Cronologia Parte Quinta
L’era del triopolio e l’avvio della transizione
dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi in rete
XVII Crisi della seconda Repubblica e
consolidamento del sistema
televisivo bi piattaforma con offerte in
chiaro e a pagamento
(2011-2012)
Tra la fine del 2011 e l’inizio del
nuovo anno le famiglie dotate di almeno un ricevitore digitale terrestre nella propria residenza
principale hanno raggiunto circa 22,3 milioni,
con una crescita di circa 600 mila unità rispetto al dato di ottobre. La
penetrazione del digitale terrestre ha interessato, quindi, l’89,5% del totale
delle famiglie italiane. In particolare,
nel corso del 2011, il numero delle famiglie in possesso di un decoder o di un
televisore integrato è incrementato di circa 2,8 milioni. L’aumento dei canali
televisivi disponibili in ragione del passaggio al digitale, ma anche il
progressivo affermarsi di nuove modalità di consumo del prodotto televisivo
hanno ampliato le scelte del pubblico, maggiormente incline a ricercare
contenuti più rispondenti al proprio specifico target di riferimento.
Il 2011 ha visto il lancio di
nuovi canali nazionali gratuiti: in particolare, Mediaset ha affiancato a La5,
indirizzato ad un pubblico femminile, il nuovo Mediaset Italia 2, canale
tematico a target maschile e giovanile. Il palinsesto di Italia 2 è infatti
composto da serie TV, film, cartoni animati ed eventi sportivi, oltre alla
riproposizione di alcuni programmi TV di Italia 1, a cui la rete è affiliata,
e possiede la particolarità di essere suddiviso in zone, ognuna a carattere
tematico; tra di esse, degna di nota è la U Zone, realizzata dagli stessi
telespettatori attraverso i loro video amatoriali. Da un punto di vista
informativo, Mediaset ha lanciato il proprio canale all news, TgCom24, che si
affianca a quello di RAI (RAINews 24) e, relativamente alla tv a pagamento, a
quello di Sky (SkyTG24). Anche Discovery ha proposto sul digitale terrestre e
sulla piattaforma satellitare di Sky un nuovo canale, denominato DMAX, caratterizzato
da una programmazione dedicata al pubblico maschile costituita da docu-reality
che trattano di motori, disastri, natura, crimini e lifestyle (c.d. factual
entertainment). Tra i nuovi canali tematici gratuiti nazionali si segnala anche
il lancio da parte del Gruppo L’Espresso di un nuovo canale di musica, Radio
Capital Tivù: si amplia, in tal modo, l’offerta televisiva del gruppo che si
compone anche del canale musicale Deejay Tv e di
Come già osservato, nel 2011, si è
assistito ad una flessione più marcata dell’audience dei canali gratuiti
generalisti, accompagnata da uno spostamento dell’utenza verso i canali
tematici. Secondo i dati diffusi da Auditel, tra settembre e ottobre 2011, le 6
reti generaliste hanno perso in prima serata, rispetto allo stesso periodo del
2010, il 7,7% complessivo di share, pari
a 2.371.000 telespettatori. La perdita più consistente ha riguardato le due
ammiraglie della tv generalista: Rai 1 e Canale 5. Rai 1 è scesa ad uno share
del 20% (solo nel 2006 era al 23%), Canale 5 nell’autunno 2011 addirittura
sotto il 18%. Ma anche Italia 1, Rete 4 e Rai 2 hanno fatto segnare un calo tra
il 4 e il 7%. Le uniche eccezioni sono state rappresentate, invece, da Rai 3 e
La7. Il decremento di share è stato, come detto, in parte riassorbito dai nuovi
canali dei due principali broadcaster. L’insieme dei canali Rai e Mediaset
fruibili solo in digitale terrestre ha, infatti, incrementato l’ascolto delle
due emittenti, rispettivamente, del 70% e del 118%. Nonostante questa crescita,
sia Rai che Mediaset hanno registrato un incremento dell’ascolto medio
inferiore a quello del totale TV e questo si è tradotto in una flessione dello
share di gruppo.
Da un punto di vista delle risorse
economiche, anche quest’anno il quadro competitivo che caratterizza la
televisione tradizionale non ha subito mutamenti di rilievo, come si evince
dalla Tabella successiva. L’affermazione di nuovi device e lo spostamento
dell’audience verso canali maggiormente targettizzati, sebbene indici di un
interessante mutamento del panorama generale del settore, non risultano tuttora
elementi atti a determinare uno spostamento significativo delle posizioni dei
due principali operatori, RAI e Mediaset, che continuano a detenere una quota
di mercato superiore all’85%. Nella televisione gratuita la quota di mercato
della RAI sale da 45,8% a 46,3%, quella di Mediaset scende da 42,3% a 41,5%,
mentre il terzo polo di Telecom Italia Media sale da 2,6% a 2,9%, lasciando
tutti gli altri operatori attestati
al 9,3%
A fine 2011, la pay-tv risulta presente
nel 37% del totale delle abitazioni televisive e nel 39% delle sole abitazioni
digitali. La piattaforma satellitare continua ad essere la prima piattaforma di
pay-tv, raggiungendo il 53% circa delle abitazioni pay, mentre il digitale
terrestre si attesta sul 41%. Il restante 6% è raccolto dalle altre forme (IPTV, DVB-H, ecc.). La pay-tv si è
confermata, per il 2011, la risorsa più dinamica del settore televisivo, avendo
mantenuto, al contrario della pubblicità, un andamento positivo, con i ricavi
in crescita anche grazie al contributo delle nuove piattaforme. Il 2011 ha visto Sky giungere
al traguardo dei cinque milioni di famiglie abbonate, pari ad una platea di
potenziali utenti che supera i 15 milioni. Di tali famiglie, il 67% vede i
canali e i programmi della piattaforma in alta definizione e una su tre
beneficia della tecnologia PVR (Personal Video Recorder) di MySkyHD. Nel 2011,
Sky ha lanciatoSky Go, un nuovo servizio che permette la visione in streaming
di circa 20 canali di sport, calcio, news e intrattenimento su iPad e altri
tablet di nuova generazione. A fine anno, è nato Sky3D, il primo canale
italiano interamente in 3D. Anche Mediaset Premium, grazie a una forte
promozione delle proprie offerte e costi più contenuti, ha conquistato nuovi
abbonati, e ha quindi conosciuto, nel 2011, una crescita sostenuta. Per quanto riguarda i
dati di audience dei canali a pagamento, si è assistito alla conferma del primato del calcio (Premium
Calcio e Sky Sport 1) e all’affermazione dell’informazione di Sky Tg 24
rispetto ai canali dedicati al cinema.
Il contesto competitivo che caratterizza
il mercato della televisione a pagamento vede quindi, anche per il 2011, il
netto successo dell’offerta disponibile sulla piattaforma satellitare, mentre
l’alternativa più prossima è costituita dal digitale terrestre, che comincia a
rappresentare un competitor di rilievo. Tecnologie alternative, quali il DVB-H
e l’IPTV, non hanno invece ottenuto risultati apprezzabili e risultano diffuse presso
una frangia di pubblico marginale. Come già anticipato, nel prossimo futuro
potrebbero invece affermarsi offerte a pagamento di Smart tv connesse alla
attesa diffusione delle connected tv, che potrebbero condurre il mercato verso
un assetto maggiormente dinamico. Infatti il mercato continua ad essere
caratterizzato dalla dominanza di Sky che, sebbene continui a veder ridotta la
propria quota rispetto agli anni passati (nel 2009 era pari all’81,5% e nel
2010 al 79,2) mantiene tuttora una quota superiore al 75% per la preiosione il 77,4%
del mercato pay. Nell’ultimo anno, però, l’offerta a pagamento di Mediaset sul
digitale terrestre ha continuato a registrare una cresciuta ulteriore,
conquistando oltre due punti salendo dal 15,1% al 17,4% delle risorse del
mercato televisivo a pagamento, mentre altri operatori risultano in calo dal
3,7% al 3,2%
6 Settembre
2011 Parte il primo canale interamente in televisione tridimensionale Sky 3D.
Lo stesso giorno la piattaforma lancia
un nuovo canale Horror Channel.
7 settembre 2011 Esce Terraferma di Emanuele Crialese
12 settembre 2011 La vita in diretta è condotta
temporaneamente da Marco Liorni in attesa del ritorno di Lamberto Sposini
15 settembre 2011 Dopo
essere stato più volte modificato il Ministero dello Sviluppo Economico approva
il decreto 15 settembre 2011 “Modifiche
al calendario nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione
televisiva digitale terrestre con relativo allegato 2” , pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 246 del 21 ottobre 2011.
23
settembre 2011 Sky Italia ha ricevuto dalla Lega Nazionale Professionisti di
Serie A la comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione dei diritti tv relativi
alla piattaforma satellitare per tutte le partite delle stagioni 2012/2013,
2013/2014 e 2014/2015 della massima serie. Tutte le 380 partite della massima
serie saranno sempre disponibili in Alta Definizione, ma l’abbonato Sky potrà
seguire i principali incontri anche con l’entusiasmante visione in 3D e, grazie
al rivoluzionario servizio SKY GO, vedere la propria squadra del cuore in
qualsiasi luogo. Una vera e propria rivoluzione che valorizzerà l’esperienza di
visione sia sui grandi schermi sia sugli schermi più piccoli dei tablet
di ultima generazione, garantendo al campionato italiano e a tutte le squadre
che vi partecipano la più ampia copertura possibile.
27
settembre 2011 Antonio Di Bella torna Direttore di Rai Tre al posto di
Paolo Ruffini(passato a La7). Marcello Masi, superato il limite di
interim, è il nuovo direttore del Tg2. Gianni Scipione Rossi direttore di
Rai Parlamento, condirettore Simonetta Faverio. Giorgio Giovannetti diventa
condirettore di GR Parlamento, Gianfranco D’Anna condirettore del GR 3. Roberto
Nepote direttore di Rai Gold
29
settembre 2011. Dopo 22 giornate e 469 tornate, si conclude l’asta per
l’assegnazione delle frequenze mobili di quarta generazione (4G) che
permettono applicazioni multimediali avanzate e collegamenti dati con elevata
banda passante. Allo Stato andranno circa 4 miliardi di euro, un incasso
che va oltre le aspettative della legge di stabilità, che prevedeva un introito
di 2,4 miliardi di euro. Telecom, Vodafone, Wind e H3g si sono aggiudicati
le diverse frequenze per un incasso totale di 3.945.295.100 euro poco meno di 1
miliardo per operatore. Queste, in particolare, le assegnazioni:Frequenza 800:
si aggiudicano 2 blocchi a testa Vodafone, Telecom Italia e Wind. Frequenza
1.800 : si aggiudicano 1 blocco a testa Vodafone, Telecom, H3g. Frequenza
2.600: si aggiudica 4 blocchi H3g, 4 Wind, 3 Telecom, 3 Vodafone. La banda
2.000 non è stata assegnata. Grazie a questi accordi, gli operatori potranno
sviluppare la prossima generazione di servizi per la trasmissione di dati
tramite tecnologia Long Term Evolution (Lte) che porterà ad un utilizzo di
internet con velocità maggiori e una qualità più alta. Le frequenze devono
essere liberate e rese disponibili agli operatori mobili dal primo gennaio
2013.
30
settembre 2011. Sky Italia raggiunge i 5 milioni di abbonati
7
ottobre 2011 Muore Steve Jobs, primo grande capitano dell’industria
dell’immateriale
10
ottobre 2011 Paolo Ruffini diventa direttore de La Sette in sostituzione di
Lillo Tombolini.
19
ottobre 2011 In
occasione del passaggio delle consegne alla guida della BCE tr Jean Claude
Trichet e Mario Draghi emergono profonde divergenze fra Angela Markel ostile ad
un intervento della Banca Centrale Europea a sostegno dei Paesi a rischio
default e Nicolas Sarkozy favorevole a qualsiasi intervento della BCE per
mettere in campo risorse finanziarie a sostegno dell’Euro.
20
ottobre 2011 Malgrado il varo delle manovre estive da parte del Governo
Berlusconi il divario fra i rendimenti dei BTP italiani e quelli dei Bund
tedeschi rimane sopra qualsiasi livello di guardia. A tre giorni dal Consiglio
Europeo l’Italia dopo la Grecia diventa il sorvegliato speciale. Dall’efficacia
dei suoi impegni e delle sue misure anticrisi forse dipende la sopravvivenza
stessa della crisi. Angela Merkel chiama
Giorgio Napolitano: secondo il Wall Street Journal avrebbe chiesto “riforme più
aggressive” dicendosi “preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte
per farle”. Insomma lo scopo della telefonata sarebbe stato quello di chiedere
la sostituzione di Berlusconi per salvare l’Euro. Secondo il Quirinale invece
la conversazione “ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per
la riduzione del deficit, in difesa dell’euro e in materia di riforme
strutturali”. Secondo il Corriere della Sera è probabile che la Cancelliera
senza interferire direttamente negli affari politici italiani abbia chiamato il
Presidente della Repubblica “per capire quali fossero gli scenari più probabili
in caso di paralisi del Governo Berlusconi che agli occhi degli europei mostra
molti segnali di avaria”
23
ottobre 2011 Imbarazzo diplomatico in seguito alle risatine espresse nei
confronti di Berlusocni in conferenza stampa alla fine del summit di
Francoforte da Angela Merkel e da Nicolas Sarkozy.
3
novembre 2011 In
materia di tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettroniche
l’Autorità riceve alcune richieste di informazione e chiarimenti da parte della
Commissione europea. La
Commissione ha preliminarmente osservato che il progetto di
regolamento coincide chiaramente con il suo stesso obiettivo di limitare alla fonte
la pirateria on-line e che, pertanto, seguirà con grande interesse lo sviluppo
nazionale in tale settore. La
Commissione non ha eccepito alcun rilievo in ordine alla
sussistenza del potere in capo all’Autorità, in quanto autorità amministrativa,
ad adottare alcuno dei provvedimenti previsti dalla direttiva sul commercio
elettronico. A parte i rilievi di carattere prettamente formale, in ordine alle
modalità di presentazione delle segnalazioni, o di tipo redazionale a fini di
maggiore chiarezza, la
Commissione ha concentrato i propri rilievi sul rispetto del
principio di proporzionalità, con particolare riferimento alla tempistica e
alle garanzie procedimentali dei soggetti a diverso titolo coinvolti nella
procedura, sia quella individuale dinanzi al gestore del sito, sia quella
amministrativa dinanzi all’Autorità, e del principio del paese di destinazione
che è alla base delle direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE), sul
diritto d’autore nella società dell’informazione (2001/29/CE), e della direttiva
enforcement (2004/48/CE), con riguardo agli interventi nei confronti di siti
esteri e in ordine al livello di coinvolgimento dei fornitori di servizi di
accesso, e ha richiamato l’attenzione sul divieto di introdurre nuove eccezioni
rispetto a quelle già contemplate dalle direttive sul diritto d’autore.
3
novembre 2011 AGCOM approva la delibera
n. 564/11/CONS recante “Provvedimento a seguito della consultazione indetta con
la delibera n. 427/11/CONS concernente l’art. 1, comma 2, della delibera n. 70/11/CONS
recante “ricognizione delle misure stabilite dalla delibera n. 136/05/CONS del
2 marzo 2005 recante “Interventi a tutela del pluralismo ai sensi della legge 3
maggio 2004, n. 112” .
Con la citata delibera, l’Autorità ha confermato la valutazione effettuata
nella delibera n. 70/11/CONS relativamente alla perdita di efficacia della
misura di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), n. 1), della delibera n.
136/05/CONS a far data dal 14 dicembre 2010, alla luce della situazione a quel
momento accertata in relazione allo sviluppo tecnologico intervenuto (art. 1);
reso obbligatoria la suddivisione delle attività di raccolta pubblicitaria dei
canali diffusi da R.T.I. consistente nella raccolta pubblicitaria delle offerte
televisive in chiaro da parte di Publitalia e delle offerte televisive a
pagamento da parte di Digitalia fino alla cessazione delle trasmissioni
televisive analogiche (art. 2); revocato ex tunc l’articolo 1, comma 2, della
delibera n. 70/11/CONS (art. 3).
Il Presidente Napolitano avvia una serie
di consultazioni informali con le forze politiche per cercare di trovare una
via d’uscita alla crisi e alle ondate speculative che attanagliano l’Italia
La crisi politica dei dieci giorni da
Berlusconi a Monti
8
novembre 2011 Berlusconi prende atto che non ha più una maggioranza assoluta
ovvero 316 voti. La Camera
approva con solo 308 voti il Rendiconto dello Stato. Lo spread tra BTP e Bund
supera i livelli di guardia a 497 punti. Berlusconi annuncia che si dimetterà
appena approvata la legge di stabilità
9
novembre 2011Napolitano imprime un’accelerazione alla soluzione della crisi nominando
Mario Monti Senatore a vita “che ha illustrato la patria per altissimi meriti
nel campo scientifico e sociale”. La giornata in borsa era stata drammatica con
lo spread salito a 533 punti.
10
novembre 2011 Napolitano convoca Monti al Quirinale. Lo spread scende a 511
punti.
11
novembre 2011 Lo spread scende a 453 punti
12
novembre In seguito alla perdita di alcuni deputati del Popolo della Libertà,
Silvio Berlusconi dopo aver convalidato il maxi-emendamento alla legge sulla
stabilità approvata con 380 si, sale al Quirinale e conferma quanto previsto
quattro giorni prima, ossia che, privo di una maggioranza in Parlamento, si
trova costretto a rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio dei
Ministri. Subito dopo Napolitano convoca i presidenti delle Camere e del Senato
Fini e Schifani
13
novembre 2011. Napolitano prende l’impegno di tentare la formazione di un nuovo
governo avviando le consultazioni con tutte le forze in Parlamento ed evitando
in questo modo le elezioni anticipate e la conseguente paralisi istituzionale
di tre-quattro mesi. Napolitano vuole rassicurare l’Europa e il mondo
attraverso un intenso lavoro di sorveglianza e di mediazione interna. In serata
incarica il senatore a vita Mario Monti.
14
novembre 2011 Monti puntualizza che l’orizzonte operativo del suo governo è da
oggi alla fine della legislatura prevista nella primavera 2013. In borsa lo spread
sale a 492 punti.
15
novembre 2011 Dopo l’esclusione di un ingresso dei segretari di partito, anche
Letta e Amato vengono esclusi dalla compagine ministeriale. Lo spread sale a
526 punti.
16
novembre 2011 Monti scioglie la riserva e propone al Colle la lista dei
ministri per la nomina In leggero ritardo rispetto a quanto previsto il Governo
Monti giura al Quirinale. Il Presidente mantiene l’interim dell’Economia,
mentre Corrado Passera diventa Ministro dello Sviluppo Economico. Passaggio di
consegne con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. . Lo spread rimane quasi
invariato a 519 punti
17-18
novembre 2011 Con il sostegno di PDL PD FLI UDC API e IDV il Governo Monti
ottiene la fiducia al Senato con 281 sì, 25 no
e nessun astenuto e l’indomani
alla Camera con 556 sì, 61 no e nessun
astenuto
17
novembre 2011 Con delibera n. 598/11/CONS, l’Autorità avvia la fase istruttoria
del procedimento per l’individuazione delle piattaforme emergenti, ai fini
della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi ai sensi dell’art.
14, del d.lgs. 9 gennaio 2008, n. 9 e dell’art. 10 del regolamento adottato con
delibera n. 307/08/CONS. Puntualizzati i parametri valutativi, l’Autorità ha,
in tale sede, svolto l’analisi con riguardo alla televisione digitale
terrestre, alla televisione satellitare, alla televisione su rete IP (IPTV),
alla televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA), alla televisione via
rete DVB-H e alla web-tv, nonché alla televisione analogica terrestre e alla
televisione via cavo, e tra esse aveva individuato come piattaforme emergenti
la televisione su rete IP, la televisione via rete mobile e la televisione via
rete DVB-H.
18 novembre 2011 Esce Scialla (stai sereno) di Francesco Bruni
29
novembre 2011 Ore 20.30. Parte TgCom24, il canale all news di Mediaset
30
novembre 2011 Si concluderà il processo di switch over in Francia
6
dicembre 2011 Il Governo Monti approva il Decreto Legge n. 201. cd
Salva-Italia. il governo monti presenta la manovra economica, Fra le misure più
importanti della manovra economica la riforma delle pensioni. si passa dal
retributivo al contributivo; l’aumento dell'iva. il 2% per le aliquote del 10 e
21% a partire dal secondo trimestre 2012; il taglio alle province; sgravi
fiscali per le imprese; ma anche imposte sul lusso e tagli alla politica.. Il
Decreto Legge all’Art. 21 il Decreto attribuisce all’Autorità i poteri di
regolazione, vigilanza e tutela degli utenti sui servizi postali,
precedentemente affidati all’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore
postale, al fine di avere un regolatore indipendente, strutturalmente e
funzionalmente separato dall’incumbent (attualmente controllato totalmente dal
Ministero dell’economia) . Il compito attribuito all’Autorità è impegnativo:
garantire la transizione del settore postale verso una completa liberalizzazione
e una progressiva apertura alla concorrenza, obiettivi questi indicati dal
quadro normativo comunitario e nazionale (da ultimo, la direttiva n. 2008/6/CE,
cd. Terza Direttiva Postale137, recepita a livello nazionale attraverso le
modifiche apportate al decreto legislativo n. 261/1999, di seguito Decreto
servizi postali).
12 dicembre 2011 AGCOM
approva Delibera n. 677/11/CONS avvio del procedimento per la valutazione delle
dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno
2010 e la verifica dell’osservanza del limite del 20% di cui all’art. 43, comma
9, del TUSMAR Alla luce della disposizione sopra richiamata, l’Autorità dovrà
pertanto verificare che nessun soggetto, direttamente o attraverso soggetti
controllati o collegati, consegua ricavi superiori al 20% dei ricavi
complessivi del SIC
14
dicembre 2011 Il CdA Rai destituisce Augusto Minzolini dalla direzione del TG1
nominando ad interim Alberto Maccari
20
dicembre 2011 Rilevazione radiofonia. L’esigenza di identificare un modello
unitario, relativo sia alla metodologia, sia alla governance, volto a superare
le divergenze residuali tra le posizioni dei diversi operatori, induce
l’Autorità a emanare la delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011, recante
“Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli
indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico”. Con tale
provvedimento, nel quale sono stati formulati gli indirizzi operativi per
l’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici, l’Autorità si è riservata di adottare la definitiva organizzazione
dell’attività di rilevazione all’esito sia della predetta consultazione, sia
dei lavori del tavolo tecnico appositamente costituito.
21
dicembre 2011 Si concludono regolarmente le operazioni di transizione al
digitale nelle aree in Italia previste per lo switch off per il 2011. Sono
circa 49 milioni gli italiani che alla fine del 2011 ricevono il
segnale televisivo digitale terrestre. Entro il 30 giugno 2012 tutta l’Italia
sarà all digital Il ministro dello
Sviluppo Economico Corrado Passera ha firmato i decreti ministeriali che
fissano le date per il passaggio alla tv digitale terrestre nel 2012. In attuazione del
calendario nazionale, è stata prevista la seguente tempistica per le regioni
ancora da digitalizzare: Abruzzo e Molise (inclusa la provincia di Foggia) dal
7 maggio al 23 maggio; Basilicata, Puglia (incluse le province di Cosenza e
Crotone) dal 24 maggio al 8 giugno; Sicilia e Calabria: dal 11 giugno al 30
giugno 2012.
22
dicembre 2011
Il Governo Monti riesce a far approvare in via definitiva la legge di
conversione del decreto ‘Salva Italia’. In materia di cessione di impianti
radiotelevisivi prevede un’importante novità: all’art. 27 del decreto legislativo
31 luglio 2005, n. 177 Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici, si aggiunge il seguente comma 7 bis: “La cessione anche
di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le
attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai
trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi del presente articolo,
posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in
vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e
non rettificabili ai fini tributari”. Tale norma pone fine alla problematica
della qualificazione giuridica dei contratti di cessione di impianti con i
relativi diritti di uso delle frequenze di trasmissione (se cioè fossero
qualificabili come cessione di impianti ovvero come cessioni di azienda o ramo
di azienda). Il sopracitato art. 7 bis chiarisce, infatti, che la cessione di
uno o più impianti che non ha per oggetto solo le attrezzature (e che quindi
comprende anche il diritto di uso delle frequenze di trasmissione) si considera
sempre cessione di ramo di azienda (e conseguentemente tale cessione sotto il
profilo fiscale sarà soggetta all’imposta di registro e non all’imposta IVA). La
norma chiarisce anche che tutti i trasferimenti di impianti e di rami di
azienda posti in essere prima dell’entrata in vigore della norma stessa sono
validi così come sono stati posti in essere e non sono quindi contestabili e
rettificabili dalla Agenzia delle Entrate ai fini fiscali. In questo modo
dovrebbero quindi concludersi anche tutti i contenziosi pendenti con l’Agenzia
delle Entrate sul punto.
Il Governo Monti riesce a far approvare in via definitiva la legge di
conversione del decreto ‘Salva Italia’. In materia di cessione di impianti
radiotelevisivi prevede un’importante novità: all’art. 27 del decreto legislativo
31 luglio 2005, n. 177 Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici, si aggiunge il seguente comma 7 bis: “La cessione anche
di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le
attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai
trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi del presente articolo,
posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in
vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e
non rettificabili ai fini tributari”. Tale norma pone fine alla problematica
della qualificazione giuridica dei contratti di cessione di impianti con i
relativi diritti di uso delle frequenze di trasmissione (se cioè fossero
qualificabili come cessione di impianti ovvero come cessioni di azienda o ramo
di azienda). Il sopracitato art. 7 bis chiarisce, infatti, che la cessione di
uno o più impianti che non ha per oggetto solo le attrezzature (e che quindi
comprende anche il diritto di uso delle frequenze di trasmissione) si considera
sempre cessione di ramo di azienda (e conseguentemente tale cessione sotto il
profilo fiscale sarà soggetta all’imposta di registro e non all’imposta IVA). La
norma chiarisce anche che tutti i trasferimenti di impianti e di rami di
azienda posti in essere prima dell’entrata in vigore della norma stessa sono
validi così come sono stati posti in essere e non sono quindi contestabili e
rettificabili dalla Agenzia delle Entrate ai fini fiscali. In questo modo
dovrebbero quindi concludersi anche tutti i contenziosi pendenti con l’Agenzia
delle Entrate sul punto.
22
dicembre 2011 Il Governo Monti dimezza i componenti delle Autorità. La legge ‘Salva Italia’ contiene, all’art.
23, una norma per la riduzione dei costi di funzionamento delle autorità
indipendenti, (tra le quali è compresa anche l’Autorità per le Garanzie nelle
comunicazioni). In base a tale norma, il Consiglio dell’Agcom, a partire
dalla prossima consiliatura (essendo l’attuale in scadenza nel primo semestre
del 2012) verrà ridotto da nove a cinque membri, compreso il Presidente.
Conseguentemente, si deve ritenere che il numero dei componenti
della Commissione per le infrastrutture e le reti e quello dei
componenti della Commissione per i servizi e i prodotti verrà ridotto da
cinque a tre componenti per ciascuna delle due commissioni, compreso il
Presidente. Infine, la legge ‘Salva Italia’ prevede la soppressione
dell’Agenzia per la regolamentazione del settore postale, le cui competenze passeranno
alla Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni
23
dicembre 2011 Dividendo digitale: il Governo francese incassa 3,5 miliardi di
euro dalla seconda tornata di assegnazione delle frequenze per i nuovi servizi
internet mobile: per la banda 800 Mhz, gli operatori hanno speso 2,64 miliardi
di euro, contro gli attesi 1,8 miliardi. Free non ottiene frequenze.
Lo Stato francese ha incassato 3,575 miliardi di
euro dall’asta del dividendo digitale, circa 1 miliardo in più di
quanto atteso. Il ministro dell’industria Eric Besson ha parlato di “successo
integrale” dell’asta, che in Francia è stata suddivisa in due tornate: la
prima, che ha portato all’assegnazione della banda 2,6 GHz, è stata chiusa a
settembre con un introito di 936 milioni di euro (contro i 700 previsti dal
Governo). La seconda, per le frequenze a 800 Mhz, è stata chiusa ieri e ha
fruttato 2,64 miliardi di euro, contro gli attesi 1,8 miliardi. Le frequenze
sono state divise in 4 blocchi per far sì che ciascun operatore ne potesse
avere una parte. A sorpresa, però, Free non ha ottenuto frequenze in
questa seconda parte dell’asta, non avendo i mezzi finanziari per acquistare un
blocco da 10Mhz. L’operatore, che lancerà i propri servizi mobili a gennaio,
non disporrà dunque di una rete 4G in tutto il Paese. Fortunatamente, però,
l’Arcep aveva disposto che se un operatore non avesse ottenuto frequenze
avrebbe disposto del diritto di roaming sulla rete del concorrente che avesse
ottenuto due blocchi. Free avrà dunque il diritto di utilizzare la rete 4G
di SFR, il solo ad aver avuto due blocchi di 5Mhz ciascuno. Riguardo il
montante pagato da ciascun operatore, SFR ha staccato l’assegno più
consistente: 1,065 miliardi di euro per due lotti da 5 MHz. Orange, che
conta più di 26 milioni di utenti, ha pagato 891 milioni di euro per ottenere
10Mhz di frequenze, portando a casa il blocco di migliore
qualità. Bouygues Telecom è stato quello che ha speso di meno:
‘soltanto’ 683 milioni per 10Mhz, ossia 380 milioni meno di SFR. L’asta delle
frequenze, che sono un patrimonio pubblico, permetterà agli operatori di
offrire servizi internet mobile di migliore qualità, a una velocità di almeno
60Mbps. Da qui a 15 anni, gli operatori dovranno coprire con le loro reti LTE
il 99,6% della popolazione.
Lo Stato francese ha incassato 3,575 miliardi di
euro dall’asta del dividendo digitale, circa 1 miliardo in più di
quanto atteso. Il ministro dell’industria Eric Besson ha parlato di “successo
integrale” dell’asta, che in Francia è stata suddivisa in due tornate: la
prima, che ha portato all’assegnazione della banda 2,6 GHz, è stata chiusa a
settembre con un introito di 936 milioni di euro (contro i 700 previsti dal
Governo). La seconda, per le frequenze a 800 Mhz, è stata chiusa ieri e ha
fruttato 2,64 miliardi di euro, contro gli attesi 1,8 miliardi. Le frequenze
sono state divise in 4 blocchi per far sì che ciascun operatore ne potesse
avere una parte. A sorpresa, però, Free non ha ottenuto frequenze in
questa seconda parte dell’asta, non avendo i mezzi finanziari per acquistare un
blocco da 10Mhz. L’operatore, che lancerà i propri servizi mobili a gennaio,
non disporrà dunque di una rete 4G in tutto il Paese. Fortunatamente, però,
l’Arcep aveva disposto che se un operatore non avesse ottenuto frequenze
avrebbe disposto del diritto di roaming sulla rete del concorrente che avesse
ottenuto due blocchi. Free avrà dunque il diritto di utilizzare la rete 4G
di SFR, il solo ad aver avuto due blocchi di 5Mhz ciascuno. Riguardo il
montante pagato da ciascun operatore, SFR ha staccato l’assegno più
consistente: 1,065 miliardi di euro per due lotti da 5 MHz. Orange, che
conta più di 26 milioni di utenti, ha pagato 891 milioni di euro per ottenere
10Mhz di frequenze, portando a casa il blocco di migliore
qualità. Bouygues Telecom è stato quello che ha speso di meno:
‘soltanto’ 683 milioni per 10Mhz, ossia 380 milioni meno di SFR. L’asta delle
frequenze, che sono un patrimonio pubblico, permetterà agli operatori di
offrire servizi internet mobile di migliore qualità, a una velocità di almeno
60Mbps. Da qui a 15 anni, gli operatori dovranno coprire con le loro reti LTE
il 99,6% della popolazione.
31
dicembre 2011 Audimovie. AGCOM include
la società Audimovie che svolge
con regolarità indagini campionarie sulla fruizione del mezzo cinematografico,
tra i soggetti realizzatori di indagini sugli indici di ascolto e di diffusione
dei diversi mezzi di comunicazione sottoposti alla propria vigilanza. Il mezzo
cinematografico, infatti, è nel tempo divenuto un efficace veicolo di messaggi
pubblicitari, oggetto di investimenti che non si limitano alla mera produzione
dell’opera, ma che mirano a più ampie strategie editoriali e commerciali
segnate dalla cross-medialità. Audimovie rileva regolarmente i dati sulle
presenze nelle sale cinematografiche e quelli relativi ai profili
socio-demografici degli spettatori. Le informazioni sono utilizzate per la
pianificazione pubblicitaria tenendo conto degli esercizi frequentati dai
soggetti del panel e dei film da loro visti. Per la misurazione quantitativa,
Audimovie si affida ai dati prodotti da Cinetel, istituto specializzato nella
stima del numero di presenze per schermo cinematografico. La raccolta riguarda
più di 3.000 sale e oltre 1.000 complessi cinematografici distribuiti in circa
500 città italiane. Il panel adottato da Audimovie è rappresentativo
dell’universo famiglie italiane, ed è costituito da 4.000 famiglie per un totale
di circa 10.000 individui. L’indagine continuativa fornisce le informazioni
relative ai profili dell’utenza del cinema su base mensile, rilevando il totale
dei visitatori del cinema e, tra questi, gli utenti che hanno assistito a un
film nelle sale appartenenti ai circuiti di diffusione pubblicitaria delle
concessionarie attualmente aderenti ad Audimovie: Sipra, Opus e Moviemedia.
31
dicembre 2011 Lorenza Lei in un’intervista al Corriere della Sera a otto mesi dal suo insediamento annuncia che la Rai dopo cinque esercizi di
perdite avrebbe raggiunto il pareggio di esercizio grazie ad una prima manovra
di 60 milioni varata nel mese di maggio. Complessivamente la Rai avrebbe tagliato negli ultimi
quattro esercizi 2008-2011 costi esterni per 250 milioni di euro. Il nuovo
piano di tagli di 85 milioni di euro per il 2012 avvia un triennio di
necessario risanamento strutturale dei costi dell’azienda, gravato dai costi di grandi eventi sportivi.
Sul piano organizzativo razionalizzazione delle testate con l’accorpamento di
Rai News 24, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Il nuovo canale all news – privo peraltro degli 800
giornalisti della Testata Giornalistica Regionale che rimane fuori
dall’accorpamento – “offrirà informazione continua regionale, nazionale e
internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle
singole testate e dei canali”. “L’azienda continuerà ad accompagnare il
cambiamento del Paese mutando la narrativa televisiva: nei linguaggi, nei toni
e nei contenuti. Per l’estero la nostra missione è raccontare un Paese pieno di
gente che lavora, studia, si impegna, rischia in prima persona, superando gli
stereotipi”. “Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto
le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale e produttivo”
con prime serate che puntano “a slot di un’ora-settanta minuti… a vantaggio dei
canali, che ritroveranno seconde e terze serate. Basta con gli studi sontuosi:
pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia ed aprire finestre sul
mondo”
31
dicembre 2011 Dai dati sulla
programmazione nel 2011 dei generi predefiniti dal contratto di servizio
emerge che Il genere a cui le reti generaliste riservano più ampio spazio è
l’informazione (27,02% sul totale della programmazione), mentre l’offerta
specializzata risulta particolarmente ricca di “Programmi e rubriche di
promozione culturale” (24,43% sul totale della programmazione). In effetti la
quota di programmi Rai di Informazione e approfondimento generale è stata del 27,02 sulle tre reti generaliste e del 6,09& sui canali specializzati; quella di
Programmi e rubriche di servizio del 10,54% sulle tre reti generaliste e di
solo lo 0,06% sui canali specializzati;
quella dei programmi e rubriche di promozione culturale del 9,77% sui canali
generalisti e del 24,43% su quelli specializzati; quella dell’ Informazione e
programmi sportivi del 4,56% sui tre canali generalisti e del 19,45% su quelli
specializzati; quella dei Programmi per minori dell’ 8,83% sui canali generalisti
e del 18,74% su quelli specializzati; mentre la quota di Produzioni audiovisive
italiane ed europee È stata dell’11,84%
sui tre canali generalisti e del 16,92% su quelli specializzati.
Complessivamente la quota dei sei generi predefiniti dal contratto di servizio
è stata del 72,56% sui tre canali generalisti e dell’85,69% su quelli
specializzati.
Quanto
ai dati di traffico e offerta
multimediale trasmessi dalla Rai all’Autorità (art. 11, comma 3) risulta
che nel 2011 il portale Rai ha raggiunto 1.508 milioni di pagine viste, con
medie mensili pari a 8,1 milioni di utenti unici (10% di crescita sul 2010), e
125,7 milioni di pagine viste (10% di crescita sul 2010) L’informativa sui dati
traffico trasmessa da Rai all’Autorità contiene anche una dettagliata
illustrazione dell’offerta editoriale web. Gli interventi più innovativi
condotti in tale ambito nel corso del 2011 hanno riguardato l’accesso
all’offerta multimediale degli utenti con disabilità sensoriale uditiva, (art.
13, comma 3), il lancio delle prime applicazioni Rai su Mobile e Tablet, la
sperimentazione di offerte editoriali dedicate alle Smart tv e alle piattaforme
MHP (Multimedia Home Platform), l’arricchimento e la riorganizzazione della
Area Junior (dedicata ai minori), la presenza su YouTube e il presidio sui
social network.
31
dicembre 2011 Effetto Mentana su La
Sette : il TG raddoppia gli ascolti conquistando quasi 5 punti
di share (dal 5% al 9,6%) a scapito del TG1 (23,6%) e del TG5 (20,1%)
31
dicembre 2011 Scade il vincolo che impedisce a Sky Italia di trasmettere via
digitale terrestre. Torna di nuovo la pressione degli attori internazionali
contro l’assegnazione in regime di beauty contest delle sei frequenze dividendo digitale interno che si intreccia
con l’assegnazione dei canali da 61
a 69 (dividendo digitale esterno) e gestori di servizi
mobili di nuova generazione.
31
dicembre 2011 Nel 2011 il digitale terrestre è cresciuto di 11 punti.
L’Osservatorio dello Studio Frasi rileva come la trasformazione da analogico a
digitale sia avvenuta sostanzialmente in soli due anni. A fine 2008 la
televisione era seguita in modalità digitale terrestre per appena il 4,9% del
tempo complessivo, a fine 2011 siamo al 70%. Il 2009 è stato l’anno del
convincimento che la
vecchia TV sarebbe davvero diventata digitale, il 2010 quello
del sorpasso sull’analogico, il 2011 quello del consolidamento, l’anno in cui
tutte le regioni, anche quelle non ancora passate attraverso lo switch-off,
hanno notevolmente incrementato l’utilizzo della televisione digitale terrestre.
31
dicembre 2011 Secondo IT Media Nel 2011, pur risentendo della crisi,
l'industria televisiva dell’Europa occidentale è comunque riuscita a
raggiungere 94,3 miliardi di euro, crescendo di un +2,7% su base annua, che
seppur ampiamente inferiore al +5,6% nel 2010, rappresenta pur sempre un
risultato incoraggiante, date le premesse. La pubblicità risente più delle
altre risorse della crisi, chiudendo con un dato negativo (-1%) a cui però fa
riscontro un +5,7% di tutti i ricavi provenienti direttamente dall’utente
finale. Questi sono dominati ancora dagli abbonamenti, anche se nuovi nodelli
di business e nuove modalità di fruizione spingono verso una maggiore
personalizzazione dell’offerta, quali ad esempio il Video on Demand. In
particolare nel mondo della pay-TV, saturato il mercato di chi accede a questa
tipologia di servizi destinata agli alto spendenti, la politica degli operatori
consolidati è di incrementare i ricavi per abbonato attraverso l’ampliamento
dei servizi anche su nuove piattaforme e device (vedi Sky Go) e di fidelizzare
ancor più i propri abbonati per ridurre il tasso di abbandono (churn). Questo
stato di cose produce tendenze eterogenee, perché in questo settore entrano
nuovi attori e nuove modalità di offerta si affermano (pacchetti a pagamento
“light”, servizi di intrattenimento di prossima generazione, come stanno
facendo ad esempio Virgin Media e Netflix in UK). La TV ad alta definizione ha dato
un grosso contributo al successo delle offerte digitali in chiaro e a pagamento.
Nel 2011 sono più di 500 canali HD di diverso genere in Europa. Oltre la metà
sono simulcast di canali SD esistenti. Sport e film sono i generi più popolari,
rispettivamente il 18% e il 19% dei canali HD. Tra i driver dell’HD è la
crescente diffusione di apparati (TV e STB) che incorporano questa funzionalità
a costi sempre minori. É prevedibile una seconda ondata di switch-over dopo il
2016, quando l’HD diventerà la nuova “standard definition”
31
dicembre 2011 Il 2011 sarà ricordato come l’anno della consacrazione
dei social media, in cui tutte le informazioni
condivise online sono diventate più grandi della somma delle parti, creando un
nuovo strato di intelligenza a cui tutti possono attingere: inserzionisti
e…hacker primi fra tutti. Condividere opinioni, foto, video o aggiornare il
proprio stato non è più soltanto un’operazione autonoma ma un’attività
integrata in altre cose e per consigliare un contenuto non c’è più bisogno di
collegarsi a Facebook perché
sono sempre più numerosi i siti che sono connessi all’Open Graph del
social network e consentono di cliccare ‘mi piace’ direttamente dalla pagina
dell’articolo. Anche Google ha lanciato un servizio simile, così che
i contenuti consigliati dagli amici appaiono più in alto nei risultati di
ricerca: archiviato il fallimentare progetto Buzz, la società ha lanciato
nel 2011 Google+, un servizio che integra la condivisione di informazioni
in molti dei servizi di Google. I dati generati da queste condivisioni, nel
frattempo, hanno contribuito a creare nuovi business model, semplificando
il lavoro degli inserzionisti che vogliono offrire pubblicità mirate sul gusto
e sulle abitudini degli utenti. Nuovi modelli che hanno anche contribuito anche
a mettere il turbo alle strategie pubblicitarie di Facebook ,
la cui la cui quotazione in borsa delle azioni IPO sarà uno
degli avvenimenti del 2012 dopo un 2011 di quotazioni in chiaroscuro. Il 2011
ha visto infatti l’ingresso in Borsa di molte web company più o meno
emergenti – Zynga, Groupon, Pandora, Zillow,
Linked In e Renren per citare le più famose – il cui andamento,
però, conferma un certo scetticismo circa la reale sostenibilità del livello di
crescita di queste aziende. il 2011 è stato anche l’anno del connubio
social network-politica: da strumenti di comunicazione ‘ciarliera’ i social
media sono diventati amplificatori del dissenso di una generazione di
‘protester’ – e portabandiera della libertà di espressione contro i regimi
autoritari.
dei social media, in cui tutte le informazioni
condivise online sono diventate più grandi della somma delle parti, creando un
nuovo strato di intelligenza a cui tutti possono attingere: inserzionisti
e…hacker primi fra tutti. Condividere opinioni, foto, video o aggiornare il
proprio stato non è più soltanto un’operazione autonoma ma un’attività
integrata in altre cose e per consigliare un contenuto non c’è più bisogno di
collegarsi a
31
dicembre 2011 L’anno delle commemorazioni del Cento cinquantenario dell’Unità
d’Italia si conclude con la dura manovra
finanziaria varata dal governo Monti con riforma delle pensioni, tagli di spesa
pubblica e forti aumenti di benzina e bollette energetiche in un quadro di
persistente crisi politica europea dell’Euro e di scontro all’interno dell’asse
franco tedesco sul ruolo della Banca Centrale Europea fra chi come Sarkozy
spinge affinché metta in campo tutte le risorse necessarie per salvare la
moneta unica saltando i vincoli previsti dalla Statuto e la cancelliera tedesca
Merkel che respinge duramente l’idea di fare della Banca Centrale una sorta di
bancomat per ripianare le allegre gestioni dei paesi che rischiano la
bancarotta a cominciare dalla Grecia e dall’Italia. In questo contesto la
classe politica italiana sembra di nuovo subire passivamente come i partiti
della prima repubblica al momento dello scoppio di Tangentopoli la crisi
italiana che da economica diventa inevitabilmente anche politica. Lo testimonia
anche l’atteggiamento di scarsa attenzione nei confronti delle grandi manovre
nel mondo delle comunicazioni: da quella sulle frequenze al varo delle misure di austerità per la Rai e alla voci di
dimagrimento di Mediaset con la possibile cessione di Endemol e di quote della
consociata Telecinco. Mentre non si capisce che intenzioni abbia il gruppo
Telecom nei confronti de La
Sette uscita molto rafforzata sia in termini di ascolti sia
soprattutto di credibilità grazie al telegiornale di Enrico Mentana e alla
nuova programmazione affidata a Paolo Ruffini. L’obiettivo è vendere un’azienda
più solida o costruire attorno a La
Sette e a MTV Italia un quarto polo televisivo?
31
dicembre 2011 Continua nel 2011 la crescita degli schermi digitali in
Europa, stimati in circa 18.500, con un incremento del 79% rispetto alla fine
dell’anno precedente, quando erano 10.338. Con oltre il 50% degli schermi
totali passati alle nuove tecnologie, l’Europa ha ormai raggiunto il “tipping
point”, il giro di boa nel processo di digitalizzazione.
31
dicembre 2011 Nel secondo trimestre dell’esercizio 2011-2012 crescono di 23
mila unità gli abbonati alla prima pay tv italiana. Sky Italia chiude l’anno
con 5 milioni e 30 mila abbonati e un risultato operativo di 6 milioni di
dollari a fronte di perdite di 12 milioni di dollari nell’esercizio precedente.
Anche Sky Deutschland è in crescita superando i 3 milioni di abbonati pur
rimanendo in perdita. Il pareggio d’esercizio è previsto per il 2013.
31
dicembre 2011 Sorpasso del satellite in Germania Secondo i dati di Astra SES in
Germania cresce di 1 milione la penetrazione della ricezione diretta da
satellite stimata in 17,5 milioni di famiglie televisive che avrebbe superato
quella del cavo, che sarebbe scesa a 17,3 milioni a causa anche delle
difficoltà di riconversione al digitale dei circuiti. Delle famiglie DTH solo
1,8 milioni sarebbero quelle dotate ancora di ricevitore per segnali analogici
(erano ancora 3 milioni alla fine del 2010). Anche la ricezione digitale
terrestre risulterebbe in calo (- 180 mila famiglie) a 1,8 milioni mentre in
crescita a 1,3 milioni (+ 330 mila) la tv su rete adsl. Complessivamente il 90%
delle famiglie televisive sarebbero passate al digitale
31
dicembre 2011 Nel 2011, i ricavi degli operatori di telecomunicazioni
sono cresciuti complessivamente del 7% a quota 1,9 trilioni di
dollari da 1,8 trilioni del 2010. La crescita deriva dal recupero
registrato sia sul versante del fisso che su quello del mobile, cresciuti
rispettivamente del 3% e del 10%. La crescita
più forte, tuttavia, è da ascrivere ai paesi BRIC (Brasile Russia
India e Cina) (+14%), mentre i risultati più deboli si sono registrati
in Europa e ex Russia (+3%). Complessivamente gli
investimenti industriali sono cresciuti
del 9% a 306 miliardi dollari. Tra i primi 10 operatori in termini di
investimenti industriali ci sono due americani (AT&T, Verizon), i tre
principali operatori cinesi, il giapponese NTT DoCoMo e 4 operatori
europei (Deutsche Telekom, Telefonica, Vodafone e France Telecom).. I primi 20
operatori nella classifica capex 2011 hanno generato poco meno del
60% dei ricavi e degli investimenti industriali.
31
dicembre 201 YouTube la piattaforma
acquistata da Google nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari ha generato nel 2011 ricavi per 2,4 miliardi
di dollari . Secondo alcuni analisti genererà 3,6 miliardi di dollari di ricavi
nel 2012.
Il Mercato italiano delle comunicazioni
elettroniche alla fine del 2011. Reti:
31
dicembre 2011 Il mercato italiano delle telecomunicazioni come sottolineato
dalla Relazione annuale AGCOM è stato caratterizzato nel 2011, da una
contrazione sia nel mercato fisso che in quello mobile, evidenziando come sia proseguita la
contrazione dei ricavi lordi conseguiti dagli operatori di
telecomunicazione - a 40,59 miliardi di euro (-3,7% a fronte del -3,4% del
2010) - con la rete fissa che registra una contrazione superiore a quella
rilevata per la rete mobile. Il mercato italiano delle telecomunicazione ha
conosciuto un decremento del 2,6% della spesa dell’utenza residenziale e affari
Rete fissa e mobile scesa da 32,56 miliardi nel 2010 a 31,72 miliardi di euro nel 2011 (di cui 14,78
miliardi per servizi da rete fissa e 16,94 miliardi da rete mobile. Leader
delle telecomunicazioni rimane Telecom Italia con una quota di mercato scesa
dal 48,6% al 47,4%, seguito dal Gruppo Vodafone in leggera crescita dal 21,3%
al 22,0% alla stregua del terzo attore Wind salito dal 13,8% al 14,4%. In calo o stazionari gli
altri attori, Fastweb scesa dal 5,1% al 4,9%, H3G dal 4,2% al 4,1%, BT Italia
fermo al 2,7%, mentre gli altri raccolgono complessiva,mente solo il 4,5%
L'incidenza
del settore sul PIL è scesa dal 2,71% al 2,57%, negli investimenti è diminuita
dal 4,16% al 3,98% e nella spesa delle famiglie è passata dal 2,31% al 2,21%.
Tendenze che si osservano ormai da qualche anno e che vengono accentuate
dal deterioramento del quadro macroeconomico e da elementi
quali la riduzione della spesa di famiglie e imprese in servizi di
telecomunicazione; la costante riduzione dei prezzi dei servizi; la
contrazione dell’11,7% nel numero di minuti consumati (mentre il traffico voce
originato dalle reti mobili è cresciuto di un ulteriore 10%). Tra gli altri
elementi la diffusione dei servizi broadband su rete fissa e mobile
che ha prodotto una ulteriore crescita degli introiti derivanti da servizi
dati; l’ulteriore crescita del comparto della telefonia mobile
virtuale, ma con segnali di saturazione del mercati; l’erosione della quota di
mercato complessiva di Telecom Italia.. In Europa, i ricavi per il
2011 del settore tlc sono stimati in 301,4 miliardi di
euro con una perdita rispetto al 2010 dello 0,8% legata soprattutto alla
riduzione dei ricavi del segmento della telefonia fissa pari al
7,6%. “Lo stesso aumento dei ricavi della telefonia mobile (0,9%) e del
comparto dati (2,6%) – stimati, rispettivamente, in 161 miliardi di euro e 71
miliardi di euro – deve essere ponderato, considerando che in termini
percentuali si tratta di un incremento più contenuto rispetto agli anni
precedenti”, spiega l’Agcom. Il numero di utenti abbonati a servizi è pari
a 1.504 milioni (circa 30 milioni in più rispetto al 2010). Di questi gli
abbonati a servizi dati a banda larga e ultra larga sono
213 milioni (+3,6%), il numero di SIM attive è 1.031 milioni (aumento
del 3,5%), le utenze di telefonia fissa 260 milioni (in diminuzione
del 4,7%).
Banda larga in Italia La crescita della banda larga è proseguita ma a un
ritmo molto più rallentato con un
incremento di solo 380 mila unità, attestandosi a 13,5 milioni di utenze
collegate alla fine del 2011 (erano 12,1 milioni nel 2009 e 13,1 milioni nel
2010). La diffusione della larga banda sul territorio nazionale registra
ritardi rispetto agli altri paesi europei, in parte dovuti a fattori
infrastrutturali, come ad esempio la mancanza di un rete “cable”. Alla fine del
2011 la penetrazione della larga banda su rete fissa raggiungeva poco piu del
22% degli italiani, contro una media europea di quasi il 28% su cui incidono
positivamente i valori conseguiti in Francia (23,2 milioni di utenti pari al
35,7% degli utenti, Germania con 27,3
milioni pari al 33,4% e Regno Unito con 19,8 milioni di utenti pari al
31,7%. Con solo 13,4 milioni di utenti
collegati a reti a banda larga pari al 22,2% l’Italia rimane di oltre 5 punti
percentuali sotto la media dell’Unione europea dove la penetrazione della banda
larga interessa il 27,8% degli
utenti
Il Mercato italiano delle comunicazioni
elettroniche alla fine del 2011: contenuti e servizi veicolati
Nel
2011, il settore complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei
ricavi derivanti da offerte a pagamento) ha fatto registrare, in termini
nominali, una sostanziale stabilità (+0,5%, che equivale a una contrazione in
termini reali di oltre due punti percentuali), dopo la contrazione registrata
nel 2009 (-6%) e la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il
risultato di due dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali
(televisione tradizionale, stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro
si è assistito alla crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al
mondo internet 2.0. Il 2011
ha visto, quindi, l’affermarsi di forme di accesso alla
rete e di fruizione dei contenuti on line non più legate strettamente al
computer, ma fruibili attraverso device di maggiore appeal per il pubblico
italiano, come gli smartphone, i tablet e le connected tv
Un
primo dato interessante è rappresentato dal fatto che, mentre taluni mezzi
hanno seguito un’evoluzione discontinua e fortemente influenzata dalla
congiuntura economica, alcuni mercati sono cresciuti progressivamente e altri,
infine, hanno visto un costante arretramento delle proprie posizioni.
La
televisione gratuita è un esempio
emblematico di andamento congiunturale, poiché, sebbene abbia continuato negli
anni a rappresentare il mezzo in grado di attrarre più risorse economiche, ha
fortemente risentito della crisi del 2009, ed ha conosciuto, come gli altri
mezzi, una ripresa nel 2010, per poi subire ancora la flessione generale del
2011, dovuta principalmente alla drastica diminuzione degli investimenti
pubblicitari
Diversamente,
la televisione a pagamento ha
mostrato un andamento costantemente crescente negli anni, a dimostrazione
dell’interesse sempre più marcato del pubblico verso una programmazione
fortemente targettizzata e di particolare appeal. Infatti, nell’ultimo anno la
componente televisiva tradizionale, legata al palinsesto generalista, ha
cominciato a mostrare una certa sofferenza in termini di ascolti, mentre hanno
registrato un maggiore dinamismo i nuovi canali tematici diffusi sul digitale
terrestre. Tale tendenza va letta unitamente al crescente successo di nuove
forme di fruizione dei contenuti televisivi, che dimostrano l’esigenza sempre
più avvertita dell’utente di contenuti più personalizzati e consumabili quando
e dove si vuole.
A
ulteriore riprova della rilevata complementarietà tra televisione (in
particolare quella in chiaro) e radio, si evidenzia come quest’ultimo mezzo abbia
presentato negli anni il medesimo andamento della televisione gratuita,
cavalcando il trend positivo del 2008 e del 2010, ma perdendo risorse negli
anni caratterizzati da una congiuntura negativa, come il 2009 e, in misura
minore, il 2011.
Editoria quotidiana e periodica. Mentre per la stampa periodica possono valere le
medesime considerazioni testé svolte per la radio, la stampa quotidiana è
apparsa in costante declino dal 2008 ad oggi. Tale declino è risultato sempre
più evidente nel 2011, anno in cui la stampa tradizionale ha subito
un’ulteriore forte contrazione sia in termini di copie vendute che di ricavi pubblicitari.
Sul fronte dell’editoria quotidiana, le aziende hanno visto una riduzione cospicua
del proprio margine operativo lordo. La flessione degli introiti pubblicitari
ha inciso significativamente sui ricavi dell’editoria quotidiana, mentre,
nonostante il calo nella diffusione del prodotto, i ricavi da vendita di copie
hanno tenuto grazie agli aumenti di prezzo intervenuti nel biennio 2010-2011. Al
contrario, i lettori di quotidiani e periodici su internet, nelle relative
applicazioni fisse e mobili (pc, smartphone, tablet), sono risultati in forte
crescita, a dimostrazione del perdurante interesse del pubblico per
l’informazione, la cultura, l’intrattenimento e la lettura.
Proprio
internet appare il mezzo che, negli
anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in linea
con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il nostro
Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono connesse le
maggiori potenzialità (cfr. par. 2.2.4). Come già osservato, a fronte di un
calo consistente della carta stampata in termini di copie vendute, i lettori
mostrano una marcata affezione per la fruizione on line delle medesime testate,
inducendo gli editori a rimeditare le proprie politiche di business, offrendo
il medesimo prodotto sui nuovi media digitali. Allo stesso modo, a fronte di
una cospicua riduzione della raccolta pubblicitaria sui diversi mezzi, la
raccolta pubblicitaria on line ha presentato, anche nell’ultimo anno, un trend
fortemente positivo. Anche l’offerta di
servizi media audiovisivi su web (SMA) sta conoscendo una decisa proliferazione,
mentre continua il successo dei video, che risultano in crescita già da qualche
anno.
A
fronte del diverso andamento tra mezzi tradizionali e nuovi media, il peso dei due
ambiti rimane ancora assai diseguale. Emerge, infatti, come le risorse attratte
dai nuovi media (circa 10% nel 2011), seppur in costante crescita, risultino ancora
fortemente sproporzionate rispetto al peso dei mezzi
tradizionali (90%)
L’AGCOM
osserva come “i media costituiscono mercati distinti, ma collegati fra di loro,
e presentano una struttura a due versanti. Nel primo versante, i consumatori
soddisfano, attraverso il mezzo di comunicazione (televisione, stampa, radio,
internet etc.) le proprie esigenze di informazione, comunicazione e
intrattenimento. Nel secondo, gli inserzionisti di pubblicità domandano spazi
pubblicitari all’editore del mezzo di comunicazione per promuovere i propri
prodotti ai consumatori finali in cambio di un numero di contatti pubblicitari
realizzati dal mezzo stesso. In questo senso, gli editori dei vari mezzi di
comunicazione rappresentano delle piattaforme che mettono in comunicazione i
due versanti dei mercati dei media, consumatori, da un lato, inserzionisti,
dall’altro.”
Televisione. Nel mercato televisivo si conferma il
"triopolio" Mediaset/Sky Italia/Rai, che continuano a detenere oltre
il 90% delle risorse complessive del settore scese complessivamente da 9,024
nel 2010 a
8,894 miliardi di euro nel 2011.
In valori assoluti
le tre emittenti registrano una flessione dei ricavi su base annua principalmente
imputabile alla contrazione dei ricavi pubblicitari, con Mediaset (in calo da 2,433 a 2,348 miliardi per
la pubblicità e in crescita da 458
a 516 milioni per le risorse pay) e Rai (in calo da 946 a 891 milioni per la
pubblicità ma in crescita con il canone da 1,586 a 1,607 miliardi) che
guadagnano peso sul totale rispetto a Sky.in leggero calo, che vede le proprie
risorse pubblicitarie scendere da 268
a 244 milioni e le risorse pay da 2,437 a 2,412 miliardi
In
controtendenza, unica azienda a registrare una crescita dei ricavi pubblicitari
da 154 a
160 milioni nel 2011 è Telecom Italia Media controllata di Telecom Italia in
fase di vendita. In termini di variazioni percentuali Mediaset registra
nel 2011 una flessione dello 0,9% dei ricavi televisivi (-3,5% dei ricavi
pubblicitari, +12,7% da offerte pay), al primo posto con un'incidenza del 32,2%
sul totale delle risorse televisive. Sky Italia fa segnare una
contrazione dell'1,8% dei ricavi (-9% pubblicità, -1% offerte pay), al secondo
posto con un'incidenza del 29,9% sul totale. Rai presenta un calo
dell'1,3% dei ricavi (+1,4% canone, -5,9% pubblicità), attestandosi al terzo
posto con un'incidenza del 28,5% sul totale. TI Media, grazie alla performance
di La7, vede nel 2011 una crescita del 4,1% dei ricavi pubblicitari televisivi,
ma rimane con un'incidenza dell'1,8% sul totale. Tutti gli altri operatori di
televisione in chiaro e a pagamento registrano un calo del 3,8% dei ricavi e
detengono una fetta della torta dei ricavi pari al 7,6%..e presentano quote
individuali tendenzialmente in calo e largamente inferiori a quella del quarto
gruppo televisivo italiano.
Nel
quinquennio 2007 2001 i dati elaborato da Mediobanca evidenziano come la
raccolta pubblicitaria di Mediaset scende da 3,846 miliardi di euro nel 2007 a 3,39 miliardi nel
2008, 2,885 miliardi nel 2009, prima di risalire a 3,242 miliardi nel 2010 e
3,301 miliardi nel 2011. Quella della Rai da 1,235 miliardi di euro nel 2007 a 1,188 miliardi nel
2008, 988 milioni nel 2009, prima di risalire anch’essa a 1,029 miliardi nel
2010 ma calare vistosamente a 965 milioni nel 2011. La pubblicità raccolta da
Sky Italia sale da 181 milioni dieuro nel 2007 a 220 milioni nel 2008,
221 milioni nel 2009 e 272 milioni nel 2010 prima di scendere a 262 milioni nel
2011. Quella infine reccolta sulle reti di Telecom Italia Media scende da 239
milioni nel 2007 a
184 milioni nel 2008 e 185 milioni nel 2009, prima di risalire leggermente a
195 milioni nel 2010 e 194 milioni nel 2011.
Televisione. Ascolti. Anche nel 2011, nonostante la flessione dell’audience che ha
interessato le emittenti generaliste, l’analisi dinamica dei dati di ascolto –
basata sullo share nel giorno medio –
mostra come le posizioni degli operatori storicisiano tuttora caratterizzate da
una incontrastata predominanza. In particolare, rispetto al 2010, RAI continua
a superare il 40%, nonostante la perdita di un punto percentuale, mentre
Mediaset ha registrato un decremento del 2%, attestandosi sul 35,3%. Tale
perdita è da ascriversi principalmente alla flessione dei sei canali
generalisti delle due emittenti (RAI 1, RAI 2, RAI 3, Rete 4, Canale 5 e Italia
1), il cui share medio giornaliero è passato dal 73% del 2010 al 67% del 2011.
Questa perdita, di quasi 6 punti percentuali, è stata solo in parte recuperata
attraverso la crescita della quota di ascolto realizzata da Rai e Mediaset
attraverso i rispettivi canali tematici (superiore all’8% nel 2011, con un
incremento di oltre 3 punti percentuali rispetto al valore dell’anno
precedente). I due operatori raggiungono quindi, tuttora, il 75,5% dell’audience.
Rispetto
agli operatori storici, il percorso delle altre emittenti terrestri appare in ascesa,
registrando, nell’ultimo anno, un incremento dell’1% e passando quindi dall’11,3%
del 2010 al 12,4% del 2011.
In particolare, La7 ha incrementato in un anno la
propria quota di ascolti dal 3,07% al 3,87%, mentre la rimanente crescita è
stata dettata dall’affermazione di alcuni canali tematici in chiaro. Allo
stesso modo, le emittenti satellitari hanno proseguito la propria ascesa, soprattutto
grazie all’offerta sempre più articolata della piattaforma Sky, conquistando nell’ultimo
anno un risultato tanto più significativo se rapportato alla flessione delle
principali emittenti terrestri.
Nel
2011, gli ascolti dei canali del bouquet a pagamento di Sky (comprensivi dei
canali di Fox) sono passati, infatti, dal 4,9% al 5,2%, mentre il satellite,
complessivamente considerato, ha raggiunto quasi il 12% dell’audience share
media. Su questo fronte, si segnala anche la lenta crescita della piattaforma
satellitare gratuita Tivusat, nata con lo scopo di raggiungere le aeree non
coperte dal digitale terrestre, che sta conquistando la propria fetta di mercato.
Pertanto, dal punto di vista dell’audience, emerge, da un lato, una certa
inerzia nelle posizioni degli operatori (con i primi due che ancora detengono
tre quarti degli ascolti, ed i primi quattro circa l’85%), dall’altro lato, un
declino dei canali generalisti a fronte della decisa affermazione dei canali
tematici, evidenziando un interesse degli spettatori per programmi maggiormente
rispondenti al proprio target di riferimento
Radiofonia Il mercato radiofonico, anche in rapporto agli altri
mezzi di comunicazione, si caratterizza per una preponderante ricezione in
mobilità; tale fenomeno influisce direttamente sulle modalità di fruizione e
quindi sui picchi di ascolto della radio nel corso della giornata, che si
concentrano nelle fasce orarie del c.d. drive time (7-10 e 16-21) e, di
conseguenza, condizionano la programmazione editoriale delle emittenti. In
questo senso, l’ascolto radiofonico tende a seguire quello televisivo perché
effettuato in momenti e luoghi (soprattutto in mobilità o in ufficio) in cui la
visione televisiva è impossibilitata. In quanto tale, la radio rappresenta,
tradizionalmente, un mezzo complementare a quello televisivo, sia dal lato
utenti, sia sul versante degli inserzionisti. Ciò spiega anche l’esistenza di
un certo grado di integrazione dell’offerta, con la presenza di player
nazionali attivi sia nella radio che nella televisione (RAI, Fininvest, Gruppo
Editoriale L’Espresso). Nell’ultimo anno, il mezzo radiofonico ha conosciuto
una forte declinazione sui media digitali – web, televisione e mobile –
risultando, in Europa, il paese in cui l’uso del web per ascoltare o scaricare
contenuti radiofonici e musicali è maggiormente diffuso, come anche l’ascolto
in mobilità attraverso i cellulari. L’emittenza radiofonica sta quindi
sperimentando uno sviluppo in chiave multimediale sia con la costruzione di canali
televisivi veri e propri, sia attraverso l’uso sempre più frequente di video
anche sulle piattaforme on line.
Offerta radiofonica. Il panorama dell’offerta radiofonica nazionale
risulta tuttora caratterizzato in modo preponderante dalla presenza di grandi
gruppi multimediali attivi anche nel versante della raccolta pubblicitaria: a)
Gruppo Finelco (partecipazione di RCS Mediagroup) con Radio 105, Rmc Radio Montecarlo E Virgin
Radio; b) Gruppo Editoriale L’Espresso con Radio Capital, Radio Deejay E
M2o; c) Monradio (Mondadori/Fininvest)
con Radio R 101); d) Il Sole 24 Ore con Radio 24, unitamente alla RAI Radiotelevisione Italiana con Radiouno; Radiodue; Radiotre; Isoradio Notturno
Italiano e Gr Parlamento. Nel settore radiofonico risultano anche presenti
alcuni operatori commerciali indipendenti (come RTL 102,500 hit Radio, Radio
Dimensione Suono e Gruppo Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss), ed
emittenti non commerciali che coprono un particolare segmento di ascolto
(Associazione Radio Maria e Radio Radicale). A livello locale, si segnala
l’esistenza di una moltitudine di realtà che coprono bacini di utenza più o
meno vasti, conquistando quote di ascolto talvolta significative.
Mercato radiofonico. Nel 2011, il mezzo radiofonico ha conosciuto, in
particolare nel primo trimestre, una decisa contrazione dei ricavi
pubblicitari. L’andamento registrato non solo è apparso in controtendenza
rispetto alle performance del mezzo degli ultimi anni, ma ha coinvolto la radio
anche in maniera superiore rispetto all’andamento complessivo del settore.
Infatti, se si procede ad un’analisi dinamica del valore del mercato negli ultimi
sei anni precedenti il 2011, si osserva che, i ricavi da pubblicità dal 2005 al
2008 hanno sempre registrato un andamento positivo, mentre nel 2009 si è assistito
ad una lieve contrazione. Infatti, i ricavi derivanti dalla raccolta sono
cresciuti dal 2005 al 2008 del 34,4%, mentre tra il 2008 e il 2009, gli stessi
si sono ridotti del 3,4%. Nel 2010, il fatturato pubblicitario ha invece
conosciuto nuovamente un andamento positivo, con un incremento del 4,3%
rispetto all’anno precedente. Nel corso del 2011 invece, il valore della
pubblicità radiofonica si è ridotto di oltre il 6%.In particolare, la
ripartizione delle risorse vede una variazione poco significativa dei ricavi
derivanti dal canone saliti al 14,2% (+1,4%), a fronte della forte riduzione
del fatturato pubblicitario (-6,6%), che continua comunque a rappresentare di gran
lunga la principale risorsa del settore (79,1%). Complessivamente il mercato radiofonico
si è quindi contratto di oltre il 5%. I primi cinque operatori detengono
complessivamente oltre la metà delle risorse totali. Tuttavia la struttura del mercato radiofonico si
presenta sostanzialmente concorrenziale. Il principale operatore è la RAI che raccoglie, grazie in
particolare al finanziamento delle attività di servizio pubblico tramite
canone, il 22% circa delle risorse pubblicitarie, seguono il Gruppo L’Espresso,
con una quota di mercato di poco inferiore al 13% e il Gruppo Finelco con il
10,4%. Le emittenti radiofoniche indipendenti, RTL e RDS, detengono invece una quota
pari a circa il 7%. Vi sono poi altri operatori come Mondadori e il Sole 24 Ore
che presentano quote marginali, al di sotto del 5%, cui si affiancano altri
soggetti a carattere prevalentemente locale che raccolgono oltre un terzo delle
risorse (34,6%). Quanto sinora considerato mostra che l’attuale condizione
economica del settore si caratterizza per una vivace concorrenza tra i vari
player.
Mercato pubblicitario. Il vistoso
calo pubblicitario in televisione e sui media tradizionali è compensato dalla
forte crescita della pubblicità in rete. Complessivamente le risorse
pubblicitarie italiane scendono da 9,873 miliardi dieuro nel 2010 a 9,669 miliardi di
euro nel 2011 (-2,1%) In Italia, il settore della pubblicità nazionale on-line
ha largamente superato, in valore, il miliardo di euro, rappresentando al
momento il secondo mezzo pubblicitario, dopo la televisione. Ciò che lo
distingue è però il diverso sentiero evolutivo, che nell’ultimo anno ha
registrato una crescita del 30%, tasso inimmaginabile, in questa fase di stagnazione,
per tutti gli altri mercati pubblicitari. Se aggiungiamo anche la pubblicità on
line raccolta in ambito locale il
mercato pubblicitario in rete è salito da 1,.177,29 miliardi raccolti nel 2010 a 1.578,4 raccolti nel
2011 con un incremento del 34,1% e una quota di mercato del 16,3 seconda sola
alla televisione.
Il
mercato pubblicitario italiano si suddivide fra gruppo Fininvest (Mediaset
s.p.a. Publitalia ’80 s.p.a. Digitalia’08 s.r.l. Mediamond s.p.a. (50%) Arnoldo
Mondadori Mondadori pubblicità s.p.a. Editore s.p.a. Mediamond s.p.a. (50%))
Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a (attraverso Sipra s.p.a.), Seat Pagine
Gialle (Seat Pagine Gialle s.p.a. Seat Pagine Gialle s.p.a), Gruppo Editoriale
Gruppo L’Espresso s.p.a (attraverso Editoriale A. Manzoni & C s.p.a.
L’Espresso). RCS Mediagroup (RCS Mediagroup s.p.a. RCS Pubblicità s.p.a.),
Google (attraverso Google Italy s.r.l. Google Italy s.r.l.), News Corporation
(attraverso SKY Italia s.r.l. Sky Italia s.r.l. Fox International Channel Italy
s.r.l.), Telecom Italia (attraverso Telecom Italia s.p.a. Matrix s.p.a. Telecom
Italia Media s.p.a. MTV Pubblicità s.r.l.), Confindustria (attraverso Il sole 24
ore s.p.a. Il sole 24 ore s.p.a.), gruppo Caltagirone (attraverso Caltagirone
s.p.a. Piemme s.p.a. Advance Publication Condénast Condénast Pubblicità), gruppo Fiat / Itedi Italiana (attraverso
Editrice la Stampa
s.p.a. Publikompass s.p.a. Edizioni Publikompass s.p.a), e gruppo Monti
Riffeser Monrif (attraverso Monrif s.p.a. Società Pubblicità editoriale s.p.a)
Hearst Commnication (attraverso Hachétte Rusconi s.p.a. Hachette Rusconi
Pubblicità s.p.a), Finelco (attraverso Gruppo Finelco s.p.a. Gruppo Finelco
s.p.a.), Cairo Communication (attraverso Cairo Communication s.p.a. Cairo
Communication s.p.a. Cairo Pubblicità s.p.a.), Class Editori (Class Editori
s.p.a. Class Pubblicità s.p.a. Classpi Class Pubblicità s.p.a.) e Microsoft
(attraverso Microsoft s.r.l. Microsoft Adv).
Editoria. Nel 2011, i ricavi complessivi del settore ammontano
a circa 6,7 miliardi di euro, mostrando una contrazione rispetto all’anno
precedente, che ha riguardato sia l’editoria quotidiana (-1,9%), sia quella
periodica (-4%). A fronte di tali contrazioni, l’editoria elettronica ha
compensato parzialmente con un incremento del 24% rispetto al valore assoluto,
di poco superiore a 400 milioni di euro, registrato nel 2010. Il dato
maggiormente indicativo delle trasformazioni avvenute nell’intero settore editoriale
è stato rappresentato dall’arretramento dell’incidenza dell’editoria quotidiana
prevalentemente a favore dell’editoria elettronica. Infatti, l’editoria
quotidiana ha subito una rilevante migrazione dei lettori verso la versione digitale
dei prodotti stessi, rispetto all’editoria periodica, soprattutto quando
quest’ultima risponde a bisogni diversi da quelli informativi, e quindi
conserva maggiormente l’appeal della versione cartacea (per grafica,
patinatura, ecc.).La perdurante riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita di
prodotti editoriali cartacei è stata parzialmente frenata attraverso l’aumento
dei prezzi, in particolare dei quotidiani e, nonostante questo, ha registrato un
decremento, seppur ridotto (-1,4%).
L’andamento
dei prezzi dei quotidiani fino ai primi anni duemila si è stabilmente mantenuto
alquanto al di sotto dell’indice generale dei prezzi al consumo, per poi
aumentare, in linea con l’indice generale, fino al 2009, anno in cui i prezzi
stessi hanno iniziato a crescere in misura decisa oltre l’indice stesso.
L’andamento dell’indice dei prezzi dei periodici, invece, è stato sempre
abbastanza in linea con l’andamento generale dei prezzi al consumo, anche se,
fino agli anni duemila, si è mantenuto leggermente al di sopra a tale livello,
mentre, nell’ultimo decennio, si è attestato generalmente al di sotto di esso. È
da rilevare che l’impennata dei prezzi dei quotidiani è coincisa con la grave
crisi del mercato pubblicitario registrata proprio nel 2009. Questo andamento è
stato il riflesso della strategia perseguita dagli editori che, nel corso della
crisi del mercato pubblicitario, hanno reagito riducendo i prezzi di vendita
dei propri spazi pubblicitari, e aumentando, come detto, i prezzi di vendita
dei prodotti al pubblico.
Da
alcune analisi effettuate dall’Autorità è emerso che il costo medio delle
inserzioni nel settore editoriale si è ridotto considerevolmente, in
particolare negli ultimi anni del decennio, anche se, anche sotto questo
profilo, è bene distinguere tra editoria quotidiana e periodica. Dal 2000 al
2010 i quotidiani hanno presentato un declino costante dei costi medi per mille
contatti (CPM), pari a quasi il 50% nell’intero decennio, con una riduzione
superiore al 20% solo nell’ultimo triennio. Diverso è l’andamento del CPM per i
periodici che ha visto un’evoluzione altalenante: in crescita fino al 2008 e in
drastica contrazione nell’ultimo triennio, con una riduzione pari a circa il
30%.. Tali marcate riduzioni si sono riflesse sulla dinamica negativa dei
corrispondenti ricavi pubblicitari. Gli introiti derivanti dalla pubblicità
hanno continuato, infatti, a presentare un andamento negativo (-1,3%;
nonostante l’incremento superiore al 20% della componente on line), comportando
un’ulteriore traslazione delle fonti di finanziamento del settore editoriale
dal versante degli inserzionisti (ricavi pubblicitari) al versante degli utenti
(ricavi da vendita di copie). Come rilevato, infatti, gli editori hanno cercato
di mantenere inalterati i propri ricavi aumentando il prezzo sul versante degli
utenti (lettori), con effetti sulla già ridotta diffusione, in una fase di
crisi generale e in un Paese già caratterizzato da una scarsa propensione alla
lettura, aggravando di conseguenza l’andamento persistentemente negativo delle
vendite medie per i quotidiani. Il mix di prezzi elevati e in crescita sul
versante editoriale e di prezzi bassi e calanti su quello pubblicitario ha pertanto
prodotto effetti negativi, sia sulla diffusione dei quotidiani in Italia
(avvantaggiando l’affermazione di mezzi quali la televisione commerciale,
prima, e, più recentemente, internet), sia sui ricavi degli editori medesimi
Se
analizziamo l’andamento del settore
editoriale nel suo complesso e la ripartizione dei ricavi dei principali gruppi
operanti, comprensivo dell’editoria quotidiana, periodica ed elettronica.,
osserviamo al primo posto RCS Mediagroup con una quota di mercato in leggero
calo dal 12,8% al 12,7%. Al secondo posto il gruppo L’Espresso in crescita dal 11,2% al 11,5%. Al
terzo Arnoldo Mondatori in lieve calo dal 7,3% al 7,2%. Seguono Il Sole 24 ore in crescita di
mezzo punto dal 4,3% al 4,8%, il gruppo Caltagirone in calo dal 3,5% al 3,3%,
il gruppo Monrif stabile al 2,9%, il gruppo Condé Nast in lieve crescita dal
2,6% al 2,7%, il gruppo Hearst Magazines Italia stabile al 1,6% e il gruppo
Cairo in crescita dal 1,4% al 1,6%. I
primi nove gruppi complessivamente
raccolgono solo il 48,2% di un mercato in grande sommovimento
La galassia Internet. Particolare riguardo ad internet, è da rilevare che,
secondo i dati Audiweb, l’accesso ad internet continua a mostrare tassi di
crescita costanti con un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente:
crescono i collegamenti da casa (+8%), ma soprattutto quelli da altri luoghi, e
in particolare, i collegamenti in mobilità (+55,4%). Parallelamente, gli utenti
attivi nel mese di febbraio 2012 sono pari a 27,7 milioni di utenti con una
crescita del 9,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mantenendo
una certa differenziazione di genere (55% uomini, 45% donne). L’audience on
line nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni di
utenti attivi che hanno consultato in media 166 pagine per persona, collegati
per 1 ora e 26 minuti. Nel giorno medio sono on line principalmente le fasce
dei 35-54enni (6,6 milioni) seguiti dai 25-34enni (2,6 milioni).
È
da rilevare che, osservando i dati sull’uso del mezzo nelle diverse fasce
orarie del giorno medio, oltre a emergere una costante attività durante tutta
la giornata, si evidenzia un picco dell’audience tra le ore 18 e le 21, con 7,5
milioni di utenti on line, che scende poi a 5,5 milioni di utenti tra le 21 e mezza notte, fascia oraria in cui si registra una
maggiore attività on line, sia in termini di tempo speso (36 minuti), che di
pagine viste per persona (68). In aggiunta a ciò, le categorie di siti più
visitati sono i motori di ricerca, i social network e i portali, mentre quelle
con maggiore crescita sono: i video/film, le informazioni turistiche e di
viaggio, i siti di coupon e sconti, e il meteo.
La
lettura complessiva di questi dati sembra confermare che per lo più l’utilizzo
di internet si concentra nella funzione di ricerca, di scambio di informazioni
e di comunicazione attraverso i social network e di intrattenimento; basso,
invece, è l’utilizzo di internet per funzioni produttive. Il commercio
elettronico è poco sviluppato, poco diffuso l’e-banking, e le piccole e medie
imprese italiane (ovvero la parte preponderante del sistema produttivo
nazionale) utilizzano scarsamente internet per l’e-commerce o per la
fatturazione elettronica. Ancora più rilevanti sono alcune peculiarità nelle
modalità di accesso e nella fruizione dei media digitali e di internet in
particolare. Infatti, nonostante l’Italia presenti ancora uno dei tassi di
penetrazione più bassi tra i paesi avanzati, è uno dei mercati con la maggior
penetrazione degli smartphone ed è tra i primi paesi al mondo come diffusione dei
social media. Si stima che quasi dieci milioni di individui abbiano accesso ad
internet da un dispositivo mobile (cellulare/smartphone/tablet) e le attività
effettuate attraverso tali strumenti sono: navigare su internet,
inviare/ricevere email, consultare motori di ricerca e accedere ai social
network.
I social network sono costituiti da
realtà diverse. Esistono quelli generalisti come Facebook, utilizzati per la
condivisione di informazioni, tematici come MySpace che permettono un
approfondimento collettivo più verticale e specializzato, social network come
Twitter che consentono un facile e continuo aggiornamento delle informazioni o,
infine, quelli basati sulla localizzazione geosatellitare, come Foursquare.La
diffusione dei social network in generale e di Facebook in particolare sta caratterizzando
la più recente evoluzione del web, comportando modifiche nei comportamenti, anche
sociali e politici88, con evidenti ripercussioni anche sul versante
pubblicitario. È un fenomeno globale, visto che i social network interessano la
maggioranza degli internauti in ogni nazione e impegnano la maggior parte del
tempo speso da essi on line. Peraltro, tale fenomeno risulta in rapida e
continua crescita con forti influenze, ad esempio, sulle decisioni di acquisto
dei consumatori.
Anche
in Italia il fenomeno assume la stessa rilevanza, nonostante la ridotta
estensione dell’accesso ad internet. Il 67,8% degli italiani conosce almeno un
social network tra quelli più noti (Facebook, Twitter, Messenger, fino a
Skype). Si tratta di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9
milioni del 2009. Sempre nel nostro Paese, gli utenti spendono circa un terzo
(pari al 31%) del proprio tempo on line visitando i social network. Crescono a
doppia cifra le categorie e i luoghi dedicati alle social community,
all’intrattenimento e a tutte le realtà fondate sul terreno della collettività
e della condivisione. Anche l’informazione si estende creando “luoghi” di
condivisione on line, trasformando il modo di concepire, diffondere e consumare
le notizie, sia sotto il profilo giornalistico-editoriale sia nel campo della
comunicazione pubblicitaria.
Proprio
l’analisi dell’evoluzione delle differenti tipologie di servizi web dà conto ella
rapidità dell’evoluzione in atto. A titolo esemplificativo, seppure i blog sono
stati la prima espressione del desiderio di comunicare degli internauti e sono
stati spesso associati alla dimensione sociale e alle prime manifestazioni di
social network, sono stati oramai da questi ultimi completamente superati. Nel
2011, la penetrazione dei social media in Italia è pari all’86% degli utenti
web e, mentre il 78% dei navigatori si informa on line (20,7 milioni di
utenti), l’87% (23 milioni di utenti) utilizza internet per
intrattenimento.L’evoluzione cui si assiste implica l’affermarsi
prevalentemente delle società nate nel web, anche se operatori provenienti da
altri settori consolidano le proprie posizioni. Come gli altri mezzi di
comunicazione, internet rappresenta un ambito di mercato a due versanti e, data
la complessità del settore, è bene soffermarsi su entrambi i lati del mercati.
Il versante degli utenti Nell’ultimo decennio – anni che alcuni hanno definito
“rivoluzionari” per tutto l’universo dei media e per l’uso che gli individui ne
fanno nella loro vita quotidiana – si è assistito ad un incremento
generalizzato dell’utilizzazione di tutti i media oggi a disposizione delle
persone93. Tendenzialmente, rispetto a dieci anni fa, oggi più persone fanno uso
– peraltro più frequente – di un maggior numero di media. Nel 2006, solo il 29%
della popolazione italiana aveva confidenza con le tecnologie informatiche e
telematiche, mentre nel 2011 tale quota sfiora il 50%. In via preliminare, come
evidenziato già nell’analisi dei mercati rilevanti del SIC, sul versante degli
utenti, tra internet e le altre piattaforme di comunicazione non si riscontra
un fenomeno di sostituibilità. Internet è un nuovo media contraddistinto da una
specifica tipologia di utenza. La sua affermazione presso il pubblico ha
ovviamente profondi riflessi anche sull’utilizzo degli altri mezzi di
comunicazione di massa, così come è storicamente avvenuto per tutti i media (ad
esempio, la diffusione della televisione produsse significativi effetti sul
consumo radiofonico). Più che un fenomeno di sostituibilità tra prodotti
(legato a variazioni nei prezzi relativi), è in atto un graduale processo di
parziale sostituzione degli altri media (al momento dell’editoria cartacea in
particolare) con internet, tipico delle fasi di sviluppo di un nuovo mezzo di
comunicazione di massa.
A
partire dalla metà del decennio scorso si è assistito alla crescita repentina
degli utenti digitali, avvenuta prevalentemente a discapito dei lettori (scesi
nel 2011 al 23,3%), mentre la quota degli utenti audiovisivi è rimasta
praticamente stabile (il 28,7% nel 2011). Anche la fruizione televisiva ha però
subito delle modifiche, indirizzandosi in una certa misura verso una
personalizzazione dei palinsesti. Ma il settore più interessato dall’avvento
delle nuove tecnologie è senz’altro la stampa, in particolare quella
quotidiana. Gli altri media, che consentono anche una fruizione contemporanea,
come la radio e la televisione, hanno avvertito meno la “rivoluzione del web”.
È
da considerare d’altro canto, che internet è una piattaforma su cui convergono
tutti i media e le interazioni sono inevitabili. Gli utenti hanno scoperto nuove
forme di fruizione dei mezzi classici, non solo leggendo le notizie on line, ma
anche “rivedendo” i contenuti televisivi o scoprendo nuovi contenuti. Il IX
Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, segnala che, indipendentemente
dall’uso del televisore, il 12,3% della popolazione attinge ai siti internet
delle emittenti televisive per seguire i programmi prescelti, superando il
vincolo del palinsesto, il 22,7% utilizza You-Tube, e il 17,5% segue programmi
scaricati tramite il web da altre persone. In aggiunta a ciò, si evidenzia la
nascita di nuovi prodotti, specifici del web(quali ad esempio le webseries) e
nuovi formati, con linguaggi più diretti, prodotti anche da non professionisti,
caratterizzati da una fruizione completamente diversa, che coniugano il contenuto
con l’interattività propria di internet, e fanno leva sulle potenzialità della community.
Tale evidenza rafforza ancora una volta la considerazione che internet
rappresenta un ambito a parte rispetto agli altri media. Anche allorché vengono
utilizzati dati, informazioni e contenuti dei media tradizionali, le modalità
di fruizione e la gestione dell’offerta assumono caratteristiche peculiari
della rete, che spesso sfuggono agli editori classici.
Nonostante
gli operatori provenienti dai media tradizionali stiano cercando di adattarsi
al nuovo mondo della comunicazione, si evidenzia però che, nei primi siti per utenti
unici, non rientrano quelli provenienti dall’editoria classica, ma tali
posizioni sono appannaggio di motori di ricerca, social network, e portali con
un’evidente ascesa dei secondi. In particolare, si segnala il consolidamento di
Facebook come secondo sito per utenti unici (dopo Google, con una penetrazione
superiore al 90%) e con il 78% degli utenti attivi (21,5 milioni di utenti) che
lo utilizza, con un tempo speso medio mensile per persona superiore a 8 ore, di
gran lunga maggiore al consumo medio di qualunque altro sito. Analizzando,
d’altronde, la capacità di attrarre audience delle società che operano sul web,
tale evoluzione risulta confermata
A
fronte di una percentuale dio utenti attivi pari al 50,7% della popolazione, i
primi 15 siti sul web in termini di audience (febbraio 2012) sono: Google
leader assoluto con il 46,7% della popolazione italiana, Facebook al secondo
posto con il 39,4%, YouTube al terzo posto con il 32,9 %, MSN/WindowsLive/Bing al quarto posto con 29,2%, Virgilio al quinto con il 27,0%, Libero al
sesto con il 25,9%, Microsoft al settimo con il 25,7%, Yahoo! All’ottavo con il 13.7%, Wikipedia al nonbo con il 24,5%, Blogger al decimo con
il 20,2%, Leonardo.it è all’undicesimo posto con il 17,6%, La Repubblica al
dodicesimo con il 17,2%, il Corriere della Sera al tredicesimo con il 15,8%, Skype al quattordicesimo con il 15,3%, eBay al
quindicesimo con 15,0%.
In
termini di audience Fonte: Audiweb le prime dieci società sul web sono: Google,
Facebook, Microsoft, Telecom Italia, Libero Network, Yahoo, Wikimedia
Foundation, Banzai, RCS MediaGroup e Gruppo Espresso. Sotto il profilo della
valenza informativa della rete, si evidenzia una maggiore attenzione degli
editori classici verso le nuove tecnologie digitali e le nuove modalità di
fruizione dell’informazione. Al riguardo, nel corso dell’ultimo anno, editori
ed emittenti hanno cominciato a proporre nuovi servizi e prodotti, inclusi
alcuni specifici per tablet e altri dispositivi mobili. Questa maggiore
attenzione alle tecnologie digitali da parte degli editori si riflette, come
visto, in particolare nel paragrafo precedente, in una crescita in termini di
audience. Considerando i soli siti di editori che provengono dalle aree
tradizionali della comunicazione, si rileva che, nonostante non siano tra i
primi siti più visitati, registrano, in generale, un’evoluzione positiva .
Nella classifica degli operatori dei media classici (febbraio 2012) dopo i siti
dei due principali quotidiani nazionali, troviamo SeatPG Directories Online con
una penetrazione dell’11,9% , TGCOM24 (11,2%), Rai (9,5%), Quotidiano.net (8,6%),
La Gazzetta
dello Sport (7,4%), Il Sole 24 ORE (7,3%), La Stampa.it (6,9%), ANSA
(6,5%), Donna Moderna (6,5%), SKY.it (6,4%), VideoMediaset (5,9%), Mediaset.it
(4,9%) e Quotidiani Espresso (4,1%)
Verso la formazione di un ecosistema
digitale.
Il contesto dei primi anni Dieci del
Ventunesimo secolo vede le imprese di telecomunicazione alle prese con gli
investimenti e l’offensiva delle piattaforma Over The top OTT. Nella Rete si
vanno formando nuovi mercati quali il cloud e lo stoccaggio dati, su cui si
stanno orientando gli investimenti dei colossi dell’ecosistema digitale (Apple,
Google, Amazon e Facebook).
L’AGCOM nella sua Relazione annuale,
l’ultima presentata da Corrado Calabrò,, riassume bene le macrotendenze in atto
nel settore delle comunicazioni elettroniche con la formazione di un nuovo
ecosistema digitale: “L’evoluzione del settore delle comunicazioni negli
ultimi anni mostra una sempre più accentuata dinamica di convergenza
tecnologica e di mercato tra l’industria delle telecomunicazioni e quella dei
media. Seppur ancora distinti sotto diversi profili, i mercati dei media e
delle telecomunicazioni appaiono infatti attraversati da forti spinte
all’integrazione, che incidono sulla catena del valore dell’intero settore
delle comunicazioni. Questo va progressivamente assumendo i contorni di un
ecosistema digitale sempre più complesso e articolato di relazioni e scambi tra
operatori di reti e fornitori di servizi e contenuti audiovisivi, in cui si
affermano nuovi attori economici, come le internet company globali, le c.d.
Over The Top” che evidenzia altresì come il perdurante declino che caratterizza
nell’Unione europea il settore delle telecomunicazioni, che registra
complessivamente una crescita negativa pari a -1,9%, si giustifica anche per il
fatto che il valore tende a spostarsi verso servizi internet a valore
aggiunto – in particolare, quelli funzionali allo sviluppo del modello
“mobile everywhere” che presuppone reti 4G come LTE, servizi in modalità cloud
e stoccaggio di big data – e “le imprese europee mostrano difficoltà ad
affermarsi in questi mercati emergenti, su cui si stanno invece maggiormente
orientando gli investimenti dei nuovi colossi dell’ecosistema digitale (tra cui
Apple, Google, Amazon, Microsoft e Facebook)”. Nel nuovo e complesso ecosistema
digitale, sottolinea l’Autorità, “si assiste al dispiegamento di un
processo virtuoso connettività-contenuti: la produzione di nuovi contenuti
promuove l’installazione di reti di nuova generazione e, in termini generali,
ne giustifica la realizzazione sotto il profilo economico, tecnico e sociale.
La maggiore disponibilità di capacità resa disponibile dall’installazione di
reti a banda larga e ultra larga in postazione fissa e in mobilità (soprattutto
l’avvento delle reti LTE), a sua volta, favorisce la fruizione dei contenuti
multimediali. La produzione di apparati hardware e software con prestazioni e
funzionalità sempre più avanzate accompagna il processo in esame”.
Queste trasformazioni consentiranno
incrementi di efficienza, ma al tempo stesso “l’ampliamento del settore,
in termini di ricavi e di volumi, unitamente al fatto che i diversi comparti –
telecomunicazioni, televisione e media, internet – mostrano una sempre maggiore
correlazione, impongono un processo di riallocazione delle risorse economiche
all’interno dell’ecosistema digitale”. Se infatti i consumatori hanno a
diposizione più contenuti e più servizi digitali, e le imprese di
telecomunicazione possono arricchire il portafogli di servizi offerti agli
utenti finali in virtù dell’ampliamento del perimetro delle attività consentito
dall’ecosistema digitale, è vero altresì che le telco sostengono
maggiori costi per la manutenzione e l’upgrade delle infrastrutture
rese necessarie dalla crescita dei volumi di traffico derivanti dagli
incrementi registrati nella domanda di connettività. Allo stesso modo,
i broadcaster, gli editori televisivi, del cinema e
della carta stampata, nonché gli autori di opere creative grazie
all’evoluzione digitale hanno a disposizione nuovi mezzi per raggiungere gli
utenti, ma – sottolinea la relazione - “la digitalizzazione dei
contenuti riserva loro alcuni rischi, in quanto l’offerta di video, dati e
audio cresce a dismisura, anche in virtù dei bassi costi di produzione (e
riproduzione) dei contenuti, mettendo in discussione le posizioni
pre-costituite”. Il trinomio Telco vs OTT vs broadcaster spiega ancora
l’Autorità, “comporta l’esigenza di nuovi modelli di business, in
grado di creare valore intorno alla fornitura di accesso a internet e di
assicurareadeguata remunerazione agli operatori infrastrutturati in
corrispondenza di incrementi nei volumi di traffico generati”. “In analogia, i
broadcaster e, più in generale, il comparto editoriale necessita di adattarsi
al nuovo contesto concorrenziale, contraddistinto da una pluralità di
piattaforme trasmissive”.
Perché un simile scenario prenda forma
è, tuttavia, necessaria “un’accurata azione regolamentare al fine di
promuovere l’innovazione nei servizi e contenuti, e l’ammodernamento delle
dotazioni infrastrutturali, che rappresentano un elemento chiave per lo
sviluppo di una domanda interna di servizi digitali”. Altrettanto importante è
l’azione del policy maker – e in particolare dei regolatori del settore – di
provvedere “all’imposizione di dettagliate regole tecniche, laddove
necessarie, improntate sempre alla promozione di una crescita efficiente
dell’ecosistema digitale, con una costante attenzione all’impatto della
regolazione sugli utenti e sulle imprese”. “Possibili soluzioni –
sottolinea la relazione - sono rinvenibili nell’evoluzione
dei modelli tariffari, nell’innovazione connessa alla possibilità
di differenziazione nei livelli prestazionali e, non ultima, nella
possibilità di addivenire ad accordi commerciali con i nuovi attori
dell’ecosistema digitale, nel rispetto dei principi di concorrenza e tutela dei
consumatori che sottendono all’idea di un internet aperto e neutrale”.
Per quanto riguarda, poi, il settore
complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei ricavi
derivanti da offerte a pagamento) s’è registrata, in termini nominali, una
sostanziale stabilità (+0,5%), dopo la contrazione registrata nel 2009 (-6%) e
la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il risultato di due
dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali (televisione tradizionale,
stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro si è assistito alla
crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al mondo internet
2.0. Proprio internet, ribadisce l’Agcom nella Relazione, appare il mezzo che,
negli anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in
linea con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il
nostro Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono
connesse le maggiori potenzialità. Anche se, il piccolo schermo si conferma
ancora il mezzo di fruizione dei contenuti audiovisivi con la maggiore
penetrazione tra le famiglie. Dal punto di vista tecnologico, il miglioramento
delle performance delle reti broadband residenziali, unitamente alla diffusione
di connected device, ha favorito la progressiva integrazione della televisione
tradizionale con internet, dando vita ad un sistema intermedio tra IPTV e Web
TV, in cui i servizi di accesso a contenuti sono erogati agli utenti dotati di
connessioni a banda larga da service provider che operano spesso
indipendentemente dai provider dei servizi a larga banda. Tale sistema, meglio
noto come OTT, consente quindi di associare alle trasmissioni televisive
tradizionali, legate a un palinsesto predefinito, una vasta gamma di servizi e
contenuti provenienti da internet, fruibili anytime e anywhere attraverso lo
schermo televisivo grazie a dispositivi web-based. A fine 2011, risultano in
crescita le famiglie italiane dotate di connected Tv, così come aumenta
l’interesse verso una maggiore personalizzazione e flessibilità del consumo dei
servizi audiovisivi che spinge gli attori del mercato a proporre nuove offerte
di smart TV e catch-up TV. I broadcaster, in particolare,
ambiscono a orientare le proprie offerte verso modelli pay, vincendo la
diffidenza dei fornitori di contenuti pregiati a rendere disponibili contenuti
ad alto valore su internet. Allo stesso modo, gli operatori multi-play mirano a
sfruttare il legame tra broadband e televisione incoraggiando i clienti ad
abbonarsi a pacchetti in bundle.
Si
pone, dunque, l’esigenza per l’Italia di sfruttare le occasioni dettate dal
progresso tecnologico ed economico, favorendo lo sviluppo di nuove forme di
fruizione di contenuti audiovisivi.Fondamentale anche per allargare la
platea degli operatori, la gamma dei servizi, in chiaro e a pagamento, con
evidenti ricadute sugli assetti concorrenziali e sul pluralismo
dell’informazione. Allo stesso modo, precisa l’Agcom, si afferma
la necessità di contrastare gli elementi ostativi a tale processo,
fra i quali, prima di tutto, la disponibilità di banda
sufficiente per una fruizione dei servizi priva di interruzioni e,
inoltre, la necessità di disporre di contenuti appetibili per gli utenti,
vincendo le resistenze dei detentori degli stessi alla diffusione sulla rete. Infatti,
da questo punto di vista, si segnala il ritardo dell’Italia rispetto ad altri
Paesi nello sviluppo di un mercato di contenuti online, che rischia di
penalizzare ulteriormente la tuttora limitata crescita delle offerte in rete.
Dal punto di vista normativo, la legge di stabilità 2011, ha
stabilito che le frequenze nella banda da 790 MHz a 862 MHz (canali 61-69 UHF)
sono destinate alla banda larga mobile a partire dal 1° gennaio 2013.
Di conseguenza, 9 canali vengono così sottratti al servizio di radiodiffusione
televisiva e vanno a costituire il cosiddetto dividendo esterno.
In questo contesto nel 2012 il governo
Monti interviene cancellando il beauty contest per l’assegnazione delle
frequenze del dividendo digitale . Il quadro normativo ha subito una recente
modifica ad opera del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, come convertito dalla
legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3 quinquies, nell’introdurre
misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro
radio, ha configurato una nuova distribuzione del dividendo digitale che
avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo il quadro in
coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del riassetto e della
razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella Conferenza
Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del corrente anno
(WRC-2012).In accordo con tali previsioni, infatti, parte dello spettro
televisivo potrà essere destinato – a partire dal 2016 – alle telecomunicazioni
mobili, in analogia con quanto già avvenuto per la banda a 800 MHz. Proprio
tali prospettive, unitamente al contesto critico della finanza pubblica del
Paese, hanno indotto il Governo a una rivalutazione sul valore economico che
l’uso di tali frequenze può produrre, introducendo così l’assegnazione del
dividendo digitale a titolo oneroso. In particolare, la legge ha previsto che
la nuova gara, destinata a sostituire il beauty contest, avvenga entro 120
giorni dall’approvazione della legge stessa, sulla base delle procedure che
verranno stabilite dall’Autorità – sentiti i competenti uffici della
Commissione europea – secondo i seguenti criteri direttivi: a) assegnazione
delle frequenze sulla base di differenti lotti mediante il criterio
dell’offerta economica più elevata, assicurando la separazione verticale tra
fornitori di programmi e operatori di rete e consentendo l’accesso ai primi a
condizioni eque e non discriminatorie, in base ai criteri fissati
dall’Autorità; b) composizione di ciascun lotto in base al grado di copertura,
tenendo conto della possibilità di consentire la realizzazione di reti per
macro aree di diffusione, l’uso flessibile ed efficiente dello spettro e
l’innovazione tecnologica; c) modulazione della durata dei diritti d’uso di ciascun
lotto tale da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze agli usi
stabiliti dalla Commissione europea in tema di disciplina dello spettro radio.
Il nuovo quadro normativo – che ha modificato alcuni passaggi della delibera n.
181/09/CONS non compatibili con la disciplina così introdotta – ha inoltre
previsto la messa in campo delle azioni utili a garantire un’effettiva
innovazione tecnologica dell’uso televisivo mediante la promozione degli
standard televisivi DVB-T2 e MPEG-4 e, a tal fine, ha introdotto alcune
scadenze relative alla vendita degli apparati di ricezione televisiva: dal 1°
gennaio 2013 ai distributori di apparecchiature al dettaglio sul territorio
nazionale non si richiede la presenza di un sintonizzatore analogico, mentre a
partire dal 1° gennaio 2015 gli apparati televisivi prodotti devono
obbligatoriamente integrare un sintonizzatore digitale per la ricezione di
programmi televisivi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4; infine dal 1°
luglio 2015 non potranno essere commercializzati apparati privi di tali
caratteristiche. Il panorama in itinere vede, pertanto, da un lato soluzioni
che consentono alla televisione digitale terrestre – destinata a sostituire,
con la conclusione dello switch-off a giugno 2012, la televisione analogica su
tutto il territorio nazionale – di offrire una vasta gamma di offerte
televisive in alta definizione (HD) e in 3D e una più ampia competizione tra
diverse modalità di fruizione dei servizi televisivi (satellite, terrestre,
IPTV, web ecc.), oltre ad un più ampio grado di pluralismo; dall’altro,
l’incremento di servizi banda larga sulle frequenze LTE e LTE-advanced, che
garantirà un uso sempre più efficiente delle risorse spettrali, in linea con
gli orientamenti europei.
2012
Il 2012 è stato l’anno di completamento
della conversione al digitale terrestre in Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia.
Ma permangono drammatici problemi di illuminazione del territorio
A partire da quest'anno il servizio
pubblico francese beneficerà di solo contributo pubblico rinunciando a
qualsiasi forma di raccolta pubblicitaria
Al centro dell’attenzione di quest’anno
vi è sicuramente l’HTML5, il nuovo set di standard che contribuirà a rendere i
siti web più veloci ed eleganti, e il cloud computing. Nel 2012, inoltre,
il dibattito si concentra anche sui potenziali effetti catastrofici di una
cyber guerra: un attacco, o una serie di attacchi, volti a colpire il web e
tutte le informazioni – commerciali, governative, private – veicolate online.
Ma il fatto più significativo è che a 10
anni dallo scoppio della bolla nel 2001, nuove web company tentano la via della
quotazione in borsa delle loro azioni. La più attesa è la quotazione di Facebook , ma un’altra dozzina di società (Yelp, Glam
Media, Vkontakte.ru) partiranno all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di
Bloomberg, il settore dovrebbe raccogliere almeno 11 miliardi di dollari.
A 10 anni dallo scoppio della bolla delle
dot.com, le web company ritentano la via della Borsa.
A 10 anni dallo scoppio della bolla delle
dot.com, le web company ritentano la via della Borsa.
Dopo le IPO del 2011
(Zynga,Groupon, Pandora, Zillow, LinkedIn e Renren),
il 2012 sarà caratterizzato dall’attesa per lo sbarco in Borsa di Facebook , che potrebbe portare la valorizzazione del
servizio a circa 100 miliardi di dollari. L’IPO di Facebook ,
così come previsto dalla legge americana, dovrebbe avvenire al più tardi entro
la fine del primo trimestre. La rete sociale – che rivendica orma più di 800
milioni di utenti in tutto il mondo – avrà chiuso per quella data l’esercizio
fiscale 2011 nel corso del quale è stata raggiunta la soglia dei 500
investitori.
Dalla quotazione, la società
di Mark Zuckerberg spera di raccogliere 10 miliardi di dollari. Facebook sarà comunque in buona compagnia: un’altra
dozzina di società – tra cui Yelp, Glam Media e il social
network russo Vkontakte.ru – partiranno all’assalto del Nasdaq e,
secondo i calcoli di Bloomberg, il settore dovrebbe raccogliere almeno 11
miliardi di dollari. Un record che riporta alla mente i fasti del 1999, al
picco del boom della net economy.
Le valorizzazioni, tuttavia, potrebbero
essere contenute, visto l’andamento delle quotazioni di alcune star del web nel
2011. Le performance più deludenti sono state quelle di Renren: il social
network meglio noto come il ‘Facebook
cinese’ era partito all’assalto di Wall Street con una valorizzazione di 5
miliardi di dollari, ma la sua capitalizzazione a fine 2011 si attestava
intorno a 1,3 miliardi di dollari. Una performance che stride coi risultati di
un altro social network, LinkedIn, le cui azioni, introdotte a
45 dollari, sono balzate fino a 122 dollari nel primo giorno di
quotazione per poi attestarsi su una media di 62 dollari, in rialzo di circa il
50% rispetto all’introduzione. Valorizzato a circa 14,7 miliardi di dollari,
Groupon, il sito che offre sconti e promozioni sugli acquisti di gruppo, aveva
rivisto al ribasso le sue ambizioni prima di quotarsi.
Dopo una previsione di valorizzazione
tra 25 e 30 miliardi, il prezzo delle azioni è stato fissato a 20 dollari, per
una valorizzazione di poco inferiore ai 13 miliardi di dollari. L’IPO di
Groupon resta comunque la più importante dopo quella di Google nel 2004. Il re
dei motori di ricerca aveva raccolto 1,7 miliardi di dollari per una
valorizzazione di 23 miliardi di dollari. Un record che potrebbe essere presto
polverizzato da Facebook , che ha
iniziato ad accelerare lo sviluppo dei servizi pubblicitari per incrementare i
ricavi in vista dell’IPO.
Secondo la società eMarker, il
fatturato di Facebook dovrebbe
superare i 4 miliardi di dollari nel 2011 e crescere del 50-60% nel 2012. Ma Facebook ha anche altre carte da giocare sul fronte
dell’innovazione tecnologica: con oltre 800 milioni di membri, connessi
mediamente ad altre 130 persone, il servizio gestisce in tempo reale un numero
di azioni che non smette di crescere. Non potendo continuare ad aggiungere
server all’infinito per funzionare correttamente, Facebook
sta lavorando alacremente al miglioramento delle formule matematiche che fanno
‘girare’ il sito, ponendo le basi di un vantaggio tecnologico che i rivali
faranno fatica a recuperare.
2012
Gennaio-marzo
2012 La banda 800 MHz verrà probabilmente assegnata nel Regno Unito
tramite asta, insieme alla banda 2.600 MHz, nei primi mesi del 2012.
L’allocazione è stata anticipata da una consultazione sui criteri e le modalità
di tale operazione svoltasi ad inizio 2011. Il Piano iniziale, stabilito nel
2003 dal Governo e dalle successive consultazioni condotte
dall’Autorità Ofcom nell’ambito del c.d. Digital Dividend
Review, ipotizza un Dividendo Digitale - al completamento dello switch-off del
2012 - di complessivi 112 MHz (i canali 63-68, 31-35, 37 e 39-40), ovvero il
30% circa del totale delle frequenze liberate (il restante 70% è pre-allocato
al broadcasting radio-TV). Prendendo atto della necessità di un più efficace
coordinamento con altri Paesi europei, che nel frattempo avevano stabilito di
liberare l’intera banda 800 MHz (i canali 61-69), Ofcom ha perciò deciso di
allineare il Regno Unito al resto dell’Europa. Rispetto al piano iniziale,
dunque, il Regno Unito ha scelto di liberare anche i canali 61-62 (prima
riservati a trasmissioni TDT, che verranno trasferite verso altre frequenze) e
il canale 69. Secondo l’Autorità,l’impatto di tale operazione - che coinvolge
circa la metà dei trasmettitori TDT in UK – risulta comunque contenuto,
quantificabile in circa 90-200 milioni di sterline
10
gennaio 2012 In
Francia
il Consiglio superiore
dell’audiovisivo (CSA) ha informato che sono state depositate 31 domande
per partecipare alla gara di assegnazione di sei canali in alta definizione su digitale
terrestre DVB-T2 .L’Autorità francese ha precisato che la selezione avverrà nel
mese di marzo e le licenze verranno assegnate prima di maggio. A
sorpresa Canal+ non ha presentato la propria candidatura, come anche
il gruppo Trace. Per contro, i
broadcaster TF1, M6 e NRJ, finora molto discreti, hanno
dichiarato ufficialmente di aver presentato domanda per i nuovi canali.
il Consiglio superiore
dell’audiovisivo (CSA) ha informato che sono state depositate 31 domande
per partecipare alla gara di assegnazione di sei canali in alta definizione su digitale
terrestre DVB-T2 .L’Autorità francese ha precisato che la selezione avverrà nel
mese di marzo e le licenze verranno assegnate prima di maggio. A
sorpresa Canal+ non ha presentato la propria candidatura, come anche
il gruppo Trace. Per contro, i
broadcaster TF1, M6 e NRJ, finora molto discreti, hanno
dichiarato ufficialmente di aver presentato domanda per i nuovi canali.
18
gennaio 2012 L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni UIT ratifica lo
standard IMT-Advanced come standard per lew comunicazioni mobili di quarta
generazione inglobando anche le
tecnologie LTE-Advanced e Wireless MAN-Advanced. IMT-Advanced
promette velocità 10 volte superiori all’LTE e al Wimax.
IMT-Advanced renderà gli smartphone 500 volte più veloci di adesso. Sarà,
insomma, come disporre di una connessione in fibra ottica per il telefonino. In
questo modo per scaricare, ad esempio, un episodio del telefilm preferito sullo
smartphone (45 minuti) ci vorrebbe non più di 20 secondi, 90 secondi se si
tratta di un contenuto in alta definizione. Per scaricare un album si
impiegherebbe meno di un minuto. Ma non si tratta solo di una questione di
velocità: il miglioramento riguarda anche l’utilizzo delle risorse di
spettro e delle stazioni base e permetterà agli operatori mobili di
rispondere alla forte crescita del traffico dati attesa per i prossimi anni.
20
gennaio 2012 Il Ministro Corrado Passera dopo aver valutato la situazione
insieme all’Agcom e agli organismi europei decide di sospendere il beauty
contest e prendersi 90 giorni di tempo per decidere le modalità dell’asta
competitiva, con la quale verranno assegnate le frequenze tv. La decisione
è stata presa in virtù delle mutate condizioni di mercato e delle tecnologie
che avevano dato vita al beauty contest e anche perché non è pensabile, di
fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, che un bene di Stato possa esser
concesso gratuitamente
27
gennaio 2012 Istituzione da parte del Governo Monti di una Cabina di regia per
l’Agenda Digitale. Il Decreto Legge sulle semplificazioni prevede,
tra le altre cose, una serie di azioni per imprimere un’accelerazione
all’Agenda digitale italiana. Innanzitutto l’avvio di una ‘cabina di regia’,
istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di
concerto con il ministro per la
Pubblica amministrazione e la semplificazione, il ministro
dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e il ministro dell'Economia e
delle finanze. La cabina di regia coordinerà gli interventi pubblici di parte
di regioni, province autonome ed enti locali perseguendo l’obiettivo
prioritario della “modernizzazione dei rapporti tra pubblica
amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a
favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a
potenziare l’offerta di connettività a larga banda, a incentivare cittadini e
imprese all’utilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacità
industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi”.
Nel Dl vengono inoltre specificati gli obiettivi dell’Agenda digitale
italiana. Tra questi, la “realizzazione delle infrastrutture tecnologiche
e immateriali al servizio delle comunità intelligenti (smart communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda
di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il
sistema educativo, la sicurezza, la sanità, i servizi sociali e la cultura”.
Sempre nell’Agenda digitale rientra la valorizzazione del patrimonio
informativo pubblico attraverso la promozione del paradigma dei dati
aperti (open data), al fine di creare strumenti e servizi innovativi e il
potenziamento dei servizi di eGovernment, con l’obiettivo
di “favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica e
per realizzare un’amministrazione aperta e trasparente”. Il Governo si impegna
quindi a promuovere la diffusione del cloud computing per le attività
e i servizi delle pubbliche amministrazioni e a utilizzare acquisti pubblici
innovativi e appalti pre-commerciali per stimolare la domanda di beni
e servizi innovativi basati su tecnologie digitali. Grande importanza è
riservata anche alla diffusione di internet negli spazi pubblici (scuole,
università, spazi urbani e locali pubblici in genere) e agli investimenti nelle
tecnologie digitali per il sistema scolastico e universitario. Riguardo
l’Università, il Dl prevede l’adozione di procedure di
iscrizione “esclusivamente per via telematica” e la realizzazione, a
opera del MIUR, “di un portale unico, almeno in italiano e in inglese,
tale da consentire l’iscrizione a tutte le università e il reperimento di ogni
dato utile per l’effettuazione della scelta da parte degli studenti”. Il
programma e la tempistica delle attività necessarie ai fini dell’attuazione
dell’agenda digitale italiana, saranno emanati entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore del decreto.
31
gennaio 2012Si spacca nuovamente il CdA Rai dopo una riunione fiume in cui
viene dato il via libera alla nomina di Alberto Maccari alla guida del Tg1 e a
quella di Alessandro Casarin alla Tgr. Entrambe le nomine, fortemente
caldeggiate dal direttore generale Lorenza Lei, sono passate per cinque
voti (Rositani, Petroni, Bianchi Clerici, Verro e Gorla) a quattro (il
presidente Garimberti, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis). In seguito
alla riunione il Consigliere Rizzo Nervo rassegna le dimissioni
1-28
febbraio 2012 Secondo i dati Audiweb, nel mese di febbraio 2012, risultano 27,7
milioni gli italiani con età compresa tra i 2 e i 74 anni che si sono collegati
a internet almeno una volta. Essi rappresentano il 50,7% della popolazione, con
una crescita del 9,2% in un anno. L’audience on-line nel giorno medio registra
una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni, un milione di utenti attivi in più
rispetto a quelli registrati lo stesso periodo dello scorso anno. La stima
della fruizione dei media on-line è fornita regolarmente dalla società Audiweb
attraverso un “Sistema integrato” capace di misurare la navigazione in rete
effettuata da personal computer presenti nelle abitazioni, negli uffici e in
altri luoghi pubblici come per esempio biblioteche, internet point e
dispositivi mobili. Tali rilevazioni svolte sul panel dei navigatori vengono
regolarmente integrate con i dati censuari rilevati sui siti editoriali censiti
da Audiweb, tramite feedback tecnici verso i web server di sistemi
browser-based.
14
febbraio 2012 Frequenze la banda 700 MHz non verrà destinata alla banda larga,
almeno per il momento Nella riunione di oggi il capo dipartimento delle
comunicazioni Roberto Sambuco ha smentito categoricamente che a Ginevra il
governo italiano chiederà di attribuire i canali 50-60 UHF ai servizi
broadband.
15
febbraio 2012 La pirateria comincia a colpire anche il nascente mercato degli
ebook. Grazie a una vasta operazione internazionale, a cui ha preso parte anche
l’Associazione Italiana Editori (AIE) non è più possibile scaricare libri
digitali pirata dal sito Library.nu e dal suo servizio di
sharehosting ifile.it. Un’operazione congiunta per rimuovere una delle
maggiori biblioteche illegali online, con oltre 400mila ebook – di cui
4mila italiani - per il download immediato, gratuito e anonimo, e con un
ritorno per i titolari dei siti di circa 8milioni di euro grazie alla
pubblicità e alla vendita di account a livello premium. Il decreto ingiuntivo
notificato ai proprietari dei due siti
ha determinato la dismissione delle attività.
15
febbraio 2012 Apertura di frequenze radio per la banda larga mobile. Il
Parlamento europeo approva un accordo con i governi nazionali sul modo migliore
per riallocare le frequenze dello spettro radio - liberate dal passaggio dalla
televisione analogica a quella digitale - per nuovi usi, quali i servizi senza
fili a banda larga per la telefonia mobile. Tutto ciò consentirà di gestire la
crescita esponenziale nell'uso dei servizi a banda larga senza fili. "La
prima politica europea in materia di spettro radio permetterà all'Unione di
riconquistare la leadership mondiale nella comunicazione senza fili.
Ottimizzerà l'uso delle frequenze a vantaggio di tutti gli utenti di smartphone
e altre piattaforme digitali mobili. Il Programma in materia di spettro radio è
parte integrante della creazione di un mercato digitale unico europeo ",
ha dichiarato il relatore Gunnar Hökmark (PPE, SE). L'assegnazione delle frequenze
radio spetta alle autorità nazionali e non all'UE, ma le regole su come
suddividere lo spettro tra i fornitori di Internet e gli utenti devono essere
concordate a livello europeo.
Fine
della TV analogica: entro il 2013 ingresso della banda larga senza fili Sulla
base dell'accordo, la banda a 800 MHz, attualmente utilizzata per la
televisione, dovrebbero essere liberata in tutti gli Stati membri dell'UE per i
servizi senza fili a banda larga, dal 1° gennaio 2013. Ciò contribuirà a creare
un mercato paneuropeo delle telecomunicazioni, dove i nuovi servizi saranno in
grado di creare opportunità e crescita per i 500 milioni di consumatori
europei.
Più
spazio per il traffico dati mobile entro il 2015. Su richiesta del Parlamento,
entro il 2015, dovrebbero essere assegnati al traffico dati mobile almeno 1200
MHz, afferma la normativa già approvata dai governi nazionali. Inoltre, la
Commissione dovrebbe valutare, entro il 1° gennaio 2015, se vi sia la necessità
di armonizzare le bande di frequenze supplementari per gestire la crescita del
traffico dati senza fili
16
febbraio 2012 Eutelsat porta l’arte nei cinema europei.
Migliaia di
appassionati d’arte di tutta Europa potranno assistere a “Leonardo Live”, una
presentazione via satellite in HD della mostra “Leonardo da Vinci: un
pittore alla Corte di Milano”. Quest’evento d’eccezione è frutto di una
collaborazione tra Eutelsat Communications, operatore satellitare leader
europeo, la società BY Experience, distributore newyorkese e PhilGrabskyFilms.
Il programma di 100 minuti, filmato alla vigilia dell’apertura, verrà trasmesso
da Eutelsat nei cinema, in simultanea in tutta Europa. La visita della mostra
alla National Gallery permetterà ai telespettatori di scoprire la più
grande collezione di quadri di Leonardo da Vinci mai riunita in un’unica
collezione. L’evento è ancor più eccezionale se si considera che molti di
questi capolavori pervenuti fino ai giorni nostri sono troppo fragili per
essere trasportati, e che la mostra non sarà trasferita in alcun altro luogo.
La visita sarà commentata dallo storico d’arte e conduttore televisivo
britannico Tim Marlow. Il segnale in hd verrà ritrasmesso dal
satellite Atlantic Bird 3 di Eutelsat – che già trasmette il segnale
a oltre 600 sale in Europa – e distribuito ai cinema di Francia, Germania,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svizzera. Leonardo Live è
un ulteriore esempio di come i satelliti possano permettere al pubblico di
partecipare ai grandi eventi culturali grazie alla trasmissione in alta
definizione sugli schermi dei cinema. Negli ultimi quattro anni Eutelsat ha
collaborato con numerose società, tra cui BY
Experience, Gaumont-Pathé e Open Sky, per garantire in
Europa la diffusione in diretta di opere presentate al Metropolitan di New York
e di balletti del teatro Bolshoi di Mosca e dell’Opera Garnier di Parigi.
Migliaia di
appassionati d’arte di tutta Europa potranno assistere a “Leonardo Live”, una
presentazione via satellite in HD della mostra “Leonardo da Vinci: un
pittore alla Corte di Milano”. Quest’evento d’eccezione è frutto di una
collaborazione tra Eutelsat Communications, operatore satellitare leader
europeo, la società BY Experience, distributore newyorkese e PhilGrabskyFilms.
Il programma di 100 minuti, filmato alla vigilia dell’apertura, verrà trasmesso
da Eutelsat nei cinema, in simultanea in tutta Europa. La visita della mostra
alla National Gallery permetterà ai telespettatori di scoprire la più
grande collezione di quadri di Leonardo da Vinci mai riunita in un’unica
collezione. L’evento è ancor più eccezionale se si considera che molti di
questi capolavori pervenuti fino ai giorni nostri sono troppo fragili per
essere trasportati, e che la mostra non sarà trasferita in alcun altro luogo.
La visita sarà commentata dallo storico d’arte e conduttore televisivo
britannico Tim Marlow. Il segnale in hd verrà ritrasmesso dal
satellite Atlantic Bird 3 di Eutelsat – che già trasmette il segnale
a oltre 600 sale in Europa – e distribuito ai cinema di Francia, Germania,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svizzera. Leonardo Live è
un ulteriore esempio di come i satelliti possano permettere al pubblico di
partecipare ai grandi eventi culturali grazie alla trasmissione in alta
definizione sugli schermi dei cinema. Negli ultimi quattro anni Eutelsat ha
collaborato con numerose società, tra cui BY
Experience, Gaumont-Pathé e Open Sky, per garantire in
Europa la diffusione in diretta di opere presentate al Metropolitan di New York
e di balletti del teatro Bolshoi di Mosca e dell’Opera Garnier di Parigi.
16
febbraio 2012 Il Consiglio d’Europa esorta i suoi paesi membri a rafforzare
l’indipendenza editoriale e operativa delle emittenti pubbliche e degli altri
media di servizio pubblico. Il Comitato dei Ministri dell’Organizzazione ha
adottato una Dichiarazione e una Raccomandazione che invitano gli
Stati membri a modernizzare il quadro di governance dei media di servizio
pubblico e ad adattarlo al mondo della moderna comunicazione, in cui le
relazioni con il pubblico sono basate su trasparenza, apertura e
dialogo.Secondo la
Raccomandazione , alcuni media devono completare la loro
transizione e passare dallo status di servizi di radiodiffusione di Stato,
strettamente legati ai governi e controllati da questi ultimi, a quello di veri
media di servizio pubblico. La Raccomandazione propone delle linee direttrici
che gli organismi di servizio pubblico potrebbero applicare per modernizzare il
loro sistema di governance: indipendenza, assunzione di responsabilità,
gestione efficiente, capacità di risposta e responsabilità deontologica,
trasparenza e apertura. Il Consiglio d’Europa sostiene il servizio pubblico di
emittenza radiotelevisiva in quanto parte integrante di uno spazio mediatico
dinamico in una democrazia, al pari dei media commerciali e dei media
comunitari. Nel 2011, il Consiglio d’Europa ha firmato un memorandum d’intesa
con l’Unione europea di radiotelevisione al fine di rafforzare la cooperazione
tra le due organizzazioni.
17
febbraio 2012 La Corte
di Giustizia dell’Unione Europea dice No ai filtri sui social network. I social
network non possono essere costretti a predisporre sistemi di filtraggio,
riguardanti tutti i propri utenti, per prevenire la pirateria di opere
audio-video. La Corte
stabilisce con la sentenza che il gestore di un social network, come Facebook o Twitter, “non può essere costretto a
predisporre un sistema di filtraggio generale, riguardante tutti i suoi utenti,
per prevenire l’utilizzo illecito di opere musicali e audiovisive”. Secondo la Corte una simile imposizione
non rispetterebbe il divieto di imporre a detto gestore un obbligo generale di
sorveglianza, né l’esigenza di garantire il giusto equilibrio tra la tutela del
diritto d’autore, da un lato, e la libertà d’impresa, il diritto alla
protezione dei dati personali e la libertà di ricevere o comunicare informazioni,
dall’altro.
16
febbraio 2012 Si insedia in Francia una Commissione sulla televisione connessa
che permette all’utente di navigare sul web dal proprio televisore, consultare
servizi annessi (meteo, programmi Tv …) grazie ai widgets che appaiono sullo
schermo, accedere ai social network o ai servizi di video
on-demand (VOD). Secondo il
Presidente del CSA Michjel Boyon “ è un rischio” e la ragione sta nel fatto che “contribuisce alla frammentazione
dell’audience” e “non
contribuisce al finanziamento della creazione". L’istituzione
di questa Commissione mette probabilmente la Francia al primo posto rispetto a tutti i Paesi
europei e quasi certamente a quelli del mondo intero”, ha commentato con
soddisfazione il presidente del CSA
Michel Boyon. Sarà presieduta da Emmanuel Gabla e prevedrà cinque
focus group: “Economia e concorrenza”, “Finanziamento della creazione”,
“Protezione delle minoranze”, “Nuovi format pubblicitari” e “Sfide
tecnologiche”. A luglio e ottobre si riunirà in seduta plenaria, successivamente
una volta ogni tre mesi. Questa Commissione mira a raccogliere una vasta
rappresentanza delle parti interessate, che decideranno a quali gruppi di
lavoro partecipare. Ci saranno, tra gli altri, i broadcaster (Canal+, TF1,
Arte, Bolloré, Groupe NRJ...), le associazioni dei consumatori (UFC-Que
Choisir), Médiamétrie, l’Istituto nazionale dell’audiovisivo, la Società degli autori,
compositori ed editori di musica (Sacem), l’Antitrust, operatori tlc, via cavo
e l’industria (Syndicat des Industries des Matériels audiovisuels électriques).
16
febbraio 2012 Gli Stati Uniti mettono all’asta
le frequenze radio pubbliche, utilizzate per canali televisivi, per creare reti wireless. Operazione con la
quale il Congresso punta a raccogliere 25 miliardi di dollari. Le reti wireless serviranno a velocizzare le connessioni di
smartphone, tablet e altri dispositivi mobile.
17-23
febbraio 2012 Secondo dividendo digitale. La Conferenza mondiale
sulle Radiocomunicazioni WRC 2012
ha trovato un accordo che autorizza i Paesi
sottoscrittori ad assegnare un secondo dividendo digitale, ovvero una parte
della banda a 700Mhz, attualmente utilizzata per servizi televisivi, agli
operatori di telecomunicazione.
19
febbraio 2012 Svolta epocale per il futuro della Tv su internet. A
partire da questa settimana Netflix e Hulu iniziano a lanciare
le prime serie televisive in esclusiva per il web. Si tratta di una mossa
tattica da parte delle due compagnie, che offrono un abbonamento per vedere
film e documentari in streaming, che temono un possibile blocco del mercato
degli show televisivi. Distribuendo serie nate per la rete e non presenti in
televisione, le due società sperano di aumentare il numero di clienti disposti
a pagare circa 10 dollari al mese (9,99 per Netflix, 7,99 per Hulu) per vedere
film e serie tv online.
22
febbraio 2012. Agcom delibera n. 93/12/cons Piano di assegnazione delle
frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre delle regioni Abruzzo,
Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia (aree tecniche nn. 11, 14 e 15 )
23
febbraio 2012. Nuova interfaccia faccia per i decoder My Sky HD consente anche
la ricezione di contenuti broadband trasformando Sky in una piattaforma ibrida
capace di connettersi alla banda larga, ricevere il segnale satellitare e,
grazie alla Digital Key, di accedere anche all’offerta gratuita del digitale
terrestre. Tante le novità introdotte dal nuovo sistema operativo di My Sky HD:
una nuova interfaccia in Alta Definizione completamente ridisegnata
nella grafica e nelle funzionalità, con una “mini-tv” integrata per non
interrompere la visione dei programmi durante la navigazione. Ma anche un
“motore di ricerca” esteso a tutta l’offerta e ai servizi Sky, con comandi
semplificati e funzioni di ricerca più articolate; un comando “collega-serie”
intuitivo ed immediato, per registrare dal primo all’ultimo episodio le proprie
serie tv preferite; servizi interattivi che sfruttano al meglio le
potenzialità dell’Alta Definizione. Inoltre il servizio “Parental control” è
ancora più vicino alle esigenze dei genitori che, in qualsiasi momento, sono
nelle condizioni di decidere ciò che i propri figli possono o non possono
vedere. Il nuovo software, inoltre, attiva la porta Ethernet del decoder My Sky
HD, predisponendolo alla ricezione di contenuti broadband e
anticipando quindi le future modalità di fruizione che permetteranno all’utente
di scegliere con sempre maggiore libertà cosa vedere e quando vederlo.
27
febbraio 2012 Google punta alle licenze USA della Tv via cavo. Parte la sfida a
Time Warner Cable e Comcast. Entro pochi mesi il lancio dei primi servizi
pay-tv in Kansas e Missouri. Dopo un inizio non proprio brillante e un
passaggio intermedio di ridefinizione, la Google TV 2.0 sembra pronta per un
lancio sul mercato americano più deciso e promettente. I miglioramenti
apportati al sistema operativo Android (3.1) e l'accesso application
market hanno consentito a Montain View di offrire al consumatore
una televisione interattiva più funzionale ed adatta all’ambiente
domestico in via di digitalizzazione. Il motore di ricerca più popolare al
mondo continua a investire risorse sulla sua piattaforma televisiva e punta sui
servizi di video online e pay-tv via cavo. Secondo quanto
riportato da Hollywood Reporter, Google sta cercando di espandere il suo
mercato nelle regioni occidentali degli Stati Uniti, con nuovi canali a
pagamento, mentre è di qualche settimana fa l’annuncio della Sony
Corporation di portare la
Google Tv in Canada entro l’estate del 2012. La tv via cavo è
ancora la piattaforma a pagamento più seguita negli USA e Google ha intenzione
di posizionarsi anche su questo mercato. “Presto la Google TV sarà
accessibile in Kansas e Missouri a partire dall’area di Kansas City –
hanno affermato Carlos Kirjner e Craig Moffett, due analisti di
Sanfrod C. Bernestein – e degli accordi con grandi fornitori di contenuti
e servizi sono già in corso”. Per il Wall Street Journal, entro due mesi la Google TV sarà già
operativa.
2 marzo
2012 Salta il beauty contest Viene approvato il decreto-legge, n. 16, poi
convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3- quinquies,
nell’introdurre misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione
economica dello spettro radio, configura una nuova distribuzione del dividendo
digitale che avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo
il quadro in coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del
riassetto e della razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella
Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del
corrente anno (WRC-2012).
8
marzo 2012 Piattaforme emergenti All’esito della fase istruttoria, il quadro
complessivamente emerso presenta secondo AGCOM importanti novità che hanno
portato a confermare la valutazione già espressa nella delibera n. 665/09/CONS
per la televisione digitale terrestre e satellitare e a ritenere che, allo
stato attuale, non possano più essere considerate come emergenti le piattaforme
trasmissive della TV su IP (nella quale sono state fatte rientrare l’IPTV, la
webtv e l’OTT-TV), della televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA/LTE)
e della televisione via rete DVB-H, valutazione che è stata sottoposta a
consultazione pubblica con delibera n. 103/12/CONS dell’8 marzo 2012.
15
marzo 2012 La delibera n. 131/12/CONS del 15 marzo 2012, recante “Approvazione
definitiva della lista degli eventi di grande rilevanza di cui è assicurata la
trasmissione su palinsesti in chiaro” conclude il processo di revisione,
integrazione e aggiornamento della delibera n. 8/99 del 9 marzo 1999, iniziato
con la consultazione pubblica indetta con delibera n. 302/10/CONS del 24 giugno
2010, alla luce del disposto dell’articolo 32-ter del Testo unico dei servizi
di media audiovisivi e radiofonici, introdotto dal decreto legislativo n.
44/2010, di recepimento dell’art. 14 della direttiva sui servizi di media
audiovisivi 2007/65/CE, ora 2010/13/UE. Tale articolo 32-ter attribuisce
all’Autorità il compito di compilare una lista degli eventi, nazionali e non,
considerati di particolare rilevanza per la società di cui è assicurata la
diffusione su palinsesti in chiaro, determinando altresì se le trasmissioni
televisive di tali eventi debbano essere in diretta o in differita, in forma
integrale ovvero parziale. La ratio del citato articolo è che sia garantita a una
parte consistente del pubblico italiano la visione degli eventi di particolare
rilevanza su canali televisivi gratuiti accessibili alla maggior parte della
popolazione, senza costi supplementari per l’acquisto di impianti tecnici. In
tal modo è impedita la trasmissione solo in forma codificata degli eventi
inseriti nella lista e la conseguente frustrazione della finalità della norma. Per
esser considerato “di particolare rilevanza per la società” un evento deve rispondere
ad almeno due dei seguenti quattro criteri individuati dalla Commissione
europea a) l’evento e i suoi esiti godono di risonanza speciale e generalizzata
in Italia e interessano anche altre persone oltre a quelle che normalmente
seguono il tipo di evento in questione; b) l’evento gode da parte della
popolazione di un riconoscimento generalizzato, riveste una particolare
importanza culturale ed è un catalizzatore dell’identità culturale italiana; c)
l’evento coinvolge la squadra nazionale di una determinata disciplina sportiva in
un torneo internazionale di grande rilievo; d) l’evento è stato
tradizionalmente trasmesso sulla televisione non a pagamento e ha raccolto un
ampio pubblico di telespettatori in Italia. Considerata la derivazione
comunitaria delle misure che gli Stati membri pongono in essere per dare
attuazione alla materia in questione, le liste nazionali, una volta approvate
nel contenuto, devono essere sottoposte alla valutazione del Comitato di
contatto presso la
Commissione europea, che riunisce nel suo consesso
rappresentanti di tutti gli Stati membri per le materie coperte dalla citata
direttiva e che ha tre mesi di tempo decorrenti dalla notifica del
provvedimento per esprimere il proprio parere sulla compatibilità con il
diritto dell’Unione europea delle misure adottate dagli Stati membri. A tale
verifica di compatibilità col diritto comunitario è altresì subordinata
l’opponibilità delle liste nazionali alle emittenti stabilite in altri Stati
membri. Il Consiglio dell’Autorità ha definitivamente adottato le misure
sottoposte alla Commissione europea con la delibera n. 131/12/CONS, recante
“Approvazione definitiva della lista degli eventi di grande rilevanza di cui è
assicurata la trasmissione su palinsesti in chiaro”, la cui entrata in vigore è
prevista per il prossimo 1° settembre 2012. la cui entrata in vigore è prevista
per il 1° settembre 2012.
15
marzo 2012 Il Consiglio dell’Autorità approva
la delibera n. 130/12/CONS pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – serie generale
n. 86 del 12 aprile 2012. Avvio di una indagine conoscitiva propedeutica alla
definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi
dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e
radiofonici. I quesiti proposti nell’indagine riguardano, in particolare, i
mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove
tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno
definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un
rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità,
trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e,
più in generale, alla programmazione televisiva. Il termine per far pervenire le
informazioni da parte dei soggetti interessati è stato fissato in 30 giorni
decorrenti dalla pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale.
28
marzo 2012 Scade il Consiglio di amministrazione Rai dopo aver approvato il
bilancio
2
aprile 2012 Da settembre Sony commercializzerà in Francia Google Tv’,
ovvero due dispositivi dotati di sistema operativo Android Il primo
si presenta come un semplice decoder Google Box’ e sarà venduto a 200 euro il secondo
integrerà in più un lettore Blu-ray al prezzo di 300 euro. E’ la prima volta
che la soluzione di Google, lanciata a ottobre 2010 negli USA e rivisitata lo
scorso anno, sarà disponibile anche in Francia. Dovrebbe essere lanciata pure
in diversi Paesi dell’Europa occidentale, come Regno Unito , Germania o Spagna.
I due decoder daranno accesso, attraverso il bottone menu dell’apposito
telecomando, a ‘Google Play Store’, la nuova piattaforma di Google che
raggruppa tutte le offerte di contenuti del gigante di internet. In primo luogo
una serie di applicazioni concepite appunto per la televisione.
3
aprile 2012 Tv ibrida: Eutelsat lancia in Germania i primi servizi con standard
HbbTV KabelKiosk Choice basato sullo standard HbbTV, che consente di
mettere insieme la ricezione dei canali televisivi tradizionali e l’accesso a
un’offerta arricchita di servizi e contenuti online porterà nelle case con Tv
via cavo la Tv
tradizionale e i contenuti web-based. Il lancio di questo nuovo servizio è una
tappa fondamentale nello sviluppo della piattaforma KabelKiosk, il cui
ruolo fino a oggi è stato quello di aggregare un’offerta attrattiva di
programmi Tv per alimentare le reti indipendenti via cavo e via Adsl in
Germania. KabelKiosk Choice rappresenta oggi per gli operatori di rete, i
broadcaster e i fornitori di contenuti tedeschi, uno spazio privilegiato che
consente di accrescere il parco clienti e generare nuove entrate con offerte
più ricche da fruire sulla connected Tv. KabelKiosk Choice include servizi di
video-on demand, catch-up TV, accesso ai portali di notizie e informazioni
locali. Gli utenti accedono attraverso un set-top box o una Tv connessa che
supporta lo standard HbbTV. La società è già al lavoro per offrire anche una
soluzione che consentirà di portare il servizio su tablet e smartphone. KabelKiosk
Choice verrà commercializzato in modalità white label, permettendo così ai
player di offrire il servizio col proprio marchio. Questi possono anche
confezionare una propria offerta con notizie locali, feeds RSS, video e
promozioni. Grazie a un Content Management System integrato, i player potranno
facilmente aggiornare i contenuti e le applicazioni. Partner storico dei
broadcaster di Tv lineare, oggi Eutelksat ha l’ambizione di giocare, attraverso
la convergenza tra Tv tradizionale e contenuti distribuiti online, il ruolo di
catalizzare che ha avuto fin dall’arrivo della Tv digitale”.“Il servizio
KabelKiosk Choice è il primo di una nuova generazione di soluzioni ibride
che svilupperemo su tutti i nostri mercati per offrire a broadcaster, fornitori
di contenuti e operatori di rete nuovi spazi che associano il satellite e le
reti terrestri e consentiranno di far aumentare la loro audience”.
3
aprile 2012 Secondo il Wall Street
Journal Google si prepara a lanciare sul mercato prima dell’estate un
proprio tablet (prodotto da terzi). Il dispositivo dovrebbe essere
venduto esclusivamente su internet, in modo da poter avviare una strategia
aggressiva sul versante del prezzo, che dovrebbe essere inferiore ai 200 dollari.
Google potrebbe così entrare in diretta concorrenza con
l’iPad di Apple e con il Kindle Fire di Amazon,
venduto a 199 dollari. Questa operazione è volta a promuovere il sistema
operativo di Google, Android, che ha ancora difficoltà a competere con Apple
nelle vendite di tablet. Google procede anche con la propria strategia per il
mercato degli smartphone, dove ha lanciato la propria gamma di telefonini,
‘Nexus’.
3
aprile 2012 Mediaset cede la propria quota nella società olandese di forma
televisivi Endemol acquisita nel 2007. L 'incasso per la quota, inserita nel
bilancio 2011 tra i titoli disponibili per la vendita, dovrebbe essere pari a
circa 72 milioni di euro.
4
aprile 2012 DAB sperimentale nella Provincia di Trento. Sulla base della
disponibilità di risorse destinate al servizio di radiodiffusione radiofonica
in tecnica digitale dalla Conferenza di Ginevra 2006, unitamente alla
valutazione delle frequenze utilizzabili in banda III-VHF, a seguito
dell’avvenuta conversione del sistema televisivo in tecnica digitale, AGCOM
approva delibera n. 180/12/cons “Piano provvisorio di assegnazione delle
frequenze per il Servizio radiofonico
digitale nella regione del Trentino Alto Adige. Progetto pilota nella provincia
autonoma di Trento”
17
aprile 2012 Un emendamento approvato al
Senato sostituisce il Beauty Contest con una gara per l’assegnazione delle
frequenze del dividendo digital e Rai, Mediaset e H3G
potranno usare le frequenze DVB-H, acquistate per i servizi di Tv
mobile, per la trasmissione di programmi televisivi su digitale terrestre
in DVB-T. Ma rimane il limite antitrust di 5 multiplex per ogni soggetto e
il principio della separazione societaria. su proposta del Ministro dello
sviluppo economico Corrado Passera, ha approvato la presentazione di
un emendamento parlamentare al decreto di semplificazione fiscale
contenente le misure per l’annullamento della procedura di gara per
l'assegnazione gratuita delle frequenze derivanti dal cosiddetto dividendo
digitale. Con questa decisione - che tiene conto di diversi Ordini del giorno
approvati dalla Camera e del mutato contesto economico-sociale rispetto a
quando il beauty contest era stato avviato - il governo intende valorizzare
economicamente una risorsa preziosa quale quella delle frequenze,
puntando inoltre al consolidamento dell'industria televisiva e allo
sviluppo del comparto TLC. Si pongono così anche le basi, si legge nel
comunicato stampa, per la chiusura della procedura di
infrazione comunitaria da tempo aperta contro l’Italia e si creano le
condizioni per aumentare ulteriormente il pluralismo, la trasparenza e
l'apertura del mercato. Nella relazione tecnica all’emendamento si
legge che la norma che introduce l’asta per le frequenze tv è “idonea ad
assicurare l’acquisizione di un introito per il pubblico erario al momento non
compiutamente quantificabile e comunque molto rilevante”. “Ulteriori
prevedibili nuove o maggiori entrate - prosegue la relazione tecnica
all’emendamento del governo sulle frequenze tv - potranno derivare dalle
successive procedure di gara riguardanti le frequenze che saranno destinate ad
usi di telecomunicazione e dal previsto riordino dei contributi per l’utilizzo
delle frequenze televisive”. Non sono previsti oneri nuovi per la gestione
della gara e anche per “gli indennizzi” previsti per i partecipanti alla
procedura di gara prima sospesa e poi annullata le risorse saranno recuperate
dagli introiti della stessa gara. I singoli lotti messi a gara
saranno composti da reti di più frequenze, modulabili per macroaree di diffusione.
Alcune di queste frequenze, posizionate sopra la banda 700, saranno
assegnate per un periodo di tempo più limitato in quanto,
coerentemente con le future decisioni comunitarie, potranno essere destinate a
servizi diversi da quelli televisivi e dunque riassegnate, tramite ulteriori
aste, a operatori TLC. I lotti di frequenze saranno assegnati
tramite aste a titolo oneroso. Il bando della prima asta sarà emanato dal
MiSE entro i prossimi 120 giorni e sarà basato su regole stilate
dall’Agcom, sentiti i competenti uffici della Commissione Ue. Con questo
sistema di assegnazione, lo spettro nazionale sarà maggiormente valorizzato e
sfruttato in maniera più efficace, consentendo l'adozione delle più avanzate
tecnologie trasmissive presenti sul mercato. Le regole della gara dovranno,
quindi, essere elaborate dall’Agcom, sentiti i competenti Uffici della UE e
attenendosi ai seguenti criteri e principi direttivi:
·
Aggiudicazione all’offerta
economica più elevata, anche mediante rilanci competitivi;
·
Partecipazione alla
gara riservata agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra
i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete, che dovranno
consentire l’accesso ai fornitori di programmi a condizioni eque e non
discriminatorie. In questo modo sarà più facile e meno oneroso accedere al
mercato televisivo;
·
Fissazione dei
criteri e delle priorità per favorire i fornitori di programmi nuovi entranti e
l’innovazione tecnologica;
·
Composizione ottimale
dei diversi lotti messi a gara e modulazione della durata dei diritti d’uso
delle singole frequenze, così da garantire la tempestiva destinazione delle
frequenze secondo la disciplina dello spettro radio stabilita dalla Commissione
europea e dagli organismi internazionali competenti, con particolare riguardo
agli obiettivi della agenda digitale nazionale ed europea.
L’Autorità
e il Ministero dovranno adottare ogni azione utile a garantire la concorrenza,
l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, in
riferimento anche agli indirizzi dettati dalla Conferenza mondiale di
Ginevra 2012 e dall’Unione Europea nell’ambito degli obbiettivi
dell’agenda digitale. In questo modo il sistema trasmissivo nazionale potrà
rispondere efficacemente ai crescenti bisogni di banda larga e di comunicazione
tramite la rete. Si
prevede entro la fine del 2012 il riordino dei contributi per l’utilizzo delle
frequenze televisive, che saranno progressivamente applicati per favorire
l’ottimale utilizzo delle frequenze. Vengono previste misure atte a favorire
l’introduzione di nuovi standard televisivi DVB-T2, MPEG4 e
successive evoluzioni, attraverso i quali sarà possibile aumentare la quantità
e la qualità della trasmissione televisiva. Per questo motivo, a partire
dal 1° gennaio 2015 le aziende produttrici di televisori saranno
obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i
nuovi standard. Le nuove tv, dal 1° luglio 2015, saranno le uniche a poter
essere commercializzate. Gli standard DVB-T2 e MPEG-4 necessitano inoltre di un
numero più limitato di frequenze e ciò consentirà la trasmissione di una
quantità più ampia e avanzata di contenuti. Sono abrogati gli attuali
riferimenti di legge alle parti della delibera n. 181/09 dell’Autorità
incompatibili con la nuova disciplina, fermi restando i limiti di
concentrazione previsti dalla medesima direttiva per ciascun operatore. Di
conseguenza viene annullato il bando che ha indetto la gara beauty contest,
rinviando a un decreto interministeriale la definizione dei criteri e delle modalità
per l’attribuzione di un indennizzo ai partecipanti.
22
Aprile - 6 maggio 2012 Decima elezione presidenziale in Francia. Il
socialista Francois Hollande leggermente in testa già al primo turno, sconfigge
al secondo turno con il 51,62% il presidente uscente il gollista Nicolas
Sarkozy. Notevole l’affermazione di Marine Le Pen figlia del leader storico del
Front National Jean Marie Le Pen che conquista il 17,9% distanziando largamente
il leader del Front de Gauche Jean Luc Mélenchon, fermo all11,10%. Deludente il
risultato del centrista del Movimento Democratico Francois Bayrou in calo al
9,13%. In forte calo il candidato dei verdi Eva Joly (2,31%), il moderato
Nicolas Dupont Aignan (1,79%) e i due
candidati trotzkisti Philippe Poutou (1,15%) e Nathalie Arthaud (0,56%) e il
moderato Jacques Cheminade (0,25%)
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