt per definire l'assetto dell'Impero (sarà aperto il 28 novembre e durerà fino all'aprile del 1799 senza giungere ad alcun accordo).

16 novembre 1797 Mre Federico Guglielmo II di Prussia, gli succede Federico Guglielmo III.

5 dicembre 1797 Napoleone rientra in Parigi;

9 dicembre 1797 il generale Berthier sostituisce Napoleone a capo dell'Armata d'Italia.

22 décembre 1797 (2 nivôse an VI) ; début des campagnes napoléoniennes. Arrêté du Directoire relatif au transport des lettres et journaux par une autre voie que celle de la poste pour tenter de mettre un terme à la fraude, surtout celle des entrepreneurs de voitures libres. Premiers abus de biens sociaux en quelque sorte.

28 dicembre 1797 Scoppiano moti antifrancesi a Roma: viene assassinato il generale Dupont, ambasciatore francese, che incita la folla alla ribellione contro il Papa. Le scuse del Papa vengono respinte dal Direttorio.


1798 La seconda coalizione antinapoleonica

Il 1798 è l’anno in cui si forma la Seconda coalizione antinapoleonica. Finirà con la vittoria francese e i Trattati di Lunéville e Amiens. E’ la seconda alleanza di diverse nazioni europee nata per contenere gli effetti della Rivoluzione francese. Mentre Napoleone è impegnato con la spedizione in Egitto e, nonostante le numerose vittorie, non è più in grado di riportare il suo esercito in Francia con la Marine nationale, distrutta dall'ammiraglio inglese Nelson nella battaglia del Nilo, un certo numero di paesi nemici della Francia prepara una nuova alleanza con l'Inghilterra per annullare le precedenti conquiste francesi. Austria e Russia mobilitano eserciti poderosi per le campagne di Germania ed Italia che si svolgeranno nel 1799. In Svizzera si verificano anche moti rivoluzionari che portano alla caduta del governo del cantone di Berna, e così la Francia invia un esercito per supportare la rivoluzione. Nell'Italia del nord invece, il generale russo Aleksandr Vasil'evič Suvorov costringe le truppe del nemico Jean Victor Marie Moreau a ritirarsi dalla Val Padana, anche se non riesce a vincere i francesi di Andrea Massena nella nuova Repubblica Elvetica, e quindi è costretto a ritirarsi. In Germania l'Arciduca Carlo ferma l'esercito francese di Jean-Baptiste Jourdan, sostituito presto da Massena che riunirà tutte le forze disponibili per condurre la Francia alla vittoria.

15 gennaio 1798 Rivolta del cantone di Vaud contro il Governo di Berna; il 24 gennaio viene proclamata a Losanna l'indipendenza di Vaud da Berna.

18 gennaio 1798 Gli austriaci occupano Venezia.

18 gennaio 1798 Un decreto del Direttorio dispone il sequestro di tutte le navi di paesi neutrali che trasportino merci inglesi.

28 gennaio 1798 Con il Trattato di Mulhouse la città è francese.

2 febbraio 1798 il territorio di Campione viene incorporato nella Repubblica Cisalpina

5- 11 febbraio 1798 Viene proclamata la Repubblica romana Il generale Louis Alexandre Berthier, inviato dal Direttorio, occupata Roma, dichiara decaduto il potere temporale del Papa (Pio VI) e proclama la Repubblica romana. 500 casse di oggetti d'arte e trenta milioni vengono inviati a Parigi: serviranno, con il tesoro di Berna, a finanziare la campagna d'Egitto.

6 febbraio 1798 Il Direttorio invia Gaspard Monge a Roma

15 febbraio 1798 La Repubblica Cisalpina tenta un colpo di mano per l'annessione di Lugano fallito per l'intervento dei Volontari Luganesi.

20 febbraio 1798 Papa Pio VI viene esiliato a Siena: si trasferirà sei mesi dopo a Firenze.

6 marzo 1798 Le truppe francesi del generale Guillaume Marie Anne Brune occupano Berna: il tesoro della città è saccheggiato dalle truppe francesi e dal commissario Rapinat, inviato dal Direttorio.

9 marzo 1798 La Dieta germanica ratifica a Rastatt l'annessione della riva sinistra del Reno da parte della Francia.

12 aprile 1798 Viene proclamata ad Aarau la Repubblica elvetica, una ed indivisibile. Durerà sino al 12 marzo 1803

26 aprile 1798 Con il trattato di Ginevra, la Repubblica elvetica è assoggettata alla Francia.

2 maggio 1798 Il generale Schauenberg sconfigge a Morgarten gli svizzeri contrari all'ingresso elvetico nell'orbita della Francia.

Gli ultimi anni del direttorio

Le successive elezioni del 1798 sembrano dare il favore ai Giacobini. I consigli si concedono allora il diritto di designare i deputati nella metà delle circoscrizioni. I Termidoriani si mantengono al potere, ma sono totalmente screditati. La situazione economica contribuisce anche a distogliere i francesi dal regime. Le imposte non bastano più. L'assegnato, che aveva perso tutto il suo valore, è sostituito da un'altra carta moneta, il mandato territoriale, che subisce in un anno la stessa sorte dell'assegnato. A partire dal 1797, lo Stato chiede ai contribuenti di pagare le imposte in denaro contante, ma con la crisi finanziaria la moneta metallica si è ormai rarefatta. Dopo gli anni dell'inflazione legata all'assegnato, la Francia conosce un periodo di abbassamento dei prezzi che colpisce soprattutto il mondo rurale. Incapace a far fronte all'enorme debito accumulato dalla monarchia assoluta e in otto anni di rivoluzione, le assemblee si rassegnano alla bancarotta dei "due terzi": la Francia rinuncia a pagare i due terzi del suo debito pubblico ma consolida l'ultimo terzo iscrivendolo nel gran libro del debito. Per sembrare credibile agli occhi dei creditori, nel 1798 viene creata una nuova imposta sulle porte e sulle finestre. I gendarmi sono precettati per coprire l'imposta.

11 maggio 1798 Colpo di Stato del 22 florile. La legge del 22 florile dell’anno VI elimina i deputati non desiderati a favore di eletti da assemblee minori

17 maggio 1798 Le truppe francesi occupano Sion ed il Vallese.

19 maggio 1798 Napoleone si imbarca sulla nave da guerra Orient e parte per l'Egitto con la sua armata (35 mila uomini su 200 navi comandate dall'ammiraglio Brueys) da Tolone.

23 maggio 1798 Scoppia la rivoluzione irlandese: verrà repressa dagli inglesi il 14 luglio.

9 giugno 1798 Napoleone occupa e depreda Malta dalla quale ripartirà il 19; termina, dopo oltre due secoli e mezzo, la sovranità dei Cavalieri di Malta sull'isola.

1º luglio 1798 Napoleone sbarca in Egitto e il giorno dopo conquista Alessandria.

3 luglio 1798 Truppe francesi occupano Torino.

21 luglio 1793 (3 termidoro dell’anno VI) La battaglia delle Piramidi che si svolge durante la campagna d’Egitto vede fronteggiarsi le forze mamelucche comandate da Mourad Bey e l'Armata francese d'Oriente comandata da Napoleone Bonaparte.Dopo alcune incursioni preliminari a Ramayeh (10 luglio) ed a Chebreis (13 luglio), Napoleone sconfigge i Mamelucchi nella battaglia delle Piramidi e il 24 luglio fa il suo ingresso al Cairo.

1-2 agosto 1798 Battaglia del Nilo nella Baia di Abukir. L'ammiraglio della flotta inglese comandata dal Contrammiraglio Sir Horatio Nelson distrugge la flotta francese sotto la guida del Vice-Ammiraglio François-Paul Brueys d'Aigalliers nella battaglia navale della Baia di Abukir. Muore in combattimento anche l'ammiraglio Brueys. La battaglia segna il trionfo della marina britannica, nonché l'inizio della leggenda di Nelson, che viene salutato in tutto il Continente come il "Salvatore dell'Europa".

18 agosto 1798 Insurrezione dei Cantoni di Svitto, Uri e Unterwaldo contro l'occupazione francese. I tre cantoni primitivi verranno sconfitti il 20 agosto.

19 agosto 1798 Ginevra viene annessa alla Francia e diviene capitale del Dipartimento del Lemano.

22 agosto 1798 Napoleone fonda l'Istituto d'Egitto:

22 agosto 1798 Un Corpo di spedizione francese sbarca in Irlanda a Pillala, nel nord-ovest dell’Isola.

27 agosto 1798 Il generale francese Jean Joseph Amable Humbert sconfigge gli inglesi nella battaglia di Castelbar e proclama la Repubblica di Connacht.

31 agosto 1798 L’ambasciatore francese nella Repubblica Cisalpina nomina i cinque membri del Secondo Direttorio cisalpino, suddivisi in due mandati, il primo sino al 17 ottobre, il secondo dal 18 ottobre sino al 13 dicembre. Sono: Girolamo Adelasio, seguito da Antonio Sabbati, Marco Alessandri, Jacopo Lamberti, Giuseppe Luosi, seguito da Antonio Smancini e Fedele Sopransi, seguito da Vincenzo Brunetti

Settembre 1798 Viene approvata la Legge Jourdan che istituisce il servizio militare

2 settembre 1798 Rivolta dei maltesi contro gli occupanti francesi che si asserragliano a La Valletta, ove subiranno un lungo assedio durato due anni prima di capitolare.

8 settembre 1798 Le forze franco-irlandesi del generale Humbert sono sconfitte dagli inglesi nella battaglia di Ballinamuck;

9 settembre 1798: l'Impero ottomano dichiara guerra alla Francia.

10 settembre 1798 Viene decretato un governo di una Repubblica Piemontese, dopo che Napoleone ha causato la fuga dei Savoia in Sardegna, a Cagliari La cosiddetta Repubblica Piemontese, costituitasi tre mesi dopo, non è mai stata, neppure in teoria, uno Stato, essendosi i Savoia sempre rifiutati di siglare un firmare trattato di pace che sancisse la cessione della sovranità sul Piemonte.

23 settembre 1798 Già sconfitte a Ballinamuck, le restanti forze francesi in Irlanda capitolano.

7 ottobre 1798 Il generale Louis Charles Antoine Desaix sconfigge i Mamelucchi a Sediman.

11 ottobre 1798 Disastrosa sconfitta del secondo corpo di spedizione francese inviato in Irlanda nella battaglia di Tory Island, ad opera della flotta inglese.

12 ottobre 1798 In Belgio alcune rivolte scoppiano contro le forze di occupazione francese.

24 ottobre 1798 Le rivolte contro le forze di occupazione francese si estendono a tutto il Belgio

25 ottobre 1798 La flotta russo-turca caccia i francesi da Zante, e due giorni dopo da Cefalonia; il 5 novembre inizierà il blocco a Corfù.

2 novembre 1798 Rivolte contro le forze di occupazione francese scoppiano sull’Isola di Malta

4 novembre 1798 In Belgio 8 mila preti sono proscritti e deportati a causa delle rivolte contro le forze di occupazione francese.

13 novembre 1798 I contadini belgi in rivolta contro le forze di occupazione francesi prendono la città di Diest, ponendola sotto la guida di Emmanuel Rollier.

16 novembre 1798. Si forma la seconda coalizione antifrancese, che riunisce Inghilterra, Austria, Russia, Regno di Napoli ed Impero ottomano. Austria e Inghilterra trovano un accordo per il ritorno della Francia ai confini del 1789.

16 novembre 1798 I russi terminano l'occupazione delle isole ionie che terranno per nove anni (fino alla pace di Tilsit)..

27 novembre 1798 L'armata di Ferdinando IV, Re di Napoli, entra in Roma cacciandone i francesi; il giorno dopo tremila soldati inglesi sbarcano a Livorno.

29 novembre 1798 Un Trattato di alleanza fra Russia e Regno di Napoli è firmato a San Pietroburgo.

4 dicembre 1798 Le truppe di occupazione francesi in Belgio compiono il Massacro di Hasselt che pone fine alle rivolte dei belgi.

5 dicembre 1798: Le truppe napoletane nella battaglia di Civita Castellana subiscono una disfatta ad opera del generale Jean Etienne Championnet.

6 dicembre 1798 Attaccato da Austria, Inghilterra e Russia, Napoleone chiede l'alleanza del Regno di Sardegna che Carlo Emanuele IV figlio di Vittorio Amedeo III, gli rifiuta. A seguito di tale rifiuto, Napoleone fa invadere il Piemonte dalle truppe del generale Joubert

8 dicembre 1798 Carlo Emanuele IV di Savoia, sotto la pressione delle truppe di occupazione francesi, rinuncia al Piemonte ma mantiene la Sardegna.

10 dicembre 1798 In seguito alla sua occupazione da parte delle truppe napoleoniche il Piemonte si costituisce in Repubblica Piemontese.

14 dicembre 1798: le truppe francesi, agli ordini di Championnet, riprendono Roma, lasciata precipitosamente da Ferdinando IV, e ripristinano la Repubblica Romana.

14 dicembre 1798 Il governo francese nomina i cinque membri del III Direttorio della Repubblica Cisalpina. Rimarrà in carica sino al 29 aprile 1799. Sono Girolamo Adelasio (confermato nel suo secondo mandato), Marco Alessandri al 3º mandato fino al marzo 1799 seguito da Ferdinando Marescalchi dal marzo 1799, Jacopo Lamberti al 3º mandato fino al marzo 1799 seguito da Fedele Vertemate Franchi dal marzo 1799, Giuseppe Luosi, confermato nel suo 2º mandato e Fedele Sopransi, anch’esso confermato nel suo 2º mandato

21 dicembre 1798: Ferdinando IV fugge da Napoli rifugiandosi sulle navi della flotta inglese comandata dall'ammiraglio Horatio Nelson; il 26 dicembre si installerà a Palermo.

24 dicembre 1798 E’ firmata un’alleanza tra la Russia e la Gran-Bretagna

1799

E’ anno in cui la rivoluzione napoletana viene travolta sotto i colpi dell’Amata della Santa Fede del Cardinale Ruffo, viene rovesciata la Repubblica Romana e i “Viva Maria” riconquistano il Granducato di Toscana restituendolo ai Lorena. La rivolta antigiacobina dilaga assumendo secondo taluni i caratteri di una grande insurrezione generale del popolo italiano contro l’invasore napoleonico e contro le minoranze giacobine italiane
I Savoia, con tutta la corte, lasciano Torino e si trasferiscono nel palazzo regio di Cagliari che diventa allora capitale politica del Regno. La corte resta nell'isola fino alla definitiva restituzione degli Stati di terraferma. Mentre Bonaparte è in Egitto, gli austro-russi sconfiggono ripetutamente i francesi e il 20 giugno 1799 le truppe alleate riconquistano Torino, ponendo fine alla Repubblica Piemontese e restaurando il trono di Carlo Emanuele IV. Il generale Aleksandr Vasil'evič Suvorov vince una serie di battaglie che spingono i francesi fuori dalla valle del Po, obbligandoli a tornare al di là delle Alpi ed a Genova. Tuttavia l'esercito russo in Svizzera è sconfitto da André Masséna e Suvorov deve ritirarsi per motivi politici. In Germania l'arciduca Carlo costringe i francesi di Jean-Baptiste Jourdan a girare lungo il Reno, ottenendo numerose vittorie in Svizzera. In conseguenza dei risultati mancati, Jourdan è sostituito da Masséna. Alla fine dell'anno, Napoleone torna dall'Egitto, lasciando il corpo di spedizione in mano ai suoi generali e riesce a prendere il potere in Francia con un colpo di stato. Riorganizza gli eserciti francesi e li comanda durante la campagna dell'anno seguente.

10 gennaio 1799 Insurrezione giacobina a Napoli dei sostenitori della Rivoluzione francese.

23 gennaio 1799: il generale Championnet entra in Napoli; il 26 verrà proclamata la Repubblica Napoletana.

La fine della Rivoluzione

Tra il 1797 ed il 1799 quasi tutta la penisola italiana è trasformata in repubbliche sorelle con dei regimi e delle istituzioni ricalcate su quelle francesi. Se le vittorie alleviano le finanze del Direttorio, esse rendono il potere francese sempre più dipendente dall'armata e così Bonaparte diventa l'arbitro del dissenso politico interno. La spedizione in Egitto ha l'obiettivo di colpire la via delle Indie al Regno Unito, ma i direttori sono contenti di togliere il loro sostegno a Napoleone, che non nasconde il suo appetito di potere. La moltiplicazione delle repubbliche sorelle inquieta le grandi potenze, Russia e Regno Unito in testa. Esse temono il contagio rivoluzionario e una troppo forte dominazione della Francia sull'Europa. Questi due Stati sono all'origine della seconda coalizione del 1798. Le offensive inglesi, russe ed austriache sono respinte dalle armate francesi dirette da Brune e Masséna, ma l'Italia è in gran parte persa e i risultati della campagna di Bonaparte resi vani. E’ ormai chiaro che il popolo francese cerca un nuovo uomo forte per difendere le sorti della Repubblica, poiché il Direttorio è inesorabilmente corrotto e comincia a tramare con Luigi XVIII per restaurare il trono dei Borbone.
Allarmato da queste notizie e conscio che la sua ora era giunta, Napoleone torna dall'Egitto e assume il comando del complotto che mira a rovesciare il Direttorio, un complotto tessuto tra gli altri da Sieyès e dal fratello di Napoleone, Luciano Bonaparte, presidente dell'Assemblea dei Cinquecento. Il 9 novembre 1799 il colpo di Stato detto "del 18 Brumaio" rovesci il Direttorio e instaura un triumvirato retto dai consoli Bonaparte, Sieyès e Ducos. Napoleone proclama in quella sede l'atto di chiusura della Rivoluzione: «Citoyens, la révolution est fixée aux principes qui l'ont commencée, elle est finie» (Cittadini, la rivoluzione è fissata ai principi che l'hanno avviata, essa è conclusa). E’ messo in piedi il Consolato: un regime autoritario diretto da tre consoli, di cui solo il primo detiene realmente il potere. La Francia comincia un nuovo periodo della sua storia apprestandosi a consegnare il proprio destino ad un imperatore.

1º febbraio 1799 Il generale Desaix sconfigge gli ultimi Mamelucchi ad Assuan, completando l'occupazione francese dell'Egitto. Il Parlamento piemontese vota a favore dell'unione del Piemonte con la Francia.

6 febbraio 1799 Napoleone invade la Palestina partendo dalle sue basi in Egitto, al fine di anticipare le armate ottomane dirette verso il paese.

13 febbraio 1799 Il generale Championnet è esonerato dal comando, sostituito da MacDonald, e richiamato a Parigi ove verrà arrestato il 24 febbraio.

19 febbraio 1799 Le truppe francesi prendono la città di al-Arish, duramente difesa dagli ottomani.

25 febbraio 1799 Napoleone entra a Gaza (Palestina).

3 marzo 1799 Capitolazione delle truppe francesi a Corfù ad opera della flotta anglo-turca, dopo tre mesi di assedio.

7 marzo 1799 Napoleone conquista Giaffa e fa massacrare gli ottomani presi prigionieri. Scoppia un'epidemia di peste tra le forze francesi in Egitto.

12 marzo 1799 Il Direttorio dichiara guerra all'Austria.

17 marzo 1799 A seguito dell'occupazione della Toscana da parte delle truppe francesi, il Granduca di Toscana Ferdinando III viene cacciato da Firenze.

19 marzo 1799 Inizia l'assedio di Acri da parte delle forze di Napoleone.

27 marzo 1799 Le truppe austriache entrano in Verona.

28 marzo 1799 Il papa Pio VI, prigioniero dei francesi, è trasferito a Grenoble e poi a Valence.

4 aprile 1799 Le truppe austriache del generale Michael von Melas e quelle russe del generale Aleksandr Vasil'evič Suvorov si ricongiungono sul Mincio.

6 aprile 1799 Battaglia del Monte Thabor, l'esercito d'Oriente sotto il comando del generale Bonaparte sconfigge l'armata di Abdallah Pacha

15 aprile 1799 Le truppe francesi di MacDonald lasciano Napoli.

23 aprile 1799 Chiusura del Congresso di Rastatt.

27 aprile 1799 Le truppe di Suvorov sconfiggono i francesi nella battaglia di Cassano;

28 aprile 1799 Le truppe di Suvorov entrano in Milano, provocando il crollo della Repubblica Cisalpina. Al suo posto si insedia il Governo della Seconda Coalizione Antifrancese.

17 maggio 1799 Sconfitta di Napoleone di fronte a San Giovanni d'Acri. Fallisce l’assedio delle truppe francesi prive di artiglieria ed armi di fronte alla resistenza degli assediati turchi comandati da Djezzar Pacha, difesi anche dalla flotta britannica dell'ammiraglio Smith.

20 maggio 1799 Dopo otto assalti, Napoleone toglie l'assedio e si ritira in Egitto

26 maggio 1799 Le truppe austro-russe del generale Suvorov, iniziano la riconquista di tutto il nord Italia

4-7 giugno 1799 Prima battaglia di Zurigo. L’esercito francese - sotto il comando di
André Masséna - è sconfitto dagli eserciti della seconda coalizione

18 giugno 1799 Colpo di Stato del 30 pratile Due membri del Direttorio La Révellière e Merlin sono costretti da Sieyès e Barras ad uscire dal Direttorio.

Il Colpo di Stato del 30 pratile favorisce la vittoria della sinistra e dei generali durante la cosiddetta Rivincita dei Consigli. Il Direttorio ne esce fortemente indebolito. L'alleanza fra Sieyès e Barras rimane solo di circostanza. Ognuno opera secondo i suoi interessi e l'esecutivo si trova ben presto nuovamente diviso in due : da un lato Barras, Moulin e Gohier dalle tendenze giacobine, dall’altro i “revisionisti » Sieyès e Roger-Ducos. Barras perde influenza diventando il bersaglio sia dei moderati sia della sinistra potendo contare in seno all’esercito solo su Bernadotte che fa entrare al governo. I Consigli acquistano autorevolezza in una giornata rimasta puramente parlamentare dalla quale escono rafforzati soprattutto i generali: Bernadotte diventa Ministro della guerra, Jourdan prende la testa dell'armata d'Italia. Championnet trionfa: prosciolto da qualsiasi procedimento ritrova presto un posto di comando.

19 giugno 1799 Sconfitta dei francesi del generale MacDonald nella battaglia della Trebbia ad opera delle truppe austriache e di quelle russe sotto il comando di Suvorov.

19 giugno 1799 Il cardinale Fabrizio Ruffo, entrato in Napoli alla testa dei suoi irregolari (i cosiddetti "sanfedisti"), firma un accordo con Francia, Russia ed Impero ottomano per un mite trattamento dei repubblicani sconfitti; di lì a poco però Ruffo verrà esautorato dal comando e l'accordo disatteso, dando luogo ad una feroce repressione.

20 giugno 1799 Le truppe austro-russe, dopo la vittoria sui Francesi, riconquistano Torino, entrano a Torino e, ponendo fine alla Repubblica Piemontese, ricostituiscono il Regno di Sardegna, rappresentato provvisoriamente dallo stesso Suvorov e poi restaurando il trono di Carlo Emanuele IV di Savoia

10 luglio 1799 Con il rientro di Ferdinando IV, finisce così la Repubblica napoletana.

14 luglio 1799 Gli ottomani, trasportati dalla flotta inglese, sbarcano ad Abukir, in Egitto

25 luglio – 1 agosto 1799 L’esercito francese d’Oriente di Napoleone sconfigge l’impero ottomano nella battaglia terrestre di Abukir, cacciandoli dall'Egitto

15 agosto 1799 Suvorov e Melas sconfiggono i francesi nella battaglia di Novi: muore in battaglia il generale Joubert, sostituito da Jean Victor Marie Moreau.

23 agosto 1799 Napoleone lascia l’Egitto partendo in incognito per la Francia e lasciando il comando delle forze francesi in Egitto al generale Jean-Baptiste Kléber.

27 agosto 1799 Sbarco di truppe anglo-russe ad Helder (Olanda). Inizia l'invasione anglo-russa dell'Olanda.

29 agosto 1799 Pio VI muore esule a Valence.

31 agosto 1799 La flotta inglese cattura quella olandese a Texel (isole Frisone).

19 settembre 1799 Il generale Guillaume Marie Anne Brune interrompe lo sbarco delle forze anglo-russe a Bergen (Olanda), e le sconfiggerà nuovamente il 6 ottobre seguente nella battaglia di Castricum.

25 settembre 1799 Il generale Andrea Massena sconfigge nella seconda battaglia di Zurigo le forze austro-russe del generale Suvorov.

29 settembre 1799 Fine della Prima Repubblica Romana Il generale Suvorov si ritira dall'Italia installandosi a Feldkirch; i francesi cedono Civitavecchia agli inglesi e Roma alle truppe napoletane: è la fine della prima Repubblica romana.

2 ottobre 1799 Le truppe anglo-russe sbarcate a Helder in agosto sono sconfitte dal generale Brune nella battaglia di Alkmaar; il 18 ottobre seguente gli anglo-russi firmano la convenzione di Alkmaar e si ritirano dall'Olanda. A causa di queste sconfitte e dei contrasti con gli alleati inglesi, la Russia si ritira dalla coalizione.

9 ottobre 1799: Napoleone sbarca nella baia di St. Raphael (Fréjus);

16 ottobre 1799 Napoleone giunge a Parigi.

22 ottobre 1799 I Russi si ritirano dalla coalizione antifrancese


Dal Consolato nell’Italia napoleonica alla Restaurazione

Ritornato precipitosamente dall'Egitto nel 1799 nella speranza di poter salvare le sue conquiste in Italia ed evitare il tracollo della Prima Repubblica, Napoleone viene messo a parte di un complotto per rovesciare il governo repubblicano del Direttorio e instaurare un potere autoritario. A capo del complotto è il membro del Direttorio Emmanuel Joseph Sieyès, che vede in Napoleone l'uomo amato dal popolo e capace di portare dalla sua l'esercito. Napoleone acconsente, così come il fratello Luciano Bonaparte, che detiene la presidenza del Consiglio dei Cinquecento, ed altri esponenti di spicco della politica del tempo.

Rientrato in Francia, nel 1800, Napoleone scende nuovamente nella pianura padana valicando le Alpi. A Marengo, nello scontro decisivo, le truppe francesi prevalgono ed occupano nuovamente Torino, destituendo il re ed instaurando la Repubblica Subalpina. Questa repubblica, per prima in Italia, conia monete secondo il sistema decimale già adottato per il franco francese, che sarebbe poi stato alla base dell' Unione monetaria latina. In particolare, è coniata una moneta in oro da 20 franchi in ricordo della battaglia di Marengo: con lo stesso nome saranno poi indicate una serie di monete anche di altri stati con caratteristiche simili a quella piemontese. La breve parentesi napoleonica porta con sé ben pochi vantaggi al regno, l'economia si riduce e si verifica un considerevole crollo dell'industria tessile mentre i commerci con l'estero iniziano a languire. Si assiste, invece, ad un evento inverso: sono cioè molti stranieri - ed in particolare francesi - a voler impiantare le loro fabbriche oltralpe. Gravissimi sono poi i danni recati al patrimonio artistico, le truppe francesi mal equipaggiate e mal nutrite, durante l'occupazione si danno spesso al saccheggio delle campagne e dei villaggi, depredando chiese e città, da dove rubano inestimabili opere d'arte inviate poi a Parigi, e dove requisiscono oggetti sacri d'oro e d'argento, fusi in seguito e utilizzati a finanziare la guerra d'invasione. L'attività di governo del Re è minima durante la sua permanenza a Cagliari. L' 11 settembre 1802 il Piemonte è annesso alla Francia ponendo fine alla Repubblica Subalpina.

9 novembre 1799 Colpo di Stato del 18 Brumaio. Napoleone pone fine al Direttorio e instaura il Consolato. Tra il 9 e il 10 novembre 1799 (18-19 brumaio dell'anno VII), le truppe di Napoleone disperdono i membri riottosi degli organi legislativi e sciolgono il Direttorio imponendo la nomina di un triumvirato. Finisce il regime nato dalla rivoluzione francese e viene istituito il regime politico del Consolato: Napoleone è nominato primo console insieme agli altri due triumviri. La costituzione dell’anno VIII stabilisce un nuovo regime autoritario che sfocerà nel 2002 nella nomina di Napoleone Console a vita. Il Consolato durerà sino al 18 maggio 1804 (28 floréal anno XII), data in cui cessa di esistere la Prima Repubblica e viene proclamato il Primo Impero

11 novembre 1799 Si insedia la Commissione consolare, un triumvirato composto da Napoleone, Emmanuel Joseph Sieyès e Roger Ducos. Rimarrà in carica sino al 13 dicembre 1799.

11 dicembre 1799 (1er nivôse an VIII) ; Consulat ; fin de la révolution. La Poste aux lettres est confiée de nouveau à une régie

13 dicembre 1799 Si insedia il Consolato vero e proprio, formato dai consoli Napoleone Bonaparte, Jean-Jacques-Régis de Cambacérès e Charles-François Lebrun. Rimarrà in carica sino al 2 agosto 1802

25 dicembre 1799 Entra in vigore la Costituzione dell’anno VIII. Le due assemblee legislative (Consiglio dei Cinquecento e Consiglio degli Anziani) designano ciascuna una commissione per gli affari giudiziari correnti e per la preparazione di una nuova costituzione, che entra in vigore il 4 nevoso anno VIII; nota come Costituzione dell'anno VIII, è redatta da Daunou, che già aveva steso la Costituzione dell'anno III. Daunou appartiene al gruppo degli Idéologues, repubblicani liberali ostili al giacobinismo.
• La nuova costituzione rafforza il potere esecutivo ed il diritto rappresentativo è riservato ai soli notabili, anche se il suffragio universale non viene ufficialmente abolito. Segna quindi una rottura con le costituzioni precedenti: non vi si trova nessun richiamo ai diritti dell'uomo né alla difesa delle libertà, è inoltre molto più tecnica, definendo i poteri, soprattutto quelli dell'uomo forte del regime; appare quindi ritagliata su misura per Napoleone.
• Napoleone è designato "primo console", dunque di fatto a capo dell'esecutivo, col potere di decidere le nomine alle principali funzioni pubbliche ed una certa libertà d'iniziativa in materia legislativa. Contemporaneamente il primo console si ritrova dotato di poteri importanti in ambito diplomatico e militare.

26 dicembre 1799 Viene istituito un Consiglio di Stato dall’art. 52 della nuova Costituizione “Sotto la direzione dei consoli, un Consiglio di Stato è incaricato di redige e disegni di legge e i regolamenti della pubblica amministrazione” risolvendo in particolare tutti i contenziosi in materia amministrativa”.

La Costituzione dell'anno X fa del Primo Console una carica a vita. La vittoria di Marengo del 1800contro le armate austriache consolida il prestigio di Napoleone e gli permette di riaffermare le proprie conquiste in Italia, mentre con il Concordato con il Papa dello stesso anno Napoleone pone fine all'ostilità tra la Francia rivoluzionaria e la Chiesa Romana

All'inizio del nuovo regime, Bonaparte mira a riconciliare le parti, a mettere fine alle divisioni nate dalla Rivoluzione. Invita il clero a rientrare in Francia, ed accorda la libertà di culto il 7 nevoso anno VIII (28 dicembre). Sopprime la legge degli ostaggi, che consentiva di imprigionare i membri della famiglia di un émigré, e mette fine alla vendita dei possedimenti religiosi confiscati dallo Stato.Diventa analogamente possibile farsi cancellare dalle listes d'émigrés (la presenza sulle liste significava perdere i diritti da cittadino). Il Consolato conserva il ministero della polizia nelle mani di Fouché, il quale esercitò sul Paese una pressione facilitata dalle operazioni contro il banditismo e dall'insicurezza sociale; è messo in piedi un vero e proprio sistema poliziesco: per controllare gli oppositori si procede ad arresti preventivi, come quello del marchese de Sade, la libertà d'espressione e di riunione vengono limitate, così come la libertà di circolazione.

La libertà di stampa era una delle conquiste della Rivoluzione: la stampa rimane un focolaio di oppositori, il che convince Bonaparte a censurare ed eliminare un gran numero di giornali. Il 17 gennaio 1800 a Parigi si vendevano solo 13 giornali; fra quelli chiusi era il Journal des hommes libres. Conviene comunque ricordare che la lettura dei giornali all'epoca è limitata al ceto più elevato: il Journal des débats aveva all'incirca 10 mila abbonati nel 1801. E’ quindi un'élite che partecipa alla vita politica. Si passa quindi ad una stampa di propaganda (Le Moniteur universel).


1800

Nel 1800, Napoleone prende il controllo dell'esercito francese in Italia e batte gli austriaci nella Battaglia di Marengo costringendoli a riattraversare le Alpi. In Germania, il generale Moreau sconfigge l'arciduca Carlo nella battaglia di Hohenlinden, costringendolo a firmare un armistizio.

1800 Napoleone conquista il Ducato di Parma

17 gennaio 1800 Sono posti limiti ai giornali parigini autorizzati ad essere pubblicati.

28 gennaio 1800 In Egitto, Klébler firma un trattato con gli ottomani e si impegna a lasciare il paese; il trattato viene però respinto dagli inglesi.

13 febbraio 1800 Viene istituita la Banca di Francia.

17 febbraio 1800 Napoleone istituisce le Prefetture

3 marzo 1800 Viene stabilita la chiusura della lista degli emigrati, ovvero l’obbligo per ogni comune stabilito dalla Convenzione nel 1793 di iscriverne i nomi in un elenco speciale poi reso di pubblico dominio e affisso nelle bacheche

14 marzo 1800 Viene eletto papa dal Conclave riunito in Venezia il cardinale Barnaba Chiaramonti che prende il nome di Pio VII.

18 marzo 1800 Nuovo ordinamento in Francia delle giustizia e del funzionamento dei tribunali.

20 marzo 1800 Klébler sconfigge nella battaglia di Eliopoli un'armata ottomana diretta verso Il Cairo; nella città scoppia una violenta rivolta antifrancese, domata solo il 22 aprile seguente.

11 aprile 1800 Massena è sconfitto dagli austriaci nella battaglia di Cogoleto; si rifugia a Genova, dove viene assediato.

14 maggio 1800 Un'armata francese sotto lo stesso Napoleone entra in Italia valicando il passo del Gran San Bernardo.

16 maggio 1800 Aosta cade in mano francese: resiste il forte di Bard che viene aggirato.

2 giugno 1800 I francesi rioccupano Milano senza combattere. Viene ripristinata la Repubblica Cisalpina. Napoleone nomina una Commissione Straordinaria di Governo formata da 9 membri cui succede pochi mesi dopo un Comitato di Governo formato da tre membri: Giovan Battista Sommariva, Sigismondo Ruga e Francesco Visconti che rimarrà in carica sino alla nascita della Repubblica Italiana il 26 gennaio 1802

4 giugno 1800 Genova è conquistata dagli austriaci di Michael von Melas.

9 giugno 1800 Il generale francese Jean Lannes batte gli austriaci nella battaglia di Montebello.

14 giugno 1800 Napoleone batte l'armata austriaca di Melas nella battaglia di Marengo, durante la quale muore il generale Desaix.

20 giugno 1800 Nasce la cosiddetta Repubblica Subalpina . Napoleone ritornato in Italia ripristina in buona parte il precedente assetto territoriale di nuove repubbliche. Come la sua predecessora Repubblica Piemontese, tuttavia, la Repubblica Subalpina non è mai stata autonoma rispetto alla Francia, di cui costituisce un territorio sotto occupazione militare e privo di soggettività di diritto internazionale.

2 luglio 1800 Con l'Atto di Unione, il Regno Unito di Gran Bretagna diventa Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda.

14 luglio 1800 Il generale Kléber, comandante dell'Armata d'Egitto, viene assassinato da un sicario a Il Cairo: gli succede nel comando il generale Jacques François Menou.

12 agosto 1800 Viene istituita la commissione del Codice civile francese presso il Consiglio di Stato.

5 settembre 1800 Capitolazione dei francesi asserragliati a La Valletta ad opera di truppe inglesi e volontari maltesi: Malta entra nell'orbita inglese.

30 settembre 1800 Un Trattato commerciale fra Stati Uniti d'America e Francia pone fine a controversie che stavano conducendo ad una guerra.

3 dicembre 1800 Le truppe francesi del generale Moreau sconfiggono le forze austriache e bavaresi guidate dall’arciduca Giovanni d’Asburgo-Lorena nella battaglia di Hohenlinden.

13 dicembre 1800 I francesi invadono Lombardia e Veneto

24 dicembre 1800 Attentato della rue Saint-Nicaise. Fallisce la congiura monarchica di assassinare Napoleone Bonaparte.

25 dicembre 1800 Battaglia di Pozzolo (o prima battaglia del Mincio ») vede la difficile vittoria dei francesi del generale Brune sugli austriaci del generale Bellegarde, costretti a ripiegare ad est verso l’Adige.


1801

Con la battaglia di Marengo del 14 giugno 1800 i francesi tornano padroni di gran parte dell'Italia settentrionale, ottenendo dapprima un armistizio di sei mesi. Con la vittoria di Moreau a Hohenlinden, i francesi invadono Lombardia e Veneto e impongono agli austriaci l'armistizio di Treviso e il Trattato di Lunéville .

Con il Trattato di Lunéville finisce la seconda coalizione. Il trattato impone all’Austria di rispettare le clausole del precedente Trattato di Campoformio (18 ottobre 1797). Certi possedimenti austriaci in Germania dovevano essere abbandonati. Il controllo francese viene esteso alla riva sinistra del Reno mentre i principi tedeschi rinunciano ai territori ad est del fiume. Il confine contestato in Italia viene sistemato ed il Granducato di Toscana, trasformato in Regno d'Etruria, viene assegnato a Ludovico I di Borbone in cambio del Ducato di Parma (passerà poi alla Francia nel 1807 con il Trattato di Fontainebleau) mentre il Granduca, già in esilio dall'occupazione francese della Toscana avvenuta nel 1799, riceve in compenso territori in Germania. Le due parti si dichiaravano d'accordo nel rispettare l'indipendenza della Repubblica Batava, della Repubblica Cisalpina, della Svizzera e della Liguria. Nel nord Italia i due semi-indipendenti Principati vescovili (Principi vescovi) di Trento e Bressanone vengono secolarizzati ed annessi all'Austria. L'Austria riprenderà la guerra contro Napoleone soplo quattrto asnni dopo nel 1805.

I rapporti di Napoleone con la Chiesa cattolica, alla quale aveva avuto modo di sottrarre numerosi territori, tra cui Avignone, durante la prima campagna d'Italia, diventano molto tesi dopo la morte di Pio VI avvenuta in prigionia in Francia, tra i due stati. Il generale francese capisce che i rapporti con la Chiesa devono essere ristabiliti per evitare possibili dissidi interni alla Francia e ai territori da essa conquistati. Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, viene dunque inviato a Roma per trattare con papa Pio VII con il quale raggiunge un’intesa firmando un Concordato nel mese di luglio.

1801

Con l'applicazione dell'Atto di Unione (1800), viene completata l'unione legislativa del Regno di Gran Bretagna e del Regno d'Irlanda, dando vita al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda

1 gennaio 1801 L’Union Act unisce l'Irlanda alla Gran Bretagna. L'Union Jack diventa la bandierea ufficiale del Regno Unito

15 gennaio 1801 I Francesi del generale Brune dopo la prima vittoria del Mincio a Pozzolo impongono agli austriaci l’armistizio di Treviso costringendoli a ritirarsi al di là del fiume Tagliamento.

27 gennaio 1801 La legge del 7 piovoso dell’anno IX instaura il segreto dell'istruttoria

29 gennaio 1801 Su ispirazione del primo ministro Manuel Godoy, Francia e Spagna firmano il trattato di invasione contro il Portogallo alleato dei britannici per obbligarlo a rinunciare all'alleanza con la Gran Bretagna e chiudono i porti alle navi britanniche

6 febbraio 1801 Dopo l'abbandono di Napoli da parte delle truppe napoleoniche e l’armistizio di Treviso concluso dagli Austraici, i Napoletani si ritrovano da soli a continuare la guerra contro i britannici e i partigiani del Cardinale Ruffo. Vengono costretti da Gioacchino Murat a firmare un armistizio a Foligno e a deporre le armi. Con l’armistizio di Foligno finisce la Repubblkica Partenopea.

7 febbraio 1801 Il 18 piovoso sono creati i tribunali speciali in 32 dipartimenti oggetto di sommosse. In occasione del voto emerge lo scontro fra i Brumairiens, rimasti delusi dopo essere stati emarginati dal potere, e Napoleone

9 febbraio 1801 Viene firmato il Trattato di Lunéville fra la Prima Repubblica francese ed il Sacro Romano Impero da Giuseppe Bonaparte per la Francia e da Luigi Conte di Coblenza per l’Austria Il trattato di Lunéville riconferma in gran parte le clausole del precedente trattato di Campoformio. Viene ripristinata la Repubblica Cisalpina, mentre la Repubblica Subalpina costituitasi in Piemonte e quella della Liguria sono de facto annesse alla Francia. Gli austriaci accettano il controllo della Francia sul fiume Reno, sulla repubblica satellite in Italia e in quella dei Paesi Bassi. A partire da Lunéville il territorio conquistato da Napoleone in Italia si amplia con l'inclusione dei territori della ex-Repubblica Veneta (che erano passati sotto il dominio austriaco) fino all'Adige e con il resto delle Legazioni Pontificie (le attuali Marche).

27 febbraio 1801 la Spagna si impegna a rompere l’alleanza tra Regno Unito e Portogallo dichiarando guerra a quest’ultimo: inizia la guerra dell'arance.

Marzo 1801 In piena Repubblica Subalpina l'esercito piemontese viene incorporato in quello francese e qualche mese dopo anche la gestione amministrativa di tutta la regione passa in mani francesi.

4 marzo 1801 Thomas Jefferson, fondatore del partito repubblicano, succede a John Adams come terzo presidente degli Stati Uniti, nella città di Washington, nuova capitale degli Stati Uniti

8 marzo 1801 Truppe britanniche sotto il generale Ralph Abercromby sbarcano in Egitto ed avanzano verso Alessandria.

21 marzo 1801 Con il Trattato di Aranujez tra Francia e Spagna, finisce la guerra delle arance. Sio conclude con la chiusura dei porti portoighesi alle navi britanniche e la cessione alla Spagna di una città confinante Olivença, nell’Alentejo e di una parte della Guyana alla Francia. Il duca di Parma rinuncia al proprio Ducato contro l’Isola d’Elba e la Toscana. Parma e Piacenza passano alla Francia, il Granducato di Toscana diviene Regno d'Etruria passando al Granduca di Parma e Piacenza, Ludovico I di Borbone, la Louisiana passa dalla Spagna alla Francia.

21 marzo 1801 In Egitto, Abercromby sconfigge le forze francesi di Menou nella battaglia di Alessandria, dove però rimane ucciso.

21 marzo 1801 Con il trattato di Madrid Napoleone Bonaparte ottiene l'annessione del Ducato di Parma e Piacenza alla Francia, compensando peraltro la casa di Borbone: Ferdinando I di Parma deve rinunciare al suo dominio in cambio del Regno di Etruria creato in sostituzione del Granducato di Toscana per il figlio Ludovico I di Borbone.

21 marzo 1801 Viene ridotto il debito pubblico francese con la legge finanziaria del 30 ventoso dell’anno IX ; i beni concessi ai creditori dello Stato sono ripresi e convertiti in en rendite del 5% pagate in contanti.

24 marzo 1801 Lo zar Paolo I viene assassinato in una congiura di palazzo. Gli succede il figlio Alessandro I di Russia.

28 marzo 1801 Anche Napoli conclude la pace con la Francia. Con la Pace di Firenze fra i francesi e il Regno di Napoli l’accesso dei porti napoletani è impedito alle navi britanniche.

2 aprile 1801 L'ammiraglio britannico Horatio Nelson scoinfigge la flotta danese a Copenhaguen.

12 aprile 1801 Ludovico I di Borbone Re d’Etruria ritorna nella sua nuova capitale, Firenze.

13 maggio 1801 La Repubblica Cisalpina viene suddivisa in 12 dipartimenti: Dipartimento dell'Agogna (capoluogo: Novara); Dipartimento dell'Alto Po (capoluogo: Cremona); Dipartimento del Basso Po (capoluogo: Ferrara); Dipartimento del Crostolo (capoluogo: Reggio); Dipartimento del Lario (capoluogo: Como); Dipartimento del Mella (capoluogo: Brescia); Dipartimento del Mincio (capoluogo: Mantova); Dipartimento d'Olona (capoluogo: Milano); Dipartimento del Panaro (capoluogo: Modena); Dipartimento del Reno (capoluogo: Bologna); Dipartimento del Rubicone (capoluogo: Forlì); Dipartimento del Serio (capoluogo: Bergamo)

20 maggio 1801 Dopo un ultimatum al Portogallo, cui viene imposta la chiusura dei porti alle navi inglesi, truppe spagnole appoggiate dai francesi entrano nel paese. Prende inizio il breve conflitto detto poi "guerra degli aranci".

6 giugno 1801 Viene stipulato il Trattato di Badajoz fra Spagna e Portogallo che pone fine alla "guerra delle arance" sancendo la vittoria franco-spagnola: il Portogallo, sconfitto da francesi e spagnoli, diventa indipendente e si impegna a chiudere i propri porti alle navi inglesi, a cedere alla Spagna la città di Olivenza e a pagare forti indennizzi di guerra alla Francia.

15 giugno 1801 Un Decreto del 27 prairial, dell’anno IX, istituisce in Francia il monopolio postale

27 giugno 1801 La guarnigione francese de Il Cairo si arrende a britannici ed ottomani.

8-12 luglio 1801: Vittoria navale franco-spagnola contro la flotta britannica nella Bataglia di Algésiras presso lo stretto di Gibilterra.

15 luglio 1801 Firma del Concordato di Consalvi tra Napoleone Bonaparte e il papa Pio VII al fine di riappacificare i rapporti con la Chiesa cattolica. Verrà ratificato da entrambe le parti il 14 agosto dello stesso anno. "La religione cattolica, apostolica e romana è la religione della maggioranza dei francesi"Secondo le disposizioni concordatarie la Francia riconosce il cattolicesimo come maggiore religione della nazione e ripristina alcuni diritti civili tolti alla Chiesa dalla costituzione civile del clero del 1790. Il documento, redatto dal segretario di stato Ercole Consalvi, stabilisce che la Chiesa rinuncia ai beni incamerati dallo stato francese in seguito alla rivoluzione, mentre riceve il diritto di deporre i vescovi, che però continuano ad essere eletti dallo stato. Il concordato rimarrà in vigore fino al 1905

17 luglio 1801 Inizia la procedura di convalida del progetto di Codice civile francese elaborato da Jean-Jacques-Régis de Cambacérès.

Agosto 1801 L'Inghilterra attacca la Danimarca, alleata della Russia.

30 agosto 1801 Resa della guarnigione francese di Alessandria e fine della Campagna d'Egitto. Quel che rimane dell'armata francese rientra in patria trasportata da vascelli della marina britannica.

1 ottobre 1801 Firma dei preliminari di pace a Londra fra la Francia e il Regno Unito..

8 ottobre 1801 Trattato di Parigi di pace fra la Francia e la Russia.

8 ottobre 1801 Accordi preliminari di Parigi fra la Francia e la Turchia


Dalla Repubblica Italiana al Regno d’Italia di Napoleone Bonaparte

Il Trattato di Amiens fra Francia e Gran Bretagna, dà inizio al più lungo periodo di pace, tra queste due nazioni, durante tutto il Primo Impero francese. Il Regno-Unito restituisce alla Francia tutte le colonie conquistate, mantenendo Ceylon e l’isola della Trinità, sottratte agli alleati spagnoli e olandesi della Francia. Le truppe francesi devono evacuare Napoli mentre i britannici dovrebbero restituire l’Egitto all’impero ottomano e Malta all’’ordine dei Cavalieri. Il Regno Unito restituisce infine l'sola di Minorca alla Spagna. Viene infine creato il Regno d’Etruria concesso al genero di Carlo IV di Spagna, un Borbone di Parma. La Luisiana viene restituita alla Francia.
Sul piano interno nel 1802 in Francia il potere legislativo è completamente estinto e il Consolato si avvia sempre più verso l'autoritarismo con poco spazio per l'opposizione politica. Napoleone Bonaparte in segno di riconciliazione accorda l'amnistia generale agli émigrés. Tali misure di riconciliazione preparano l'instaurarsi della pace civile. Napoleone e i sostenitori del Consolato restano tuttavia aderenti ai principi del 1789 e non vogliono andare oltre verso un regime autoritario. Benjamin Constant, un liberale, prende la testa dell'opposizione nel 1802 e ne diviene portavoce: protesta contro gli attentati alla libertà, soprattutto i tribunali speciali, dove non esiste più giuria popolare, appaiono agli idéologues come un attentato alla giustizia resa in nome del popolo. Al principio del 1802 Bonaparte, fondamentalmente ostile al parlamentarismo, prende la decisione di epurare le assemblee: un quinto dei deputati viene deposto, fra cui Benjamin Constant, ed entrano invece deputati fedeli al regime, come Luciano Bonaparte, il fratello di Napoleone. L'epurazione contribuisce ad ammorbidire l'opposizione politica e viene accentuata da un nuovo regolamento per il Tribunat, che viene diviso in tre sezioni e non siede più in seduta plenaria, diventa nei fatti una semplice assemblea tecnica e il dibattito pubblico cessa. La Costituzione dell'anno VIII conferiva a Bonaparte il potere per dieci anni. Nel 1802 Napoleone ha incontestabilmente stabilito il suo predominio sul Paese; pur avendo eliminato l'opposizione sia interna che esterna, non stabilisce da sé il carattere vitalizio del consolato ma fa intervenire il Tribunat. Il Senato suggerisce inizialmente un prolungamento della carica di altri 10 anni; Napoleone impone allora il voto di un senato-consulto che gli conferiva il potere a vita; inoltre ottiene il diritto di nominare il suo successore. La Costituzione dell'anno X modifica la composizione del Tribunat riducendone i membri da 100 a 50, il che riduce ancora il peso delle assemblee ed il potere del Senato cresce sul piano legislativo.


1802

18 gennaio 1802 Epurazione del Tribunato. Bonaparte, ostile al parlamentarismo prende il controllo delle assemblee procedendo allo loro epurazione. Un quinto dei tribuni sono eliminati: fra di essi Benjamin Constant. Favorisce l’ingresso di deputati fedeli al nuovo regime, fra i quali ad esempio il fratello Luciano Bonaparte. L’epurazione del Tribunato contribuisce ad indebolire l'opposizione politica, introducendo un nuovo regolamento che impone a Tribunato, diviso in tre sezioni, di riunirsi in sedute non più plenarie, diventando una semplice assemblea tecnica senza impatto nell’opinione pubblica.

24 gennaio 1802 Napoleone diventa Presidente della Repubblica Cisalpina

26 gennaio 1802 I deputati della Repubblica Cisalpina proclamano la trasformazione di questa in Repubblica Italiana. Alla Consulta di Lione è sancita la nascita della Repubblica Italiana con capitale Milano. La neonata Repubblica Italiana è presieduta da Napoleone stesso. Viene nominato vice-presidente un aristocratico lombardo, Francesco Melzi d'Eril, in contatto nei rinomati salotti della Milano della seconda metà del XVIII secolo con gli esponenti più importanti dell'illuminismo lombardo e del mondo delle lettere Pietro Verri, Cesare Beccaria, Giuseppe Parini e Ippolito Pindemonte. L'obiettivo della nuova repubblica è quello di liberarsi dalla forte presenza napoleonica, ottenere la piena indipendenza ed unire la penisola sotto un unico stato. Il governo di Melzi d'Eril è molto oculato e si propone la creazione di un'amministrazione moderna e di un esercito nazionale, per cui è introdotta anche la coscrizione obbligatoria.

La Repubblica Italiana, riceve dunque una costituzione centralistica simile a quella dell’anno VIII. Le popolazioni non vengono consultate. La Repubblica contribuisce al mantenimento delle truppe francesi presenti sul territorio italiano. La Repubblica si vede costretta a rinunciare alle misure anticlericali precedentemente prese e sottomesse a una Costituzione conservatrice che favorisce la proprietà terriera. Il vicepresidente del nuovo Stato Melzi d'Eril realizza alcune riforme riuscendo ad eliminare la criminalità e il brigantaggio mediante la costituzione di un tribunale speciale e della gendarmeria. L’eguaglianza civile nella Repubblica italiana favorisce i proprietari terrieri, che acquistano i beni statali venduti allo scopo di ridurre il déficit pubblico. Il sistema fiscale viene riorganizzato: l’imposta sui terreni rimane pesante e le tariffe doganali sono concepite per l’esportazione dei prodotti agricoli e l’importazione dei prodotti manufatturieri.

25 marzo 1802 La pace di Amiens pone fine alla seconda coalizione contro la Francia formata da Regno Unito, Russia e Turchia, confermando il Trattato di Campoformio. Terminano le guerre rivoluzionarie francesi. In base al Trattato di Amiens stipulato dal Regno Unito con la Francia:
• il Regno Unito restituisce tutte le colonie francesi e olandesi occupate, tranne Ceylon (che gli viene assegnata) e l’Isola della Trinità, mentre l’isola di Minorca viene ridata alla Spagna alleata della Francia. Inoltre il Regno Unito si impegna a restituire L’Egitto alla Turchia e Malta ai Cavalieri Ospitalieri;
• la Francia ritrova oltre Oceano la Luisiana e in Europa si deve ritirare dallo Stato Pontificio e dal Regno di Napoli che le truppe francesi sono costrette ad evacuare;
• viene istituito il Regno d’Etruria, concesso a un Borbone di Parma, genero del re Carlo V di Spagna.

1 aprile 1802 Riorganizzazione del Tribunato in tre sezioni. Finiscono le sedute plenarie del Parlamento

14 aprile 1802 Esce Le Génie du Christianisme di Chateaubriand.

18 aprile 1802 Il Concordato con la Chiesa Cattolica è promulgato nella Basilica di Notre-Dame.

26 aprile (6 fiorile dell’anno X) : Un senato-consulto concede l'amnistia ai francesi emigrati durante la rivoluzione e decide di restituire loro i beni non venduti dallo Stato.

1 maggio1802 Vengono creati i primi licei per formare l'élite dell’esercito francese e dell’amministrazione dello Stato

19 maggio 1802 In Francia Napoleone crea la Legion d'Onore

20 maggio 1802 La schiavitù, abolita nel 1794, viene reintrodotta dal Consolato di Napoleone dalla legge del 20 maggio 1802 nelle colonie francesi riconquistate in base al trattato di Amiens.



La costituzione dell’anno X e il consolato a vita per Napoleone Bonaparte

I poteri di Bonaparte si rafforzano spianando la strada al despotismo dell’Impero. Il Senato conservatore accresce i suoi poteri a scapito del Corps législatif e del Tribunat. Ha potere di modifica della Costituzione e può prendere misure d’eccezione (quali la dissoluzione del Tribunat o del Corps législatif stessi). Ma, come contropartita si trova sottomesso a Bonaparte che ha potere di nomina di nuovi senatori. Napoleone esercita altresì il diritto di grazia, può firmare da solo i trattati Infine viene parzialmente abbandonato il suffragio universale a profitto di un suffragio basato sul censo.

2 agosto 1802 La Riforma costituzionale del 14 termidoro dell’anno X proclama Napoleone Bonaparte console a vita previa approvazione popolare per plebiscito. Si insedia il Governo del Primo Console Napoleone Bonaparte. Rimarrà in carica sino al 18 maggio 1804. Ministro degli Affari Esteri è Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord

4 agosto 1802 Con la Costituzione dell'Anno X Bonaparte ottiene il consolato a vita. Viene istituito il Senato-Consulto organico del 16 termidoro dell’anno X, detto anche Constitution de l’an X, che riorganizza parzialmente il Consolato.

10 agosto 1802 Gerolamo Luigi Durazzo viene eletto doge di Genova Verrà deposto il 29 maggio 1805 con l'annessione della Liguria all'Impero francese

26 agosto 1802 (8 Fruttidoro anno X) Un senato-consulto stabilisce l’annessione dell’isola d’Elba alla Francia L’isola dispone di un deputato al Corpo legislativo, che sale a 301 membri.

11 settembre 1802 Il Piemonte è annesso alla Francia ponendo fine alla Repubblica Subalpina e diventando parte della Francia napoleonica. il Piemonte viene in questo modo cancellato dalla carta politica d'Europa Carlo Emanuele IV di Savoia resta in possesso della sola Sardegna. Carlo Emanuele IV decide cosi di abdicare e lascia il trono al fratello Vittorio Emanuele I di Savoia duca di Savoia, Piemonte e Aosta, e re di Sardegna . Rimarrà al trono sino al 1821.

13 settembre 1802 Joseph Fouché perde il ministero dell’interno. Verrà fatto Senatore

18 settembre 1802 Capitolazione della Repubblica elvetica che subisce l’offensiva delle forze confederate : il potere torna ai cantoni in seguito a quanto stabilito dalla Dieta Federale di Svitto presieduta da Alois von Reding

9 ottobre 1802 Con l’annessione alla Francia del Ducato di Parma e Piacenza finisce il regno di Ferdinando I di Borbone-Parma alla guida del Ducato di Parma e Piacenza

Ottobre 1802 Le truppe francesi entrano in Svizzera e tentano di fondare la RFepubblica del Rodano che nelle intenzioni del comandante delle truppe napoleoniche in Svizzera generale Guillaume Brune, avrebbe dovuto avere come capitale Losanna ed essere suddivisa in cinque cantoni: Lemano, Sarine et Broye, Oberland, Vallese e Ticino. Ma il progetto solleva varie proteste e la Francia torna al progetto di una Repubblica Elvetica una e indivisibile


1803

La Pace di Amiens con l'Inghilterra getta le basi per un'era di tranquillità che tuttavia non dura a lungo: temendo le ambizioni espansionistiche di Napoleone, il governo inglese riprende le ostilità nel 1803.

1803 Gli inglesi terminano l'esplorazione dell'Australia, scoprendo che si tratta di un'isola

1803 Alessandro Volta comincia la produzione a livello industriale della sua pila

4 gennaio 1803 Vengono istituite da Napoleone le senatorerie

25 febbraio 1803 A Ratisbona il Reichsdeputationshauptschluss stabilito dalla Dieta imperiale ma influenzato dalla diplomazia francese, sopprime in modo autoritario 112 stati tedeschi, essenzialmente si tratta di principati sia laici sia ecclesiastici, e di città-stato appartenenti all’impero. Il recesso semplifica la carta della Germania a favore degli Stati clienti della France (Wurtemberg, Baviera e Prussia) nominando tre nuovi elettori, i sovrani di Baden, del Wurtemberg e dell’Assia-Kassel. A titolo di indennizzo dei principi possessori di territori sulla riva sinistra del Reno, la dieta procede alla secolarizzazione di alcuni territori ecclesiastici che vengono distribuiti a titolo compensatorio: gli Asburgo ricevono i principati vescovili di Trento e Bressanone sul sud Tirolo

28 marzo 1803 (7 germile dell’anno XI) Nasce per legge il franco germinale che ne fissa il valore in 5,9 grammi di argento. La divisa rimane stabile sino al 1914.

12 aprile 1803 Una normativa sul lavoro nelle manifatture e negli atelier impedisce di nuovo le coalizioni operaie (sciopero e sindacati)

14 aprile 1803 La Banca di Francia diventa un istituto di emissione sotto il controllo dello Stato. Batte monete d’oro d’argento e di rame secondo un sistema decimale che sopprime la moneta di conto.

aprile 1803 Il Regno Unito rompe la pace di Amiens e riparte in guerra navale contro la Francia

30 aprile 1803 Gli Stati Uniti acquistano la Louisiana dalla Francia per 15 milioni di dollari

5 maggio 1803 Nasce la scuola speciale di Saint-Cyr, in un’ala del Palazzo di Fontainebleau.

Maggio La legge pratile tassa i prodotti coloniali di origine non francese

10 maggio 1803 Henry Addington, sotto la spinta dei Comuni e dell’opinione pubblica e della stampa britannica, rompe le relazioni con la Francia prendendo a pretesto la questione maltese: i britannici si rifiutano di abbandonare l’isola nonostante le disposizioni previste dal trattato di Amiens. il primo ministro britannico Addington mette le carte in tavola, imponendo di fatto un ultimatum alla Francia. Napoleone risponde approntando un'armata di 160 mila uomini denominata Armée d'Angleterre. La reazione britannica è l'immediata imposizione dell'embargo su tutte le navi francesi nei porti britannici, a cui Napoleone risponde con l'arresto di tutti i cittadini britannici in Francia e negli stati satelliti.

16 maggio 1803 Riprende la guerra fra Napolone e l’Inghilterra. La parola torna ai cannoni, quando una fregata britannica attacca un convoglio francese nella Manica.

18 maggio 1803 Gli inglesi ristabiliscono il blocco delle coste francesi guerra alla Francia perché rifiuta di lasciare il territorio olandese. L'Inghilterra rifiuta invece di abbandonare Malta

20 maggio 1803: Bonaparte occupa Hanover e concentra la «Grande Armata» per sbarcare oltre la Manica

27 maggio 1803 Carlo Ludovico di Borbone-Parma, sotto la reggenza della regina Maria Luisa di Spagna diventa re d’Etruria rimanendo al trono a Firenze sino al 10 dicembre 1807

5 giugno 1803 Lo zar Alesssandro II si propone invano come mediatore fra Regno Unito e Francia

5 luglio 1803 Occupazione di Hannover da parte delle truppe francesi

23 luglio 1803 Tentativo infruttuoso di rivolta irlandese contro il potere britannico. Il capo della rivolta Robert Emmet verrà condannato a morte e giustiziato il 20 settembre.


26 luglio 1803 In Gran Bretagna viene inaugurata la prima linea ferroviaria pubblica, tra Wandsworth e Croydon

Agosto 1803 Secondo tentativo di rovesciare il primo Consolato napoleonico da parte del vandeano Gerges Cadoudal: verrà ghigliottinato il 25 giugno 1804.

14 novembre 1803 Una nuova Costituzione viene promulgata dall’Assemblea degli Ioni nella Repubblica delle Sette Isole Unite o Eptaneso nelle Isole Ionie proclamatasi indipendente con capitale a Corfù ma sotto sovranità congiunta dell'Impero Russo e dell'Impero Ottomano. In base alla Costituzione i non aristocratici più abbienti ottennero il diritto di elettorato attivo e passivo. Allo stesso tempo la lingua greca viene elevata a lingua ufficiale, scalzando l'italiano che fino a quel momento aveva goduto di maggior prestigio
1 dicembre1803 Viene creato in Francia il libretto operaio. Verrà soppresso nel 1890
2 dicembre 1803 Bonaparte dispone la formazione dell’« l’armata d’Inghilterra» nel campo militare di Boulogne.


1804

Nel 1804 viene ultimato il Codice napoleonico. Bonaparte vuole codificare le regole della società, ricostruire i legami sociali dopo la distruzione della società dell'Ancien Régime. Il Code Napoléon, concepito dopo la Rivoluzione e terminato nel 1804, si propone di operare una sintesi tra il diritto dell'Ancien Régime ed il diritto rivoluzionario in modo da pacificare il Paese; è profondamente improntato alla laicità per rendersi accettabile a tutti i francesi.

1804

1º gennaio 1804 Finisce il dominio francese su Saint-Domingue, la ex colonia dichiara la sua indipendenza, divenendo così il secondo paese del continente americano, dopo gli Stati Uniti, a dichiararsi indipendente. Il territorio viene ribattezzato Haiti in ossequio alla popolazione degli arauachi che chiamavano l'isola Ayiti.

29 febbraio 1804 Viene scoperto il complotto ordito da Georges Cadaudal

21 marzo 1804 Napoleone fa giustiziare il principe borbonico Luigi-Antonio Enrico duca d'Enghien.

21 marzo 1804 Napoleone promulga il Code civil des Français, primo tentativo di raccogliere l'intero diritto privato vigente in un'unica fonte normativa scritta. Fra i provvedimenti viene istituito il matrimonio civile e il divorzio. La famiglia è alla base della società

12 aprile 1804 La legge del 24 germile dell’anno XI stabilisce il divieto del diritto di associazione e di riunione per gli operai

10 maggio 1804 In Inghilterra si insedia nuovamente il primo ministro conservatore William Pitt per sostituire Addington giudicato incapace di far fronte all’egemonia francese

18 maggio 1804 (28 fiorile dell’ anno XII) Napoleone viene proclamato Imperatore dal senato conservatore Finisce il Consolato ed inizia il Primo Impero La consulta del Senato francese approva la mozione che concede a Napoleone Bonaparte il titolo di «Imperatore dei Francesi» (Empereur des Français). La Costituzione dell’anno XII verrà ratificata con un plebiscito. Comincia Il Regno personale di Napoleone I in Francia. Rimarrà al trono sino al 6 aprile 1814. Talleyrand rimane ministro degli esteri sino al 9 agosto 1807

15 giugno 1804 Viene ratificato il XII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti

22 giugno 1804 Una legge sottomette le congregazioni religiose ad un regime di autorizzazioni.

10 luglio 1804 Georges Fouché torna al ministero dell’interno.

11 luglio 1804 Talleyrand è nominato grande ciambellano.

15 luglio 1804 Vengono distribuite le prime croci della Legion d’Onore

11 agosto 1804 Francesco Giuseppe Carlo d'Asburgo-Lorena diventa Imperatore d'Austria con il nome di Francesco I in seguito all’istituzione del nuovo titolo. L’imperatore unifica nell’Impero tutti i territori della monarchia asburgica. Rimarrà al trono austriaco fino alla morte intervenuta il 2 marzo1835

6 novembre 1804 Il plebiscito legittima il passaggio al Primo Impero. La Costituzione dell’anno XII è ratificata con 3,5 milioni di si contro solo 2 569 no. Lo stesso giorno contro la Francia viene stabilità un’alleanza fra l’impero zarista e l’impero austriaco.

1 dicembre 1804 Pio VII celebra il matrimonio di Napoleone Bonaparte con Joséphine de Beauharnais.

2 dicembre 1804 Napoleone Bonaparte è consacrato imperatore nella cattedrale di Notre-Dame in presenza di Papa Pio VII assumendo il nome di Napoleone I. Si incorona lui stesso, come conviene col Papa e, dopo la sua auto-incoronazione, incorona l'imperatrice Giuseppina di Beauharnais. Napoleone reputa che il suo regno possa essere benedetto solo per la presenza di papa Pio VII.

12 dicembre 1804 La Spagna dichiara guerra alla Gran Bretagna

14 dicembre 1804 Si rinnova l’alleanza fra la Francia di Napoleone I e la Spagna del primo ministro Manuel Godoy. Il governo spagnolo teme di non poter difendere le proprie colonie dalle ambizioni del Regno Unito e il re di Spagna spera con questa alleanza con Napoleone di ottenere per i propri figli i troni d’Italia e per lui medesimo il trono del Portogallo.


1805

La breve vita della Repubblica Cisalpina, divenuta poi Repubblica Italiana, governata saggiamente a partire dal 1802 da Francesco Melzi d’Eril si conclude tre anni dopo, il 18 marzo 1805, quando Napoleone proclama il Regno d'Italia incoronandosi imperatore. Napoleone affida l'incarico di Viceré a Eugenio di Beauharnais. A quel punto non vi è più spazio per il Melzi, il quale non avrebbe più ricoperto incarichi ufficiali. Napoleone - che Melzi si era sempre rifiutato di incensare - non gli nega tuttavia la nomina a duca di Lodi. Melzi si batte tuttavia anche negli ultimi anni fino alla morte per una vera autonomia del proprio Paese.


La nascita del Regnmo d’Italia e la terza coalizione antinapoleonica

La Gran Bretagna, in cui era tornato primo ministro Pitt dal maggio 2004, non avendo militarmente la forza per attaccare direttamente la Francia, organizza un'offensiva diplomatica per portare al suo fianco le principali potenze europee. I bersagli di questa offensiva sono principalmente la Russia e l'Austria. La Russia viene convinta, nonostante i contrasti già in atto con la Gran Bretagna sia nei riguardi degli stati baltici, sia nei confronti della Turchia e del Mediterraneo, dal fatto che la politica francese in Germania e in Italia la emarginava da queste aree considerate vitali dallo Zar. L’Austria sente ancora bruciare l'umiliazione del trattato di Campoformio ed ancora più quella della successiva pace di Lunéville e, ancora di più, vede la Francia diventare potenza egemone sui principati della Germania. Alla coalizione si unscono il Regno di Napoli e Sicilia (la cui parte continentale del territorio era sotto dominio francese) e la Svezia. Fondamentali per far pendere la bilancia a favore della Gran Bretagna sono anche diversi eventi fra cui l'incoronazione di Napoleone come Imperatore (cosa che sembra un insulto a tutte le case regnanti europee) e soprattutto l'uccisione del duca d'Enghien, avvenuta nel 1804. Mentre la Gran Bretagna tesse la sua tela diplomatica, il ministro degli esteri francese Talleyrand riesce ad assicurarsi la neutralità della Prussia e l'alleanza della Spagna18 marzo 1805 E’ creato il Regno d'Italia. Napoleone Bonaparte, nel frattempo fattosi proclamare dal Senato francese Imperatore dei francesi facendosi incoronare da Papa Pio VII, trasforma la precedente Repubblica Italiana in Regno d'Italia autonominandosi Re d'Italia (che viene assorbita così nell'Impero Francese).

Tra la fine del Settecento e l'inizio dell’Ottocento i sovrani di Napoli sono attivi nelle varie coalizioni antifrancesi ed hanno diversi scontri politici e soprattutto militari con i transalpini. In seguito alla vittoria conseguita con la battaglia di Austerlitz nel dicembre 1805, Napoleone Bonaparte promuove l'occupazione definitiva del napoletano condotta con successo da Gouvion-Saint Cyr e da Reynier, dichiarando decaduta la dinastia borbonica e nominando nuovo Re di Napoli il fratello Giuseppe Bonaparte. In questo periodo il re Ferdinando continua a regnare de facto sulla Sicilia perdendo solo il regno di Napoli.

1805

gennaio 1805 Convenzione navale tra la Francia e la Spagna. Napoleone progetta di invadere il Regno Unito partendo da Boulogne con 10 mila uiomini e 2500 navi.

30 gennaio 1805 La Liguria subisce l’annessione da parte della Francia e viene suddivisa in tre dipartimenti.

18 marzo 1805 E’ creato il Regno d'Italia. Napoleone Bonaparte, nel frattempo fattosi proclamare dal Senato francese Imperatore dei francesi facendosi incoronare da Papa Pio VII, trasforma la precedente Repubblica Italiana in Regno d'Italia autonominandosi Re d'Italia (che viene direttamente assorbita così nell'Impero Francese). Eugène Rose de Beauharnais, viene nominato da Napoleone Viceré del Regno d'Italia, Principe di Venezia, Granduca di Francoforte, Duca di Leuchtenberg e Principe d'Eichstätt. Da quel momento Beauharnais trascorre almeno la metà del proprio tempo fissando la propria residenza principale nella Villa Reale di Monza, che vuole circondata dal più grande Parco recintato d'Europa. Rimarrà vicerè sino alla fine del Regno d’Italia nel 1814. Sarà inoltre il primo Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia.

Nella primavera del 1805 Napoleone ordina alla flotta spagnola di abbandonare i propri porti, per attirare nelle Antille gli incrociatori britannici e di tornare rapidamente verso Boulogne per imbarcare l’esercito che oltrepasserebbe la Manica prima che le quadriglie britanniche siano in grado di impedirlo.

11 aprile 1805 Nasce la terza coalizione antifrancese La Firma del trattato di Pietroburgo fra Inghilterra e Russia segna l’avvio della terza coalizione che si pone come obiettivo quello di ristabilire le frontiere in cui si trovava la Francia nel 1792. Il re di Svezia Gustavo IV si allea con il Regno Unito dichiarando anch’egli guerra alla Francia

29 aprile 1805 Rutger Jan Schimmelpenninck, è nominato grand-pensionnaire della Repubblica batava. Rimarrà in carica sino al 4 giugno 1806. Sotto la sua direzione la « Comunità batava » intraprende grandi riforme : fiscalità diretta, educazione pubblica primaria, centralizzazione amministrativa

Come previsto nei piani di Napoleone a partire dal mese di maggio l’ammiraglio francese Villeneuve attira in America la flotta britannica di Nelson, ma, tornando verso la Manica, si trova di fronte una seconda flotta britannica ed è costretta a cercare riparo nei porti spagnoli il 22 luglio. Nelson riesce a bloccare Villeneuve a Cadice.

26 maggio 1805 Napoleone Bonaparte viene incoronato Re d'Italia nel Duomo di Milano: l'incoronazione avviene apponendo sul capo del generale corso l'antica Corona ferrea dei sovrani longobardi. Napoleone ricevendo la corona, pronuncia la storica frase "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca"

Giugno 1805 L’introduzione del Codice civile napoleonico nel Ducato di Parma e Piacenza da parte di Moreau de Saint-Méry crea una forte scontento nella popolazione causato dalle tasse e dalla coscrizione militare che culminerà l’anno successivo con la sommossa dei contadini di Castel San Giovanni che degenera in un combattimento con i soldati francesi a Bardi e a Borgataro

4 giugno 1805 La Repubblica Ligure cessa la sua esistenza L’indomani la Repubblica di Genova viene annessa all'Impero Francese.

10 luglio 1805 Il trattato antifrancese di Pietroburgo è sottoscritto anche dall'Austria. Castlereagh diventa ministro della Guerre nel Regno-Unito

22 luglio 1805 La Battaglia di Capo Finisterre Lo battaglia navale a Capo Finisterre, lungo la costa del nord della Spagna vede scontrarsi da una parte la flotta della Marina britannica comandata dal contrammiraglio Robert Calder e dall'altra una flotta alleata franco-spagnola comandata dall'ammiraglio Pierre Charles Silvestre de Villeneuve. Calder impedisce alla flotta francese l'accesso al Canale della Manica per poter scortare la Grande Armée, l'esercito d'invasione napoleonico che si apprestava ad invadere l'Inghilterra.

2 agosto-26 dicembre 1805 Nasce la terza coalizione, alleanza militare creata da Gran Bretagna, Impero austriaco, Impero russo, Regno di Napoli e Svezia contro la Francia con lo scopo di togliere Napoleone dal trono imperiale e dissolvere l'influenza militare francese dal continente europeo. La Spagna al contrario si schiera con la Francia

15 agosto 1805 Simòn Bolìvar durante il suo viaggio a Roma, si trova a sostare nella zona di Monte Sacro. Qui ascolta commosso il racconto della tragica vicenda dei Tribuni della Plebe e pronuncia il solenne giuramento di consacrare la propria vita alla conquista della libertà per i Paesi dell'America meridionale oppressi dal dominio spagnolo.

24 agosto 1805 Napoleone rinuncia all’invasione della Gran Bretagna e si concentra contro le forze austro-russe. L’imperatore corso fa « pirouetter i suoi 200 mila uomini » da Boulogne in direzione di Vienna via Strasburgo

24 settembre 1805 Le truppe di Napoleone raggiungono Strasburgo. Due giorni dopo superato il Reno i sette corpi di armata napoleonici invadono la Germania.

25 agosto 1805 Con il Trattato di Bogenhausen, Napoleone si assicura l’alleanza alla Francia da parte della Baviera.

10 settembre 1805 Il re di Napoli e delle due Sicilie, Ferdinando IV, riparatosi in Sicilia, aderisce alla coalizione contro la Francia

23 settembre 1805 Viene rinnovata l’alleanza fra l’impero russo e l’impero ottomano.

24 settembre 1805 Le truppe di Napoleone raggiungono Strasburgo. Due giorni dopo superato il Reno i sette corpi di armata napoleonici invadono la Germania.

25 settembre 1805 Mentre le truppe francesi si trovano allineate sul Reno le truppe della coalizione si spiegano : gli austriaci si concentrano in Italia, nel Tirolo e lungo il Danubio per bloccare l’accesso a Vienna. Britannici, Svedesi e Russi si riuniscono nel nord della Germania per marciare uniti verso Hannover. I Russi inviano due armate a rinforzo dell’esercito austriaco.

8 ottobre 1805 Vittoria francese sull’Austria nella battaglia di Wertingen.

11 ottobre 1805 La Prussia dichiara la propria neutralità nel conflitto fra la Francia e le forze della Terza coalizione antinapoleonica

11 ottobre 1805: Vittoria francese sull’Austria nella battaglia di Haslach-Jungingen.

14 ottobre 1805 Vittoria francese sull’Austria nella battaglia di Elchingen.

15-19 ottobre 1805 Vittoria sulla terra ferma della Grande armata napoleonica contro gli austriaci guidati dal generale Karl Mack nella battaglia di Ulm. Bonaparte scompagina i piani del generale austriaco Mack. Infligge agli austriaci una pesante sconfitta, catturando 30 mila prigionieri.

21 ottobre 1805 Disfatta di Napoleone a Trafalgar. La celebre battaglia navale di Trafalgar, molto importante nell'ambito delle guerre napoleoniche, vede la vittoria della Royal Navy sotto il comando di Lord Nelson, sulla flotta combinata franco-spagnola comandate dal generale Villeneuve a largo di Capo Trafalgar, vicino Cadice. Nelson è ferito a morte da un colpo di moschetto, il colpo gli perfora il polmone ma resta in vita abbastanza da sapere della vittoria dell'Inghilterra. Anche l’ammiraglio spagnolo Gravina rimane ucciso. Le flotte spagnole e francesi sono praticamente distrutte.

3 novembre 1805 Vittoria navale britannica contro la Francia nella battaglia di Capo d’Ortegal a nord-ovest della Spagna.

5 novembre 1805 Vittoria francese contro le truppe austriache e russe nella battaglia di Amstetten.

11 novembre 1805 Nella battaglia di Duerenstein le truppe francesi sotto il comando del Maresciallo Édouard Mortier sconfiggono in questa fase le forze russe molto più numerose comandate dal Feld-maresciallo Mikhaïl Kutouzov facendo 4 mila prigionieri.

13 novembre 1805 Napoleone occupa Vienna

16 novembre 1805 Il combattimento di Hollabrunn oppone 7 300 soldati russi guidati da Pierre de Bagration ai 20 600 uomini di Giocchino Murat. Segnano una vittoria tattica francese ma un successo strategico della Russia

2 dicembre 1805: Nella Battaglia di Austerlitz Napoleone sconfigge le forze congiunte di Austria, Prussia e Russia diventando di fatto padrone dell'Europa continentale

3 dicembre 1805 Johann Philipp Stadion è nominato ministro degli esteri d’Austria.

26 dicembre 1805 Trattato di Presburgo. L'imperatore austriaco Francesco I, sfiduciato da questa ennesima disfatta, si arrende e firma la Pace di Presburgo. Con la pace di Presburgo, l'Austria deve rinunciare a Gorizia e alla Provincia Veneta. Il Regno napoleonico d'Italia includerà a partire dal 1806 tutti i territori adriatici già appartenenti alla Serenissima Repubblica di Venezia, ivi comprese l’Istria e la Dalmazia che sono dunque incorporate nel Regno napoleonico. L’Austria deve altresì cedere il Tirolo e il Vorarlberg alla Baviera e alcuni territori al Regno di Wurtemberg e al granducato di Baden. La conseguenza è la liquidazione del Sacro Romano Impero tedesco e la nascita dell’Impero d’Austria.

27 dicembre 1805 Napoleone sottrae i Borboni dal Regno di Napoli nominandone alla testa il fratello Giuseppe Bonaparte al quale conferisce le forze necessarie per conquistare il Regno.

31 dicembre 1805 Finisce il calendario repubblicano


1806

Con la vittoria di Austerlitz inizia l'espansione dell’Impero napoleonico. In seguito alle sue prime, folgoranti vittorie come imperatore, Napoleone pone fine all'obsoleta istituzione del Sacro Romano Impero, imponendo all'imperatore d'Austria di abbandonare quel titolo e istituendo la Confederazione del Reno, un'unione di staterelli tedeschi (Baviera, Baden, Württemberg, Hesse-Darmstadt e Sassonia) sotto la diretta influenza di Napoleone in qualità di "protettore".
In Italia, dopo aver istituito il Regno d'Italia, Napoleone si appropria anche di Venezia. Affida quindi al fratello Luigi Bonaparte il regno d'Olanda, fa del fratello maggiore Giuseppe Bonaparte il re di Napoli, e nel 1808 il re di Spagna, di Girolamo Bonaparte, cognato del re del Württemberg, il re di Westfalia, del figliastro Eugenio di Beauharnais il cognato del re di Baviera e, poco dopo, viceré d'Italia. Successivamente, nella battaglia di Jena Napoleone liquida la Prussia di Federico Guglielmo III e a Friedland anche lo zar di tutte le Russie rimane sconfitto
Tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo i sovrani di Napoli furono attivi nelle varie coalizioni antifrancesi ed ebbero diversi scontri politici e soprattutto militari con i transalpini. Dopo la vittoria di Austerlitz del dicembre 1805, Napoleone Bonaparte promuove l'occupazione definitiva dell’area del napoletano condotta con successo da Gouvion-Saint Cyr e da Reynier e dichiara quindi decaduta la dinastia borbonica nominando nuovo Re di Napoli il fratello Giuseppe. In questo periodo di dominazione francese a Napoli durante tutto il primo Impero sino al 1815, il re Ferdinando continua a regnare de facto sulla Sicilia e perde solo il regno napoletano.

1806

1806 I territori del Regno d'Italia sono suddivisi in sei Divisioni Territoriali Militari con comando a Milano, Brescia, Mantova, Ancona, Venezia e Bologna. Il Regno napoleonico d'Italia includeva fin dal 1806 tutti i territori adriatici della Repubblica di Venezia, ossia anche l'Istria e la Dalmazia

1º gennaio 1806 Viene abolito il Calendario Rivoluzionario Francese . Si ritorna al calendario gregoriano

23 gennaio 1806 : Morte di William Pitt. Lo sostituisce il governo whig di William Grenville con Charles Fox agli esteri che prosegue la politica antifrancese prima di morire a sua volta il 13 settembre.

13 febbraio 1806 Rottura fra Napoleone e papa Pio VII.

15 marzo 1806 Murat diventa granduca di Berg.

18 marzo 1806 Si costituisce il consiglio dei "prud'hommes" dove gli imprenditori siedono in maggioranza .

22 marzo 1806 Scoppia a Soveria Mannelli una sommossa contro i francesi che durerà ininterrottamente fino al 1815

30 marzo 1806 Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone Bonaparte viene da questi nominato re di Napoli. Rimarrà al trono sino all’8 luglio 1808, divenendo quindi re di Spagna sino all’11 dicembre 1813.

1806 I territori del Regno d'Italia sono suddivisi in sei Divisioni Territoriali Militari con comando a Milano, Brescia, Mantova, Ancona, Venezia e Bologna. Il Regno napoleonico d'Italia includeva fin dal 1806 tutti i territori adriatici della Repubblica di Venezia, ossia anche l'Istria e la Dalmazia

4 aprile 1806 i Francia si pubblica il Catechismo imperiale

14 aprile 1806 Viene promulgato il codice di procedura civile in Francia

10 maggio 1806 Nasce l’Università imperiale. Ottiene due anni dopo ell’insegnamento in Francia il 17 settembre 1802

10 maggio 1806 Viene ripristinata in Francia la Corte dei Conti

16 maggio 1806 Un decreto del Consiglio britannico dichiara un blocco navale da Brest sino all’estuario dell’Elba

5 giugno 1806 Napoleone trasforma la Repubblica Batava in regno d'Olanda nominando re il fratello Luigi Bonaparte

22 giugno 1806 Luigi Bonaparte inizia il suo regno in Olanda. Rimarrà al trono sino al 1810 diventando popolare e proseguendo le riforme interne

12 luglio 1806 Con il Trattato di Parigi Napoleone costituisce la Confederazione del Reno, comprendente la Baviera, Baden e Württemberg, ma sempre sotto l'egemonia francese. La Prussia reagisce inviando un ultimatum ai francesi di lasciare la zona tedesca fino al Reno

16 luglio 1806 Finisce il Sacro Romano Impero. Francesco II d’Austria prende il titolo di re di Imperatore Francesco I

1 agosto 1806 La Confederazione del Reno riconosce Napoleone come suo “protettore”
La Confederazione del Reno perfeziona la secessione dal Sacro Romano Impero.

2 agosto 1806 Con l'arrivo delle truppe di Napoleone Bonaparte il Regno di Napoli ottiene la cosiddetta eversione della feudalità con la legge N. 130.

6 agosto 1806 L’imperatore scioglie i tedeschi dal giuramento della fedeltà all’Impero. L’abdicazione di Francesco II formalizza la dissoluzione del Sacro Romano Impero.

8 agosto 1806 Le truppe napoleoniche compiono il drammatico assedio e sacco della piccola città lucana Lauria dove si concentra una durissima resistenza anti-francese (Massacro di Lauria), una vicenda che ancora ha molti lati oscuri.

14 agosto 1806 Estensione a tutto l’Impero francese della costituzione dei grandi
feudi ereditari.

15 agosto 1806 Grazie a Napoleone Bonaparte il Liechtenstein ottiene la propria sovranità


La quarta coalizione antinapoleonica

Alla quarta coalizione costituitasi contro l'Impero napoleonico prendono parte fra il 1806 ed il 1807 Gran Bretagna, Prussia, Russia e altri stati (Sassonia, Svezia, Regno di Sicilia). Com’è noto, Napoleone mira ormai da alcuni anni a circondare il territorio dell'impero francese con una serie di stati vassalli, retti da suoi familiari o da sovrani suoi alleati, la cui direzione spetta tuttavia a lui stesso. Questa politica estera suscita da un lato la reazione delle grandi potenze (da qui una serie di guerre che a loro volta danno spesso occasione alla Francia di nuove annessioni), dall'altro la diffusione delle idee della rivoluzione francese (uguaglianza, laicità, nazionalità, libertà, iniziativa individuale). La terza coalizione (costituita nel 1805 in seguito al trattato anglo-russo di Pietroburgo a cui aveva aderito poco dopo l'Austria) si era chiusa con la pace di Presburgo (26 dicembre 1805), imposta da Napoleone all'Austria, con la quale fra l'altro l'Austria viene espulsa dall'Italia. Il successivo obiettivo di Napoleone è infatti quello di trasformare la Germania in una appendice dell'impero francese. Napoleone costituisce pertanto, sotto la sua presidenza, la Confederazione del Reno (12 luglio 1806), nella quale entrano sedici stati appartenuti fino ad allora al disciolto Sacro Romano Impero. Con la cessazione del Sacro Romano Impero Germanico, l’Austria si trova espulsa anche dalla Germania. Contro l'espansione napoleonica in Germania scende pertanto in campo la Prussia che il 9 ottobre 1806 dichiara guerra alla Francia. Sebbene la Prussia non avesse preso parte alla terza coalizione, Russia e Inghilterra si allearono con lei dando origine alla "quarta coalizione". La Prussia e la Russia si mobilitano per la campagna di guerra contro la Francia napoleonica. Gli eserciti prussiani e russi si trovano alquanto lontani fra di loro nel momento in cui iniziano le ostilità fra la Prussia e l'impero francese. Le truppe prussiane si concentrano in Sassonia. Le forze napoleoniche contrattaccano invadendo la stessa Prussia. Mentre i prussiani avanzano verso l'Assia, divisi in due eserciti, questi sono circondati e sconfitti nello stesso giorno (14 ottobre 1806) l'uno a Jena dallo stesso Napoleone, l'altro ad Auerstädt da Davout. Le forze francesi di Napoleone occupano quindi la Prussia e fanno il loro ingresso a Berlino il 25 ottobre 1806. Padrone del paese dal Reno all'Oder, Napoleone vi impone un ferreo regime militare: l'amministrazione del paese è affidata a funzionari francesi e le popolazioni tedesche sono obbligate a pagare gravosi contributi di guerra.

1 ottobre 1806 Ultimatum prussiano a Napoleone. Le armate prussiane dispongono di 56 mila uomini sotto il comando di Friedrich Ludwig di Hohenlohe-Ingelfingen sul fiume Meno e di 75 mila uomini schierati più a sud sotto il comando di Carlo Guglielmo Ferdinando di Braunschweig-Wolfenbüttel Nasce la quarta coalizione antinapoleonica formata da Regno Unito, Prussia, Russia e Svezia. Si dissolverà solo nel luglio 1807

7 ottobre 1806 La Grande armata napoleonica di stanza nella Germania meridionale entra immediatamente in azione interponendosi fra le due armate prussiane. Può contare su 160 mila uomini, divisi in sei corpi d'armata e capitanati, in assenza dell'imperatore, da Louis Alexandre Berthier

9 ottobre 1806. La Prussia si oppone al predominio francese in Germania, dichiarando guerra alla Francia presto affiancata da Russia e Regno Unito con cui dà vita alla quarta coalizione

10 ottobre 1806. Vittoria francese contro la Prussia nella Battaglia di Saalfeld

14 ottobre 1806 Napoleone cogliendo impreparati gli avversari prussiani li sconfigge in due battaglie importantissime, che si svolgono contemporaneamente a meno di venti chilometri di distanza l'una dall'altra: la prima battaglia a Jena sotto la sua guida sconfigge l’armata prussiana di Hohenlohe La seconda sotto la guida del Maresciallo Louis Nicolas Davout vede sconfitto l’esercito prussiano di Brunswick ad Auerstädt.

21 ottobre 1806 I prussiani sono inseguiti da Murat e dai suoi cavalieri fino alla città di Berlino che viene così occupata dai soldati dell'imperatore francesi Respinti nella Prussia Orientale, le forze prussiane si uniscono alle truppe russe.

Novembre 1806 Le armate francesi entrano in Posnania, aspettandosi un sollevamento generale da parte dei polacchi. Napoleone pur dichiarandosi ostile alla divisione della Polonia, evita di fare pressione sulle tre potenze occupanti Russia Prussia e Austria, per evitare che si possano saldare contro di lui

15 novembre 1808: Le truppe di Murat entrano a Varsavia dove incontrano l’ostilità a Napoleone da parte dell’aristocrazia (e dei Borbone rifugiatisi). La città non si muove. A Parigi Tadeusz Kościuszko capo dell’insurrezione del 1794 contro la Russia, rivendica un governo di tipo britannico e un Grande Stato polacco da Raga a Odessa, che Napoleone giudica inaccettabile Kościuszko gioca la carta della nobiltà e dell’aristocrazia alleandosi con il governatore di Varsavia principe Józef Poniatowski che a sua volta si alleerà con l’impero napoleonico.

21 novembre 1806 : Napoleone emana il Decreto di Berlino che istaura il cosiddetto blocco continentale, ovvero il divieto di consentire l’attracco in qualsiasi porto dei paesi soggetti al dominio francese, alle navi battenti bandiera inglese. Qualsiasi merce proveniente dal Regno Unito o dalle sue colonie è vietata. Napoleone giustifica questa palese violazione del diritto internazionale con l’esigenza di rispondere all’azione di blocco dei porti francesi già operata dalla Gran Bretagna la cui marina sequestrava da qualche tempo le navi francesi (ed anche qualche nave neutrale). Benché non verrà sempre applicato il blocco continentale scatenerà a due riprese una grave crisi nel Regno Unito: sia in quest’occasione (1806-1807) sia nel triennio 1810-1812. La Russia vi parteciperà dopo la firma del Trattato di Tilsit. Il Regno del Portogallo, al contrario rifiuta di aderire al blocco, cercando di guadagnare tempo inviando propri emissari presso l’Imperatore francese

11 dicembre 1806 Napoleone accetta la resa del grande elettore della Sassonia che fa pace con la Francia, entra nella Confederazione del Reno fornendo truppe ai francesi e riceve il titolo di Federico Augusto I re di Sassonia.

12 dicembre 1806 Gli insorti serbi contro l’impero ottomano guidati Karageorges si impadroniscono di Belgrado dopo aver sconfitto i turchi a Michar.

10 dicembre1806 Dopo giornate di eroici sforzi si conclude la Resistenza di Maratea: con grande dignità il colonnello Alessandro Mandarini si trova costretto a consegnare il Castello di Maratea alle truppe napoleoniche guidate da Jean Maximilien Lamarque

26 dicembre 1806 Le truppe russe guidate dal principe Dmitri Vladimirovitch Galitzin oppongono resistenza alla truppe francesi del Maresciallo Murat riuscendo a ritirarsi nonostante l’inferiorità numerica nella battaglia di Golymin in Polonia. Lo stesso giorno soldati russi agli ordini del generale Levin Bennigsen resistono agli attacchi del maresciallo Jean Lannes nella battaglia di Poltusk anche in questo caso riuscendo a ritirarsi

30 dicembre 1806 Scoppia la guerra russo-ottomana. La Turchia dichiara guerra alla Russia in seguito all’occupazione da parte di quest’ultima delle province danubiane dopo la destituzione del hospodar di Valacchia Constantin Ipsilanti che vuole ricostruire il Regno di Dacia con il sostegno dello zar.

31 dicembre 1806 Napoleone arriva a Varsavia dove si lega alla contessa Marie Walewska da cui avrà un figlio. Nomina una commissione del suo governo incaricando Poniatowski di occuparsi delle questioni militari prima di nominarlo maresciallo dell’Impero.



1807

Con il Trattato di Tilsit del 1807, Napoleone e lo zar Alessandro I di Russia giungono a una pace e a un'informale spartizione dell'Europa: la parte occidentale e centrale nell'orbita francese, quella orientale nell'orbita russa. Resta ancora una spina nel fianco del poderoso Impero napoleonico, l'Inghilterra Con cui si era scatenata una guerra per il commercio navale.
Al contempo Napoleone, sempre meno favorevole al potere temporale del papa, avvia una nuova invasione dell'Italia che portò alla conquista delle March e della Toscana (annesse direttamente all'Impero) e alla cattura di Pio VII: in questo modo i domini francesi del Regno d'Italia si congiungono senza soluzione di continuità con quelli dell'Italia centrale e del Regno di Napoli. La penisola italiana passa sotto il completo controllo napoleonico.

Prosegue nel 1807 la guerra della Francia contro l’Inghilterra per il commercio navale Era stata dapprima l'Inghilterra a dichiarare lo stato di blocco dei porti dell'impero francese da Brest alle foci dell'Elba. Falliti i tentativi di invasione del suolo britannico in seguito alla sconfitta francese nella battaglia di Trafalgar, come risposta, Napoleone il 21 novembre 1806 aveva emanato da Berlino il decreto del "blocco continentale imponendo un blocco economico e commerciale a tutti i porti d'Europa, sia a quelli alleati sia a quelli fino ad allora rimasti neutrali, per impedire ogni scambio con Londra e le sue colonie. Il Decreto dichiarava le isole britanniche in stato di blocco, vietava ogni commercio coll'Inghilterra, e vietava l'attracco ai porti francesi a ogni nave che avesse toccato in precedenza un porto inglese. A sua volta l'Inghilterra replica con una ordinanza del gennaio 1807 secondo la quale anche le navi che battevano bandiera neutra sono obbligate a recarsi in un porto inglese per far esaminare il carico, per ottenere a pagamento una "licenza di navigazione", pena la confisca del carico ed il sequestro della nave.
A sua volta Napoleone, col decreto di Milano del 17 dicembre 1807, dichiara "di buona presa" qualunque bastimento che avesse accettato l'ispezione degli inglesi o avesse pagato la licenza di navigazione alle autorità inglesi.

Nel frattempo, alla fulminea campagna di terra di Napoleone contro la Prussia, fa seguito una nuova campagna militare contro la Russia, nelle provincie orientali prussiane (territori appartenenti attualmente alla Polonia). L'azione militare si rivela inizialmente molto più pesante e difficile della campagna contro la Prussia nell'ottobre 1806. Dopo la battaglia di Eylau (8 febbraio 1807), una battaglia dall'esito incerto della quale sia Napoleone sia i Russi vantano la vittoria, l'esercito russo viene sconfitto in maniera definitiva nella battaglia di Friedland (14 giugno 1807), e tre giorni dopo la Russia chiede una tregua. Col successivo Trattato di Tilsit (7 luglio 1807), col quale la Francia impone la pace con la Russia, termina di fatto la quarta coalizione. In base alle clausule del Trattato di Tilsit la Russia riconosce la Confederazione del Reno; Federico Guglielmo III viene ridotto al possesso della Prussia propriamente detta, della Slesia, del Brandeburgo e della Pomerania; le provincie orientali della Prussia, già tolte alla Polonia (tranne Danzica proclamata città libera) entrano a costituire il Granducato di Varsavia sotto l'elettore di Sassonia Federico Augusto creato re di Sassonia; le provincie a ovest dell'Elba, assieme all'Assia-Kassel, al Braunschweig e a parte dell'Hannover, entrano a costituire il nuovo regno di Westfalia, che Napoleone conferisce al fratello Girolamo; la Prussia si trova altresì costretta ad aderire al blocco continentale contro l'Inghilterra e a pagare una enorme somma come riparazione di guerra. Infine tra Napoleone e lo zar Alessandro I di Russia vengono stipulate alcune intese segrete, ancora non ben note, per cui essi si promettono, entro certi limiti, appoggio reciproco o mano libera in Turchia e in Occidente sulla base di un comune atteggiamento anti-inglese.

La reazione inglese contro il Trattato di Tilsit è violenta: viene bombardata Copenaghen (settembre 1807) e la Danimarca è costretta a cedere la flotta, viene protetto il Portogallo (ma l'intera famiglia reale devrifugiarsi in Brasile) e viene minacciato l'impero ottomano che sembrava avvicinarsi alla Francia.

Mentre lo zar di Russia muove contro la Svezia (la parte orientale della Svezia è anessa alla Russia nel Granducato di Finlandia), Napoleone fa presidiare dal suo esercito la Spagna sua alleata. Con la cupidigia di cui dà ormai ampia prova, approfittando del consenso spagnolo al passaggio delle truppe francesi verso il Portogallo che ancora commercia con l'Inghilterra, Napoleone penetra nella penisola iberica. Sfruttando le ostilità dinastiche tra il sovrano Carlo IV e il figlio Napoleone li costringe all'abdicazione e pone sul trono di Madrid il fratello Giuseppe trasferendo a Napoli il fido maresciallo e cognato Gioacchino Murat L'esplodere di una violenta gerriglia, tale da mettere in ginocchio l'esercito francese, e le vittorie del generale inglese Wellington in Portogallo, costringono tuttavia Napoleone a porsi in prima personaal comando della Grande Armée in Spagna per riuscire a riconquistare Madrid abbandonata dal fratello.

Tutto ciò finirà per favorire le aspirazioni degli austriaci ad approfittare della debolezza dell'Impero per scendere nuovamente in guerra decidendo di allearsi con l'Inghilterra in una quinta coalizione antifrancese. Ma la campagna del 1809 si risolvera in maniera disastrosa per gli Asburgo, le cui truppe sono sconfitte prima ad Aspern-Essling e poi a Wagram, spianando ai francesi la strada per Vienna. La deportazione del Papa, infine, consentirà a Napoleone di fare di Roma la capitale del Regno d'Italia e di istituire il titolo di "re di Roma" che avrebbe poi dato al proprio erede.

1807

1807 Il Parlamento britannico dichiara illegale il traffico degli schiavi. Il loro commercio è vietato ai sudditi di Sua maestà e nell’Impero britannico

3 gennaio 1807 Federico Guglielmo III re dio Prussia costringe alle dimissioni il barone Heinrich Friedrich Karl vom Stein che avvia riforme tentando di abbattere le barriere doganali e di combattere contro il corporativismo.

7 gennaio 1807 Blocco dei porti francesi e delle colonie da parte della marina britannica.

Gennaio 1807 Viene instituito in Russia un Comitato per la preservazione dell’ordine pubblico in Russia.

28 gennaio - A Londra il Pall Mall è la prima strada illuminata da lampioni a gas.

8 febbraio 1807 - Battaglia a Eylau tra Francia e Russia-Prussia dall’esito incerto.

16 febbraio 1807 Nella battaglia di Ostrołęnka le truppe napoleoniche dirette dal generale Jean Marie Savary sconfiggono l’esercito russo del generale Ivan Essen.

2 marzo 1807 E’ pubblicato in Francia lo statuto civile degli ebrei

19 marzo 1807 Inizio dell’assedio di Danziga da parte dell’ armata framcese del generale François Joseph Lefebvre, protetta dalla guarnigione prussiano e russa comandata dal maresciallo Friedrich Adolf von Kalckreuth. La città capitola il 24 maggio

29 marzo Georg Wilhelm Friedrich Hegel pubblica la Fenomenologia dello spirito.
Viene scoperto 4 Vesta che è l'unico asteroide visibile ad occhio nudo dalla Terra.

31 marzo 1807 Si insedia a Londra il governo conservatore di William Henry Cavendish Bentinck in carica fino al 1809.

24 maggio 1807 La Grande Armata napoleonica conquista Danzica

10 giugno 1807 Vittoria dell’esercito di Napoleone sull’esercito russo sotto il comando di Levin August von Bennigsen nella battaglia di Heilsberg.

14 giugno 1807 Nuova Vittoria dell’esercito di Napoleone sull’esercito russo nella battaglia di Friedland. Napoleone sventa l’offensiva russe

29 giugno 1807 È abolita la più antica delle Federazioni politiche d'Europa, la Reggenza dei Sette Comuni.

7 luglio 1807 Trattato di Tilsit. Napoleone Bonaparte e lo zar Alessandro I si incontrano a bordo di una zattera sul fiume Niemen per firmare il trattato di pace tra Russia e Francia che prenderà il nome di Pace di Tilsit e che pone fine alla quarta coalizione antifrancese. Napoleone lascia allo zar mani libere in Svezia. In cambio la Russia aderisce al blocco continentale contro il Regno Unito. Una clausola prevede lo smembramento dei possedimenti europei della Turchia e la loro ripartizione fra la Russia e la Francia. La Russia riconosce la costituzione del Granducato di Varsavia a detrimento della Prussia che Napoleone affida al re di Sassonia Nell’ambito dell’accordo di pace, la Russia cede alla Francia le isole Ionie occupate a partire dal 1799 e firma una pace bianca con la Turchia dalla quale ottiene la Moldavia e la Valacchia.

9 luglio 1807 Napoleone Bonaparte e il re Federico Guglielmo III si incontrano a Tilsit per discutere il trattato di pace tra Prussia e Francia. In base al Trattato di pace la Prussia perde una cospicua parte del proprio territorio e perde la metà della sua popolazione in seguito alla creazione del Regno di Vestfalia e del Granducato di Varsavia. Il Granducato di Varsavia sottrae alla Prussia tre province: Masovia, Cuiavia, Posnania. Danzica è proclamata città libera. Lo rimarrà fino al 1814 L’esercito prussiano è ridotto a à 42 mila uomini. Anche la Prussia è costretta ad aderire al blocco continentale

22 luglio 1807 Nasce il Granducato di Varsavia. Viene dotato di una costituzione liberale ispirata dal Codice civile francese. I patrioti polacchi auspicano il ristabilimento della Costituzione del 1791, ma Napoleone impone uno «statuto costituzionale del granducato di Varsavia» che tiene conto delle specificità del Paese. Federico Augusto I di Sassonia vi regna attraverso sei ministri disponendo di poteri estesi: un Parlamento (Sejm) con due camere riunisce i deputati nobili e quelli che non lo sono. Il paese è diviso in sei dipartimenti dotati di prefetti e sottoprefetti. E’ uno Stato centralistico ben lontano dall’anarchia polacca.

28 luglio 1807 Napoleone ingiunge il Portogallo di applicare il Blocco continentale contro il Regno Unito.

9- 14 agosto 1807 Talleyrand cade in disgrazia e rassegna le dimissioni da ministro degli esteri

16 agosto 1807 Inizia la seconda battaglia di Copenhagen

16 agosto 1807 Napoleone nomina il fratello Gerolamo re di Vestfalia Il Regno di Wesftalia è creato da Napoleone unendo i territori ceduti dal Regno di Prussia nella Pace di Tilsit assieme al Ducato di Magdeburgo ed all'Elettorato di Hannover, oltre che al Ducati di Brunswick-Lüneburg ed all'Elettorato d'Assia-Kassel. La capitale del nuovo regno è Kassel ed il re tenne corte al palazzo di Wilhelmshöhe, definito anche Napoleonshöhe. Lo stato è membro della Confederazione del Reno e rimarrà in vita sino alla sconfitta di Napoleone a Lipsia nell’ottobre 1813

19 agosto 1807 Napoleone decide la soppressione del Tribunato creato sotto il Consolato rafforzando il carattere autoritario del regime e il suo assolutismo a scapito delle libertà pubbliche

24 agosto 1807 Armistizio fra l’impero Russo e quello Ottomano.

2-5 settembre 1807 Copenhagen è bombardata dalla flotta britannica. I Britannici si impadroniscono della flotta da guerra danese neutralizzando le navi per il commercio.

10-11 settembre 1807 Entra in vigore in Francia il nuovo Codice del commercio

16 settembre 1807 Viene istituita in Francia la Corte dei Conti, corpo unico centralizzato per il controllo dei conti pubblici.

9 ottobre 1807 Richiamato in Prussia nel mese di settembre Stein fa approvare un Decreto che proclama la libertà individuale e il diritto di proprietà, ponendo termine alla servitù ereditaria. Le sue riforme contribuiscono alla modernizzazione dello Stato prussiano eliminando il sistema delle caste e riorganizzando l’amministrazione del Regno di Prussia secondo i precetti della rivoluzione francese.

10 ottobre 1807 Con la Convenzione di Fontainebleau il Regno d’Italia napoleonico cede Monfalcone all’Austria guadagnando la città di Gradisca, spostando così il nuovo confine lungo il fiume Isonzo.

13 ottobre 1807 Il blocco continentale viene rafforzato

27 ottobre 1807 Francia e Spagna stipulano a Fontainebleau un trattato segreto per la spartizione del Portogallo. In seno alla Corte spagnola sorgono intrighi indirizzati dal principe ereditario Ferdinando nei confronti di Manuel Godoy che avrebbe beneficiato per la sua famiglia del controllo dell’Algarve. Napoleone interviene affinché il re di Spagna lo perdoni, ma nel frattempo cresce l’impopolarità di Godoy.

30 ottobre 1807 Le Danimarca stipula un’alleanza con la Francia raggiungendo il blocco continentale. Si rompono le sue relazioni con la Norvegia che si dota della Costituzione di Eidsvold e di un re.

5 novembre 1807 Rottura delle relazioni fra la Russia e il Regno-Unito.

20 novembre 1807 Grazie all’accordo della Spagna che consente il passaggio alle truppe francesi del generale Jean-Andoche Junot che raggiunge Castelo Branco, le guarnigioni francesi si insediano in Spagna per garantire la sicurezza delle comunicazioni fra la Francia e il Portogallo.

24 novembre 1807 Il consiglio di Stato del Portogallo decide di trasferire la famiglia reale e la corte in Brasile

27 novembre 1807 Il principe reggente Giovanni VI di Braganza si imbarca da Lisbona verso il Brasile con la famiglia e la corte al seguito.

27 novembre 1807 Viaggio a Venezia di Napoleone dove viene accolto trionfalmente

29 novembre 1807 L’armata di Napoleone inizia l’invasione del Portogallo

30 novembre 1807 I francesi entrano a Lisbona non senza creare malcontento fra la popolazione. A Porto e a Evora si formano delle giunte che assumono la gestione del potere.

10 dicembre 1807 Conseguenza dell’annessione della Toscana alla Francia, Maria Anna Bonaparte, detta Elisa, sorella di Napoleone diventa Regina d’Etruria.

17 dicembre 1807 Decreto di Milano stabilisce il sequestro di qualsiasi nave che abbia taccato le coste del Regno Unito e pagato la tassa del 25% esatta dai Britannici per autorizzare i paesi neutri ad entrare nei porti europei.

28 dicembre 1807 Livorno viene occupata dalle truppe napoleoniche essendo sospettata dai francesi di non rispettare il blocco continentale tramite atti di contrabbando con il Regno Unito. Maria Luigia d’Austria fugge dalla città


1808

Nel 1808 l'imperatore Napoleone sceglie di affidare al fratello Giuseppe re di Napoli, il trono di Spagna. A succedergli sceglie il marito di sua sorella Carolina, il Maresciallo di Francia e compagno d'armi di lungo corso Gioacchino Murat. Napoleone attribuisce al cognato il titolo puramente formale di Re delle Due Sicilie per reclamare anche la sovranità sull'isola di Sicilia, nei fatti il dominio Murat rimane limitato alla parte continentale del meridione d'Italia e Murat non governerà mai sull'isola che rimane sotto l'autorità di re Ferdinando IV di Borbone.

Il generale Marmont annette al Regno napoleonico d’Italia anche il territorio della Repubblica di Ragusa.

1808 : Guerra di Spagna La Guerra d'indipendenza spagnola (Peninsular War per i britannici), fu il più grande conflitto delle guerre napoleoniche e venne combattuto nella penisola iberica da una alleanza di Spagna, Portogallo e Regno Unito contro il Primo Impero francese. La guerra ebbe inizio quando l'esercito francese occupò la Spagna nel 1808 e terminò nel 1814 con la sconfitta delle truppe napoleoniche.

La guerra d'indipendenza spagnola fra il 1808 e il 1813 fu il più grande conflitto delle guerre napoleoniche e fu combattuto nella penisola iberica da un’alleanza di Spagna, Portogallo e Regno Unito contro il Primo Impero francese. Si costituisce una Junta Central che, in assenza del re legittimo, assume la totalità dei poteri sovrani e si insedia come massimo organo di governo. Frutto di questa nuova situazione venutasi a creare, la Junta Central convocò una riunione delle Cortes straordinaria a Cadice, atto che dà inizio chiaramente al processo rivoluzionario. Ben presto si formano due fazioni liberali e assolutisti da un lato i Liberales: fautori di riforme rivoluzionarie, ispirate ai principi della Rivoluzione Francese. Dall’altro gli absolutistas o “serviles”: fautori del mantenimento dell’Antico Régime di monarchia assoluta, di una società estamental e di un’economia mercantile. Se il lungo Regno di Ferdinando VII dal 1814 al 1833 segna la Restaurazione della monarchia assoluta, la reggenza assunta alla sua morte dalla moglie di Ferdinando VII María Cristina di Borbone delle Due Sicilie sostenuta dalle forze liberali segna l’inizio della costruzione dello Stato liberale. Inizialmente il governo di Maria Cristina difendeva le posizioni dei liberali, dei massoni, dei cattolici costituzionalisti e delle frange più borghesi della società spagnola (specie quelle più sviluppate della Catalogna), che speravano di strappare alla corona concessioni politiche grazie all'appoggio dato a Isabella. Questo processo frenato dallo scoppio della prima guerra carlista (1833-1839) e dalla successiva reggenza del generale carlista Baldomero Espartero. Intorno ai carlisti ostili alla reggenza di Maria Cristina e e favorevoli alla designazione del fratello di Ferdinando VII Don Carlos Isidro invece si unirono i monarchici legittimisti, i cattolici tradizionalisti e soprattutto i reazionari antiliberali, i grandi proprietari terrieri delle regioni più arretrate: Aragona, Navarra, Biscaglia, Vecchia Castiglia, Leon, che, grazie alle alte gerarchie cattoliche, riuscirono a convincere notevoli masse contadine (anche basche e catalane) a chiedere il ripristino dell'Inquisizione e a lottare per la conservazione dei vecchi rapporti feudali, nonché a difendere l'autonomia delle province contro la politica centralista del governo.Al termine della prima guerra, la Monarchia modifica i cosiddetti Fueros che garantivano l’autonomia amministrativa attraverso un sistema di norme giuridiche tanto di diritto pubblico che di diritto privato, confermandoli “senza pregiudizio dell’unità costituzionale della Monarchia”. In realtà solo nel 1843 con l’inizio del lungo Regno di Isabella II si costruisce l’edificio del moderno Stato liberale di Monarchia Costituzionale. Durerà sino al 1968.

1808 Inizia la guerra di indipendenza

16 gennaio 1808 Il Vicerè d’Italia Eugène Rose de Beauharnais fonda presso il Palazzo del Monte di Pietà la Borsa Valori di Milano.

Nel 1808 Napoleone creò l'Università come istituzione di Stato

gennaio 1808 Negli Stati Uniti d'America è vietata l'importazione di schiavi dall'estero. Rimane ancora in vigore tuttavia lo schiavismo all'interno di molti stati della federazione, nonché il coinvolgimento estero nella tratta degli schiavi dall'Africa.

22 gennaio 1808 Arrivo del Principe Reggente del Portogallo, D. João VI, a Salvador de Bahia in seguito all'invasione del Portogallo da parte di Napoleone.

26 gennaio 1808 Ribellione del rum: nel ventesimo anniversario della fondazione della colonia britannica del Nuovo Galles del Sud (Australia), alcuni ufficiali al comando del reggimento New South Wales Corps (altrimenti noto come "Rum Corps") deposero e imprigionarono il governatoreWilliam Bligh (che aveva cercato di regolamentare il traffico di rum che coinvolgeva gli ufficiali dell'esercito) e presero il controllo della colonia.

Febbraio 1808 Ha inizio la guerra finlandese. L'impero russo, alleato della Francia napoleonica con la firma della pace di Tilsit (1807), premeva sulla Svezia, alleata tradizionale del Regno Unito, perché aderisse al Blocco Continentale. Il rifiuto svedese e lo scoppio della guerra anglo-russa furono il casus belli del conflitto che vide contrapposti la Svezia da una parte e la Russia, Danimarca e Francia dall'altra e si concluse con la separazione della Finlandia dalla Svezia come granducato autonomo russo.

2 febbraio 1808 Papa Pio VII non aderisce al Blocco Continentale imposto da Napoleone Bonaparte a tutti gli stati europei per isolare l'Inghilterra. Napoleone occupa così Roma che viene inglobata nell'Impero Francese mentre Ancona, Macerata, Urbino e Camerino entrano a far parte del Regno Italico. Il Ducato di Parma e Piacenza viene soppresso e annesso alla Francia il 15 marzo.

6 febbraio 1808 La nave Topaz (partita da Boston, il 5 aprile 1807, per cacciare foche) riscopre le isole Pitcairn: uno solo degli ammutinati del Bounty è ancora in vita, John Adams (vero nome, Alexander Smith).

8 febbraio 1808 Il ministro delle finanze di Napoleone Bonaparte, Nicolas François Mollien, da poco nominato conte, delibera che i fondi per il sostentamento della Repubblica Settinsulare - ritornata nuovamente sotto il protettorato francese - vengano spediti ogni mese da Firenze aCorfù nella somma di 25.000 franchi d'oro.

11 febbraio 1808 Il carbone di antracite viene utilizzato per la prima volta come combustibile a Wilkes-Barre in Pennsylvania (USA) da Jesse Fell che ha ideato un metodo efficace per la combustione aerea. L'utilizzo del carbone sarà fondamentale per innescare la Rivoluzione industriale statunitense.

21 febbraio 1808 Guerra finlandese: truppe russe attraversano il confine finlandese senza alcuna dichiarazione di guerra. Ha inizio il conflitto.

2 marzo 1808 Guerra finlandese: le truppe russe occupano Helsinki e iniziano a bombardare la fortezza di Sveaborg.

11 marzo 1808 Guerra finlandese: le truppe russe occupano Tampere.

19 marzo 1808 Carlo IV di Spagna dopo l'ammutinamento di Aranjuez in cui era stato fatto prigioniero il suo favorito, Manuel de Godoy, si mette sotto la protezione di Gioacchino Murat, comandante dell'esercito francese in Spagna, e abdica in favore del figlio, Ferdinando VII(che aveva richiesto l'intervento di Napoleone contro Godoy e che aveva catalizzato in suo favore il malcontento popolare). Il neosovrano una volta asceso al trono si schiera contro la Francia e la sua legittimità viene immediatamente contestata da Napoleone che giunto alla fortezza di Marracq a Bayonne, cittadina dei Pirenei, impone il suo arbitrato. Ferdinando VII viene così deposto dai francesi, che potevano contare all'epoca su un esercito di centomila soldati in Spagna, e tradotto in carcere a Valençay (10 maggio). Napoleone reinsedia sul trono un Carlo IV privo di ogni autorità.

22 marzo 1808 Guerra finlandese: le truppe russe occupano Turku.

16 aprile 1808 Guerra finlandese: le truppe svedesi sotto il comando di Carl von Döbeln si scontrano con i russi a Pyhäjoki, Finlandia.

2 maggio 1808 Ha inizio la guerra d'indipendenza spagnola: la popolazione di Madrid si rivolta contro gli occupanti francesi uccidendo 150 soldati.

3 maggio Guerra finlandese: i russi conquistano la fortezza di Sveaborg e occupano Helsinki.
Guerra d'indipendenza spagnola: per ritorsione alla ribellione del 2 maggio, i francesi fucilano 5.000 madrileni. Gli eventi dell'insurrezione di Madrid verranno raffigurati nel 1814 da Francisco Goya nei celebri dipinti, Due di maggio e Tre di maggio.

24 maggio 1808 guerra d'indipendenza spagnola: la rivolta contro l'occupazione francese si estende oramai a tutto il paese, fomentata dal clero e dalla nobiltà spagnola. Le azione militari sono disorganizzate e compiute dai popolani, ma una giunta ribelle prende il potere in gran parte delle province.

6 giugno 1808 Napoleone riunisce a Bayonne l'assemblea dei notabili spagnoli e obbliga Carlo IV di Spagna ad abdicare in favore di Giuseppe Bonaparte, fratello dell'imperatore francese e già re di Napoli dal 1806, con l'intento di riformare la stato spagnolo e sedare le rivolte anti-francesi. Le colonie spagnole rifiutano il riconoscimento del nuovo sovrano rendendosi di fatto indipendenti. La giunta ribelle della città diSiviglia dichiara guerra alla Francia.

Fine giugno 1808. Le giunte ribelli prendono contatto con Impero britannico che concorda l'invio di aiuti e consiglieri militari. La reazione francese non si fa attendere: le armate di Moncey occupano Valencia, quelle di Lefebvre-Desnouettes riportano brillanti successi contro gli spagnoli alle porte di Saragozza prendendo d'assedio la città. Le truppe di Pierre Dupont de l'Étang si acquartierano presso Andújar inAndalusia.

8 luglio 1808 Un'assemblea di 75 notabili spagnoli promulga la costituzione di Bayonne. Il documento trasforma la monarchia assolutaspagnola in una monarchia costituzionale d'ispirazione napoleonica. Il giorno dopo, Giuseppe Bonaparte viene formalmente incoronato re di Spagna con il nome di Giuseppe I.

14 luglio 1808 guerra di indipendenza spagnola: le armate francesi di Jean Baptiste Bessières sconfiggono gli anglo-spagnoli guidati daJoaquín Blake y Joyes nella battaglia di Medina del Rio Seco.

19 luglio 1808 guerra di indipendenza spagnola, battaglia di Bailén - le truppe francesi comandate da Pierre Dupont de l'Étang sono sconfitte aBailén dagli spagnoli comandati da Francisco Javier Castanos. Si tratta di una vittoria decisiva per le sorti del conflitto e la prima seria debacle europea delle armate napoleoniche.
20 luglio : Giuseppe Bonaparte che si era insediato a Madrid dopo la vittoria del 14 luglio è costretto ad abbandonare la città.

1 agosto 1808 Dopo un mese di interregno Gioacchino Murat, cognato di Napoleone sostituisce Giuseppe Bonaparte diventando Re delle Due Sicilie. Rimarrà al trono sino al 3 maggio 1815.
.
14 agosto 1808 Ha termine il primo assedio di Saragozza (fine di giugno-14 agosto 1808). Il comandante delle operazioni, Jean Antoine Verdier, è costretto a ripiegare le proprie truppe a seguito della mutata situazione tattica conseguente la sconfitta di Bailén.

20 agosto 1808 Portogallo: gli inglesi sotto il comando di Arthur Wellesley, I duca di Wellington sconfiggono l'esercito francese del generaleJunot alla battaglia di Vimiero. Le truppe francesi si ritirano verso i Pirenei.

29 settembre : le giunte provinciali, che godono dell'appoggio di parte dell'esercito regolare spagnolo, si riuniscono in una giunta nazionale.

19 novembre 1808 Finlandia: le truppe svedesi si ritirano dalla Finlandia e lo zar Alessandro I ne sancisce l'annessione alla Russia.

novembre-dicembre 1808 Napoleone al comando di una Grand Armée di quasi 200 mila uomini, invade la Spagna e dopo le vittorie conseguite a Burgos e Espinosa de los Monteros, restaura sul trono il fratello Giovanni che era stato spodestato dai ribelli l'estate precedente.
30 novembre: l'esercito di Napoleone è vittorioso a Somosierra.

4 dicembre 1808 Napoleone conquista Bailén e entra a Madrid. Il sovrano francese promulga i Décrets de Chamartin (Decreti di Chamartin) con cui abolisce i diritti feudali, sopprime il tribunale dell'inquisizione, secolarizza i monasteri e ne incamera i beni.
Battaglia di La Corogne: un corpo di spedizione britannico che aveva tentato lo sbarco in Galizia viene respinto dai francesi.

20 dicembre 1806 ha inizio il secondo assedio di Saragozza (4 dicembre 1808 - 20 febbraio 1809) da parte dell'esercito francese. Il durissimo assedio (si stimano oltre 50.000 morti da parte spagnola corrispondenti a circa la metà degli assediati) avrà termine l'anno successivo, ma la città non verrà espugnata.

1808 Il generale Marmont annette al Regno napoleonico d’Italia anche il territorio della Repubblica di Ragusa.



1809

1809 Vengono staccate dal Regno le città di Gorizia e Trieste e i territori di Istria, Dalmazia e delle Bocche di Cattaro (oltre alla recentemente inserita Ragusa) per formare sempre sotto il controllo francese, le Province Illiriche con capoluogo Lubiana. In compenso viene portato il confine del Regno d'Italia fino all'Isonzo ed a nord di Bolzano (con tutto il Trentino).

3 marzo 1809 Maria Anna Bonaparte, detta Elisa, sorella di Napoleone diventa Granduchessa di Toscana.

10 aprile 14 ottobre 1809 Quinta coalizione

La quinta coalizione fu un'alleanza fra Austria e Gran Bretagna, creata nel 1809 per combattere contro il Primo Impero francese di Napoleone Bonaparte. La Gran Bretagna, essendo alleata ai rivoluzionari spagnoli nella guerra d'indipendenza spagnola, si trovava già in guerra con la Francia. Allo stesso tempo l'Austria aveva organizzato un nuovo esercito per modificare la situazione sfavorevole venutasi a creare dopo la disfatta subita nella precedente guerra della terza coalizione, che culminò con il Trattato di Pressburg. A pesare sul fatto che l'Austria non ottenne alcuna vittoria nelle operazioni minori di tipo difensivo, fu il fatto che gli eserciti russo e prussiano non le diedero alcun aiuto, e quindi l'esercito austriaco si venne a trovare in inferiorità numerica contro la grande armata francese. Questa situazione condusse alla disfatta austriaca nella battaglia di Wagram. L'Austria fu obbligata a firmare il Trattato di Schönbrunn, perdendo ulteriore territorio nei confronti di Napoleone.

maggio 1809 annette lo Stato Pontificio. Papa Pio VII che aveva in precedenza scomunicato Napoleone, viene portato in Francia e imprigionato nel Palazzo di Fontainebleau

Veneto: rivolte popolari contro l'occupazione francese nelle terre di San Marco, in alcune aree congiuntamente all'insurrezione tirolese, represse nel sangue dagli eserciti francese ed italiano

13 maggio 1809 Austria: Napoleone, sconfitta la V coalizione antifrancese (comprendente il Tirolo), occupa Vienna

La Battaglia di Aspern-Essling (22 maggio 1809) vide lo scontro fra l'esercito francese e quello austriaco nel contesto delle Guerre napoleoniche nell'ambito della Quinta coalizione
25 maggio 1809 prima battaglia del Bergisel, presso Innsbruck: le truppe bavaresi e francesi vengono sconfitte dagli insorti tirolesi guidati da Andreas Hofer

29 maggio 1809 seconda battaglia del Bergisel: le truppe bavaresi e francesi vengono sconfitte nuovamente da Andreas Hofer e si ritirano a fondovalle

La Battaglia di Wagram fu combattuta attorno all'isola di Lobau sul fiume Danubio e nella piana del Marchfeld attorno al villaggio di Deutsch-Wagram, 15 km a nordest di Vienna. Ebbe luogo tra il 5 e il 6 luglio del 1809 e si concluse con una decisiva vittoria delle truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte contro gli austriaci comandati dall'Arciduca Carlo.

8 agosto 1809 Gioacchino Murat, re di Napoli, con decreto n°448 inizia la soppressione degli ordini religiosi nel Regno ed in particolare dell'ordine dei domenicani, con la conseguente confisca di tutti i loro beni, la conversione dei conventi ad altro uso (spesso militare) e il passaggio delle loro chiese al clero diocesano

13 agosto 1809 Andreas Hofer sconfigge ancora una volta le truppe bavaresi e francesi e si insedia ad Innsbruck

Il Trattato di Schönbrunn, a volte richiamato come Trattato di Vienna, fu un trattato di pace concluso il 14 ottobre 1809 fra Napoleone I e Francesco II. Venne firmato il 14 ottobre 1809 al castello di Schönbrunn, presso Vienna, dai delegati degli imperi francese ed austriaco, a conclusione della guerra della quinta coalizione.

L'Austria era stata sconfitta a Wagram e Napoleone impose dure condizioni: Vienna dovette riconoscere Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, quale legittimo sovrano di Spagna, cedette il Granducato di Salisburgo alla Baviera che diede il territorio dell'attuale Trentino al Regno d'Italia, parte della Polonia al Granducato di Varsavia, Trieste, la Dalmazia e la Croazia a sud del fiume Sava alla Francia (che le costituì nelle neonate Province Illiriche). L'Austria dovette, inoltre, pagare una grande indennità di guerra ed accettare di ridurre l'esercito a 150.000 soldati.

14 ottobre 1809 L'Austria firma il Trattato di Schönbrunn con la Francia. Nuova insurrezione in Tirolo

1 novembre 1809 Sconfitta tirolese a Bergisel: Andreas Hofer fugge nella natìa Val Passiria

Viene concesso a Porto Rico il diritto di inviare deputati alla Corte spagnola

Il diplomatico britannico Benjamin Bathurst scompare in Prussia


1810

1810 Prima legge in Spagna sulla libertà di stampa
Pur avendo consegnato i troni degli Stati satelliti a membri della propria famiglia, Napoleone si trovò ben presto al centro di una serie di intrighi per indebolirne il potere. Già durante la campagna di Spagna vennero diffuse voci sulla sua morte sul campo, cosa che convinse l'imperatore dell'improrogabilità della questione dell'erede. Ma anche dopo la nascita del futuro Napoleone II, la situazione rimase difficoltosa. Il fratello Luigi Bonaparte, messo sul trono d'Olanda, venne deposto nel 1810 per la sua eccessiva indipendenza, così che l'Olanda fu annessa ai territori imperiali. Anche Girolamo, sul trono di Westfalia, si barcamenava tra dissesti finanziari e problemi amministrativi. L'ambiziosa Carolina tramava per riuscire ad elevarsi dal rango di regina di Napoli a futura imperatrice, complottando contro il fratello ma anche contro il marito Murat. Divenuto re di Svezia nel 1811 in seguito alla vacanza del trono, il maresciallo Jean-Baptiste Jules Bernadottenon perse tempo a tradire il suo vecchio padrone, alleandosi con le forze antifrancesi. Infine, il ministro degli esteri Talleyrand fu licenziato nel1809 in seguito alla scoperta del complotto antinapoleonico e alla sua intelligenza con i cospiratori, mentre nel 1810 venne destituito anche l'intrigante ministro della polizia Joseph Fouché che era entrato in contatto con gli inglesi. Tuttavia, tutte queste trame ormai in moto presto distrussero le forze di Napoleone. Durante la campagna di Russia del 1812, a Parigi il generale Malet insieme ad altri esponenti politici e militari tentò un colpo di stato per impossessarsi del potere, sventato con facilità.


1810

28 gennaio 1810 Tirolo: a San Martino in Passiria viene arrestato Andreas Hofer, il patriota tirolese che aveva sconfitto le truppe bavaresi e l'esercito napoleonico. Sarà fucilato il 20 febbraio aMantova

Proprio riguardo al problema dell'eredità imperiale, Napoleone si convinse della sopravvenuta sterilità della moglie Giuseppina: dopo quasi quindici anni, l'imperatrice non gli aveva infatti procurato il figlio a lungo atteso. Perciò, dopo aver saggiato la strada di un matrimonio con un'appartenente alla famiglia dello zar, Napoleone si accordò con Metternich per contrarre matrimonio con la figlia dell'Imperatore d'Austria, la giovane Maria Luisa d'Asburgo-Lorena. Dopo aver divorziato da Giuseppina, Napoleone ottenne così la nascita del suo erede, Napoleone Francesco, nel 1811. Da quel momento, la stabilità dell'Impero era assicurata.

2 aprile 1810: Matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Asburgo-Lorena

11 aprile 1810 Francia: L'imperatore Napoleone Bonaparte divorzia da Giuseppina Beauharnais e sposa l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, figlia dell'imperatore Francesco I

25 maggio 1810 In Argentina si scatena la rivoluzione di maggio che porterà all'indipendenza dallaSpagna nel 1816

16 settembre 1810 il Messico, dichiara l'indipendenza dalla Spagna

18 settembre 1810 il Cile ottiene l'indipendenza dalla Spagna

3 novembre 1810 Prima rappresentazione dell'opera La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini


1811

Il Venezuela è la prima nazione Sud Americana a dichiarare l'indipendenza dalla Spagna.
Il Paraguay proclama l'indipendenza dalla Spagna.

20 marzo 1811: Nascita di Napoleone Francesco, re di Roma, erede al trono.

1º giugno: Gli Stati Uniti d'America dichiarano guerra al Regno Unito, inizia la Guerra del 1812.

Nell'estate 1812 il Parlamento siciliano approva la Costituzione elaborata da Paolo Balsamo.

24 giugno 1811 Inizia la Campagna di Russia fatta da Napoleone Bonaparte.

22 luglio 1811 Guerra d'indipendenza spagnola: forze britanniche guidate da sir Arthur Wellesley(futuro Duca di Wellington) sconfiggono le truppe francesi nei pressi di Salamanca in Spagna.

15 agosto: Nella Plaza Major di Madrid viene solennemente proclamata la Costituzione spagnola, promulgata a Cadice il 19 marzo.

Entra in uso la prima bandiera nazionale del Paraguay dai colori ispirati al tricolore francese: farà da modello alla bandiera oggi in uso, adottata nel 1842.


1812

1812 Le Cortes liberali approvano a Cadice la prima Costituzione spagnola (La Pepa). Vengono approvati i fondamenti di un moderno regime liberale: Sovranità nazionale, divisione dei poteri, diritto di rappresentanza, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, riconoscimento dei diritti individuali Abolizione del regime feudale delle signorie.

1812 Oggetto di numerose modifiche nelle suddivisioni a causa dell'instabilità delle sue frontiere al massimo della sua estensione nella penisola italiana, il Regno napoleonico d’Italia nel 1812 conta 24 dipartimenti: Adda, capoluogo: Sondrio Adige, capoluogo: Verona; Adriatico, capoluogo: Venezia; Agogna, capoluogo: Novara; Alto Adige , capoluogo: Trento; Alto Po, capoluogo: Cremona; Bacchiglione, capoluogo: Vicenza; Basso Po, capoluogo: Ferrara; Brenta, capoluogo: Padova; Crostolo, capoluogo: Reggio nell'Emilia; Lario, capoluogo: Como; Mella, capoluogo: Brescia; Metauro, capoluogo: Ancona; Mincio, capoluogo: Mantova; Musone, capoluogo: Macerata; Olona, capoluogo: Milano; Panaro, capoluogo: Modena; Passariano, capoluogo: Udine; Piave, capoluogo: Belluno; Reno, capoluogo: Bologna; Rubicone, capoluogo: Forlì; Serio, capoluogo: Bergamo; Tagliamento, capoluogo: Treviso; Tronto, capoluogo: Fermo.

La sesta coalizione (1812-1814) fu una coalizione fra la Gran Bretagna, la Russia, la Prussia, la Svezia, l'Austria ed un certo numero di Stati tedeschi contro il Primo Impero francese di Napoleone. Dopo la disastrosa disfatta di Napoleone in Russia, le potenze continentali che erano state umiliate da Napoleone in diverse guerre nel corso di un intero decennio, videro finalmente la possibilità di sconfiggere definitivamente l'Imperatore dei francesi e si unirono in una alleanza che si integrasse a quella già costituita da Gran Bretagna, Spagna e Portogallo (sostenuta in modo decisivo dai ribelli spagnoli e portoghesi) nella guerra d'indipendenza spagnola. L'alleanza, formata da eserciti riorganizzati, iniziò col saggiare il genio militare del Bonaparte nelle sconfitte patite dalle forze russo-prussiane a Lützen, Bautzen e, con l'aggiunta degli austriaci, a Dresda, riportando tuttavia una vittoria schiacciante nella battaglia di Lipsia in Sassonia, nell'ottobre del 1813. Tale fu la superiorità degli alleati non solo da scoraggiare definitivamente le ambizioni da parte del sovrano francese di consolidare le conquiste in Germania (l'impero francese fu costretto a cedere tutti i territori ad est del Reno), ma da scatenare l'invasione della Francia (1814) che, in seguito alla presa di Parigi, obbligò Napoleone ad abdicare e diede inizio alla Restaurazione della dinastia Borbone. Nel complesso è possibile che in questo conflitto si siano confrontati due milioni e mezzo di soldati con un totale di perdite che raggiunse il milione di uomini, anche se alcuni sostengono che questo numero fu raggiunto nella sola campagna di Russia. La difesa della Francia vide Napoleone impegnato in prima persona nella lotta al fronte con il suo esercito per rallentare l'avanzata di un avversario enormemente superiore in numero di uomini, in quella campagna dei sei giorni che molti considerano la migliore della sua carriera. I suoi precedenti errori nelle campagne di Russia e Germania vennero smascherati e degli stessi si approfittò senza che si potesse fare alcunché per rimediarvi.

La solida struttura amministrativa ed economica del Primo Impero era tale da poter resistere per lunghissimo tempo. Napoleone aveva costruito il suo impero con la forza delle armi, ed era chiaro che lo avrebbe perso nello stesso modo: più di vent'anni di guerre ininterrotte avevano ormai fiaccato lo spirito delle forze francesi e, sebbene il numero dei morti fu sicuramente elevato, il calo demografico non fu significativo: tra il 1750 e il 1815, la popolazione raddoppiò e poté sopportare, nello stesso periodo di tempo, un quadruplicamento della popolazione inglese, perché allo scoppio delle guerre la Francia possedeva un'enorme riserva di giovani, superiore a quella degli altri paesi europei. Le cause della caduta vanno tutte rintracciate nello sproporzionato aumento dei confini dell'Impero, troppo vasto per poter essere controllato efficacemente e ancora molto lontano dall'essere omogeneizzato. Il passo falso, tuttavia, avvenne nel 1812: l'amicizia tra Napoleone e lo zar Alessandro era ormai incrinata a cause di reciproche incomprensioni, della volontà dello zar di non rispettare il blocco continentale, del problema della Polonia. Così, sfruttando un semplice pretesto, Napoleone decise l'invasione della Russia con la Grande Armée e con rinforzi da tutta Europa per un totale di circa 690.000 uomini. La sconfitta della Russia sarebbe stato il passo finale per Napoleone, l'eliminazione dell'ultimo avversario rimasto ancora indipendente nell'Europa continentale. Ma la vittoria a Borodino e la rapida conquista di Mosca non impedirono al generale russo Kutuzov di applicare una spietata tattica di terra bruciata che finì per tagliare ogni possibile rifornimento alle armate napoleoniche. L'imperatore fu così costretto a ordinare la ritirata: le incursioni russe, il rigidissimo inverno e la mancanza di viveri avrebbero massacrato l'esercito, la cui ultima resistenza fu spezzata nell'eccidio della Beresina. Poco più di 10.000 uomini tornarono sani e salvi in patria. L'ecatombe non fiaccò la capacità di Napoleone di disporre, l'anno successivo, di un nuovo esercito di 400.000 uomini. Ma si trattava di giovani inesperti, e intanto la sconfitta russa, unita alle notizie di una imminente capitolazione in Spagna rinfocolava la volontà delle potenze europee, riunitesi nella Sesta Coalizione, di annientare una volta e per sempre l'Impero francese. Napoleone riuscì a battere il nemico aLützen e a Bautzen ma rimase infine sconfitto a Lipsia. Così, negli ultimi giorni del 1813, le truppe della Sesta coalizione invasero la Francia. Solo l'accanita resistenza della Vecchia Guardia, comandata personalmente da Napoleone, rallentò l'avanzata inesorabile degli alleati versoParigi, che infine cedette il 30 marzo 1814.

Pochi giorni dopo, Napoleone a Fontainebleau firmava l'abdicazione. Respinte le sue condizioni di mantenere il trono ritornando ai confini rivoluzionari e la successiva condizione di concedere la reggenza a Maria Luisa in attesa della maggiore età del figlio, i vincitori restaurarono iBorbone nella figura di Luigi XVIII ed esiliarono Napoleone all'Isola d'Elba. La fuga dell'imperatore dall'isola, l'anno successivo, fu l'ultimo estremo tentativo di riconquistare la Francia perduta: i leggendari Cento Giorni, iniziati il 20 marzo 1815 con il rientro a Parigi senza sparare un solo colpo, si conclusero con la sconfitta di Waterloo e la restaurazione di Luigi XVIII l'8 luglio 1815. Esiliato a Sant'Elena, egli vi morì il 5 maggio 1821: il Primo Impero, che si reggeva tutto sulle sue spalle, svanì senza colpo ferire con la caduta di Napoleone.

24 giugno-30 dicembre 1812: Campagna di Russia

Secondo lo storico Georges Lefebvre, nel 1812 - all'apogeo della sua potenza - il Primo Impero francese vantava un'estensione di circa 750.000 chilometri quadrati, popolati da 44 milioni di abitanti e divisi in 130 dipartimenti. Di questi, 102 appartenevano alla Francia storica; gli altri territori annessi all'Impero (e del quale erano parte integrante) sono l'Olanda, i Paesi tedeschi sul Mare del Nord, il Piemonte, la Liguria,Parma, la Toscana, la parte occidentale dello Stato pontificio e, non incluse nominalmente nei 130 dipartimenti, le Province Illiriche. A ciò si aggiungeva il cosiddetto Grande Impero costituito dagli Stati satelliti come il Regno di Napoli, quello di Spagna, la Confederazione del Reno.

L'amministrazione dell'Impero era apparentemente complessa: solo i dipartimenti propriamente francesi erano governati dal sistema politico di Parigi, mentre gli altri erano controllati da governatori e inviati imperiali. In realtà a capo di tutto c'era solo Napoleone. A lui spettava il potere esecutivo, ma deteneva anche quellolegislativo: aveva infatti l'esclusivo potere di proporre le leggi insieme al Consiglio di Stato (un consesso di funzionari amministrativi) da lui nominato e presieduto. Tali leggi venivano poi presentate al Tribunato, un organo di cento membri che poteva solo approvarle o respingerle e di qui al Corpo legislativo, formato da trecento deputati teoricamente eletti sulla base di liste circoscrizionali (che però non furono mai compilate). Al Corpo legislativo si affiancava infine il Senato, che era però una diretta emanazione di Napoleone, essendone i membri da lui direttamente nominati. Infine, Napoleone controllava anche la magistratura, avendo il potere di nomina dei giudici. Questo sistema, che s'impose con la Costituzione dell'anno VIII voluta principalmente da Sieyès, non durò a lungo: già nel 1802 il Tribunato fu ridotto a cinquanta membri e perse, insieme al Corpo legislativo, la prerogativa di ratificare i trattati di politica estera. Nel 1807, infine, l'organo venne soppresso e si fuse con il Corpo legislativo. Quest'ultimo non mise mai in discussione le leggi di Napoleone, di fatto approvandole sempre tutte (benché a porte chiuse) e quando, nel 1813, approfittò della debolezza dell'imperatore per riacquistare autonomia, Napoleone lo sciolse. In definitiva, l'imperatore governava attraverso senatoconsulti e decreti imperiali.

A livello amministrativo, l'accentramento fu più rigido anche rispetto a quello rivoluzionario ma perfezionato attraverso un sistema di frazionamento della Francia in province amministrate dai prefetti. Tali funzionari, nominati dal governo centrale, non godevano di ampi margini di autonomia, dovendo mantenersi continuamente in corrispondenza con i ministri. Tuttavia, a causa dei canali di comunicazione difficoltosi, i prefetti potevano spesso svincolarsi dalle direttive ministeriali. A tale proposito, Napoleone riprese l'abitudine tipica del governo del Comitato di salute pubblica di inviare dei commissari straordinari nelle province per ottenere informazioni di prima mano. Riguardo al controllo poliziesco, il sistema napoleonico era reso efficientissimo dall'azione instancabile dei ministri della polizia Fouché prima e Lavalette poi. Nel 1810 vennero reintrodotte le prigioni di Stato, che tuttavia si limitavano a ospitare un numero molto ristretto di dissidenti, insieme ai manicomi. Nel 1814, all'apice del controllo poliziesco causato dall'imminente caduta dell'Impero, i prigionieri di Stato erano circa 2500. Pur convinto della necessità di ridurre ogni forma di opposizione (anche attraverso la censuragiornalistica), Napoleone non commise gli errori di Robespierre durante il Terrore e si limitò a perseguire pochi intellettuali o esponenti politici pericolosi, ignorando la massa. Su questo piano il sistema giudiziario manteneva un'assoluta imparzialità, anche attraverso le giurie popolari, garantendo il massimo rispetto del principio ultimo del Primo Impero: egalité, uguaglianza di tutti davanti alla legge.

Sul piano economico-fiscale, il Primo Impero diventò ben presto un modello esemplare per tutti gli altri paesi e il suo sistema era destinato a reggere alla caduta di Napoleone. L'imperatore era per natura un uomo oculato, continuamente preoccupato di ridurre la spesa pubblica per evitare deficit dibilancio. Benché per solo un anno, il 1802, il bilancio fu in pareggio, successivamente i disavanzi si mantennero sempre molto lievi. Le entrate erano infatti garantite da un solido sistema di esazione e la stabilità della nuova moneta, il franco (che sostituiva gli ormai inutili assegnati), era garantita dall'istituzione, con capitali privati, dellaBanca di Francia. La ripresa dei consumi, le conquiste di guerra, l'apertura di grandi arterie commerciali rinforzarono l'economia imperiale. Restavano tuttavia diversi punti deboli, principalmente nell'arretratezza tecnologica in campo agricolo e nell'obsoleto sistema finanziario (Napoleone personalmente non aveva alcuna simpatia per le borse e le speculazioni finanziarie, e le contrastò in tutti i modi). In seguito alla sconfitta di Trafalgar e al blocco continentale, l'economia francese venne poi ulteriormente colpita dalla crisi del commercio marittimo e di diversi settori chiave della produzione: quello tessile e quello siderurgico.

1813

1813 Soppressione dell’Inquisizione e abolizione de los gremios. Libertà di attività economica, commerciale, del lavoro e dell’industria

6 agosto - Simon Bolivar prende il potere in Venezuela conquistando Caracas.

16-19 ottobre 1813 . Dopo un'ultima schiacciante vittoria francese proprio a Dresda, le forze napoleoniche si scontrano con gli eserciti congiunti di Austria, Russia, Prussia e Svezia (l'esercito di quest'ultima era comandato dall'ex maresciallo francese Bernadotte) nella battaglia di Lipsia, detta "battaglia delle Nazioni" perché vi partecipano eserciti di tutta Europa. L'inesperto esercito francese, formato in gran parte da giovani reclute, la defezione dei contingenti tedeschi e le soverchianti forze nemiche sono i fattori che determinano la sconfitta di Napoleone a Lipsia. L'esercito francese è costretto a ritirarsi attraverso la Germania in piena insurrezione contro l'occupazione napoleonica, mentre anche l'Olanda si rivolta e la Spagna è ormai persa.

19 ottobre - Napoleone Bonaparte subisce una clamorosa sconfitta nella Battaglia di Lipsia che lo costringe a ritirarsi nei territori prima del Reno.

Gli alleati della sesta coalizione, concentrato su Napoleone e la Francia dopo Lipsia cercano di ottenere la neutralità dei vassalli di Napoleone in Italia: Murat col suo Regno di Napoli e, Eugène Rose de Beauharnais con il Regno d'Italia, di cui è Viceré. Rispettivamente cognato e figlio adottivo dell’Imperatore dei Francesi. La proposta era tutt’altro che scandalosa e il primo, in effetti, acconsentì. Eugenio, invece, pur genero del Re di Baviera, decise di rimanere fedele a Napoleone fino all’ultimo.

22 novembre 1813 Eugène Rose de Beauharnais rifiuta la profferta austriaca che gli avrebbe consentito di conservare il trono e l’indipendenza della Lombardia e del Veneto, unite all’Emilia-Romagna ed alle Marche.

29 dicembre - Guerra del 1812: alcuni soldati britannici danno fuoco a Buffalo (New York).

Il regno di Gioacchino Murat segna l'inizio dell'espansione edilizia moderna realizzata grazie all'attuazione di un preciso piano regolatore che prevedeva la spartizione della città a mo' di catena.

25 dicembre 1813 La Francia viene invasa dagli eserciti della coalizione di Austria, Russia, Prussia e Svezia


1814

Dopo le folgoranti vittorie in Europa e dopo la disastrosa ritirata dalla Russia, Napoleone sconfitto dalla sesta coalizione nel 1813 viene relegato nell'isola d'Elba il 6 aprile 1814. Un mese dopo, il 2 maggio 1814, Vittorio Emanuele I lascia Cagliari per Torino, dove il 19 entra trionfalmente accolto dalla popolazione.

1814 Le truppe napoleoniche sono sconfitte e ricacciate ricacciandole oltre i Pirenei dalle truppe inglesi provenienti dal Portogallo

1814 Regno di Ferdinando VII segna la Restaurazione della monarchia assoluta.

gennaio marzo 1814: Campagna di Francia, Austriaci, Prussiani e Russi occupano il paese. Napoleone tenta di arrestare invano l'invasione della Francia e di conservare Il trono

11 gennaio 1814 Murat si allea con l'Austria e nel giro di tre settimane il 31 gennaio prende possesso della Toscana.

2 febbraio 1814 Il cambio di alleanze di Murat provoca la rottura delle relazioni fra Regno d'Italia e Regno di Napoli. Eugène Rose de Beauharnais si trova ormai minacciato di aggiramento da sud e il generale austriaco Bellegarde ne profitta per riprendere l’iniziativa, ma gli va male:

8 febbraio 1814 L’Austria attacca il Regno d’Italia sul Mincio ma viene respinta: Eugenio di Beauharnais sconfigge gli Austriaci di Bellegarde ma non può sfruttare la vittoria poiché teme l’aggiramento da parte dell'esercito napoletano da sud.

21 marzo1814 Vengono abrogate nel Regno di Sardegna le normative entrate in vigore durante il periodo di occupazione francese (sono valide le norme emanate entro il 23 giugno 1800)

31 marzo 1814 . Le truppe prussiane e russe entrano a Parigi e iniziano l’occupazione

3 aprile 1814 Si insedia il governo provvisorio presieduto da Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord. Rimane in carica sino al 14 aprile

6 aprile 1814 Prima abdicazione di Napoleone. Dopo le gravi sconfitte subite nelle sue campagne militari l’imperatore Napoleone Bonaparte abdica

6 aprile 1814 Regno personale del re Luigi XIIII. Rimarrà al trono sino al 19 marzo 1815

11 aprile 1814 Viene stipulato il Trattato di Fontainebleau che segna la Resa della Francia di Napoleone.

14 aprile 1814 Il Luogotenente-generale Charles-Philippe de France, conte d'Artois, futuro Carlo X presiede il governo provvisorio sino al 2 maggio 1814.


La fine del Regno d’Italia

15 aprile 1815 Eugenio di Beauharnais convoca per il successivo 17 a Milano il Senato del Regno d'Italia per ottenere la nomina a Re.

16 aprile 1815 A tal fine, per guadagnare tempo Beauharnais stipula la Convenzione di Schiarino-Rizzino, presso Mantova, che stabilisce lo sgombero delle truppe straniere da tutte le parti d'Italia non ancora invase dagli Austriaci.

17 aprile 1815 Al Senato, tuttavia, il tentativo di farsi nominare re d’Italia viene tradito dalla nobiltà milanese (Carlo Verri, Confalonieri, il generale Pino, Manzoni, Porro Lambertenghi, fra gli altri).

20 aprile 1814 A Milano la folla aizzata dai traditori invade il Senato contro il tentativo di Beauharnais. La congiura anti-francese a Milano, sostenuta dalla nobiltà milanese, sfocia nel saccheggio del Senato e nel massacro del ministro Giuseppe Prina

20 aprile 1814 Venezia cade arrendendosi definitivamente all'Austria,

21 aprile 1814 Il Consiglio Comunale di Milano, riunitosi d'urgenza, nomina un Comitato di Reggenza Provvisoria, composta da sette membri: il fior fiore dei cospiratori. Come primo atto, il Comitato invia delegati a Bellegarde chiedendogli di spedire le sue truppe ad occupare la città.

22 aprile 1814 I Collegi elettorali, convocati dal podestà Durini, aboliscono il Senato. Finisce l’indipendenza del Regno d’Italia con il fallimento del tentativo di Eugenio di Beauharnais

23 aprile 1814 Il Viceré Eugenio di Beauharnais firma a Mantova la capitolazione, con un esercito al completo e senza essere stato sconfitto dagli Austriaci. Bellegarde riferisce che, partendo, Eugenio gli disse che “l'Italia è vile. Un solo ideale han le sue folle: non pagar tasse e starsene in panciolle”.

26 aprile 1814 Il commissario austriaco Sommariva prende possesso della Lombardia a nome di Bellegarde. Il Regno d'Italia cessa di esistere con la fine del periodo napoleonico.

28 aprile 1814 17 mila austriaci entrano in Milano da Porta Romana, al comando del generale Neipperg.

2 maggio 1814 Con la caduta di Napoleone torna la monarchia. Luigi XVIII di Borbone torna Re di Francia. Rimarrà al trono sino all’effimero ritorno di Napoleone il 20 marzo 1815 che lo costringe durante i Cento Giorni a rifugiarsi a Gand

8 maggio 1814 Giunge infine a Milano Bellegarde, sconfitto in guerra ma trionfatore nella politica. L’imperatore d’Austria Francesco I d'Asburgo-Lorena nomina nel frattempo Vicerè d’Italia il Principe Enrico XV di Reuss zu Plauen. Rimarrà Vicerè del Lombardo-Veneto per un anno A capo di un Comitato di Reggenza, Bellegarde assume i poteri nel Regno d'Italia come plenipotenziario dell’Imperatore d’Austria.

13 maggio 1814 Si insedia il Governo di Pierre Louis de Blacas d'Aulps. Rimarrà in carica sino al 19 marzo 1815 (de facto). Talleyrand torna Ministro degli Esteri

17 maggio 1814 Viene promulgata la prima costituzione norvegese, firmata a Eidsvold.

25 maggio 1814 Bellegarde conferma l'operato del Comitato di Reggenza fino a quel punto svolto, ne annuncia la cessazione dell'attività come istituto autonomo, e costituisce una nuova Reggenza Provvisoria di Governo. Francesco II lo nomina “commissario plenipotenziario delle province austriache in Italia".

30 maggio 1814: Primo trattato di Parigi

4 giugno - Luigi XVIII concede la Carta del 1814. Louis XVIII établit a Charte constitutionnelle In materia di libertà di stampa Malgré la pression des Ultras et le climat de violence qui va mener à la "Terreur blanche", Louis XVIII fait le choix de ne pas revenir totalement en arrière. Contrairement à de nombreux émigrés, il a conscience qu’il ne peut rétablir l’Ancien Régime sous sa forme la plus autoritaire. Il risquerait en effet de devenir un roi sans tête. Dans la forme, Louis XVIII fait donc des concessions aux Ultras dans la mesure où il "octroie" une "Charte" là où les Libérauxauraient voulu qu'il" propose" une "constitution". Toutefois, dans le fond, les concessions faites aux Libéraux sont importantes :liberté de la presse, respect des biens nationaux, égalité devant la loi… La Restauration ne sera pas un retour à l’Ancien Régime mais l’intégration des principes de la Révolution dans ce dernier. La France entre ainsi dans un régime de monarchieconstitutionnelle.

12 giugno 1814 Bellegarde passa da commissario plenipotenziario a governatore generale. Le province lombarde e venete vengono annesse all’Impero Austriaco

13 giugno 1814 Bellegarde inizia a smantellare l’esercito del Regno d’Italia dotato di 45 mila uomini, addestrato, disciplinato e, soprattutto, invitto. Il governatore austriaco ordina all’esercito il divieto di indossare coccarde tricolori. Gli ufficiali francesi sono licenziati in massa e sostituiti da Austriaci.

luglio 1814 Bellegarde istituisce una “Commissione aulica di Organizzazione Centrale” che si occupa della riorganizzazione dello Stato: si tratta di smantellare i ministeri centrali del cessato Regno d'Italia e di impedire il ritorno (tanto desiderato dalla nobiltà milanese) all’epoca di Maria Teresa, quando la Lombardia aveva goduto una marcata autonomia dall’Austria ed il patriziato di ampi poteri amministrativi. Bellegarde impone alla Commissione un'amministrazione fortemente centralizzata così come era nel decaduto Regno d'Italia, ma non nelle mani di un governo a Milano (ancorché sotto protettorato francese) bensì in quelle dell’amministrazione centrale viennese

13 luglio 1814 Vittorio Emanuele I fonda il corpo dei Carabinieri Reali.

15 luglio 1814 Il duca Francesco IV d'Austria Este torna a Modena e riassume il potere

7 agosto 1814 Papa Pio VII con una bolla ricostituisce la Compagnia di Gesù ed abroga i codici napoleonici

15 agosto 1814 papa Pio VII scomunica la carboneria

settembre 1814 Ferdinando III d'Asburgo-Lorena, torna ad essere Granduca di Toscana. Vi regnerà sino alla morte il 18 giugno 1824

ottobre 1814 A Milano viene sedato rapidamente il tentativo di pronunciamento militare, abbozzato dal generale Lechi e dall’avvocato Lattuada. Con l’occasione il governatore Bellegarde riesce a liberarsi degli ufficiali italiani più anti-austriaci

1 novembre 1814 La Reggenza di Bellegarde alla fine del Regno d’Italia invia da Milano al Congresso di Vienna due suoi rappresentanti italiani: Giacomo Mellerio e Alfonso Castiglioni. Essi si fanno portavoci della linea “autonomista” della nobilità lombarda, ma non ottengono alcuno spazio (avendo tradito i francesi e consegnato Milano senza pattuire nulla in cambio con gli austriaci).

12 novembre 1814 Genova e la Liguria sono annesse al Regno di Sardegna

15 novembre 1814 In Toscana vengono rimesse in vigore le leggi del 1805

dicembre 1814 I reparti dell’estercito del Regno d’Italia cominciano ad essere trasferiti verso nuove guarnigioni al di là delle Alpi, sparse per lo sterminato Impero

24 dicembre 1814 Viene firmato il trattato di Gand, che pone fine alla Guerra del 1812.



Il Congresso di Vienna e la restaurazione monarchica in Europa

1 novembre 1814-8 giugno 1815 Con il Congresso di Vienna inizia l'epoca della Restaurazione in Europa. Vi parteciparono le principali potenze europee allo scopo di ridisegnare la carta dell'Europa e ripristinare l'Ancien régime dopo gli sconvolgimenti apportati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche Le decisioni prese dal Congresso seguono due linee-guida per l'assegnazione dei territori europei ai vari sovrani: il principio di equilibrio è concepito con lo scopo di non concedere ad alcun paese la supremazia territoriale in Europa, ma, al contrario, di equilibrare le forze delle varie potenze europee, in modo che nessuna di queste possa prevalere sulle altre: questo principio è applicato ad esempio al Regno dei Paesi Bassi; col principio di legittimità voluto da Talleyrand si intende riassegnare il trono ai legittimi sovrani dei loro Stati, come ad esempio accade nella Francia post-rivoluzionaria, a capo della quale viene nominato sovrano Luigi XVIII, successore di Luigi XVI; in questo modo viene ripristinata la monarchia, anche se in questo caso si tratta di una monarchia costituzionale. Questo principio tuttavia non viene sempre rispettato: ad esempio le repubbliche di Venezia e di Genova non vengono ricostituite. Viene infine introdotto il terzo principio con la cintura di Stati "cuscinetto" intorno alla Francia, per impedire la sua egemonia su tutta l'Europa.

In seguito nella suddetta assemblea, si sanciscono due alleanze:
• la Santa alleanza tra Russia, Austria e Prussia
• la Quadruplice alleanza formata dalle precedenti nazioni più l'Inghilterra. Questa alleanza si basa sul principio di intervento: nel caso uno Stato abbia dei problemi causati da disordini rivoluzionari che possano contagiare gli altri stati questi si ritengono in obbligo d'intervenire per sedare le rivolte. Al principio di non ingerenza negli affari interni di uno stato si sostituisce l'ideale della solidarietà internazionale da attuarsi con la periodica consultazione dei governi europei nei Congressi e tramite quello strumento di polizia internazionale che è la Santa Alleanza.

Comprendere il Congresso di Vienna è molto importante per capire in seguito gli scopi della Restaurazione, in quanto proprio questa assemblea è il simbolo dell'iniziativa intrapresa dalle superpotenze del continente. Dopo il congresso, la geografia politica del continente subisce molte modifiche:
• la Repubblica di Genova è annessa al Regno di Sardegna allo scopo di costituire un più efficace stato cuscinetto nei confronti della Francia;
• la Prussia ottiene la Renania;
• nasce il Regno dei Paesi Bassi;
• l'Impero russo acquista posizione nel centro Europa annettendo Bessarabia, Finlandia e parte della Polonia;
• la Gran Bretagna acquisisce il controllo di alcune isole ioniche (Corfù, Zante, Cefalonia);
• il Sacro Romano Impero non viene ricostituito e al suo posto è creata la Confederazione Germanica, presieduta dagli Asburgo; quest'ultimi acquisiscono definitivamente i territori delle defunte Repubblica di Venezia e Repubblica di Ragusa.
• La regione veneta va a costituire insieme al vecchio Ducato di Milano il Regno Lombardo-Veneto;
• nel resto della penisola sono ripristinati i precedenti stati, ossia il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, il Granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie.


Il Trattato prevede
La Belgique actuelle est intégrée au Royaume des Pays-Bas.
Le royaume de Galicie est créé et intégré à l'Autriche.
Création de la Confédération germanique.
Neutralité perpétuelle de la Suisse (Confédération helvétique).
Les Républiques de Neuchâtel, du Valais et de Genèvenégocient leur entrée dans la Suisse en tant que cantons à part entière.
La Suède reçoit la Norvège.
La Russie est maîtresse de la quasi-totalité de la Lituanie.
Création du Royaume du Congrès et de la Ville libre de Cracovie.
Malte, Maurice et les Seychelles deviennent britanniques.
Protectorat britannique sur les îles Ioniennes (1815-1863).1815 « Il 1815 è una data memorabile, come quella del Concilio di Trento. Segna la manifestazione officiale di una reazione non solo politica, ma filosofica e letteraria, iniziata già negli spiriti, come se ne veggono le orme anche né Sepolcri, e consacrata nel 18 brumaio. La reazione fu così rapida e violenta come la rivoluzione. Invano Bonaparte tentò di arrestarla, facendo delle concessioni, e cercando nelle idee medie una conciliazione. Il movimento impresso giunse a tale, che tutti gli attori della rivoluzione furono mescolati in una comune condanna, giacobini egirondini, Robespierre e Danton, Marat e Napoleone. Il "terrore bianco" successe al "rosso". »

10 marzo 8 luglio 1815 settima coalizione La settima coalizione fu un'alleanza militare delle potenze europee, stipulata nel 1815, contro Napoleone Bonaparte.
La settima coalizione fu preparata affrettatamente durante le guerre napoleoniche nel 1815, dopo il ritorno in Francia di Napoleone dal suo esilio nell'isola d'Elba e la sua acclamata entrata a Parigi. Il 13 marzo, sei giorni prima che Napoleone arrivasse a Parigi, le potenze del Congresso di Vienna lo dichiararono fuori dalla legge, e quattro giorni più tardi, Regno Unito, Russia, Austria e Prussia concordarono insieme di apportare 150.000 uomini ognuno per porre fine all'egemonia napoleonica.
I membri della settima coalizione furono: Regno Unito, Russia, Prussia, Austria, Svezia, i Paesi Bassi, il Regno di Sardegna, Spagna, Portogallo ed un certo numero di stati tedeschi.
Napoleone era a conoscenza di questo fatto, ed una volta che i suoi tentativi di dissuadere uno o più alleati affinché non invadessero il territorio della Francia fallirono, la sua unica via d'uscita per rimanere al potere era attaccarli prima che la Coalizione potesse sopravanzarlo in numero di uomini. Se avesse potuto distruggere le forze alleate esistenti in Belgio prima che queste si fossero unite a quelle di altri paesi alleati, sarebbe stato possibile buttare a mare gli inglesi e battere i prussiani fino ad eliminarli dalla contesa. Questa strategia gli era già riuscita in altre occasioni precedenti.
La maggiore battaglia della settima coalizione furono in realtà una successione di confronti a Ligny e Quatre Bras (16 giugno) e Wavre (18 e 19 giugno) che culminarono nella definitiva vittoria degli alleati nella Battaglia di Waterloo (18 giugno).
A Ligny, le forze francesi sotto il comando diretto di Napoleone riuscirono a fare retrocedere in sbandamento i prussiani. A Quatre Bras, in un'azione separata svoltasi lo stesso giorno della battaglia di Ligny, l'ala sinistra dell'esercito francese, sotto il comando del maresciallo Ney, bloccò le forze anglo-alleate che si dirigevano ad aiutare i prussiani che lottavano a Ligny.
Il giorno 18 giugno si realizzò il confronto decisivo della campagna, e questo ebbe luogo a Waterloo. Durante gran parte del giorno un esercito francese leggermente superiore all'alleato, sotto il comando di Napoleone, attaccò le posizioni anglo-alleate sulla cima di una collina. Al tramonto l'arrivo dei prussiani fece cambiare le sorti della battaglia a favore di Wellington, che ottenne così la vittoria decisiva per l'uscita di scena di Napoleone. Malgrado la battaglia simultanea di Wavre fosse stata una vittoria tattica per i francesi, fu infruttuosa, nel senso che le forze prussiane riuscirono a fermare le forze francesi la cui presenza a Waterloo avrebbe potuto salvare Napoleone dal perdere la guerra.
In seguito alla sua sconfitta definitiva, Napoleone fu confinato, per il resto della sua vita, nella lontana isola di Sant'Elena nel sud dell'Oceano Atlantico, dove morì qualche anno dopo, il 5 maggio 1821.

1815

3 gennaio 1815 Il commissario plenipotenziario per il Ducato di Genova, inviato dal re di Sardegna, Thaon di Ravel, entra a Genova, che diviene così parte del regno sabaudo

3 gennaio 1815 L’Austria, il Regno Unito e la Francia formano a Vienna una alleanza difensiva segreta contro la Prussia e la Russia

4 gennaio 1815 Con il congresso di Vienna sono annesse al Regno di Sardegna (senza aver fatto votare alcun plebiscito e senza il consenso del popolo) Genova e la Liguria, assumendo la funzione di stato cuscinetto nei confronti della Francia

26 febbraio 1815 Napoleone Bonaparte fugge dall'esilio dell'Elba

15 marzo 1815 Scoppia la Guerra austro-napoletana: il Re di Napoli Gioacchino Murat dichiara guerra all'Impero austriaco.

20 marzo 1815 Napoleone torna a Parigi e ripristina il Primo Impero. Torna il Regno personale dell’Imperatore Napoleone I sino al 22 giugno 1815. Una settimana prima era stato dichiarato fuorilegge. Iniziano i cento giorni prima dell’esilio a Sant’Elena. Il 17 marzo 1815 il Regno Unito, la Russia, l'Austria, la Prussia, i Paesi Bassi, il Regno di Sardegna e alcuni stati tedeschi membri della Settima Coalizione, si impegnano a mettere in campo 150 mila uomini ciascuno per porre fine al suo potere. La decisione pone le basi dell'ultimo conflitto nelle Guerre napoleoniche, con la sconfitta di Napoleone a Waterloo il 18 giugno, della seconda restaurazione della monarchia francese e dell'esilio permanente di Napoleone sull'isola di Sant'Elena, dove egli morirà nel maggio del 1821.

30 marzo 1815 Bellegarde completa lo smantellamento dell’esercito del Regno d’Italia imponendo agli ufficiali dell’esercito del Regno d'Italia di giurare fedeltà all'Austria

30 marzo 1815 A un mese dalla fuga di Napoleone dall’Elba, con circa 27 mila uomini Gioacchino Murat si porta a Rimini e vi diffonde il famoso Proclama di Rimini nel quale il Re di Napoli si dichiara promotore e difensore dell’unità e delle libertà italiane. Murat esorta gli italiani all'unità nazionale, sancendo l'inizio del Risorgimento. Insediato sul trono di Napoli da Napoleone, dopo aver dichiarato guerra all'Austria, Murat si rivolge in un appello agli italiani, chiamandoli alla rivolta contro i nuovi padroni, e presentandosi come alfiere dell'indipendenza italiana, nel tentativo di trovare alleati nella sua disperata battaglia per conservare il trono. Il proclama colpisce positivamente Alessandro Manzoni che compone una canzone dal titolo omonimo ma che rimane incompiuta in seguito all'esito negativo della campagna militare di Gioacchino Murat..

31 marzo 1815 L’obbligo imposto da Bellegarde di giuramento dell’esercito all’Austria spinge Ugo Foscolo a fuggire in Svizzera e, di lì, a Londra.

3 aprile 1815 L'esercito napoletano di Gioacchino Murat conquista Bologna e poi sconfigge l'esercito austriaco comandato da Federico Bianchi nella battaglia del Panaro.

5 aprile 1815 Bellegarde risponde con un “contro-proclama di Milano” ove afferma che “la Germania era scesa con numerose truppe a sola difesa d'Italia” e dispone lesto dell’armata austriaca in Italia (circa 50 mila uomini), costituendone una parte circa 25 mila in corpo di spedizione (affidato al generale viennese di padre comasco Federico Bianchi, sotto l’alto comando di Johann Maria Philipp Frimont.

7 aprile 1815 Vengono costituite formalmente le province lombarde e venete dell’Impero Austriaco. Viene annunciata con un proclama la costituzione degli “stati austriaci in Italia” in un nuovo Regno Lombardo-Veneto concepito dal cancelliere Klemens von Metternich come Stato dipendente dall’Impero Austriaco all’inizio della Restaurazione seguita allo sfacelo dell’impero napoleonico. Il Regno Lombardo-Veneto si rivela, infatti poco più che una finzione: le competenze del viceré sono meramente simboliche. Bellegarde viene subito nominato luogotenente del Viceré. Unica soddisfazione per i Lombardi: la definitiva riannessione della Valtellina, ma a fronte della perdita, definitiva, del Canton Ticino.

8 aprile 1815 Due divisioni della Guardia dell'esercito napoletano occupano Firenze, costringendo il granduca di Toscana Ferdinando III d'Asburgo-Lorena a rifugiarsi a Pisa e respingendo a Pistoia il contingente austriaco.

8-9 aprile 1815 Gioacchino Murat è sconfitto nella battaglia di Occhiobello e il suo tentativo di attraversare il Po fallisce.

12 aprile 1815 Gioacchino Murat è sconfitto nella battaglia di Casaglia ed è costretto a levare l'assedio a Ferrara.

16 aprile 1815 Murat deve abbandonare Bologna, subito occupata dalle truppe austriache al comando di Johann Maria Philipp Frimont.

20 aprile 1815 Le truppe austriache al comando di Federico Bianchi occupano Firenze. Il 26 aprile occupano anche Foligno.

23 aprile 1815 Il Viceré del Regno d’Italia napoleonico firma a Mantova la capitolazione.

26 aprile 1815 Il commissario austriaco Annibale Sommariva prende possesso della Lombardia a nome del feldmaresciallo Bellegarde diventato Vicere deòl Regno Lombardo-Veneto per Francesco I

28 aprile 1815 Milano è occupata da 17 mila soldati austriaci.

29 aprile 1815 I Borboni di Napoli firmano un primo trattato di alleanza con gli austriaci

29 aprile 1815 Le truppe austriache al comando di Adam Albert von Neipperg occupano Fano.

30 aprile 1815 Le truppe austriache al comando di Laval Nugent von Westmeath occupano Roma e rimettono sul trono papa Pio VII.

1 maggio 1815 Il re delle Due Sicilie, Ferdinando, lancia da Palermo un proclama con il quale si impegna ad introdurre una costituzione quando tornerà sul trono

2-3 maggio 1815 L'esercito austriaco sconfigge le truppe del Regno di Napoli comandate da Gioacchino Murat nella decisiva battaglia di Tolentino.

5 maggio 1815 Una flotta anglo-austriaca blocca il porto di Ancona, quartier generale dell'esercito napoletano.

12 maggio 1815 Le truppe austriache al comando di Federico Bianchi occupano L'Aquila.

19 maggio 1815 Gioacchino Murat si imbarca per la Francia.

20 maggio 1815 Con il trattato di Casa Lanza, firmato presso Capua, viene posta fine alla guerra austro-napoletana. Murat rinuncia al trono restituendo il Regno di Napoli ai Borbone. Il nuovo re, Ferdinando I, lancia un proclama con il quale assicura il rispetto delle libertà individuali e civili

23 maggio 1815 Le truppe austriache entrano a Napoli allo scopo di rimettere sul trono Ferdinando IV di Napoli e di Sicilia.

25 maggio 1815 Bellegarde scioglie la Reggenza del Regno d'Italia, che cessa di esistere, e assume i poteri come Commissario plenipotenziario delle province austriache in Italia per il nuovo sovrano, l’Imperatore Francesco I d'Asburgo

2 giugno 1815 Gli Austriaci assicurano il rientro a Napoli di re Ferdinando IV di Borbone, sulla punta delle loro baionette.


L’Italia nella Restaurazione



8 giugno 1815 Il Deutsche Bundesakte è all’origine della costituizione della Confederazione germanica

9 giugno 1815 Si conclude il Congresso di Vienna

12 giugno 1815 Il Regno delle Due Sicilie e l’Impero austriaco firmano un trattato di alleanza militare

12 giugno 1815 Bellegarde assume la carica di Governatore generale in conseguenza dell'annessione della Lombardia già milanese all'Impero d’Austria

18 giugno 1815 In Belgio alla battaglia di Waterloo Napoleone subisce la sua definitiva sconfitta. Pochi mesi dopo gli inglesi lo manderanno a sant'Elena

22 giugno 1815 Napoleone abdica per la seconda volta a favore del figlio Napoleone II. Finiscono i Cento Giorni di Napoleone. Inizia il Terrore bianco monarchico. Per 15 giorni si insedia la Commissione di governo, rimasta in carica sino al 7 luglio, presieduta da Joseph Fouché Duca d’Otranto, che governa per conto dell’Imperatore Napoleone II.

8 luglio 1815 Dopo la pausa dei Cento Giorni e la sconfitta di Napoleone a Waterloo, riprende la dinastia dei Borboni. Luigi XVIII può riprendere il suo posto di monarca. Rimarrà al trono di Francia sino al 16 settembre 1824

9 luglio 1815 Si insedia il primo governo del Regno di Luigi XVIII. E’ presieduto da Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord e rimarrà in carica sino al 26 settembre 1815.

15 luglio 1815 Napoleone si arrende agli Inglesi e lascia la Francia dall’isola d’Aix verso l’esilio definitivo a Sant’Elena

2 agosto 1815 Viene istituita nel Regno delle Due Sicilie la Commissione di pubblica istruzione presieduta da Ludovico Loffredo principe di Cardito

14-22 agosto 1815 Elezione della cosiddetta « Chambre introuvable » in Francia dominata dagli ultra-realisti.

16 agosto 1815 La regina Maria Teresa raggiunge Torino mentre a Cagliari la carica viceregia viene assunta da Carlo Felice, che insieme a Vittorio Emanuele I è l’altro fratello dell’abdicatario Carlo Emanuele IV .

24 agosto 1815 Grondwet van het Koninkrijk der Nederlanden è la Costituzione del Regno dei Paesi Bassi Il re Guglielmo I dei Paesi Bassi accetta una costituzione fondata su un regime di rappresentanza : una camera è di nomiona reale, l’altra è eletta dagli Stati provinciali riocostituitisi nella forma tradizionale

16 settembre 1815 Austria, Russia e Prussia firmano il trattato della Santa Alleanza Nasce la Santa Alleanza in Europa fra Russia Austria e Prussia..

20 settembre 1815 Inghilterra, Russia, Prussia ed Austria firmano un trattato di alleanza. Con la Francia viene firmato il secondo trattato di Parigi, che delinea la risistemazione dell’Europa

24 settembre 1815 Un ex émigré moderato, il Duca di Richelieu è indicato come Primo ministro da Luigi XVIII .

26 settembre 1815 Si insedia il secondo governo di Luigi XVIII presieduto da Armand du Plessis de Richelieu. Rimarrà in carica sino al 29 dicembre 1818

26 settembre 1815 la Santa Alleanza in Europa fra Russia Austria e Prussia

8 ottobre 1815 L'ex-Re di Napoli Gioacchino Murat sbarca con ventotto compagni a Pizzo Calabro per cercare di recuperare il proprio trono, ma è arrestato.

13 ottobre 1815 Gioacchino Murat è fucilato a Pizzo Calabro

20 novembre 1815: Secondo trattato di Parigi. La Francia occupata ritrova i suoi confini del 1790.

20 novembre 1815 La santa alleanza diventa quadrupla alleanza estendendosi al Regno Unito

20 novembre 1815 Pictet de Rougemont, un diplomatico svizzero redige l’« Acte de reconnaissance de la neutralité perpétuelle de la Suisse» prresto firmato da tutti i governi europei.

Dicembre 1815 Il Papa Pio VII definisce lo statuto del ricostruiito Stato Pontificio

31 dicembre 1815, Bellegarde organizza una visita del nuovo Imperatore tedesco, Francesco II con moglie al seguito. Entrano in Milano il da Porta Orientale: Carlo Porta e Vincenzo Monti sono prezzolati per comporre saluti benaugurati


1816

Dopo la caduta di Napoleone con la Restaurazione molte famiglie detronizzate dagli effetti della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche tornano sul trono, tra queste anche ai Borbone di Napoli viene concesso di tornare a regnare sul neonato Regno delle Due Sicilie, derivante dalla fusione dei due stati precedenti. Per sancire l'unione definitiva dei due regni il re Ferdinando IV di Napoli (e III di Sicilia) sceglie di farsi chiamare Ferdinando I delle Due Sicilie. Anche il nome della casata reale viene emendato per riflettere il cambiamento

Il giornalismo italiano, nel periodo che segue la Restaurazione sancita dal Congresso di Vienna nel 1814-1815, vede un incisivo controllo sulla stampa da parte delle monarchie. Nelle capitali dei vari Stati, e nei centri urbani di maggiore dimensione o importanza, ad uscire è in genere solo un foglio ufficiale della monarchia, generalmente intitolato Gazzetta, che serve per la pubblicazione delle leggi e di una cronaca attentamente controllata e selezionata. Nuove idee possono essere espresse però attraverso i fogli letterari e culturali. A Milano in questi anni nasce un nuovo mensile letterario intitolato Biblioteca Italiana, fondato nel 1816 su iniziativa degli austriaci, cui vengono invitati a collaborare (non sempre con successo) oltre 400 fra intellettuali e letterati di tutta Italia. A questa rivista fa da contraltare Il Conciliatore, periodico statistico-letterario vicino alle idee romantiche di Madame de Staël, che continuerà ad uscire fino al 1819, quando sarà costretto alla chiusura.

Gennaio 1816 Viene fondata a Milano la rivista Biblioteca d'Italia, diretta da Pietro Giordani, Vincenzo Monti e Scipione Breislak

1º gennaio 1816 Nel Regno Lombardo-Veneto entrano in vigore i codici civile e penale austriaci

2 gennaio 1816 Viene soppressa la Reggenza Provvisoria di Governo, sostituita da un “imperiale regio governo” presieduto dal governatore, feldmaresciallo Bellegarde, secondo i nuovi ordinamenti appena entrati in vigore del Regno Lombardo-Veneto

12 febbraio - Il comune di Sacconago torna indipendente dal comune di Busto Arsizio.

20 febbraio 1816l Teatro di Torre Argentina di Roma viene presentato Il barbiere di Siviglia, melodramma buffo in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini. La prima risulta un fiasco, ma in seguito le repliche ne segnano il successo

21 aprile 1816 Bellegarde viene congedato e sostituito come governatore della Lombardia dal Conte Saarau, già governatore di Milano e a partire dal 21 aprile 1815 al seguito del feldmaresciallo. Antonio Vittorio d'Asburgo-Lorena diventa Vicerè del Lobardo-Veneto per Francesco I. Vi rimarrà sino al 25 maggio 1818

Luglio 1816 A tutti i Domini Pontifici vengono dati disposizioni amministrative uniformi

9 luglio 1816 L'Argentina dichiara la sua indipendenza dalla Spagna nella città di Tucumán.

3 agosto 1816 In Toscana viene vietata la costituzione di associazioni segrete

8 agosto 1816 Nel Regno delle Due Sicilie viene vietata la costituzione di associazioni segrete

16 settembre 1816 Nel Regno delle Due Sicilie viene emanato un editto che sopprime l'autonomia comunale

8 dicembre 1816 Viene fondata la Banca delle Due Sicilie

12 dicembre 1816 Nel Regno delle Due Sicilie viene approvata la legge sull'amministrazione civile che introduce un sistema simile a quello del periodo napoleonico

12 dicembre 1816 Per suggellare la definitiva unione fra Regno di Napoli e Regno di Sicilia, Re Ferdinando per riflettere il cambiamento decide di farsi nominare Ferdinando I di Borbone Re delle due Sicilie. Rimarrà al trono sino al 4 gennaio 1825



1817

1817 Viene costituita a Vienna una cancelleria per il regno Lombardo-Veneto.

1817 Nasce in Francia il mandat postale, ovvero il bonifico di pagamento attraverso le poste.

29 marzo 1817 Nel Regno delle Due Sicilie viene approvata la nuova legge sull'ordinamento giudiziario

17 mai 1817 Sotto la Restaurazione monarchica la Régie intéressée de la Poste aux lettres remplacée par une régie simple L’exploitation de la Poste aux lettres s’effectue ainsi au profit de l’état, mais plus question que la populace se mêle de ce qui ne la regarde plus.

10 giugno 1817 Con un accordo firmato a Parigi Lucca diviene un dominio di Maria Luisa di Borbone. Si insedia in città a dicembre

11 juin 1817 Concordat en France.

23-24 giugno 1817 A Macerata scoppia un’insurrezione carbonara contro il dominio pontificio, subito repressa con la forza

17 juillet 1817 : Concordat du royaume de Piémont, prévoyant la restauration des tribunaux ecclésiastiques.

24 juillet 1817 Serbie : assassinat de Karageorges. La Filiki Eteria tente de remettre Karageorges à la tête de la Serbie à la place de Milos Obrenovic jugé trop favorable à la Porte, mais ce dernier fait assassiner Karageorges.

27 septembre 1817 Fondation officielle de l’Église évangélique allemande. Le roi Frédéric-Guillaume III de Prusse souhaite ainsi réunir les Églises réformées et luthériennes au moment où elles tentent de rompre les liens avec l’État en affirmant leur droit à la dissidence.

18 octobre 1817 Fête de la Wartburg, en Prusse, célébrée à l’occasion du tricentenaire de la Réforme, au cours de laquelle les étudiants font un autodafé d’écrits réactionnaires. La manifestation connaît un tel succès que le roi de Prusse fait arrêter ses participants.

Portugal 1817 Le libéral Gomes Freire de Andrade, chef de la loge « Régénération » est exécuté pour conspiration avec onze de ses compagnons. Les libéraux portugais s’associent dans le « Conseil suprême régénérateur du Portugal, du Brésil et des Algarve ».

6 novembre 1817 Milos Obrenovic devient prince héréditaire en Serbie. La Serbie obtient le statut de principauté autonome. Elle dispose d’une assemblé nationale et d’une armée. Les Ottomans sont représentés à Belgrade par un gouverneur et peuvent entretenir des garnisons dans le pays.


1818

Il generale Léopold-Sigismond Hugo, con la restaurazione, viene destituito dalla sua carica di governatore di Avila e Segovia.
Arthur Schopenhauer pubblica la sua opera Il mondo come volontà e rappresentazione

1818 viene abolita la barriera doganale esistente tra il Piemonte e la Liguria

20 gennaio 1818 nel Regno delle Due Sicilie vengono approvate le nuove tariffe doganali

16 marzo 1878 il Regno delle Due Sicilie e la chiesa cattolica firmano a Terracina (Latina) un concordato

24 maggio 1818 L’arciduca Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena entra in Milano Rimane viceré del Regno Lombardo-Veneto per Francesco I e poi per Ferdinando I sino al 18 gennaio 1848. La sua posizione ricopre poche responsabilità amministrative, ma permette a Ranieri e alla moglie di essere a capo della corte austriaca a Milano.

20 giugno 1818 Viene varata a Napoli la prima nave a vapore di costruzione italiana.

3 settembre 1818 Viene fondato a Milano, per iniziativa di Federico Confalonieri, Ludovico di Breme, Silvio Pellico, Giovanni Berchet e Pietro Borsieri, il giornale bisettimanale Il Conciliatore, espressione della lotta contro l'Austria

27 settembre 1818 parte da Napoli diretto a Livorno, Genova e Marsiglia il vapore Ferdinando I, il primo costruito nella penisola

1º ottobre - Comincia il Congresso di Aquisgrana.

Dicembre 1818 Nel Lombardo-Veneto viene introdotto l'obbligo di un biennio di scuola per i fanciulli e le fanciulle di età compresa tra i 6 e i 12 anni

29 dicembre 1818 Si insedia il terzo governo di Luigi XVIII presieduto da Jean Joseph Dessolles. Rimarrà in carica sino al 19 novembre 1819.


1819

1819 Viene fondata a Messina l'organizzazione Società dei Veri Patrioti

17 janvier : Bolívar est élu président par le Congrès qui proclame la république de Grande Colombie (1819-1830).

Giugno 1819 Assouplissement de la liberté de la presse Les avancées libérales et la naissance de véritables débats parlementaires au sein de la Chambre des députés assouplissent le climat politique en France. C’est dans le cadre de cet apaisement et de stabilisation du régime que la loi De Serre restaure la liberté de la presse. Mise à mal lors de la "Terreur blanche", celle-ci ne sera désormais plus soumise à des règles spécifiques. Autrement dit, la loi De Serre supprime les délitspropres à la presse, abolissant de fait la censure. Les journaux pourront ainsi être créés sur simple déclaration et versement d’une caution. Toutefois la presse reste soumise aux délits communs tels que la diffamation, l’outrage aux bonnes mœurs ou encore l’offense au roi.

1er août : Convention secrète de Teplitz. La Prusse et l’Autriches’accordent pour réprimer les mouvements patriotiques et démocratiques.

2 août : Début des Émeutes Hep-Hep à Wurtzbourg en Bavière. Les émeutes antijuives (pogroms) se propagent en Allemagne durant l’été. La foule pille les maisons et les magasins des Juifs.

6-31 août : Au congrès de Karlsbad, Metternich obtient des souverains allemands le contrôle des universités par la mise en place de curateurs et l’interdiction des sociétés secrètes étudiantes (Burschenschaft). La censure est rétablie et une commission de la confédération germanique, établie à Mayencedoit enquêter sur les agissements révolutionnaires (Décrets de Karlsbad).

16 août, Royaume-Uni : Massacre de Peterloo, répression sanglante d’une manifestation populaire contre les lois protectionnistes sur les céréales à Saint Peter’Field, près deManchester par Wellington. Onze morts et plusieurs centaines de blessés.

10 ottobre 1819 Esce l'ultimo numero, il numero 116, de Il Conciliatore, soppresso dalla censura austriaca

19 novembre 1819 Si insedia il quarto governo di Luigi XVIII presieduto da Élie Decazes. Rimarrà in carica sino al 20 febbraio 1820

23 novembre : Par les Six Acts, le Parlement britannique suspend temporairement un certain nombre de libertés (restriction de la liberté de réunion, suspension de l’Habeas Corpus, contrôle de la presse).

31 décembre : Le ministre réformateur Humboldt est écarté du pouvoir en Prusse.
Une commission territoriale se réunit à Francfort et fonde la Confédération germanique, qui regroupe trente-quatre États souverains, dont la Prusse, et quatre villes libres, sous la présidence de l’empereur d’Autriche avec un organe représentatif, la Diète de Francfort.

Italie : Le général Guglielmo Pepe, membre des Carbonari, arme les propriétaires de la province d’Avellino et de Foggia contre les brigands.

David Ricardo défend les thèses libérales devant le Parlement lors de son mandat de député (1819-1823). Les doctrines libre-échangistes de l’École de Manchester se heurtent aux partisans de l’intérêt foncier.

1820

Il 1 gennaio 1820 scoppiano moti presso il porto della città marittima di Cadice, in Spagna, dove alcuni reparti militari hanno ricevuto l'incarico di imbarcarsi alla volta delle colonie spagnole, dove alcune di esse si sono date governi indipendenti. Ciò diventa possibile in seguito all'invasione napoleonica della Spagna, alla cacciata dei Borbone e alla mancanza di un governo centrale saldo. Con l'invio dei battaglioni si pensa di sedare così la rivolta guidata da Simón Bolívar. Gli ufficiali rifiutarono di imbarcarsi dando inizio ad una rivolta, detta pronunciamiento. Seguiti dai loro reparti esigono che il re Ferdinando VII concedano nuovamente la Costituzione di Cadice, abrogata dopo il suo ritorno sul trono. Uno dei capi principali dei moti Rafael del Riego trascina il suo battaglione sino ad Arcos de la Frontera, ove prende prigioniero il comandante in capo del corpo di spedizione nelle Americhe, il generale conte de Calderón. Dopodiché, comincia una marcia per molte città andaluse, con l'intento di sollevarle. Intento fallito, che si scontra con una generale indifferenza delle popolazioni. E ciononostante appare minima la reazione da parte dei legittimisti, o del governo centrale, incapace di reagire per reprimere i reparti ribelli. Riego, ad ogni buon conto, deve disperdere la colonna, cercando egli stesso rifugio nelle deserte colline dell'Estremadura. Al fallimento del pronunciamento in Andalusia, tuttavia, segue un secondo tentativo militare, questa volta nella lontana Galizia, a La Coruña, seguita da Ferrol e da Vigo: in tutte queste città viene di nuovo proclamata la Costituzione del 1812. Poi il movimento insurrezionale si estende per il resto della Spagna. Il tentativo pare riuscire: il 7 marzo il Rè concede la Costituzione e viene convocato il Parlamento. Ma, dopo quei primi successi, la rivolta è soffocata nel sangue Con la battaglia del Trocadero, alla quale partecipa anche il principe Carlo Alberto di Savoia, erede al trono di Sardegna, i soldati francesi pongono fine definitivamente ai disordini

Nel 1820 scoppiano moti rivoluzionari a Napoli e in Sicilia. Sulla spinta degli avvenimenti spagnoli, anche in Italia si moltiplicano i primi tentativi insurrezionali: nel luglio 1820 scoppiano moti rivoluzionari a Napoli e in Sicilia mentre si vanno organizzando gruppi di ribelli. Nel marzo 1821 scoppia la rivoluzione anche in Piemonte. I moti mirano ad ottenere una Costituzione e l'indipendenza dallo straniero ma sono destinati a spegnersi. Nel napoletano intervengono truppe austriache fatte chiamare dal re Ferdinando che si precipita al Congresso di Verona, e i rivoltosi sono così sbaragliati. In Piemonte i ribelli, che non avevano come obiettivo il ribaltare la monarchia sabauda, anzi chiedevano al re di unificare l'Italia, sonno sconfitti: vengono eseguite alcune condanne a morte, e in molti sono costretti a fuggire. Nel Lombardo-Veneto la scoperta di alcune società segrete porta a processi e condanne contro molti degli oppositori del dominio austriaco.

La situazione del giornalismo italiano comincia a cambiare con la nascita dei movimenti rivoluzionari sotterranei precedenti ai moti del1820-1821. Nascono infatti numerosi fogli clandestini, stampati dai nuclei carbonari in maniera artigianale e fatti circolare di persona in persona. Uno dei giornale più noti di questo periodo è L'Illuminismo, pubblicato nelle Legazioni pontificie nel 1820, ma abbiamo anche La Minerva di Napoli e La Sentinella subalpina di Torino. Oltre ai rivoluzionari, c'è un certo attivismo giornalistico anche negli ambienti liberali italiani. Un esempio di questo tipo di pubblicazioni è l'Antologia, giornale di scienze, lettere e arti, nato a Firenze nel 1821. Un altro è il genovese Corriere mercantile del 1824, ma pure L'Indicatore genovese, cui collabora anche un giovane Giuseppe Mazzini. Nel Regno di Sardegna Carlo Alberto decide di trasformare la Gazzetta Piemontese (oggi nota come La Stampa) in quotidiano, allargando anche a scienze, arte e musica i temi trattati. Dalla stessa testata nasce anche la Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia. Sempre a Torino, l’editore Giuseppe Pomba per primo introduce una stampatrice a cilindro "Cowper" e sempre per primo nel 1847 un torchio a vapore ed una concezione della informazione di tipo più popolare e commerciale: in seguito alla fusione con la Tipografia Sociale di Torino, nel 1854 Pomba crea poi la Unione Tipografico-Editrice Torinese (UTET).

1820 il Regno di Sardegna stabilisce relazioni diplomatiche con il Brasile

1 gennaio 1820 Contingenti dell'esercito spagnolo radunati nel porto di Cadice per essere imbarcati verso le Americhe si ammutinano segnando l'inizio dei moti rivoluzionari del 1820. La ribellione è guidata da alcuni ufficiali dell'esercito che si rifiutano di partire alla volta delle Americhe per stroncare i governi indipendentisti che si stanno creando.

20 febbraio 1820 Si insedia il quinto governo di Luigi XVIII presieduto per la seconda volta da Armand du Plessis de Richelieu. Rimarrà in carica sino al 14 dicembre 1821

7 marzo 1820 L'evento culminante si produce a Madrid quando la folla circonda il Palazzo Reale di Ferdinando VII che ordina al comandante generale Ballesteros di sgomberare l’area. Il generale dichiara di non poter rispondere della propria truppa. Seguono ore di marcata tensione, sino alla tarda serata, quando il sovrano viene indotto a firmare un decreto col quale dichiara di aver stabilito di giurare sulla Costituzione in accordo con la volontà generale del popolo.

10 marzo 1820 Cominciava in Spagna il Triennio Liberale. In un proclama reale, il Manifiesto del rey a la Nación española, Ferdinando annuncia di aver prestato giuramento alla Costituzione, il precedente 8 marzo, ed aggiunge: "Marciamo risolutamente, ed io sarò il primo, per il sentiero costituzionale".

La diffusione, nel marzo 1820, anche nel Regno di Napoli, della conquista in Spagna del regime costituzionale contribuisce notevolmente ad esaltare gli ambienti carbonari e massonici. A Napoli, la cospirazione (la quale non si pone mai l’intento di rovesciare il re, ma solo di chiedere la costituzione) prende subito vigore e coinvolge anche alcuni ufficiali superiori, come i fratelli Florestano e Guglielmo Pepe. Michele Morelli, capo della sezione della carboneria di Nola, decide di coinvolgere il proprio reggimento nella cospirazione. A questo si affiancano Giuseppe Silvati, sottotenente, e Luigi Minichini, prete nolano dalle idee anarcoidi. Michele Morelli e Giuseppe Silvati con il loro ammutinamento, danno il via alla rivolta che costringe Ferdinando I di Borbone a giurare la costituzione spagnola del 1812

13 marzo 1820 Il re Vittorio Emanuele nomina Carlo Alberto reggente del regno

14 marzo 1820 Carlo Alberto emana un editto di amnistia per le truppe ammutinate.

15 marzo 1820 Carlo Alberto giura sulla costituzione di Spagna nel Regno di Sardegna

17 marzo 1820 Carlo Alberto annuncia che l'esercito sabaudo non è pronto a prendere l'offensiva contro l'Austria

31 marzo 1820 Premières restrictions de la liberté de la presse L’assassinat du duc de Berry plonge la France dans une période de réaction et la première traduction de ce climat concerne lapresse. Moins d’un an après sa libéralisation et moins de deux mois après la mort du duc, les Ultras deviennent très influents et obtiennent le musellement de la presse. Ainsi, avec la loi qui suivra en 1822, le « délit d’opinion » est créé tandis qu’il sera désormais possible de punir un journal pour son « esprit ». Il faudra également une autorisation préalable pour diffuser un journal

1-2 luglio 1820 Durante la notte di San Teobaldo, patrono dei carbonari, scoppia a Nola un'insurrezione guidata dal prete Luigi Minichini, ed appoggiata dal locale contingente militare. Morelli e Silvati danno il via alla cospirazione disertando con circa 130 uomini e 20 ufficiali. Ben presto li raggiunge Minichini che entra in contrasto con Morelli: il primo vuole procedere con un largo giro per le campagne allo scopo di aggiungere alle proprie fila quei contadini e quei popolani che crede attendano di unirsi alla cospirazione; il secondo vuole puntare direttamente su Avellino dove lo attende il generale Pepe. Minichini lascia lo squadrone allo scopo di seguire il proprio intento, ma deve far ritorno poco dopo senza risultati. Il giovane ufficiale Michele Morelli, sostenuto dalle proprie truppe, procede verso Avellino senza incontrare per le strade l’entusiasmo delle folle che si aspettava.

2 luglio 1820 Morelli viene accolto trionfalmente a Monteforte

3 luglio 1820 Le forze costituzionaliste insorte penetrano ad Avellino. Morelli, Silvati e Minichini fanno il loro ingresso ad Avellino. Accolti dalle autorità cittadine, rassicurate del fatto che la loro azione non intende rovesciare la monarchia, proclamano la costituzione sul modello spagnolo. Dopo di che Morelli passa i poteri nelle mani del colonnello De Concilij, capo di stato maggiore del generale Pepe. Questo gesto di sottomissione alla gerarchia militare, provoca il disappunto di Minichini che torna a Nola per incitare una rivolta popolare

5 luglio 1820 Michele Morelli con le forze costituzionaliste entra a Salerno mentre la rivolta si espandeva a Napoli dove il generale Guglielmo Pepe aveva raccolto molte unità militari

9 luglio 1820 Le forze costituzionaliste insorte entrano a Napoli

23 luglio 1820 Metternich invia ai governi italiani una dichiarazione nella quale afferma che l'Austria si ritiene tutrice della tranquillità della penisola

24 agosto 1820 Scoppia un moto rivoluzionario in Portogallo In seguito alla rivoluzione scoppiata in Spagna nel 1820 e al successo ottenuto dai rivoluzionari spagnoli guidati da Rafael del Riego, anche in Portogallo viene data vita ad una insurrezione armata. Da Oporto, fulcro della vicenda, il clima rivoluzionario si diffonde ben presto in molte altre località e città del Portogallo, sino a Lisbona, scenario di una cruenta insurrezione. I rivoluzionari chiedono l'immediato rientro della famiglia reale e della corte nel Portogallo continentale (riparatasi in Brasile – ancora colonia portoghese - dopo le invasioni napoleoniche). Anche per questo motivo Giovanni VI affretta il suo rientro a Lisbona. Tornato in patria, il re concede, come richiesto dagli insorti, una costituzione, diventando un monarca costituzionale.

20 settembre 1820 il duca di Modena emana un restrittivo editto per la lotta contro la Carboneria. Un secondo di alcuni mesi dopo introduce anche la pena di morte per i colpevoli

Ottobre 1820 Si apre la prima sessione del neocostituito parlamento del Regno delle Due Sicilie

6 ottobre 1820 viene approvato, nel Regno di Sardegna, il Regio Editto sulle Chiudende, che consente ai proprietari di chiudere i propri terreni

13 ottobre 1820 Silvio Pellico e Pietro Maroncelli vengono arrestati.

19 novembre 1820 Viene emanato, con la dichiarazione conclusiva del Congresso di Troppau, una dichiarazione secondo la quale è ammesso l'intervento armato negli affari interni degli Stati per reprimere le rivoluzioni



1821

Anche a Torino si pensa ad un'insurrezione popolare. Già da tempo in Piemonte e a Torino in particolare alcuni gruppi di idee borghesi e liberali coltivano l'idea di una campagna militare che avrebbe dovuto essere guidata dal re di Sardegna Vittorio Emanuele I di Savoia allo scopo di liberare i territori italiani dalla dominazione straniera. Ritengono che il Re si debba impegnare a concedere ufficialmente una costituzione ai sudditi del regno, fatto che avrebbe testimoniato l'impegno dei Savoia ad allearsi con i patrioti e ad assumere la guida del movimento liberale italiano. Tuttavia, fin dall'inizio del suo mandato, Vittorio Emanuele I si impegna a restaurare in Piemonte e negli altri territori sotto il suo controllo un soffocante regime assolutistico, che contribuisce ad andare in direzione opposta alle idee liberali della Carboneria e della borghesia in generale. Si pensa quindi di cercare un altro alleato, che si palesa nella figura del giovane erede al trono sabaudo Carlo Alberto di Savoia principe di Carignano, sostenitore di una manifestazione antiaustriaca promossa all’inizio dell’anno da alcuni universitari torinesi, per indurlo ad assumere la guida dei rivoluzionari. I primi contatti si rivelano più che positivi e sembra che il giovane esponente di Casa Savoia abbia davvero intenzione di aderire all'impresa

Le insurrezioni scoppiate in Spagna, Portogallo e nell’Italia meridionale hanno contribuito a rafforzare il patriottismo italiano, in particolare quello piemontese, i cui sostenitori pensano che la loro rivolta sarebbe stata appoggiata e seguita con ogni probabilità da parte dei patrioti siciliani e napoletani. Inoltre, i patrioti piemontesi cercano in ogni modo di sostenere militarmente gli omologhi napoletani, ma non vi riescono per motivi legati alla scarsa organizzazione e alla tardiva notizia della partenza dell'esercito asburgico per il Regno di Napoli. Nella seconda metà del 1820, Santorre di Santa Rosa, uno dei principali esponenti dell'organizzazione dei moti, si incontra spesso segretamente con alcuni generali, politici (tra cui Amedeo Ravina) e con il giovane principe di Casa Savoia per definire la data e le modalità della ribellione. Dopo molte riunioni, si stabilisce che la rivolta dovrà scatenarsi non prima dell'inizio del 1821, in modo che l'esercito austriaco, ancora impegnato nella repressione dei moti di Nola e di Napoli dello stesso anno, non sia subito pronto ad intervenire in quanto bisognoso di qualche tempo per riorganizzarsi.



L’adozione della Costituzione Spagnola e la salita al trono di Sardegna di Carlo Alberto

1821

Gennaio 1821 A Torino iniziano le proteste per richiedere riforme politiche e maggiori libertà. Alcuni universitari torinesi organizzano contro l'Austria una manifestazione pacifica e liberale, subito repressa nel sangue. Carlo Alberto è l'unico esponente della famiglia sabauda ad esprimere la propria solidarietà ai manifestanti. Per questo motivo i patrioti ritengono che Carlo Alberto abbia davvero a cuore la questione italiana

Gennaio 1821 Nel Lombardo Veneto vengono sciolte e vietate le scuole di mutuo insegnamento, enti ispirati dai liberali
.
23 gennaio 1821 Si riunisce a Lubiana un congresso della Santa Alleanza il re Ferdinando I delle Due Sicilie invoca l'intervento dell'Impero austriaco per bandire la costituzione del 1820 imposta a Napoli con i moti carbonari del 1820 . Le potenze della Santa Alleanza, decidono l'intervento armato contro i rivoluzionari che nel Regno delle Due Sicilie avevano proclamato la costituzione.

26 febbraio 18121 Muore a Torino Joseph de Maistre ideologo della restaurazione.

27 febbraio 1821 A Parigi, il ministro Corbière emana le Ordinanze, che parificano le scuole ecclesiastiche ed introducono un potere di sorveglianza dei vescovi per quel che concerne la religione.

Il 6 marzo 1821 In Piemonte durante la notte, Santorre e altri generali si riuniscono nella biblioteca del principe, insieme allo stesso Carlo Alberto, per organizzare nei dettagli l'impresa che, secondo un accordo precedente, sarebbe dovuta iniziare nel mese di febbraio: nel corso dell'incontro, Carlo Alberto mostra alcuni tentennamenti, soprattutto sulla loro intenzione di dichiarare guerra all'Austria, che portano Santorre ad avere qualche dubbio sul principe e sulle sue vere intenzioni. Tuttavia Carlo Alberto lascia intendere il suo appoggio, e per questo motivo Santorre e i suoi associati fanno pervenire il messaggio di prossimo inizio della rivolta ai reparti militari di Alessandria. Il 10 marzo 1821 i reparti militari di Alessandria danno inizio all'insurrezione, seguiti subito dopo dai presidi di Vercelli e Torino. In questa occasione è emesso da parte dei generali insorti il famoso Pronunciamento, un proclama con il quale si decide l'adozione di una Costituzione, improntata su quella spagnola di Cadice del 1812, che prevede maggiori diritti per il popolo piemontese e una riduzione del potere del sovrano. Ma il re, piuttosto che concedere il documento, preferisce abdicare in favore del fratello Carlo Felice di Savoia, allora assente dal Piemonte. La reggenza è così affidata al principe Carlo Alberto che, assunto l'incarico, concede la Costituzione e nomina Santorre di Santarosa ministro della guerra del governo provvisorio.

7 marzo 1821 Battaglia di Rieti. Le forze armate costituzionaliste del Regno delle Due Sicilie, inviate dal nuovo governo liberale e comandate da Guglielmo Pepe, sebbene forti di 40 mila uomini, sono sconfitte ad Antrodoco vicino a Rieti dalle truppe dell'esercito austriaco, guidato dal generale Frimont. I Borboni sono riammessi dagli austriaci al trono del Regno delle due Sicilie

6 marzo 1821 In Piemonte durante la notte Il Principe Santorre di Santarosa con altri generali si riunisce nella sua biblioteca insieme a Carlo Alberto di Savoia per organizzare nei dettagli la ribellione contro gli austriaci che, secondo un accordo precedente, sarebbe dovuta iniziare nel mese di febbraio. Nel corso dell'incontro Carlo Alberto mostra alcuni tentennamenti soprattutto sull’intenzione dei gen0erali di dichiarare guerra all'Austria, che portano Santorre ad avere a sua volta qualche dubbio sul principe e sulle sue vere intenzioni. Tuttavia Carlo Alberto lascia intendere il suo appoggio, e per questo motivo Santorre e i suoi associati fanno pervenire il messaggio di prossimo inizio della rivolta ai rivoltosi

7 marzo 1821 Le forze armate costituzionaliste del Regno delle Due Sicilie, inviate dal nuovo governo liberale e comandate da Guglielmo Pepe, sebbene forti di 40 mila uomini, sono sconfitte ad Antrodoco vicino a Rieti dalle truppe dell'esercito austriaco, guidato dal generale Frimont.

9-10 marzo 1821 Inizia il sollevamento dell’esercito in Piemonte. Il moto carbonaro è sostenuto dal colonnello Santorre di Santarosa, amico del presunto successore al Regno Carlo Alberto di Savoia, che chiede una costituzione Ad Alessandria una rivolta di militari liberali occupa infatti la Cittadella e proclama la Costituzione di Spagna di Cadice I reparti militari di Alessandria danno inizio all'insurrezione, seguiti subito dopo dai presidi di Vercelli e Torino. Nell’occasione viene emesso da parte dei generali insorti il famoso Pronunciamento, un proclama con il quale si decide l'adozione di una costituzione improntata su quella spagnola di Cadice del 1812, che prevede maggiori diritti per il popolo piemontese e una riduzione del potere del sovrano.

12 marzo 1821 L’insurrezione raggiunge Torino. Di fronte al pronunciamento il re Vittorio Emanuele I di Savoia, piuttosto che concedere il documento, preferisce abdicare in favore del fratello Carlo Felice di Savoia, allora assente dal Piemonte essendo in quel momento a Modena. La reggenza viene così affidata temporaneamente al principe Carlo Alberto. Assunto l'incarico il nuovo reggente Carlo Alberto concede la Costituzione di Spagna insediando un governo provvisorio che proclama l’adozione di una Costituzione democratica e dichiara guerra all’Austria, nominando lo stesso Santorre di Santarosa ministro della guerra del governo provvisorio.

15 marzo 1821 Carlo Alberto giura fedeltà alla costituzione davanti alla Giunta Nazionale

16 marzo 1821 Da Modena Carlo Felice, fratello di Vittorio Emanuele dichiara illegittima la reggenza di Carlo Alberto e la concessione della Costituzione e chiama l'esercito austriaco perché invada il Piemonte e reprima il moto liberale.

19-22 marzo 1821 Di ritorno nella capitale, il nuovo sovrano revoca la costituzione e impone a Carlo Alberto di rimettersi al suo volere, abbandonando Torino e recandosi a Novara, rinunciando definitivamente alla sua carica e alla guida del movimento di rivolta. Nella notte del 22 marzo, mentre alcuni, tra cui lo stesso Santarosa, annunciano una prossima guerra contro l'Austria, Carlo Alberto fugge segretamente a Novara abbandonando gli insorti al loro destino. Poche ore dopo Santorre, alla guida di un piccolo reparto, si reca nella città piemontese per tentare di convincere il principe e le sue truppe a tornare dalla sua parte, ma la missione si rivela del tutto infruttuosa.

23 marzo 1821 Da Novara Carlo Alberto di Savoia dichiara di rinunciare alla reggenza. Il ministro dell’interno Santorre di Santarosa dichiara guerra all’Austria

24 marzo 1821 le truppe austriache invadono a Napoli senza incontrare resistenza e chiudono il neonato parlamento consentendo ai Borboni di riprendere il potere.

25 marzo 1821 A Patrasso, in Grecia, comincia l'insurrezione armata contro l'Impero Ottomano

Privi di un appoggio, i costituzionali piemontesi decidono di sciogliersi. Viene proposto un nuovo tentativo di insurrezione a Genova, ma subito si decise di non intervenire. Inoltre giungono a Torino, come supporto all'esercito regio, plotoni austriaci che infliggono una pesante sconfitta ai costituzionali

30 marzo 1821 Santorre di Santarosa, sconfitto, si ritira in Toscana

8 aprile 1821 Nei pressi di Novara le truppe regolari sarde e quelle austriache sconfiggono l'esercito dei liberali costituzionali piemontesi L’Ancien régime è restaurato da Carlo Felice, Duca di Modena. Inizia la repressione. Silvio Pellico, Federico Confalonieri e migliaia di liberali e di carbonari sono arrestati o lasciano il Piemonte.

10 aprile 1821 La parte realista dell’esercito appoggiata dagli austriaci entra a Torino. il neonato governo cade dopo neppure due mesi e il sogno dei rivoluzionari si infrange.

19 aprile 1921 Da Nizza Vittorio Emanuele I conferma la sua abdicazione a favore di Carlo Felice

28 aprile 1821 Carlo Felice è incoronato re di Sardegna

15 maggio 1821 Re Ferdinando I rientra a Napoli Il re Ferdinando revoca la costituzione e affida al ministro di polizia, il principe di Canosa, il compito di catturare tutti coloro che erano sospettati di cospirazione.

24 luglio 1821 Viene firmato il trattato di Novara, con il quale viene stabilito il 31 dicembre 1822 come data di scadenza della presenza delle forze imperiali nel Regno di Sardegna

14 settembre 1821 Papa Pio VII emana la bolla Ecclesiam a Jesu Christo, con la quale viene condannata la Carboneria

23 settembre 1821 nel ducato di Modena viene soppressa la facoltà giuridica e suddivisa in quattro convitti separati, a causa del coinvolgimento dei membri della facoltà nei moti del 1821

28 settembre 1821 La Spagna riconosce l'indipendenza del Messico (che l'aveva dichiarata 11 anni prima)

27 ottobre 1821 Nel Regno di Sardegna vengono sciolte e vietate le scuole di mutuo insegnamento, enti ispirati dai liberali

14 dicembre 1821 Si insedia il sesto governo di Luigi XVIII presieduto da Jean-Baptiste de Villèle. Rimarrà in carica sino all’8 gennaio 1828 Le comte Villèle, représentant des Ultras, est nommé à la tête dugouvernement. Son association avec une chambre qui lui est largement favorable et le pouvoir déclinant de Louis XVIII dû à son état de santé permettront la mise en place d’une politique particulièrement réactionnaire. Ainsi l’Etat donne son soutien à l'Église, finance ses missions et lui donne les rennes de l’enseignement tandis que la liberté de la presse disparaît. Alors que les cinq dernières années s’étaient déroulées sans troubles, les premiers soulèvements se produisent dans Paris et quelques grandes villes entre 1820 et 1822. Mais ils ne bénéficient pas d’un véritable soutien populaire.



1822

1822 Cesare D'Azeglio fonda a Torino il giornale Amico d'Italia

gennaio 1822 Viene scoperta a Palermo una cospirazione insurrezionalista

6 febbraio 1822 L’Imperatore Francesco I tramuta la condanna a morte per Siulvio Pellico e Pietro Maroncelli in una condanna a 15 e 20 anni di carcere duro

23 luglio 1822 Nel Regno di Sardegna viene emanato il regolamento degli studi, redatto da Luigi Taparelli d'Azeglio

12 settembre 1822 Sono impiccati a Napoli gli ufficiali Michele Morelli, Giuseppe Silvati e una trentina di altri protagonisti della Rivoluzione del 1820

9 14 ottobre 1822 A Verona si riuniscono a congresso le potenze europee per esaminare la situazione internazionale Le potenze della Santa Alleanza autorizzano la Francia di Luigi XVIII a condurre un corpo di spedizione in Spagna, volto a reintrodurre la monarchia assoluta. Il congresso si chiude a dicembre con la decisione di ritirare le truppe austriache dal Piemonte e dal Regno delle Due Sicilie

15 ottobre 1822- Su istituzione del Re di Sardegna Carlo Felice nasce il Corpo Forestale dello Stato

22 ottobre 1822 Forte eruzione del Vesuvio

10 dicembre 1822 Il re delle Due Sicilie Ferdinando I emana un decreto che introduce elevate tariffe doganali

28 dicembre 1822 Francois René, vicomte de Chàteaubriand diventa Ministro degli Esteri del governo di Jean-Baptiste de Villèle. Rimarrà in carica sino al 6 giugno 1824




1823

1823 Il Regno di Sardegna e l'Impero Ottomano firmano un capitolare per regolare i rapporti commerciali

1823 Viene fondata a Messina, di Salvatore Valter, l'organizzazione patriottica Gioventù Ravveduta

3 febbraio 1823 Rossini rappresenta a Venezia Semiramide

7 aprile 1823 L’esercito francese, formato da ben 95 mila uomini detti i "Centomila Figli di San Luigi" e guidato dal duca d’Angoulême (nipote di Luigi XVIII), attraversa la frontiera sui Pirenei. Salvo alcuni scontri minori in Catalogna, il duca può condurre una facile marcia sino a Madrid, raggiunta il 24 maggio, ove viene trionfalmente accolto.

aprile 1823 Nel frattempo il governo liberale che si è formato aveva preso formalmente prigioniero Ferdinando e lo aveva condotto con se nella città-fortezza di Cadice centro della rivolta liberale. Qui i deputati liberali delle Cortes Generales, con il pieno appoggio del Riego, si riuniscono per votare la destituzione del prigioniero Ferdinando.

2 maggio 1823 Carlo Alberto si imbarca a Livorno per arruolarsi nella spedizione contro i costituzionalisti spagnoli

24 maggio 1823 Il principe Carlo Alberto giunge a Madrid

Maggio agosto 1823 I francesi giungono anch’essi a Cadice e cominciano un assedio, condotto con l’appoggio di una grandissima flotta, forte di 67 navi da battaglia.

1 luglio 1823 Viene fondata a Milano la Cassa di risparmio delle province lombarde CARIPLO

20 agosto 1823 Muore a Roma Papa Pio VII

31 agosto 1823 Battaglia del Trocadero. L'assedio francese di Cadice si conclude quando, dopo la vittoriosa conquista di due forti all’imbocco della penisola a 12 chilometri da Cadice, nota come battaglia del Trocadero cui partecipa anche Carlo Alberto di Savoia, la città viene costretta alla capitolazione. Finisce il triennio liberale. Ritorna in Spagna la Monarchia assoluta

10 settembre 1823 Simon Bolivar diventa presidente del Perù.

28 settembre 1823 Viene eletto Papa il cardinale Annibale Della Genga con il nome di Leone XII

15 novembre 1823 Viene istituito nel Regno di Sardegna il Consiglio del Genio Militare

2 dicembre 1823 Viene pubblicamente formulata la Dottrina Monroe, da allora uno dei capisaldi della politica estera statunitense

15 dicembre 1823 Nel Regno delle Due Sicilie vengono approvate le leggi doganali




1824

1824 il Regno di Sardegna e Algeri firmano un capitolare per regolare i rapporti commerciali

1824 papa Leone XIII crea una congregazione per l'istruzione pubblica

Nel 1824 Nascono le prime organizzazioni sindacali, le Trade Unions

1824 è un Anno Santo della Chiesa cattolica

1824 Giacomo Leopardi pubblica le Operette morali

4 gennaio 1824 Nel Regno delle Due Sicilie muore a Napoli re Ferdinando I di Borbone. Gli succede il figlio Francesco I

25 gennaio 1824 Nel Regno delle Due Sicilie, insediatosi sul trono, Francesco I firma un'amnistia liberando 144 detenuti ai lavori forzati

aprile 1824 Nel Regno delle Due Sicilie vengono giustiziati due carbonari

7 maggio 1824 E’ eseguita per la prima volta la Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, a Porta di Carinzia a Vienna

10 maggio 1824 Nel Regno Lombardo-Veneto La città di Milano ospita, con feste regali e cerimonie religiose, l'Imperatore d'Austria Francesco I d'Asburgo

giugno 1824 Vengono introdotto due Consulte, una a Napoli e una a Palermo, con limitati poteri consultivi in materia amministrativa

25 giugno 1824 Nel Regno Lombardo-Veneto nella città di Pavia, che non ha mai manifestato tendenze indipendentiste, in concomitanza con il viaggio imperiale, si verificano tumulti negli ambienti studenteschi

18 giugno 1824 Leopoldo II d'Asburgo-Lorena diventa granduca di Toscana l'ultimo granduca regnante de facto. Regnerà salvo durante la parentesi della Repubblica toscana nel 1848-49 sino al 21 luglio 1859

31 agosto 1824 Nello Stato Pontificio la repressione del cardinale Rivarolo, in Romagna, tocca il massimo grado di spietatezza. La polizia speciale compie numerose retate arrestando cinquecento persone per cospirazione

16 settembre 1824 Carlo X di Borbone, conte d'Artois succede a Luigi XVIII come re di Francia. Rimarrà al trono sino al 29 luglio 1830, rovesciato dalla Rivoluzione di Luglio. Rimane in carica il governo di Jean-Baptiste de Villèle

26-28 settembre 1824 La flotta sarda bombarda Tripoli per questioni commerciali riguardo alcune violazioni degli accordi seguiti alla Prima guerra barbaresca

27 settembre 1824 Apertura della Ferrovia Stockton-Darlington, prima locomotiva a spingere un treno passeggeri




1825

1825 Il Regno di Sardegna e il Marocco firmano un capitolare per regolare i rapporti commerciali

1825 viene fondato a Roma, da Giuseppe Baradi, il Giornale di Roma

1825 viene fondato a Napoli il movimento patriottico Pellegrini bianchi

Gennaio 1825 Le truppe austriache si ritirano dal Regno delle Due Sicilie

4 gennaio 1825 Francesco I di Borbone figlio di Ferdinando, diventa Re delle due Sicilie. Rimarrà al trono sino al l’8 novembre 1830

8 gennaio 1825 L’Imperatore Francesco I commuta la condanna a morte per Federico Confalonieri nell’ergastolo allo Spielberg

10 gennaio 1825 Muore a Moncalieri Vittorio Emanuele I di Savoia

13 marzo 1825 Carlo Ludovico di Borbone dopo la morte della madre Maria Luisa, le succede alla guida del Granducato di Lucca

18 giugno 1825 Muore il Granduca di Toscana, Ferdinando III di Lorena. Gli succede il figlio Leopoldo II

31 agosto 1825 Vengono condannati 508 imputati romagnoli sospettati di attività insurrezionalista

26 settembre 1825 Nei Domini Pontifici viene emanato un regolamento sull'istruzione, che non obbliga i comuni ad istituire delle scuole

27-28 settembre 1825 Spedizione della flotta sabauda contro la reggenza tripolitana, per reprimere le sue attività piratesche, durante la notte varie navi vengono affondate nel porto

9 dicembre 1825 Il Parlamento autorizza il re Ferdinando I a recarsi al Congresso di Lubiana. Parte con una nave inglese il 14

Nel dicembre 1825, in Russia, scoppiò un nuovo moto insurrezionale, il cosiddetto moto decabrista dal nome del mese, ma venne immediatamente represso. Il giorno della rivolta, il 14 dicembre le truppe guidate da alcuni ufficiali del Reggimento Preobraženskij si riunirono nella Piazza del Senato a San Pietroburgo, ma la Guardia reale, fedele allo zar Nicola I, aprì il fuoco sui soldati ribelli e l'insurrezione venne immediatamente sedata. Dopo una reclusione nella fortezza di Pietro e Paolo ed un breve processo, il 25 giugno 1826 i cinque esponenti principali furono impiccati, mentre gli altri, per totale di circa 600 persone, vennero mandati in esilio in Siberia.



1826

1826 Viene fondata la Banca di Sconto di Firenze

1826 Sul lago di Como iniziano le prime navigazioni di linea, attraverso i piroscafi.

4 gennaio 1826 Muore Ferdinando I di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie, gli succede il figlio Francesco I.

3 marzo 1826 entra in funzione un servizio di traghetto che collega Locarno a Sesto Calende (Lago Maggiore)

9 maggio 1826 Il generale piemontese Santorre di Santarosa muore combattendo in Grecia

23 luglio 1826 Il legato pontificio Rivaroli subisce a Ravenna un attentato, ad opera del fornaio Angelo Ortolani

18-24 novembre 1826 Vittoria degli insorti greci sugli Ottomani alla Battaglia di Arachova, in Beozia.

Fine 1826 Viene scattata la prima foto al mondo da Joseph Niepce in Francia, usando la tecnica dell'eliografia.


1827

25 febbraio 1827 Viaggio inaugurale di un battello a vapore sul Lago Maggiore

26 marzo 1827 rima Rappresentazione del Mosé di Rossini

Giugno 1827 Viene completata la prima edizione dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

4 luglio 1827 E’ fondata la Cassa di Risparmio di Torino

23 luglio 1827 Fallisce a Ravenna un attentato contro il legato pontificio cardinale Agostino Rivarola, responsabile della repressione di qualsiasi dissenso

10 settembre 1827 Muore a Londra Ugo Foscolo.

13 dicembre 1827 Muore a Napoli il cardinale Fabrizio Russo protagonista della Restaurazione

20 ottobre 1827 La flotta britannica annienta la flotta ottomana nella Battaglia di Navarino



1828

1828 Viene fondato a Lucca il giornale Propaganda cattolica

1828 Escono le Operette Morali di Leopardi

4 gennaio 1828 Si insedia il secondo governo sotto il regno di Carlo X presieduto da Jean-Baptiste de Martignac. Rimarrà in carica sino all’ 8 agosto 1829. Face à la nouvelle situation politique qui ne lui est plus aussi favorable, Charles X approuve la démission de Villèle et appelle un modéré au gouvernement : le vicomte de Martignac. Faute de la comprendre lui-même, comme s’était efforcé de le faire Louis XVIII, le roi laisse son nouveau ministre tenter la réconciliation entre la royauté et la nation. Mais la rupture est consommée entreLibéraux et Ultras et les positions sont plus radicales. Durant un an et demi, Martignac sera pris en tenaille entre des Royalistes qui le jugent trop libéral et des Libéraux qui l’estiment trop royaliste. Quant au soutien de Charles X, il sera inexistant. Parmis ses mesures, Martignac parviendra à établir un retour aux dispositions de 1819 concernant la liberté de la presse.

13 marzo 1828 Sono eseguite le condanne a morte dei responsabili dell’attentato contro il cardinale Rivarola

28 giugno 1828 Scoppiano i moti del Cilento organizzati dalla società segreta dei Filadelfi per ottenere la Costituzione nel Regno delle Due Sicilie.

7–10 luglio 1828 La rivolta del Cilento è duramente repressa. Il capo della gendarmeria delle Due Sicilie Francesco Saverio Del Carretto distrugge a cannonate il villaggio di Bosco Il paese è raso al suolo e il sale viene sparso sulle rovine

13 ottobre 1828 Muore a Milano Vincenzo Monti

18 novembre 1828 Muore il poeta Ippolito Pindemonte






1829

10 febbraio 1829 Muore papa Leone XII.

31 marzo 1829 Viene eletto papa il card. Francesco Saverio Castiglioni con il nome di Pio VIII.

16 maggio 1829 Inaugurato il Teatro Ducale di Parma.

3 agosto 1829 Prima rappresentazione a Parigi dell'opera Guglielmo Tell di Gioachino Rossini.

8 agosto 1829 Si insedia il terzo governo sotto il regno di Carlo X presieduto da Jules Auguste, principe di Polignac Rimarrà in carica sino al 29 luglio 1830 rovesciato dalla Rivoluzione di Luglio.

14 settembre 1829 Il Trattato di Adrianopoli, pone fine al conflitto fra Impero Russo ed Ottomano, iniziato nel 1828.

14 novembre 1829 More a Vienna l’arciduchessa di Massa e Carrara madre di Francesco IV duca di Modena che ne assorbe il Ducato

22 dicembre 1829 Viene creato a Venezia un porto franco


1830

I moti del 1830-1831 sono nuovi tentativi di insurrezione, eredi dei moti del 1820-21. Nascono in Francia e si diffondono poi in numerosi paesi europei. Come durante i moti di dieci anni prima, i veri protagonisti di queste insurrezioni non sono membri del popolo, bensì della borghesia cittadina. Su esempio del popolo francese, che aveva cacciato il suo re Carlo X e l'opprimente politica reazionaria del governo dando vita ad un regime monarchico costituzionale retto da Luigi Filippo d'Orléans, numerose altre nazioni danno vita ad insurrezioni; positive, come nel caso del Belgio, che ottiene l'indipendenza dall'Olanda, negative, come nel caso della Polonia e di Modena.


I moti emiliani e romagnoli.

In seguito ai moti francesi, si riaccendono in alcuni italiani le speranze per una nuova insurrezione. In particolare, nel ducato di Modena la carboneria locale ha intrecciato rapporti amichevoli con il duca Francesco IV che si mostra particolarmente interessato alla questione ed aveva in mente oscuri progetti espansionistici per tramutare il suo piccolo ducato in un regno italico. Si va così organizzando un grande moto di insurrezione che comprendeva numerose città emiliane e romagnole, alcune, cioè le Legazioni di Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna, sotto il dominio dello Stato della Chiesa, dichiarano la secessione dallo Stato Papale e proclamano il nuovo stato delle Province Unite Italiane, una repubblica parlamentare con capitale Bologna sotto la presidenza di Giovanni Vicini che promulga una costituzione del nuovo stato. Fiduciosi dell'appoggio del duca, i congiurati danno inizio alla rivolta. Immediatamente Francesco IV tradendo le aspettative fa addirittura arrestare molti dei capi della rivolta tra cui Ciro Menotti. Nonostante gli insorti fossero riusciti ad impadronirsi di importanti città come Modena, Parma e Bologna, lo stato delle Province Unite Italiane non riesce a reggere l'intervento armato dell'Austria del marzo 1831. Gli insorti sperano invano nell'intervento di Luigi Filippo di Francia che aveva prestato soccorso con successo ai ribelli belgi; non aiutano la causa secessionista anche le notevoli discordie presenti tra i capi della rivolta. Il 26 aprile 1831, con l'Occupazione della piazzaforte di Ancona, le Province Unite cessano di esistere e in breve tempo fu ristabilito l'ordine, cui seguono condanne a morte. Anche Napoleone Luigi Bonaparte, già re d'Olanda per pochi giorni col titolo di Luigi II, muore nel 1831 a Forlì dove come Carbonaro si è volontariamente impegnato nel sostegno all'insurrezione.

1830

1830 Scissione degli Stati Uniti di Colombia in tre stati: Ecuador, Colombia e Venezuela.

3 febbraio 1830 La Grecia diviene ufficialmente indipendente dall'Impero ottomano

febbraio 1830 Nei Domini pontifici vengono approvate le nuove tariffe doganali

18 marzo 1830 viene presentato a Carlo X di Francia l'indirizzo dei 221, per chiedere le dimissioni del ministero e l'introduzione in Francia di un regime parlamentare.

14 giugno 1830 L'esercito francese sbarca a Sidi Ferruj vicino a Algeri e dà il via alla conquista dell'Algeria

25 luglio 1830 Carlo X ed i ministri del governo di Jules de Polignac emanano le « Ordinanze di scellerate » di Saint-Cloud Désapprouvé par les élections qui se sont tenues en juillet,Charles X refuse de se soumettre et décide d’affirmer son pouvoir. Sur les conseils de Polignac, et selon l’article 14 de la Charte, il rédige quatre ordonnances. La deuxième et la quatrième s’attaquent directement aux députés en proclamant la dissolutionde la Chambre élue il y a moins d’un mois et en fixant la date des nouvelles élections. Quant aux deux autres, elles s’attardent sur deux phénomènes cruciaux dans les régimes du XIXème siècle : lapremière abolit la liberté de la presse en rétablissant la censureet l’autorisation préalable. La troisième réforme le cens électoral pour exclure la bourgeoisie du suffrage. Moins de dix jours après lapublication de ces ordonnances, Charles X sera contraint d'abdiquer.

27-28-29 luglio 1930 A Parigi la Rivoluzione di Luglio costringe all'esilio Carlo X, sostituito con Luigi Filippo.

29 luglio 1830 Il governo Casimir Louis Victurnien de Rochechouart de Mortemart è l’ultimo governo nominato da Carlo X allo scopo di riprendere in mano il controllo del potere dopo le tre gloriose giornate della Rivoluzione di Luglio. Non si insedia poiché le ordinanze sono respinte dalle diverse Camere che considerano terminato il Regno del monarca. Francois Guizot favorisce la designazione di una Commissione municipale di Parigi incaricata della supplenza.

A partire dall’agosto 1830 con la Rivoluzione di Luglio o seconda rivoluzione francese avvenuta a Parigi nelle giornate del 27, 28 e 29 luglio 1830, Carlo X ultimo sovrano della dinastia dei Borbone viene rovesciato e sostituito da Luigi Filippo, il re della Monarchia di Luglio. Luigi Fillippo d’Orléans rimarrà al trono sino al 24 febbraio 1848

agosto 1830 Il politico repubblicano Filippo Buonarroti torna a Parigi dall'esilio a Bruxelles

1 agosto 1830 Viene concessa la grazia a Silvio Pellico e Piero Maroncelli che escono dallo Spielberg facendo il loro ritorno in Italia

1-11 agosto 1830 Luigi Filippo d’Orléans è il luogotenente generale del Regno di Francia. 1-11 Dispone di un esecutivo provvisorio controllato al ministero degli interni da François Guizot

9 agosto 1830 Il luogotenente del Regno Duca Luigi Filippo d’Orléans, diventa Re di Francia, note come il re della Monarchia di Luglio. Luigi Fillippo d’Orléans rimarrà al trono sino al 24 febbraio 1848. Quindici governi si susseguono durante il suo avventuroso Regno

25 agosto -1830 Il Belgio proclama la sua indipendenza dai Paesi Bassi

28 agosto 1830 A Genova, Giuseppe Mazzini affiliato alla carboneria viene arrestato

2 ottobre 1830 A Legnan o nasce il cotonificio Cantoni

2 novembre 1830 Si insedia il secondo governo di Luigi Filippo presieduto dal banchiere Jacques Lafitte. Rimarrà in carica sino al 13 marzo 1831

8 novembre 1830 Muore a Napoli Francesco I di Borbone re delle Due Sicilie. Gli succede il figlio Ferdinando II di Borbone che rimarrà al trono sino al 22 maggio 1859. Il nuovo re borbonico Ferdinando II richiama in servizio gli ufficiali dell'esercito coinvolti nei moti del 1821

13 novembre 1830 Giuseppe Mazzini viene rinchiuso in carcere nella fortezza del Priamar di Savona

29 novembre 1830 Scoppia la Rivolta di Novembre: i polacchi chiedono l'indipendenza dall'Impero russo

30 novembre 1830 Muore Papa Pio VIII. Inizia un lunghissimo conclave

dicembre 1830 Nel Regno delle Due Sicilie viene concesso a vari esuli di tornare in patria



1831

Nel febbraio 1831 Scoppiano rivolte popolari a Firenze, Bologna, Parma e Modena, dove in quest'ultima città, il patriota Ciro Menotti organizza un'insurrezione contro il ducato, ma viene poi arrestato e impiccato

1831 Esce il Dizionario dei sinonimi di Nicolà Tommaseo

febbraio 1831 Giuseppe Mazzini si trasferisce a Lione

2 febbraio 1831 Viene eletto papa Gregorio XVI dopo un lunghissimo conclave Inizia il pontificato di Papa Gregorio XVI, nato Bartolomeo Alberto (in religione Mauro) Cappellari. Finirà il 1 giugno 1846

3-4 febbraio 1831 Nel Ducato di Modena vengono arrestati molti congiurati che stavano organizzando una rivolta.

4 febbraio 1831 A Bologna scoppia un'insurrezione tra la popolazione

5 febbraio 1831 Il Duca Francesco IV lascia Modena dove è scoppiata un’insurrezione

5-9 febbraio 1831 I moti insurrezionali si diffondono nelle Marche e in Romagna, e poco dopo anche in Umbria.

6 febbraio 1831 Viene consacrato in San Pietro il papa Gregorio XVI

7 febbraio 1831 A Reggio Emilia viene costituito un governo provvisorio guidato da Giacomo Lambertini

8 febbraio 1831 Ad Ancona viene repressa con la forza un'insurrezione.

8 febbraio 1831 Viene decretata, a Bologna, la cessazione del dominio del pontefice

9 febbraio 1831 Viene dichiarato decaduto il governo estense su Modena

10 febbraio 1831 Giuseppe Mazzini abbandona il Regno di Sardegna lasciando l'Italia e affrontando l'esilio in Francia, a Marsiglia.

10-13 febbraio 1831 A Parma si svolgono grandi manifestazioni in favore delle riforme

12 febbraio 1831 ARoma fallisce un'insurrezione organizzata dai liberali

13 febbraio 1831 Insorge contro il dominio pontificio la città di Spoleto

14 febbraio 1831 Insorge contro il dominio pontificio la città di Perugia.

14 febbraio 1831 Il congresso civico forma a Parma una Guardia nazionale

14-15 febbraio 1831 Durante la notte la duchessa Maria Luigia lascia Parma

15 febbraio 1831 A Parma viene costituito un governo provvisorio guidato da Filippo Linati

17 febbraio 1831 Le forze pontificie di Ancona si arrendono. Viene formato un governo provvisorio guidato da Pietro Ferretti

18 febbraio 1831 E’ costituito un Governo provvisorio degli Stati di Modena e di Reggio

19 febbraio 1831 Il governo papale richiede l'intervento delle forze austriache per reprimere le insurrezioni

20 febbraio 1831 I patrioti repubblicani e liberali fondano la Giunta liberatrice italiana

22 febbraio 1831 Una squadra navale francese giunge ad Ancona

26 febbraio 1831 Viene convocata a Bologna un'Assemblea dei Notabili

marzo 1831 In Calabria e Abruzzo vengono arrestati vari cospiratori

1 marzo 1831 Gli austriaci invadono il Ducato di Parma

4 marzo 1831 A Bologna è approvato lo Statuto provvisorio, nasce lo stato delle Province Unite Italiane
.
4 marzo 1831 Il duca di Modena Francesco IV varca il Po

6 marzo 1831 Le forze austriache occupano Ferrara e Comacchio. Manterranno poi il possesso della cittadella di Ferrara

7-8 marzo 1831 I patrioti, guidati dal generale Giuseppe Sercognani, attaccano Rieti ma vengono sconfitti

8 marzo 1831 Francesco IV torna a Modena

13 marzo 1831 Si insedia il terzo governo di Luigi Filippo presieduto da Casimir Perier. Rimarrà in carica sino al 16 maggio 1832

20 marzo 1831 Il governo delle Province Unite si trasferisce da Bologna ad Ancona, in seguito all'avvicinarsi delle forze austriache

22 marzo 1831 Viene istituita la Legione straniera.

21 marzo 1831 Le truppe austriache entrano a Bologna

25 marzo 1831 Le avanguardie austriache si scontrano a Rimini con le retroguardie delle forze patriottiche italiane

27 aprile -1831 A Torino muore Carlo Felice di Savoia e gli succede sul trono del Regno di Sardegna il nipote Carlo Alberto. Carlo Alberto rimarrà al trono sino al 23 marzo 1849

21 maggio 1831 I diplomatici, con un memorandum, consigliano al papa, senza successo, di adottare alcune riforme di stampo liberale

26 maggio 1831 Nella Cittadella di Modena sono giustiziati mediante impiccagione Ciro Menotti e Vincenzo Borelli, coinvolti nei moti di rivolta.

26 giugno 1831 Leopoldo I diventa il primo re dei Belgi.

28 giugno 1831 Si insedia la commissione che deve redigere il Codice Civile del Regno di Sardegna

Luglio 1831 Le forze austriache si ritirano dai domini pontifici.

Luglio 1831 A Modena viene fondato il giornale La Voce della Verità, diretta da Cesare Galvani.

5 luglio 1831 Nei Domini pontifici viene approvata una riforma molto limitata dell'amministrazione locale

23 luglio 1831 Il Regno di Sardegna e l'Impero austriaco firmano una convenzione militare segreta, per reprimere eventuali moti di rivolta

Luglio – agosto 1831 Giuseppe Mazzini, in esilio a Marsiglia, fonda il movimento La Giovine Italia. Il programma mira alla formazione di un'Italia unita e repubblicana attraverso una rivoluzione democratica. Mazzini definisce pure i metodi della lotta che deve essere condotta per il conseguimento dell’Unità italiana: l’educazione, ossia opera di propaganda politica tra le masse, poi l’insurrezione con il coinvolgimento del popolo.

18 agosto 1831 Viene creato nel Regno di Sardegna, con un editto reale, il Consiglio di Stato, con 14 consiglieri di designazione regia

1 settembre 1831 Fallisce a Palermo un tentativo insurrezionale organizzato da Domenico di Marco

15 novembre 1831 Le grandi potenze riunite a Londra pubblicano il Protocollo dei XXIV articoli, destinato a ratificare l'indipendenza del Belgio dai Paesi Bassi.

25 dicembre 1831 Sono fondate a Trieste le Assicurazioni Generali

31 dicembre 1831 Mazzini pubblica il Manifesto programmatico della Giovine Italia



1832

Nel 1832 Scoppiano altri moti popolari in molte città dell'Italia centrale contro il malgoverno pontificio di Papa Gregorio XVI il quale si segnala per la ferma condanna dei principi liberali contenuta nell’Enciclica Mirari vos. A Roma la protesta contro il Governo pontificio è grande.

1832 Nel Regno di Sardegna vengono emanate le prime norme di tutela dei beni culturali

20 gennaio 1832 Le forze pontificie si scontrano presso Cesena contro un gruppo di circa 2 mila liberali

21gennaio 1832 Le forze pontificie occupano la città di Forlì

28 gennaio 1832 Le truppe pontificie e austriache entrano a Bologna

22-23 febbraio 1832 Durante la notte la città di Ancona viene occupata da un contingente militare francese sbarcato nella città marchigiana. Il governo francese vuole bilanciare la presenza austriaca nei territori pontifici. Vi rimarrà sino al 1838 per assicurare l’ordine nei territori pontifici e far rispettare l’autorità del Papa. L’Austria non reagisce per evitare uno scontro che provocherebbe un indebolimento delle sue posizioni in Italia

26 febbraio 1832 La Polonia diventa una provincia russa. 26 Lo Statuto organico dello tsar Nicola I abolisce lo statuto di autonomia del Regno di Polonia.

marzo 1832 Inizia la pubblicazione del giornale patriottico Giovane Italia

15 aprile 1832. Inaugurazione del primo ponte di ferro in Italia sul Garigliano

21 avril 1832 ; Monarchie de juillet , invasion de l’Algérie. La loi rend le service pustale rural journalier. On remarque à nouveau l’intérêt de la noblesse pour la province plutôt que pour les grandes cités, ce qui est encore le cas maintenant avec la droite traditionnelle.

7 maggio 1832 la Convenzione di Londra stabilisce le condizioni per l'indipendenza della Grecia, al termine della decennale guerra di indipendenza

12 maggio 1832 Al teatro la Cannobiana di Milano, prima dell'opera L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti

Maggio-giugno 1832 Fallisce il tentativo della duchessa du Berry Carolina di Borbone delle due Sicilie di dar vita ad un’insurrezione in Vandea contro Luigi Filippo

5 giugno 1832 Scoppiano sommosse popolari a Parigi durante i funerali del generale imperiale Jean Maximilien Lamarque, morto il 1º giugno a causa dell'epidemia di colera che imperversa nella città. L'insurrezione termina il 6 giugno, dopo un giorno e una notte di scontri sulle barricate.

7 giugno 1832 Con il Reform Act viene esteso in Gran Bretagna il suffragio elettorale ai proprietari di immobili

luglio 1832 Il rappresentante diplomatico inglese lascia Roma, per protestare contro l’assenza di riforme nel paese.

luglio 1832 Viene ordinata l'espulsione di Giuseppe Mazzini dalla Francia.

luglio 1832 Vengono pubblicate a Torino Le mie prigioni di Silvio Pellico

21 luglio 1832 Con il Trattato di Costantinopoli, l'Impero Ottomano accetta i termini della Convenzione di Londra: la Grecia diviene indipendente

15 agosto 1832 Papa Gregorio XVI pubblica la Lettera Enciclica Mirari vos, sulla condanna delle tendenze novatrici all'interno della Chiesa, delle richieste di abolizione del celibato del clero, delle richieste di divorzio, dell'indifferentismo, della libertà di coscienza, della libertà di stampa, della libertà politica come ribellione contro i principi. Il Papa sostiene che le libertà civili sono incompatibili con la dottrina della chiesa e condanna il movimento liberale cattolico che faceva capo al giornale Avenir fondato da Hugues-Félicité Robert de Lamennais

settembre 1832 Giuseppe Mazzini e Gaetano Ciccarelli firmano a Marsiglia un accordo che unisce in una mutua collaborazione la Giovane Italia e i Veri Italiani, società fondata da Filippo Buonarroti, il cui fine sono l’unità e la libertà dell’Italia, retta da un governo democratico che si fonda sulla sovranità popolare.

11 ottobre 1832 Si insedia il quarto governo di Luigi Filippo presieduto da Nicolas Jean-de-Dieu Soult . Rimarrà in carica sino al 18 luglio 1834

12 novembre 1832 A Voltri vicino a Genova Re Ferdinando II delle Due Sicilie di Borbone sposa Maria Cristina di Savoia



1833

Viene alla luce la cospirazione mazziniana in seno all’esercito del Regno di Sardegna. Si consuma la rottura tra Mazzini e Buonarroti per le insanabili divergenze sulle modalità insurrezionali da perseguire in Italia

In Spagna alla morte del re Ferdinando si apre una contesa sulla successione. Il fratello di Ferdinando Don Carlos Isidoro aspira alla Corona e rifiuta di riconoscere il testamento e organizza un colpo di stato contro la reggenza alla moglie Maria Cristina di Borbone. Scoppia la prima guerra civile carlista che si protrarrà sino al 1846. Nello schieramento carlista si schierano tutti coloro che si oppongono alla rivoluzione liberale: piccola nobiltà rurale, settori del basso clero e molti contadini in determinate aree del Paese come la Navarra e i Paesi Baschi per i quali il liberalismo significava semplicemente un aumento dell’imposizione fiscale. I sostenitori dell’assegnazione del Trono a Isabella, più liberali beneficiano dell’appoggio del Regno Unito e della Francia che si trovano d’accordo per proteggere i governi più liberali ma restano sempre in concorrenza per estendere le loro zone di influenza

1833

3 gennaio 1833 Il Regno Unito prende il controllo delle Isole Falkland

Aprile 1833 Viene scoperto a Napoli un progetto insurrezionale militare mirante ad uccidere il re, guidato dal capo della Guardie regia Cesare Rosaroll

20 aprile 1833 Viene fondata a Torino la Deputazione di storia patria

Maggio 1833 Massimo D’Azeglio pubblica il romanzo storico Ettore Fieramosca presso Vincenzo Ferrario di Milano

9 maggio 1833 Vincenzo Gioberti si dimette da cappellano di corte a Torino

31 maggio 1833 A Torino viene arrestato Vincenzo Gioberti. Liberato, in quanto politicamente sospetto. Dovrà lasciare il Piemonte

7 giugno 1833 Il granduca Leopoldo II di Toscana sposa a Napoli Maria Antonietta, sorella di Ferdinando II di Borbone.

giugno 1833 In Piemonte dove più facilmente si è radicata la Giovine Italia grazie ai vincoli mantenuti da Mazzini con la sua città natale Genova, il governo sardo porta alla luce una vasta cospirazione mazziniana che ha trovato seguito tra le fila dell’esercito. Segue una violenta repressione: vengono giustiziati nel Regno di Sardegna vari ex militari condannati per aver partecipato ad organizzazioni insurrezionali. In base ad un editto reale del 1° giugno sono giudicati da una corte militare

agosto 1833 Viene scoperto un complotto insurrezionalista di stampo mazziniano negli Abruzzi

24 settembre 1833 Vincenzo Gioberti si reca in esilio in Francia

29 settembre 1833 In Spagna muore re Ferdinando VII lasciando il trono alla figlia Isabella che allora aveva solo 3 anni. Alla sua morte, la moglie María Cristina di Borbone delle Due Sicilie assume la Reggenza sostenuta dalle forze liberali. La Reggenza si protrarrà sino al 1840.

Ottobre 1833 Filippo Buonarroti invia una circolare ai carbonari democratici, nella quale li invitando a non partecipare alle azioni dei mazziniani.

ottobre 1833 Il mazziniano Antonio Gallenga, che doveva uccidere Carlo Alberto, lascia la città di Torino

1833 Lo scienziato e deputato francese François Arago presenta all'Académie des sciences l'« invenzione» di Jacques Daguerre, il dagherrotipo, sistema su lastre di rame all’origine della fotografia.



1834

gennaio 1834 Viene fondato a Genova il settimanale Magazzino Pittorico Universale, la prima rivista illustrata italiana

1 gennaio 1834 Entra in vigore il Deutscher Zollverein, l’Unione doganale tedesca creata tra 38 Stati della Confederazione Tedesca durante la Rivoluzione industriale per creare un miglior flusso commerciale e per ridurre la competizione interna. Nasce in virtù dell’accordo stipulato dalla Prussia con gli Stati del Sud Baviera e Wurtemberg e con la Sassonia e gli Stati di Turingia. Tale unione permette di unificare un vasto mercato privo peraltro di sbocchi verso il mare del Nord. Aderiranno poi allo Zollverein Baden e Nassau nel 1835, Francoforte nel 1836, Brunswick nel 1842. Presieduta dalla Prussia ma osteggiata dalla Austria, l’Unione doganale tedesca costituisce la premessa per il processo di unificazione politica della Germania

31 gennaio 1834 Giuseppe Mazzini e Gerolamo Ramorino riuniscono presso Ginevra una colonna di esuli rivoluzionari italiani. Viene diretta verso il confine con la Savoia e sconfitta in uno scontro con i carabinieri, poi di scioglie

febbraio 1834, Si tiene a Londra la conferenza di costituzione della prima confederazione sindacale del movimento operaio britannico la Grand National Consolidated Trades Union.

1-2 febbraio 1834 Fallisce la spedizione mazziniana comandata dal generale Ramorino con il tentativo di invasione della Savoia da parte degli aderenti alla Giovine Italia. E’ il secondo tentativo mazziniano di far insorgere il Piemonte. Fallisce pure la concomitante sollevazione prevista a Genova dove Garibaldi avrebbe dovuto guidare un’insurrezione collegata a quella di Mazzini in Savoia. Giuseppe Mazzini deve abbandonare la Francia, dove si trova in esilio e si rifugia in Svizzera. Garibaldi è costretto a riparare in Sudamerica.

15 aprile 1834 Giuseppe Mazzini unitamente ad altri esuli italiani, polacchi e tedeschi, fonda a Berna l'organizzazione insurrezionalista La Giovine Europa, con lo scopo di creare una solidarietà riunire e coordinare i popoli europei che aspirano all'indipendenza nazionale.

22 aprile 1834 Inghilterra, Francia, Portogallo e Spagna firmano il Trattato che istituisce la Quadruplice Alleanza sia offensiva sia difensiva in appoggio a Isabella II. Inizia la guerra civile in cui Don Carlos trova pieno appoggio negli ambienti reazionari spagnoli

5 maggio 1834 Viene fondata a Roma da finanzieri francesi la Banca Romana

3 giugno 1834 Giuseppe Garibaldi è condannato a morte in contumacia

25 giugno 1834 Papa Gregorio XIV promulga l'enciclica Singulari Nos, nella quale sostiene che le libertà civili sono incompatibili con la dottrina della chiesa

15 luglio 1834 L'Inquisizione Spagnola, istituita nel XV secolo, viene definitivamente abolita dal regio decreto firmato dalla Reggente di Spagna Maria Cristina di Borbone delle Due Sicilie

18 luglio 1834 Si insedia il quinto governo di Luigi Filippo presieduto da Étienne Maurice Conte Gérard . Rimarrà in carica sino al 10 novembre 1834

novembre 1834 Nei Domini pontifici viene promulgato una forma di codice civile

10 – 18 novembre 1834 Si insedia per pochi giorni il sesto governo di Luigi Filippo presieduto da Hugues-Bernard Maret

18 novembre 1834 Si insedia il settimo governo di Luigi Filippo presieduto da Édouard-Adolphe Mortier, duca di Treviso. Rimarrà in carica sino al 12 marzo 1835.





I prodromi delle radiodiffusioni circolari. La nascita della fotografia, del telegrafo e delle agenzie di stampa

Au 19eme siècle vint le temps de la mécanisation. Avec l’utilisation de la vapeur, la Poste va accélérer l’acheminement des dépêches. Dix paquebots poste à vapeur parcourent la Méditerranée en 1835.


1835

24 gennaio 1835 Prima de I Puritani di Vincenzo Bellini

2 marzo 1835 - L'Arciduca Ferdinando I d'Austria sale al trono dell'Impero Austriaco.

12 marzo 1835 Si insedia l’ottavo governo di Luigi Filippo presieduto da Victor de Broglie. Rimarrà in carica sino al 22 febbraio1836.

8 giugno 1835 Muore a Milano il filosofo Gian Domenico Romagnosi

Luglio 1835 Si diffonde un’epidemia di colera nel Regno di Sardegna che durerà sino alla fine del 1837

28 luglio 1835 Luigi Filippo sfugge ad un attentato mentre passa in rassegna la Guardia nazionale. L’esplosione provoca 18 morti e 42 feriti. Gli attentatori, Giuseppe Fischi e due repubblicani francesi sono processati e condannati a morte

26 settembre 1835 Prima della Lucia di Mammermoor di Gaetano Donizzetti al Teatro San Carlo di Napoli

22 ottobre 1835 Sotto la Monarchia di Luglio il banchiere Charles-Louis Havas fonda la prima agenzia di stampa moderna, l’Agenzia Havas come «Agence des feuilles politiques, correspondance générale». L'attività principale consiste nel tradurre e importare le notizie pubblicate dai giornali stranieri e a compilare quelle date dai giornali francesi.

9 settembre 1835 Leggi eccezionali in Francia. Sono rafforzati i poteri del Presidente della Corte d’Assise e deò pubblico ministero. Viene riformata la procedura del giudizio della Coprte d’Assise. Viene limitata la libertà di stampa con il divieto di discussioni sul reee sulla monarchia costituzionale, al fine di tutelare il governo da altri attentati. Le leggi provocano la rivolta popolare.

26 settembre 1835 Prima della Lucia di Mammermoor di Gaetano Donizzetti al Teatro San Carlo di Napoli

22 ottobre 1835 Sotto la Monarchia di Luglio il banchiere Charles-Louis Havas fonda la prima agenzia di stampa moderna, l’Agenzia Havas come «Agence des feuilles politiques, correspondance générale». L'attività principale consiste nel tradurre e importare le notizie pubblicate dai giornali stranieri e a compilare quelle date dai giornali francesi.

16 dicembre 1835 Nel Regno di Sardegna viene approvata una legge sulla stampa

1835-1837 Inizia il Biennio progressista in Spagna



1836

1836 E’ fondato il lanificio Marzotto

31 gennaio 1836 Maria Cristina di Savoia moglie di Ferdinando II delle due Sicilie, muore dopo aver partorito il principe ereditario Francesco Gennaro

22 febbraio 1836 Si insedia il nono governo di Luigi Filippo presieduto da Adolphe Thiers Rimarrà in carica sino al 6 settembre 1836.

28 marzo 1836 Nel Regno di Sardegna viene costituita la Commissione superiore di Statistica

21 maggio 1836 Nel Regno di Sardegna viene emanato un Regio Editto che abolisce le giurisdizioni feudali

28 maggio 1836 Giuseppe Mazzini e Agostino Ruffini vengono arrestati dalla polizia svizzera a Grenchen

18 giugno 1836 Viene istituito il Corpo dei Bersaglieri del Regno di Sardegna

5 luglio 1836 Giuseppe Mazzini viene arrestato ed allontanato dalla nazione

settembre 1836 Il Regno di Sardegna rompe i rapporti consolari e di navigazione con la Spagna

6 settembre 1836 Si insedia il decimo governo di Luigi Filippo presieduto da Louis Mathieu Molé Rimarrà in carica sino al 15 aprile 1837.

30 ottobre 1836 Il principe Luigi Napoleone Bonaparte, con una manciata di complici, tenta un’insurrezione a Strasburgo della guarnigione con la quale si propone di marciare su Parigi per rovesciare la Monarchia di luglio

12 dicembre 1836 A Venezia un incendio distrugge il Teatro La Felice







1837

1837 Nasce il telegrafo moderno senza fili costruito da Charles Wheatstone: nel 1938 viene attivato fra Londra e Birmingham. Con l'invenzione del Telegrafo (1837), la trasmissione fu elettrificata e la notizia trasformata in merce; la diffusione più rapida di un numero sempre maggiore di notizie e l'aumento dei costi di trasmissione resero la creazione di un sistema autonomo e razionale per il trattamento delle notizie quale quello proposto dalle agenzie di stampa una necessità economica.

1837 Nel Regno Lombardo Veneto re Ferdinando d’Austria approva il progetto di linea ferroviaria Milano-Venezia

1837 L’epidemia di colera che colpisce tutta Italia provoca oltre 100 mila morti nel solo Regno delle Due Sicilie

1837 Il Texas viene annesso agli Stati Uniti

9 gennaio 1837 Re Ferdinando II delle due Sicilie sposa a Trento Maria Teresa d’Austria, figlia dell’arciduca Carlo

12 gennaio 1837 Mazzini, costretto a lasciare la Svizzera, arriva a Londra

15 aprile 1837 Si insedia l’undicesimo governo di Luigi Filippo presieduto per la seconda volta da Louis Mathieu Molé. Rimarrà in carica sino al 31 marzo 1839.

14 giugno 1837 A Napoli muore Giacomo Leopardi

18 giugno 1837 Approvazione della Costituzione liberale del 1837 in Spagna. Conferma il principio della Sovranità nazionale e dell’organizzazione dello Stato in base alla divisione dei poteri. Istituisce il bicameralismo delle Cortes formate dalla Camera de los Diputados e dal Senato con i membri del Senato designati dal monarca. L Corona mantiene nelle proprie mani il potere esecutivo. I ministri debbono peraltro ottenere la doppia fiducia, ovvero non solo quella del re ma anche quella delle Cortes che n caso di conflitto potranno essere dissolte dal monarca. Fra i diritti individuali viene confermata la libertà di stampa .La Ley Electoral attribuisce il diritto di voto maschile in base a principi di censo a 240 mila elettori con più di 25 anni di età.

20 giugno 1837 Nel Regno di Sardegna viene promulgato il Codice Civile. Entrerà in vigore dal 1838

20 giugno 1837 Nel Regno Unito sale al trono la regina Vittoria. Vi resterà sino al la morte il 22 gennaio 1901

20 giugno 1837 Enesto Augusto I diventa Re di Hannover. Rimarrà al trono sino al 18 novembre 1851. Abolisce tra le proteste la Costituzione Liberale concessa nel 1833

23 luglio 1833 Un gruppo di insorti occupa il municipio di Penne vicino a Pescara ma viene subito sconfitto

17 settembre 1833 Muore Filippo Buonarroti

3 ottobre 1837 Samuel Morse deposita il brevetto del telegrafo e conseguentemente del suo codice




1838

1838 Fra Londra e Birmingham nascono i primi servizi postali ambulanti

24 febbraio 1838 Cesare Cantù pubblica il primo fascicolo della sua Storia Universale in 52 volumi

28 giugno 1838 Incoronazione della Regina Vittoria d'Inghilterra nell'abbazia di Westminister

21 luglio 1838 Nel Regno delle due Sicilie, Re Ferdinando II di Borbone vieta i duelli con un editto che punisce con la pena capitale sia i contendenti che i testimoni o gli istigatori, in caso di morte di uno dei duellanti

6 settembre 1838 L'imperatore Ferdinando I d'Austria si fa incoronare nel Duomo di Milano Re del Lombardo Veneto

24 settembre 1838 In seguito all’adozione di una Carta del Popolo si costituisce in Inghilterra il movimento cartista che avanza rivendicazioni politico-sociali per i lavoratori

11 dicembre -1838 Termina ufficialmente la proprietà feudale delle terre sarde del Regno Sabaudo

1838 Il Governo della Monarchia di Luglio incarica l’Agenzia Havas di confezionare una « corrispondenza ministeriale » per tenere informati gli agenti dello Stato francese.

Le truppe austriache lasciano i territori pontifici mentre i francesi lasciano Ancona



1839

1839 Stendhal scrive La Certosa di Parma

1º gennaio 1839 Esce a Milano il primo numero della rivista letteraria-scientifica fondata da Carlo Cattaneo Il Politecnico.

25 gennaio 1839 William Fox Talbot presenta alla Royal Institution il primo negativo fotografico

31 marzo 1839 Si insedia il dodicesimo governo di Luigi Filippo presieduto da Adrien de Gasparin. Rimarrà in carica sino al 12 maggio 1839. E’ un governo di transizione per lasciar decantare la situazione

12 maggio 1839 Si insedia il tredicesimo governo di Luigi Filippo presieduto per la seconda volta da Jean-de-Dieu Soult Rimarrà in carica sino al 1 marzo 1840

19 agosto 1839 Consacrazione della scoperta della Fotografia durante una seduta dell'"Accademia delle scienze".

29 agosto 1839 L’accordo di Vergara tra il generale Espartero e il capo delle truppe carliste generale Maroto pone fine alla prima guerra carlista. Don Carlos trova rifugio nella vicina Francia. I carlisti ottengono il controllo di diverse regioni che in seguito sarebbero rimaste roccaforti del carlismo: la Navarra, le zone rurali delle regioni basche, le zone interne della Catalogna e la Valencia settentrionale

Ottobre 1839 Viene approvato il Codice penale nei domini pontifici.

1 ottobre 1839 A Pisa si svolge il Primo congresso degli scienziati italiani. Ne seguiranno altri otto sino al 1863 Rappresentano un’importante occasione di incontro per gli scienziati italiani, oltre a dar prova dell’esiustenza di una cultura italiana unitaria

3 ottobre 1839 Inaugurazione del primo tratto fra Napoli e Portici della prima linea ferroviaria italiana: la Napoli-Castellamare di Stabia

8 ottobre 1839 Primo esperimento di fotografia in Italia, a Torino da parte di Enrico Federico Jest

26 ottobre 1839 Carlo Alberto promulga il Codice penale ispirato a quello napoleonico

Novembre 1839 Alluvioni gravi e inondazione del Po



1840

1840 In alcune zone di Napoli inizia ad essere utilizzata l’illuminazione a gas

1840 La riorganizzazione postale nel Regno Unito introduce l’uso del francobollo adesivo

1840 Tocqueville pubblica Sulla democrazia in America

1840 Va in scena a Parigi la Figlia del Reggimento di Donizzetti

1840 Viene fondata la compagnia di navigazione Rubattino

1840 Samuel Morse inventa il primo telegrafo che utilizza efficientemente l'omonimo codice a tratti e punti

1840 Alessandro Manzoni pubblica la seconda edizione de I promessi sposi

1 marzo 1840 Si insedia il quattordicesimo governo di Luigi Filippo presieduto per la seconda volta da Adolphe Thiers. Rimarrà in carica sino al 29 ottobre 1840.

20 marzo 1840 Tensione nel Porto di Napoli fra navi inglesi e autorità locali. La contesa nasce da una violazione sul commercio dello zolfo siciliano. La tensione finiosce solo il 26 aprile

Aprile 1840 Mazzini fonda l’Unione degli Operai Italiani di Londra legata alla Giovine Italia

6 maggio 1840 La Gran Bretagna emette il primo francobollo del mondo (Penny Black)

8 maggio 1840 La Gran Bretagna emette il secondo francobollo del mondo (Two Pence Blue)

21 maggio 1840 William Hobson dichiara la sovranità inglese sulla Nuova Zelanda: l'isola del Nord per la firma del Trattato di Waitangi e quella del Sud per scoperta da parte di Cook

22 maggio 1840 Il Regno di Sardegna e l’Austria firmano una convenzione per la protezione dei diritti d’autore. Durante lì’anno aderiscono Il granducato di Toscana e il Ducato di Modena, il Ducato di Parma e lo Stato Pontificio.

Luglio 1840 A Londra il Parlamento approva l’Union Act con cui si procede all’unione dell’alto e basso Canada al fine di evitare ulteriori scontri fra la popolazione anglofona e quella francofona.

6 agosto 1840 I bonapartisti falliscono per la seconda volta nel tentativo di prendere il potere. Luigi Napoleone viene arrestato e condannata dalla Corte dei pari all’ergastolo

17 agosto 1840 Inaugurazione del tratto ferroviario fra Milano e Monza, prima parte della Milano-Venezia

29 ottobre 1840 Si insedia il quindicesimo governo di Luigi Filippo presieduto per la terza volta da Nicolas Jean-de-Dieu Soult. Rimarrà in carica sino al 18 settembre 1847. Guizot è ministro degli esteri.

4 novembre 1840 William Hobson dichiara la Nuova Zelanda come colonia indipendente dal Nuovo Galles del Sud

1840-1843 Reggenza di Baldomero Espartero durante la quale il 16 agosto 1841 viene approvata la cosiddetta Ley Paccionada che concede ampia autonomia amministrativa ed economica alla Navarra.




1841

21 gennaio 1841 La Frana di Gragnano provoca oltre 100 morti vicino a Napoli

5 luglio 1841 Nasce la prima forma di turismo organizzato: Thomas Cook, organizza il primo pacchetto turistico modernamente inteso

13 luglio 1841 Convenzione degli Stretti Per far fronte al problema diplomatico strategico posto dagli Stretti del Bosforo e dai Dardanelli, le grandi potenze europee sanciscono che nessuna nave da guerra li può varcare senza l’autorizzazione del governo turco. La disposizione mira a bloccare le aspirazioni russe di penetrare nel Mediterraneo

8 settembre 1841 Viene scoperta e repressa a L’Aquila una cospirazione di una società segreta con a capo il sindaco barone Vittorio Ciampella

Dicembre 1841 Primo servizio di omnibus a Milano dal centro alla stazione di Porta Nuova



1842

1842 Manzoni pubblica l’edizione definitiva dei Promessi sposi

1842 Giovan Pietro Viesseux fonda a Firenze il trimestrale Archivio Storico Italiano

9 marzo 1842 Al Teatro alla Scala di Milano va in scena per la prima volta il Nabucco di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera. È considerata l'opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese.

26 marzo 1842 A Montevideo Garibaldi sposa la brasiliana Anita Ribeiro Da Silva

12 aprile 1842 Il principe ereditario Vittorio Emanuele di Savoia sposa Adelaide Francesca arciduchessa d’Austria. Per l’occasione Carlo Alberto concede un’amnistia per i condannati per i moti del 1821

7 novembre 1842 Muore a Roma il cardinale Rivarola

Dicembre 1842 Inaugurato il tratto ferroviario fra Padova e Marghera della Milano Venezia



1843

1843 Il sacerdote Vincenzo Gioberti fa pubblicare A Bruxelles Del primato morale e civile degli italiani, in cui sostiene la necessità di creare una Confederazione di stati italiani sotto la presidenza e la guida del papa (Neoguelfismo).

10 gennaio 1843 Nel Regno delle Due Sicilie un Decreto Regio amplia ikl potere dei vescovi nell’istruzione elementare

Febbraio 1843 Va in scena I Lombardi alla prima crociata di Verdi

8 agosto 1843 La banda armata dei muratori comincia un tentativo di insurrezione che si protrae per un mese con l’occupazione di Savigno e il tentativo di conquistare Imola. Viene sconfitta. I moti mazziniani nel nolognese e in Romagna sono disapprovati da Mazzini perché la pianificazione è insufficiente. La rivolta, che secondo voci circolate tra i cospiratori avrebbe dovuto aver luogo in concomitanza con un’insurrezione del Regno di Napoli, viene facilmente sopraffatta dall’esercito pontificio. Fanno seguito i processi a carico di 116 arrestati, di cui 20 sono condannati a morte

11 settembre 1843 Il Regno delle Due Sicilie occupa Lampedusa che apparteneva ad una famiglia inglese

Novembre 1843 Isabella II sebbene tredicenne viene dichiarata maggiorenne e accede al trono. Inizia il decennio liberale di riorganizzazione del regime sino al 1953




1844

Cesare Balbo pubblica Le speranze d’Italia

En 1844, le réseau telegrafico Chappe est composé de 534 stations, et de près de 5 000 km de lignes. Vingt-neuf villes sont reliées à Paris.

Marzo 1844 Viene inaugurata la linea ferroviaria Pisa-Livorno.

14 marzo 1844 Nasce a Torino il Principe Umberto di Savoia

15 marzo 1844 Inizia il tentativo insurrezionale di Cosenza dove viene proclamata la Costituzione. Viene stroncata con forza dall’esercito borbonico

3 Maggio 1844 Si insedia il governo moderato filo francese presieduto dal generale Ramón María Narváez che introduce riforme impopolari come la quinta, una imposta sui de consumi e l’introduzione di un sistema di libera proprietà che entra in contraddizione con gli usi comunali. tradizionali della terra L'influenza francese in Spagna prende il posto di quella inglese.

24 maggio 1844 Viene stesa la prima linea telegrafica fra Washington e Baltimora e è inviato il primo messaggio telegrafico in codice Morse: 'What hath God wrought'. Da questo momento, inizia il cablaggio del continente americano

13 giugno 1844 In seguito alla rivolta scoppiata nel marzo 1844 a Cosenza e poi stroncata con la forza dall'esercito borbonico i mazziniani fratelli Emilio ed Attilio Bandiera, disertori della marina austriaca, partono da Corfù (dove hanno una base allestita con l'ausilio del barese Vito Infante) alla volta della Calabria seguiti da 17 compagni, dal brigante calabrese Giuseppe Meluso e dal corso Pietro Boccheciampe, quando ormai la rivolta si è conclusa.

16 giugno 1844 I fratelli Bandiera sbarcano vicino a Crotone Sono denunciati al loro arrivo da Boccheciampe e ritenuti dai militari borbonici gli autori dell'insurrezione,

19 giugno 1844 Il gruppo mnazzinano dei Fratelli Bandiera è ionterecettato e sconfitto nella zona di San Giovanni in Fiore

9 agosto 1844 I Fratelli Bandiera sono fucilati assieme ad altri 9 loro compagni al vallone di Rovito nei pressi di Cosenza.

28 novembre 1844 Il Granducato di Toscana e i Ducati di Lucca, Modena e Parma firmano a Firenze un accordo per la rettifica dei confini e dei diritti di successione

1844 In sostituzione della Milicia Nacional nasce la Guardia Civil con il compito di far applicare la legge e l’ordine in ambito rurale.



1845

1845 : première ligne de télégraphie électrique en France (entre Paris et Rouen)

1845 Nasce il primo servizio postale "ambulante" fra Parigi e Rouen. Verrà esteso nel Secondo Impero a tutto il territorio nazionale.

1845 La rete di corrispondenti dell’agenzia Havas si estende utilizzando gli strumenti più rapidi per trasmettere le informazioni: mentre le notizie provenienti dai quotidiani esteri sono inviate attraverso piccioni viaggiatori e tradotte non appena arrivate a Parigi, l'Agenzia dei fogli politici usa strumenti di punta come il telegrafo a partire dal 1845

1845 Approvazione in Spagna della Costituzione moderata del 1845. La nuova Costituzione si distingue da quella del 1837 su vari aspetti: Sovranità e potere legislativo condivisi dal Re e dalle Cortes con chiara preminenza politica della Corona. Riduzione dei diritti individuali, soprattutto della libertà di espressione. Stato Confessionale: la religione cattolica è proclamata religione nazionale.

1845 La Ley de Ayuntamientos rafforza il centralismo riservando al governo la nomina degli alcaldes. Riforma del sistema fiscale.

Febbraio 1845 La Rivista Europea di Carlo tenca assorbe Il Politecnico di Cattaneo

Febbraio 1845 Prima rappresentazione alla Scala della Giovanna d’Arco di Verdi

30 maggio 1845 Nasce a Torino Amedeo Ferdinando Maria di Savoia, duca d’Aosta.

31 luglio 1845 Inaugurazione ufficiale della nuova illuminazione a gas di Milano.

23 Settembre 1845 A Rimini scoppia una sommossa organizzata dal patriota Pietro Renzi. La città viene conquistata dai rivoltosi senza alcun spargimento di sangue, dopo aver disarmato i militari, e viene instaurato un Governo provvisorio mentre due gruppi di patrioti operano presso Faenza e Bagnocavallo. La rivoluzione dura solo tre giorni. La mancata partecipazione delle altre città romagnole condanna all’insuccesso il moto, i cui ideatori tuttavia hanno avuto il tempo per redigere un Manifesto delle popolazioni dello Stato romano ai Principi ed ai Popoli d’Europa con cui chiedono al Papa l’attuazione di una serie di riforme: amnistia ai condannati politici, introduzione dei codici civili e criminali sul modello di quelli europei, nessuna giurisdizione sui laici da parte del tribunale del Santo Uffizio, impieghi civili e militari riservati ai soli laici, pubblica istruzione sottratta al clero, istituzione di una Guardia civica

28 settembre 1845 Le Guardie svizzere dello Stato Pontificio riprendono Rimini. Renzi è costretto a fuggire in Toscana

11 dicembre 1845 In Svizzera i sette cantoni cattolici (Friburgo, Vallese, Lucerna, Zugo, Uri, Svitto e Unterwaldo) danno vita al Sonnerbund, una lega separatista che si contrappone ai cantoni riformati favorevoli al rafforzamento dei poteri della Dieta federale. Il Sonderbund gode della preferenza delle grandi potenze europee



1846

Substitution de l'ancienne ligne de télégraphie aérienne entre Paris et Lille en 1846.

1846 Nel regno di Sardegna diventa obbligatorio l’uso del sistema metrico decimale e il sistema decimale.

5 gennaio 1846 La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti vota per cessare la condivisione del Territorio dell'Oregon con il Regno Unito.

11 gennaio 1846 E’ inaugurato il ponte che collega Venezia alla terraferma

21 gennaio 1846 Muore a Modena il Duca Francesco IV d’Austra-Este. Gli succede il figlio Francesco V.

21 febbraio 1846 Rivolta di Cracovia guidata da Edward Dembowski per l'indipendenza della Polonia dall'Austria.

Maggio 1846 Nasce a New York l’Associated Press per iniziativa di cinque quotidiani al fine di condividere le spese per la trasmissione delle notizie via nave, diligenza e telegrafo sulla Guerra in Messico. La joint-venture è organizzata da Moses, secondo editore del New York Sun con l’accordo dell’ Herald, del Courier and Enquirer, del Journal of Commerce, e dell’ Express. Il New York Times ne diventerà membro nel 1851

1 giugno 1846 Muore a Roma papa Gregorio XVI

10 giugno 1846 Guerra Messicano-Americana: La California dichiara l'indipendenza dal Messico.

15 giugno 1846 Il Trattato dell'Oregon stabilisce il 49º parallelo Nord come confine tra Stati Uniti d'America e Canada, dalle Montagne Rocciose allo Stretto di Juan de Fuca.

16 giugno 1846 Viene eletto nuovo capo dello Stato Pontificio, il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti, che diventa papa Pio IX. Nei primi mesi del pontificato introduce riforme liberali nello Stato della Chiesa, in parte contenute nel Manifesto
1846 Una nuova Ley Electoral configura un vero e proprio regime oligarchico restringe il corpo elettorale a 97 mila elettori maschi con più di 25 anni.
16 luglio 1846 Papa Pio IX concede ai detenuti politici il condono della pena. La decisione scatena Una manifestazione di entusiasmo popolare nei confronti del Papa e contagia la vicina Toscana, il Piemonte, il Regno delle Due Sicilie e il Regno Lombardo-Veneto

1 agosto 1846 Pietro Maroncelli muore a New York

10 dicembre 1846 Federico Confalonieri muore a Hospenthal in Svizzera


Dallo concessione dello Statuto Albertino nel nuovo e unitario Regno di Sardegna alla Proclamazione del Regno d’Italia. La stagione del Risorgimento e delle guerre di indipendenza dall’Austria

Il 1847 è l’anno in cui il Regno di Sardegna, divenuto uno stato unitario con la fusione tra la parte insulare del Regno di Sardegna e la parte continentale piemontese lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana avviano le prime riforme liberali.

Nel 1848 scoppiano un po’ in tutta Europa le rivoluzioni e con esse cresce la comunicazione della stampa 1848 Negli Stati Uniti nasce nel 1848 l’Associated Press (AP), l’anno successivo il tedesco Wolffsche Telegraphenbüro (WTB), nel 1851 l’agenzia di stampa britannica Reuters e nel 1853 l’Agenzia Stefani in Italia.

Sull’onda della rivoluzione di Parigi e dei moti del marzo 1848 il Re di Sardegna Carlo Alberto concede uno Statuto che prefigura un nuovo edificio costituzionale per il Regno di Sardegna in sostituzione della Monarchia Assoluta e dichiara guerra all’Austria per assicurare l’indipendenza dell’Italia. Inizia il Risorgimento Fin dall'inizio, lo Statuto - che definiva una forma di monarchia costituzionale pura - tende ad evolversi verso la differente forma di monarchia parlamentare, rivelando quindi una natura di costituzione flessibile, modificabile con legge ordinaria. La monarchia è costituzionale e ereditaria secondo la legge salica; il Re era e resta capo supremo dello Stato e la sua persona rimane sacra ed inviolabile, anche se questo non significa che non debba rispettare le leggi (come previsto dal suo giuramento all'articolo 22), ma non può essere oggetto di sanzioni penali. Il Re mantiene una certa preminenza ed esercita il potere esecutivo attraverso i ministri; convoca e scioglie le Camere e ha il potere di sanzione delle leggi:al contrario della attuale promulgazione presidenziale prevista dalla Costituzione italiana del 1948, il Re valutail merito dell'atto e può rifiutarlo se ritiene la legge non rispondente all'indirizzo politico perseguito dalla Corona. La sovranità non appartiene alla Nazione (benché all'articolo 41 si faccia espresso riferimento ai deputati come "rappresentanti della Nazione") ma al Re, il quale, tuttavia, da sovrano assoluto, si trasforma in principe costituzionale per sua esplicita volontà e concessione. Si esce così dal regime assoluto e si entra nell'epoca in cui il Re vede i suoi poteri limitati dalla Costituzione. Il testo statutario rimane comunque piuttosto sibillino in merito al rapporto tra Re, Governo e Camere; di qui la difficoltà di valutazione sulla purezza della monarchia costituzionale o sulla sua “parlamentarità”, a seconda che il Governo debba godere della sola fiducia del Re o di quella del Parlamento. Di fatto il Re decide automaticamente circa il Governo ed il Parlamento si limita a fare le leggi (collettivamente, con l'apporto del Re e la sua sanzione). Nella prassi Carlo Alberto cerca di far in modo che il proprio Governo ottenga la fiducia del Parlamento, sostituendolo quando questa fosse venuta meno. Questo porta nel giro di un anno alla formazione di quattro gabinetti diversi, senza alcun voto di fiducia. A partire dal 1852, però, con l'avvento di Camillo Cavour, egli diventa il capo della maggioranza parlamentare e, nei periodi di crisi, sarà il sostegno della Camera dei deputati a imporre il reincarico a Cavour rispetto all'aspirazione del Re a sostituirlo. In questo modo viene prevalendo nella prassi applicativa un sostanziale riconoscimento da parte le Re che il “suo” Governo doveva godere della fiducia parlamentare e si passa quindi ad un sistema di governo di tipo parlamentare. Il re viene considerato più quale rappresentante dell'unità statale che come capo dell'esecutivo. Il Parlamento è invece composto di due Camere. Quella di nomina regia (Senato), vitalizia, non può sciogliersi e quella elettiva, la Camera dei deputati, eletta su base censitaria e maschile, a collegio uninominale e a doppio turno di elezione. Il bicameralismo, previsto perfetto, si svilupperà in realtà come "zoppo", con prevalenza politica della Camera bassa. I progetti di legge potevano essere promossi dai Ministri, dal Governo, dai parlamentari, oltre che dal Re. Per diventare legge devono essere approvati nello stesso testo da entrambe le Camere, senza ordine di precedenza (a parte quelle tributarie e di bilancio che dovevano passare prima per la Camera dei deputati) e devono essere muniti di sanzione regia. Le due Camere ed il Re rappresentano perciò per lo Statuto i “tre poteri legislativi”: basta che uno di essi sia contrario e per quella sessione il progetto non può più essere riprodotto. L'art. 9 dello Statuto prevede l'istituto della proroga delle sessioni. Per quanto riguardava la Giustizia, essa “emana dal Re”, che nomina i giudici (senza il rispetto della distinzione montesquieuiana) e ha il potere di grazia. A garanzia del cittadino sta il rispetto del giudice naturale e il divieto del tribunale straordinario, la pubblicità delle udienze e dei dibattimenti. Prima dello Statuto il Re aveva il potere discrezionale di nominare, promuovere, spostare e sospendere i suoi giudici. Ora viene introdotta qualche garanzia in più per i cittadini e per i giudici, che dopo tre anni di esercizio, hanno garantita l'inamovibilità. L'articolo 73 esclude poi la possibilità di prendere in considerazione il precedente giurisprudenziale per le decisioni nei supremi tribunali statali. Cade definitivamente l'interpretazione del giudice con rilievo direttamente normativo e a ciò si sostituisce il potere legislativo statale. La magistratura rappresenta quindi non un potere, ma un ordine direttamente soggetto al Ministero della Giustizia. Il controllo sull'attività del singolo giudice non deve mancare, ma sembrava da affidare soprattutto ad altri giudici: il Siccardi con visione gerarchico-piramidale trova ragionevole che ciò faccia capo soprattutto all'organo più elevato, la Corte di Cassazione.


1847

1847 Goffredo Mameli compone il Canto degli Italiani musicato da Michele Novaro

1847-1849 Scoppia in Spagna la seconda guerra carlista: oltre a questioni relative alle successioni dinastiche, la ribellione carlista nasce dal malcontento in ambito rurale e falla crisi agraria e industriale che colpisce soprattutto la Catalogna. Finisce con la repressione delle sommosse, la vittoria dell’esercito spagnolo e la successiva amnistia per gli insorti nel frattempo riparati in Francia che consente loro di rientrare in Spagna.

Marzo 1847 Verdi dopo aver rotto con La Scala presenta a Firenze Macbeth

15 marzo 1847 A Roma viene attenuata la censura sulla stampa L'Editto Papale del 15 marzo 1847 non è una vera e propria rivoluzione nel campo della libertà di stampa, ma più che altro apre degli spiragli che permettono una semplificazione delle procedure censorie e di pubblicazione. Molti editori fanno nascere in questi anni a Roma e nello Stato Pontificio numerosi giornali tra i quali il settimanale Il Contemporaneo. Caratteristica di queste pubblicazioni è la forte connotazione politica e partitica, cosa prima non permessa. Si sviluppa quindi una prima distinzione fra giornali di partito e giornali non schierati

10 maggio 1847 Leopoldo II di Toscana attenua anch’egli la censura sulla stampa

12 giugno 1847 Pio IX istituisce un Consiglio dei ministri, come richiesto dai liberali.

30 giugno 1847 Successo di un esperimento di telegrafia elettrica. Il segnale trasmesso da Carlo Matteucci da Pisa viene ricevuto a Firenze

Luglio 1847 Massimo D’Azeglio pubblica la Proposta di un programma per l’opinione nazionale italiana

5 luglio 1847 Pio IX concede la creazione della Guardia civica

17 luglio 1847 Un contingente militare austriaco occupa la fortezza di Ferrara. Il gesto viene visto come un segnale di preoccupazione per le aperture di Pio IX

All’inizio di settembre scoppiano rivolte liberali anti-borboniche a Messina e poi a Reggio Calabria. A Messina si verifica in anticipo sul previsto un’insurrezione, che, con il tentativo di sviare il controllo dell'esercito Borbonico da Palermo a Messina, mira a far fuori tutto lo stato maggiore Borbonico presente a Messina per una festa. I promotori del moto insurrezionale avevano fissato la data per il 2 settembre in accordo con i compagni di Reggio ma l'evento fortunoso della festa aveva fatto anticipare la data di un giorno ai Messinesi che tentarono il colpo da soli. Questo primo episodio di rivolta anti-borbonica porterà alla rivoluzione di Palermo nel gennaio 1848. A guidarla sono numerosi patrioti tra cui Giovanni Nesci, Antonio Caglià Ferro, Antonio Pracanica, ma è sfortunatamente sedata nel giro di poche ore. La rivolta, importante più nei contenuti che nella modalità di svolgimento, è ricordata in città dalla via I settembre, al cui incrocio con piazza del Duomo una lapide ricorda l'evento.

1 settembre 1847 A Messina gli insorti tentano di far fuori tutto lo stato maggiore Borbonico presente a Messina per una festa

2 settembre 1847 A Reggio Calabria scoppia la rivolta anti-borbonica ordita dal patriota Domenico Romeo, che prende la città e istituisce un governo provvisorio. L’ordine è ristabilito il 4 settembre

Settembre 1847 Da Londra Giuseppe Mazzini scrive a Pio IX invitandolo a mettersi alla testa di un processo di unificazione italiana

18 settembre 1847 Si insedia il sedicesimo e ultimo governo di Luigi Filippo presieduto da François-Pierre Guizot. Rimarrà in carica sino al 24 febbraio 1848 quando scoppia la rivoluzione di febbraio. Guizot rimane anche ministro degli esteri.

1 ottobre 1847 Pio IX istituisce il Comune di Roma e abolisce gli atti obbligatori di sudditanza da parte degli ebrei romani

4 ottobre 1847 Carlo Ludovico di Borbone cede il Ducato di Lucca al Granducato di Toscana. Il Ducato di Modena si annette la Lunigiana

29 ottobre 1847 Il Re di Sardegna Carlo Alberto annuncia una serie di riforme liberali in tutti i campi

Novembre dicembre 1847 Divampa la guerra del Sonnerbund. I cantoni cattolici rifiutano di sciogliere l’alleanza come ingiunto alla Dieta, cui non resta che ricorrere alla forza dell’esercito federale comandato dal generale Dufour che riesce a sconfiggere le truppe separatiste

3 novembre 1848 Lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana e il Regno di Sardegna sottoscrivono una dichiarazione di principi preliminare in favore di un’unione doganale italiana.

17 novembre 1847 Esce a Torino il primo numero del quotidiano Il Risorgimento fondato da Camillo Benso di Cavour

29 novembre 1847 Il Regno di Sardegna diventa uno Stato unitario. Con la fusione tra la parte insulare del Regno di Sardegna e la parte continentale piemontese, richiesta dal consiglio generale sardo, il Regno diventa uno stato unitario. Finisce l'autonomia sarda e cessa la carica di viceré.

17 dicembre 1847 Muore Maria Luigia di Asburgo duchessa di Parma . Il Ducato passa a Carlo Ludovico di Borbone, ex duca di Lucca.

17 dicembre 1847 Modena, Napoli e Parma stringono una convenzione militare con Vienna



1848

E’ l’anno della prima guerra di indipendenza italiana nel Risorgimento italiano vinta dagli austriaci. I patrioti proclameranno nel 1849 la Repubblica Roma dopo la fuga di Pio IX da Roma. La repubblica verrà abbattuta dalle truppe francesi
E’ l’anno della prima guerra di indipendenza italiana nel Risorgimento italiano. Essa rappresenta il primo dei numerosi conflitti che oppongono il Regno di Sardegna all'Impero austriaco. Essa si divide in tre fasi: due campagne militari (23 marzo-9 agosto 1848 e 20-24 marzo 1849), separate da un periodo di tregua durato alcuni mesi, e la repressione delle repubbliche di Roma e di Firenze, completate dalla riconquista di Venezia. Dopo i successi iniziali, l’andamento del conflitto muta e la vecchia aristocrazia militare del regno si trova esposta a dure critiche. Alle prime sconfitte piemontesi Cavour chiede di risalire ai colpevoli che hanno tradito le prove di valore dei semplici soldati. La deprecata condotta della guerra spinge allora alla convinzione che il Piemonte non sarebbe stato al sicuro fino a quando i poteri dello Stato non fossero stati controllati da uomini di fede liberale
Il voltafaccia di Pio IX quando ritira le truppe pontificie dalla guerra di indipendenza contro l’Austria segna il fallimento del progetto neo-guelfo di confederazione degli stati preunitari sotto la guida del Papa dal quale secondo la storiografia tradizionalista cattolica “sarebbe nata un’Italia confederativa cattolica e monarchica, decentrata e tradizionalista” . Si produce al contrario una Rivoluzione italiana che l’unificazione va contro il diritto vigente dei vari legittimi stati preunitari che secondo i cattolici reazionari sarebbero stati conquistati con la violenza e con l’inganno da élites minoritarie che “operano per il popolo e si adattarono ad essere loro la nazione”. Prima si costituisce lo Stato poi si deve pensare a creare una nazione, e per giunta, lo si fa contro la Chiesa cattolica”. Secondo Galli della Loggia “L’Italia è l’unico paese d’Europa la cui unità nazionale e la cui liberazione dal dominio straniero siano avvenute in aperto, feroce contrasto con la propria Chiesa nazionale….L’incompatibilità fra Patria e religione, fra Stato e Cristianesimo, è in un certo senso un elemento fondativo della nostra identità collettiva come Stato nazionale”


1848

Gennaio 1848 Comincia a Milano lo sciopero del fumo per diminuire le entrate fiscali austriache provenienti dal tabacco. La protesta estesa al gioco del Lotto provoca incidenti e qualche vittima

6 gennaio 1848 Scoppia un’insurrezione a Livorno con a capo Francesco Domenico Guerrazzi. Solo il 10 gennaio le truppe riescono a rientrare in città

12 Gennaio 1848 Scoppia la rivoluzione di Palermo per ottenere riforme politiche. Palermo è in mano ai ribelli e si costituisce un governo provvisorio animato da intenti separatisti da Napoli. A guidare la sommossa sono numerosi patrioti tra cui Rosolino Pilo, Giovanni Nesci, Antonio Caglià Ferro, Antonio Pracanica, ma viene sfortunatamente sedata nel giro di poche ore.

18 gennaio 1848 A Milano il conte Josef Radetzky diventa Vicerè del Lombardo Veneto. Vi rimarrà sino al 28 febbraio 1857

18 gennaio 1848 A Venezia gli austriaci arrestano Daniele Manin e Nicolò Tommaseo

27 gennaio 1848 Una rivolta scoppia nel Cilento. Dalla provincia di Salerno gruppi di insorti marciano verso Napoli dove una grande manifestazione chiede al re la Costituzione.

29 gennaio 1848 Ferdinando II di Borbone, Re di Napoli e delle Due Sicilie concede a Palermo la Costituzione del Regno delle due Sicilie, simile a quella francese della Monarchia di luglio e un’amnistia generale. Redatta dal liberale moderato Francesco Paolo Bozzelli la Costituzione sarà promulgata il successivo 11 febbraio 1848.

8 febbraio 1848 Carlo Alberto di Savoia annuncia la sua intenzione di concedere una Costituzione.

11 febbraio 1848 Il re delle Due Sicilie Ferdinando II concede la Costituzione

15 febbraio 1848 Il Granduca di Toscana Leopoldo II promulga a sua volta lo Statuto

17 febbraio 1848 Nel regno di Sardegna viene concessa la libertà di culto a valdesi e a ebrei

21 febbraio 1848 Marx ed Engels pubblicano a Londra il Manifesto del Partito Comunista. commissionato dalla Lega dei Comunisti per esprimere il loro progetto politico. Il libro si apre infatti con la famosa frase, seguita da una dichiarazione di intenti: « Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. [..] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso. »

22-24 febbraio 1848 Rivoluzione a Parigi. Finisce la Monarchia di Luglio di Luigi Filippo e viene proclamata la Seconda Repubblica

24 febbraio 1848 Verso mezzogiorno il sovrano Luigi-Filippo I abdica a favore del nipote Conte di Parigi. I tentativi della duchessa d'Orléans di far riconoscere il proprio figlio come nuovo re falliscono di fronte all’ostilità della Camera dei Deputati. Nel pomeriggio è costituito un governo provvisorio composto da Dupont de l'Eure, Ledru-Rollin, Flocon, Marie, Garnier-Pagès, Lamartine e Louis Blanc. Si insedia il Governo di Jacques Charles Dupont de l'Eure. Rimarrà in carica sino al 9 maggio 1848

25 febbraio 1848 Con la fine della Monarchia di Luglio nasce la Seconda Repubblica. Sotto la pressione degli operai parigini nella sala delle Sedute il governo provvisorio pubblica un decreto redatto da Louis Blanc (al quale si oppone Lamartine) che garantisce il diritto al lavoro : « Le gouvernement provisoire de la République s'engage à garantir l'existence des ouvriers par le travail. Il s'engage à garantir le travail […] à tous les citoyens. Il reconnaît que les ouvriers doivent s'associer entre eux pour jouir du bénéfice légitime de leur travail. »

26 febbraio 1848 Per far fronte alla crisi economica scoppiata sono costituiti gli Ateliers nationaux al fine di assorbire la disoccupazione operaia nelle grandi città. Viene altresì abolita la pena di morte per ragioni politiche

4 marzo 1848 E’ approvata in Francia una nuova legge sulla libertà di stampa che pone fine al vincolo della cauzione e della tassa

4-5 marzo 1848 Carlo Alberto concede agli Stati Sardi lo Statuto Albertino che in seguito sarà esteso all’Italia. I principi su cui si basa sono la monarchia rappresentativa, il sistema bicamerale, con un Senato i cui membri sono designati dal re e una Camera dei deputati eletta in base al censo

Questa “costituzione breve” delude gran parte dell’opinione pubblica liberale, ma non Cavour che annuncia una importante legge elettorale per la quale è stata nominata una commissione, presieduta da Cesare Balbo, e della quale anche lui fa parte. Tale legge con qualche adeguamento rimane in vigore fino alla riforma elettorale del Regno d’Italia del 1882. Fin dall'inizio lo Statuto promulgato a Torino - che definiva una forma di monarchia costituzionale pura - tende ad evolversi verso la differente forma di monarchia parlamentare, rivelando quindi una natura di costituzione flessibile (e infatti essa è modificabile con legge ordinaria).

13 marzo 1848. L'ondata rivoluzionaria investe Vienna, dove provoca la caduta del cancelliere Metternich e la concessione della costituzione.

Con l’uscita di scena di Metternich finisce una certa visione degli equilibri dell’Europa post napoleonica. In seguito alle ribellioni in Ungheria e all’insurrezione a Vienna Metternich padre del realismo politico, o Realpolitik, fautore di una politica dell'equilibrio, nonché un maestro della tecnica e dello stile diplomaticoè costretto ad abbandonare il potere e a fuggire. Sin dal Congresso di Vienna che aveva favorito strenuo sostenitore di quel principio di legittimità che giocò un ruolo vitale nella restaurazione degli antichi stati come lo Stato Pontificio in Italia e la resurrezione della monarchia borbonica in Francia sotto Luigi XVIII.

14 marzo 1848 Il Papa concede una Costituzione ai Domini Pontifici.

Papa Pio IX con una progressiva apertura alle richieste liberali della popolazione concede lo "Statuto fondamentale pel governo temporale degli Stati della Chiesa" che istituisce due Camere ed il Sacro Collegio dei Cardinali presieduto dal Papa .E’ l'epoca delle grandi riforme dello Stato Pontificio: la Consulta di Stato, il Ministero liberale, la libertà di stampa e la libertà agli Ebrei, la Guardia Civica, l'inizio delle ferrovie e la costituzione del Municipio di Roma. Giovanni Maria Mastai Ferretti promuove inoltre la costituzione di una Lega doganale tra gli Stati italiani preunitari, che rappresenta il più importante tentativo politico-diplomatico dell'epoca volto a realizzare l'unità d'Italia per vie federali.

15 marzo 1848 L'estrema sinistra in Francia tenta invano di far rinviare le elezioni

15 marzo 1848 Inizia la rivoluzione ungherese. I liberali guidati da Kossuth reclamano l’indipendenza dall’Austria.

16 marzo 1848 Carlo Alberto invita Cesare Balbo a formare il primo governo costituzionale del Regno di Sardegna

17 marzo 1848 Nasce la Repubblica di San Marco a Venezia. La notizia della rivoluzione a Vienna giunge Venezia dove una grande manifestazione popolare impone al governatore austriaco la liberazione dei detenuti politici, fra cui spiccano le figure di Daniele Manin, imprigionato nelle carceri austriache per la sua attività patriottica, e quella di un altro patriota, Nicolò Tommaseo.

18 marzo 1848 Anche a Berlino e negli altri Stati tedeschi i liberali riescono a imporre regimi costituzionali e a convocare a Francoforte un'Assemblea Nazionale tedesca

18 marzo 1848 Iniziano le Cinque giornate di Milano. Per le strade sono erette barricate e si combatte contro gli Austriaci. Grazie all’insurrezione Milano si libera dal dominio austriaco.

18 marzo 1848 Si insedia il primo governo Costituzionale del Regno di Sardegna. Presidente del Consiglio del Primo Governo del Regno di Sardegna è lo scrittore e politico Cesare Balbo. Rimarrà in carica sino al 27 luglio 1848

18-23 Marzo 1848 Con la repubblica in Francia, la rivoluzione a Vienna e Berlino, l’insurrezione a Milano e il sollevamento del patriottismo in Piemonte e Liguria, Cavour, temendo che il regime costituzionale possa diventare vittima dei rivoluzionari, si pone in testa al movimento interventista incitando il re Carlo Alberto ad entrare in guerra contro l’Austria e ricompattare l’opinione pubblica.

20 marzo 1848 A Modena e Parma le rivolte popolari costringono i Duchi a lasciare le rispettive città

21 marzo 1848 Leopoldo II invia a Milano truppe regolari e volontari, tra cui si segnalano numerosi studenti universitari pisani e senesi

22 marzo 1848 A Milano si forma il governo provvisorio guidato da Gabrio Casati. A Milano, dove il periodo successivo alla Cinque Giornate permette una relativa libertà di stampa, nascono numerosi fogli. Alcuni di essi escono fuori dal panorama tradizionale: esempio è Lo Spirito Folletto, che lancia la moda dei periodici satirico-umoristici.

22 marzo 1848 A Venezia in rivolta viene proclamata la Repubblica di San Marco e Daniele Manin ne viene eletto Presidente del governo provvisorio. Durante l'assedio della città nel 1848-49 Manin darà prova di intelligenza, coraggio e fermezza. Costretto all'esilio dal ritorno degli austriaci, vivrà poi a Parigi dando lezioni di lingua italiana e conservando l'amore per la patria. Contribuisce a fondare la Società nazionale italiana. Morirà il 22 settembre 1857 a Parigi.

Dopo cinque giorni di aspri combattimenti alla sera del 22 marzo 1848, gli Austriaci si ritirano da Milano riparandosi verso il "Quadrilatero" (la zona fortificata compresa fra le quattro città di Verona, Legnago, Mantova e Peschiera del Garda) e trascinando con sé numerosi ostaggi arrestati all'inizio della sommossa. Frattanto, il resto del territorio della Lombardia e del Veneto è ormai libero. A conclusione dell'insurrezione, il Conte e Senatore Luigi Torelli sale sul Duomo di Milano a porre simbolicamente la bandiera italiana sulla guglia della Madonnina. Nasce l'organo ufficiale del governo provvisorio milanese che, in ricordo di quel giorno, assume come nome Il 22 marzo. Il giornale inizia le sue pubblicazioni il 26 marzo 1848, dalla sede di Palazzo Marino, sotto la direzione di Carlo Tenca

23 marzo 1848 - 24 marzo 1849 Per venire incontro a Venezia e a Milano Carlo Alberto dichiara guerra all’Austria. Inizia la prima Guerra di indipendenza

24 marzo 1848 Pio IX permette la partenza, da Roma per Ferrara, di un corpo di spedizione al comando del generale Durando. Si tratta in totale di 7 500 uomini, ben muniti di artiglieria e reparti ausiliari. Ad essi si aggiungono, poco più tardi, sino a 13 mila volontari, guidati dal generale Ferrari e da Zambeccari.

24 marzo 1848 Scoppia la guerra nel Ducato dello Schleswig-Holstein. La Prussia interviene in aiuto dei Ducati, soggetti alla Danimarca, che reclamano l’unione alla Confederazione tedesca

26 marzo 1849 Durando è seguito, due giorni dopo, da un corpo di volontari, affidato a Ferrari. Per la via (specie a Bologna) quest'ultimo raccoglie migliaia di volontari, cosicché raggiunge la notevole forza di circa 12 mila armati, cui si aggregano altri 1 200 guidati da Zambeccari. Rapidamente le truppe romane si portano nel Veneto austriaco a Padova e Vicenza evacuate dal d’Aspre per concentrarsi con il Radetzky a Verona vera chiave dei possessi austriaci in Italia.

26 marzo 1848 Le truppe piemontesi giungono a Torino

26 marzo 1848, Editto del Re di Sardegna Carlo Alberto collegato con lo Statuto Albertino. Contiene norme in vigore fino a dopo l’Unità. Fra i principi enumerati dall’Editto, troviamo quello della libertà di manifestazione del pensiero per mezzo della stampa, il diritto di ogni maggiorenne di pubblicare un giornale o scritti periodici, l’obbligo della stampa di dati di riconoscimento del tipografo, l’istituzione di un gerente responsabile, spesso un prestanome.
.
29 marzo 1848 Carlo Alberto concede pieni diritti agli ebrei.

3 aprile 1848 Ungheresi e boemi chiedono il riconoscimento della loro individualità nazionale

5 aprile 1848 Antoine Sénard è nominato Presidente dell’Assemblea Costituente. In questa veste presiederà il Paese dal 24 al 28 giugno dopo la fine della Commissione Esecutiva di Arago.

8 aprile 1848 Le truppe piemontesi sconfiggono gli austriaci a Goito vicino a Mantova.

11 aprile 1848 I piemontesi vincono gli austriaci a Monzambano e a Valeggio.

13 aprile 1848 A Palermo è dichiarata decaduta la dinastia borbonica. Il Parlamento della Sicilia – eletto nel mese di marzo – dichiara l’isola indipendente.

17 aprile 1848 Pio IX ordina di abbattere le mura del ghetto ebraico

23 - 24 aprile 1848 Si svolgono le elezioni dell’Assemblea Costituente della Seconda Repubblica. Vincono i repubblicani moderati presenti su più liste nei dipartimenti.

27 aprile 1848 Si svolgono le prime elezioni del nuovo regime costituzionale nel Regno di Sardegna. Cavour, forte della sua attività di giornalista politico, si candida alla Camera dei Deputati del Parlamento e viene eletto nelle elezioni suppletive del 26 giugno.

29 aprile 1848 Voltafaccia papale. In un’allocazione al Concistoro dei Cardinali Papa Pio IX afferma di non poter fare la guerra all’Austria dato che il Papa non può fare guerra ad uno Stato cristiano e sconfessa le truppe pontificie intervenute volontariamente a fianco del Piemonte annunciandone il ritiro. Pio IX comincia a risentire di una crescente opposizione politica.

30 aprile 1848 I Piemontesi battono gli austriaci a Pastrengo

30 aprile A Roma la Guardia Civica occupa Castel Sant'Angelo e le porte della città. Mentre giungono al capo di governo pontificio, cardinale Antonelli, le rimostranze dei governi sardo, toscano, dei rappresentanti di Sicilia, Lombardia e Venezia. Sette ministri fra cui Minghetti rassegnano le dimissioni

1 maggio 1848 Un Proclama papale, richiamate le passate "dimostrazioni d'affetto" e le riforme, ribadisce che "Noi siamo alieni dal dichiarare una guerra, ma nel tempo stesso Ci protestiamo incapaci di frenare l'ardore di quella parte di sudditi che sono animati dallo stesso spirito di nazionalità degli altri Italiani" ed invita i sudditi ad essere "obbedienti a chi li governa". Il corpo di spedizione intervenuto a fianco del Piemonte è descritto come "figli e sudditi che già si trovano senza nostro volere esposti alle vicende della guerra".

3 maggio 1848 Pio IX compie un estremo tentativo di raddrizzare la situazione: affida l'incarico per un nuovo governo al conte Mamiani e scrive una lettera privata a Ferdinando I d’Austria, invitandolo a rinunciare al Regno Lombardo-Veneto.

4 maggio 1848 Un corpo di spedizione borbonico condotto dal generale Guglielmo Pepe, parte alla volta dell’Italia settentrionale per appoggiare l’azione piemontese, mentre una squadra navale salpa alla volta dell’Adriatico

4 maggio 1848 Proclamazione ufficiale in Francia della Seconda Repubblica

8 maggio 1848 Inizia la prima legislatura del Regno di Sardegna. Durerà sette mesi sino al 30 dicembre 1848.

9-10 maggio 1848 Si insedia l’Assemblea Costituente eletta a suffragio universale. Presidente è il filosofo sansimoniano Philippe Buchez.

10 maggio 1848 Si insedia la Commissione Esecutiva presieduta da François Arago du 10 mai 1848 au 24 juin 1848. Ne sono membri anche Alphonse de Lamartine, Louis-Antoine Garnier-Pagès, Alexandre Auguste Ledru-Rollin e Pierre Marie de Saint-Georges. L’indomani al fianco di questa Commissione Esecutiva a capo di uno Stato collettivo, sono nominati vari Ministri del Governo Arago che rimarrà in carica sino al 24 giugno

Nel frattempo la linea del fronte restava fra il Mincio e Verona. Nessuno dei successi ottenuti da Carlo Alberto era stato decisivo e l'esercito piemontese si limita a tallonare da presso quello austriaco in piena ritirata dopo le Cinque giornate di Milano, con Radetzky che non fa mistero di considerare perso il Lombardo-Veneto. La situazione di stallo in realtà lo favorisce. L'incapacità di assumere l'iniziativa da parte piemontese dà invece modo agli austro-ungarici di ritirarsi senza perdite nel Quadrilatero, potentemente difeso. La posizione strategica di Radetzky a questo punto si rafforza notevolmente, anche grazie all'arrivo di un corpo d'armata formato dal conte Nugent sull'Isonzo e di altri rinforzi dal Tirolo.

10 maggio 1848 A Parma e Piacenza, un plebiscito approva l’annessione del Ducato al Regno di Sardegna.

Maggio 1848 Altri plebisciti a Modena, Reggio, Padova,Rovigo, Vicenza, Treviso e nell’intera Lombardia sanciscono la loro volontà di unione al Regno di Sardegna. Soppiano tensioni tra il re e i liberali napoletani in merito alla costituzione

14 maggio 1848 Alla vigilia dell’apertura dei lavori del parlamento napoletano si diffonde la voce dell’imminente arresto dei deputati. Scoppia un’insurrezione e sono innalzate ovunque barricate a Napoli

15 maggio 1848 L’esercito borbonico riprende il contro di Napoli. Ferdinando II chiude il Parlamento. La rivolta filo monarchica e antiliberale si trasforma in stragi.

16 maggio 1848 Re Ferdinando II scioglie il Parlamento e richiama il contingente guidato da Guglielmo Pepe che era partito a combattere a fianco dei Piemontesi. Nuove elezioni per la nomina dei deputati si tengono nei mesi seguenti e il parlamento si riunisce solo per brevi periodi

16 maggio 1848 Vincenzo Gioberti tornato da pochi giorni dall’esilio è eletto Presidente del Parlamento subalpino

18 maggio 1848 I lavori dell’Assemblea nazionale tedesca convocata a Francoforte sono paralizzati dai contrasti fra liberali e democratici e fra unitari e federalisti.

18 maggio 1848 Anche nello Stato Pontificio si tengono le prime elezioni politiche

23 maggio 1848 Battaglia di Vicenza Pur abbandonato dal suo capo di stato generale Durando, l’esercito romano non abbandona il campo e, anzi, si batte con grande valore a Vicenza respingendo l'assalto di circa 20 mila Austriaci. Ma nulla potranno quando Radetzky, respinto ad occidente dall'esercito di Carlo Alberto a Goito, rovescia il fronte e porta l'intero esercito (circa 40 mila uomini) direttamente su Vicenza.

24 maggio 1848 Il Ducato di Mantova vota l’annessione al Regno di Sardegna

29 maggio 1848 A Curtatone e a Montanara i volontari toscani e meridionali bloccano con successo una manovradi accerchiamento tentata dalle truppe austriache

30 maggio 1848 Le truppe di Carlo Alberto battono gli austriaci a Goito

31 maggio 1848 I Piemontesi conquistano Peschiera, che insieme a Mantova Verona e Legnago costituisce una delle fortezze del Quadrilatero difensivo costituito dagli austriaci

1848 qu’est émis le premier timbre-poste à l’effigie de Cérès, déesse des moissons, à laquelle succédera le profil de Napoléon III en 1852. Désormais, le prix de la lettre varie en fonction du poids et non plus de la distance. Le nombre des lettres expédiées double de 1848 à 1859.

4 giugno 1848 Elezione di Victor Hugo e Luigi Bonaparte all’Assemblea Costituente

5 giugno 1848 Il Conte Mamiani inaugura il Parlamento romano

8 giugno 1848 La Lombardia vota a favore dell’annessione al Regno di Sardegna

10 giugno 1948 Assedio di Vicenza Il Generale Durando viene investito di una nuova battaglia: ancora una volta il corpo di spedizione romano accetta di combattere e si comportano assai bene ma infine, devono capitolare. Radetzky riconquista Vicenza e può riprendere l'offensiva contro l’esercito sabaudo. Secondo i patti, l’esercito del Durando consegna Vicenza e Treviso e promette di non combattere gli Austriaci per tre mesi. In cambio, viene loro permesso di evacuare oltre il Po.

10 giugno 1948 Carlo Alberto riceve una delegazione guidata dal podestà di Milano Casati, che reca l'esito trionfale del Plebiscito che sancisce l'unione della Lombardia al Regno di Sardegna.

14 giugno 1848 Le truppe austriache riconquistano Padova

15 giugno 1848 Repressione della rivoluzione siciliana. Nel Regno delle Due Sicilie. Il 15 giugno, ad un mese di distanza dalla controrivoluzione del 15 maggio, Ferdinando II di Borbone celebra nuove elezioni generali. Ma ottiene solo la rielezione di quasi tutti i deputati del disciolto parlamento. La questione politica è chiaramente posta: il sovrano desidera unicamente reprimere l'insurrezione siciliana. Il Parlamento risponde che: "la nostra politica di rigenerazione non può essere perfetta senza l'indipendenza e la ricostituzione dell'intera nazionalità italiana”.

Dopo la capitolazione delle truppe romane il 16 giugno 1848 a Vicenza il Papa su pressione del cardinale Antonelli assicura che le truppe non erano state inviate per combattere gli austriaci. Da quel momento Antonelli persegue l’avvicinamento all’Austria e il ripristino della situazione antecedente i moti del 1848

16 giugno 1848 I grandi fermenti rivoluzionari del 1848 vedono un sempre maggiore fiorire di nuove testate giornalistiche a frequenza periodica o quotidiana. A Torino nasce la Gazzetta del Popolo, foglio impostato in modo da avere un basso prezzo di vendita (5 centesimi), compensato dal piccolo formato. Il prezzo, unito al linguaggio semplice e chiaro ed alla velocità di divulgazione delle notizie, permette al quotidiano di raggiungere in breve tempo i 10 mila abbonati. Novità di questi anni è la fondazione della agenzia di notizie Stefani, fondata sulla scia della francese Havas, dell’agenzia tedesca Wolff e dell’agenzia inglese Reuters

21 giugno 1848 Garibaldi sbarca a Nizza di ritorno dall’Uruguay, lasciato appena avuta notizia dei moti italiani

21 giugno 1848 Vengono soppressi gli Ateliers nationaux in ragione del loro costo, pur costituendo meno del1% del bilancio globale del governo.

22 giugno 1848 A Parigi scoppia la rivolta del popolo per protestare contro la chiusura degli Ateliers nationaux.

23 giugno 1848: Vengono erette le prime barricate, duramente represse dall’esercito guidata dal generale Cavaignac.

24 giugno 1848: Il Panthéon è uno dei centri dell'insurrezione. Oltre 1 500 insorti vi si rifugiano. Verranno evacuati dal colonnello Henri-Georges Boulay de la Meurthea capo di un reggimento della guardia repubblicana.

25 giugno 1848 : Muore sulle barricate Monsignor Affre, arcivescovo di Parigi. Il generale Bréa viene giustiziano dagli insorti .

26 giugno 1848 Fine della rivolta con la caduta dell’ultima barricata in faubourg Saint-Antoine. Muoiono 4 mila insorti e altrettanti sono deportati in Algeria. L’Assemblea decide di inquisire Louis Blanc .

28 giugno 1848 : L'Assemblea Costituente ringrazia per la repressione il generale Cavaignac nominandolo capo del potere esecutivo. Si insedia il Gouverno Cavaignac. Rimarrà in carica sino al 20 dicembre 1848.

30 giugno 1848 Si svolgono le elezioni suppletive del Regno di Sardegna. Cavour fa il suo ingresso alla Camera (Palazzo Carignano) prendendo posto nei banchi di destra. Fedele agli interessi piemontesi, che egli vede minacciati dalle forze radicali genovesi e lombarde, Cavour è oppositore sia dell'esecutivo di Cesare Balbo, sia di quello successivo del milanese Gabrio Casati.

3 luglio 1848 Dissoluzione degli Ateliers nationaux.

4 luglio 1848 Contro il parere di Manin il governo provvisorio di Venezia decide l’unione con il Regno di Sardegna.

10 luglio 1848 Viene ratificata la costituzione siciliana elaborata dal parlamento palermitano. La Corona di Sicilia è data al secondogenito di Carlo Alberto, che la rifiuta

12 luglio 1848 Mamiani lascia il nuovo esecutivo per dissenso rispetto alla linea strettamente neutralista del Pontefice, esattamente come fece il predecessore Minghetti

In seguito ad un periodo di stallo durante il quale i piemontesi non persistono nell’incalzare gli austriaci, questi ultimi hanno il tempo di riorganizzarsi e lanciare un’offensiva

22-27 luglio 1848 Si svolge la battaglia di Custoza durante la prima guerra di indipendenza italiana, tra le truppe del Piemonte, guidate da Carlo Alberto di Savoia, e quelle dell'Impero Austriaco, comandate da Josef Radetzky che ne esce vincitore sconfiggendo pesantemente le truppe piemontesi

27 luglio 1848 Si dimette il primo governo costituzionale sabaudo di Felice Balbo. In seguito ai risultati dei plebisciti si riunisce il primo ministero “italiano”, che annovera due milanesi, due genovesi, due piemontesi, due torinesi, un piacentino e un veneziano.Presidente del Consiglio del secondo Governo del Regno di Sardegna è il politico milanese Gabrio Casati, barone di Pendivasca Rimarrà in carica sino al 27 luglio 1848. A seguito della sconfitta di Custoza, il governo Casati chiede i pieni poteri per poter meglio gestire la grave situazione e Cavour si pronuncia a favore. Ma i fatti precipitano con l’abbandono di Milano agli austriaci

27 luglio1848 Ferdinando II decide di richiamare il corpo di spedizione inviato nella Pianura Padana preoccupato dall’egemonia esercitata dai piemontesi nell’Italia settentrionale

27 luglio 1848 In seguito alla repressione delle sommosse di giugno, l’Assemblea Costituente francese restringe l’attività dei club, impendendone la partecipazione alle donne e ai bambini

28 luglio 1848 Una legge disciplina i club.

Da fine luglio. non appena Carlo Alberto si mette in marcia per Milano, gli uomini di Radetzky organizzano una spedizione più significativa per aggredire lo Stato della Chiesa: mentre il Liechtenstein marcia su Modena e Parma, per restaurare i deposti duchi, il generale Welden avvia .l'avanzata verso lo Stato della Chiesa. Con saccheggi e riscatti i generali austriaci una volta occupata una località ribelle, impongono alla municipalità un'ingente somma di denaro, a volte la ottenevano, altrimenti provvedono a rifornirsi direttamente. Così facendo il Welden occupa Ferrara e punta su Bologna.

28 luglio 1848 Inizia l’offensiva austriaca contro lo Stato pontificio. Una piccola unità austriaca oltrepassa il Po, diretta a Ferrara, probabilmente con fini di saccheggio. Ma viene respinta a fucilate dagli abitanti di Sermide

2 agosto 1848 Mamiani è sostituito da Odoardo Fabbri. Il nuovo governo invia nelle Legazioni Luigi Carlo Farini

4 agosto 1848 Da Custoza comincia una veloce, ma ordinata, ritirata verso l'Adda e Milano, dove si svolge battaglia di Milano, al termine della quale Carlo Alberto si risolve a chiedere un armistizio.

5 agosto 1848 Viene firmata la capitolazione. Regno di Sardegna e Austria concludono l’armistizio in base al quale i Piemontesi si ritirano al di là del Ticino

6 agosto 1848 Gli Austriaci rientrano a Milano da Porta Romana.

7-8 agosto 1848 Gli austriaci occupano Bologna. Qui, il podestà Bianchetti cerca un accomodamento ed ottiene che le truppe restino accampate fuori città. Poi avviene un incidente (in una trattoria un ufficiale austriaco è malmenato) e Welden ne profitta per ordinare l'ingresso in città. Al che la popolazione insorge e si ripetono le scene già viste a Milano nel corso delle cinque giornate. Dopo i combattimenti, avvenuti in gran parte presso la Montagnola, rimangono sul campo circa 110 Bolognesi, 170 Austriaci morti e 500 prigionieri, oltre ad alcuni cannoni.

9 agosto 1848 Di fronte all’insurrezione dei bolognesi Welden prende atto della situazione e lascia Bologna ripiegando verso il Po.

9 agosto 1848 La tregua viene ratificata con la firma, a Vigevano, dell'armistizio di Salasco (dal nome del generale Carlo Canera di Salasco) in base al quale gli austriaci tornano in Lombardia mentre i piemontesi si ritirano dietro il fiume Ticino. L'Impero Austriaco rientra nei suoi antichi confini, stabiliti nel 1815 dal congresso di Vienna. Tutte le città liberate tornano nelle mani degli austriaci, con l'eccezione di Venezia, che si prepara a subire un lungo assedio.

11 agosto Venezia rifiuta di arrendersi e affida la difesa ad un triumvirato di cui fa parte Marin.

12 agosto 1848 Dimissioni del Governo Casati

13 agosto 1848 Garibaldi rifiuta di sciogliere le truppe dei suoi Cacciatori delle Alpi e lancia un appello agli Italiani per la prosecuzione della guerra

18 agosto 1848 Garibaldi occupa Varese

Al termine di questa prima fase della guerra, il governo di Cesare di Sostegno e il successivo di Ettore di San Martino imboccano la strada della diplomazia. Entrambi sono appoggiati da Cavour che critica aspramente Gioberti ancora risoluto a combattere l’Austria.

19 agosto 1848 Presidente del Consiglio del terzo Governo del Regno di Sardegna è il politico e diplomatico Cesare Alfieri di Sostegno dei Conti della Cassa. Rimarrà in carica sino all’11 ottobre 1848.

26 agosto 1848 Garibaldi, sconfitto dagli Austriaci, si rifugia in Svizzera.

2 settembre 1848 Luigi Carlo Farini giunto a ripristinare l'ordine pubblico, rimane gravemente turbato dai postumi della fallita invasione di Welden.

3 settembre 1848 Le truppe borboniche sbarcano a Messina che il 7 settembre si arrende

5 – 7 settembre 1748 Nella situazione di crisi politica in Sicilia il sovrano proroga la riapertura delle camere al 30 novembre ed invia Carlo Filangeri, con 24 mila uomini, numerose artiglierie e la flotta su Messina, che viene duramente bombardata, presa e saccheggiata il 6-7 settembre (ciò che guadagnò a Ferdinando II il soprannome di "re bomba"). A quel punto Ferdinando aveva ripreso saldamente in mano la situazione: proroga ulteriormente la riapertura delle camere al 30 novembre, subisce un nuovo voto patriottico ed, infine, scioglierà le camere per sempre, il 12 marzo1849. Si pongono, così, in pratica tutte le condizioni che avrebbero prodotto, 11-12 anni più tardi, al collasso del Regno sotto l'urto di Garibaldi e della sua spedizione dei mille. Ma, per il momento, Ferdinando è l'unico sovrano ben saldo al potere in Italia centro-meridionale ed il migliore alleato della restaurazione austriaca.

15 novembre 1848 Alla riapertura del Parlamento è ucciso il ministro laico Pellegrino Rossi, accoltellato a Roma da un gruppo di cui fa parte un figlio del capopopolo democratico Ciceruacchio. Pio IX non è disposto a concedere il governo democratico In serata lo stesso Ciceruacchio, insieme a Carlo Luciano Buonaparte, inscena sotto il Quirinale, una tumultuosa manifestazione, per chiedere "un ministro democratico, la costituente italiana e la guerra all'Austria". La folla porta anche un cannone, che punta contro il palazzo: si viene allo scontro a fuoco con gli Svizzeri e resta ucciso un monsignore addetto ai Sacri Palazzi.

16 novembre 1848 L’assalto al Quirinale determina Pio IX a creare un ministero democratico. Il Papa convoca il corpo diplomatico e dichiara che cede alla violenza e che considera nulle tutte le concessioni che avrebbe fatto. Dopodiché asseconda le pressioni popolari, incaricando il democratico Bartolomeo Galletti di formare un nuovo ministero.

17 settembre 1848 Alle elezioni suppletive in 13 dipartimenti francese 15 dei 17 seggi vengono conquistati dai monarchici .Fra gli eletti Luigi Napoleone Bonaparte.
Rossi si mostra attento alle istanze patriottiche, decretando sussidi e pensioni ai feriti e alle vedove di guerra e chiama a dirigere il dicastero della Guerra il generale Zucchi, già generale di Eugenio di Beauharnais e patriota risorgimentale. Pellegrino Rossi è sostanzialmente ostile al Risorgimento. Non nega l'esigenza della rigenerazione nazionale, ma riprende, in pratica, il programma moderato, spazzato via all'improvviso dalle cinque giornate di Milano. Nei termini del dibattito dell'epoca, Rossi si dice sostenitore di una lega di principi, mentre i piemontesi Rosmini e Gioberti mirano ad una confederazione. Ciò significa affermare la piena autonomia dello Stato della Chiesa e negare ogni sostegno a piemontesi e toscani, nel caso di un'eventuale ripresa della guerra all'esercito di Radetzky.

4 ottobre 1848 Approvata a Torino la legge Boncompagni che riordina l’istruzione sotto il controllo dello Stato, abolendo i privilegi religiosi

11 ottobre 1848 Presidente del Consiglio del quarto Governo del Regno di Sardegna è il politico e patriota Ettore Perrone conte di San Martino. Rimarrà in carica sino al 16 dicembre 1848

20 ottobre 1848 Nel suo primo grande discorso parlamentare, Camillo Benso Cavour si pronuncia per il rinvio delle ostilità con l’Austria, confidando nella mediazione diplomatica della Gran Bretagna, gelosa della nascente potenza germanica e quindi favorevole alla causa italiana. Con l'appoggio di Cavour prevale la linea moderata del governo San Martino, anche se il debole esecutivo su un argomento minore rassegna le dimissioni il 3 dicembre 1848.

27 ottobre 1848 Nel Granducato di Toscana Leopoldo II, dopo le forti pressioni popolari, affida il governo al democratico Giuseppe Montanelli Le cose si sono ormai chiarite a favore della causa nazionale dopo che Leopoldo II ha licenziato il governo moderato Ridolfi il 17 agosto e il governo Capponi il 9 ottobre. Montanelli prende Guerrazzi come ministro degli interni inaugurando una politica ultrademocratica ovvero, nella terminologia politica dell'epoca, volta all'unione con gli altri stati italiani ed alla ripresa congiunta della guerra all'Austria.

6 novembre 1848 In Svizzera in base alla nuova Costituzione federale redatta all’inizio dell’anno e poi approvata dai 22 cantoni si insedia la nuova Assemblea federale .

15 novembre 1848 Alla riapertura del Parlamento viene ucciso a Roma il ministro laico Pellegrino Rossi, accoltellato da un gruppo di cui fa parte un figlio del capopopolo democratico Ciceruacchio. In serata lo stesso Ciceruacchio, insieme a Carlo Luciano Buonaparte, inscena sotto il Quirinale, una tumultuosa manifestazione, per chiedere "un ministro democratico, la costituente italiana e la guerra all'Austria". La folla porta anche un cannone, che punta contro il palazzo: si viene allo scontro a fuoco con gli Svizzeri e resta ucciso un monsignore addetto ai Sacri Palazzi. Pio IX convoca il corpo diplomatico e dichiara che cede alla violenza e che considera nulle tutte le concessioni che avrebbe fatto. Dopodiché asseconda le pressioni popolari, incaricando il democratico Bartolomeo Galletti di formare un nuovo ministero.

17 novembre La scena si ripete due giorni più tardi, la sera del 17, quando la stessa folla armata si ripresenta davanti al Quirinale, chiedendo l'allontanamento degli Svizzeri. Ancora una volta Pio IX preavvisa il corpo diplomatico e cede.

24 novembre 1848 In seguito all’insurrezione popolare, Pio IX fugge e Gaeta. Travestito da Prete, il Papa scappa da Roma e si rifugia a Gaeta. La sera del 24 novembre, vestito come un semplice sacerdote, in carrozza chiusa ed accompagnato da un suo collaboratore segreto lascia Roma raggiungendo il conte Spaur, ambasciatore di Baviera e, la sera del 25, è già al sicuro nella fortezza napoletana di Gaeta.

2 dicembre 1848 Francesco Giuseppe viene incoronato Imperatore d’Austria. Rimarrà al trono sino al 21 novembre 1916

3 dicembre 1848 Avuta la notizia della fuga del Papa il ministero Galletti si dimette ma la Camera dei deputati conferma i poteri del governo.

6 dicembre 1848 Galletti invia una deputazione a Gaeta che è respinta ai confini napoletani.

8 dicembre 1848 Il governo protesta vivacemente

10 dicembre 1848 Carlo Luigi Napoleone Bonaparte viene eletto Presidente della Seconda Repubblica francese con il 74,44% dei suffragi

12 dicembre 1848 La Camera decreta a Roma la costituzione di una “provvisoria e suprema Giunta di Stato” composta anche da Galletti. Lo stesso giorno a Roma arriva Giuseppe Garibaldi

16 dicembre 1848 Presidente del Consiglio del quinto Governo del Regno di Sardegna è il sacerdote e filosofo Vincenzo Gioberti. Rimarrà in carica sino al 21 febbraio 1849. Cavour lo considera di “pura sinistra”. Tuttavia lo schieramento politico della maggioranza si rivela troppo eterogeneo per affrontare la difficile situazione del Paese, sospeso ancora fra pace e guerra, e Gioberti deve dimettersi il 21 febbraio 1849

17 dicembre 1848 Il Papa protesta vivacemente, lamentando l'“usurpazione dei Sovrani poteri”.

20 dicembre 1848 La giunta romana di Galletti emette un proclama in cui promette la convocazione di una Costituente romana.

20 dicembre 1848 Luigi Napoleone Bonaparte mette fine aalla Seconda Repubblica francese assumendo poteri dittatoriali il 2 dicembre 1851 Si insedia il primo governo del Presidente Bonaparte, diretto da Odilon Barrot. Rimarrà in carica sino al 14 maggio 1849

23 dicembre 1848 Fra i membri della Giunta si dimette il conte Mamiani e viene formato un nuovo governo. Il

26 dicembre La giunta romana scioglie il parlamento e convoca le elezioni per il 21 e 22 gennaio 1849.



1849

La Repubblica Romana, diretta dal triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, pur nella sua breve vita riesce ad emanare una tra le più avanzate costituzioni del mondo, la quale riserva comunque ampie guarentigie al Pontefice. Pio IX si appella alle potenze straniere affinché gli sia restituito il potere temporale e la Francia repubblicana del Bonaparte si affretta ad inviare un corpo di spedizione di 7 mila soldati al comando del generale Oudinot. Il 30 aprile 1849 i francesi sono sconfitti da Garibaldi nella battaglia di Porta Cavalleggeri ma grazie ai copiosi rinforzi nel frattempo ricevuti i francesi, nonostante la resistenza che incontrano, riescono a far breccia nelle mura del Gianicolo e a conquistare Roma il 30 giugno 1849 dove fanno ingresso il 3 luglio 1849. Il Papa ritorna a Roma il 12 aprile 1850 e fra i primi atti decide di abrogare la Costituzione concessa nel marzo di due anni prima.

1849

1849 Prime macchine a vapore introdotte nel lanificio Rossi di Vicenza

1º gennaio 1849 Il Papa minaccia scomunica a tutti coloro che abbiano partecipato alle elezioni.

3 gennaio 1849 Il commissario imperiale Albert Raimondo Zeno von Montecuccoli comunica che il governo ha deciso di convocare a Vienna un'adunanza dei deputati del lombardo-veneto

10 gennaio 1849 Si tiene a Firenze la prima riunione del Parlamento toscano, che approva una legge per la convocazione di una Costituente italiana

15 gennaio 1849 Si svolgono nuove elezioni nel Regno di Sardegna. Dal voto esce una maggioranza democratica a favore della ripresa della guerra con l’Austria.

16 gennaio 1849 Vengono nominati per decreto, a Roma, i membri dei rappresentanti della Costituente italiana

21 gennaio-22 gennaio 1849. Si svolgono a Roma le elezioni a suffragio universale maschile diretto per la nomina dei membri che devono comporre l’Assemblea Costituente Italiana. Le elezioni decretano la vittoria dei democratici (legittimisti e moderati non vi partecipano preferendo astenersi). Sono eletti, fra gli altri, Garibaldi, Mazzini, Enrico Cernuschi.

20-22 gennaio 1849 Si svolgono le elezioni dell'assemblea legislativa veneta

22 gennaio 1849 Si svolgono le elezioni del Parlamento subalpino

23 gennaio 1849 Il Parlamento di Firenze approva la proposta della convocazione di una Costituente italiana

30 gennaio 1849 il Granduca di Toscana si trasferisce da Firenze a Siena

1 febbraio 1849 Inizia la seconda legislatura del Parlamento del Regno di Sardegna. Durerà solo due mesi sino al 30 marzo.

3 febbraio 1849 Leopoldo II abbandona la Toscana e si rifugia a Gaeta. Si costituisce a Firenze un triumvirato che proclama la Repubblica Toscana.

5 febbraio 1849 A Roma si inaugura l’Assemblea Costituente che dichiara decaduto il potere temporale del Papa e vota con il voto contrario di Mamiani la proclamazione della Repubblica Romana e a presiederla la costituzione di un Triumvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini.

8 febbraio 1849 A Firenze viene formato un governo provvisorio diretto da Guerrazzi, Montanelli e Mazzoni

9 febbraio 1849 Viene proclamata la Repubblica Romana La base della Costituzione della Repubblica Romana è nell'ordine del giorno elaborato da Quirico Filopanti che l'Assemblea costituente approva il 9 febbraio 1849 con 118 voti favorevoli, 8 contrari e 12 astenuti.

10 febbraio 1849 E’ pubblicato il « Decreto fondamentale della Repubblica Romana contenente modifiche nei seguenti articoli
Art. 1: Il papato è decaduto di fatto e di diritto dal governo temporale dello Stato Romano.
Art. 2: Il Pontefice Romano avrà tutte le guarentigie necessarie per l'indipendenza nell'esercizio della sua potestà spirituale.
Art. 3: La forma del governo dello Stato Romano sarà la democrazia pura e prenderà il glorioso nome di Repubblica Romana.
Art. 4: La Repubblica Romana avrà col resto d'Italia le relazioni che esige la nazionalità comune. »

10 febbraio 1849 Il Governo provvisorio toscano sopprime per decreto il Consiglio di Stato e il Senato, concentrando i poteri legislativi in un'Assemblea di 120 membri

15 febbraio 1849 A Roma viene formato un ministero con 7 membri

18 febbraio 1849 Papa Pio IX lancia un appello alle potenze europee perché intervengano a ristabilire la sua autorità. Napoleone III risponde all’appello mentre Radetzky è libero di inviare un nutrito corpo di spedizione ad occupare la Toscana e di nuovo Bologna e la Romagna, cogliendo l’occasione offerta dalla fuga di Pio IX da Roma il 24 novembre e dalla proclamazione della Repubblica Romana il 9 febbraio.

20 febbraio 1849 Finisce il Governo Gioberti

21 febbraio 1849 Presidente del Consiglio del sesto Governo del Regno di Sardegna è il politico e militare Agostino Chiodo. Rimarrà in carica sino al 27 marzo 1849

21 febbraio 1849 La Repubblica romana decide di inviare un contingente in appoggio del re sabaudo

21 febbraio 1849 Il Granduca di Toscana lascia la Toscana fuggendo su una nave inglese e si trasferisce a Gaeta

23 Febbraio 1849 Il Granduca Leopoldo I raggiunge il Papa a Gaeta.

24 Febbraio 1849 Viene proclamata la Repubblica Toscana

28 febbraio 1849 il re Ferdinando II offre alla Sicilia di promulgare una costituzione diversa da quella per la parte continentale

Marzo 1849 Brescia insorge contro gli austriaci. Iniziano le 10 giornate di Brescia

Marzo 1849 il duca di Parma Carlo II di Borbone abdica in favore del figlio Carlo III

2 marzo 1849 Carlo Alberto sconfessa l’armistizio di Salasco e riprende le armi contro l’Austria: la Camera piemontese approva la ripresa del conflitto con l'Austria

4 marzo 1849 L’imperatore Francesco Giuseppe concede a Vienna una Costituzione

5 marzo 1849 Giuseppe Mazzini giunge a Roma

12 marzo 1849 In Toscana si svolgono le elezioni della Costituente

12 marzo 1849 Carlo Alberto rompe l’armistizio e dichiara guerra all’Austria

13 marzo 1849 viene sciolto dal re Ferdinando II, a Gaeta, il parlamento di Napoli

19 marzo 1849 il governo di Napoli denuncia l'armistizio dell'ottobre del 1848, riprendono le ostilità con la Sicilia

21 marzo 1849 Le truppe piemontesi sono sconfitte a Mortara

23 marzo – 1 aprile 1849 Brescia insorge contro gli austriaci e resiste durante le 10 giornate di Brescia

23 marzo 1849 Sconfitta piemontese alla battaglia di Novara vinta dagli Austriaci. La grave sconfitta porta all’abdicazione di Carlo Alberto a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Rimarrà al trono come Re di Sardegna e poi come Re d’Italia sino al 9 gennaio 1878. Carlo Alberto si ritira in esilio a Oporto

24 marzo 1849 Vittorio Emanuele II accetta l’armistizio con l’Austria. Aperto avversario della politica del padre di alleanze con la sinistra, sostituisce al governo dei democratici (che chiedevano la guerra a oltranza) un esecutivo presieduto dal generale Gabriele de Launay, salutato con favore da Cavour.

26 marzo 1849 L'Austria e il Regno di Sardegna firmano un armistizio a Novara

27 marzo 1849 L’Assemblea Nazionale di Francoforte adotta la Costituzione di Francoforte, la prima costituzione democratica tedesca In vista di realizzare l’unità dello Stato federale tedesco. Verrà promulgata l’indomani sulla Gazzetta Ufficiale Prevede la creazione di un Impero tedesco dominato dal Regno di Prussia nel quadro della soluzione della piccola Germania senza l’Austria. L’Impero si sarebbe organizzato come Monarchia Costituzionale ereditaria secondo i principi del parlamentarismo liberale L’Assemblea elegge Sovrano Federico Guglielmo IV . Non verrà mai applicata in ragione dell’opposizione della Prussia e dello stesso sovrano che la rifiuta in nome del diritto divino conferito ai sovrani

27 marzo 1849 Presidente del Consiglio del settimo Governo del Regno di Sardegna è il politico e patriota Claudio Gabriele de Launay. Rimarrà in carica sino al 7 maggio 1849. Tale governo riprende il controllo di Genova, insorta contro la monarchia, e viene sostituito da quello di Massimo d'Azeglio del quale Camillo Benso accetta la visione del Piemonte come roccaforte della libertà italiana.

28 marzo 1848 Carlo Alberto parte per l’esilio ad Oporto in Portogallo.

Fine marzo 1848 Il cardinale Antonelli promosso Segretario di Stato da Gaeta lancia un appello a Francia, Austria, Spagna e Regno di Napoli per restaurare il potere temporale del Papa a Roma.

29 marzo 1849 Il nuovo re Vittorio Emanuele II si reca in Parlamento e presta giuramento.

29 marzo 1849 Riprendono le operazioni delle forze militari borboniche.

29 marzo 1849 Muore a Novara il politico e generale Ettore Perrone di San Martino

29 marzo 1849 In seguito alla vittoria austriaca sui piemontesi a Novara e all’Appello del cardinale Antonelli la Costituente assegna al triumvirato costituito a Roma e composto da Mazzini, Saffi e Armellini poteri illimitati per proteggere la Repubblica romana

1 aprile 1849 A Genova una rivolta repubblicana rifiuta l’armistizio e proclama la Repubblica.

2 aprile 1849 Daniele Manin ottiene i pieni poteri per la difesa ad oltranza di Genova

3 aprile 1849 viene nominata, dalla Camera Sabauda, una Commissione speciale per "per scrutare le cause dei disastri nell'ultima campagna" di guerra con l'Austria

4 aprile 1849 le forze borboniche conquistano Taormina (Messina)

5 aprile 1859 inizia l'attacco delle forze borboniche contro la città di Catania

5 aprile 1849 I bersaglieri riprendono Genova sottraendola agli insorti

9 aprile 1849 le forze borboniche occupano Siracusa, Augusta e Noto

10-12 aprile 1849 le forze armate, guidate dal generale Alfonso La Marmora, intervengono a Genova e reprimono con la forza i mori insurrezionali

12 aprile 1849 a Firenze le forze moderate assumono il potere, prima in mano alle forze democratiche, e richiamano Leopoldo II L’indomani viene sciolto a Firenze il Circolo popolare e sospese le pubblicazioni dei giornali democratici.

13 aprile 1849 Si aprono a Milano le trattative tra il Regno Sardo e gli austriaci

13 aprile 1849 L’Assemblea nazionale Ungherese proclama la sua totale indipendenza dall’Impero Asburgico.

15 aprile 1849 il governo di Roma decreta l'assegnazione dei beni rurali delle corporazioni religiose alle famiglie povere

25 aprile 1849 A Civitavecchia sbarca il corpo di spedizione francese guidato dal generale Oudinot

25-26 aprile 1849 Un rappresentante francese comunica ai triumviri romani che la Francia è intervenuta per evitare un intervento austro-napoletano

27 aprile 1849 governo di Palermo si arrende alle forze borboniche

28 aprile 1849 Un corpo di spedizione borbonico entra nei Domini Pontifici per attaccare la Repubblica Romana

29 aprile – 3 maggio 1849 A Palermo la popolazione insorge contro l'armistizio

30 aprile 1849 Le prime truppe francesi arrivate a Roma guidate dal generale Oudinot sono sconfitte dalla resistenza dei repubblicani romani alle porte di Roma.

4 maggio 1849 Le forze borboniche giungono a Frascati e ad Albano

5 maggio 1849 le forze austriache occupano la città di Lucca ed il giorno dopo Pisa

6 maggio 1849 Garibaldi sconfigge presso Palestrina un corpo di spedizione borbonico

7 maggio 1849 Presidente del Consiglio dell’ottavo Governo del Regno di Sardegna è lo scrittore politico e patriota Massimo Taparelli marchese d'Azeglio. Rimarrà in carica sino al 21 maggio 1852.

8 maggio 1849 Le forze austriache giungono a Bologna, che però non si arrende

9 maggio 1849 A Palestrina Garibaldi sconfigge per la seconda volta i borbonici

11 maggio 1849 Le truppe austriache occupano Livorno

14 maggio 1849 Si insedia il secondo governo del Presidente Bonaparte, diretto per la seconda volta da Odilon Barrot. Rimarrà in carica sino al 31 ottobre 1849.

Maggio 1849 Ferdinando II Re di Sicilia abolisce la Costituzione

15 maggio 1849 Le forze borboniche, guidate dal generale Carlo Filangieri, rioccupano la città di Palermo e riprendono la Sicilia dove viene messa in atto una dura repressione

15 maggio 1849 Bologna si arrende agli austriaci che nei giorni successivi occupano tutta la Romagna

17 maggio 1849 Inizia il ritiro delle forze borboniche dai Domini Pontifici.
Viene firmata una tregua tra la Repubblica romana e le forze francesi

18 maggio 1849 Carlo III di Borbone che succede a Carlo II prende possesso del Ducato di Parma e Piacenza

19 maggio 1849 le truppe borboniche vengono attaccate dalle forze della Repubblica romana, guidate da Garibaldi, a Velletri

22 maggio 1849 Cavour viene sconfitto alle elezioni al ballottaggio.

22 maggio 1849 A Torino viene fucilato il generale Ramorino ritenuto responsabile della disfatta di Novara

23 maggio 1849 inizia l'assedio da parte delle forze austriache della città di Ancona

26 maggio 1849 le forze della Repubblica romana, guidate da Garibaldi, occupano Arce (Frosinone)

28 maggio 1849 un corpo di spedizione spagnolo sbarca a Gaeta (Latina) ed il 4 giugno occupa Terracina (Roma)

31 maggio 1849 le forze austriache occupano la città di Perugia.

31 maggio 1849 L'inviato francese Ferdinando de Lesseps e il governo romano firmano un accordo

1 giugno 1849 Il Duca Francesco V rientra a Modena

3 giugno 1849 Riprende durante la notte l'attacco contro Roma ad opera delle forze francesi, che hanno ricevuto rinforzi ed armi durante la tregua. I francesi vincono le resistenze romane a Villa Pamphili, Villa Corsini e al Vascello

3 giugno 1849 le forze borboniche occupano la città di Frosinone

17 giugno 1849 Gli austriaci lasciano Alessandria

22 giugno 1849 le forze austriache occupano la città di Ancona

23 giugno 1849 gli austriaci inviano a Milano e a Venezia un ultimatum

1 luglio 1849 Una Repubblica Romana ormai allo stremo delle forze dopo più di un mese di assedio, approva come atto simbolico la Costituzione della Repubblica Romana

3 luglio 1849 Viene reso pubblico il proclama di Moncalieri del re Vittorio Emanuele II. Vi si invita "all'azione calma e perdurante del raziocinio" contro l'"urto delle passioni

3 luglio 1849 In seguito alla proclamazione della Repubblica Romana in Campidoglio, le truppe francesi occupano Roma e pongono fine alla Repubblica romana

4 luglio 1849 le forze francesi entrate nella città di Roma pongono fine alla repubblica romana

6 luglio 1849 Goffredo Mameli muore per le ferite ricevute durante la difesa di Roma

8 luglio 1849 Garibaldi con una colonna di volontari giunge a Terni

11 luglio 1849 Leopoldo II rientra in Toscana con l’appoggio delle baionette austriache

15 luglio 1849 Le elezioni sabaude portano ad una nuova, benché debole, maggioranza dei democratici. Cavour è rieletto, ma D’Azeglio convince Vittorio Emanuele II a sciogliere la Camera dei Deputati

28 luglio 1849 Carlo Alberto muore a Oporto

28 luglio 1849 Il Granduca di Toscana Leopoldo II rientra a Firenze scortato dagli austriaci

30 luglio 1849 Inizia la terza legislatura del Parlamento del Regno di Sardegna. Durerà meno di quattro mesi solo sino al 20 novembre 1849.

31 luglio 1849 Garibaldi con una colonna di volontari giunge a San Marino, ove scioglie la colonna.

31 luglio 1849 A Roma papa Pio IX nomina una commissione di tre cardinali che annulla tutte le riforme fatte

3 agosto 1849 La flotta austriaca blocca Garibaldi diretto a Venezia. Garibaldi riesce a sbarcare vicino a Comacchio, dove l’indomani muore di malaria la moglie Anita

6 – 9 agosto 1849 Il Trattato di pace di Milano tra Austria e Piemonte pone fine alla prima guerra di indipendenza. Ma il Parlamento del Regno sabaudo si oppone alla sua ratifica

7 agosto 1849 giungono a Venezia i commissari sabaudi

10 agosto 1849 vengono giustiziati i patrioti romani Angelo Brunetti (Ciceruacchio), Gaetano Fraternali, Paolo Bacigalussa, Francesco Laudasio, Stefano Ramorino e Lorenzo Parodi

13 agosto 1849 Resa dell’Ungheria alle truppe zariste. Dopo una strenua resistenza contro l’offensiva austro-russa, la nuova Ungheria indipendente - che comprende anche Slovacchia, Transilvania, Croazia, e Istria - è costretta a sottoscrivere la pace di Vilagos.

23 agosto 1849 Dopo più di due mesi di assedio, bombardamenti e colera, Venezia, stremata e sfinita dal colera e dalla carestia, si arrende agli Austriaci. Viene firmata la capitolazione della Repubblica di San Marco, strenuamente difesa da Manin, Tommaseo e dal generale Guglielmo Pepe. Il Lombardo-Veneto è pacificato

12 settembre 1849 papa Pio IX promulga un documento che riporta i criteri di funzionamento dei Domini pontificio, viene anche costituito il Consiglio di Stato

27 settembre 1849 vengono approvati i decreti che disciplinano il governo della Sicilia

29 settembre 1849 viene fondata una banca di circolazione, chiamata Banca d'Italia

31 ottobre 1849 Si insedia il terzo governo del Presidente Bonaparte, diretto per la seconda volta da Alphonse Henri d'Hautpoul. Rimarrà in carica sino al 24 gennaio 1851

11 novembre 1849 Vittorio Emanuele II scioglie la Camera perché non vuole ratificare la pace con l’Austria.

20 novembre 1849 Vittorio Emanuele II emana il Proclama di Moncalieri, con cui scioglie la Camera del deputati per l’opposizione al trattato di pace con l’Austria, e invita il suo popolo ad eleggere candidati più moderati che non siano a favore di una nuova guerra criticando il Parlamento. Le nuove elezioni gli assicureranno una maggioranza governativa favorevole all’approvazione dei negoziati con Vienna

27 novembre 1849 Per iniziativa dell’editore ebreo Bernhardt Wolff proprietario della Berliner National-Zeitung a causa dei costi elevati della trasmissione telegrafica delle notizie attraverso i collegamenti esistenti con Francoforte sul Meno e Londra per le informazioni borsistiche, propone ad altri quotidiani berlinesi e ad alcuni privati di associarsi nella realizzazione del servizio. Nasce il Telegraphische Correspondenz-Bureau (B. Wolff)“ che sarà poi ridenominato „Wolffs Telegraphisches Bureau (W.T.B.)“.

9 -10 dicembre 1849 Alle nuove elezioni l’assemblea piemontese esprime un voto schiacciante a favore della pace. Fra gli eletti figura di nuovo Cavour che, nel collegio di Torino I, ottiene 307 voti contro i 98 dell’avversario. In questo periodo Camillo Benso si mette in evidenza anche per le sue doti di abile operatore finanziario. Egli ha infatti una parte di primo piano nella fusione della Banca di Genova e della nascente Banca di Torino nella Banca Nazionale degli Stati Sardi.

9 dicembre 1849 papa Pio IX promulga l'enciclica Qui pluribus, nella quale condanna il liberalismo

14 dicembre 1849 Dalla fusione della Banca di Genova e della Banca di Torino nasce la Banca Nazionale degli Stati Sardi

20 dicembre 1949 Inizia la quarta legislatura del Regno di Sardegna. Finirà il 20 novembre 1953


1850

Dopo il successo elettorale del dicembre 1849 Cavour diventa una delle figure dominanti dell’ambiente politico piemontese e gli viene riconosciuta la funzione di guida della maggioranza moderata che si era costituita. Forte di questa posizione sostenne che era arrivato il tempo delle riforme, favorite dallo Statuto albertino che aveva creato reali prospettive di progresso. Si sarebbe potuto innanzi tutto staccare il Piemonte dal fronte cattolico-reazionario che trionfava nel resto d’Italia.

1850 Il tedesco Paul Julius Reuter intraprende nel 1850 un servizio di trasmissione di notizie tra Aquisgrana e Bruxelles utilizzando i piccioni viaggiatori. Da Aquisgrana poi le notizie vengono comunicate a Berlino con il telegrafo.

1850 In Francia l’allora esistente monopolio per la telegrafia ottica è esteso alla telegrafia elettrica

9 gennaio 1850 La Camera del Regno di Sardegna approva il trattato di pace con l’Austria.

25 gennaio 1850 Nell'Impero austro-ungarico vengono emanati gli statuti di Istria, Gorizia e Gradisca

5 febbraio 1850 il ministro della Giustizia, Giuseppe Siccardi, presenta alla Camera sabauda alcuni disegni di legge per la soppressione dei privilegi ecclesiastici

21 febbraio 1850 Muore a Torino il politico e generale Gabriele De Laugny

Marzo 1850 Viene creato a Milano il Comitato Centrale Lombardo dell'Associazione Nazionale

5 marzo 1850 In Francia il ministro dell’educazione Falloux presenta una legge sulla libertà d’insegnamento nell’istruzione pubblica che lascia ampio spazio all’insegnamento confessionale

7 marzo 1850 Approvazione alla Camera con 130 voti contro 26, della legge Siccardi per la soppressione del Foro Ecclesiastico Cavour tiene un discorso in cui sostiene che solo le riforme avrebbero protetto il trono dalle "tempeste rivoluzionarie"

31 marzo 1850 Muore a Firenze il poeta Giuseppe Giusti

Aprile 1850 Il granduca di Toscana firma un accordo con l'Austria per prolungare la permanenza delle forze militari austriache in Toscana

6 aprile 1850 Viene fondato a Napoli il giornale La Civiltà Cattolica

7 aprile 1850 Viene approvata al Senato, con 51 voti contro 26, la legge Siccardi

9 aprile 1850 Sono promulgate le cosiddette Leggi Siccardi. Sopprimono il diritto di asilo nelle Chiese e il foro ecclesiastico. Aboliscono vari privilegi del clero in Piemonte aprendo una fase di scontri con la Santa Sede, con episodi gravi sia da parte di D’Azeglio sia da parte di Papa Pio IX.

12 aprile 1850 Pio IX Rientra a Roma con il Segretario di Stato cardinale Antonelli che avvia una politica dal carattere reazionario.

12 aprile 1850 Nell'Impero austro-ungarico viene emanato lo statuto della città di Trieste

18 aprile 1850 L'arcivescovo di Torino, Luigi Fransoni, con una lettera pastorale ordina agli ecclesiastici di richiedere il permesso del vescovo se chiamati a comparire in giudizio di fronte a magistrati civili

22 aprile 1850 Il duca di Genova Ferdinando Alberto Amedeo di Savoia sposa a Dresda Elisabetta di Sassonia

4 maggio 1850 Viene arrestato l’arcivescovo di Torino per aver ordinato agli ecclesiastici di chiedere il suo permesso in caso di chiamata in giudizio di fronte a magistrati civili ed essersi rifiutato di comparire in Tribunale per risponderne. Sarà condannato a un mese di carcere e poi costretto all’esilio.

31 maggio 1850 Il governo Hautpoul approva una legge che modifica il sistema elettorale imponendo condizioni restrittive all’esercizio del diritto di voto e soprimmendo il suffragio universale maschile approvato dalla Seconda Repubblica nel marzo 1848. La legge, approvata dall’Assemblea legislativa, esclude un terzo dei cittadini dalle liste. Verrà abrogata da Luigi--Napoleone Bonaparte in occasione del Colpo di Stato del 2 dicembre 1851

2 luglio 1850 Trattato di Berlino pone fine alla Giuerra dei ducati scoppiata con il sostegno austro prussiano alla separazione dello Schleswig-Holstein dalla Danimarca. La Prussia abbandona la lotta contro la Danimarca

9 luglio 1850 A Torino è approvata la Legge Nigra prima legge bancaria del Regno di Sardegna. Viene adottato un sistema con un’unica banca di emissione

16 luglio 1850 Viene approvata in Francia una nuova legge più restrittiva in materia di libertà di stampa

22 luglio 1850 Viene resa pubblica, tramite un manifesto scritto da Mazzini, la costituzione del Comitato Centrale Democratico Europeo

30 luglio 1850 Garibaldi in esilio a New York lavora in una fabbrica di candele

5 agosto 1850 Conseguenza delle leggi approvate per ridurre i privilegi del clero, viene rifiutato di impartire l'estrema unzione all’amico di Cavour, Pietro di Santarosa. Con tutti i mezzi Cavour si scaglia contro il clero, ottenendo l’espulsione da Torino dell’Ordine dei Servi di Maria, nel quale militava il sacerdote che si era rifiutato di impartire i sacramenti, e influenzando, probabilmente, anche la decisione di arresto dell’arcivescovo di Torino Luigi Fransoni.

13 agosto 1850 Nel Regno delle Due Sicilie viene approvata una legge che abolisce la libertà di stampa.

13 agosto 1850 Viene fondato il Banco Regio dei Reali domini al di là del Faro, il futuro Banco di Sicilia

21 settembre 1850 Viene sciolto per decreto, a Firenze, il Consiglio dei Deputati

22 settembre 1850 Nel Granducato di Toscana viene concesso ai prefetti di sequestrare i giornali

11 ottobre 1850 Cavour si dimette dalla redazione de Il Risorgimento ed entra nel governo del Regno di Sardegna prestando giuramento sostituendo l’amico scomparso Santarosa alla carica di Ministro dell’Agricoltura e del commercio. Forte della parte di primo piano assunta in quei giorni nella battaglia anticlericale e della sua riconosciuta competenza tecnica viene infatti designato subito come naturale successore del ministro scomparso. Convinto da alcuni deputati, il Presidente del Consiglio D’Azeglio e successivamente Vittorio Emanuele II (incoraggiato dal generale La Marmora), lo accettano a capo del Ministero dell’Agricoltura e del commercio.

La Prussia di Federico Guglielmo IV attraverso il Parlamento di Erfurt tenta di unire gli Stati settentrionali riformati tedeschi in una Lega sotto la sua egida (Unione di Erfurt). In risposta il ministero austriaco Schwarzenberg aiutato dalla Russia, riesuma nell'autunno del 1850 la Confederzione germanica degli stati meridionali cattolici con la Austria decaduta de facto con gli avvenimenti del 1848. Così la Prussia si trova costretta a sciogliere l'Unione di Erfurt con l'accordo di Olmütz

28 novembre 1850 Trattato di Olmuutz. La Prussia scioglie Unione di Erfurt

Dicembre 1850 Il Regno di Sardegna firma con la Francia un trattato commerciale

21 dicembre 1850 Con un Regio Decreto vengono riordinati i ministeri e l'amministrazione centrale


1851

Come ministro del Commercio Cavour si distingue subito per la sua capacità diplomatica. Fra i primi incarichi affrontati da Camillo Benso c’è il rinnovo del trattato commerciale con la Francia, improntato all’insegna del libero commercio. L’accordo, che non è particolarmente vantaggioso per il Piemonte, deve essere sostenuto da motivazioni politiche per essere approvato, benché Cavour ribadisca che ogni riduzione doganale sia di per sé un beneficio. Affrontata la materia dei trattati di commercio, il conte dà anche l’avvio ai negoziati con il Belgio e la Gran Bretagna. Con entrambi i Paesi ottiene e concede estese facilitazioni doganali. I due trattati sono il primo atto di vero liberismo commerciale compiuto da Cavour. Questi due accordi, per i quali Cavour ottiene un largo successo parlamentare, aprono la strada ad una riforma generale dei dazi la cui legge è promulgata il 14 luglio 1851. Intanto nuovi trattati commerciali sono firmati, fra marzo e giugno, con la Grecia, le città anseatiche, l’Unione doganale tedesca, la Svizzera e i Paesi Bassi. Con 114 voti favorevoli e 23 contrari, la Camera approva perfino un trattato analogo con l’Austria, concludendo quella prima fase della politica doganale di Cavour che realizza per il Piemonte il passaggio dal protezionismo al libero scambio. Nello stesso periodo a Cavour fu affidato anche l’incarico di Ministro della Marina e, come in situazioni analoghe, egli si distingue per le sue idee innovative aprendo un contrasto con gli ufficiali superiori, più che altro reazionari, che si oppongono finanche all’introduzione della navigazione a vapore. D’altro canto la truppa appare molto indisciplinata e l’intenzione di Cavour sarebbe stata quella di far diventare la Marina sarda un corpo di professionisti come quella del Regno delle Due Sicilie.


1851

1851 A Napoli viene fatta luce sulla setta dellìunità italiana e numerosi patrioti tra cui Luigi Settembrini, Silvio Spaventa e Carlo Poerio sono condannati all’ergastolo. Francesco de Sanctis è invece costretto all’esilio.

1851 Viene posato il primo cavo sottomarino tra la Francia e la Gran Bretagna

1851 I Gesuiti fondano la Civiltà Cattolica

24 gennaio 1851 In Francia in seguito al rifiuto da parte dell'Assemblee legislativa di accettare un ministero formato da Pierre Jules Baroche, Eugène Rouher e alcuni bonapartisti, nasce il Petit ministère formato da persone di secondo piano. Rimarrà in carica sino al 10 aprile 1851.

24 gennaio 1851 Cavour firma un trattato commerciale con facilitazioni doganali con il Belgio

27 febbraio 1851 Cavour firma un trattato commerciale con facilitazioni doganali con l’Inghilterra

Febbraio 1851 Giuseppe Ferrari a Londra pubblica l’opuscolo La Federazione Repubblicana

1 febbraio 1851 A Napoli sono condannati a morte Luigi Settembrini e Filippo Agresti. Il re commuterà la pena nell’ergastolo.

Marzo 1851 Grande successo a Venezia per la Prima di Rigoletto di Verdi

1er mars 1851 : mise à disposition du public du télégraphe. Celui-ci n'était auparavant qu'un instrument de gouvernement.

23 marzo 1851 Muore in una sparatoria a Russi il brigante Stefano Pelloni detto il Passatore.

Aprile 1851 Nel governo piemontesi Cavour prende anche il portafoglio delle Finanze

10 aprile 1851 Si insedia il quinto Ministero della Presidenza di Luigi Bonaparte la cui personalità eminente è il ministro dell’interno Lèon Faucher. Rimarrà in carica sino al 26 ottobre 1851

19 aprile 1851 Trasferitosi a Londra quattro mesi prima Reuters apre un ufficio per la trasmissione telegrafica delle quotazioni di borsa tra Londra e Parigi grazie al cavo telegrafico che stava per essere installato di li a poco sotto la Manica.

19 aprile 1851 Cavour sostituisce Giovanni Nigra al Ministero delle Finanze, conservando tutti gli altri incarichi ministeriali. Cavour, durante la delicata fase del dibattito parlamentare per l’approvazione dei trattati commerciali con Gran Bretagna e Belgio, aveva annunciato di lasciare il governo se non si fosse abbandonata l’abitudine di affidare ad un deputato (in questo caso Nigra) l’incarico delle Finanze. C’erano stati per questo gravi dissensi fra D’Azeglio e Cavour che, alla fine, aveva ottenuto il ministero. D’altronde il governo di Torino ha disperato bisogno di liquidi, principalmente per pagare le indennità imposte dagli austriaci dopo la Prima guerra di indipendenza e Cavour, per la sua abilità e i suoi contatti sembra l’uomo giusto per gestire la delicata situazione. Il Regno di Sardegna è già fortemente indebitato con i Rothschild dalla cui dipendenza il conte vuole sottrarre il Paese e, dopo alcuni tentativi falliti con la Bank of Baring, Cavour ottiene un importante prestito dalla più piccola Bank of Hambro. Assieme a questo del prestito (3,6 milioni di sterline), Camillo Benso ottiene vari altri risultati. Riesce a chiarire e sintetizzare la situazione effettiva del bilancio statale che, per quanto precaria, appare migliore rispetto a quanto si pensasse; fa approvare su tutti gli enti morali laici ed ecclesiastici una unica imposta del 4% del reddito annuo; ottiene l’imposta delle successioni; dispone per l’aumento di capitale della Banca Nazionale degli Stati Sardi aumentandone l’obbligo delle anticipazioni allo Stato e avvia la collaborazione tra finanza pubblica e iniziativa privata.

30 aprile 1851 La Banca Romana cambia nome in Banca dello Stato Pontificio e diviene l'istituto di emissione degli Stati della Chiesa

5 giugno 1851 Viene decretata dal Regno di Sardegna la fine del corso forzoso della Lira

Luglio 1851 Viene arrestato e poi espulso dalla Toscana il nazionalista democratico Cironi

Luglio 1851 Carlo Pisacane pubblica Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-49 sostenendo la necessità di coinvolgere la popolazione per far coincidere la lotta per l’unità e l’indipendenza con quella per l’emancipazione sociale delle masse

2 luglio 1851 Il governo sabaudo conclude con la banca londinese Hambro un accordo per un prestito da utilizzarsi per finanziare la costruzione di ferrovie

14 luglio 1851 In base alle idee liberiste di Cavour, nel Regno di Sardegna entra in vigore una legge che abbassa i dazi doganali.

Agosto 1851 Cavour accoglie le proposte di aziende britanniche per la realizzazione delle linee ferroviarie Torino-Susa e Torino-Novara i cui progetti sono legge il 14 giugno e l’11 luglio 1852. Concede all’armatore Raffaele Rubattino la linea di navigazione sovvenzionata fra Genova e la Sardegna, e a gruppi genovesi l’esercizio di miniere e saline in Sardegna. Fino a promuovere grandi progetti come l’istituzione a Genova della Compagnia Transatlantica o come la fondazione della società Ansaldo, futura fabbrica di locomotive a vapore.

2 agosto 1851 Viene fucilato Amatore Sciesa, condannato per affissione di manifesti antiaustriaci

Settembre 1851 Viene inaugurata la prima linea telegrafica del Regno delle Due Sicilie . Nello stesso anno partono anche il collegamento tra Genova e Torino e quelle tra Mantova, Modena, Reggio Emilia e il resto dell’Impero austriaco.

30 settembre 1851 Mazzini pubblica un manifesto che inneggia all'Unità d'Italia

Ottobre 1851 Trasferitosi a Londra quattro mesi prima Reuters apre un ufficio per la trasmissione telegrafica delle quotazioni di borsa tra Londra e Parigi grazie al cavo telegrafico che stava per essere installato di li a poco sotto la Manica.

15 ottobre 1851 Il Regno di Sardegna firma un trattato commerciale di stampo liberista con l'Austria

26 ottobre 1851 Luigi Napoleone Bonaparte dirige in persona il sesto governo della sua Presidenza, l’ultimo della Seconda Repubblica francese. Rimarrà in carica sino al 2 dicembre 1851

Novembre 1851 Vincenzo Gioberti pubblica Del rinnovamento civile in Italia in cui abbandona le idee neoguelfe

20 novembre 1851 Nasce a Torino Margherita Maria Teresa di Savoia, figlia dei duchi di Genova

2 dicembre 1851 Colpo di Stato di Luigi Bonaparte che scioglie il Parlamento e reprime un’insurrezione ponendo fine alla Seconda Repubblica. Il presidente Luigi Bonaparte assume poteri dittatoriali dando vita al suo primo governo dittatoriale. Rimarrà in carica sino al 22 gennaio 1852
23 dicembre 1851 Muore a Torino Giovanni Berchet

1852

1852 Un secondo protocollo firmato a Londra sancisce che i Ducati dello Schleswig Holstein restano sotto la sovranità danese ma godono di un’autonomia.

1852 Il Ducato di Modena, il Ducato di Parma e l'Impero austriaco firmano un trattato doganale

Gennaio 1852 Vengono arrestati e condannati molti seguaci di Giuseppe Mazzini

14 gennaio 1852 il Sant'Ufficio condanna l'Opera Omnia di Vincenzo Gioberti

22 gennaio 1852 Luigi Bonaparte insedia il suo secondo governo dittatoriale. Rimarrà in carica sino al 2 dicembre 1852

3 febbraio 1852 Nel parlamento sabaudo si aprono le discussioni per la riforma della legge sulla stampa

5 febbraio 1850 il ministro della Giustizia, Giuseppe Siccardi, presenta alla Camera sabauda alcuni disegni di legge per la soppressione dei privilegi ecclesiastici

fe
21 febbraio 1851 Muore a Torino il politico e generale Gabriele De Laugny

Marzo 1850 Viene creato a Milano il Comitato Centrale Lombardo dell'Associazione Nazionale

7 marzo 1852 Vengono create delle commissioni per la censura nelle varie regioni dell'impero austriaco

7 marzo 1851 Approvazione alla Camera con 130 voti contro 26, della legge Siccardi per la soppressione del Foro Ecclesiastico Cavour tiene un discorso in cui sostiene che solo le riforme avrebbero protetto il trono dalle "tempeste rivoluzionarie"

16 e 29 marzo 1852 Il governo borbonico approva dei decreti che prevedono la vendita di vari beni demaniali in Sicilia

6 maggio 1852 Il Granduca di Toscana Lepoldo II abroga per decreto la Costituzione, ovvero lo Statuto del Granducato di Toscana e scioglie la Guardia Nazionale .

7 maggio 1852 Nel Regno di Sardegna l’italiano sostituisce il latino come lingua in uso nelle università

Spinto ormai dal desiderio di raggiungere la carica di capo del governo e insofferente per la politica di D'Azeglio di alleanza con la destra clericale, Cavour all'inizio del 1852 prende l'iniziativa di stringere un'intesa, il cosiddetto "connubio", con il Centrosinistra di Urbano Rattazzi.

11 maggio 1852 Con i voti convergenti dei deputati guidati da Cavour e di quelli del Centrosinistra, Umberto Rattazzi ottiene la presidenza della Camera del Parlamento Subalpino.

Maggio 1852 Il Presidente del Consiglio D'Azeglio, contrario come Vittorio Emanuele alla manovra politica di Cavour, rassegna le dimissioni, ottenendo puntualmente il reincarico dal re.

21 maggio 1852 Presidente del Consiglio del nono Governo del Regno di Sardegna rimane lo scrittore politico e patriota Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio. Rimarrà in carica sino al 4 novembre 1852. Il governo appare subito assai debole, non vedendo tra i suoi ministri Cavour, che D'Azeglio sostituisce con Luigi Cibrario.

23 maggio 1852 la Francia e il Regno di Sardegna firmano un trattato commerciale

Giugno 1852 In preparazione della ripresa della lotta politica Cavour parte per un viaggio in Europa, che proseguirà nei mesi di luglio e agosto in Inghilterra e poi in Francia

12 giugno 1852 il ministro della Giustizia, Carlo Boncompagni, presenta alla Camera sabauda un disegno di legge per l'introduzione del matrimonio civile

5 luglio 1852 Cavour si reca in visita in Belgio

6 luglio 1852 La Camera sabauda approva con 94 voti favorevoli e 35 contrari la legge che introduce il matrimonio civile. Vittorio Emanuele II si rifiuta di firmarla

8 luglio 1852 Cavour si reca in visita in Inghilterra

5 settembre 1852 Cavour e Rattazzi pranzano con il principe presidente Luigi Napoleone traendone già buone impressioni e grandi auspici per il futuro dell’Italia.

Il 16 ottobre 1852 al suo ritorno a Torino Cavour, appoggiato dagli uomini del "connubio" che rappresentano ormai il liberalismo più moderno del Piemonte, forte di un ampio consenso, diventa per la prima volta Presidente del Consiglio. In effetti sei giorni dopo, il 22 ottobre 1852, D'Azeglio, a capo di un debole esecutivo che aveva scelto di continuare una politica anticlericale, dà le dimissioni

16 ottobre 1852 Muore Parigi Vincenzo Gioberti

22 ottobre 1852 Dimissioni di Massimo D’Azeglio da Presidente del Consiglio per l’opposizione del re all’introduzione del matrimonio civile

Fine ottobre Vittorio Emanuele II chiede a Cavour di formare un nuovo governo, a condizione che il conte negozi con lo Stato Pontificio le questioni rimaste aperte, prima fra tutte quella dell’introduzione in Piemonte del matrimonio civile. Cavour risponde che non avrebbe potuto cedere di fronte al papa e indica in Cesare Balbo il successore di D’Azeglio. Balbo non trova l’accordo con l’esponente di destra Revel e il re è costretto a tornare da Cavour. Costui accetta allora di formare il nuovo governo il 2 novembre 1852, promettendo di far seguire alla legge del matrimonio civile il suo normale decorso parlamentare (senza porre cioè la fiducia).

4 novembre 1852. Presidente del Consiglio del decimo governo del Regno di Sardegna è il Conte Camillo Benso di Cavour sostenuto da una sicura maggioranza di centrosinistra derivante dall’alleanza parlamentare chiamata dai conservatori “connubio” fra la sua destra moderata e la sinistra liberale moderata di Urbano Rattazzi. Rimarrà in carica sino al 4 maggio 1855 Costituito il suo primo governo, Cavour si adopera con passione a favore del matrimonio civile che però viene respinto al Senato costringendo il conte a rinunciarvi.

2 dicembre 1852 Un anno dopo aver messo fine alla Seconda Repubblica e assunto poteri dittatoriali Luigi Bonaparte è proclamato Imperatore con il nome di Napoleone III e dando origine al secondo Impero francese. Rimarrà in carica sino al 4 settembre 1870. Un plebiscito istituisce il secondo Impero francese L’imperatore Bonaparte dà vita al suo terzo governo dittatoriale. Rimarrà in carica sino al 17 luglio 1869 subendo molti rimpasti.


1853

Nel 1853 scoppia una crisi europea scaturita da una disputa religiosa fra l’Impero ottomano, già in declino, e la Russia che aspira alla protezione dei cristiani fra le popolazioni turche dei Balcani. Queste aspirazioni provocano l’ostilità del governo inglese che sospetta che la Russia voglia conquistare Costantinopoli e interrompere la via terrestre per l’India britannica. La Francia a sua volta, desiderosa di interrompere il suo isolamento, si schiera con la Gran Bretagna.


1853

1853 In Francia si crea una Direzione dei Telegrafi presso il Ministero dell’Interno

1853 A Parigi il barone Georges – Eugène Haussmann avvia il piano urbanistico che trasforma profondamente l’aspetto della città, caratterizzato da ampi e lunghi boulevard la cui realizzazione risponde a due esigenze: favorire una migliore circolazione dell’aria e dei Parigini per scongiurare epidemie, in secondo luogo evitare assembramenti popolari rivoluzionari come quelli del 1830 e del 1848

1853 A Genova nasce la società siderurgica Ansaldo

19 Gennaio 1853 Al teatro Apollo di Roma va in scena Il Trovatore di Verdi

25 gennaio 1853 Nasce a Torino l’Agenzia Stefani fondata da Giuseppe Stefani patriota veneziano in esilio.

6 febbraio 1853 A Milano gli austriaci reprimono una sommossa popolare contro la loro occupazione della città.

Febbraio 1853 Il movimento repubblicano che fa capo a Giuseppe Mazzini non smette di preoccupare Cavour Cavour, temendo l’allargarsi del fenomeno al Piemonte, fa arrestare diversi mazziniani (fra cui Francesco Crispi). Tale decisione gli attira l’ostilità della Sinistra, specie quando gli austriaci lo ringraziano per gli arresti.

13 febbraio 1853 Il governo di Vienna stabilisce la confisca delle proprietà dei rifugiati lombardi in Piemonte. Cavour protesta energicamente richiamando l’ambasciatore sardo.

Obiettivo principale del primo governo Cavour è la restaurazione finanziaria del Paese. Per tentare di raggiungere il pareggio il conte prende varie iniziative: innanzi tutto è costretto a ricorrere nuovamente ai banchieri Rothschild poi, richiamandosi al sistema francese, sostituisce alla dichiarazione dei redditi l’accertamento giudiziario, fa massicci interventi nel settore delle concessioni demaniali e dei servizi pubblici, e riprende la politica dello sviluppo degli istituti di credito. D'altro canto il governo effettua grandi investimenti nel settore delle ferrovie, proprio quando, grazie alla riforma doganale, le esportazioni stanno avendo un aumento considerevole. Nonostante ciò ci sono notevoli resistenze ad introdurre nuove imposte fondiarie e, in generale, nuove tasse che colpiscano il ceto di cui è composto il Parlamento. Cavour, in effetti, non riesce mai a realizzare le condizioni politiche che gli consentano una base finanziaria adeguata alle sue iniziative. Contemporaneamente sotto ilo suo governo nel 1853, scoppia una grande crisi cerealicola nella penisola. Cavour, grande proprietario di mulini, anziché proibire il commercio del grano all'estero, ne avrebbe concesso l'esportazione realizzando, secondo alcuni storici ingenti guadagni a fini personali e di altri pochi, privando dei raccolti il popolo piemontese. Fatto sta che la politica delle esportazioni del grano provoca un malessere generalizzato e disordini ad Arona, Pallanza e Genova. Alcuni sindaci si mobilitano contro il governo di Cavour, tra cui i 12 del mandamento di Intra e quello di Cava Manara che dichiarò: «Se l’esportazione continua per un mese ancora, i prestinai di questo luogo non sono più in grado di rinvenire un sacco di frumento per farne del pane».La classe popolare arrivò a protestare fin sotto la villa di Cavour. I Carabinieri intervengono e ci sono arresti ed episodi di violenza ai danni dei manifestanti. I giornali L'imparziale e La voce della libertà (tra i principali accusatori della manovra del governo sul grano) sono criticati per aver istigato il popolo a rivoltarsi e furono trascinati in tribunale ma gli imputati sono assolti. Angelo Brofferio, noto rivale politico di Cavour, muove pesanti critiche sulla sua attività, dicendo che sotto il suo governo «ingrassano illecitamente i monopolisti, i borsaiuoli, i telegrafisti e gli speculatori sulla pubblica sostanza, mentre geme, soffre, e piange l’universalità dei cittadini sotto il peso delle tasse e delle imposte»

Marzo 1853 A Venezia va in scena la Traviata di Verdi

Marzo 1853 Approvata a Torino la Legge sull’Amministrazione centrale e la contabilità dello Stato

Marzo 1853 In un opuscolo Mazzini annuncia la fondazione del Partito d’Azione A Genova viene fondato il Partito d'Azione su iniziativa di Giuseppe Mazzini. Tra i suoi obiettivi si sono le elezioni a suffragio universale, la libertà di stampa e di pensiero, responsabilizzare i governi davanti al popolo. Il partito sostiene le imprese di Garibaldi ma si scioglie in seguito alle sconfitte sull'Aspromonte (1862) e a Mentana (1867). I membri del partito, in seguito all'unità d'Italia, confluiscono nella sinistra storica di Agostino Depretis.

3 marzo 1853 A Mantova viene scoperto un sottocomitato mazziniano: nove patrioti sono impiccati sugli spalti del Forte di Belfiore di Mantova. Tra di essi i mazziniani Tito Speri, Carlo Montanari e Don Bartolomeo Graziosi

3 giugno 1853 Muore a Torino Cesare Balbo

11 giugno 1853 Durante le campagne militari del Secondo Impero (Crimea, Italia, Siria, Cina, CochinChine) un Ordine di servizio indica che l’amministrazione delle Poste tollera l’installazione delle cassette postali presso le singole abitazioni

Luglio 1853 In seguito alla dichiarazione di guerra dello zar Nicola I alla Turchia inizia la guerra di Crimea

17 19 ottobre 1853 Ad Asti primo congresso delle Società Operaie di mutuo soccorso piemontesi

1º novembre 1853 la Russia dichiara guerra all’Impero ottomano occupando i due Principati della Moldavia e della Valacchia con l’intento di conquistare il Bosforo e gli stretti di Costantinopoli per strapparli all’Impero Ottomano

8 dicembre 1853 Alle elezioni politiche Cavour ottiene un largo consenso. Sono eletti 130 candidati dell'area governativa, 52 della sinistra e 22 della destra. Nonostante ciò, per replicare all’elezione di importanti politici avversari Cavour sviluppa un’offensiva politica sull’ordinamento giudiziario che la crisi economica non gli permetteva di concentrare altrove. E’ deciso, anche per recuperare parte della Sinistra, di riprendere la politica anticlericale.

19 dicembre 1853. Inizia la V legislatura del Regno di Sardegna sino al 25 ottobre 1857. Si parla di “quasi restaurate finanze”, benché la situazione risulti più seria di quanto annunciato, anche per la crisi internazionale che precede la Guerra di Crimea. Cavour di conseguenza si accorda ancora con i Rothschild per un prestito, ma riesce anche a collocare presso il pubblico dei risparmiatori, con un netto successo politico e finanziario, una buona parte del debito contratto. All’apertura della legislatura il Ministro della Giustizia Urbano Rattazzi, presenta una proposta di legge sulla modifica del codice penale. il nucleo della proposta consiste in nuove pene previste per i sacerdoti che, abusando del loro ministero, abbiano censurato le leggi e le istituzioni dello Stato. La norma viene approvata alla Camera a larga maggioranza (raccogliendo molti voti a Sinistra) e, con maggiore difficoltà, anche al Senato. Sono successivamente adottate modifiche anche al codice di procedura penale e viene ultimato il percorso per l’approvazione del codice di procedura civile.


1854

Giuseppe Mazzini è uno strenuo oppositore della guerra di Crimea, che costa un'ingente perdita di soldati al regno sardo. Egli rivolge un appello ai militari in partenza per il conflitto: « Quindicimila tra voi stanno per essere deportati in Crimea. Non uno forse tra voi rivedrà la propria famiglia. Voi non avrete onore di battaglie. Morrete, senza gloria, senza aureola, di splendidi fatti da tramandarsi per voi, conforto ultimo ai vostri cari. Morrete per colpa di governi e capi stranieri. Per servire un falso disegno straniero, l’ossa vostre biancheggeranno calpestate dal cavallo del cosacco, su terre lontane, né alcuno dei vostri potrà raccoglierle e piangervi sopra. Per questo io vi chiamo, col dolore dell’anima, “deportati”. »

31 gennaio 1854 Muore Silvio Pellico

febbraio 1854 La Francia et la Gran-Bretagna invit febbraio 1854 invitano la Russia ad abbandonare la Moldavia e la Valachia.

20 febbraio 1854 Inaugurata la linea ferroviaria Torino-Alessandria-Genova

26 marzo 1854 A Parma il Duca Carlo III di Borbone è assassinato a pugnalate da Antonio Carra, sellaio in occasione di una congiura diretta contro il suo governo reazionario

28 marzo 1854 La Gran Bretagna e la Francia dichiarano guerra alla Russia. La questione, per le opportunità politiche che possono presentarsi, comincia a interessare Cavour.

10 aprile 1854 Alleanza di Francia e Inghilterra contro la Russia

Cavour nell’aprile 1854, risponde alle richieste dell’ambasciatore inglese, Sir James Hudson, affermando che il Regno di Sardegna sarebbe intervenuto nella guerra se anche l’Austria avesse attaccato la Russia, di modo da non esporre il Piemonte all’esercito asburgico. La soddisfazione degli inglesi è evidente, ma per tutta l’estate del 1854 l’Austria rimane neutrale.

26 aprile 1854 Muore a Londra il poeta patriota Gabriele Rossetti

Giugno 1854 Nuovi casi di epidemia di colera a Geonova Roma Napoli Milano e in tutta Italia

Luglio 1854 Posa del primo cavo telegrafico sottomarino tra La Spzia, la Corsica e la Sardegna

17 ottobre 1854 Inizia l’assedio della fortezza di Sebastopoli in Crimea da parte delle truppe alleate franco-inglesi

28 novembre 1854 Con l’intento di avvicinarsi alla Sinistra e ostacolare la Destra conservatrice che andava guadagnando terreno a causa della crisi economica, il governo Cavour, presenta alla Camera la Legge sui conventi che abolisce gli ordini contemplativi e ne prevede l’incameramento dei beni. La norma, nell’ottica del liberalismo anticlericale, prevede la soppressione degli ordini religiosi non dediti all'insegnamento o all'assistenza dei malati. Durante il dibattito parlamentare sono attaccati, anche da Cavour, soprattutto gli ordini mendicanti come nocivi alla moralità del Paese e contrari alla moderna etica del lavoro.

29 novembre 1854, il Ministro degli Esteri britannico Clarendon scrive a Hudson chiedendogli di fare di tutto per assicurarsi un corpo di spedizione piemontese. Un incitamento superfluo, poiché Cavour eè già arrivato alla conclusione che le richieste inglesi e quelle francesi, queste ultime fatte all’inizio della crisi a Vittorio Emanuele II, devono essere soddisfatte. Decide pertanto di optare per l’intervento sollevando le perplessità del Ministro della Guerra La Marmora e del Ministro degli Esteri Giuseppe Dabormida che si dimette.

8 dicembre 1854 Pio IX proclama il dogma dell’Immacolata Concezione


1855

Cavour è protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell’anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell’espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell’Austria e dello Stato Pontificio. A partire dal 1855 si registra, d’altronde, un miglioramento delle condizioni economiche del Piemonte, grazie al buon raccolto cerealicolo e alla riduzione del deficit della bilancia commerciale. Incoraggiato da questi risultati, Cavour rilanciò la politica ferroviaria dando il via, tra l’altro, nel 1857 ai lavori del traforo del Fréjus. In economia promuove il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra pubblico e privato. In politica sostiene la promulgazione e la difesa dello Statuto albertino. Capo della Destra moderata, sigla un accordo (Connubio) con la Sinistra di Urbano Rattazzi, mirante a realizzare delle riforme che escludano le ali estreme del Parlamento. Cavour contrasta apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trova in urto con Giuseppe Garibaldi della cui azione teme il potenziale rivoluzionario. In politica estera coltiva con abilità l’amicizia con la Francia grazie alla quale ottiene l’espansione territoriale del Piemonte in Italia settentrionale e in Toscana. Benché non avesse un disegno di unità nazionale preordinato riesce con successo a gestire gli eventi che portano alla formazione del Regno d’Italia.

1855

1855 Nasce il primo servizio postale "ambulante" fra Torino e Genova.

1855 I postini francesi iniziano a distribuire i calendari delle Poste

4 gennaio 1855 Muore a Torino la Regina Maria Adelaide d’Austria

10 gennaio 1855 Il Piemonte annuncia l’adesione all’alleanza franco-inglese in Crimea

26 gennaio 1855 Assumendo anche la carica di Ministro degli Esteri, Cavour firma l’adesione finale del Regno di Sardegna al trattato anglo-francese. Il Piemonte avrebbe fornito 15.000 uomini e le potenze alleate avrebbero garantito l’integrità del Regno di Sardegna da un eventuale attacco austriaco.

9 febbraio 1855 Il Re osteggia il disegno di legge sulla soppressione degli ordini religiosi

10 febbraio 1855 A Torino la Camera approva il Trattato d’alleanza con Francia e Gran Bretagna nella guerra contro la Russia, che prevede l’invio di un corpo di spedizione in Crimea. Il Trattao sarà approvato a marzo anche dal Senato

4 marzo 1855 Cavour dichiara guerra alla Russia

25 aprile 1855 Un contingente piemontese salpa da La Spezia per la Crimea dove arriva ai primi di maggio. Il Piemonte avrebbe raccolto i benefici della spedizione con la Seconda guerra di indipendenza, quattro anni dopo.

27 aprile 1855 Dimissioni del primo governo Cavour dopo la bocciatura della legge sui conventi. La forte maggioranza alla Camera del conte deve affrontare l'opposizione del clero, del re e soprattutto del Senato che in prima istanza boccia la legge. Cavour allora si dimette aprendo una crisi Costituzionale chiamata crisi Calabiana dal nome del vescovo di Casale Luigi di Calabiana, senatore e avversario del progetto di legge. Ma il re sarà poi costretto a riconfermarlo

28 aprile 1855 Fallisce l’attentato di Giovanni Pianori contro l’Imperatore Napoleone III. Sarà arrestato condannato a morte e ghigliottinato

4 maggio 1855 Presidente del Consiglio del undicesimo Regno di Sardegna rimane il Conte Camillo Benso di Cavour. Rimarrà in carica sino al 19 luglio 1859. Dopo qualche giorno dalle dimissioni, vista l’impossibilità a formare un nuovo esecutivo, Cavour viene infatti reintegrato dal re nella carica di Presidente del Consiglio. Al termine di giorni di discussioni nei quali Cavour ribadisce che «la società attuale ha per base economica il lavoro», riesce a far approvare la legge sui conventi con un emendamento che lasciava i religiosi nei conventi fino all'estinzione naturale delle loro comunità.

9 maggio 1855 Arriva in Crimea a Balaclava il contingente sabaudo composto di 15 mila uomini

22 maggio 1815 Il Senato piemontese approva con maggioranza esigua la Legge Rattazzi per sopprimere gli ordini religiosi contemplativi e incamerarne i beni

13 giugno 1855 A Parigi vanno in scena i Vespri siciliani di Verdi

1 luglio 1855 Muore a Stresa l’abate Antonio Rosmini

26 luglio 1855 A seguito dell'approvazione della Legge Rattazzi sui conventi, Papa Pio IX emana la scomunica contro coloro che avevano proposto, approvato e ratificato il provvedimento, governo deputati e senatori, Cavour e Vittorio Emanuele compresi.

9 agosto 1855 Muore a Torino il generale Guglielmo Pepe

16 agosto 1855 Durante la guerra di Crimea truppe piemontesi partecipano alla Battaglia presso il fiume Cernaia durante l’assedio di Sebastopoli subendo 16 morti

8 settembre 1855 Cade Sebastopoli. Lo zar Alessandro II è costretto a firmare l’armistizio con gli alleati britannici, francesi e piemontesi

1856

1856 Tocqueville pubblica L’Ancien Régime et la Révolution

1856 Giuseppe Ravizza brevetta il cembalo scrivano antesignano delle macchine da scrivere. Francesco Cirio crea la prima fabbrica per scatolare i piselli

25 febbraio Inizia il Congresso di Pace di Parigi che sancisce la fine della Guerra di Crimea con la vittoria per gli alleati. Al Congresso di Parigi partecipa anche l'Austria.

8 aprile 1856 La seduta odierna del Congresso di Parigi è dedicata espressamente a porre attenzione e discutere il problema italiano. Nel corso della seduta il Ministro degli Esteri britannico Clarendon attacca pesantemente la politica illiberale sia dello Stato Pontificio, sia del Regno delle due Sicilie, sollevando le proteste del ministro austriaco Buol. Ben più moderato, lo stesso giorno, è il successivo intervento di Cavour, incentrato sulla denuncia della permanenza delle truppe austriache nella Romagna pontificia. Fatto sta che per la prima volta la questione italiana viene considerata a livello europeo come una situazione che richiede modifiche a fronte di legittime rimostranze della popolazione. A margine dei lavori Cavour riesce anche nell’intento di illustrare a Napoleone III la difficile situazione italiana

12 aprile 1856 Varato in Inghilterra il piroscafo Genova costruito per la Compagnia Transatlantica di Genova

16 aprile 1856 Si conclude il Congresso di Parigi In base ad esso la Russia rinuncia al controllo delle foci del Danubio, l’impero ottomano vede riconosciuta la sua integrità territoriale, gli Stretti sono dichiarati neutrali. Cavour non ottiene compensi territoriali per la partecipazione al conflitto ma un successo diplomatico: i suoi rapporti con Gran Bretagna, Francia e Piemonte risultano in questa fase ottimi.

29 aprile 1856 Tornato a Torino, per l’esito ottenuto a Parigi, Cavour ottiene la più alta onorificenza concessa da Casa Savoia: il Collare dell’Annunziata.

Cavour matura la decisione di allearsi con la Francia. Il Congresso di Parigi porta Cavour a prendere importanti decisioni, tali da dover fare una scelta: con la Francia o con la Gran Bretagna. Si apre, infatti, a seguito delle decisioni di Parigi, la questione dei due Principati danubiani. La Moldavia e la Valacchia secondo Gran Bretagna, Austria e Turchia avrebbero dovuto rimanere divise e sotto il controllo ottomano. Per Francia, Prussia e Russia, invece, si sarebbero dovute unire (nella futura Romania) e costituirsi come Stato indipendente. Quest’ultimo particolare richiama l’attenzione di Cavour e il Regno di Sardegna si schiera per l’unificazione. La reazione della Gran Bretagna contro la posizione assunta dal Piemonte sarà molto aspra. Ma Cavour ha già deciso: fra il dinamismo della politica francese e il conservatorismo di quella britannica, il conte ha scelto la Francia.

24 maggio 1856 Gli austriaci si ritirano dalla Toscana

9 luglio 1856 Muore a Torino il filosofo Amedeo Avogadro

14 luglio 1856 Entra in funzione la ferrovia Roma-Frascati

22 novembre 1856 Comincia in Sicilia una rivolta guidata dal barone Francesco Bentivegna. I ribellico riescono ad occupare Mezzoiuso, Villafrati e Cefalù ma vengono sconfitti il 3 dicembre

20 dicembre 1856 Francesco Bentivegna viene fucilato


1857

Carlo Pisacane guida una spedizione a Sapri, ma muore nella battaglia persa contro l'esercito borbonico. Alla fine di giugno del 1857 Carlo Pisacane s'imbarca con altri ventiquattro sovversivi, tra cui Giovanni Nicotera e Giovan Battista Falcone, sul piroscafo di linea Cagliari, della Società Rubattino, diretto a Tunisi. Inizia così la spedizione mazziniana di Sapri Il piano originale, secondo il metodo insurrezionale mazziniano, prevedeva di accendere un focolaio di rivolta in Sicilia dove era molto diffuso il malcontento contro i Borboni, e da lì estenderla a tutto il Mezzogiorno d'Italia. Successivamente invece si ritiene più opportuno partendo dal porto di Genova di sbarcare a Ponza per liberare alcuni prigionieri politici lì rinchiusi, per rinforzare le file della spedizione e infine dirigersi a Sapri, che posta al confine tra Campania e Basilicata, è ritenuta un punto strategico ideale per attendere dei rinforzi e marciare su Napoli. 28 giugno 1857 Il piroscafo Cagliari riparte carico di detenuti comuni e delle armi sottratte al presidio borbonico. La sera i congiurati sbarcano a Sapri, ma non trovano ad accoglierli quelle masse rivoltose che si attendono. Anzi sono affrontati dalle falci dei contadini ai quali le autorità borboniche hanno per tempo annunziato lo sbarco di una banda di ergastolani evasi dall'isola di Ponza. La spedizione di Carlo Pisacane, sbarcato a Sapri, viene intercettata dalle truppe borboniche A Padula i mazziniani sono circondati e 25 di loro massacrati dai contadini. Gli altri, per un totale di 150, sono catturati e consegnati ai gendarmi. Pisacane, con Nicotera, Falcone e gli ultimi superstiti, riescono a fuggire a Sanza dove sono ancora aggrediti dalla popolazione contadina. Periscono in 83. Pisacane e Falcone si suicidano con le loro pistole, mentre quelli scampati all'ira popolare verranno poi processati nel gennaio del 1858. Condannati a morte, saranno graziati dal Re, che tramuta pena in ergastolo.

1859 Viene posato il primo cavo telegrafico attraverso l’Atlantico

1857 Gustave Falubertpubblica Madame Bovary

1857 Charles Baudelaire pubblica I fiori del male

1857 Nasce la prima squadra di calcio lo Sheffield Football Club
10 febbraio 1857 L’Austria va sempre più isolandosi e a consolidare il fenomeno contribuisce un episodio che Cavour sa sfruttare: il governo di Vienna accusa la stampa piemontese di fomentare la rivolta contro l’Austria e il governo Cavour di correità. Il conte respinge ogni accusa e il 22 marzo Buol richiama il suo ambasciatore, seguito il giorno dopo da un’analoga misura del Piemonte. Accadde così che l’Austria elevò una questione di stampa a motivo della rottura delle relazioni con il piccolo Regno di Sardegna, esponendosi ai giudizi negativi di tutta la diplomazia europea, compresa quella inglese, mentre in Italia si animavano maggiormente le simpatie per il Piemonte

28 febbraio 1857 Radetzky lascia la guida come vicerè del Regno Lombardo-Veneto.

10 marzo 1857 Al posto di Radetzky succede il fratello dell'imperatore, l'arciduca Ferdinando Massimiliano, Comandante generale del Regno è nominato il politico e generale magiaro Ferencz Gyulai che gli succederà come vicerè nel 1859.

22 marzo 1857 L’Austria rompe le relazioni diplomatiche con il Piemonte in seguito all’atteggiamento del governo sabaudo durante la visita dell’Imperatore Francesco Giuseppe nel Lombardo-Veneto. Nell’occasione La Gazzetta del Popolo esce listata a lutto

16 aprile 1857 Rottura dei rapporti diplomatici fra il Regno di Sardegna e l’Austria

17 giugno 1857 E’ approvata a Torino la legge sulla leva obbligatoria

25 giugno 1857 Carlo Pisacane dirotta un piroscafo e lo conduce dapprima a Ponza poi a Sapri nel tentativo di far scoppiare un moto insurrezionale antiborbonico

26 giugno 1857 Pisacane sbarca a Ponza dove, sventolando il tricolore, riesce agevolmente a liberare 323 detenuti, poche decine dei quali per reati politici per il resto delinquenti comuni, aggregandoli quasi tutti alla spedizione.

28 giugno 1857 Il piroscafo Cagliari riparte carico di detenuti comuni e delle armi sottratte al presidio borbonico. La sera i congiurati sbarcano a Sapri, ma non trovano ad accoglierli quelle masse rivoltose che si attendono.

30 giugno 1857 Falliscono le insurrezioni progettate da Mazzini a Genova e a Livorno. Mazzini si rifugia in Inghilterra.

1º luglio 1857 Pisacane e i suoi compagni sono trucidati a Sanza

16 luglio 1857 Viene dichiarata anticipatamente la chiusura della V Legislatura, in una situazione che, nonostante il miglioramento dell’economia, si presenta sfavorevole a Cavour. Si è diffuso, infatti, un malcontento generato dall’accresciuto carico fiscale, dai sacrifici fatti per la Guerra di Crimea e dalla mobilitazione antigovernativa del mondo cattolico.

1 agosto 1857 Daniele Manin e Giuseppe Farina costituiscono a Torino la Società Nazionale Italiana, organizzazione patriottica moderata che ha per programma l’unione nazionale sotto la dinastia dei Savoia, cui aderiscono pure Giuseppe Garibaldi e Cavour

settembre 1857. SArriva a Milano il nuovvo Vicerè del lombardo Veneto

22 settembre 1857 Muore a Parigi Daniele Manin

15 novembre 1857 Sconfitta di Cavour alle elezioni legislative per la Camera del Regno di Sardegna. La Destra clericale e quella conservatrice ottengono un successo ma senza riuscire a strappare la maggioranza a Cavour. Il risultato fu che che il centro liberale di Cavour conquista solo 90 seggi (rispetto ai 130 della precedente legislatura), la destra 75 (rispetto ai 22) e la sinistra 21 (rispetto ai 52). Il successo clericale supera le più pessimistiche previsioni di area governativa. Cavour decide di rimanere al suo posto e la stampa liberale si scaglia contro la destra denunciando pressioni improprie del clero sugli elettori. In seguito ad una verifica parlamentare per alcuni seggi assegnati vengono ripetute le elezioni, che invertono la tendenza: il centro liberale passa a 105 seggi e la destra a 60.

14 dicembre 1857 Inizia la sesta legislatura. Finirà il 21 gennaio 1860

16 dicembre 1857 Grave terremoto colpisce Campagna e Basilicata provocando 10 mila morti con epicentro a Montemurro vicino a Potenza


1858


Nel 1858 scoppia la Seconda Guerra d'Indipendenza tra i piemontesi alleati dell'imperatore francese Napoleone III e l'Impero austro-ungarico. Nella battaglia si inseriscono anche i volontari detti Cacciatori delle Alpi, guidati da Giuseppe Garibaldi. Gli austriaci vengono sconfitti prima a Magenta e poi a Solferino. Le ostilità terminano con la Pace di Zurigo, che vede l'annessione della Lombardia.

8 gennaio 1858 Muore a Milano il maresciallo Giovanni Radetzky

13 gennaio 1858 Lo scossone politico provoca comunque il sacrificio di Rattazzi, in precedenza passato agli Interni. Costui appare inviso soprattutto alla Francia per non essere riuscito ad arrestare Mazzini, giudicato pericoloso per la vita di Napoleone III. Rattazzi si dimette e Cavour assume l’interim dell’Interno.

Suscitata l'attenzione delle potenze con il Congresso di Parigi sulla questione italiana, per affrontarla era necessario l'appoggio della Francia di Napoleone III, conservatore all'interno, ma sostenitore di una politica estera di grandezza.

14 gennaio 1858 Attentato del mazziniano Orsini contro Napoleone III. Un gruppo di sovversivi mazziniani scaglia tre bombe contro la carrozza dell'imperatore, giunta tra ali di folla all'ingresso dell'opéra di rue Le Peletier. L'attentato provoca una carneficina, con 12 morti e 156 feriti, ma Napoleone è protetto dalla carrozza blindata e rimane illeso, così come l'imperatrice Eugenia, anche se sbalzata sul marciapiede e completamente coperta dal sangue delle vittime. Felice Orsini e Giovanni Andrea Pieri, Carlo di Rudio e Andrea Gomez, favoriti dal panico scatenatosi, riescono a fuggire, ma vengono arrestati dalla polizia poche ore dopo, nei rispettivi alberghi e finiscono alla Cayenna

L’attentato è sfruttato da Cavour per spingere l’Imperatore francese ad allearsi con i Piemontesi per risolvere la questione italiana

Quando Napoleone III scampa all'attentato teso da Felice Orsini e Giovanni Andrea Pieri, il governo di Torino incolpa Mazzini poiché i due attentatori avevano militato nel suo Partito d'Azione. Cavour lo avrebbe definito "il capo di un'orda di fanatici assassini" oltreché "un nemico pericoloso quanto l'Austria"). Secondo Denis Mack Smith, Cavour aveva in passato finanziato i due rivoluzionari a causa della loro rottura con Mazzini e, dopo l'attentato a Napoleone III e la conseguente condanna dei due, alla vedova di Orsini viene assicurata una pensione. Cavour al riguardo fa anche pressioni politiche sulla magistratura per far giudicare e condannare la stampa radicale. Cavour inoltre, favorisce l’agenzia Stefani con fondi segreti sebbene lo Statuto vieti privilegi e monopoli ai privati. Così l'agenzia Stefani, forte delle solide relazioni con Cavour diventa un fondamentale strumento governativo per il controllo mediatico nel Regno di Sardegna. Mazzini, intanto, oltre ad aver condannato il gesto di Orsini e Pieri, espose un attacco nei confronti del primo ministro Cavour, pubblicato sul giornale "Italia del popolo":« Voi avete inaugurato in Piemonte un fatale dualismo, avete corrotto la nostra gioventù, sostituendo una politica di menzogne e di artifici alla serena politica di colui che desidera risorgere. Tra voi e noi, signore, un abisso ci separa. Noi rappresentiamo l’Italia, voi la vecchia sospettosa ambizione monarchica. Noi desideriamo soprattutto l’unità nazionale, voi l’ingrandimento territoriale »

17 marzo 1858 Nel Regno di Sardegna viene creato il corpo dei Cacciatori delle Alpi e il comando viene assegnato a Garibaldi

20 marzo 1858 Il Tribbunale di Genova condanna a morte Mazzini in contumacia per la fallita insurrezione

13-27 luglio 1858 Primo cavo transatlantico steso fra l'Irlanda e Terra-Nuova.

Dopo una lunga serie di trattative, funestate dall’attentato di Felice Orsini a Napoleone III, si arriva finalmente, nel luglio 1858, agli accordi segreti di Plombières fra Cavour e l'imperatore francese ai danni dell'Impero austriaco

21 - 22 luglio 1858 Il primo ministro del Regno di Sardegna Cavour incontra l’imperatore francese Napoleone III a Plombières per definire le basi della collaborazione franco-piemontese contro l’Austria per un riassetto politico della Penisola. In base agli accordi di Plombières la Francia si impegna ad intervenire a fianco dell’Italia incaso di attacco austriaco, ottenendo in cambio Nizza e la Savoia. Tale intesa verbale prevede che, dopo una guerra che si auspica vittoriosa contro l'Austria, la penisola italiana sarebbe stata divisa in quattro stati principali, quattro Regni legati insieme in una Confederazione presieduta dal papa: il Regno dell’Alta Italia sotto la guida di Vittorio Emanuele, il Regno dell’Italia centrale, lo Stato Pontificio limitato a Roma e al territorio circostante e il Regno delle Due Sicilie. Firenze e Napoli, avvenimenti locali permettendo, sarebbero passate nella sfera d’influenza francese.

29 novembre 1858 Muore a Torino don Ferrante Aporti fondatore degli asili infantili


1859

1859 Iniziano i lavori per la costruzione del canale di Suez promossa dalla Francia. Verrà realizzata nell’arco di dieci anni dall’ingegnere Ferdinand de Lesseps.

1859 Darwin pubblica L’Origine della specie attraverso la selezione naturale

10 gennaio 1859 In un discorso al Parlamento del Regno di Sardegna Vittorio Emanuele II di Savoia afferma di non essere insensibile al “grido di dolore che da tanta parte d’Italia si alza verso di noi”, suscitando acclamazioni ed entusiasmo.

26 gennaio 1859 Trattato segreto di alleanza tra Piemonte e Francia A un anno di distanza, gli accordi di Plombières sono ratificati dall'Alleanza sardo-francese stipulata in segreto a Torino, secondo la quale in caso di attacco militare provocato da Vienna, la Francia sarebbe intervenuta in difesa del Regno di Sardegna con il compito di liberare dal dominio austriaco il Lombardo-Veneto per cederlo al Piemonte. In compenso la Francia avrebbe ricevuto i territori di Nizza e della Savoia, quest'ultima culla della dinastia sabauda e, come tale, cara a Vittorio Emanuele II.. Con la firma del trattato di alleanza difensiva fra Francia e Regno di Sardegna, Cavour inizia i preparativi per la liberazione del nord Italia e l'inevitabile guerra all'Austria.

Dopo la firma dell'alleanza, Cavour escogita una serie di provocazioni militari al confine con l’Austria che, allarmata, gli lancia un ultimatum chiedendogli di smobilitare l’esercito.Il conte rifiuta e fra il 26 aprile 1859 e il 12 luglio 1859 si svolgerà la seconda guerra di indipendenza L’Imperatore Napoleone III di Francia e Cavour fomentano l'Austria riuscendo a far scoppiare la guerra nel 1859.La seconda guerra di indipendenza italiana vede confrontarsi l'esercito franco-piemontese e quello dell'Impero austriaco. La sua conclusione dopo la vittoria franco piemontese alla battaglia di Solferino del 24 giugno permette il ricongiungimento della Lombardia al Regno di Sardegna e pone le basi per la costituzione del Regno d'Italia. Il Piemonte annette, oltre alla Lombardia, anche Parma, Modena, l'Emilia, la Romagna e la Toscana. Mancano le Marche e l'Umbria, che vengono nel frattempo riprese dai papalini (uno dei più sanguinosi episodi della "riconquista" papale fu il massacro di Perugia del 20 giugno 1859).

23 aprile 1859 Cavour riesce a farsi dichiarare guerra dall'Austria che pone un ultimatum al Piemonte, perché blocchi immediatamente i preparativi militari e licenzi i militari arruolati.

26 aprile 1859 Il Piemonte respinge l’ultimatum. Con la dichiarazione di guerra dell’Austria inizia la seconda guerra di indipendenza

27 aprile 1859 L'Austria apre le ostilità facendo entrare le sue truppe in Piemonte, facendo scattare le condizioni dell'Alleanza sardo-francese.

27 aprile 1859 Il Granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena lascia Firenze in rivolta. Un Comitato di Liberazione prende il potere costituendo un governo provvisorio guidato da Bettino Ricasoli


Dal Regno di Sardegna al Regno d’Italia

Fra il 1859 e il 1861, ovvero sotto il Regno di Vittorio Emanuele II nasce l’Italia come entità nazionale. Istituzionalmente e giuridicamente, il Regno d'Italia viene configurandosi come un ingrandimento del Regno di Sardegna. Avendo come modello la struttura della Francia, si produce quella che viene chiamata la piemontesizzazione del Paese ed un assetto fortemente accentrato. Da ricerche molto recenti, è emerso che Cavour, nei suoi progetti originali, prevedeva tre stati distinti per la penisola: un Regno d'Italia comprendente tutto il nord, dal Piemonte alla Dalmazia, fino al centro sotto il dominio Sabaudo; un Regno del Centro composto dal Lazio e parte di Umbria e Toscana, sotto il dominio di un Bonaparte e infine un Regno dell'Italia Meridionale, sotto la corona borbonica, comprendente il territorio del regno duosiculo ampliato tuttavia delle Marche e di parte del Lazio meridionale. Tali progetti, previsti negli originali segreti degli accordi di Plomberies con l'Imperatore Napoleone III, sarebbero tuttavia naufragati sia a causa dell'opposizione dei Savoia stessi, sia da quella di Garibaldi e dei mazziniani e persino dal Re Francesco II delle Due Sicilie, che non voleva acquisire territori appartenenti allo Stato Pontificio.
Il periodo del regno di Vittorio Emanuele II di Savoia che va dal 1859 al 1861 viene anche indicato come Vittorio Emanuele II Re Eletto. Infatti, nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille, e la Romagna, le Marche, l'Umbria, Benevento e Pontecorvo, tolti allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti.

Fra il 1859 e il 1865 sconfitti gli austriaci e travolto il Regno di Napoli, nasce l’Italia unita. Ma per anni infuria nel sud il brigantaggio dei guerriglieri filoborbonici

10 – 26 maggio 1859 Cavour, consapevole dei problemi di tipo amministrativo che sarebbero sorti dall'annessione delle nuove province, fa istituire la Commissione Giulini con il compito di elaborare progetti di legge che sarebbero entrati in vigore in Lombardia nel periodo immediatamente successivo alla guerra. Cavour vuole che il governo, nel sancire l’annessione dei nuovi territori al Piemonte di Vittorio Emanuele, mantenga separati gli ordinamenti amministrativi delle due regioni, lasciando che in Lombardia continui a sussistere una parte delle istituzioni austriache esistenti. Non mancano, quindi, i margini di manovra e Cavour riesce a metterli a frutto, compiendo quello che è il suo vero capolavoro da ex-primo ministro, fra l'11 luglio 1859 ed il 19 gennaio 1860, eppoi ancora al governo dal 20 gennaio

maggio 1859 le popolazioni del Granducato di Toscana, della Legazione delle Romagne (Bologna e la Romagna) del Ducato di Modena e del Ducato di Parma scacciano i propri sovrani e reclamano l'annessione al Regno di Sardegna, soprattutto grazie, secondo l'opinione di alcuni storici, alla sapiente azione di agenti provocatori pilotati dal Governo piemontese, mentre le popolazioni di Umbria e Marche subiscono la dura repressione del governo pontificio

20 maggio 1859 Le truppe franco-piemontesi hanno ragione degli austriaci nella battaglia di Montebello vicino a Pavia

22 maggio 1859 Muore a Caserta Ferdinando II Re delle Due Sicilie. Gli succede al trono il figlio Francesco II di Borbone. Rimarrà al trono sino all’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia il 13 febbraio 1861

31 maggio 1859 L’esercito piemontese occupa e tiene Palestro sconfiggendo nuovamente gli austriaci.

4 giugno 1859 I francesi guidati da Mac Mahon sconfiggono nella battaglia di Magenta gli austriaci che lasciano Milano e si ritirano nel quadrilatero Legnago Mantova Peschiera e Verona

8 giugno 1859 Napoleone III E Vittorio Emanuele II entrano vittoriosi a Milano

9 giugno 1859 La Duchessa di Parma Maria Luigia lascia la città e va in Svizzera. Una commissione provvisoria di governo prende il potere.

11 giugno 1859 Il Duca di Modena Francesco V lascia la città dopo aver nominato un Consiglio di Reggenza

12 giugno 1859 A Bologna il cardinale legato pontificio lascia la città dopo un’insurrezione popolare. Nei giorni successivi si ribellano quasi tutte le città di Romagna, Marche e Umbria.

12 giugno 1859 I cacciatori delle Alpi di Garibaldi occupano Brescia e dopo qualche giorno Salò

16 giugno 1859 Gyulai viene esonertato dall’Imperatore. Gli succede come ultimo Vicerè del lombardo-Veneto il barone Heinrich von Hess i carica sino all’annessione del Lombardo-Veneto al Regno di Sardegna il 10 novembre 1859

20 giugno 1859. Stragi di Perugia In tale data nella città di Perugia le truppe dei reggimenti svizzeri inviate da papa Pio IX attaccano i patrioti cittadini che si sono ribellati al dominio dello Stato della Chiesa, procedendo all'occupazione della città, al saccheggio e al massacro di civili.

20 giugno 1859 Papa Pio IX scomunica tutti gli insorti dello Stato Pontificio

24 giugno 1859 Le truppe austriache sono sconfitte dai francesi nella battaglia di Solferino (Mantova) e dai piemontesi nella battaglia di San Martino (Brescia)

I movimenti minacciosi dell’esercito prussiano convincono Napoleone III, quasi con un atto unilaterale, a firmare un armistizio con l'Austria a Villafranca l'11 luglio 1859, poi ratificato dalla Pace di Zurigo, stipulata l'11 novembre. Le clausole del trattato prevedono che a Vittorio Emanuele II sarebbe andata la sola Lombardia e che per il resto tutto sarebbe tornato come prima. Napoleone III è indotto ad abbandonare il conflitto a causa del malumore serpeggiante in Francia a causa delle ingenti perdite subite a Solferino, dalla minaccia prussiana lungo il Reno e infine dall’evolzione politica in Italia, ben diversa da quanto fissato nei piani di Plombières

8-11 luglio 1959 Napoleone III e Francesco Giuseppe concludono l’armistizio di Villafranca in forza del quale abbandona il conflitto. Finisce la Seconda guerra d’Indipendenza con l’Austria. I termini dell’armistizio riconoscono al Regno di Sardegna la Lombardia (con l'esclusione di Mantova), ma non il Veneto.

12 luglio 1959. In seguito al ritiro unilaterale della Francia dalla guerra contro l’Austria, Cavour, deluso e amareggiato dalle condizioni dell'armistizio, dopo accese discussioni con Napoleone III e Vittorio Emanuele, decide di dare le dimissioni da Presidente del Consiglio, provocando la caduta del governo da lui guidato il 12 luglio 1859.

13 luglio 1859 A Firenze esce La Nazione

18 luglio 1859 Alfonso Ferrero Marchese de La Marmora è Presidente del Consiglio dei ministri del Regno di Sardegna Rimarrà in carica sino al 21 gennaio 1860

21 luglio 1859 Ferdinando d'Asburgo-Lorena diventa dopo l’abdicazione del padre Leopoldo II l'ultimo Granduca di Toscana con il nome di Ferdinando IV. Sale solo virtualmente al trono di Toscana in quanto fino all’annessione della Toscana al Regno di Sardegna nel 1860 ne è diventato Granduca anche se non vive a Firenze e non è mai incoronato veramente.

7 agosto 1859 In Toscana si svolgono le elezioni per l’Assemblea

14-21 agosto 1959 A Parma un plebiscito approva l’annessione al Regno di Sardegna

20 agosto 1859 L’Assemblea Toscana approva l’annessione al Regno di Sardegna

21 agosto 1859 L’Assemblea modenese vota a favore dell’annessione al Regno di Sardegna

12 settembre 1859 L’Assemblea di Parma vota approva l’annessione al Regno di Sardegna

6-9 novembre 1859 Le Assemblee di Bologna, Firenze, Modena e Parma eleggono reggente il principe Eugenio di Carignano che diplomaticamente nomina suo rappresentante il conte Carlo Boncompagni.

10 -11 novembre 1859 Il Trattato di Zurigo chiude la guerra tra Austria e Francia.: L’Austria cede la Lombardia salvo Mantova alla Francia che a sua volta la cede al Piemonte. L’Austria rimane padrona del Veneto. Per l’Italia centraleè invere prevista la restaurazione dei vecchi regimi

La pace di Zurigo stabilisce che gli Asburgo cedono la Lombardia alla Francia, che l'avrebbe assegnata ai Savoia, mentre l'Austria conserva il Veneto, le fortezze di Mantova e Peschiera. I sovrani di Modena, Parma e Toscana (Asburgo-Lorena di Toscana), che nel frattempo sono stati costretti alla fuga da rivolte popolari, rese possibili dalla presenza dell'esercito francese, avrebbero dovuto essere reintegrati nei loro Stati, così come i governanti papalini a Bologna. Tutti gli stati italiani, incluso il Veneto ancora austriaco, avrebbero dovuto unirsi in una confederazione feudale italiana, presieduta dal papa Pio IX. Questo accordo però spaventa molti liberali federalisti come il toscano Bettino Ricasoli, che - seppur riluttante - si decide a porre sempre di più le sorti del suo antico stato nelle mani dei Savoia.

Napoleone III e Cavour sono reciprocamente in debito: il primo poiché si ritira dal conflitto prima della prevista liberazione di Venezia, il secondo perché consente che i moti si estendano ai territori dell'Italia centro-settentrionale. Lo stallo verrà risolto il 24 marzo 1860, quando Cavour sottoscrive la cessione della Savoia e del circondario di Nizza alla Francia ed ottienùne in cambio il consenso dell'Imperatore all'annessione di Toscana ed Emilia-Romagna al Regno di Sardegna. Come chiarisce Cavour all'emissario francese, i due erano divenuti "complici".

Il trattato è tanto lontano dalla realtà politica, da presentare almeno tre vantaggi per il regno sabaudo. La confederazione italiana garantiva, di fatto, la continuazione di un ruolo austriaco nella penisola, risultando sgradita anche ai francesi; le popolazioni dell'Emilia e dell'Italia centrale mostrano insofferenza all'ipotesi di ritorno dei loro governanti e Cavour sa convincere le cancellerie europee dei rischi di derive repubblicane, dovuti alla cospirazione mazziniana; il vantaggio territoriale è decisamente inferiore a quanto pattuito a Plombières e, quindi, il Piemonte non è più tenuto a cedere Nizza e la Savoia. Per contro, Napoleone III necessita di tali compensazioni territoriali, per giustificare alla propria opinione pubblica l'enorme prezzo in vite umane sostenute dalla Francia.

Con tali operazioni si compie di fatto la prima fase dell'unità d'Italia; rimangono ancora separati dal Regno d'Italia Roma e gran parte del Lazio, possesso del Papa, ed il Veneto, in mano agli Austriaci. Già durante la guerra i governi e le forze dei piccoli Stati italiani dell’Italia centro-settentrionale e della Romagna pontificia abbandonarono i loro posti e dovunque si installano autorità provvisorie filo-sabaude. Dopo la Pace di Zurigo, però, si giunge ad una fase di stallo, poiché i governi provvisori si rifiutano di restituire il potere ai vecchi regnanti, né il governo di La Marmora ha il coraggio di proclamare le annessioni dei territori al Regno di Sardegna.

13 novembre 1859 Regio decreto legislativo n. 3725 del Regno di Sardegna, noto come legge Casati entrato in vigore nel 1860 e successivamente esteso, con l'unificazione, a tutta l'Italia. La legge prende il nome dal Ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati: facendo seguito alle leggi Boncompagni del 1848 e Lanza del 1857, la Legge Casati riforma in modo organico l'intero ordinamento scolastico, dall'amministrazione all'articolazione per ordini e gradi ed alle materie di insegnamento, confermando la volontà dello Stato di farsi carico del diritto-dovere di intervenire in materia scolastica a fianco e in sostituzione della Chiesa cattolica che da secoli deteneva il monopolio dell'istruzione. Si propone di contemperare diversi principi: il riconoscimento dell'autorità paterna, l'intervento statale e l'iniziativa privata. A tal proposito, la legge sancisce il ruolo normativo generale dello Stato e la gestione diretta delle scuole statali, così come la libertà dei privati di aprirne e gestirne di proprie, pur riservando alla scuola pubblica la possibilità di rilasciare diplomi e licenze.

22 dicembre 1859 In questa condizioni di stallo Vittorio Emanuele II si rassegna, così, a richiamare Cavour che nel frattempo ha ispirato la creazione del partito di Unione Liberale.

24 dicembre 1859 Costituito il Governo delle Regie Province dell’Emilia


1860

E’ l’anno dell’impresa dei Mille. A maggio Giuseppe Garibaldi parte dallo scoglio di Quarto (Genova) con mille volontari e sbarca in Sicilia con l’intenzione di liberare la penisola. Ottiene la sua prima vittoria contro le truppe borboniche a Calatafimi (15 maggio). Dopo la vittoria di Milazzo Garibaldi assume il pieno controllo della Sicilia (20 luglio). In ottobre (1-2 ottobre) i Mille infliggono la sconfitta definitiva all’esercito borbonico che determina l’annessione del Regno delle due Sicilie allo Stato sabaudo. Il 26 ottobre Garibaldi e Vittorio Emanuele II si incontrano a Teano dove il Generale pronuncia il celebre “Saluto Vittorio Emanuele Re d'Italia”.
E’ altresì l’anno decisivo per l’azione di Cavour a favore dell’unificazione dell’Italia. Il conte, rientrato alla presidenza del Consiglio dei Ministri il 21 gennaio 1860, si trova in breve di fronte ad una proposta francese di soluzione della questione dei territori liberati: annessione al Piemonte dei ducati di Parma e Modena controllo sabaudo della Romagna pontificia regno separato in Toscana sotto la guida di un esponente di Casa Savoia e cessione di Nizza e Savoia alla Francia. In caso di rifiuto della proposta il Piemonte avrebbe dovuto affrontare da solo la situazione di fronte all’Austria, “a suo rischio e pericolo”. Rispetto agli accordi dell’alleanza sardo-francese questa proposta di soluzione sostituiva per il Piemonte l’annessione del Veneto che non si era potuto liberare dall’occupazione austriaca.

1860

16 gennaio 1860 Si dimette il generale La Marmora.

In seguito all’indecisione del suo governo a proclamare l’annessione al Piemonte di Parma, Modena e Romagna, Vittorio Emanuele incarica Cavour di formare il nuovo governo

21 gennaio 1860 Il Conte Camillo Benso di Cavour è l’ultimo Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna. Rimarrà in carica sino alla proclamazione del Regno d’Italia

20 febbraio 1860 Alessandro Manzoni è nominato senatore

11-12 marzo 1860 Stabilita, di fatto, l’annessione di Parma, Modena e Romagna, Cavour, forte dell’appoggio della Gran Bretagna, sfida la Francia sulla Toscana, organizzando dei plebisci locali sull’alternativa fra l’unione al Piemonte e la formazione di un nuovo Stato. I referendum ispirati da Cavour si tengono l’11 e il 12 marzo 1860, con risultati che legittimano l’annessione della Toscana al Regno di Sardegna. Il governo francese reagisce con grande irritazione sollecitando la cessione della Savoia e di Nizza .

12 marzo 1860 Cavour conclude con la Francia un’intesa segreta con la quale si impegna a cedere Nizza e la Savoia alla Ftrancia in cambio del via libera alle annessioni nell’Italia centro-settentrinale

24 marzo 1860 Rispettando l’intesa segreta il Piemonte firma il Trattato di Torino in base al quale vengono cedute alla Francia la Savoia e Nizza (tranne Tenda, che la Francia potrà pretendere solo nel 1947 a seguito del Trattato di Pace che chiude la seconda guerra mondiale).

25 marzo 1860 Si svolgono le elezioni politiche nel Regno di Sardegna, in Lombardia, Emilia e Toscana Le elezioni a suffragio ristretto per il Parlamento sabaudo assicurano a Cavour un’ampia maggioranza liberale Al marzo 1860 quindi, restano in Italia tre soli Stati indipendenti:
• il Regno di Sardegna, con Piemonte (inclusa Aosta), Liguria, Sardegna, Lombardia (eccetto Mantova), Emilia, Romagna e Toscana;
• lo Stato della Chiesa, con Umbria (inclusa Rieti), Marche, Lazio (con l'intoccabile Roma) e le exclave di Pontecorvo e Benevento;
• il Regno delle Due Sicilie, con Abruzzo (inclusa Cittaducale), Molise, Campania (incluse Gaeta e Sora) Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.
A questi tre stati indipendenti bisogna aggiungere l'Impero Austriaco di Francesco Giuseppe che ancora può essere considerato una potenza con forti interessi nella penisola italiana, poiché possiede intere regioni come il Veneto, il Trentino e il Friuli, oltre al territorio mantovano. Non va dimenticato, inoltre, che la Francia si trova nell'ambiguo ruolo di potenza protettrice di Roma e di principale alleato del Regno di Sardegna: un'ambiguità che permette a Napoleone III di mantenere una decisiva influenza sulle cose italiane, sino all'estremo giorno di vita del suo impero (battaglia di Sedan del 1870), e che sarà determinante nel 1860. Napoleone III, difatti, impedisce al Regno di Sardegna tanto un'azione contro l'Austria (col suo mancato sostegno), quanto un'azione contro Roma (con la sua esplicita opposizione). Resta ai piemontesi un unico bersaglio possibile: Napoli.

2 aprile 1860 Inizia la settima e ultima legislatura del Parlamento del Regno di Sardegna. Finirà il 17 dicembre 1860

3-4 aprile 1860 Fallisce a Palermo un’insurrezione antiborbonica guidata da Francesco Riso. Garibaldi matura la decisione di progettare la spedizione dei Mille

15 aprile 1860 A Nizza un Plebiscito approva l’annessione alla Francia

22 aprile 1860 In Savoia un Plebiscito approva l’annessione alla Francia


L’impresa dei mille

Il Regno delle Due Sicilie, dunque, si presenta come un obiettivo, oltre che di primario interesse, anche facilmente conseguibile, e ciò per tre ordini di motivi.
• Prima di tutto, lo Stato duosiciliano è guidato da un monarca giovane e inesperto (Francesco II, succeduto al padre Ferdinando II solo il 22 maggio 1859, meno di un anno prima);
• in secondo luogo, il reame borbonico è divenuto una presenza scomoda per la Gran Bretagna, con la quale le relazioni, inaspritesi, nel 1836, con la "questione degli zolfi", sono divenute decisamente cattive.
• Infine, il Regno delle Due Sicilie è caduto in una sorta di isolamento diplomatico e finisce con il poter contare solamente sulle proprie forze.
Almeno sulla carta, comunque, il regno meridionale è ancora lo Stato più esteso e, teoricamente, più potente della penisola. Esso, infatti, può fare affidamento su un esercito (il più numeroso d'Italia) di 93 mila uomini (oltre a 4 reggimenti ausiliari di mercenari) e sulla flotta più potente di stanza nel Mediterraneo (11 moderne fregate, 5 corvette e 6 brigantini a vapore, oltre a vari tipi di navi a vela). Infine, come ammonisce Ferdinando II, è difeso "dall'acqua salata e dall'acqua benedetta", cioè dal mare e dalla presenza dello Stato della Chiesa, che, protetto dalla Francia, avrebbe impedito ogni invasione via terra verso il sud. Particolare importanza ha nell'autunno-inverno del 1859 l'azione abbozzata da Francesco II, di concerto con Francesco Giuseppe, a sostegno delle rivendicazioni di Pio IX, di Leopoldo II di Toscana e dei Duchi di Modena e Parma per rientrare in possesso dei loro possedimenti in Italia centrale. L'iniziativa, infatti, si scontra direttamente con gli interessi vitali di Torino e, di conseguenza, di Parigi, dal momento che Napoleone III, per giustificare la guerra all'Austria di fronte all'opinione pubblica francese, deve annettere alla Francia i territori oggetto degli accordi di Plombières.

Cavour diffida dell'Impresa dei Mille che considera foriera di rivoluzione e dannosa per i rapporti con la Francia. Cavour è al corrente che la Sinistra non ha abbandonato l’idea di una spedizione in Italia meridionale e che Garibaldi, circondato da personaggi repubblicani e rivoluzionari, è in contatto a tale scopo con Vittorio Emanuele II. Il conte considera rischiosa l’iniziativa alla quale si sarebbe decisamente opposto, ma il suo prestigio era stato scosso dalla cessione di Nizza e Savoia e non si sente abbastanza forte. Cavour riesce, comunque, attraverso Giuseppe La Farina a seguire le fasi preparatorie dell’Impresa dei Mille, la cui partenza da Quarto viene meticolosamente sorvegliata dalle autorità piemontesi.

5 maggio 1960 Da Quarto salpa la spedizione dei Mille volontari garibaldini diretta in Sicilia. Sbarcano a Marsala. Giuseppe Garibaldi, contro il parere di Cavour, che teme una risposta francese, salpa con i Mille da Quarto, vicino Genova, dando avvio alla famosa Spedizione. Il nizzardo, agevolato, oltre che dall'appoggio di Vittorio Emanuele II e dalla presenza inglese, anche da gran parte degli ufficiali della marina e dell'esercito borbonici, già corrotti dal governo piemontese, avanza rapidamente risalendo lo stivale.

10 maggio 1860 Ad alcune voci sulle intenzioni di Garibaldi di sbarcare nello Stato Pontificio, Cavour, preoccupatissimo per la eventuale reazione della Francia, alleata del papa, dispone l’invio di una nave nelle acque della Toscana “per arrestarvi Garibaldi”.

11 maggio 1860 Garibaldi invece prosegue verso il Sud sbarcando a Marsala.

A questo punto Cavour invia in Sicilia La Farina allo scopo di mantenere i contatti con Garibaldi e controllare, per quanto si può, la situazione.

14 maggio 1860 Da Salemi Garibaldi assume la dittatura sulla Sicilia in nome del Re Vittorio Emanuele

15 maggio 1860 I garibaldini sconfiggono le truppe borboniche a Calatafimini

6 giugno 1860 I Garibaldini entrano a Palermo dove viene costituito il governo provvisorio presieduto da Francesco Crispi

7 giugno 1860 A Palermo viene fondato Il Giornale di Sicilia

Giugno 1860. Si intensificano le reazione allo sbarco dei Mille in Sicilia. In campo internazionale, intanto, le potenze straniere, intuendo la complicità del Regno di Sardegna nell’impresa, protestano con il governo di Torino che può affrontare con una certa tranquillità la situazione data la grave crisi finanziaria dell’Austria, in cui è anche ripresa la rivoluzione ungherese. Napoleone III, d’altra parte, si attiva subito nel ruolo di mediatore e, per la pace, propone a Cavour la separazione della Sicilia dal Regno, la promulgazione della costituzione a Napoli e a Palermo e l’alleanza fra Regno di Sardegna e Regno delle due Sicilie. Immediatamente il regime borbonico si adegua alla proposta francese instaurando un governo liberale e proclamando la costituzione.

25 giugno 1860 Francesco II Re delle Due Sicilie concede la costituzione del 1848 ed annuncia l’apertura di trattative di pace

7 luglio 1860 Garibaldi fa arrestare La Farina emissario di Cavour in Sicilia

20 luglio 1860 I garibaldini vincono a Milazzo. Tale situazione mette in grave difficoltà Cavour per il quale l’alleanza è irrealizzabile. Nello stesso tempo non può scontentare Francia e Gran Bretagna che premono almeno per una tregua.

22 luglio 1860 Il governo piemontese decide allora che il re avrebbe mandato una lettera a Garibaldi intimandolo di non attraversare lo Stretto di Messina. Vittorio Emanuele invia la lettera voluta da Cavour, facendola però seguire da un messaggio personale nel quale smentisce la lettera ufficiale

27 luglio 1860 Dopo la vittoria a Milazzo, Garibaldi occupa Messina e pianfica lo sbarco dei suoi volontari in Calabria

6 agosto 1860 Cavour informa i delegati del Regno delle due Sicilie del rifiuto di Garibaldi di concedere la tregua dichiarando esauriti i mezzi di conciliazione e rinviando ad un futuro incerto i negoziati per l’alleanza.

Agosto 1860 Negli stessi giorni Cavour, nel timore di far precipitare i rapporti con la Francia, sventa una spedizione militare di Mazzini che dalla Toscana doveva muovere contro lo Stato Pontificio.

9 agosto 1860 Nino Bixio reprime una rivolta contadina scoppiata all’inizio di agosto a Bronte

19 agosto 1860 Garibaldi sbarca in Calabria da dove dirige verso Napoli

29 agosto 1860 Cavour, non fidandosi di Garibaldi e dei suoi collaboratori tra cui figurano personalità di spicco della democrazia, invia una spedizione militare su Napoli per bloccare Garibaldi prima che diriga su Roma aprendo una crisi internazionale e ottenere l’annessione del Sud Italia

6 settembre 1860 Re Francesco II di Borbone lascia Napoli e si trasferisce a Gaeta

7 settembre 1860 Garibaldi entra a Napoli. Il Generale a capo dei Mille entra trionfalmente nella capitale borbonica fugando per l’amicizia che serba al re i timori di Cavour.

Fallito il progetto di un successo moderato a Napoli Cavour, con l’obiettivo di ridare a Casa Savoia una parte attiva nel movimento nazionale, decide l’invasione delle Marche e dell’Umbria pontificie. Ciò avrebbe anche impedito l’avanzata di Garibaldi su Roma e uno scontro fatale con la Francia. Bisognava però preparare Napoleone III agli avvenimenti e convincerlo che l’invasione piemontese dello Stato Pontificio fosse il male minore. Per la delicata missione il conte sceglie Farini e Cialdini

8-9 settembre 1860 Il timore di un attacco austriaco al Piemonte, tuttavia, fa precipitare gli eventi e Cavour invia un ultimatum allo Stato Pontificio intimandogli di licenziare i militari stranieri

10 settembre 1860 Si aggrava improvvidamente la crisi diplomatica con la Francia. Garibaldi proclama che avrebbe consegnato al re i territori da lui conquistati solo dopo aver occupato Roma. L'annuncio ottiene anche il plauso di Mazzini.

11 settembre 1861 In seguito all’ultimatum i piemontesi oltrepassano i confini dello stato Pontificio. L’esercito del Regno di Sardegna invade Umbria e Marche

18 settembre 1860 Battaglia di Castelfidardo. Le truppe piemontesi comandate dal re Vittorio Emanuele II si affrontano con le truppe dello Stato Pontificio. La battaglia si conclude con la vittoria dei piemontesi che inseguono le truppe papaline fino alla piazzaforte di Ancona, assediandola anche dal mare con la flotta condotta dall'ammiraglio Carlo Pellion di Persano.

La vittoria nella Battaglia di Castelfidardo e il conferimento al governo di un prestito di 150 milioni per le spese militari e il trionfo dell’indipendenza italiana, ridanno forza e fiducia a Cavour, mentre Garibaldi, pur vittorioso nella Battaglia del Volturno, esaurisce la sua spinta verso Roma.

26 settembre- 2 ottobre 1860 Battaglia nella valle del Volturno segna un sostanziale successo delle truppe garibaldine-sabaude. In seguito ad essa le regioni meridionali della penisola italica entrano nel Regno d'Italia. Cavour commenta il 2 ottobre « Non sarà l’ultimo titolo di gloria per l’Italia d’aver saputo costituirsi a nazione senza sacrificare la libertà all’indipendenza, senza passare per le mani dittatoriali d’un Cromwell, ma svincolandosi dall’assolutismo monarchico senza cadere nel dispotismo rivoluzionario […]. Ritornare […] alle dittature rivoluzionarie d’uno o più, sarebbe uccidere sul nascere la libertà legale che vogliamo inseparabile dalla indipendenza della nazione »

29 settembre 1860 Le truppe piemontesi occupano Ancona

1-2 ottobre 1860 I Garibaldini sconfiggono l’ultima resistenza delle truppe di Francesco II di Borbone al Volturno

11 ottobre 1860 Il Parlamento torinese approva una legge che autorizza il governo ad annettere i nuovi territori

21 ottobre 1860 Il “prodittatore” Giorgio Pallavicino Trivulzio, venendo incontro ai desideri di Cavour, indice a Napoli il plebiscito per l’annessione immediata al Regno sabaudo, seguito a Palermo dal suo omologo Antonio Mordini. Le votazioni sanciscono l’anessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II.

26 Ottobre 1860 Incontro di Teano di Giuseppe Garibaldi con Vittorio Emanuele II. In seguito all'incontro a Teano, l'esercito sabaudo completa la conquista delle Due Sicilie.

Il re va incontro a Garibaldi con lo scopo di impedire che la spedizione continui fino alla conquista di Roma, che avrebbe provocato l'intervento di Napoleone III e messo a repentaglio le conquiste effettuate. Garibaldi ottiene che i volontari garibaldini entrino, dopo una selezione, nell'esercito regolare sardo, con il medesimo grado rivestito nella spedizione e si ritira a Caprera. L'incontro ha il significato di una adesione del generale alla politica di Casa Savoia, deludendo le aspettative di coloro che auspicano la fondazione di una repubblica meridionale di stampo mazziniano, che avrebbe dovuto in seguito estendersi anche ai domini papali, conquistando Roma.

4-5 novembre 1860 Anche in Umbria e nelle Marche si vota e si decide per l’unione all’Italia.

7 novembre 1860 Vittorio Emanuele e Garibaldi fanno insieme il loro ingresso trionfale a Napoli Garibaldi chiede di essere nominato luogotenente per un anno e che il suo esercito non sia sciolto. La doppia risposta negativa lo amareggia

9 novembre 1860 Deluso Garibaldi si ritira a Caprera

Fermati i disegni di Garibaldi su Roma, a Cavour resta ora il problema di decidere su cosa fare di ciò che rimane dello Stato Pontificio (approssimativamente il Lazio attuale), tenendo conto che un attacco a Roma sarebbe stato fatale per le relazioni con la Francia. Il progetto di Cavour, avviato dal novembre 1860 e perseguito fino alla sua morte, sarà quello di proporre al papa la rinuncia al potere temporale in cambio della rinuncia da parte dello Stato al corrispettivo, il Giurisdizionalismo. Si sarebbe perciò adottato il principio di “Libera Chiesa in libero Stato”, ma le trattative naufragano sulla fondamentale intransigenza di Pio IX.

29 dicembre 1860 A Torino viene dichiarata chiusa la legislatura e sciolta la Camera per andare alle elezioni di un nuovo Parlamento che rappresenti anche i nuovi territori

Dicembre 1860 Nascono le poste italiane grazie allo sforzo di Cavour. Le poste hanno come primo direttore il conte Giovanni Barbavara di Gravellona che dà loro l'impronta delle vecchie poste del Regno di Sardegna. Nei primi anni di unificazione la corrispondenza sarà talvolta affrancata sia con valori piemontesi sia con quelli del territorio occupato; si producono così le affrancature miste risorgimentali di estremo interesse collezionistico. Caposaldo della nuova riforma postale seguita all'unità della Nazione è l'introduzione del monopolio di stato con il quale si mette il servizio al riparo dalla concorrenza delle aziende private. Obiettivo principale è il raggiungimento di una distribuzione capillare di tutto il territorio nazionale con l'uso di una tariffa unificata. Le linee ferroviarie si prestano subito agli scopi della riforma insieme alle navi a vapore, ma molte zone rimangono servite con i tradizionali trasporti a cavallo.


1861

1861 E’ l’anno in cui viene proclamato il Regno d’Italia Vittorio Emanuele II è proclamato Re d’Italia “Per grazia di Dio e volere della Nazione”. Inizia l’esperienza governativa della Destra Storica, uno schieramento politico espressione della borghesia,della classe aristocratica e della grande proprietà terriera settentrionale. Il suffragio elettorale è riservato solo al 2% della popolazione del Regno. Solo con la riforma elettorale Depretis del 1882, che estende il diritto di voto, si giungerà al 6% della popolazione. Il 6 giugno muore Camillo Benso conte di Cavour.

16 gennaio 1861 Viene decretato lo scioglimento dell’Esercito meridionale a Napoli: nonostante le vibrate proteste del suo comandante Giuseppe Sirtori, Cavour è irremovibile. Vuole evitare il trasferimento al Nord dell’esercito di volontari garibaldini del Sud nel timore che sarebbe divenuto preda dei radicali

27 gennaio – 3 febbraio 1861 si tengono le elezioni per l’Ottava Legislatura sabauda, le prime elezioni per il nuovo parlamento unitario. Su quasi 26 milioni di abitanti, il diritto a votare è concesso dai nuovi governanti solo a 419.938 persone (circa l'1,8%), sebbene soltanto 239.583 si rechino a votare; alla fine i voti validi si riducono a 170.567, dei quali oltre 70 mila sono di impiegati statali. La Destra storica ottiene il 46,1%, la Sinistra storica il 20,4%, l’estrema il 2,3%. Eletti non definibili il 3,9%. Altri candidati il 27,3%. Oltre 300 dei 443 seggi della nuova Camera vanno alla maggioranza governativa. L’opposizione ne conquista un centinaio, ma fra loro non compaiono rappresentanti della Destra poiché i clericali hanno aderito all’invito di non eleggere e di non farsi eleggere in un Parlamento che ha leso i diritti del pontefice. Vengono eletti 85 fra principi, duchi e marchesi, 28 ufficiali, 72 fra avvocati, medici ed ingegneri.

13 febbraio 1861 Dopo un lungo assedio i Piemontesi costringono alla resa la fortezza di Gaeta in cui ha trovato rifugio Francesco II di Borbone. Si conferma l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia

18 febbraio 1861 Prima convocazione del Parlamento italiano Vittorio Emanuele II riunisce a Torino i deputati di tutti gli Stati che riconoscono la sua autorità. Per la prima volta al Parlamento di Torino siedono rappresentanti piemontesi, lombardi, siciliani, toscani, emiliani e napoletani insieme.

26 febbraio 1861 Il Senato aprova la mozione che conferisce a Vittorio Emanuele II il titolo di Re d’Italia.

14 marzo 1861 La Camera approva la stessa mozione del Senato. Vittorio Emanuele sceglie di chiamarsi II e non I, per sottolineare la continuità con la dinastia sabauda del Regno di Sardegna

17 marzo 1861 Proclamazione del Regno d’Italia Vittorio Emanuele II assume il titolo di Re d'Italia per grazia di Dio e volontà della nazione, mantenendo però il numero che gli spettava come re del Regno di Sardegna. L'Italia viene governata sulla base della costituzione liberale adottata nel Regno di Sardegna nel 1848 (Statuto albertino). Vittorio Emanuele II rimarrà al trono sino al 9 gennaio 1878

23 marzo 1861 E’ costituito il primo governo del Regno d’Italia. Presidente del Consiglio dei ministri del primo governo del Regno d'Italia e Ministro degli esteri torna il Conte Camillo Benso di Cavour, dopo che il re ha dovuto rinunciare a Ricasoli.. Tiene per sé anche il Ministero della Marina e degli Esteri. Rimarrà in carica sino al 6 giugno 1861, data della sua morte.

Subito dopo le prime elezioni nel neonato Regno d'Italia, la Destra storica si divise in due "correnti" differenziate in base alla zona d'elezione: -i piemontesi, eredi della Destra storica che aveva caratterizzato il Regno di Sardegna, formarono una "Associazione Liberale Permanente" ("tutta piemontese, anche se non tutti i piemontesi vi parteciparono", come scrisse Montanelli) -i tosco-emiliani, sostenuti da lombardi e dai politici meridionali, formarono un gruppo, chiamato dispregiativamente "Consorteria" dai piemontesi. Con il tempo questa divisione (che pure aveva lacerato la Destra storica, come nelle elezioni del 1864, quando gli uomini della Permanente non esitarono a cercare alleanze con i garibaldini della Sinistra storica, anch'essa divisa) lasciò il posto ad una divisione di tipo personale: i due principali leader delle varie anime della Destra, Sella e Minghetti, infatti, erano impegnati in una battaglia personale. Le Destre concordavano solo sulla necessità di raggiungere il pareggio di bilancio e sulla sconvenienza delle riforme democratiche volute dalla Sinistra. Non va inoltre dimenticato che al gruppo "originale" della Destra storica, formato da settentrionali liberali, si erano aggiunti dei "nuovi arrivati" cioè i borghesi meridionali, conservatori. Le divergenze fra queste due anime saranno di non poco conto.

25 marzo 1861 Il presidente del Consiglio Cavour afferma in parlamento che Roma sarebbe dovuta diventare capitale d’Italia.

18 aprile 1861 In difesa del suo esercito, Garibaldi pronuncia un memorabile discorso alla Camera accusando «la fredda e nemica mano di questo Ministero [Cavour]» di aver voluto provocare una «guerra fratricida». Cavour reagisce con violenza chiedendo, invano, al presidente della Camera Rattazzi di richiamare all’ordine il generale Garibaldi. La seduta viene sospesa e Nino Bixio tenta nei giorni successivi una riconciliazione che non si compie mai del tutto.

Aprile 1861 Cavour dopo aver affermato in parlamento che ritiene «necessaria Roma all'Italia», e che prima o poi Roma sarebbe stata la capitale, ma che per far questo era necessario il consenso della Francia, spera che l'Europa tutta sarebbe stata convinta dell'importanza della separazione tra potere spirituale e potere temporale, e quindi riafferma allora il principio di «libera Chiesa in libero Stato». Cavour decide dunque nell'aprile 1861 di scrivere al principe Napoleone per convincere l'Imperatore a togliere da Roma il presidio francese che lì si trovava.

Aprile 1861 Cavour riceve dal principe un abbozzo di convenzione: « Fra l'Italia e la Francia, senza l'intervento della corte di Roma, si verrebbe a stipulare quanto segue:
• 1º La Francia, avendo messo il Santo Padre al coperto d'ogni intervento straniero, ritirerebbe da Roma le sue truppe, in uno spazio di tempo determinato, di 15 giorni o al più di un mese.
• 2º L'Italia prenderebbe impegno di non assalire ed eziandio di impedire in ogni modo a chicchessia, ogni aggressione contro il territorio rimasto in possesso del Santo Padre.
• 3º Il governo italiano s'interdirebbe qualunque reclamo contro l'organamento di un esercito pontificio, anche costituito di volontari cattolici stranieri, purché non oltrepassasse l'effettivo di 10 mila soldati, e non degenerasse in un mezzo di offesa a danno del regno d'Italia.
• 4° L'Italia si dichiarerebbe pronta ad entrare in trattative dirette con il governo romano, per prendere a suo carico la parte proporzionale che le spetterebbe nella passività degli antichi stati della chiesa »
Il conte di Cavour si dichiara d’accordo in linea di massima, perché sperava che la stessa popolazione romana avrebbe risolto i problemi senza bisogno di repressioni da parte di governi stranieri, e che il Papa avrebbe infine ceduto alle spinte unitarie. Le uniche riserve espresse riguardavano la presenza di truppe straniere. La convenzione però non arrivò a conclusione per la morte di Cavour, il 6 giugno del 1861.

29 maggio 1861 Cavour ha un malore, attribuito dal suo medico curante ad una delle crisi malariche che lo colpiscono periodicamente da quando in gioventù ha contratto la malaria nelle risaie di famiglia del vercellese. In questa occasione tutte le cure praticate non hanno effetto, tanto che il paziente chiede di vedere un sacerdote francescano suo amico, padre Giacomo da Poirino. Costui, dopo un lungo colloquio, gli impartisce l'assoluzione, nonostante la scomunica gravi su Cavour, e gli somministra comunione ed estrema unzione, poiché il conte dice di voler «morire da buon cristiano». Per questo atto, padre Giacomo viene sospeso a divinis.

6 giugno 1861 a meno di tre mesi dalla proclamazione del Regno d'Italia, Cavour muore a Torino nel palazzo di famiglia. La sua fine suscita immenso cordoglio, anche perché del tutto inattesa, ed ai funerali vi sarà straordinaria partecipazione. Secondo l'amico Michelangelo Castelli le ultime parole del conte sono: "L'Italia è fatta - tutto è salvo", così come le intese al capezzale Luigi Carlo Farini.

11 giugno 1861 A 41 anni muore a Torino Gugliemo Stefani fondatore della prima agenzia di stampa italiana

Al momento della sua proclamazione nel 1861 il Regno d’Italia si configura come una delle maggiori nazioni d’Europa, almeno a livello di popolazione e di superficie (22 milioni su una superficie di 259.320 km2), ma non può considerarsi una grande potenza, a causa soprattutto della sua debolezza economica e politica. Le differenze economiche, sociali e culturali ereditate dal passato ostacolano la costruzione di uno stato unitario. Accanto ad aree tradizionalmente industrializzate coinvolte in processi di rapida modernizzazione (soprattutto le grandi città e le ex capitali), esistono situazioni statiche ed arcaiche riguardanti soprattutto l'estesissimo mondo agricolo e rurale italiano. L'estraneità delle masse popolari al nuovo Stato si palesa in una serie di sommosse, rivolte, fino a un'estesa guerriglia popolare contro il governo unitario, il cosiddetto brigantaggio, che interessa principalmente le province meridionali fra il 1861 e il 1865, impegnando gran parte del neonato esercito in una repressione spietata, tanto da venire considerata da molti una vera e propria guerra civile. Quest'ultimo avvenimento in particolare fu uno dei primi e più tragici aspetti della cosiddetta questione meridionale, problema dalla conseguenze gravissime che ancora oggi attanaglia il Mezzogiorno d'Italia. Ulteriore elemento di fragilità era costituito dall'ostilità della Chiesa cattolica e del clero nei confronti del nuovo Stato, ostilità che si sarebbe rafforzata dopo il 1870 e la presa di Roma (questione romana).

Il nuovo Regno ancora non controlla né Venezia, né Roma. La situazione delle terre irredente (come si sarebbe detto alcuni decenni più tardi) costituisce una fonte di tensione costante per la politica interna italiana e chiave di volta della sua politica estera. Significativo l'episodio dell'Aspromonte nel 1862, quando Giuseppe Garibaldi parte da Quarto (Genova) con dei volontari per sbarcare a Marsala e tentare la liberazione di Roma, confidando sulla neutralità del re. Seguito da 2000 volontari, s'imbarca a Catania per sbarcare a Melito il 24 agosto e raggiungere l'Aspromonte. Il generale Enrico Cialdini, però, invia una divisione comandata dal colonnello Luigi Pallavicini per fermare l'esercito di volontari. Nello scontro Garibaldi è ferito, per poi essere dichiarato prigioniero insieme ai suoi seguaci. Dopo la guarigione, gli viene concesso di tornare alla sua residenza di Caprera.


Dalla stagione dei governi della Destra storica sino alla rivoluzione parlamentare del 1876

A far fronte alle difficoltà del Regno nei suoi primi passi si trova la Destra Storica, raggruppamento erede di Cavour, espressione della borghesia liberal-moderata. I suoi esponenti erano soprattutto grandi proprietari terrieri e industriali, nonché militari (Ricasoli, Sella, Minghetti, Spaventa, Lanza, La Marmora, Visconti Venosta)

La Destra storica, composta principalmente dall'alta borghesia e dai proprietari terrieri ed eletta con un suffragio di appena il 2%, dà alla neonata Italia un'economia basata sul libero scambio, che però soffoca la nascente industria italiana, esponendola agli attacchi del più forte capitalismod'Oltralpe. Un altro grave problema che affligge il paese, la difformità legislativa lungo la penisola, è risolto mediante l'accentramento dei poteri (accantonando i progetti di autonomie locali proposti da Marco Minghetti), estendendo la legislazione piemontese a tutta la penisola e dislocandovi in modo capillare le prefetture come strumento di governo. Anche il sistema scolastico viene riformato e uniformato in tutta Italia a quello piemontese approvato nel 1859 con la legge Casati. Viene poi istituita la coscrizione obbligatoria

Gli uomini della Destra affrontano i problemi del Paese con energica durezza: estendono a tutta la Penisola gli ordinamenti legislativi piemontesi (processo chiamato "Piemontesizzazione"); adottano un sistema fortemente accentrato, accantonando i progetti di autonomie locali (Minghetti), se non di federalismo; applicano un'onerosa tassazione sui beni di consumo, come la tassa sul macinato, che grava soprattutto sui ceti meno abbienti, per colmare l'ingentissimo disavanzo del bilancio. Con la loro concezione elitaria e pedagogica dello Stato, contribuiscono ad allargare il fossato tra il Paese legale e il Paese reale; si disinteressano delle condizioni delle classi popolari e del Sud, che rimane in condizioni di povertà e arretratezza.

12 giugno 1861 Dopo la morte di Cavour, Vittorio Emmanuele III affida la Presidenza del Consiglio a Bettino Ricasoli. Si insedia il primo Governo Ricasoli. Rimarrà in carica sino al 3 marzo 1862.

Agosto 1861 In meno di un anno di Regno Unitario la Destra avvia un’intensa repressione del brigantaggio nel Meridione. Stando alle informazioni ufficiali del nuovo Regno d'Italia, dal settembre del 1860 all'agosto del 1861 ci sono nell'ex Regno delle Due Sicilie 8.964 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 13.529 arrestati, e più di 3.000 famiglie perquisite. Questo è uno dei motivi che incoraggiano l’emigrazione dalle regioni meridionali d’Italia.

10 settembre 1861 Bettino Ricasoli, successore di Cavour, cerca di riaprire i contatti con il cardinale Antonelli con una nota in cui fa appello «alla mente ed al cuore del Santo Padre, perché colla sua sapienza e bontà, consenta ad un accordo che, lasciando intatti i diritti della nazione, provvederebbe efficacemente alla dignità e grandezza della chiesa». Ancora una volta Antonelli e Pio IX si mostrano contrari. L'ambasciatore francese a Roma scrive al suo ministro che il cardinale gli aveva detto: « Quant à pactiser avec les spoliateurs, nous ne le ferons jamais. » Contemporaneamente Ricasoli invia a Parigi un progetto di riconciliazione con la Santa Sede: annessione di Roma al Regno d'Italia in cambio della sovranità personale del Papa sulla Capitale, di una donazione annua e della completa autonomia pontificia nella nomina dei vescovi. Il progetto naufraga per l'opposizione francese

9 ottobre 1861: Il governo Ricasoli approva una serie di decreti volti a favorire la centralizzazione dello Stato. Il generale Enrico Cialdini, inviato nel Meridione per sedare alcune rivolte anti-sabaude, viene sostituito a causa della sua crudele repressione da Alfonso La Marmora.

8 dicembre 1861 A Tagliacozzo viene catturato e giustiziato Josè Borjes, ex ufficiale spagnolo che stava tentando di organizzare bande di briganti contro i Piemontesi



1862

Giuseppe Garibaldi tenta di risalire la penisola con un esercito di volontari. Il condottiero è intenzionato a puntare su Roma. Le truppe sabaude lo fermano in uno scontro sull’Aspromonte in Calabria. Garibaldi viene ferito ad una gamba. Il 1 marzo il barone Ricasoli si dimette da Presidente del Consiglio. Gli succede Urbano Rattazzi che fu, a sua volta, costretto a dimettersi in seguito alla crisi dell’Aspromonte.

Fallito il tentativo di Ricasoli, da questo momento si apre uno stallo nelle attività diplomatiche del neonato Regno d’Italia con lo Stato Pontificio, mentre rimane viva la spinta all'azione di Garibaldi e dei mazziniani. Ci sono una serie di tentativi tra cui quello più noto si concluse all'Aspromonte ove i bersaglieri fermarono, dopo un breve conflitto a fuoco, Garibaldi che stava risalendo la penisola con una banda di volontari diretto a Roma.

1862 La Banca Nazionale degli Stati Sardi assume la denominazione di Banca Nazionale del Regno d’Italia. Il Governatore è Carlo Bombrini

1862 Esce il primo volume del Dizionario della lingua italiana di Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini

27 febbraio 1862: a seguito di alcuni scontri con il sovrano che lo accusava di essere troppo attendista, Ricasoli gli invia un'aspra lettera di congedo e infine consegna le dimissioni.

3 marzo 1862 Primo governo Rattazzi. A seguito delle dimissioni di Bettino Ricasoli il re Vittorio Emanuele II affida a Urbano Rattazzi il compito di formare il nuovo governo in cui il presidente è anche ministro degli Esteri e degli Interni. Rimarrà in carica sino l' 8 dicembre 1862 L'esecutivo è formato quasi esclusivamente da ministri piemontesi e si contraddistingue per una folta presenza di indipendenti vicini alla sinistra moderata.

27 marzo 1862. Un decreto scioglie il Corpo dei volontari italiani. I garibaldini entreranno nell’esercito regio.

13 maggio 1862 Rattazzi dà ordine di arrestare in Trentino un numeroso gruppo di garibaldini (tra cui 123 ex membri dei Mille) accusati di insurrezionalismo.

7 aprile 1862 Antonio Boggia il mostro di Milano condannato per vari omicidi è giustiziato.

12 luglio 1862 La Camera approva la Legge Pepoli per l’unificazione del sistema monetario italiano. La Lira piemontese diventa Lira italiana

Luglio 1862 Legge 680 istituisce il primo modello di Borsa ispirato alla Bourse di Parigi. La stessa legge istituisce le Camere di Commercio e Arti

14 agosto 1862 La legge 800 istituisce la Corte dei Conti.

22 agosto 1862 Fondato a Napoli il quotidiano Roma

29 agosto 1862: Scontro dell'Aspromonte. La truppe guidate dal colonnello Emilio Pallavicini di Priola fermano il tentativo di Garibaldi e dei suoi volontari di completare una marcia dalla Sicilia verso Roma e scacciarne papa Pio IX. Su sollecitazione dell'esecutivo i soldati regolari intercettano i 1300 volontari legati a Giuseppe Garibaldi nel territorio di Sant’Eufemia di Aspromonte. Garibaldi è ferito alla coscia e al piede sinistro

27 settembre 1862 Una delle figlie di Vittorio Emanuele II si sposa con Luigi I re del Portogallo

1 ottobre 1862 A Palermo 13 persone sono uccise a colpi di coltello. Sciascia rievocherà l’episodio ne I pugnalatori

29 novembre 1862 A seguito di numerose e prolungate polemiche per le azioni anti-garibaldine condotte dal governo (animate soprattutto da Ricasoli e dall'estrema sinistra) e constatato che egli non gode più della fiducia del sovrano, Rattazzi annuncia la sua volontà di dimettersi da capo del governo.

8 dicembre 1862. Il re Vittorio Emanuele II incarica Luigi Carlo Farini di formare il governo. Rimarrà in carica sino al 24 marzo 1863

18 dicembre 1862. Uno dei primi atti del governo consiste nell'inviare più truppe nel Sud per la repressione del brigantaggio.


1863

Si decide di trasferire la capitale del Regno d’Italia a Firenze. A Torino, per protesta, si verificano gravi disordini popolari. Il re, in seguito alle proteste popolari chiede le dimissioni del presidente del consiglio Marco Minghetti. Gli succede il generale La Marmora.

La Destra storica si adopera per reprimere il brigantaggio nel Meridione d’Italia. La legge Pica, fra fucilazioni, morti in combattimento ed arresti, elimina da paesi e campagne circa 14 mila briganti o presunti tali: per effetto della legge 1409/1863 e del complesso normativo ad essa connesso fino a tutto il dicembre 1865 si contano 12 mila tra arrestati e deportati, mentre sono 2.218 i condannati. Nel solo 1865, sono 55 le condanne a morte, 83 ai lavori forzati a vita, 576 quelle ai lavori forzati a tempo e 306 quelle alla reclusione ordinaria. Nonostante tale rigore, la legge Pica non riesce a portare i risultati che il governo si era prefissi: l'attività insurrezionale e il brigantaggio, infatti, perdureranno negli anni successivi al 1865, protraendosi fino al 1870 Il governo reintroduce il gioco del lotto.

1863

Au 1er janvier 1863, la France possède 28 671 km de lignes telegrafiche comprenant 88 238 km de fils et 1 022 bureaux. Il y a 3 752 agents de tous grades.

25 febbraio 1863 E’ inaugurata la nuova linea ferroviaria che collega Roma a Napoli passando per Velletri, Frosinone, Cassino e Caserta

20 marzo 1863: Farini, dando segni di squilibrio mentale e arrivando a minacciare il re con una pistola (pare che abbia chiesto al sovrano di dichiarare guerra all'Impero Russo), viene esautorato dall'incarico e sostituito dal suo ministro delle Finanze Marco Minghetti.

24 marzo 1863 Si insedia il primo Governo di Marco Minghetti. Rimarrà in carica sino al 28 settembre 1864

28 aprile 1863 Muove a Firenze Giovan Pietro Vieusseux fondatore del Gabinetto e della rivista Antologia

28 aprile 1863 Inaugurazione del primo tratto della ferrovia fra Palermo e Bagheria.

17 maggio 1863Istituita la Cassa dei Depositi e Prestiti

2 giugno 1863: Il Parlamento boccia una proposta del Presidente che prevede con grande ambizione un progetto di decentramento, che vede la regione come consorzio di provincia, una realtà storica e naturale; idea di fondo del suo progetto è una maggiore autonomia comunale con l'allargamento del corpo comunale e l'elettività del sindaco.

15 agosto 1863 Il governo emana la Legge n. 1409 di Procedura per la repressione del brigantaggio e dei camorristi nelle Provincie infette, detta Legge Pica, che nell'intento di combattere il fenomeno del brigantaggio istituisce tribunali militari nel Sud e permette la repressione di qualunque resistenza: si tratta, in pratica, dell'applicazione dello stato d'assedio interno. Rimane in vigore sino al 31 dicembre 1865 Grazie ad essa la Destra storica assicura il dispiegamento nell'Italia centro-meridionale di oltre 120 mila soldati, imponendo, in pratica, uno stato di guerra al Sud.

23 ottobre 1863 Quintino Sella fonda a Torino il Club Alpino Italiano CAI, prima organizzazione sportiva italiana.

29 novembre 1863 Viene istituito Il Politecnico di Milano

21 dicembre 1863 Muore a Roma il poeta dialettale Giuseppe Gioacchino Belli

Dicembre 1863 Arresto a Parigi del mazziniano Pasquale Greco per tentato omicidio di Napoleone III

1864

Agli inizi del 1863, il governo Minghetti aveva ripreso le trattative con Napoleone III per risolvere la questione romana, ma dopo questi avvenimenti Napoleone pretendeva maggiori garanzie. Si arriva quindi un anno dopo alla convenzione di settembre 1864, un accordo con Napoleone che prevede il ritiro delle truppe francesi, in cambio di un impegno da parte dell'Italia a non invadere lo Stato Pontificio. A garanzia dell'impegno da parte italiana, la Francia chiede il trasferimento della capitale da Torino a Firenze. Entrambe le parti esprimono comunque una serie di riserve, e l'Italia si riserva completa libertà d'azione nel caso che una rivoluzione scoppi a Roma, condizioni che sono accettate dalla Francia, che riconosce in questo modo i diritti dell'Italia su Roma.

L’8 dicembre Papa Pio IX pubblica l’enciclica Quanta cura che contiene, tra l’altro, il “Sillabo” con l’indicazione degli 80 errori del secolo.

1864

1864 Uno studio in Francia suggerisce la fusione dei servizi postali e dei servizi telegrafici

1864 Esce il primo Annuario Statistico Italiano curato da Pietro Maestri e Cesare Correnti.

1864 Il governo approva un regio decreto che reintroduce il gioco del lotto che a Napoli era stato abolito da Garibaldi.

1864 Viene inaugurata la prima stazione centrale di Milano.

28 febbraio 1864: l'effetto della Legge Pica, che doveva durare fino al dicembre del 1863, viene prolungato fino alla fine del 1865.

21 marzo 1864: il Parlamento promulga le legge per la fondazione della banca d'Italia.

28 marzo 1864 Fondata la Banca Popolare di Lodi, prima banca popolare in Italia

20 aprile 1864 Londra concede la cittadinanza onoraria a Giuseppe Garibaldi, in visita in Inghilterra

Aprile 1864 Una circolare del Ministero delle Finanze fissa al giorno 27 il pagamento degli stipendi degli impiegati statali

15 giugno 1864 A Milano viene fondato il Comitato dell'Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra, che diverrà in seguito Croce Rossa.

22 agosto 1864: l'Italia partecipa e sottoscrive l'atto costitutivo di Ginevra che decreta la fondazione della Croce Rossa Internazionale.

15 settembre 1864: Italia e Francia firmano a Parigi una convenzione inerente alla questione romana. L’accordo prevede un ritiro delle forze francesi dalla città eterna entro due anni, mentre l'impegno italiano è quello di non aggredire lo Stato Pontificio; l'accordo contiene anche una clausola segreta: l’impegno di trasferire nell'arco di sei mesi la capitale d'Italia da Torino in un'altra città italiana, a dimostrazione che il governo italiano rinuncia a Roma come nuova capitale.

18 settembre 1864 Una Commissione militare decide che Firenze è la città più idonea ad essere la nuova capitale del Regno, ufficialmente per motivi strategici.

21- 22 settembre 1854: la clausola segreta viene "spifferata" e a Torino scoppiano violente manifestazioni popolari di protesta contro il trasferimento a Firenze della capitale del nuovo Regno, represse nel sangue dalla Polizia. I morti sono una cinquantina

23 settembre 1854 di fronte alle proteste e all’entità della violenza e della repressione, il sovrano accusa Minghetti di inettitudine e ne chiede le dimissioni, ottenendole.

23 settembre 1864 Si insedia il primo governo di Alfonso La Marmora, primo militare a ricevere tale incarico. Rimarrà in carica sino al 31 dicembre 1865

28 settembre 1864 Giuseppe Mazzini aderisce alla Prima Internazionale detta Associazione Internazionale dei Lavoratori.

19 novembre 1864: la Camera approva il trasferimento della Capitale da Torino a Firenze con effetto a partire dall'11 dicembre (si rinvierà poi il tutto al 3 febbraio successivo): tutti i deputati piemontesi votano contro.

27 novembre 1864 Nel corso della disastrosa spedizione in Messico di Napoleone III un decreto apploca il termine "recette" per designare l’ufficio postale. I direttori degli uffici Postali diventano «receveur » delle Poste.

8 dicembre 1864 Pio IX pubblica Il Sillabo, ovvero il Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, ovvero l’Elenco contenente i principali errori del mondo moderno. Nel Sillabo 80 proposizioni pubblicate insieme all'enciclica Quanta cura, nella ricorrenza della solennità dell'Immacolata Concezione. Nel Sillabo sono condannati il liberalismo, le vecchie eresie riproposte nelle idee del tempo, l'ateismo, il comunismo, il socialismo, l'indifferentismo ed altre proposizioni relative alla Chiesa e alla società civile tra cui il matrimonio civile.





1865

1865 La convenzione telegrafica internazionale di Parigi dà vita all'Union télégraphique internazionale (UTI) poi divenuta Union Internationale des télécommunications (UIT)

22 gennaio 1865 Violenta insurrezione popolare a Palermo. La Guardia Nazionale interviene per ristabilire l’ordine

3 febbraio 1865 Re Vittorio Emanuele II si trasferisce da Torino a Firenze che diventa la Capitale del Regno d’Italia.

7 marzo 1865 Re Vittorio Emanuele posa la prima pietra della Galleria di Milano fra Piazza del Duomo e Palazzo Marino

14 marzo 1865: Passa la legge sullo smantellamento del complesso navale-industriale, siderurgico-ferroviario del sud, che viene chiuso potenziando quello ligure-piemontese (fino allora in mano inglese) e quello ferroviario (quasi interamente in mano inglese).

20 marzo 1865: il Parlamento approva la legge di unificazione amministrativa e riconferma l'estensione nel resto d'Italia del codice penale già vigente nell'ex Regno di Sardegna.

1 aprile 1865 Muore l’attrice e cantante lirica Giuditta Pasta

2 aprile 1865 Viene emanata la legge che prevede l’entrata in vigore del nuovo Codice Civile unitario (che ribadisce l'inferiorità giuridica delle donne), del Codice del Commercio e di quello della Marina Mercantile e della Navigazione.

7 maggio 1865 A Torino si svolge il primo congresso delle banche popolari, presenti una trentina di banche

Giugno 1865 Viene promulgato il nuovo Codice Civile unitario, in vigore dal 1 gennaio 1866.

Luglio 1865 Epidemia di colera soprattutto ad Ancona e nelle Marche provoca migliaia di morti

10 luglio 1865 Il Valdostano Innocenzo Manzetti organizza una dimostrazione pubblica della sua invenzione, basata sull’induzione elettromagnetica, il “télégraphe parlant“. Come riportano numerose testimonianze dell’epoca Manzetti riesce a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza utilizzando il principio di induzione magnetica

1 agosto 1865 Esce il quotidiano economico commerciale e finanziario Il Sole

22-29 ottobre 1865 Si tengono le elezioni politiche per la Nona Legislatura (la seconda del Regno d’Italia) per il nuovo Parlamento appena spostato a Firenze. Confermano la maggioranza della destra moderata. Rispetto al 1861, la Destra storica perde l'11,6% dei voti ottenendo il 34,5% dei voti mentre la Sinistra storica avanza del 7,4% conquistando il 27,8%. L’Estrema il 2,8%. Eletti non definibili il 1,2%. Altri candidati il 33,9%

5 novembre 1865 Le truppe francesi cominciano a lasciare Roma in base alla Convenzione di settembre firmata nel 1864

12 dicembre 1865 E’ fondata la Banca Popolare di Milano

19 dicembre 1865 La Camera respinge un regio decreto che affida alla Banca Nazionale il servizio di Tesoreria dello Stato. Di conseguenza Alfonso La Marmora si dimette ma il nuovo incarico governativo sarà nuovamente affidato a lui.

31 dicembre 1865 Si insedia il secondo governo La Marmora. Rimarrà in carica sino al 20 giugno 1866.

Dalla Terza Guerra di Indipendenza alla proclamazione di Roma capitale de Regno d’Italia

1866 Il 20 giugno inizia la III Guerra di Indipendenza. Il 24 giugno l’esercito regio è battuto dagli austriaci a Custoza. Il 20 luglio anche la flotta italiana viene sconfitta presso Lissa, nell’Adriatico. Garibaldi cerca di controbilanciare la situazione militare con i suoi volontari che a Bezzecca sconfiggono gli austriaci. Dopo la definitiva sconfitta austriaca ad opera dei prussiani (Sadowa) il trattato di pace concede all’Italia l’annessione del Veneto. Gli austriaci, tuttavia, non riconoscendo la vittoria italiana cedono la regione alla Francia che, a sua volta, la "offre" all'Italia

La vittoria della Prussia sull’Austria e sulla Francia consentono al Regno d’Italia di annettere il Veneto e di entrare a Roma completando l’Unità d’Italia fra il 1866 e il 1870. Nel 1866 scoppia la guerra austro-prussiana per la supremazia in Germania. Per il giovane Regno d’Italia inizia la terza guerra di indipendenza contro l’Austria Scoppia la guerra austro-prussiana per la supremazia in Germania. La Prussia vincerà, annettendo Hannover, lo Schleswig-Holstein, i 2 ducati dell'Assia, Nassau e Francoforte. Per parte sua, il Regno d’Italia annette il Veneto, il Friuli e la provincia di Mantova. Il Governo Italiano (guidato dal generale Alfonso La Marmora) conclude una alleanza militare con la Prussia di Otto von Bismarck, grazie anche alla mediazione della Francia di Napoleone III. Secondo i piani prussiani, l'Italia avrebbe dovuto impegnare l'Austria sul fronte meridionale. Nel contempo, forte della superiorità navale, avrebbe portato una minaccia alle coste dalmate, distogliendo ulteriori forze dal teatro di guerra nell' Europa centrale. Una volta firmato il trattato con la Prussia, l’allora presidente del Consiglio, Alfonso La Marmora, chiede di tornare al comando dell'esercito (assumendo la carica di Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito), ciò che avvenne il 20 giugno, cioè appena tre giorni prima dell’entrata in guerra.

1866

15 gennaio 1866 Muore a Torino lo scrittore, pittore e politico Massimo D’Azeglio a 67 anni

8 aprile 1866 Viene firmato il trattato di alleanza militare tra Italia e Prussia in funzione antiaustriaca.

12 aprile 1866 Inaugurazione a Chivasso del Canale Cavour che raccoglie le acque del Po’ fino a sfociare nel Ticino a Galliate per irrigare soprattutto il vercellese.

Maggio 1866 Il governo decide il corso forzoso della Lira

5 maggio 1865 A Milano Raffaele ed Edoardo Sanzogno fondano il quotidiano Il Secolo, attento soprattutto ai fatti di cronaca

12 maggio 1866: Rottura delle relazioni diplomatiche tra Firenze e Vienna.

16 giugno 1866 Scoppia la guerra austro-prussiana per la supremazia in Germania.

16 giugno 1866 la Prussia inizia l'ostilità contro alcuni principati tedeschi alleati dell'Austria

20 giugno 1866 Si insedia al suo posto il secondo Governo Ricasoli al posto del generale La Marmora desideroso di scendere direttamente nei campi di battaglia. Il governo Ricasoli rimarrà in carica sino al 10 aprile 1867

20 giugno 1866 Quattro giorni dopo la Prussia, anche l'Italia dichiara guerra all'Austria: inizia così la Terza guerra d'indipendenza, che vedrà La Marmora impegnato in prima persona come militare costringendolo a rassegnare le dimissioni al re. All'inizio del conflitto, l'esercito venne diviso in due armate:
• la prima, al comando di Alfonso La Marmora, era stanziata in Lombardia ad ovest del Mincio verso le fortezze del Quadrilatero;
• la seconda, al comando del generale Enrico Cialdini in Romagna, a sud del Po e verso Mantova e Rovigo.
• Al comando della flotta è designato il vecchio ammiraglio Carlo Persano.

24 giugno 1866 Battaglia di Custoza. Il capo di Stato Maggiore generale La Marmora muove per primo, incuneandosi fra Mantova e Peschiera, ove subisce una sconfitta a Custoza. Cialdini, al contrario, per tutta la prima parte della guerra non assunse alcuna posizione offensiva, limitandosi a dimostrazioni, sino a neppure iniziare l'assedio della fortezza austriaca di Borgoforte, a nord del Po. Custoza segna un generale arresto delle operazioni, con gli italiani che si riorganizzano nel timore di una controffensiva austriaca. Gli austriaci ne approfittano per compiere due piccole puntate offensive in Valtellina (operazioni in Valtellina) e in Val Camonica (battaglia di Vezza d'Oglio).

Luglio 1866 Un secondo cavo transatlantico è steso fra l’Irlanda e Terra-Nuova è verrà sfruttato per un centinaio di anni.

3 luglio 1866 Sul fronte tedesco la Prussia con la vittoria a Sadowa contro l’Austria ad opera del generale von Moltke, determina l'esito generale della guerra. A seguito delle sconfitte sul fronte tedesco da parte dei Prussiani gli austriaci ritirano su Vienna uno dei tre corpi di armata schierati in Italia e dando priorità alla difesa del Trentino e dell'Isonzo.

5 luglio 1866 Giunge notizia di un telegramma dell'imperatore di Francia Napoleone III, il quale promette di avviare una mediazione generale, che avrebbe permesso all'Austria di ottenere condizioni onorevoli di fronte alla Prussia e all'Italia di annettere Venezia. La situazione appare particolarmente imbarazzante, in quanto le forze armate non hanno saputo guadagnare alcun successo sul campo. Le forze disponibili, d'altra parte, appaiono consistenti, mentre gli austriaci vanno ritirando truppe verso la difesa di Vienna. Il governo italiano cerca quindi di guadagnare tempo, ingiungendo, al contempo, al generale La Marmora di ottenere «...una buona battaglia e per essere in condizioni ancora più favorevoli per la pace».

14 luglio 1866 Nel corso di un consiglio di guerra tenuto a Ferrara, si stabilisce un nuovo atteggiamento al proseguimento della guerra: Cialdini avrebbe guidato un esercito principale di 150 mila uomini, che sarebbe avanzato attraverso il Veneto, mentre La Marmora, con circa 70 mila uomini, avrebbe mantenuto il blocco sulle fortezze del Quadrilatero; la marina italiana dell'ammiraglio Persano avrebbe dovuto cercar gloria, uscendo dal porto di Ancona; il corpo dei volontari di Garibaldi, rinforzato da una divisione, avrebbe dovuto penetrare a fondo in Trentino, avvicinandosi il più possibile al capoluogo. Infatti, ora che l'acquisizione del Veneto è certa, appare soprattutto urgente procedere all'occupazione del Trentino, per non vederselo sfuggire alle trattative di pace.

11-22 Luglio 1866 Enrico Cialdini guida l'avanzata italiana dal Po di Ferrara a Udine: passa il Po e occupa Rovigo l'11 luglio, Padova il 12 luglio, Treviso il 14 luglio; San Donà di Piave il 18 luglio, Valdobbiadene e Oderzo il 20 luglio, Vicenza il 21 luglio, Udine il 22 luglio.

20 luglio 1866 Sconfitta italiana nella battaglia navale di Lissa. Al fine di rimediare all'insuccesso di terra, con un'eventuale vittoria navale, il Governo ordinò a Persano di attaccare con la flotta l'isola di Lissa, lungo la costa della Dalmazia. L'affondamento delle navi Palestro e Re d'Italia, durante la battaglia di Lissa da parte della flotta austriaca, la Österreich-Venezianische Marine o Marina Austro-Veneta comandata dall'ammiraglio Tegetthoff, segnano la sconfitta di Persano, degradato da parte del Senato riunito in alta Corte di Giustizia.

21 luglio 1866 Si svolge la battaglia di Bezzecca che prepara l’invasione del Trentino da parte di Garibaldi. I volontari di Giuseppe Garibaldi nel frattempo si sono spinti dal Bresciano in direzione della città di Trento aprendosi la strada il 21 luglio alla battaglia di Bezzecca.

25 luglio 1866 Una seconda colonna italiana guidata da Medici arriva, il 25 luglio, in vista delle mura di Trento (Invasione del Trentino del Medici).

Queste ultime vittorie italiane sono tuttavia oscurate, nella coscienza collettiva, dalla sconfitta della Marina a Lissa e non permettono di ottenere la tanto cercata "buona battaglia".

1 agosto 1866 Muore a Quarto l’ex presidente del Consiglio Luigi Carlo Farini

9 agosto 1866 Garibaldi risponde con il celebre e celebrato «obbedisco» e si ritira dal Trentino.

12 agosto 1866 La cessazione delle ostilità viene sancita con l'Armistizio di Cormons con l’Austria, seguito dal Trattato di Vienna.

15 settembre 1866 Comincia a Palermo la Rivolta del sette e mezzo che dura appunto poco più di una settimana

3 ottobre 1866 Trattato di Vienna L'Italia ottiene dall'Austria il Veneto per tramite di Napoleone III. Le condizioni del trattato di pace erano state, comunque, già stabilite prima dell'entrata in guerra. Secondo i termini del trattato di pace, l'Italia guadagna Mantova, l'intera antica terraferma veneta (che comprende l'attuale Veneto, salvo l'Ampezzano, e il Friuli occidentale). Rimangono in mano austriaca il Trentino, il Friuli orientale, la Venezia Giulia e la Dalmazia. In considerazione della pessima condotta italiana in guerra, gli austriaci ottengono di consegnare le province perdute alla Francia, che ne avrebbe fatto dono al Regno d'Italia. La Prussia forma la Confederazione Tedesca del Nord. L'Impero austriaco diventa l'Impero Austro-Ungarico

12 ottobre 1866 Nasce a Verona il quotidiano L’Arena

19-21 ottobre 1866 Plebiscito a Venezia approva l’annessione al Regno d'Italia. Essa viene sancita da un plebiscito (a suffragio universale maschile) svoltosi il 21 e 22 ottobre, anche se già il 19 ottobre in una stanza dell'hotel Europa sul Canal Grande il generale Leboeuf (plenipotenziario francese e "garante" dello svolgimento della consultazione) firmò la cessione del Veneto all'Italia. Prima ancora del plebiscito le terre venete erano già state cedute ufficialmente agli italiani; "la Gazzetta di Venezia" il giorno successivo ne aveva dato notizia, in pochissime righe: "Questa mattina in una camera dell'albergo d'Europa si è fatta la cessione del Veneto".

4 novembre 1866 i Savoia hanno consegnata dagli Asburgo la Corona Ferrea, già usata dai re longobardi, dagli Imperatori del Sacro Romano Impero Germanico e dallo stesso Napoleone Bonaparte tutti in quanto re d'Italia. La corona torna così alla sua sede storica nel Duomo di Monza.

7 novembre 1866 Re Vittorio Emanuele II entra a Venezia. Pochi giorni dopo la proclamazione ufficiale dell'esito del plebiscito, Vittorio Emanuele II di Savoia compie una visita solenne a Venezia. Le salme dei fratelli Bandiera e di Domenico Moro rientrano il 18 giugno 1867, quella di Daniele Manin il 22 marzo 1868.

11 dicembre 1866 Parte da Roma il grosso delle truppe francesi rimaste. Il ritiro è quasi ultimato

15 dicembre 1866 Per consentire ai veneti di avere una rappresentanza parlamentare, Vittorio Emanuele II scioglie la Camera e indice nuove elezioni per l'anno seguente.






1867

Nel 1867 Garibaldi compie un nuovo tentativo per conquistare Roma sbarcando nel Lazio, conclusosi con la sua sconfitta nella Battaglia di Mentana. Viene fermato e sconfitto a Mentana (3 novembre) dalle truppe francesi accorse in aiuto dello Stato Pontificio. Determinanti nello scontro risultano essere i nuovi fucili a retrocarica (fucili Chassepots) in dotazione ai militari francesi. I francesi sbarcarono a Civitavecchia e si uniscono alle truppe pontificie scontrandosi con i garibaldini. Le truppe franco-pontificie sconfiggono i volontari di Giuseppe Garibaldi, diretto a Tivoli per sciogliere la Legione essendo fallita la presa di Roma per la mancata insurrezione dei romani. Le truppe italiane, che in base alla convenzione hanno varcato i confini dello stato pontificio, lo abbandonano; ma i soldati francesi, nonostante quanto previsto nella convenzione del settembre 1864, rimangono a Roma e il ministro francese Eugène Rouher dichiara al parlamento francese: « que l'Italie peut faire sans Rome; nous déclarons qu'elle ne s'emparera jamais de cette ville. La France ne supportera jamais cette violence faite à son honneur et au catholicisme. »

9 febbraio 1867 Esce a Torino La Gazzetta Piemontese poi divenuta La Stampa

11 febbraio 1867 Il governo Ricasoli è battuto alla Camera e si dimette. Il Re respinge le dimissioni e indice nuove elezioni per il 10 marzo

17 febbraio 1867 Ampio rimpasto di governo. Ricasoli decide di cambiare cinque titolari di dicasteri.

10 -17 marzo 1867 Si svolgono le elezioni politiche per la Decima Legislatura. I votanti sono 276 mila, il 54,8% dei 504 mila aventi diritto. Il blocco della destra moderata mantiene la maggioranza. Rispetto a due anni prima la Destra storica aumenta i suoi voti dell'1,2% raggiungendo il 35,7% mentre la Sinistra storica avanza del 2,3% ottenendo il 30,1%, e l’estrema il 2,7%. Altri candidati ottengono il 30,8%.

4 aprile 1867 In seguito ai risultati elettorali, Ricasoli si dimette e il sovrano affida l'incarico di formare il nuovo esecutivo a Urbano Rattazzi.

10 aprile 1867 Si insedia il secondo Governo Rattazzi. Rimarrà in carica sino al 27 ottobre 1867

12 maggio 1867 Nasce la società promotrice delle biblioteche popolari

Giugno 1867 Riappare l’epidemia di colera soprattutto in Lombardia e in Sicilia. La città più colpita è Bergamo

16 agosto 1867 Approvata la legge sull’eversione dell’Asse ecclesiastico

Fine settembre 1867. I Garibaldini ritentano di conquistare Roma. L'invasione degli Stati Pontifici scatta, come programmato, alla fine di settembre 1867 nel viterbese con la colonna Acerbi.

22 ottobre 1867 Roma assiste ad un attentato alla caserma Serristori, che provoca la morte di ventitré degli zuavi pontifici che lì hanno quartiere e di due cittadini romani (Francesco Ferri e la figlia di sei anni, Rosa). L'attentato avrebbe dovuto dare il via ad una sollevazione che non ci sarà

23 ottobre 1867 La spedizione dei fratelli Cairoli viene sconfitta dalla Guardie Pontificie. Ha luogo lo scontro di villa Glori, quando un drappello di settantasei volontari guidati dai Fratelli Enrico e Giovanni Cairoli, giunti a prendere contatto con i rivoluzionari romani, non trovano nessuno ad attenderli e vengono sopraffatti dai Carabinieri Esteri del Papa.

25 ottobre 1867 La polizia papalina occupa, non senza perdite, il lanificio Aiani, a Trastevere, dove si trovano raccolte bombe a disposizione degli insorti.

26 ottobre 1867 Un reparto isolato alla retroguardia, guidato dal maggiore siciliano Raffaele de Benedetto, viene agganciato da quattrocento papalini al Colle San Giovanni, rifiuta di cedere le armi e viene interamente massacrato. Nel frattempo, giunge conferma che truppe regolari italiane avevano anch’esse traversato il confine, con la missione ufficiale di arrestare Garibaldi: si spera, forse, in qualche complicazione fra queste e la guarnigione di Roma. Nulla di tutto questo accade.

26 ottobre 1867 Garibaldi, con il suo piccolo esercito di volontari circa 8 mila uomini, decide di occupare Monterotondo dove si ferma prima nella locanda Frosi e poi nel Castello Orsini ospite del principe, un garibaldino don Ignazio Boncompagni. Qui, tuttavia, Garibaldi decide di arrestare la marcia, nella inutile attesa della sperata insurrezione in Roma. Solo alcuni reparti vengono inviati avanti verso Roma.

26 ottobre 1867 Gli zuavi francesi uccidono Giuditta Tavani Arquati, il marito e uno dei loro figli

27 ottobre 1867 Il Governo Rattazzi si dimette per le polemiche sulla crisi romana. Si insedia il primo governo di Federico Luigi Conte Menabrea. Rimarrà in carica sino al 5 gennaio 1868.

29 ottobre 1867 Lo stesso Garibaldi avanza sino a villa Spada ed al Ponte Nomentano, nella speranza di suscitare, con la sua presenza, una ribellione in Roma. La quale, in effetti, si limita ad alcuni scontri a fuoco. L’indomani Garibaldi torna sui propri passi a Monterotondo.

29 ottobre 1867 L'inazione del Garibaldi dà, al contrario, il tempo ad un corpo di spedizione francese, sotto il comando del Pierre Louis Charles de Failly, di prendere terra a Civitavecchia e di ricongiungersi a Roma con l'esercito del Papa al comando del generale Kanzler (carabinieri esteri o svizzeri, zuavi pontifici, legione di Antibes). Appare ormai chiaro che l'invasione non si sarebbe tradotta in una marcia trionfale, e parte degli effettivi meno motivati a disposizione del Garibaldi approfittando di un proclama del Re Vittorio Emanuele II, disertano, grandemente facilitati dalla prossimità del confine italiano: il fenomeno coinvolge, probabilmente, parecchie centinaia di unità, benché non vi sia nulla di certo.

3 novembre 1867. Garibaldi, che cerca di conquistare Roma, viene sconfitto alla battaglia di Mentana. Garibaldi dispone di truppe ridotte dalle diserzioni male equipaggiate e sostanzialmente prive di cavalleria ed artiglieria. Ha deciso di raggiungere Tivoli dove avrebbe sciolto la legione garibaldina. Sono state costituite sei brigate, ognuna composta da tre o quattro battaglioni, guidate rispettivamente dal Salomone, dal colonnello Frigyesi, dal maggiore Valzania, dal colonnello Elia e dal maggiore Achille Cantoni, il patriota forlivese che, avendo salvato la vita al Generale presso Velletri ed essendo poi caduto a Mentana, Garibaldi erge a protagonista del romanzo storico Cantoni, il volontario. Si aggiunge uno squadrone di Guide a Cavallo, forte di circa 100 unità, guidato dal Ricciotti Garibaldi (l'ultimo figlio del generale con Anita Garibaldi defunta proprio mentre fuggiva da Roma e dai francesi nel 1849) ed una singola batteria con due cannoni. L'armamento è costituito, probabilmente, per due terzi da fucili ad avancarica e per un terzo, addirittura, da moschetti a pietra focaia. Circa metà degli effettivi sono veterani di altre campagne risorgimentali, mentre la restante metà sono volontari privi di esperienza bellica anche se supportati da ufficiali piemontesi. I pontifici sono rappresentati da truppe anch’esse volontarie, ma veterane e di più prolungato inquadramento. L'Esercito pontificio è bewn equipaggiato e composto da circa 3 mila uomini, oltre ai circa 2500 del corpo di spedizione francese, truppe regolari in parte mercenarie (il "soldo" era di 50 centesimi al giorno + minestra, pane e caffè). La cavalleria era costituita da circa 150 dragoni e 50 cacciatori a cavallo; l'artiglieria di circa 10 pezzi.

9 dicembre 1867 In risposta alla Francia Giovanni Lanza, nel discorso di insediamento alla presidenza della Camera dei Deputati, dichiara che «siamo unanimi a volere il compimento dell'unità nazionale; e Roma, tardi o tosto, per la necessità delle cose e per la ragione dei tempi, dovrà essere capitale d'Italia».

22 dicembre 1867 Il governo Menabrea, accusato di debolezza sulla questione romana cade, battuto alla Camera con 201 no, 199 si e 8 astenuti


1868

Il governo Manabrea introduce la tassa sul macinato, imposta indiretta sulla macinazione del grano e dei cereali in genere. Il provvedimento fiscale è finalizzato al risanamento dei bilanci dello Stato. La norma, promulgata il 7 luglio (e abolita definitivamente il primo gennaio 1884) stabiliva un’imposta, calcolata direttamente al momento della macinazione, di 2 lire al quintale per il grano; di 1,20 lire per l’avena; di 0,80 lire per il mais e la segale. La tassa sul macinato provoca l’immediato aumento del prezzo del pane che porta alle note rivolte contadine passate alla storia come i “Moti del macinato”, e contribuisce anche all'aumento degli espatri di contadini all'estero.

1868 La Francia partecipa alla costituzione del Bureau télégraphique international, realizato in base alla convenzione di Vienna

5 gennaio 1868 Si insedia il secondo governo Manabrea Rimarrà in carica sino al 13 maggio 1869

23 gennaio 1868 Il Miniostro dell’Interno Carlo Cadorna dirama una circolare per frenare l’emigrazione.

7 febbraio 1868 Sfilano per la prima volta i corazzieri

22 aprile 1868 Il principe ereditario Umberto sposa a Torino la cugina principessa Margherita di Savoia

2 maggio 1868 Mario Fani e Giovanni Acquaderni fondano la società della gioventù cattolica, primo nucleo dell’Azione Cattolica

27 giugno 1868 Il Senato per iniziativa di Luigi Manabrea approva definitivamente la tassa sul macinato. Imposta sulla macinazione del grano e dei cereali in genere, è un'imposta indiretta, ideata, tra gli altri, da Quintino Sella, al fine di contribuire al risanamento delle finanze pubbliche.

29 giugno 1868 Pio IX indice il Concilio Vaticano Primo che sancirà il dogma dell'infallibilità del magistero del Papa in materia di fede e di morale

7 luglio 1868 Viene promulgata la tassa sul macinato diventando legge dello Stato.

6 agosto 1868 Fondata Ca’ Foscari a Venezia come Regia Scuola Superiore di Commercio

8 agosto 1868 Una privativa sui tabacchi è concessa a un monopolio di privati con interesse dello Stato agli utili

17 settembre 1868 Viene abolito il corso legale delle monete d’argento coniate negli ex stati pre-unitari.

13 novembre 1868 Muore a Passy Gioacchino Rossini

24 novembre 1868 L’attentato garibaldino dell’ottobre 1867 a Roma contro la caserma Serristori provoca la decapitazione sottoscritta dal Papa-Re dei ribelli Giuseppe Monti (muratore di Fermo) e del romano Gaetano Tognetti a Roma in largo dei Cerchi (vicino al Circo Massimo). E’ l’ultima condanna a morte eseguita dallo Stato Pontificio.

Fine 1868 Una Commissione amministrativa nominata con decreto ministeriale e presieduta dal senatore Luigi Cibrario disegna un piano di riordino del sistema bibliotecario. Dieci biblioteche sono definite primarie mentre la Biblioteca Nazionale è quella di Firenze con l’obbligo di deposito legale di ogni pubblicazione


1869

1º gennaio 1869. Entra in vigore la tassa sul macinato A seguito delle rivolte popolari scoppiate in tutta Italia ma soprattutto al nord per le sue gravi conseguenze e represse con l’aiuto dell’esercito, la battaglia si trasferisce in Parlamento

26 gennaio 1869 il Senato conferma la tassa sul macinato e conferisce al generale Raffaele Cadorna pieni poteri per la repressione.

6 febbraio 1869 Muore a Castagnola di Lugano a 67 anni Carlo Cattaneo principale sostenitore di una soluzione federalista per l’Italia

25 marzo 1869 A Milano muore il giovane esponente della Scapigliatura Ugo Tarchetti. La sua opera più nota, Fosca incompiuta verrà completata dall’amico Salvatore Farina

19 aprile 1869 La Camera approva la revoca dell’esenzione militare per i religiosi.

22 aprile 1869 Approvata la legge che istituisce la Ragionieria Generale

7 maggio 1869 Si dimette il governo Manabrea prima di succedere a sè stesso

13 maggio 1869 Si insedia il terzo governo Manabrea Rimarrà in carica al 14 dicembre 1869.

3 giugno 1869 L’Isola di Montecristo la più lontana dalla costa toscana è acquistata dal governo italiano per 100 mila lire dal proprietario britannico Watson Taylor stanco dei danni subiti dagli sbarchi

16 giugno 1869 Inizio delle manifestazioni soprattutto a Milano contro il governo accusato di corruzione sull’affare dei tabacchi. La protesta guidata dal radicale dell’esterma il giornalista Felice Cavallotti che è arrestato dura diversi giorni

18 giugno 1869 Muore a Senigallia il boia dello Stato pontificio Giovan Battista Bugatti detto mastro Titta che esegue 516 condanne dal 1796 sino al 1864.

17 luglio 1869 L’imperatore Bonaparte dà vita al suo quarto ed ultimo governo dittatoriale. Rimarrà in carica sino al 27 dicembre 1869

18 ottobre 1869 Re Vittorio Emanuele sposa con nozze morganatiche la bela Rosina Rosa Vercellana con cui ha una relazione sin dal 1847 quando aveva solo 14 anni e da cui aveva avuto nel 1848 Vittoria e nel 1851 Emanuele. In base al matrimonio morganatico sposa e figli non hanno diritto su titoli e proprietà dello sposo

10 novembre 1869 Nasce a Prato l’anarchico Gaetano Bresci futuro regicida.

11 novembre 1869 Nasce a Napoli Vittorio Emanuele figlio di Umberto principe ereditario e di Margherita di Savoia

15 novembre 1869 L’armatore Rubattino (quello che fornisce le imbarcazioni per la spedizione dei Mille) in tacito accordo col governo italiano decide di creare uno scalo nel Mar Rosso ad uso delle proprie navi dirette nell’Oceano Indiano ed acquista un territorio nella base di Assab. Diventerà il primo nucleo di una colonia italiana in Africa

17 novembre 1869 Viene inaugurato il canale di Suez

8 dicembre 1869 Si inaugura il Concilio Vaticano I. La prima sessione si tiene nella Basilica di San Pietro il giorno 8 dicembre 1869. Vi partecipano quasi 800 Padri conciliari. Il primario scopo del Papa fu di ottenere la conferma della posizione che egli aveva assunto nel suo Sillabo, condannando una vasta gamma di posizioni associate al razionalismo, al liberalismo e al materialismo e al fideismo. Il fine del Concilio è, accanto alla condanna, di definire la dottrina riguardante la chiesa. Nelle tre sessioni vi è discussione e approvazione solo di due costituzioni: Dei Filius, la Costituzione Dogmatica sulla Fede Cattolica (che definisce, tra le altre cose, il senso in cui la Bibbia è ispirata da Dio secondo la dottrina cattolica) e Pastor Aeternus, la Prima Costituzione Dogmatica sulla Chiesa di Cristo, che tratta il primato e l’infallibilità del vescovo di Roma quando definisce solennemente un dogma.

La posizione assunta dal Papa in occasione del Concilio Vaticano I, volendo risolvere il problema dell'infallibilità papale, desta preoccupazione per il timore che serva al Papa per intromettersi negli affari politici.

14 dicembre 1869 Si insedia il governo di Giovanni Lanza. Rimarrà in carica sino al 10 luglio 1873 per un totale di 3 anni, 6 mesi e 26 giorni. È il più lungo governo della storia dell'Italia monarchica. Nel frattempo continuava l'occupazione francese di Roma, "non rimanendo più traccia della oramai conculcata convenzione del 15 settembre 1864.

27 dicembre 1869 Finisce il quinto governo dell’Imperatore Luigi Bonaparte


1870

Approfittando della sconfitta francese nella Guerra Franco-Prussiana (battaglia di Sedan) e nella non ingerenza dell’Austria i bersaglieri dell’esercito italiano, entrano a Roma attraverso la breccia di Porta Pia (20 settembre). Le disparità economiche tra le classi sociali e le diverse zone del paese favoriscono il manifestarsi di una decisa conflittualità popolare, aggravata, oltretutto, dall’introduzione della Tassa sul macinato . La risposta dello stato liberale ai moti è fortemente influenzata dall’incapacità dei gruppi politici dominanti di comprendere le istanze che provengono dalla società: si manifesta chiaramente una dicotomia tra i fautori degli scioperi e il blocco politico costituito dalla borghesia di stampo liberale. Anche le forze radicali presenti in parlamento non riescono a gestire le nuove istanze provenienti dalle classi proletarie incidendo, solo marginalmente, sull’operato dei governi riguardo le repressioni poliziesche e la proclamazione dello stato d’assedio che vengono messe in atto per arginare il fenomeno sovversivo.

4 gennaio 1870 Si insedia il Governo di Emile Ollivier. Rimarrà in carica sino al 10 agosto 1870. E’ il penultimo governo del Secondo Impero di luigi Napoleone Bonaparte. Rimarrà in carica sino al 10 agosto 1870

La breccia di porta Pia e la presa di Roma il XX settembre 1870

Vista retrospettivamente da Parigi l'occupazione di Roma a protezione del Papa apparirà una delle cause che aveva impedito accordi di alleanza militare fra Francia e Italia. Girolamo Napoleone II in un discorso all'Assemblea Nazionale francese dichiara il 24 novembre 1876 che la conservazione del potere temporale era costato alla Francia la perdita dell'Alsazia e della Lorena. Il fatto è che la soluzione della questione romana si produce solo in seguito alla sconfitta francese di Naponeone III a Sédan. Essa induce l’esercito italiano a farsi più ardito: guidato dal generale Raffaele Cadorna, entra in Roma, non più difesa dalle truppe francesi in occasione della Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870, annettendo il millenario Stato della Chiesa al Regno d'Italia.

1870 La tassa sul macinato viene inasprita dal governo guidato da Giovanni Lanza per iniziativa di Quintino Sella nel 1870 e di nuovo sotto Marco Minghetti tra il 1873 e il 1876, portando infine alla crisi del suo governo e alla caduta della Destra storica.

14 luglio 1870 il governo di Napoleone III dichiara guerra alla Prussia.

Estate 1870 Il governo procede alla costituzione di un Corpo d'osservazione dell'Italia centrale. In questo contesto furono chiamate sotto le armi anche le classi 1842-45.

2 agosto 1870 la Francia per recuperare un rapporto amichevole con l'Italia, avverte il governo italiano che è disponibile a ripristinare la convenzione del 1864 e a ritirare le truppe da Roma.

10 agosto 1870 Si insedia in Francia il Governo di Charles Cousin-Montauban. Rimarrà in carica sino al 4 settembre 1870, ovvero sino alla caduta del Secondo Impero.

10 agosto 1870 il ministro della guerra Giuseppe Govone convoca il generale Raffaele Cadorna cui assegna il comando del corpo con le seguenti disposizioni: 1° Mantenere inviolata la frontiera degli stati pontifici da qualunque tentativo d'irruzione di bande armate che tentassero di penetrarvi; 2° Mantenere l'ordine e reprimere ogni moto insurrezionale che fosse per manifestarsi nelle provincie occupate dalle divisioni poste sotto a' di Lei ordini; 3° Nel caso in cui moti insurrezionali avessero luogo negli stati pontifici, impedire che si estendano al di qua del confine. » Il dispaccio concludeva con « La prudenza e l'energia altra volta da Lei dimostrata in non meno gravi circostanze, danno sicuro affidamento, che lo scopo che il governo si propone, sarà pienamente raggiunto. » Oltre a Cadorna il governo nomina anche i comandanti delle tre divisioni che costituiscono il corpo nelle persone dei generali Emilio Ferrero,Gustavo Mazè de la Roche e Nino Bixio. Cadorna solleva subito i suoi dubbi sulla presenza di Bixio, considerato troppo impetuoso e quindi inadatto ad una missione che «richiedeva somma prudenza». Govone, che si ritirerà pochi giorni dopo dal governo, accetta le opinioni di Cadorna e nomina al posto di Bixio il generale Cosenz.

11 agosto 1870 Con l’obiettivo di arrivare al pareggio di bilancio, il Parlamento approva il pesante omnibus finanziario di Quintino Sella, che aumenta molte imposte, dirette e indirette, taglia o riduce molti uffici pubblici e trasferisce alle province le spese per l’istruzione secondaria

20 agosto 1870 alla Camera interpellanze di vari deputati tra cui Cairoli e Nicotera chiedono di denunciare definitivamente la convenzione del 15 settembre e di muovere su Roma. La risposta del governo ricorda che la convenzione esclude i casi straordinari e proprio questa clausola aveva permesso a Napoleone III di intervenire a Mentana. Nel frattempo comunque i francesi abbandonarono Roma.

20 agosto 1870 il cardinale Antonelli a sua volta aveva inviato una richiesta ai governi stranieri onde si opponessero «alla violenze dal governo sardo (sic!) minacciate». La maggior parte dei governi si limita a non rispondere, altri invece esprimono l'opinione che la cosa non li riguardi.

Fine agosto 1870 le tre divisioni dell’esercito incaricato di muovere su Roma sono portate a cinque ed il comando di questi nuovi reparti è affidato al generale Diego Angioletti e Bixio, che non riscuote le simpatie del comandante del Corpo. Il totale dei militari del Corpo arriva a superare le 50 mila unità. L'esercito pontificio è costituito da circa 15 mila militari di varie nazionalità. Circa 4 mila sono francesi, tra cui la legione di Antibes, forte di 1200 uomini, e circa mille sono tedeschi. Vi sono inoltre 400 volontari pontifici. Con lo scoppio della guerra Franco-Prussiana parte dei militari francesi è richiamata in patria. Il comandante è il generale Hermann Kanzler (badese), coadiuvato dai generali De Courten e Zappi.

In questo nuovo clima si muove la diplomazia italiana chiedendo una soluzione della questione romana. L'imperatrice Eugenia, che aveva in quel momento le funzioni di reggente, spedisce la nave da guerra Orénoque a stazionare davanti a Civitavecchia. Ma le vicende della guerra franco-prussiana peggiorano per i francesi, e Napoleone III cerca soccorsi in Italia che, visto lo stato dei rapporti, gli sono negati.

29 agosto 1870 il ministro degli affari esteri, il marchese Emilio Visconti Venosta invia al ministro del Re a Parigi una lettera con cui espone i punti di vista del governo italiano da rappresentare al governo francese. Visconti Venosta rileva come le condizioni che hanno a suo tempo portato alla convenzione di settembre tra Italia e Francia siano completamente cadute. L'obiettivo che il Governo imperiale ha perseguito, cioè di facilitare una conciliazione tra il Santo Padre, i Romani e l'Italia, conformemente ai punti di vista espressi dall'Imperatore nella sua lettera a Monsieur de Thouvenel del 26 maggio 1862, è stato non solo mancato, ma è addirittura completamente fallito a causa di circostanze sulle quali è inutile insistere… »

29 agosto 1870 Visconti Venosta dirama a tutti i rappresentanti di Sua Maestà all'estero una lettera circolare con la quale si espongono alle potenze europee le garanzie che venivano offerte al Pontefice a tutela della sua libertà; contemporaneamente si sottolinea l'urgenza di risolvere un problema che, secondo l'opinione del governo italiano, non può essere rimandato.

1 settembre 1870 Napoleone III viene sconfitto e catturato dai prussiani alla battaglia di Sedan.

4 settembre 1870 Cade il Secondo Impero e in Francia veniva proclamata la Terza Repubblica. Questo stravolgimento politico apre di fatto all'Italia la strada per Roma

4 settembre 1870 Mentre Parigi si trova accerchiata dalla truppe prssiane si insedia il Governo della difesa nazionale presieduto dal generale Louis Jules Trochu. Rimarrà in carica sino al 12 gennaio 1871. E’ composto da deputati repubblicani di Parigi fra i quali Léon Gambetta, ministro dell'Interno, Jules Favre, ministro degli esteri e Jules Ferry segretario del governo

7 settembre 1870 Visconti Venosta invia un'altra lettera in cui le intenzioni del governo vengono nuovamente esplicitate e le motivazioni rafforzate.

8 settembre il ministro del Re a Monaco, il genovese Giovanni Antonio Migliorati, risponde a Visconti Venosta esponendo i risultati del colloquio con il conte di Bray: «Il Ministro degli Affari Esteri mi disse che le basi che porrebbe l'Italia alla Santa Sede ... gli sembrerebbero tali da dover essere accettate da Roma...». Simili considerazioni arrivano da Berna spedite da Luigi Melegari. Anche i rappresentanti a Vienna, a Karlsruhe, presso il governo del Baden e a Londra esprimono opinioni simili. L'unico governo che esita in qualche modo a prendere posizione è quello di Bismarck che si trova a Parigi assieme al suo re, che in questi giorni sta per essere incoronato imperatore. Solo il 20 settembre da Berlino esprimerà una posizione di stretta non ingerenza.

8 settembre 1870 Alcuni giorni prima dell'attacco una lettera autografa del re Vittorio Emanuele II viene consegnata a papa Pio IX dal conte Gustavo Ponza di San Martino, senatore del Regno. Nell'epistola al "Beatissimo Padre" Vittorio Emanuele, dopo aver paventato le minacce del «partito della rivoluzione cosmopolita», esplicita «l'indeclinabile necessità per la sicurezza dell'Italia e della Santa Sede, che le mie truppe, già poste a guardia del confine, si inoltrino per occupare le posizioni indispensabili per la sicurezza di Vostra Santità e pel mantenimento dell'ordine».

10 settembre 1870 Jules Favre ministro del nuovo governo francese invia all'incaricato di Francia a Roma un'indicazione in cui afferma che il governo francese «ne peut approuver ni reconnaître le pouvoir temporel du Saint-Siège».

10 settembre 1870 Il conte San Martino scrivendo da Roma al capo del governo, Giovanni Lanza, descrive i suoi incontri con il cardinale Antonelli del giorno precedente e in particolare l'incontro con il Papa, raccontandogli … che sono stato dal Santo Padre, che gli ho consegnato la lettera di Sua Maestà e la nota rimessami da V. Eccellenza.... Il Papa era profondamente addolorato, ma non mi parve disconoscere che gli ultimi avvenimenti rendono inevitabile per l'Italia l'azione su Roma… Esso [il Papa] non la riconoscerà legittima, protesterà in faccia al mondo, ma espresse troppo raccapriccio per le carneficine francesi e prussiane, per non darmi a sperare che non siano i modelli che vuol prendere … fui fermo nel dirgli che l'Italia trova il suo proposito di avere Roma, buono e morale… Il Papa mi disse, leggendo la lettera, che erano inutili tante parole, che avrebbe amato di meglio gli si dicesse a dirittura che il governo era costretto di entrare nel suo Stato »

11 settembre Pio IX risponde a Re Vittorio Emanuele II in maniera succinta: « Maestà, Il conte Ponza di San Martino mi ha consegnato una lettera, che a V.M. piacque dirigermi; ma essa non è degna di un figlio affettuoso che si vanta di professare la fede cattolica, e si gloria di regia lealtà. Io non entrerò nei particolari della lettera, per non rinnovellare il dolore che una prima scorsa mi ha cagionato. Io benedico Iddio, il quale ha sofferto che V.M. empia di amarezza l'ultimo periodo della mia vita. Quanto al resto, io non posso ammettere le domande espresse nella sua lettera, né aderire ai principii che contiene. Faccio di nuovo ricorso a Dio, e pongo nelle mani di Lui la mia causa, che è interamente la Sua. Lo prego a concedere abbondanti grazie a V.M. per liberarla da ogni pericolo, renderla partecipe delle misericordie onde Ella ha bisogno. Il conte di San Martino riferisce verbalmente la frase pronunciata da Pio IX: «Io non sono profeta, né figlio di profeta, ma in realtà vi dico che non entrerete in Roma».

11 settembre 1870 Quello stesso giorno il corpo di spedizione italiano stanziato in Umbria entra nello Stato Pontificio marciando verso Roma, si trattava di circa 50 mila uomini, agli ordini del generale Raffaele Cadorna mentre l'esercito pontificio contava 13 mila unità, comandate dal generale Hermann Kanzler.

20 settembre 1870 Dopo tre giorni di inutile attesa (durante i quali si aspetta invano la dichiarazione di resa), la mattina del 20 settembre (intorno alle nove) l'artiglieria dell'esercito italiano, guidata dal generale Cadorna, con i propri colpi apre una breccia di circa trenta metri nelle mura della città, accanto a Porta Pia, che consente a due battaglioni (uno di fanteria, l'altro di bersaglieri di occupare la città. Tra i partecipanti all'evento vi è anche lo scrittore e giornalista Edmondo De Amicis, all'epoca ufficiale dell'esercito italiano che ha lasciato una particolareggiata descrizione dell'evento nel libro Le tre capitali: [...] La porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materasse fumanti, di berretti di Zuavi, d'armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti. [...] ». Nonostante l'importanza storica dei fatti (la riunione di Roma all'Italia e la fine dello Stato Pontificio), dal punto di vista militare l'operazione non è di particolare rilievo. La assai debole resistenza opposta dall'esercito pontificio ha in particolare valore simbolico. Sulle ragioni per cui papa Pio IX non esercita un'estrema resistenza sono state fatte varie ipotesi: la più accreditata è l'ipotesi della rassegnata volontà del Vaticano di mettere da parte ogni ipotesi di una violenta risposta militare all'offesa. È infatti noto che l'allora segretario di stato, il cardinale Giacomo Antonelli, abbia dato ordine al generale Kanzler di ritirare le truppe entro le mura e di limitarsi ad un puro atto di resistenza simbolico per evitare inutili e disumani spargimenti di sangue.

20 settembre 1870 Pio IX si rifugia nei palazzi del Vaticano condannando aspramente l'atto, con cui la Curia Romana vede sottrarsi il secolare dominio su Roma. Ritiratosi in Vaticano, si dichiara "prigioniero" fino alla morte, e intima ai cattolici - con il celebre decreto Non expedit - di non partecipare più da quel momento alla vita politica italiana.

20 settembre 1870 Il primo francobollo a portare per il mondo la notizia dell’unificazione della nazione è il Vittorio Riquadrato di cui è giunto perfettamente conservato un esemplare su lettera timbrata proprio il 20 settembre 1870 a Roma. A ricordo dell'inizio del moderno Stato d'Italia come lo conosciamo oggi, il XX Settembre è riportato nella toponomastica di molte città italiane, talvolta dando il nome alla strada che porta al duomo, a rimarcare implicitamente la vittoria dello Stato laico del 1870.

23 settembre 1870 Durante l’assedio di Parigi viene utilizzata una posta aerea. La mongolfiera "le Neptune" con un corriere di 125 chili prende il volo per atterare tre ore più tardi a sei chilometri da Evreux.

25 settembre 1870 Cadorna, che ha «alta autorità conferitagli dal governo, anche all'effetto di promuovere la formazione della giunta della città di Roma», decide di riconoscere la Giunta di Governo formata e costituita sotto la presidenza di Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta. L'organismo prende il nome di Giunta provvisoria di governo di Roma e sua provincia.

2 ottobre 1870. Plebiscito di annessione di Roma al Regno d’Italia Il governo del Regno "nei memorandum diramati all'estero" ha "proclamato il diritto dei romani di scegliersi il governo che desideravano". Così come era stato fatto per le altre provincie italiane, anche a Roma fu quindi indetto un referendum per sancire l'avvenuta riunificazione della città con il Regno d'Italia. La domanda posta fu la seguente: « Vogliamo la nostra unione al Regno d'Italia, sotto il governo del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori » I risultati vedono la schiacciante vittoria dei sì, 40.785, a fronte dei no che sono solo 46. Il risultato complessivo nella provincia di Roma è di 77.520 "sì" contro 857 "no". In tutto il territorio annesso i risultati sono 133.681 "sì" contro 1.507 "no". Lo stato pontificio cessa di esistere.

Ottobre 1870 Vengono sciolte le camere per consentire la partecipazione dei cittadini di Roma e del Lazio alle elezioni politiche

1 novembre 1870 Papa Pio IX emana l’enciclica Rescipientes ea omnia nella quale rivendica i possessi territoriali e scomunica tutti quelli che hanno partecipato all’invasione

16 novembre 1870 Le Cortes spagnole scelgono Amedeo d’Aosta, secondo figlio di Vittorio Emanuele II, come re di Spagna

20 novembre- 27 novembre 1870. Si svolgono le elezioni per l’Undicesima legislatura poco dopo la Presa di Roma e per questo numerosi cattolici seguono il Papa nella scelta del non expedit. Votano solo 240 mila cittadini sui 530 mila aventi diritto, pari al 45,5%. La Destra storica ottiene il 37,2%, la Sinistra storica il 28,8%, l’estrema l’1,9%, altri candidati il 31,9%

17 dicembre 1870 Muore a Napoli il compositore Saverio Mercadante

26 dicembre 1870 Il Tevere esce dagli argini allargando tutta Roma

31 dicembre 1870 Vittorio Emanuele II visita Roma in forma privata


Gli anni Settanta e il prosieguo delle sperimentazioni per le comunicazioni senza fili.

L’invenzione del telefono costituisce la novità del decennio. A partire dalla metà dell'ottocento viene esaminata la possibilità di comunicare senza fili, ma le varie sperimentazioni fatte non portano sinora a nessun risultato. Lo scozzese Clark Maxwell dimostra matematicamente come un'onda elettromagnetica si propaga e quale era il suo andamento ondulatorio. Il tedesco Heinrich Hertz compie esperimenti con correnti periodiche ad altissima frequenza dimostrando come le onde elettromagnetiche si trasformino in un movimento ondulatorio e la reale esistenza di queste onde elettromagnetiche, il tutto sperimentato e controllato in laboratorio. Il Fisico italiano Augusto Righi continua e migliora queste sperimentazioni. Hertz lavora anche a dimostrare la similitudine fra vibrazioni o oscillazioni di natura ottica (luce) e oscillazioni di natura elettromagnetica (non visibili) dimostrando la stessa identità di queste onde simili tra loro ma aventi frequenze assai diverse. A partire dagli anni Settanta le ricerche compiono un salto di qualità
1871

Nel 1871 per la prima volta il giovane Stato Italiano, nato con un forte deficit finanziario, raggiunge un pareggio di bilancio grazie alla politica fiscale attuata dal ministro Quintino Sella. Dal 1871 sia Pio IX sia i suoi successori, non escono dai Palazzi Vaticani in segno di protesta - chiamata "questione romana" - che si protrasse per quasi sessant'anni, fino alla stipula dei Patti Lateranensi nel 1929. Nonostante l'offerta delle Legge delle Guarentigie, i segnali del governo non sono sempre di distensione e di pacificazione.

2 gennaio 1871 Amedeo di Savoia è incoronato Re di Spagna

12 gennaio 1871 Si insedia il governo dell’Assemblea Nazionale. Rimarrà in carica sino al 19 febbraio 1871

22 gennaio 1871 Dimissioni dal governo del generale Trochu

26 gennaio 1871 In seguito alla capitolazione francese viene firmato l'armistizio con la Prussia che pone fine ai bombardamenti di Parigi

27 gennaio 1871 Viene approvato definitivamente il trasferimento da Firenze a Roma della capitale del Regno d’Italia

3 febbraio 1871 Roma è nominata Capitale del Regno d'Italia

6 febbraio 1871 Anche Léon Gambetta rassegna le dimissioni dal governo dell’Assemblea nazionale

8 febbraio 1871 In applicazione della convenzione di armistizio franco tedesco si svolgono le prime elezioni per l’Assemblea nazionale della Terza Repubblica secondo scrutinio di lista dipartimentale a un solo turno. vincono i conservatori pacifisti. Gli orleanisti conquistano 214 seggi poco meno di un terzo del totale, seguiti dai legittimisti con 182 seggi (27%), i liberali con 72 seggi (11%) i repubblicani radicali con 38 seggi (5,6%) e i bonapartisti con 20 seggi (3%)

17 febbraio 1871 L'Assemblea Nazionale elegge Adolphe Thiers "capo del potere esecutivo" Il nuovo governo dell’Assemblea Nazionale rimar in carica sino al 18 maggio 1871

19 febbraio 1871 Adolphe Thiers insedia àil suo Governo a Versailles.

18 marzo-28 maggio 1871 Dopo la sconfitta di Sédan a Parigi il popolo insorge contro il governo nato dalla nuova Assemblea nazionale, appena eletta a suffragio universale maschile.

26 marzo 1871 Nasce la Commune organizzazione vicina all’autogestione della città nata come reazione alla disfatta del secondo impero nella guerra franco tedesca che porta all’annessione dell’Alsazia-Lorena da porte dell’Impero tedesco. La Comune di Parigi è la prima esperienza socialista In senso proprio, la "Comune di Parigi" era l'autorità locale (il consiglio cittadino o distrettuale – in francese commune) che esercita il potere a Parigi per appena due mesi nella primavera del 1871. Ma le condizioni in cui si viene a formare, i suoi controversi decreti e la sua fine tormentata, rendono la Comune uno dei più importanti avvenimenti politici dell'epoca. Nel resto della Francia il Governo di Versailles è teoricamente sovrano anche se varie comuni simili a quella di Parigi sono proclamate in varie città di Provincia. La Comune di Parigi prende fine quando Adolphe Thiers ordina la riconquista della capitale e la repressione degli insorti.

10 maggio 1871 Viene firmato a Francoforte il Tratto di Pace La Francia perde l’Alsazia ad eccezione di Belfort, e una parte della Lorena e dei Vosgi. Una somma di cinque miliardi di franchi è richiesta a titolo di risarcimento bellico.

13 maggio 1871. Per disciplinare i rapporti tra il Regno d'Italia e la Santa Sede, il Parlamento del Regno d’Italia approva la legge delle Guarentigie la quale - come dice il suo nome - stabiliva precise garanzie per il Papa e la Santa Sede. Il Papa tuttavia non accetta la soluzione unilaterale di riappacificazione proposta dal governo e non muta il suo atteggiamento. La "Questione Romana" perdurerà fino ai Patti Lateranensi del 1929. La legge consta di venti articoli e si divide in due parti. La prima riguarda le prerogative del Pontefice a cui viene garantita l'inviolabilità della persona, gli onori sovrani, il diritto di avere al proprio servizio guardie armate a difesa dei palazzi, Vaticano, Laterano, Cancelleria e villa di Castel Gandolfo. Tali immobili sono sottoposti a regime di extraterritorialità che li esenta dalle leggi italiane e assicura libertà di comunicazioni postali e telegrafiche ed il diritto di rappresentanza diplomatica. Infine si garantisce, all'articolo 4 della legge, un introito annuo di 3.225.000 lire (pari a circa 13,5 milioni di euro 2009) per il mantenimento del Pontefice, del Sacro Collegio e dei palazzi apostolici. La seconda parte regola i rapporti fra Stato e Chiesa Cattolica, garantendo ad entrambi la massima pacifica indipendenza. Inoltre al clero viene riconosciuta illimitata libertà di riunione e ai vescovi è esentato il giuramento al Re. Pio IX, in virtù della Legge delle Guarentigie, diventava suddito dello Stato Italiano, pur potendo godere di una serie di privilegi rispetto agli altri cittadini. Tuttavia il Pontefice non vuole accettare una legge unilaterale compilata su iniziativa del solo Stato italiano e, a suo parere, eversiva; per questo motivo utilizza, per respingerla, un'espressione latina desunta dagli Atti degli apostoli: non possumus. Rinuncia, inoltre, alla dotazione annua, fissata in lire 3.225.000.

28 maggio 1871 L’anarchico Amilcare Cipriani viene arrestato in Francia per la sua partecipazione alla Comune di Parigi. Condannato a morte, verrà deportato in Nuova Caledonia e tornerà in Italia nel 1881

24 giugno 1871 Ultima sessione parlamentare dell’XI legislatura a Firenze

2 luglio 1871 Si svolgono in Francia elezioni suppletive con in palio 114 seggi in seguito a dimissioni e candidature multiple. Rispetto alle elezioni di febbraio si inverte la tendenza a favore dei repubblicani moderati e dei repubblicani radicali che conquistano rispettivamente 38 e 35 seggi contro i 26 dei liberali vicini a Thiers e i 12 degli orleanisti e i soli 3 dei bonapartisti.

3 luglio 1871 Vittorio Emanuele II fa il suo ingresso solenne a Roma

5 luglio 1871 Muore la giornalista e scrittrice Cristina Trivulzio di Belgioioso a 63 anni.

loi du 16 juillet 1871, prise en réaction à la Commune de Paris, le dépôt d'un fort cautionnement comme préalable obligatoire à la parution de journaux fut rétabli.

19 luglio 1871 Viene approvata la legge di riforma dell’esercito. Il reclutamento si basa sulla coscrizione obbligatoria su scala nazionale

18 agosto 1871 Il Governo scioglie la sezione napoletana dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori fondata dall’anarchico russo Michele Bakunin

31 agosto 1871 Alphonse Thiers è eletto Presidente della Repubblica. Rimarrà in carica sino al 24 maggio 1873. Thiers insedia Jules Dufaure rimanendo Capo del Consiglio dei Ministri. Il primo governo Dufaure rimarrà in carica sino al 18 maggio 1873

17 settembre 1871 Viene inaugurato il traforo ferroviario del Fréjus.

20 ottobre 1871 Per opera della Gioventù Cattolica nasce a Venezia l’Opera dei Congressi con lo scopo di riunire delegati e membri delle società cattoliche italiane. Il primo congresso si terrà nel 1874

1 novembre 1871 Il XII Congresso delle società operaie segna la definitiva rottura tra i movimenti di ispirazione mazziniana e quelli socialisti

27 novembre 1871 A Montecitorio è inaugurata la seconda sessione dell’XI legislatura, trasferita da Firenze a Roma

12 dicembre 1871 Il ministro delle finanze Quintino Sella espone il programma delle “economie fino all’osso”

24 dicembre 1871 Al Cairo va in onda la prima dell’Aida di Giuseppe Verdi

28 dicembre 1871 Antonio Meucci deposita l brevetto provvisorio del telefono, o meglio il “telettrofono“, un sistema di trasmissione che però, anche per l’inadeguatezza del microfono, funziona solo su brevi distanze. Il primo dispositivo di Meucci consiste in due fili attorcigliati e stretti tra i denti.



1872

Nel 1872 si producono diversi eventi naturali, come lo straripamento del Po e l'eruzione del Vesuvio, che recano danni alle popolazioni.

1872 Viene presentato in Francia un disegno di legge per l’unificazione dei servizi postali con quelli telegrafici

1872 Viene fondata la Pirelli

11 febbraio 1872 Viene fondato a Legnano per iniziativa di Costanzo Cantoni e del figlio Eugenio il cotonificio Cantoni con lo scopo di esercitare l’industria del cotone e altre industrie affini

10 marzo 1872 Muore a Pisa Giuseppe Mazzini

24 aprile 1872 L’Eruzione del Vesuvio provoca nove morti

maggio 1872 straripamento del Po al Nord allagando le campagne per diverse settimane

4 agosto 1872 A Rimini si svolge la Prima Conferenze delle sezioni italiane dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori, presieduta dall’anarchico Carlo Cafiero e con segretario Andrea Costa

13 settembre 1872 Iniziano i lavori per realizzare il traforo del San Gottardo

Ottobre 1872 Epidemia di vaiolo a Trieste

14 ottobre 1872 Nascono gli alpini

17 novembre 1872 Muore il poeta Luigi Mercantini autore de La spigolatrice di Sapri e dell’ Inno a Garibaldi

26 dicembre 1872 Nasce a Genova l’Istituto Idrografico della Marina


1873


Nel 1873 la scoperta delle proprietà foto-sensibili del sélenio da parte di Willoughby Smith permette di avviare le prime ricerche sulla trasmissione delle immagini a distanza. In Italia il crescente aumento dell'emigrazione italiana verso l'America rende necessaria la creazione di una linea postale sovvenzionata e nasce così la linea della compagnia Lavarello. I piroscafi impiegano 24 giorni per consegnare la posta da Genova a Montevideo e 25 giorni per consegnarla a Buenos Aires.

Gennaio 1873 Una legge sopprime la facoltà di teologia presso le università italiana

11 febbraio 1873 Amedeo d’Aosta, da due anni re di Spagna, abdica e lascia la Spagna. In Spagna viene proclamata la Prima Repubblica da parte dell'Assemblea Generale. La prima repubblica durò solo undici mesi durante i quali vennero nominati quattro Presidenti.

18 marzo 1873 Si insedia per pochi giorni il secondo governo Jules Dufaure. Cade quando Thiers rassegna le dimissioni da Presidente della Repubblica

1 maggio 1873 Il governo Lanza si dimette dopo le polemiche per l’ampliamento dell’arsenale di Taranto. Poi Lanza ritira le dimissioni

22 maggio 1873 Muore Alessandro Manzoni

24 maggio 1873 Adolphe Thiers rassegna le dimissioni da Presidente della Repubblica. E’ immediatamente sostituito alla testa dell’Esecutivo dal Maresciallo Patrice de Mac-Mahon. La sua azione è mirata a favorire il ritorno della monarchia. Lo stesso giorno Jules Dufaure rassegna le dimissioni del suo governo al neoletto Presidente Mac-Mahon.

25 maggio 1873, Patrice de Mac-Mahon nomina Albert de Broglie vice-presidente del Consiglio. De Broglie rimarrà in carica sino al 24 novembre 1873

27 maggio 1873 Il Parlamento approva la soppressione di ordini religiosi e la liquidazione dei loro beni anche per la provincia di Roma

giugno 1873 Il governo Lanza estende anche a Roma le leggi anticlericali (leggi Siccardi e successive) e due anni dopo impone pure al clero l'obbligo del servizio militare Come ministro dell'Interno Giovanni Lanza emette una circolare per porre dei limiti al fenomeno della emigrazione.

5 giugno1873 Muore a 65 anni il capo della sinistra storica Urbano Rattazzi già presidente del Consiglio nel 1862 e nel 1867. Alla sua morte Agostino Depretis, ormai leader prepara l'avvento al potere del suo partito.

26 giugno 1873 Le dimissioni del governo Lanza diventano definitive

10 luglio 1873 Si insedia il secondo Governo Minghetti. Rimarrà in carica sino al 25 marzo 1876. E’ ricordato per l’inasprimento delle imposte indirette che colpiscono i ceti meno abbienti

1873, scompare la poste aux chevaux au profit du transport par chemin de fer, il existait 54 lignes, puis en 1914, 175 lignes. Fermeture des derniers relais de poste

17 settembre 1873 Vittorio Emanuele II comincia la visita in Austria, seguita da quella a Berlino. La politica estera è il segnale del riavvicinamento ai cosiddetti imperi centrali

25 settembre 1873 Muore a Cecina a 69 anni lo scrittore Francesco Domenico Guerrazzi, già triumviro della Toscana con Montanelli e Mazzoni nel 1849

7 novembre 1873 Esce il settimanale La nuova illustrazione universale, poi rinominato nel 1875 L’Illustrazione italiana

13 novembre 1873 Muore a Milano Gabrio Casati

16 novembre 1873 A bordo della sua nave a Sumatra muore Nino Bixio

26 novembre 1873 Patrice de Mac-Mahon conferma Albert de Broglie vice-presidente del Consiglio. Il secondo governo De Broglie rimarrà in carica sino al 16 maggio 1874


1874

1 gennaio 1874 Adesione della France all'Unione Generale delle Poste.

26 gennaio 1874 Muore a Milano Giuseppe Rovani scrittore vicino alla Scapigliatura

4 febbraio 1874 Bocciata la proposta Scialoja per l’istruzione elementare obbligatoria

Aprile 1874 E’ approvata la prima legge organica sull’emissione di moneta cartacea. I sei istituti autorizzati sono Banca Nazionale del Regno d’Italia, Banca nazionale di Toscana, BANCA Toscana di credito, Banca Romana, Banco di Napoli, Banco di Sicilia.

25 aprile 1974 Nasce a Bologna Guglielmo Marconi figlio di un proprietario terriero che vivave nelle sue proprietà a Montecchio sposatosi nell’aprile 1964 con una giovane irlandese, Annie Jameson, in visita in Italia per studiare bel canto

1 maggio 1874 Muore a Firenze Nicolò Tommaseo

22 maggio 1874 Nella Chiesa di San Marco a Milano è eseguito il Requiem di Verdi a un anno dalla scomparsa di Alessandro Manzoni

22 maggio 1874 Patrice de Mac-Mahon nomina Ernest Courtot de Cissey vice-presidente del Consiglio. Il governo Courtot de Cissey rimarrà in carica sino al 25 febbraio 1875

8 giugno 1874 Approvazione di una legge che disciplina l’esecizio delle professioni di avvocato e procuratore

13 giugno 1874 A Venezia si riunisce il primo congresso congresso cattolico italiano organizzato dalla società Gioventù Cattolica

7 agosto 1874 Un Regio Decreto istituisce un Consiglio Centrale di archeologia e belle arti presso il Ministero della pubblica istruzione

10 settembre 1874 La Sacra Penitenziaria vaticana ribadisce ufficialmente il non expedit, intimando ai cattolici di non votare alle elezioni politiche

24 settembre 1874 L’Economista rende nota la fondazione della Società Adamo Smith per sostenere e diffondere il liberismo economico

8 – 15 novembre 1874 Alle elezioni politiche del novembre 1874 per la Dodicesima Legislatura (la quinta del Regno d’Italia), la Destra moderata con il 33,5% con ampli consensi soprattutto al nord mantiene la maggioranza superando di poco la sinistra storica che grazie al successo nel Meridione raggiunge il 32,5 conquistando una trentina di seggi, mentre l’Estrema conquista l’1,6%. Fra i deputati viene eletto anche Giuseppe Garibaldi. I votanti sono il 55,7% dei quasi 572 mila aventi diritto

15 novembre 1874 Giuseppe Verdi è nominato senatore a vita dopo essere stato eletto deputato al primo parlamento del 1861




1875

La Destra storica impone un pesante fiscalismo, al fine di finanziare le opere pubbliche di cui il Paese ha bisogno per competere con le altre potenze europee. Nel 1875, con Marco Minghetti, viene raggiunto il pareggio di bilancio.

1875

30 gennaio 1875 L’Assemblea Nazionale approva un emenadamento che allunga in mandato presidenziale a 7 anni

6 febbraio 1875 Ucciso a Roma Raffaele Sonzogno, deputato, editore e giornalista, direttore del quotidiano “La Capitale”.

24-25 febbraio 1875 L’Assemblea nazionale approva le prime due Leggi costituzionali del 1875 che instaurano definitivamente la Terza Repubblica. La loi du 24 février 1875 riguarda l'organizzazione del Senato ; la loi du 25 février 1875 quella dei poteri pubblici

10 marzo 1875 Patrice de Mac-Mahon nomina Louis Buffet vice-presidente del Consiglio. Il governo Buffet rimarrà in carica sino al 23 febbraio 1876

5 aprile 1875 A Venezia Vittorio Emanuele II incontra l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe in visita in Italia. A ottobre il Re riceve anche la visita dell’imperatore Guglielmo I di Prussia.

20 maggio 1875 Firmata a Parigi la convenzione del Metro, un trattato che impegna ad adottare l’uso del Sistema Metrico Decimale.

13 giugno 1875 Un Regio decreto istituisce la Biblioteca Nazionale di Roma, originariamente ospitata in un’ala del palazzo cinquecentesco del Collegio Romano e trasferitasi nel 1975 nella zona di Castro Pretorio

29 giugno1875 Il Senato approva una legge sui provvedimenti di pubblica sicurezza che dà al governo la facoltà di misure eccezionali nelle province dove l’ordine pubblico sia gravemente turbato. La legge non si riferisce esplicitamente alla Sicilia ma è pensata per i problemi dell’isola

16 luglio 1875 L’Assemblea nazionale approva la terza legge costituzionale del 1875. La loi du 16 juillet 1875, riguarda i rapporti tra i poteri pubblici

22 settembre 1875 Il secondo governo cattolico italiano, riunito a Firenze, dà vita in modo stabile a quell’Opera dei congressi, già prevista dal congresso del 1874

10 ottobre 1875 A Stradella , Agostino Depretis espone il programma politico della sinistra storica

8 novembre 1875 Papa Pio IX approva l’Opera dei congressi e dei comitati cattolici in Italia e il suo programma

30 novembre 1875 La legge organica del 30 novembre 1875 cambia in Francia il sistema elettorale introducendo il sistema uninominale a doppio turno per ogni circoscrizione, il cosiddetto arrondissement

dicembre 1875 In seguito alle varie elezioni parziali l’Assemblea Nazionale francese è così composta: estrema sinistra 71 seggi (9,77%), sinistra 153 seggi (21,05%); centro sinistra (18,16%), centro destra 165 seggi (22,7%), destra 122 seggi (16,78%) , estrema destra 52 seggi (7,15%), bonapartisti 32 seggi (4,4%)

12 dicembre 1875 Istituita la Corte di Cassazione di Roma

26 dicembre 1875 Muore a Milano lo scrittore e pittore Emilio Praga, uno degli esponenti della Scapigliatura


1876

Conquista del potere da parte della Sinistra storica. Formazione del governo Depretis. Incapacità anche di questo ministero nel dare risposte convincenti nell’ambito della legislazione sociale. Il 5 marzo dello stesso anno viene pubblicato il primo numero del Corriere della Sera.

In Italia nel 1876 risulta sempre più massiccio è il fenomeno migratorio verso l'estero, soprattutto verso la Francia e le Americhe, e proveniente in gran parte dalle regioni del Nord-Ovest. Nel 1876 Alexander Graham Bell (1847-1922), professore di fisiologia degli organi vocali all’Università di Boston, applicandosi a problemi di rieducazione degli audiolesi studia le vibrazioni prodotte dal suono. Bell riesce a realizzare un trasmettitore e ricevitore elettromagnetico per la trasmissione a distanza dei suoni e ne ottiene il brevetto.
Una lunga disputa giudiziaria oppone Meucci e Bell per la priorità del brevetto.

1876

1876 Partono (a Trieste, Milano, Napoli) le prime linee di tranvai su rotaia trainati da cavalli

1876 Aperta nel manicomio di Aversa la prima sezione di un manicomio criminale

Febbraio 1876 terminano i lavori della commissione parlamentare di inchiesta sulla malavita in Sicilia. A luglio la commissione presenta la sua elezione alla Camera

14 febbraio 1876 Alexander Bell riesce a realizzare un trasmettitore e ricevitore elettromagnetico per la trasmissione a distanza dei suoni e ne ottiene il brevetto. L'invenzione del telefono che trasmette i suoni a distanza, stimola i ricercatori e gli scienziati a produrre gli stessi risultati con le immagini.

20 febbraio – 5 marzo 1876 Si svolgono le elezioni per la Prima Legislatura della Terza Repubblica a scrutinio uninominale a doppio turno. La legislatura durerà solo 1 anno sino al 16 maggio 1877. La sinistra repubblicana con 193 seggi e oltre il 36% guida l’ampia maggioranza repubblicana, dove l’unione repubblicana conquista altri 98 seggi (18,4%), i repubblicani di centro sinistra 48 seggi (9%), quelli di centro destra, 54 seggi (10%). Le destre si suddividono fra bonapartisti 76 seggi (14%), orleanisti, 40 seggi (9%) e legittimisti, 24 seggi (4,5%).

22 febbraio 1876 E’ inaugurato al Cimitero monumentale di Milano, il primo tempio crematorio d’Italia. E’ utilizzato per cremare la salma di Alberto Keller, industriale milanese come disposto nel suo testamento e che ha lasciato un’ingente somma per studi sulla sperimentazione della cremazione

23 febbraio 1876 Patrice de Mac-Mahon nomina Jules Dufaure vice-presidente del Consiglio. Il governo Buffet rimarrà in carica solo sino al 9 marzo 1876

5 marzo 1876 Muore a Milano Francesco Maria Piave, uno dei librettisti d’opera più famosi

5 marzo 1876 Esce il primo numero di un nuovo quotidiano a Milano: Il Corriere della Sera

16 marzo 1876 Minghetti annuncia che il bilancio statale ha raggiunto il pareggio.

18 marzo 1876 Il governo Minghetti cade sul progetto di gestione statale delle ferrovie

23 febbraio 1876 Patrice de Mac-Mahon nomina Jules Dufaure vice-presidente del Consiglio. Il governo Buffet rimarrà in carica solo sino al 9 marzo 1876

9 marzo 1876 Patrice de Mac-Mahon conferma Jules Dufaure nominandolo presidente del Consiglio. Il quarto governo Buffet rimarrà in carica sino al 3 dicembre 1876

24 marzo 1876 Muore l’attore napoletano Antonio Petito, il più famoso Pulcinella dell’800

La rivoluzione parlamentare e l’avvento della sinistra storica

Marzo 1876 Rivoluzione parlamentare Finisce l'era della Destra storica: il governo Minghetti viene messo in minoranza dallo stesso Parlamento, che rifiuta la nazionalizzazione delle neonate ferrovie, cosicché il primo ministro deve dare le dimissioni. Si attua la cosiddetta rivoluzione parlamentare: per la prima volta un capo del governo viene esautorato non per autorità regia, bensì dal Parlamento. Gli esponenti della Destra storica che continuano in un ruolo di opposizione parlamentare, e che in prevalenza provengono dalla Toscana, saranno chiamati dai loro avversari "consorteria". Indro Montanelli nella sua "Storia d'Italia" mette in risalto come la Destra sia caduta dopo aver raggiunto i suoi due obbiettivi principali, l'Unità d'Italia ed il pareggio del bilancio, come se fossero venuti a mancare le ragioni che la mantenevano in vita.
La Sinistra abbandona l'obiettivo del pareggio di bilancio e avvia delle politiche di democratizzazione e ammodernamento del paese, investendo nell'istruzione pubblica e allargando il suffragio, e avviando una politica protezionistica di investimenti in infrastrutture e sviluppo dell'industria nazionale coll'intervento diretto dello stato nell'economia. Per ciò che concerne la politica estera Depretis abbandona l'alleanza con la Francia, a causa della conquista da parte dello stato d'oltralpe della Tunisia. L'Italia entra quindi nella Triplice Alleanza, alleandosi con la Germania e l'Impero austro-ungarico. Depretis favorisce lo sviluppo del colonialismo italiano, innanzitutto con l'occupazione di Massaua in Eritrea.
Mentre la destra sviluppa una politica di unificazione del territorio e rende sempre più piemontese l'apparato amministrativo, la sinistra si impegna in una politica di riforma, tra le quali ricordiamo :
1) La legge sull'obbligatorietà della scuola elementare.
2) Abolizione della tassa sul macinato.
3) L'estensione del diritto di voto.
Inoltre l’avvento della sinistra favorisce la nascita della grande industria del nord nel triangolo industriale Torino, Milano e Genova ma trascura l'agricoltura, tanto che i contadini sono lasciati in condizioni di estrema povertà. Essi, quindi, emigrano oppure si trovano in balia dei signorotti meridionali.
Gli uomini più rappresentativi della sinistra storica sono :
1) Agostino Depretis, creatore del "Trasformismo" in politica interna, moderato nelle relazioni internazionali, aderisce alla Triplice Alleanza con l'Austria e la Germania per avere il consenso ad intraprendere una politica coloniale in Africa. Questa politica si risolve nella prima fase con la sconfitta di Dogoli Eritrea nel 1887. Dopo questa sconfitta, il governo di Depretis cade.
2 ) Gli successe Francesco Crispi, sostenitore di uno stato autoritario, che reprime le rivolte e gli scioperi, limitando la libertà di stampa, aumentando le tasse doganali e creando il Protezionismo. In politica estera Crispi continua la politica coloniale del predecessore in Africa, ma sconfitto l'esercito italiano nel 1896 ad Ardua in Etiopia, anche il suo governo cade.
3) Gli anni dal 1896 al 1900 sono anni oscuri ispirati ad una politica repressiva.
4) Solo a partire dal 29 luglio 1900, con l'assassinio del re Umberto I e la successione del re Vittorio Emanuele III inizia un periodo di politica più aperta con i ministeri di Giuseppe Zanardelli e poi di Giovanni Giolitti.

25 marzo 1876 Il re Vittorio Emanuele II, preso atto delle dimissioni, dà l'incarico di formare un nuovo governo al principale esponente dell'opposizione, Agostino Depretis. Si insedia il Primo Governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 25 dicembre 1877. Inizia l'era della Sinistra storica La matrice ideologica del raggruppamento è liberale progressista, e, pur non avendo un precedente storico, si rifa alle idee mazziniane, garibaldine e dunque democratiche. Depretis forma un governo che, oltre all'appoggio della Sinistra, schieramento di cui faceva parte, si regge anche sull'appoggio di una parte della Destra, quella che aveva contribuito alla caduta del governo Minghetti. Nella sua azione di governo, Depretis cerca sempre ampie convergenze su singoli temi con settori dell'opposizione, dando vita al fenomeno del trasformismo. Gli esponenti della Sinistra storica sono perlopiù esponenti della media borghesia, in maggior parte avvocati. Tentano di riconciliare la politica col «paese reale» democratizzando e modernizzando lo Stato e il paese.

8 ottobre 1876 Il III congresso cattolico di Bologna è sciolto dal prefetto in seguito a incidenti e contestazioni

4 novembre 1876 A 63 anni muore a Napoli Luigi Settembrini

5 novembre – 12 novembre 1876 Si svolgono le elezioni per la Tredicesima Legislatura (la sesta del Regno d’Italia) Votano 358 mila elettori su 605 mila aventi diritto. Per la prima volta la Sinistra storica vince le elezione politiche nella storia del Regno d’Italia. I candidati cosiddetti ministeriali ottengono il 56%. Quelli di opposizione il 12,4%. L’estrema l’1,5%. Altri candidati il 30,1%. Giosuè Carducci è eletto deputato

12 dicembre 1876 Patrice de Mac-Mahon nomina Jules Simon Presidente del Consiglio. Il governo Simon rimarrà in carica solo sino al 16 maggio 1877


1877

ll 15 luglio è promulgata la c.d. “Legge Coppino” che stabilisce l’obbligo scolastico per l’istruzione elementare e prevede sanzioni per chi non manda i figli a scuola almeno per i primi due anni di studio.

Nel 1877 i fratelli Gerosa di Milano producono i primi apparecchi telefonici italiani su brevetto di Bell. Il 30 dicembre viene effettuato il primo esperimento di collegamento telefonico in Italia, a Milano, tra la caserma centrale dei pompieri di Palazzo Marino e la stazione degli omnibus di Porta Venezia.

1877

1877 La Terza Repubblica- décision officielle de recruter des femmes pour les services postaux

15 marzo 1877 A una commissione parlamentare, presieduta da Stefano Jacini, il Parlamento affida l’incarico di effettuare un’inchiesta sulla situazione dell’agricoltura in Italia

18 marzo 1877 Primi esperimenti di illuminazione elettrica in Piazza del Duomo a Milano tra le curiosità dei passanti

31 marzo 1877 una legge assegna alle Sezioni Unite della cassazione appena cosituite, i conflitti di attribuzione tra il giudice ordinario e l’Amministrazione precedentemente affidati al Consiglio di Stato

8 aprile 1877 infuria l’insurrezione anarchica della “banda del matese” guidata da Errico Malatesta e Carlo Cafiero

17 maggio 1877 Patrice de Mac-Mahon nomina per la terza volta Albert de Broglie Presidente del Consiglio. Il terzo governo de Broglie rimarrà in carica sino al 19 novembre 1877

18 giugno 1877 363 deputati appartenenti al « Bloc des Gauches » votano la sfiducia al governo di ordine morale del Duca de Broglie provocando la dissoluzione del Parlamento da parte del Presidente Mac Mahon.

28 giugno 1877 promulgata la nuova legge tributaria. Il minimo per l’esenzione è alzato da 250 a 800 lire, dimezzando il numero dei contribuenti

9 luglio 1877 Bell fonda una compagnia telefonica, la Bell Company, che sigla accordi con la potentissima compagnia dei telegrafi, la Western Telegraph.

15 luglio 1877 Viene emanata la Legge Coppino durante il periodo di governo della Sinistra storica, con a capo Agostino Depretis. Essa rende gratuita l'istruzione elementare e introduce le sanzioni per chi disattende l'obbligo (le sanzioni non erano previste nella precedente Legge Casati). Collabora al testo della legge anche Aristide Gabelli, pedagogista seguace del positivismo. Le spese per il mantenimento delle scuole rimangono peraltro a carico dei singoli comuni, i quali, nella maggior parte dei casi, non sono in grado di sostenerle e dunque la legge non è mai attuata pienamente. Questa legge serve soprattutto per formare i nuovi cittadini: oltre ad imparare a leggere, a scrivere ed a far di conto, agli alunni viene insegnata educazione civica in modo da introdurre i giovani nella società. Viene dato anche molto spazio alle materie scientifiche e viene cambiata la metodologia di insegnamento, da un rigido dogmatismo alla concretezza. Tuttavia, i cattolici criticano ampiamente questa legge, dato che essa aveva un taglio laico, dovuto all'influenza positivista e alla decisione di abolire i direttori spirituali. I maestri, legittimati con la legge Casati, non possono più insegnare il catechismo e la storia sacra. Perciò i cattolici intransigenti mandano i propri figli nelle scuole private, le quali erano in parte gestite dalla chiesa cattolica. la legge Coppino approvata dal Parlamento introduce l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita per il primo biennio

26 luglio 1877 L’Ingegner Enrico Forlanini costruisce un elicottero a vapore. Il primo esperimento di volo avviene presso il Teatro alla Scala

26 settembre 1877 Tornano in Italia le ceneri di Nino Bixio morto a Sumatra

14- 24 ottobre 1877 Si svolgono le elezioni legislative per la seconda legislatura della Terza Repubblica che durerà sino al 21 ottobre 1881. In questa occasione, il popolo francese porta al potere una maggioranza repubblicana che conquista il 60% dei seggi, mentre le destre divise fra bonapartisti, legittimisti e orleanisti, non va oltre il 39%. L’Unione Repubblicana è ostile alla visione di Mac Mahon di un esecutivo forte, e spinge la Troisième République verso un régime parlamentar che romperà l’equilibrio fra i poteri raggiunto con le leggi costituzionali del 1875.

23 novembre 1877 17 Patrice de Mac-Mahon nomina Gaétan de Rochebouët Presidente del Consiglio. Il governo Rochebouët rimarrà in carica solo 1 giorno sino al 24 novembre 1877

13 dicembre 1877 17 Patrice de Mac-Mahon nomina per la quinta volta Jules Dufaure Presidente del Consiglio. Il quinto governo Dufaure rimarrà in carica sino al 30 gennaio 1879.

16 dicembre 1877 Cade il governo Depretis dopo che una parte della Sinistra gli ritira la fiducia

26 dicembre 1877 Si insedia il secondo governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 24 marzo 1878. Agli interni va Francesco Crispi. E’ istituito il Ministero del Tesoro mentre è abolito quello dell’Agricoltura, Industria e Commercio, ritenuto dai Liberisti un indebito intervento statale in economia

30 dicembre 1877 A Milano si effettuano i primi esperimenti telefonici con un apparecchio chiamato “telefono parlante” tra il corpo di guardia dei pompieri di guardia a Palazzo Marino e la Caserma comunale di San Gerolamo a circa 3 chilometri


1878

Il 17 maggio 1878 George R. Carey propone le telettroscopio o "camera elettrica al selenio" in un breve articolo pubblicato nello Scientific American. E’ considerato come il primo scienziato ad aver avuto l’idea della televisione. Il termine è coniato da Louis Figuier un giornalista divulgatore scientifico e vuole indicare un apparecchio elettrico per la visione a distanza.

1878

1878 L’Unione Generale delle Poste si trasforma in Unione Postale Universale (UPU)

1878 Le amministrazioni delle Poste e dei Telegrafi in Francia sono riunite In un’unica direzione generale.

5 gennaio 1878 Muore il Generale Alfonso Lamarmora ex presidente del Consiglio

9 gennaio 1878 Muore a Roma Vittorio Emanuele II Primo Re d’Italia

17 gennaio 1878 Umberto I è proclamato Re d’Italia. Rimarrà al trono sino al suo assassinio nel 1900 da parte dell’anarchico Bresci il 29 luglio 1900

Febbraio 1878 In una campagna di stampa Francesco Crispi viene accusato di bigamia

7 febbraio 1878 Muore Papa Pio IX

12 febbraio 1878 Nasce la società sorella della Bell Company The New England Telephone and Telegraph Company

20 febbraio 1878 Inizia il pontificato di Leone XIII, Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci . Come Pio IX ingiungerà ai cattolici italiani di non recarsi alle urne impedendo loro con il famoso non expedit (in italiano "non conviene") la partecipazione attiva alla vita politica del Regno d’Italia.

28 febbraio 1878 primo collegamento telefonico tra il palazzo del Quirinale e l’ufficio telegrafico di Tivoli. “L’esito dell’esperimento fu felicissimo e le LL.MM. se ne mostrarono pienamente soddisfatte” recita la Relazione statistica sui telegrafi del Regno d’Italia dell’anno 1878.

1 marzo 1878 In seno al sotto-segretariato di Stato alle Finanze, viene istituito un Direttore del servizio delle Poste e Telegrafi. Adolphe Cochery la trasformerà in un ministero autonomo che dirigerà lui stessa dalla sua fondazione il 5 febbraio 1879 sino al 30 marzo 1885.

6 marzo 1878 in seguito agli attacchi della stampa, Francesco Crispi, accusato di bigamia, si dimette da Ministro dell’interno

9 marzo 1878 Si dimette l’intero Governo Depretis

24 marzo 1878 Si insedia il primo governo presieduto da Benedetto Cairoli. Rimarrà in carica sino al 19 dicembre 1878

17 maggio 1878 : George R. Carey propone le telettroscopio all’origine della televisione

17 giugno 1878 Una legge introduce nelle scuole l’insegnamento della ginnastica

7 luglio 1878 la Camera riduce l’imposta sul macinato decidendone la graduale abolizione

18 agosto 1878 Muore, sotto il colpi delle forze dell’ordine il “Profeta del Monte Amiata” Davide Lazzaretti

1 ottobre 1878 dichiarata ufficialmente conclusa l’opera di bonifica del lago del Fucino nella Marsica. La bonifica era stata cominciata nel 1855 da Alessandro Torlonia

4 novembre 1878 Muore a Milano,a 63 anni, il pittore Domenico Induno

17 novembre 1878 A Napoli Re Umberto I esce illeso dal tentativo di accoltellamento da parte dell’anarchico Giovanni Passanante

18 novembre 1878 Il giorno dopo l’attentato contro Umberto I, a Firenze una bomba lanciata contro una manifestazione a favore del re, uccide 4 persone

11 dicembre 1878 Dimissioni del governo Cairoli

16 dicembre 1878 Esce il primo numero di prova del quotidiano romano Il Messaggero

19 dicembre 1878 Si insedia il Terzo Governo di Agostino Depretis. Rimarrà in carica sino al 14 luglio 1879


1879

Nel 1879 tutti gli uffici telegrafici della città di Roma sono collegati tramite una rete telefonica.

1879 Viene istituito in Francia il primo Ministère des Postes et Télégraphes

Dicembre 1879 Contraint de « se soumettre ou se démettre » après le 16 mai 1877, Mac-Mahon se soumet, puis finit par démissionner.

30 gennaio 1879 Jules Grévy è il Terzo Presidente della Terza Repubblica francese. Rimarrà in carica sino al 2 dicembre 1887

4 febbraio 1879 Il Presidente Grévy, rinunciando a chiamare Gambetta, uscito vincitore dal conflitto con Mac Mahon, sceglie un profilo basso e nomina nomina William Henri Waddington Presidente del Consiglio. Rimarrà in carica sino al 21 dicembre 1879. Jules Ferry diventa Ministro dell’Istruzione e delle Belle Arti.

5 febbraio 1879 Viene istituito il Ministero delle Poste e Telegrafi, affidato al repubblicano di centro-sinistra Adolphe Cochery,già direttore alle poste e telegrafi presso il sottosegretariato alle Finanze

17 febbraio 1979 Fusione tra New England Telephone and Telegraph e Bell Telephone Company. Nascono la National Bell Telephone Company e la International Bell Telephone Company con sede a Bruxelles

7 marzo 1879 L’anarchico Passanante è condannato a morte ma il Re commuta la condanna in ergastolo

21 aprile 1879 Giuseppe Garibaldi lascia le file della Sinistra per fondare a Roma un proprio movimento denominato Lega per la Democrazia che raccoglie radicali e repubblicani.

3 luglio 1879 La Camera boccia la proposta del Governo di abolire la tassa sul macinato. Parte della maggioranza si schiera con la destra. Agostino Depretis decide di dimettersi

7 luglio 1879 Inaugurazione a Milano del nuovo carcere di San Vittore

14 luglio 1879 Torna Presidente del Consiglio Benedetto Cairoli al suo secondo governo. Rimarrà in carica sino al 25 novembre 1879.

29 luglio 1879 Dopo lunghe discussioni e grandi polemiche diventa definitiva la legge per l’ampliamento della rete ferroviaria. Prevede la costruzione di 6mila km. Di linee secondarie a carico soprattutto dello stato ma con la compartecipazione degli Enti locali

Agosto 1879 Andrea Costa leader del partito socialista rivoluzionario di Romagna critica l’insurrezionalismo anarchico creando le premesse per il socialismo riformista

7 settembre 1879 A Imola viene arrestato Giovanni Pascoli insieme ad un gruppo di internazionalisti per aver partecipato ad una manifestazione antigovernativa. Rimane in carcere 4 mesi

19 novembre 1879 Il governo Cairoli si dimette per contrasti interni. Il calabrese Bernardino Grimaldi, ministro delle finanze è contrario a riproporre per ragioni di bilancio, l’abolizione della tassa sul macinato

25 novembre 1879 Benedetto Cairoli forma il suo terzo governo. Rimarrà in carica sino al 29 maggio 1881

13 dicembre 1879 Il parlamento istituisce una Commissione per indagare le cause dell’aumento del prezzo del pane

28 dicembre 1879 Jules Grevy, con lo scopo di continuare a tenere in disparte Léon Gambetta, demanda a Charles de Freycinet di costituire il nuovo governo. Il governo Freycinet rimarrà in carica sino al 19 settembre 1880. Ministro delle Poste e telegrafi rimane Adolphe Cochery. L’asse del governo si sposta a sinistra con l’ingresso di rappresentanti dell'Union républicaine e un’influenza sotterranea dello stesso Gambetta.


Anni Ottanta Seconda rivoluzione industriale nascita del radiotelefono e prime concessioni telefoniche

Sono gli anni della seconda rivoluzione industriale e dell’ascesa del movimento operaio e dei movimenti socialisti che in occasione del centenario della rivoluzione francese danno vita alla Seconda Internazionale

Appare sulla scena politica italiana degli anni Ottanta la stagione politica del trasformismo. Il fenomeno del Trasformismo ha come scopo il superamento delle tradizionali differenze tra Destra storica e Sinistra storica per giungere ad un nuovo soggetto politico garante della salvaguardia delle tradizioni risorgimentali e liberali messe in discussione dall’emergere di forze politiche di orientamento più radicale (Socialisti, Repubblicani, Cattolici). Gli esponenti di spicco di questa stagione politica sono Marco Minghetti, personaggio di spicco della destra storica, e il suo interlocutore Agostino Depretis.

1880

Gennaio 1880 La Società genovese Rubattino,che già controlla la Baia di Assab, acquista alcune isole del Mar Rosso aprendo la strada alla politica coloniale italiana

26 gennaio 1880 Garibaldi sposa Francesca Armosino dalla quale ha già avuto 3 figli

4 marzo 1880 Alessandro Cruto accende la sua prima lampadina poi prodotta su scala industriale

9 marzo 1880 Viene fondato il Banco di Roma

20 marzo 1880 La National Bell Telephone Company fusionma con altre compagnie dando vita alla American Bell Telephone Company.

29 aprile 1880 finito in minoranza sul bilancio il Primo Ministro Benedetto Cairoli si dimette. Umberto I scioglie la Camera

4 maggio 1880 Esce il primo numero de l’Eco di Bergamo

16 – 23 maggio 1880 Si svolgono le elezioni politiche per la Quattordicesima Legislatura, la settima del Regno d’Italia. Votano solo 358 mila elettori (pari al 59,2% dei 622 mila aventi diritto). Pur rimanendo maggioritaria con circa 210 deputati la sinistra storica al Governo, perde consensi conquistando il 46,7% per i candidati ministeriali. Crescono sia la destra storica con il 20,7% di candidati di opposizione, sia i radicali dell’estrema sinistra all’1,7%. Altri candidati ottengono il 30,8%

6 giugno 1880 A Napoli è inaugurata la prima funicolare per salire sul Vesuvio

19 luglio 1880 Il Parlamento approva la riduzione a partire dal mese di settembre della tassa sul macinato e la sua definitiva abolizione dal primo gennaio 1884

23 settembre 1880 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio Jules Ferry. Il primo Governo Ferry rimarrà in carica sino al 10 novembre 1881. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Adolphe Cochery

27 settembre 1880 Giuseppe Garibaldi si dimette da deputato. In una lettera al quotidiano La Capitale dichiara di non poter restare fra “i legislatori in un paese ove la libertà è calpestata e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà dei gesuiti e dei nemici dell’Unità d’Italia”

3 ottobre 1880 A 71 anni muore il barone Bettino Ricasoli, già primo capo del Governo dopo la morte di Cavour


1881

Annessione da parte francese della Tunisia. Il territorio nord-africano era nelle mire dell’Italia che protesta vivacemente.

In Italia nel 1881 Una legge in materia di concessioni telefoniche favorisce la costituzione delle prime aziende per la gestione del servizio telefonico nelle città italiane Il 1881 è anche l’anno in cui nasce il radiotelefono. In occasione dell'Esposizione internazionale di elettricità è lanciato a Parigi il servizio del Theatrophone che permette agli abbonati, poche centinaia, di ascoltare, tramite il telefono, opere e concerti. Negli Stati Uniti l’American Bell Telephone Company acquista dalla Western Union una partecipazione di controllo nella Western Electric Company.

1881 - Création de la Caisse nationale d’épargne et du service des colis postaux.

1881 Nasce a Milano la prima associazione per l’emancipazione della donna, la lega per gli interessi femminili

11 gennaio 1881 Alla Scala va in scena la prima rappresentazione del ballo Excelsior, celebrazione dei miti del positivismo.

1 aprile 1881 Il Ministro dei Lavori Pubblici emana il primo decreto di concessione per l’esercizio del servizio telefonico a privati (D.M. del 1 aprile 1881). Nel corso dell’anno vengono accordate 37 concessioni. Nelle grandi città il permesso a esercitare il servizio è accordato a più di un’impresa. Sono allacciati 900 abbonati

7 aprile 1881 La Camera approva una mozione di censura per la posizione del governo assunta nei confronti dell’occupazione francese della Tunisia. Cairoli si dimette

7 aprile 1881 Sono istituite le Stanze di compensazione che, in vista di abolizione del corso forzoso della lira, provvederanno allo scambio dei biglietti e al regolamento delle differenze fra gli Istituti di emissione

29 aprile 1881 Benedetto Cairoli ritira le dimissioni

5 maggio 1881 A Milano viene inaugurata l’Esposizione Nazionale

14 maggio 1881 Il governo Cairoli si dimette di nuovo

29 maggio 1881 Si insedia il quarto governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 25 maggio 1883. Il governo Depretis attua le prime politiche protezionistiche. Approva una riforma della legge elettorale

18 giugno 1881 L’illuminazione a gas della Galleria Vittorio Emanuele di Milano viene sostituita con quella elettrica

Luglio 1881 Sul periodico romano Il Giornale per bambini esce la prima puntata del romanzo Storia di un burattino dello scrittore toscano Carlo Lorenzini detto Collodi, poi noto come Pinocchio

13 luglio 1881 assalto di anticlericali alla salma di papa Pio IX durante il suo trasferimento da San Pietro a S. Lorenzo fuori le mura

23 luglio 1881 dalla fusione delle società di navigazione Rubattino e Florio, nasce la Società di navigazione generale Italiana

29 luglio 1881 « L’imprimerie et la librairie sont libres. » Loi du 29 juillet 1881 [Jules Ferry], article 1er. [Loi reconnue comme PFRLR, Principe fondamental reconnu par les lois de la République ; concept provenant de la jurisprudence du Conseil constitutionnel La loi sur la liberté de la presse du 29 juillet 1881 définit les libertés et responsabilités de la presse française, imposant un cadre légal à toute publication, ainsi qu'à l'affichage public, au colportage et à la vente sur la voie publique. Le régime de l'autorisation préalable ainsi que le cautionnement sont abolis, on passe d'un système préventif à un système répressif. Une répression qui ne se manifeste qu'à travers quelque délit de presse tel que l'offense à la personne du président de la République, l'injure ou encore la diffamation. Grâce à cette loi, la presse dispose du régime le plus libéral que la France ait jamais connu. En effet, cette loi engendre la suppression de l'autorisation préalable, du cautionnement et du timbre comme le déclare l'article 5: "tout journal ou écrit périodique peut être publié, sans autorisation au préalable, et sans dépôt de cautionnement...", ce qui réduit les lourdes charges financières dont étaient victimes les journaux et favorise l'apparition de nouvelles publications.La loi du 29 juillet 1881 sur la liberté de la presse limite également la liberté d’expression par l’instauration d’un régime répressif en prévoyant des incriminations pénales pour la diffamation et l’injure. L’article 29 de la même loi définit la diffamation comme étant « Toute allégation ou imputation d’un fait qui porte atteinte à l’honneur ou à la considération de la personne ou du corps auquel le fait est imputé » et l’injure comme étant « toute expression outrageante, termes de mépris ou invective qui ne renferme l’imputation d’aucun fait ».

21 agosto 4 settembre 1881 Si svolgono le elezioni legislative per la terza legislatura della Terza Repubblica che durerà sino al 9 novembre 1885. Si caratterizzano per un ulteriore arretramento della Destra Monarchica. I Repubblicani sfiorano l’84% dei seggi conquistandone 457. Di essi 204 l’Unione Repubblicana, 168 la Sinistra Repubblicana, 46 i socialisti e i radical-socialisti e 39 i repubblicani moderati. Bonapartisti e monarchici conquistano rispettivamente 46 e 42 seggi.

26 ottobre 1881 Re Umberto I e Margherita di Savoia si recano in visita a Vienna, tappa diplomatica in vista dell’alleanza italo-austriaca

2 novembre 1881 Muore a Genova l’armatore Raffaele Rubattino

14 novembre 1881 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio Léon Gambetta. Il Governo Gambetta rimarrà in carica sino al 26 gennaio 1882. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Adolphe Cochery

29 dicembre 1881 A Trieste esce il primo numero del quotidiano Il Piccolo fondato da Teodoro Mayer, alias Biniamin David Vita






1882

Lo Stato italiano acquista (pagando, il 10 marzo, 416 mila lire) dalla Società di Navigazione Rubattino la baia di Assab in Eritrea dando, così, avvio ad una politica di stampo coloniale.

30 gennaio 1882 Jules Grévy nomina per la seconda volta Presidente del Consiglio Charles de Freycinet. Il secondo Governo Freycinet rimarrà in carica sino al 29 luglio 1882. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Adolphe Cochery.

12 febbraio 1882 Esce il settimanale umoristico Guerin Meschino

9 marzo 1882 Muore a Roma Giovanni Lanza

10 marzo 1882 la società di navigazione Rubattino cede la proprietà dei territori nella baia di Assab al Governo italiano

23 aprile 1882 A Milano un’assemblea di scrittori musicisti, editori e commediografi fonda la Società italiana degli autori, poi divenuta SIAE. Obiettivo sensibilizzare l’opinione pubblica verso il problema del diritto d’autore e l’elaborazione di strumenti giuridici ed economici per la sua tutela.

21 maggio 1882 A Vienna Germania, Impero Austro-Ungarico e Italia firmano il trattato della Triplice Alleanza

22 maggio 1882 Inaugurato il tunnel ferroviario del San Gottardo traforo ferroviario di 15 km. Il più lungo al mondo. Ai lavori in territorio svizzero ha partecipato anche l’Italia

2 giugno 1882 A Caprera muore Giuseppe Garibaldi

7 agosto 1882 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio Charles Duclerc. Il Governo Duclerc rimarrà in carica sino al 28 gennaio 1883. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Adolphe Cochery

8 ottobre 1882 In un discorso elettorale a Stradella il Presedente del Consiglio Depretis annuncia la politica del trasformismo dichiarando “noi siamo un Ministero progressista, e se qualcuno vuol trasformarsi e diventare progressista, se vuole accettare il mio moderatissimo programma, posso respingerlo?”

29 ottobre 5 novembre 1882 Si svolgono le elezioni politiche per la Quindicesima Legislatura, l’ottava del Regno d’Italia. I candidati ministeriali ottengono il 39,8% contro il 19,8% dell’opposizione e il 4,6% dell’estrema in forte crescita. Altri candidati conquistano il 36,6%

20 dicembre 1882 Nell’imperiale Trieste viene impiccato il patriota Wilhelm Oberdank che aveva italianizzato il suo nome in Guglielmo Oberdan accusato di aver preparato un attentato contro l’Imperatore austriaco Francesco Giuseppe

21 dicembre 1882 Muore a Milano Francesco Hayez, uno dei più rappresentativi pittori del Romanticismo storico


1883

29 gennaio 1883 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio Armand Fallières . Il Governo Fallières rimarrà in carica sino al 17 febbraio 1883. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Adolphe Cochery

21 febbraio 1883 Jules Grévy nomina per la seconda volta Presidente del Consiglio Jules Ferry. Il secondo Governo Ferry rimarrà in carica sino al 30 marzo 1885. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Adolphe Cochery.

25 maggio 1883 Si insedia il quinto governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 30 marzo 1884.

18 giugno 1883 Entra in funzione a Milano la prima centrale elettrica europea illuminando i locali della Galleria di Milano, delle strade vicine e il Teatro alla Scala.

24 dicembre 1883 Paul Gottlieb Nipkow inventa il disco elettromagnetico dispositivo di immagini per linee. Sarà alla base della televisione meccanica


1884

1884 - Mise en service généralisé des premières machines françaises à oblitérer le courrier

6 gennaio 1884 Nasce a Milano per iniziativa di Giuseppe Colombo la Società Generale Italiana di Elettricità Sistema Edison per la produzione e la distribuzione dell'energia elettrica.

26 gennaio 1884. « Le service public de l'enseignement supérieur est laïc et indépendant de toute emprise politique, économique, religieuse ou idéologique ; il tend à l'objectivité du savoir ; il respecte la diversité des opinions. Il doit garantir à l'enseignement et à la recherche leurs possibilités de libre développement scientifique, créateur et critique. » Loi du 26 janvier 1884, article 3, alinéa 1. [PFRLR].

30 maggio 1884 Si insedia il sesto Governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 29 giugno 1885

1884 TEMISTOCLE CALZECCHI ONESTI Professore ad un liceo di Fermo da notizia dell'influenza che hanno le scariche atmosferiche sulla limatura di ferro se racchiusa in un piccolo contenitore cilindrico di vetro costruendo il " rivelatore di onde Hertziane " ed il Fisico inglese OLIVER LODGE gli dà il nome di COHERER. Il francese BRANLY modificherà e perfezionerà il COHERER ( nel noto esperimento dell'Università di Cambridge ) rendendolo molto più sensibile alla rivelazione delle onde elettromagnetiche. Ed in fine il russo POPOV usando il COHERER di LODGE attua la rivelazione di perturbazioni atmosferiche connettendo al rivelatore una rudimentale antenna metallica. Queste sono le conquiste scientifiche principali che hanno portato a scoprire la relazione che esiste fra la luce e le onde elettromagnetiche in generale In questo contesto GUGLELMO MARCONI con la sua meravigliosa scoperta inventa un dispositivo affinché le onde elettromagnetiche si propaghino nello spazio, confinate fra la IONOSFERA e la superficie Terrestre, onde capaci di mantenere le proprie e precise caratteristiche fisiche (onda modulata).

1885

5 febbraio 1885 Le truppe italiane occupano la base di Massaua nel mar Rosso (odierna Eritrea).

3 marzo 1885 Nasce a New York l’American Telephone and Telegraph Company. Diventerà la principale compagnia telefonica Americana a lunga distanza

6 aprile 1885 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio Henri Brisson. Il primo Governo Brisson rimarrà in carica sino al 29 dicembre 1885. Ministro delle Poste e Telegrafi diventa Ferdinand Sarrien

25 giugno 1885 Si insedia il settimo governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 30 maggio 1886

4-18 ottobre 1885 Si svolgono le elezioni legislative per la quarta legislatura della Terza Repubblica che durerà sino al 11 novembre 1889. Cambia il sistema di scrutinio con la sceltas di un vote di lista alla maggioranza a due turni. Le destra risale ma vincono i Repubblicani che conquistano 383 seggi grazie all’affermazione degli opportunisti che ne conquistano 200, seguiti da repubblicani moderati, 83 seggi, radical socialisti 60 seggi e radicali 60. L’Unione delle Destre conquista 201 seggi di cui 73 seggi ai monarchici, 65 seggi ai bonapartisti e seggi 63 ai conservatori


1886

7 gennaio 1886 Jules Grévy nomina per la terza volta Presidente del Consiglio Charles de Freycinet. Il terzo Governo Freycinet rimarrà in carica sino al 3 dicembre 1886. Ministro delle Poste e Telegrafi diventa Félix Granet

23-30 maggio 1986 Si svolgono le elezioni politiche per la Sedicesima Legislatura, la nona del Regno d’Italia. I votanti sono 1 milione e 415 mila pari al 58,5% dei 2 milioni e 420 mila aventi diritto. I candidati ministeriali ottengono il 40,2%, quelli dell’opposizione il 22,5%, l’Estrema il 5,2%, altri candidati il 32,1%

30 maggio 1886 Si insedia l’ottavo governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 4 aprile 1887

11 dicembre 1886 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio René Goblet. Il Governo Goblet rimarrà in carica sino al 17 maggio 1887. Ministro delle Poste e Telegrafi rimane Félix Granet.


1887

Formazione del primo governo Crispi come risposta alla crisi del Trasformismo. Intorno allo statista siciliano si raccoglie un ampio consenso politico che propugna una risposta autorevole per far uscire dall’impasse economico-sociale il Paese. Pur essendo Crispi un esponente della sinistra parlamentare, una volta divenuto Presidente del Consiglio, dà una svolta piuttosto autoritaria alla sua azione di governo. Questa nuova condotta politica si caratterizza per l’approvazione di una serie di riforme strutturali volte alla modernizzazione dello Stato ma, di contro, mette in atto anche una fortissima repressione delle agitazioni popolari: repressione dei fasci siciliani e scioglimento del Partito Socialista. In politica estera Francesco Crispi favorisce l’emergere di una politica imperialista da parte dell’Italia, politica che si concretizza con l’avventura coloniale in Etiopia.

Nel 1987 scoppia lo scandalo delle decorazioni in cui è implicato Daniel Wilson, genero del Presidente della Repubblica Jules Grévy, costretto a rassegnare le dimissioni. Camera e Senato lo sostituiranno con Sadi Carnot che diventa il quinto presidente della Terza Repubblica

1887

26 gennaio 1887 Una colonna militare italiana al comando del colonnello De Cristoforis viene annientata a Dogali dalle truppe etiopiche di ras Alula. I caduti tra le file italiane sono circa 450

4 aprile 1887 Si insedia il nono governo Depretis. Rimarrà in carica sino al 29 luglio 1987

Nasce a Milano la Società Elettrometallurgica di Pont Saint Martin, società per il trattamento elettrolitico del rame che realizza un impianto per la produzione di energia idroelettrica ad uso interno.

30 maggio 1887 Jules Grévy nomina Presidente del Consiglio Maurice Rouvier. Il primo Governo Rouvier rimarrà in carica sino al 4 dicembre 1887. Scompare il Ministero delle Poste e Telegrafi
.
29 luglio 1987 Si insedia il primo governo di Francesco Crispi. Rimarrà in carica sino al 9 marzo 1889

2 dicembre 1887 Il Presidente della Repubblica Jules Grévy, firma la lettera in cui rassegna le proprie dimissioni.

2 dicembre 1887 Lo stesso giorno Camera dei Deputati e Senato, riuniti costituzionalmente in Assemblea Nazionale, eleggono al secondo turno con quasi il 75% dei suffragi il repubblicano moderato Sadi Carnot quinto Presidente della Terza Repubblica. Rimarrà in carica sino al suo assassinio il 25 giugno 1994

4 dicembre 1887 Il Presidente del Consiglio Maurice Rouvier rassegna le dimissioni del proprio governo a nuovo presidente della Repubblica Carnot.

11 dicembre 1887 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Pierre Tirard. Il primo Governo Tirard rimarrà in carica sino al 30 marzo 1888.


1888

Fra il 1888 e il 1889 in Italia è varata la riforma delle amministrazioni locali con l’ampliamento del diritto di voto ed eleggibilità dei Sindaci. E’ altresì approvata una nuova legge sanitaria (che contiene disposizioni riguardo l’emigrazione). Infine entra in vigore una legge sulla pubblica sicurezza volta a riorganizzare gli apparati repressivi dello Stato in funzione antisovversiva.

23 marzo 1888 Un decreto istituisce a Parigi la scuola professionale l’École supérieure des Postes et télégraphes

3 aprile 1888 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Charles Floquet Il Governo Floquet rimarrà in carica sino al 14 febbraio 1889.

14 ottobre 1888 La prima ripresa cinematografica è ritenuta essere Roundhay Garden Scene, cortometraggio di 2 secondi realizzato da Louis Aimé Augustin Le Prince.


1889

Stipula del Trattato di Uccialli tra lo Stato italiano e il ras Menelik II. L’Italia ottiene la sovranità di Asmara e una sorta di protettorato sull’Etiopia. Nel testo del trattato, all’articolo 17, è inclusa una frase sulla rappresentanza diplomatica dell’Etiopia da parte dell’Italia che viene fortemente contestata da Menelik II e che porterà ai successivi attriti tra le due nazioni.

13 febbraio 1889 In Francia una legge elettorale approva il ritorno al sistema uninominale a doppio turno per arrondissement

22 febbraio 1889 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina per la seconda volta Presidente del Consiglio Pierre Tirard. Il secondo Governo Tirard rimarrà in carica sino al 13 marzo 1890

9 marzo 1989 Si insedia il secondo governo Crispi Rimarrà in carica sino al 6 febbraio 1891.

10 marzo 1889 Crispi Istituisce il Ministero delle Poste e Telegrafi nominando come ministro Pietro Lacava

1889 Thomas Edison realizza una cinepresa (detta Kinetograph) ed una macchina da visione (Kinetoscopio): la prima era destinata a scattare in rapida successione una serie di fotografie su una pellicola35mm; la seconda consentiva ad un solo spettatore per volta di osservare, tramite un visore, l'alternanza delle immagini impresse sulla pellicola.

23 settembre - 6 ottobre 1889. Si svolgono le elezioni per la Quinta Legislatura della Terza Repubblica in Francia con il ritorno al sistema uninominale a due turni di arrondissement. Vince il fronte repubblicano che conquista complessivamente 366 di cui i repubblicani 216 seggi, i radicali 100 seggi, i repubblicani moderati 36 seggi e i repubblicani socialisti e radicali solo 12 seggi, sconfiggendo la destra, ferma ai 210 seggi conquistati da monarchici (86 seggi), boulangisti (72 seggi) e bonapartisti (52 seggi). Spinti dall’ondata boulangiusta entrano numerosi deputati antisemiti


Anni novanta Primi servizi di radiotelefonia

Durante la guida del ministero, Lacava ricevette una lettera da Guglielmo Marconi il quale illustrò l'invenzione del telegrafo senza fili chiedendo finanziamenti. La lettera non ottenne risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio posto in via della Lungara a Roma. Marconi non avendo ottenuto risposta andò in Inghilterra dove presentato il suo lavoro ottenne il brevetto e i necessari finanziamenti. Questo avvenimento costitisce una pesante e indelebile macchia su questo politico che, con il suo atteggiamento poco lungimirante e scettico, causò un pesante e incalcolabile danno economico all'Italia che non poté sfruttare i proventi e i ritorni economici che ne sarebbero scaturiti. Al fine di mitigare il danno, anche seppur minimamente, Marconi chiese e ottenne dall'Inghilterra che non fosse imposto all'Italia alcun pagamento nell'utilizzo del brevetto.


1990

17 marzo 1890 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Charles de Freycinet Il quarto Governo Freycinet rimarrà in carica sino al 18 febbraio 1892

23-30 novembre 1890 Si svolgono le elezioni politiche per la Diciasettesima Legislatura, la decima del Regno d’Italia. Votano 1 milione 639 mila elettori su un totale di 2 milioni e 934 mila, pari al 55,8% degli aventi diritto. I ministeriali conquistano la maggioranza assoluta con il 58,1% dei voti, mentre quelli di opposizione il 6,9% e quelli dell’Estrema il 6,9%. Altri candidati ottengono il 28,1%

1991

Caduta del primo governo Crispi dovuta, tra l’altro, al peggioramento dei rapporti con la Francia con cui si instaura una guerra doganale che causa un aumento dei prezzi dei generi alimentari.

6 febbraio 1991 Si insedia il primo Governo di Rudinì I Rimarrà in carica sino al 15 maggio 1992 per un totale di 464 giorni, ovvero 1 anno, 3 mesi e 9 giorni. Ministro delle Poste e Telegrafi diventa Ascanio Branca

Estate 1891 Alleanza franco-russa. Viene siglato un accorda attraverso uno scambio di lettere fra il ministro degli esteri Alexandre Ribot e Nicolas de Giers


1892

Si insedia il primo governo Giolitti. A dicembre vengono resi noti i risultati dell'inchiesta sullo scandalo della Banca Romana.

12 febbraio 1892 Per la prima volta appare il termine « cinématographe » in un brevetto depositato da Léon Bouly. Depositerà in secondo brevetto il 27 dicembre 1893

27 febbraio 1892 Gouverno Émile Loubet. Rimarrà in carica sino al 28 novembre 1892 travolto dallo scandalo finanziario legato alla costruzione del Canale di Panama

1892 : au Carnaval de Paris, un employé du bureau de poste 47 a l'idée de lancer sur les gens, dans la fête, des fins de bobines de signaux morse en papier. Le serpentin est né. Sa vogue dure encore mondialement, bien après la disparition du Télégraphe

27 febbraio 1892 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Émile Loubet Il Governo Loubet rimarrà in carica sino al 28 novembre 1892

15 maggio 1892 Si insedia il primo Governo Giolitti rimarrà in carica sino al 15 dicembre 1993 per un totale di 579 giorni, ovvero 1 anno e 7 mesi. Ministro delle Poste e Telegrafi è Camillo Finocchiaro Aprile

Agosto 1892 Nasce a Genova il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani poi divenuto PSI

17 agosto 1892 Francia repubblicana e Russia zarista stipulano una convenzione militare rigorosamente segreta fra il generale Raoul de Boisdeffre, vice Capo di Stato maggiore, e il suo omologo russo generale Obroutcheff. La convenzione rimarrà in vigore sino al 1917

6-13 novembre 1992. Si svolgono le elezioni politiche per la Diciottesima Legislatura, l’undicesima del Regno d’Italia. I votanti sono 1 milione 639 mila su un totale di 2 milioni 934 mila elettori pari al 55,8% degli aventi diritto. I candidati ministeriali conquistano il 51,2 %, quelli di opposizione l’11,5%, l’Estrema il 6,9%. Altri candidati il 30,3%

6 dicembre 1892 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Alexandre Ribot Il primo Governo Ribot rimarrà in carica per soli 35 giorni sino al 10 gennaio 1893


1893

Insediamento del secondo governo Crispi. Lo scandalo della Banca Romana vede il coinvolgimento di Giovanni Giolitti che è costretto a rifugiarsi all’estero.

1893 - La Poste tolère l’emploi de bicyclette pour les facteurs, sans dédommagement financier, dans un premier temps.

11 gennaio 1893 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina per la seconda volta Presidente del Consiglio Alexandre Ribot Il secondo Governo Ribot rimarrà in carica sino al 30 marzo 1893

4 aprile 1893 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Charles Dupuy Il primo Governo Dupuy rimarrà in carica sino al 23 novembre 1893

1893 A Budapest, vie lanciato "Telefon Hirmondo", servizio di radiotelefonia con 6 mila abbonati e programmi di informazione e varietà.

20 agosto - 3 settembre 1893 Si svolgono le elezioni per la Sesta Legislatura della Terza Repubblica in Francia. In forte crescita l’astensionismo dopo la crisi di panama e la crisi boulangista. Vincono i repubblicani moderati che conquistano da soli la maggioranza assoluta con 317 seggi mentre i radicali conquistano altri 122 seggi e i radical socialisti 16 seggi, portando il fronte repubblicano a 455 seggi. Distinti i socialisti conquistano 33 seggi con buoni risultati nelle grandi città. La destra non va oltre i 93 seggi, di cui 58 seggi conquistati dai Monarchici e 35 seggi dai “ralliés”

15 novembre 1893 Si insedia il terzo Governo Crispi. Rimarrà in carica sino al 10 marzo 1896 per un totale di 816 giorni, ovvero 2 anni, 2 mesi e 23 giorni. Ministro delle Poste e Telegrafi è Maggiorino Ferraris

3 dicembre 1893 Il Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot nomina Presidente del Consiglio Jean Casimir-Périer Il primo Governo Jean Casimir-Périer rimarrà in carica sino al 22 giugno 1894


1894

En 1894, Albert Turpain réalise la première transmission radioélectrique en morse.

30 maggio 1894 Secondo Governo Jean Casimir-Périer. Rimarrà in carica sino al 25 giugno 1894. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è Victor Lourties

24 giugno 1894 Assassinio del presidente della Repubblica Francese Sadi Carnot, pugnalato dall'anarchico italiano Sante Geronimo Caserio, in occasione dell'Exposizione di Lione.

27 giugno 1894 Jean Casimir-Perier viene eletto sesto Presidente della Terza Repubblica con oltre il 53% dei voti con l’opposizione di radicali e socialisti che lo considerano « presidente della reazione». Rimarrà in carica sino al 16 gennaio 1895

1 luglio 1894 Il Presidente della Repubblica francese Jean Casimir-Périer nomina Presidente del Consiglio Charles Dupuy. Il Terzo Governo Charles Dupuy rimarrà in carica sino al 15 gennaio 1895. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è Victor Lourties

Estate 1894 Marconi, appena ventenne, inizia i primi esperimenti lavorando come autodidatta e avendo come aiutante il maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costrusce un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coherer (ossia un tubetto con limatura di nickel e argento posta fra due tappi d'argento) e un campanello elettrico, capace di emettere uno squillo in caso di fulmine. In seguito riesce, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a far squillare un campanello posto dall'altro lato della stanza.

Dicembre 1894 Il capitano dell’esercito francese Alfred Dreyfus, ebreo di origine alsazia accusato di spionaggio a favore dei teschi è condannato ai lavori forzati all’ergastolo e deportato all’Isola del Diavolo.


1895

Le truppe italiane occupano quasi integralmente la regione del Tigrai provocando una dura reazione di Menelik. L’esercito etiopico annienta, all’Amba Alagi (7 dicembre 1895), un battaglione italiano comandato dal maggiore Toselli.

1895 - Décentralisation des services avec la création de douze directions régionales.

14 gennaio 1895 Charles Dupuy rassegna le dimissioni del suo governo al Presidente Jean Casimir-Perier.

15 gennaio 1895 A sua volta il Presidente della Repubblica Jean Casimir-Perier, oggetto di duri attacchi da parte della stampa, rassegna le dimissioni

17 gennaio 1895 Il repubblicano moderato di obbedienza massonica Félix Faure con 430 voti, ovvero con oltre il 53% dei suffragi, diventando il settimo Presidente della Terza Repubblica. Rimarrà in carica sino al 16 febbraio 1899.

26 gennaio 1895 Il Presidente della Repubblica Félix Faure nomina Alexandre Ribot Presidente del Consiglio. Si insedia il Terzo Governo Ribot. Rimarrà in carica sino al 1 novembre 1895. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è André Lebon

13 febbraio 1895 I fratelli Lumière depositano il brevetto de loro cinématographe.

1895 E’ l’anno di avvio delle sperimentazioni di Guglielmo Marconi. Nella Primavera 1895 Marconi inizia a sperimentare i suoi apparati all'aperto.

26 maggio - 2 giugno 1895 Si svolgono le elezioni per la Diciannovesima Legislatura, la dodicesima del Regno d’Italia. I votanti sono 1 milione e 251 mila su 2 milioni 120 mila elettori pari al 59% degli aventi diritto. I candidati ministeriali con il 65,75% conquistano 334 seggi, l’opposizione costituzionale il 20,47% e 104 seggi, il Partito radicale il 9,25% e 47 seggi, il Partito socialista il 2,95% e 15 seggi. Altri l’1,58% e 8 seggi.

Agosto 1895 Marconi inventa il sistema antenna-terra; arriva a coprire la distanza di 2400 m.

agosto 1895 a Villa Griffone Marconi trasmette oltre la collina dei Celestini un colpo di fucile. Prevedendo l'occorrenza di grandi capitali per proseguire negli esperimenti, Marconi si rivolge al ministero delle Poste e Telegrafi, guidato dall'on. Pietro Lacava, illustrando l'invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ottiene risposta, liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio NON E’ PIU’ LACAVA Il giovane Marconi offre invano la sua invenzione nelle radiotelegrafia senza fil al Ministero delle Poste

1 novembre 1895 Il Presidente della Repubblica Félix Faure nomina il radicale Léon Bourgeois Presidente del Consiglio. Si insedia il Governo Bourgeois. Rimarrà in carica sino al 23 aprile 1896. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è il repubblicano di sinistra Gustave Mesureur

28 dicembre 1895 Nasce il cinema inteso come la proiezione in sala di una pellicola stampata, di fronte ad un pubblico pagante, grazie ad un'invenzione dei fratelli Louis e Auguste Lumière, i quali mostrano per la prima volta, al pubblico del Gran Cafè del Boulevard des Capucines a Parigi, un apparecchio da loro brevettato, chiamato cinématographe. Tale apparecchio era in grado di proiettare su uno schermo bianco una sequenza di immagini distinte, impresse su una pellicola stampata con un processo fotografico, in modo da creare l'effetto del movimento.


1896

Il 1° marzo, l’esercito italiano comandato dal generale Baratieri fu pesantemente sconfitto ad Adua (cadono circa 6 mila soldati italiani) dall’esercito etiopico. A seguito del rovescio militare l’Italia è costretta alla revoca del trattato di Uccialli e al ritiro dal territorio del Tigré. Il disastro coloniale sancisce la fine politica di Francesco Crispi che viene sostituito al governo da Antonio Starabba marchese di Rudinì.

1896 Nasce in Francia un Sottosegretariato di Stato alle Poste e ai Telegrafi dipendente da un ministero di tutela, a seconda dei governi Il Ministero del Commercio e dell’Industria o il Ministero dei Lavori Pubblici

12 febbraio 1896 Marco parte con la madre per Londra. Decide di emigrare nel Regno Unito dove ottiene interesse e sostegno da parte del post Office. britannico.

1 marzo 1896 Sconfitta coloniale di Adua pone temporaneamente fine alle avventure coloniali italiane nel Corno d’Africa

Marzo 1896 Il colonnello francese Georges Picquart, capo del contro-spionaggio, scopre che il traditore a favore della Germania non è stato il capitano Alfred Dreyfus ma il comandant Ferdinand Walsin Esterházy. Ciononostante lo Stato Maggiore dell’esercito francese rifiuta di riaprire il processo e trasferisce Picquart in Africa del Nord.

5 Marzo 1896 Marconi presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto a Londra col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov

10 marzo 1896 Si insedia il secondo Governo di Rudinì II. Rimarrà in carica sino all’11 luglio 1896 per un totale di 123 giorni, ovvero 4 mesi e 1 giorno. Ministro delle Poste e Telegrafi è Pietro Carmne

18 marzo 1896 Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda

30 Marzo 1896 - Marconi viene ricevuto da Preece alla Direzione delle Poste; prima dimostrazione agli esperti.

28 aprile 1896 Il Presidente della Repubblica Félix Faure nomina Jules Méline esponente della destra moderata Presidente del Consiglio. Si insedia il Governo Méline. Rimarrà in carica sino al 28 giugno 1898. Dal 25 maggio 1896 viene istituito un Sottosegretario di stato alle Poste e Telegrafi affidato a Jean-Baptiste Delpeuch posto sotto la tutela del Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi Henry Boucher.

2 Giugno 1896 – Marconi presenta una seconda domanda all'Ufficio Brevetti di Londra, domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo, Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull'invenzione. Marconi ottiene un brevetto per la radio con la British Patent 12.039, Improvements in Transmitting Electrical Impulses and Signals and in Apparatus There-for Questo è stato il primo brevetto per la radio, anche se ha usato varie tecniche precedenti di vari altri sperimentatori (primariamente Tesla) e somigliava allo strumento dimostrato da altri (tra cui Popov).

11 luglio 1896 Si insedia il terzo Governo di Rudinì Rimarrà in carica sino al 14 dicembre 1997 per un totale di 521 giorni, ovvero 1 anno, 5 mesi e 3 giorni. Ministro delle Poste e Telegrafi è Emilio Sineo

27 Luglio 1896 - Prima dimostrazione pubblica: collegamento dalla Direzione delle Poste alla Saving Bank in Queen Victoria Street (1 km).

2 Settembre 1896 - Iniziano gli esperimenti nella Salisbury Plane: QRB 3 Km.

Guglielmo Marconi conduce esperimenti wireless per il british Post Office Marconi, intanto, alla presenza di politici ed industriali: colloca ad esempio un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi che le trasmette ad una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale.

1896 Iniziano le vedute all’origine del cinematografo Cahrles Pathé, con il fratello Emile, fondò l'industria cinematografica Pathé-Frères





1887

Nel 1897, Marconi stabilì la stazione radio a Niton, Isola di Wight, Inghilterra.

1897 Il fisico tedesco Ferdinand Braun utilizza il tubo a raggi catodici per studiare i fenomeni dinamici e la registrazione di fenomeni elettrici rapidi

21 – 28 marzo 1897 Si svolgono le elezioni per la XX Legislatura sabauda la tredicesima del Regno d’Italia. solo il 50,5% degli aventi diritto votano, ovvero 1 milione 242 mila su 2 milioni e 458 mila. I candidati ministeriali con il 64,37% conquistano 327 seggi. L’opposizione costituzionale con il 19,49% 99 seggi. Il Partito Radicale con l’8,27% 42 seggi. Il Partito Repubblicano Italiano con il 4,92% 25 seggi, il Partito Socialista Italiano con il 2,95% 15 seggi

10 - 14 Maggio 1897 Esperimenti di Marconi sul Canale di Bristol: QRB 14 Km.

2 Luglio 1897 - Marconi riceve il brevetto n.12.039.

11 - 18 Luglio 1897 Marconi torna in Italia su invito del Governo Italiano realizzando presso La Spezia una comunicazione Radio fra L'Arsenale della Marina Militare italiana e la nave da battaglia S. Martino sorpassando la distanza di 18 KM. Dimostrazioni nel golfo di La Spezia - QRB 16.300 m.

20 luglio 1897 Marconi crea The Wireless Telegraph & Signal Company

1897, Tesla si dedica a due brevetti chiave radio negli Stati Uniti. Questi due brevetti sono stati emessi nei primi mesi del 1900

novembre 1897 Marconi costruisce in mezzo all'isola di Wight la sua prima stazione Radio fissa che sarà collegata con Bourmounth ad una distanza di 23 KM.

14 dicembre 1897 Si insedia il quarto Governo di Rudinì Rimarrà in carica sino al 1 giugno 1898 per un totale di 169 giorni, ovvero 5 mesi e 18 giorni. Emilio Sineo rimarrà Ministro delle Poste e Telegrafi sino al 26 febbraio 1898 poi sostituito ad interim da Luigi Luzzatti


1898

A Milano avvengono moti popolari per protestare contro il carovita (passata alla storia come la "protesta dello stomaco"). Le truppe del generale Bava Beccaris sparano sugli insorti (8 maggio) causando, secondo le cifre ufficiali, 80 morti (che sono in realtà, secondo i manifestati, più di 300). Viene proclamata la legge marziale. Si insedia il governo Pelloux.

Gennaio 1898 Scoppia l’Affaire Dreyfus dopo la sentenza di assoluzione di Esterházy acclamato dal fronte conservatore e nazionalista. Dilaga in Francia l’antisemitismo.

13 gennaio 1898 Lo scrittore Emile Zona pubblica nel quotidiano L’Aurore il celebre « J’Accuse…! » sotto forma di lettera aperta al Presidente della Repubblica Félix Faure chiedendo la revisione del processo Dreyfus. Gli intellettuali usano la stampa moderna per influenzare l’opinione pubblica ed avviare campagne di mobilitazione delle coscienze

3 marzo 1898 Viene effettuato il primo salvataggio in mare dalla nave Wreck che salva gli imbarcati del Mathens ciò è possibile perché entrambe erano dotate di Wireless Station.

27 marzo 1898 MARCONI realizza un collegamento Radio fra Inghilterra e Francia dalle localitò di Dover a Wimereux vicino Boulogne sur mer distanti fra loro 32 miglia.

6-9 maggio 1898 Scoppiano gravi tumulti a Milano contro il rincaro del prezzo del pane – passati alla storia come la "protesta dello stomaco" – il governo guidato da Antonio di Rudinì proclama lo Stato d'assedio e il generale Bava Beccaris, in qualità di Regio Commissario Straordinario, ordina di sparare cannonate sulla folla provocando una strage, in cui sono uccisi 80 cittadini e altri 450 rimanoo feriti. In segno di riconoscimento per quella che dalla monarchia fu giudicata una brillante azione militare, Bava-Beccaris riceve il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell'Ordine Militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottiene un seggio al Senato.

maggio 1898 MARCONI realizza il suo primo congegno che permette di sintonizzare la frequenza sia in trasmissione che in ricezione garantendo cosi la indipendenza di comunicazioni simultanee da più stazioni Radio (questa innovazione sarà il famoso e futuro brevetto n. 7777)

8-22 maggio 1898 Si svolgono le elezioni per la Settima legislatura della Terza Repubblica in Francia. Vincono le sinistre che conquistano complessivamente 432 seggi, di cui 254 seggi i progressisti, 104 seggi i radicali e 54 seggi i radical-socialisti, precedendo i socialisti con 57 seggi (9,74%) e le destre 96 seggi di cui 44 seggi a monarchici, 32 ai “ralliés”, 6 ai nazionalisti e 4 ai revisionisti

1 giugno 1998 Si insedia il quinto Governo di Rudinì Rimarrà in carica sino al 29 giugno 1898 per un totale di soli 28 giorni. . Ministro delle Poste e Telegrafi diventa Secondo Frola

3 Giugno 1898 - Inizia il primo servizio pubblico radiotelegrafico fra Boumemounth e l'isola di Wright (QRB 26 Km).

28 giugno 1898 Il Presidente della Repubblica Félix Faure nomina il radicale dreyfusardo Henri Brisson Presidente del Consiglio. Si insedia il secondo Governo Brisson. Rimarrà in carica sino al 26 ottobre 1898. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è il radicale Émile Maruéjouls e Sottosegretario di Stato alle Poste e Telegrafi il radicale Léon Mougeot

29 giugno 1898 Si insedia il primo Governo Pelloux Rimarrà in carica sino al 14 maggio 1899. Ministro delle Poste e Telegrafi diventa Nunzio Nasi

1898 Marconi apre il primo ufficio apre il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, impiegando circa 50 persone.

luglio 1998 Marconi organizza la prima agenzia giornalistica Radiotelegrafica che fornira' notizie al quotidiano Inglese Daily Express per quanto riguarda il Reale Yacht Club
" Regatta " fornendo notizie in tempo reale sulle regate in quanto vi era anche una connessione telefonica da Kingstown a Dublino

26 agosto 1898 viene ascoltato un segnale con richiesta di soccorso proveniente da un battello che navigava sul Tamigi e che era munito di Wireless Station.

settembre 1898 MARCONI va negli Stati Uniti dove dirige le operazioni per far collegare telegraficamente l' Incrociatore New York con la base Navale nel Massachussets.. In questo periodo sperimenta anche quale e' il migliore sistema affinché una trasmissione telegrafica possa arrivare il più lontano possibile e quali sono gli accorgimenti da usarsi perché un segnale Radio possa superare ostacoli come montagne e la curvatura terrestre di cui molti scienziati dell'epoca ritenevano questi ostacoli insuperabili dalle Radio onde.

1898 Marconi effettua la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilì un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII convalescente per una brutta ferita al ginocchio.

1 novembre 1898 ll Presidente della Repubblica Félix Faure nomina Charles Dupuy ostile alla revisione del processo Dreyfus Presidente del Consiglio. Si insedia il Quarto Governo Dupuy. Rimarrà in carica sino al 18 febbraio 1899. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è Paul Delombre e Sottosegretario di Stato alle Poste e Telegrafi il radicale Léon Mougeot

Dicembre 1898. Da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio.



1899

1899 La Corte di Cassazione dopo un’inchiesta minuziosa cassa la prima sentenza di condanna del capitano Dreyfuss ma un Consiglio di Guerra a Rennes condanna nuovamente Dreyfus a dieci anni di lavori forzati. Stremato da quattro anni di lavori forzati Dreyfus accetta la grazia presidenziale che gli viene accordata dal nuovo Presidente Émile Loubet.

16 febbraio 1899 Muore il Presidente della Repubblica Félix Faure

18 febbraio 1899 Come ottavo Presidente della Terza Repubblica in Francia viene eletto il repubblicano democratico sostenuto dalle sinistre Emile Loubet eletto conquistando oltre il 59% dei voti dell’Assemblea Nazionale. Rimarrà in carica sino al 18 febbraio 1906. Inizialmente neutrale senza prendere posizione né con i dreyufusardi né con gli anti-dreyfusardi, a fronte del candidato di questi ultimi, verrà sostenuto da CLémenceau e dai sostenitori della revisione del processo

18 febbraio 1899 ll Presidente della Repubblica Emile Loubet conferma Charles Dupuy, ostile alla revisione del processo Dreyfus, Presidente del Consiglio Si insedia il Quinto Governo Dupuy. Rimarrà in carica sino al 12 giugno 1899. Ministro del Commercio, dell'Industria, delle Poste e Telegrafi è Paul Delombre e Sottosegretario di Stato alle Poste e Telegrafi il radicale Léon Mougeot

27 Marzo 1899 Primi messaggi oltre la Manica, fra Vimereux e South Foreland (32 miglia)

14 maggio 1989 Si insedia il secondo Governo Pelloux Rimarrà in carica sino al 24 giugno 1900 per un totale di 407 giorni, ovvero 1 anno, 1 mese e 10 giorni. Ministro delle Poste e Telegrafi diventa Antonino Paternò Castello

29 maggio 1899 I segnali superando la distanza di 51 chilometri.

3 giugno 1899 Giovanni Agnelli fonda la FIAT

20 luglio 1899 La Società Elettrometallurgica di Pont Saint Martin, cambia ragione sociale in Società Industriale Elettrochimica di Pont Saint Martin e tra il 1901 ed il 1902 realizza una nuova centrale idroelettrica alimentata dalle acque della Dora Baltea. Negli anni seguenti la produzione di energia elettrica diventa l'attività principale della società che cambia nuovamente ragione sociale in Società Idroelettrica Pont Saint Martin.

22 giugno 1899 ll Presidente della Repubblica Emile Loubet nomina il repubblicano moderato Pierre Waldeck-Rousseau Presidente del Consiglio. Si insedia il Governo Waldeck-Rousseau detto di Governo di Difesa repubblicana che vede nello stesso esecutivo il generale de Galliffet da un lato, e il socialista Millerand, dall’altro. Rimarrà in carica sino al 3 giugno 1902. Ministro del Commercio, dell'Industrie, delle Poste e Telegrafi è il socialista indipendente Alexandre Millerand. Sottosegretario alle Piste e Telegrafi rimane Léon Mougeot

1899 Marconi parte per gli Stati Uniti e dà vita alla Marconi Wireless Telegraph Company of America (i cui assets verranno rilevati nel 1920 da RCA

30 dicembre 1899 L’American Bell Telephone Company è acquistata dalla sua filiale American Telephone & Telegraph (AT&T)

Il nuovo secolo e lo sviluppo della telegrafia e della radiotelegrafia

1900

Umberto I viene colpito a morte mentre trascorre l’estate alla reggia di Monza. Uccidere il tiranno è la parola d’ordine fra la comunità anarchica emigrata negli Stati Uniti da dove proviene Gaetano Bresci. Umberto I viene colpito a morte mentre trascorre l’estate alla reggia di Monza. Uccidere il tiranno è la parola d’ordine fra la comunità anarchica emigrata negli Stati Uniti da dove proviene Gaetano Bresci. I socialisti nati per dare volto a un popolo senza volta erano entrati in contrasto con gli anarchici sin dagli anni Ottanta e soprattutto a partire dal 1892 quando si consuma la rottura. Su Turati e sui i socialisti si era poi scatenata la repressione di Bava Beccaris e sembrava venir meno l’impegno profuso per educare le masse e risolvere con riforme la questione sociale. I socialisti nel 1900 conquistano il Comune di Milano insieme ai radicali. Giolitti garantisce la neutralità dello stato nei conflitti di lavoro. Si inaugura una fase di pacificazione del paese. Nel 1911 ottengono il suffragio universale maschile che si realizza nelle elezioni del 1913. Giolitti capisce che è meglio governare una società organizzata in partiti e sindacati che una società senza volto. Si risveglia una massa proletaria peraltro disomogenea e difficile da incanalare. I riformisti di Turati verranno messi in minoranza nel 1904 dai massimalisti. Non si accontentano del minimo ma senza cedere ai compromessi mirano a cavalcare un proletariato che ha preso coscienza di sé, una coscienza di classe. Ma non sentono di appartenere alla comunità nazionale. Le riforme accentuano la conflittualità che si esprime nella settimana rossa del 1914 alla vigilia dell’esplosione della prima guerra mondiale.


1900 I fratelli Lumière cedettero i diritti di sfruttamento della loro invenzione a Charles Pathé. Il cinematografo si diffuse così immediatamente in Europa e poi nel resto del mondo

26 Aprile 1900 Marconi ottiene il brevetto n 7777 sui circuiti sintonici.

3 giugno – 10 giugno 1900 Si svolgono le elezioni per la Ventunesima Legislatura, la quattordicesima del Regno d’Italia. Cresce la partecipazione al 58,3% con poco meno di 1 milione e mezzo di votanti su oltre 2 milioni e mezzo aventi diritto. I candidati ministeriali con il 58,27 seppur in leggero calo mantengono la maggioranza assoluta conquistando 297 seggi dei 508 seggi. L’opposizione costituzionale in crescita con il 22,83% 116 seggi. Il Partito Radicale in calo con il 6,69% ottiene 34 seggi. Il Partito Socialista Italiano con il 6,50% raddoppia la propria rappresentanza conquistando 33 seggi e precedendo Il Partito Repubblicano Italiano anch’esso in leggera crescita che con il 5,71% conquista 29 seggi.

29 luglio 1900 L’anarchico Gaetano Bresci torna dall’America e uccide a Roma il Re Umberto Primo per vendicare i morti scesi in piazza a Milano nel maggio 1898 a protestare contro l’aumento del prezzo del pane, uccisi dalle truppe regie guidate da Bava Beccaris e l'offesa della decorazione al criminale Bava-Beccaris, il quale definì il regicida «un folle che meriterebbe di subire lo squartamento».

29 luglio 1900 Vittorio Emanuele III di Savoia diventa re d'Italia. Rimarrà al trono sino al 9 maggio 1946 quando decide di abdicare a favore del figlio Umberto II.

25 agosto 1900 Per la prima volta viene pronunciata la parola televisione all’Esposizione Universale di Parigi

1900 The Wireless Telegraph & Signal Company viene rinominata Marconi's Wireless Telegraph Company.

1º novembre 1900 Marconi svolge il servizio militare all'ambasciata di Londra. Trasferito poi in Italia viene congedato il 1º novembre 1901, ma per età verrà trasferito nell'esercito il 31 dicembre 1906


1901

Gennaio 1901 Marconi effettua un collegamento Saint Catherines - Cape Lizard (300 km) con apparati sintonici.

31 Gennaio 1901 Viene approvata la legge del 31 gennaio 1901 n. 23 che regolamenta tutto il settore dell’emigrazione e istituisce il Commissariato Generale per l’Emigrazione.

15 febbraio 1901 Il Governo Zanardelli apre una nuova fase della politica italiana conosciuta come età giolittiana. Il senatore Tancredo Galimberti diventa Ministro delle Poste e Telegrafi

Settembre 1901 Il Presidente della Repubblica Emile Loubet riceve a Parigi lo zar Nicola II. Contraccambierà la visita recandosi in Russia nel 2002

1 novembre 1901 Marconi è congedato dall’esercito.

Marconi può ormai concentrare le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra.

6 novembre 1901 A Poldhu, in Cornovaglia, Marconi installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è sollevata da un aquilone costituito da 60 fili tesi a tela di ragno tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61.

26 novembre 1901: Marconi s'imbarca a Liveropool per St. John's di Terranova con due suoi assistenti Kemp e Paget. A Terranova costruisce una stazione Radio con la speranza di comunicare con l'altra sponda dell' Atlantico I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3.000 chilometri.

12 dicembre 1901 Alle 12.30 vengono ricevuti i primi segnali attraverso l'Atlantico, da Poldhu a St.John's (Terranova) QRB 3400 Km. Per la prima volta Marconi dalla Cornovaglia diffonde un messaggio sotto forma di onda elettromagnetica attraverso l’Atlantico sino a San Giovanni di Terranova: Il messaggio ricevuto attraverso questo primo segnale radio transoceanico. è composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova avrebbe dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera.


1902

1902 Marconi costituisce la American Marconi Company e la Canadian Marconi Company. Nello stesso anno concede gratuitamente l’uso dei suoi brevetti all’esercito e alla marina italiani

22-27 Febbraio 1902 - MARCONI si imbarca sul battello Filadelfia diretto in America dove costruisce una grande Stazione Radio nella Baia dei ghiacci in Nuova Scozia su invito del Governo Canadese. Durante il viaggio Marconi scopre l'effetto negativo della luce solare sulla propagazione delle LF: viene eseguito un'importante esperimento da molti scienziati che si trovano a bordo del battello: essi studiano e scoprono quale influenza hanno le radiazioni solari sulla propagazione delle onde elettromagnetiche. Marconi osserva che nei detector (rivelatori) di allora la stabilità del segnale in uscita lasciava molto a desiderare, generando dei disturbi in ricezione. In base a quest’osservazione Marconi creerà un nuovo rivelatore chiamato :" Detector Magnetico " che sarà brevettato il 25 Giugno 1902.

27 aprile 11 maggio 1902 Si svolgono le elezioni legislative per l’ottava legislatura della Terza Repubblica in Francia. A fronte delle divisioni dei repubblicani progressisti di fronte all'anticlericalismo del governo Waldeck-Rousseau, si impone il Bloc des Gauches che ottiene oltre il 57% degli eletti, ovvero 338 seggi, di cui 129 seggi ai radicali, 104 seggi ai radical-socialisti e 62 seggi ai repubblicani di sinistra. I socialisti ancora divisi non vanno oltre i 43 seggi, suddivisi fra Parti Socialiste Francais (32 seggi) e Parti socialiste de France (11 seggi) mentre le Destre ottengono 251 seggi suddivisi fra repubblicani progressisti (127 seggi), conservatori (89 seggi) e liberali (35 seggi).

7 giugno 2002 ll Presidente della Repubblica Emile Loubet nomina Emile Combes, esponente radicale leader del fronte anticlericale, Presidente del Consiglio. Si insedia il Governo Combes. Rimarrà in carica sino al 18 gennaio 1905 Ministro dei Lavori Pubblici, delle Poste e dei Telegrafi è l’esponente della sinistra radicale Georges Trouillot. Sottosegretario alle Poste e Telegrafi diventa il radicale massone Alexandre Bérard

25 Giugno 1902 Marconi ottiene il brevetto n.10245 sul Detector Magnetico.

7 Luglio 1902 - A Dover s'imbarca sull'incrociatore da guerra Carlo Alberto messa a sua disposizione dal Governo Italiano in occasione della campagna Radiotelegrafica svoltasi a Napoli per una crociera sperimentale di oltre due mesi fino al porto di Kronstadt (Mar Baltico). La città Russa attraverso la Carlo Alberto rimane sempre costantemente in contatto anche con la Stazione Radiotelegrafica di Poldhu in Cornovaglia.

dicembre 2002 Marconi dalla Baia dei ghiacci in nuova Scozia dove aveva costruito nel 2001 una grande stazione radiotelegrafica inizia una sperimentazione per collegare le due sponde dell'Oceano Atlantico, la Stazione Radio corrispondente in Europa era quella di Poldhu in Cornovaglia. Le due grandi Stazioni Radio pur essendo sintonizzate sulla stessa lunghezza d'onda da molti giorni non riescono a collegarsi telegraficamente e per tenersi in contatto per comunicarsi eventuali novità utilizzavano i messaggi inoltrandoseli via Cavo Sottomarino, per moltissimi giorni da ambo le parti il messaggio standard ripetitivo era :" Non abbiamo ricevuto alcun segnale " a distanza di quasi un anno dall'inizio della sperimentazione il 15 dicembre 1902 cambia qualcosa i messaggi da ambo le parti dicono stiamo ricevendo qualcosa. Il 18 dicembre la ricezione diventa intellegibile da ambo le parti.

15 dicembre 1902 Marconi stabilisce una comunicazione trans-Atlantica fra Table Head ialla Baia dei ghiacci e Poldhu in Cornovaglia usando un trasmettitore da 60 kilowatt e quattro torri di 210 piedi, pari a 64 metri.

20 Dicembre 1902 - Messaggi da Glace Bay (Nuova Scozia, Canada) a Poldhu per i Re d'Italia e d'Inghilterra.

Marconi sfrutta il successo del collegamento e mostra le im portanti ricadute che esso può avere anche sul mondo dell’informazioen e dell’editoria. Al rientro in Inghilterra dalla Baia dei ghiacci con la nave a vapore Lucania organizza su questo transatlantico la prima " Press Agency " fra l' Europa e l'America stampando direttamente a bordo il giornale in varie lingue e tenere cosi informati i passeggeri durante la traversata che poteva durare anche piu' di otto giorni a seconda delle condizioni del mare.


1903

Inizia l’età giolittiana Dopo le dimissioni rassegnate dal Primo Ministro Zanardelli (che muore subito dopo), in ottobre Giovanni Giolitti forma un nuovo governo in cui cerca di coinvolgere, inutilmente, la sinistra socialista. Siamo già in quella fase, passata alla storia, come “età giolittiana”

Nel 1903 Marconi installa un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, che venne utilizzato fino alla seconda guerra mondiale prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione, ed in seguito ampliata e potenziata tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa. Marconi lavora anche alla Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, località militarizzata fra il capoluogo e Lerici: issa antenne dotate di palloni gonfiati ad elio, sulle plancie di imbarcazioni inviate sempre più lontane dalla costa del golfo spezzino, e dalla base di san Bartolomeo dove Marconi opera per ottimizzare trasmissioni e ricezioni.

Stazioni radiotelegrafiche campali vengono usate per la prima volta durante manovre militari

4 agosto 1903 Inizia il pontificato di Pio X, Giuseppe Melchiorre Sarto. Come i due papi predecessori ingiungerà inizialmente ai cattolici italiani di non recarsi alle urne continuando ad impedire loro con il famoso non expedit (in italiano "non conviene") la partecipazione attiva alla vita politica del Regno d’Italia. Poi avvierà una lenta distensione di rapporti ed un graduale riavvicinamento tra le parti, proseguita dai suoi successori Benedetto XV e Pio XI. L'affermazione dei socialisti favorisce in questo periodo l'alleanza tra cattolici e liberali moderati (Giolitti) in molte elezioni amministrative, alleanza detta clerico-moderatismo. Segno di questi mutamenti è la lettera enciclica del 1904 Il fermo proposito , che, se da un lato conserva il non expedit, ne permette tuttavia larghe eccezioni, che poi si moltiplicano: vari cattolici entrano, in questo modo, in parlamento, sia pure a titolo personale.

settembre 1903 la trasmissione e la ricezione bilaterale di onde elettromagnetiche fra le due sponde dell' Atlantico diventa normale Routine.

3 novembre 1903. Giovanni Giolitti torna ad essere presidente del Consiglio. Enrico Stelluti Scala è ministro delle Poste e Telegrafi II del secondo Governo Giolitti. Gli subentrerà il 5 dicembre 1904 Francesco Tedesco ad interim

1903 Il marchese Solari fonda la Società Italiana Radio Marittima SIRM per servizi radiotelegrafici sul mare




1904

Viene indetto il primo sciopero generale della storia d’Italia. Giolitti cerca l’appoggio dei cattolici moderati per indirizzare la sua azione politica verso un indirizzo più conservatore.

1904 Il fisico tedesco Arthur Korn inizia i propri tentativi de trasmissione delle immagini. Nel 1904 si produce il primo trasferimento « ragionevolmente accettabile » di un’immagine attraverso la linea telefonica Monaco-Norimberga-Monaco).

En 1904 : la station Ouessant TSF FFU (depuis le Stiff), effectue des liaisons radiotélégraphiques avec une flotte de 80 paquebots

1904 La prima stazione costiera (FFU) inaugura collegamenti radiotelegrafici con le navi della flotta francese in mare.

1904 Marconi effettua esperimenti sul colle Cappuccini di Ancona. Marconi costruisce un oscillatore rotante e scopre le proprietà direttive dell'antenna orizzontale iniziando ad usare le valvole termoioniche inventate da Fleming. Marconi brevetta la sua antenna orizzontale che permette un notevole guadagno sia sul segnale trasmesso che su quello ricevuto.

1904 In base a quest’ennesimo successo Marconi stipula una convenzione con il governo italiano per l’uso dei suoi brevetti.

3 Agosto 1904 - Marconi inaugura il servizio radiotelegrafico commerciale fra Bari, Antivari (Montenegro), Ancona, Venezia.

6-13 novembre 1904 Si svolgono le elezioni per la Ventiduesima Legislatura, la quindicesima del Regno d’Italia. Cresce ulteriormente la partecipazione al 62,7% con poco meno di 1 milione e 600 mila votanti su oltre 2 milioni e 540 mila aventi diritto. I candidati ministeriali con il 66,73% in forte crescita calo mantengono la maggioranza assoluta conquistando 339 seggi dei 508 seggi. L’opposizione costituzionale in sensibile calo non supera il 14,96% conquista solo 76 seggi perdendone 40. Il Partito Radicale in lieve recupero con il 7,88% ottiene 37 seggi, guadagnandone 3. Il Partito Socialista Italiano con il 5,70% in calo perde 4 seggi conquistandone 29. In calo anche il Partito Repubblicano Italiano che con il 4,72% conquista 24 seggi perdendone 5. Entrano in Parlamento 3 cattolici con lo 0,59%


1905

Giolitti lascia il governo per motivi di salute. Nello stesso anno viene approvata la nazionalizzazione delle ferrovie.

24 gennaio 1905 ll Presidente della Repubblica Emile Loubet nomina il repubblicano moderatol Maurice Rouvier Presidente del Consiglio. Si insedia il secondo governo Rouvier. Rimarrà in carica sino al 14 marzo 1906. Ministro dei Lavori Pubblici, delle Poste e dei Telegrafi è il radical socialista Fernand Dubief cui succede dal 12 novembre 1905 l’esponente radicale indipendente Georges Trouillot. Sotto-segretario di Stato alle Poste e ai Telegrafi è il radical-socialista Alexandre Bérard

12 marzo 1905 Governo Pittoni. Francesco Tedesco rimane ad interim ministro delle Poste e Telegrafi

28 marzo 1905 Governo Fortis Gismondo Morelli Gualtierotti diventa Ministro delle Poste e Telegrafi

24 dicembre 1905 Secondo Governo Fortis Ignazio Morsengo-Bastia diventa Ministro delle Poste e Telegrafi


1906

In Francia il Sottosegretariato di Stato alle Poste e ai Telegrafi passa dalla tutela del Ministero del Commercio e dell’Industria a quella del Ministero dei Lavori Pubblici

En 1906 : Conférence de Berlin de 1906 pour la radiotélégraphie morse sur la longueur d'onde de 600 mètres

8 febbraio 1906 Primo Governo Sonnino. Alfredo Baccelli diventa Ministro delle Poste e Telegrafi

18 febbraio 1906 Nono Presidente della Terza Repubblica in Francia diventa il repubblicano democratico Armand Fallières eletto con il sostegno delle sinistre con quasi il 53% dei voti. Rimarrà in carica sino al 18 febbraio 1913

18 febbraio 1906 Alrman Faillères conferma il repubblicano moderato Maurice Rouvier Presidente del Consiglio. Si insedia il Terzo Governo Rouvier. Rimarrà in carica solo 17 giorni. Ministro dei Lavori Pubblici, delle Poste e dei Telegrafi è l’esponente radicale indipendente Georges Trouillot. Sotto-segretario di Stato alle Poste e ai Telegrafi rimane il radical-socialista Alexandre Bérard

14 marzo 1906 Il Presidente della Repubblica Armand Faillères nomina il radical socialista Ferdinand Sarien Presidente del Consiglio. Si insedia il Governo Sarien. Rimarrà in carica sino al 20 ottobre 1906. Ministro dei Lavori Pubblici, delle Poste e dei Telegrafi è il repubblicano moderato Louis Barthou. Sotto-segretario di Stato alle Poste e ai Telegrafi rimane il radical-socialista Alexandre Bérard

6 maggio – 20 maggio 1906 Si svolgono in Francia le elezioni legislative per la nona legislatura della Terza Repubblica. Anche questa volta le sinistre conquistano la maggioranza con 337 seggi, di cui 132 seggi per i radical-socialisti, 115 seggi per i radicali indipendenti e 90 seggi per i repubblicani di sinistra. Crescono i socialisti della SFIO con 54 seggi a cui si aggiungono 20 seggi conquistati da candidati socialisti indipendenti mentre le Destre ottengono 174 seggi, suddivisi fra conservatori (78 seggi) liberali (66 seggi) e nazionalisti (30 seggi)

29 maggio 1906 Terzo Governo Giolitti. Carlo Schanzer diventa Ministro delle Poste e Telegrafi

1906 a Genova nasce il primo impianto delle Officine Marconi per la costruzione di apparecchiature radioelettriche

17 ottobre 1906 Arthur Korn invia un ritratto attraverso una trasmissione telegrafica a più di 1800 km di distanza.

25 ottobre 1906 Il Presidente della Repubblica Armand Faillères nomina il radicale Georges Clemenceau, all’epoca ministro dell’interno, Presidente del Consiglio. Si insedia il Primo Governo Clémenceau. Rimarrà in carica sino al 20 luglio 1909. Ministro dei Lavori Pubblici, delle Poste e dei Telegrafi è il repubblicano moderato Louis Barthou. Sotto-segretario di Stato alle Poste e ai Telegrafi diventa il radical-socialista Julien Simyan.

Marconi completa gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino







1907

1907 Marconi fonda la Marconi corporation

Ottobre 1907 Marconi Corporation inaugura il primo regolare servizio di comunicazione radiotelegrafico Transatlantico fra le Torri Marconi e Clifden attraverso l'Oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili

1907 Data Legge sui telefoni

Ottobre 1907 Marconi istituisce un regolare servizio di comunicazione radio Transatlantico fra le Torri Marconi e Clifden in Irlanda

28 ottobre 1907 Approvazione di una Legge in Spagna che autorizza il governo a procedere allo sviluppo dei servizi di telegrafia attraverso onde radio e via cavo, e dei servizi telefonici.



1908

L’opinione pubblica attraverso la carta stampata avvia campagne di polemiche per la disorganizzazione del governo in occasione del terremoto di Messina

24 gennaio 1908 Un decreto regio definisce il regolamento di attuazione del servizio di radiotelegrafia, stabilendo il monopolio statale sull’utilizzo delle frequenze radioelettriche.

1908 In Italia il professor Quirino Majorana, direttore dell’Istituto Superiore delle P.T., effettua a Roma, nel 1908, esperimenti di trasmissione in fonia collegando l’Istituto con il Forte di Monte Mario e successivamente il Forte di Monte Mario con Anzio, l’isola di Ponza e l’isola di La Maddalena (circa 300 Km).

28 dicembre 1908 Messina (e Reggio Calabria) viene devastata da un violento terremoto che, con il successivo maremoto nello stretto, provocò più di 100 mila morti. Polemiche per i ritardi nei soccorsi che giungono sul luogo del disastro diversi giorni dopo il sisma.

1909

24 Gennaio 1909 - Collisione della nave Republic; grazie agli apparati Marconi, equipaggio e passeggeri (1700 persone) vengono tratti in salvo. 24 Gennaio 1909 - La nave transatlantico Republic sta per affondare dopo essere stata speronata dal piroscafo italiano "Florida" ma grazie agli apparati Marconi, equipaggio e passeggeri (1700 persone) vengono tratti in salvo. E’ il primo eclatante caso di radiosoccorso navale. L’operatore radiotelegrafico Binns, che lavora per la compagnia Marconi, continua a lanciare per 14 ore ripetute l'SOS, finché uno di essi viene ricevuto dal'operatore del piroscafo "Baltic", il cui comandante ordina di cambiare rotta e dà il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns è festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolge la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi.

24 luglio 1909 Il Presidente della Repubblica Armand Faillères nomina il socialista indipendente Aristide Briand Presidente del Consiglio. Si insedia il Primo Governo Briand. Rimarrà in carica sino al 3 novembre 1910 Ministro dei Lavori Pubblici, delle Poste e dei Telegrafi è il socialista indipendente Alexandre Millerand.

7-14 marzo 1909 Si svolgono le elezioni per la Ventitreesima Legislatura, la sedicesima del Regno d’Italia. Cresce ulteriormente la partecipazione al 65% con oltre 1 milione e 900 mila votanti su oltre 2 milioni e 930 mila aventi diritto. I candidati ministeriali perdono cinque punti e 33 seggi scendendo al 61,4% ma mantengono la maggioranza assoluta conquistando 306 seggi dei 508 seggi. L’opposizione costituzionale prosegue il suo declino con solo il 10,8% conquistando 60 seggi e perdendone altri 16. Il Partito Socialista Italiano diventa la terza forza politica con il 7,4% conquistando 39 seggi, ovvero 10 in più. Precede Il Partito Radicale in lieve calo al 6,5% % ma che riesce ad ottenere 55 seggi, guadagnandone 18 essenzialmente nei ballottaggi. In calo anche il Partito Repubblicano Italiano che con il 2,7% conquista 22 seggi perdendone altri 2. Entrano in Parlamento 26 deputati clericali conquistando il 3,8% dei suffragi

1909 Quintino Majorana effettua un collegamento tra Roma e Trapani (circa 500 Km).

1 dicembre 1909 Guglielmo Marconi “... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.viene insignito del Premio Nobel per la fisica unitamente al fisico tedesco Carl Ferdinand Braun

Viene redatto il primo progetto per lo sfruttamento commerciale delle radiocomunicazioni presentato in Parlamento dal Ministro delle Poste Carlo Schanzer

11 dicembre 1909 Secondo Governo Sonnino. Ugo di Sant'Onofrio del Castillo diventa Ministro delle Poste e Telegrafi